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 Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI

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haran banjo



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MessaggioOggetto: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   4/10/2013, 15:41

Promemoria primo messaggio :

Chiedo consiglio su come comportarmi per un alunno che attualmente frequenta la quarta,ma che nehli ultimi giorni dell'anno scolastico scorso, ovvero al termine del terzo anno, si è viso riconoscere dall'ASL alcuni disturbi specifici dell'apprendimento (fine maggio).
Il Consiglio di Classe, di cui faccio parte, non ha ancora approntato il PEI (se si chiama così il documento in cui si specificano le modalità di verifica). Nei prossimi giorni dovrò somministrare alla classe una verifica scritta e mi chiedo se trattarlo come gli altri oppure no, dato che il CDC non ha ancora realmente affrontato il problema per iscritto.
D'altra parte credo che abbia diritto ad una verifica differenziata, dato che la scuola è stata informata (e con essa anche il sottoscritto) per iscritto.

1)Secondo voi dovrei differenziare la sua verifica e se sì, come?
2)So che sarebbe necessario conoscere il tipo di DSA per rispondere in modo completo e corretto, ma in generale quali accorgimenti si adottano?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   6/10/2013, 18:56

Jazzist sono d'accordo con te sull'importanza della figura esterna preparata.
Sono d'accordo pure con l'esperienza che insegna, come dice Giovanna.
E con lei sono d'accordo sulla collaborazione tra le due figure.
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jazzist



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   6/10/2013, 18:57

Scusa mac forse sono stato infelice nell'eposizione ma intendevo riferimi alle invettive "colorite" di certi docent nei confronti della classe che ignora la differenza tra un pred verb e quello nom. Il senso dei miei interventi era inquadrato in un'ottica di collaborazione tra le diverse discipline che concorrono all formazione dei docenti.
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jazzist



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   6/10/2013, 19:06

Woland in senso generale il tuo intervento non potrebbe essere messo in discussion da nessuno di noi. Ovviamente certe situazioni particolari possono essere valutate solo vivendole direttamente, senza scomodare I dettami teorici ai quali più volte ho fatto riferimento. Importanti sono l'attenzione e gli sforzi possibili dello Stato affinchè il profilo professionale degli insegnanti sia sempre costruito su competenze disciplinari, epistemologico-didattiche, psico-pedagogiche, organizzative, di ricerca e sperimentazione. Un percorso che incomincia all'università ma che viene perfezionato nella relazione quotidiana con i propri alunni, in un confronto e in una ricerca continui con i propri colleghi.
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   6/10/2013, 19:20

Non è questione di scortesia, Ire. Au contraire. Ma se io dico che l'epidemia DSA nella scuola è sospetta, e che bisognerebbe andare a fondo alla questione perché, in caso contrario, si creerebbe un grave danno agli studenti e alla società, e tu mi rispondi parlandomi di diritti dei ragazzi e di insegnanti che bastonano poveri fanciulli innocenti, il sospetto di un cortocircuito comunicativo non mi pare del tutto implausibile. Se invece ti era tutto chiaro, meglio ancora, avrò sbagliato io: non ho problemi ad ammetterlo.

Jazzist, grazie del tuo ultimo intervento: lo condivido certamente, anche se non sono sicuro che la figura ideale del docente, così come la delinei tu, si possa dare concretamente; è però, senz'altro, un modello cui si dovrebbe tendere.
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jazzist



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   6/10/2013, 19:25

Provo fare una domanda a voi tutti partendo da una situazione tipo così come l'ha descritta Woland però nei cinque anni di scuola primaria. Cosa cambierebbe nelle vostre azioni educative e didattiche? E se le cause di queste problematiche si trascinassero nei successive cicli di istruzione non potremmo cadere in un errore di valutazione circa le problematiche o le difficoltà dell'alunno in questione?
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   6/10/2013, 21:51

Immagino che cambierebbe molto: infatti io mi riferivo alla secondaria di secondo grado, e, nello specifico, al triennio. Credo che alla primaria si possa fare moltissimo, in questo senso, badando sempre di non confondere la centralità del discente con il buonismo sterile. Lo puntualizzo perché, per me, lo studente è sempre al centro dell'azione educativa, ma resto dell'idea che la compassione (populista) e gli slogan costituiscano la malattia mortale della scuola e della società italiane, e la prima causa della deresponsabilizzazione oggi endemica nel nostro aprico Paese. Ti posso anche dire, per quanto riguarda la mia esperienza, che un'azione efficace su alunni con dsa effettivi, condotta con serietà a partire dalla seconda elementare, può portare a risultati davvero sorprendenti, al punto da mettere il ragazzo nelle condizioni di mangiarsi letteralmente i compagni di classe, al triennio, e di prendersi pure la (meritatissima) lode alla maturità.
I casi di diagnosi tardiva sono assai più complessi, un po' per la tendenza a gettare tutti nel medesimo calderone, un po' per la straordinaria propensione di alcuni genitori a costruire barriere intorno ai propri figli, con il risultato di scavare loro la fossa con impegno degno di migliore opera. Certo, non tutto è perduto (ho in mente un paio di casi di studenti "pigri", mai certificati [altro problema!], eppure in fortissimo odore di dsa, che, sostenuti in modo adeguato, hanno potuto dare il meglio e trovare una realizzazione scolastica ed esistenziale), ma bisogna per forza che famiglia e ragazzi abbiano voglia di mettersi in discussione e di darsi da fare; il che, guarda un po', nei casi di diagnosi tardiva [o estrema: intorno ai 19-20 anni, dopo infinite bocciature] non avviene troppo di frequente. Che fare, allora? Ognuno avrà la propria ricetta, immagino; la mia parte dal presupposto che il triennio del liceo non è scuola dell'obbligo, e, come dicevo, se tutti hanno il diritto di iscriversi, questo non significa che i docenti abbiano l'obbligo di promuovere chi non raggiunge gli obiettivi minimi; di qui, la mia prassi, illustrata sopra, che non è punitiva, ma, semplicemente, registra i fatti. Però il lavoro di responsabilizzazione - specie in casi di problemi effettivi - deve essere fatto molto prima: nei modi e con i tempi adeguati, certo, ma deve essere fatto. E questo, insisto, non per un puntiglio da sciolus magistellus, ma per costruire adulti che non siano votati al fallimento. Perché nessun certificato, una volta fuori dalla scuola, li riparerà dagli schiaffoni della vita.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   6/10/2013, 22:11

Ire ha scritto:
Certo è pesante affermare che un ragazzo non può fare versioni a casa,
Ma soprattutto, scusate, ma è normale che una cosa del genere sia scritta direttamente sulla diagnosi e "prescritta" come se fosse una medicina, unilateralmente dal professionista sanitario che ha accertato il DSA? Non dovrebbe essere, semmai, una delle possibili decisioni che si prendono in consiglio di classe dopo aver discusso il significato della diagnosi e aver consultato tutte le parti in causa? Non so voi, ma io trovo allucinante che un medico o uno psicologo possano permettersi di entrare direttamente nel merito dei metodi didattici e dare istruzioni (o addirittura ordini) agli insegnanti su come devono fare il loro lavoro di insegnanti.

Possibile che se l'insegnante si permette di sollevare dei dubbi su una diagnosi, è un arrogante presuntuoso che va al di fuori del proprio ambito di lavoro... mentre un medico che si permette di prescrivere esattamente quali compiti a casa possano o non possano essere dati, quello invece va bene?
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jazzist



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 00:00

Woland avevo intuito che ti occupassi di giovani studenti un po' più cresciutelli dei miei e quindi anche più inclini a scorciatoie poco edificabili. Io sono sempre più convinto che I docenti della scuola italiana debbano aggiornarsi e continuare a formarsi su aspetti didattici e metodologici, specie se dobbiamo relazionarci con alunni delle primarie e medie.
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jazzist



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 00:12

Le version di greco e latino sono assimilabili alle prove scritte di inglese, francese, ecc. Prevedere l'uso di mappe, formulary e dizionari digitali sono il minimo che si possa inserire in un buon pdp, approvato e messo in opera da tutte le parti.
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 09:31

Il greco e il latino, a partire dal DM 12/7/11, che cassa l'apposita nota 4674 (10/5/07) non sono più equiparati alle lingue straniere, e nessuna misura dispensativa può essere applicata allo studio di tali materie; qualunque indicazione in senso contrario proposta (o imposta) da medici, psicologi, etc., cozzerebbe contro il DM, e quindi non avrebbe valore.
Il ricorso ai dizionari digitali, comunque, risolve in parte il problema, così come l'aumento dei tempi per le prove. Restano sempre necessarie le attenzioni alla presentazione grafica delle verifiche (dimensione carattere, crenatura, uso del tondo e mai del corsivo, interlinea 1,5/2, e via dicendo); qualche espediente ulteriore (colori, evidenziazione, spaziature speciali) si rivela fondamentale per aiutare lo studente nella costruzione del testo, e va da sé che la LIM resta uno strumento imprescindibile nell'insegnamento delle lingue classiche - anche per chi non ha DSA: il che mi permette di trattare tutti allo stesso modo, senza far sentire nessuno diverso (un buon punto di partenza, in termini relazionali).
Certo che imporre a un dislessico medio-grave una versione di greco non mi sembra il modo migliore per aiutarlo a ricostruire la propria autostima. Qui, però, come nel caso dei discalculici iscritti allo scientifico-tecnologico, non attribuirei le colpe agli insegnanti sanguinari (che, come dicevo, non possono travalicare il proprio ruolo e i propri compiti), ma a chi si ostina a non capire che incaponirsi su un percorso di studi inadatto alle esigenze e alle attitudini dei figli significa condannarli a un'adolescenza fatta di sconfitte e sofferenze. Ma sono discorsi impopolari, tipici di noi vegliardi gretti e arroccati sulle nostre convinzioni da ginnasio humboldtiano, cui nulla importa dei ragazzi e delle loro difficoltà...
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 09:42

Temo che tu abbia un po' ragione per quanto riguarda la tua ultima considerazione.

A parere tuo, quindi, un ragazzo con dsa non potrebbe diventare, ad esempio, un buon medico?
e se anche decidesse per lo scientifico, percorso magari più opportuno per le sue ambizioni, non scamperebbe al latino.
Non sono affatto d'accordo con questo, proprio viste la particolare sensibilità e capacità di visione dei particolari minimi nell'insieme, un ragazzo con dsa potrebbe diventare un ottimo medico. Lo fermiamo per una versione di latino o di greco?

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jazzist



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 11:39

Ma io non parlavo di dispensa. Le ho solo associate su un piano di difficoltà e non normativo, correttamente riportato nel tuo intervento. Consigliabile Latino in regole edizioni Il Melograno.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 14:16

Ire ha scritto:
Temo che tu abbia un po' ragione per quanto riguarda la tua ultima considerazione.
A parere tuo, quindi, un ragazzo con dsa non potrebbe diventare, ad esempio, un buon medico?
e se anche decidesse per lo scientifico, percorso magari più opportuno per le sue ambizioni, non scamperebbe al latino.
A parte il fatto che adesso anche allo scientifico ci sono le sezioni senza latino (e che si può diventare medici anche dopo aver frequentato un buon corso di istituto tecnico... che so, a indirizzo di perito chimico o perito agrario, che sicuramente di biologia, fisiologia ed evoluzione ne sanno molto di più che allo scientifico), ma in ogni caso il problema prima o poi si riproporrà COMUNQUE. Perché poi 'sto famoso aspirante medico, che per tutta la sua vita scolastica precedente è sempre stato dispensato da qualsiasi "eccesso" di particolari da imparare a memoria, o a cui sono stati condonati tutti gli errori di forma e di calcolo, poi gli esami universitari dovrà farli, o no? Cosa facciamo, la programmazione personalizzata e le prove di verifica alternative anche per gli esami universitari? Gli dimezziamo il lavoro da fare e le cose da imparare, solo perché "siccome non è colpa sua" se ha quelle difficoltà, allora deve comunque essergli garantito il diritto allo stesso voto degli altri, a parità di impegno? No, a mio avviso non può andare così: dovrà esistere prima o poi un momento in cui questi ragazzi vengano messi di fronte all'evidenza che purtroppo, ANCHE SE NON E' COLPA LORO, se vogliono ottenere un certo risultato, saranno sempre destinati a dover fare più fatica della media... e che il diritto sindacale di "ottenere lo stesso risultato con la stessa fatica" non esiste.

Gli esami universitari (ma anche le valutazioni della scuola superiore) non hanno solo lo scopo di "premiare chi ha dimostrato di impegnarsi": devono certificare delle competenze effettive.

E non trovo nemmeno opportuno che questa evidenza si presenti di colpo, inaspettatamente, solo all'università, dopo essere stati tenuti fino a 18 o 20 anni in una bolla di protezione, ed essere stati abituati a dare per scontato il diritto alle prove personalizzate su misura...
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 16:29

Non mi sono nemmeno lontanamente sognato, per la verità, di esprimere valutazioni, diciamo così, proiettive sul futuro di un ragazzo con dsa. Dico che imporre a un ragazzo discalculico un percorso liceale come quello scientifico o tecnico è un atto crudele. Mostruosamente crudele. Anche se lui stesso insiste per volerlo fare: il genitore deve anche avere il coraggio di dire no. Se un figlio con gravi problemi di udito volesse iscriversi al conservatorio, io farei di tutto per impedirglielo: perché mai dovrei votarlo a un percorso di sofferenze e umiliazioni? Aiuterei forse la sua maturazione, agendo così? Lo aiuterei forse a sentirsi meno "diverso"? E, peggio ancora, ammettendo che mille espedienti compensativi e dispensativi gli consentissero di arrivare, in qualche modo, alla fine del percorso, che immagine del mondo gli avrei fornito? Come genitore - e come educatore - io devo anzitutto insegnare a un ragazzo quali sono i suoi limiti, suggerirgli le strade più adatte alla sua realizzazione - tra le quali, nel caso di un giovane con problemi di dslessia e discalculia, non credo possa rientrare un percorso universitario fatto di esami di statistica e analisi, e altri nei quali la memorizzazione rapida e durativa svolge un ruolo essenziale. La sensibilità e la capacità di cogliere particolari minimi nell'insieme (che, sia detto per inciso, non sono affatto peculiarità esclusive di chi ha dsa: non alimentiamo impressionismi mitopoietici, per altro privi di riscontri oggettivi) possono e devono essere messe a frutto in modo adeguato nel rispetto delle attitudini dell'individuo. Quanto alla domanda se sia giusto fermare, a causa di una versione di latino o di greco, un ragazzo che nutre aspirazioni elevate, la risposta è sì, assolutamente: se ha scelto un liceo classico o scientifico e, pur fornito degli adeguati strumenti, non sa venire a capo di una versione o di un esercizio di matematica, non c'è altra possibilità - per lui, s'intende, come per chiunque altro.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 16:55

Sono ormai discorsi che lasciano il tempo che trovano e per fortuna c'è la legge.
Comunque Lisa, è vero che esiste lo scientifico senza latino, ma non è detto che il corso sia attivato in ogni scuola, in ogni città.
Anche all'università si applica la 170 e comunque il problema del dsa è particolarmente sentito fino alle scuole superiori dopo vuoi perchè lo studente può studiare come più gli è congeniale, vuoi perchè è anche più motivato a farlo, vuoi perchè ha acquisito tecniche metacognitive che gli consentono di superare le difficoltà con metodi e strategie alternative, vuoi per non so che, generalmente i dsa che si iscrivono all'università si laureano con successo e anche senza troppi fuoricorso.

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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 17:30

Ire ha scritto:
Sono ormai discorsi che lasciano il tempo che trovano e per fortuna c'è la legge.
Comunque Lisa, è vero che esiste lo scientifico senza latino, ma non è detto che il corso sia attivato in ogni scuola, in ogni città.
Anche all'università si applica la 170 e comunque il problema del dsa è particolarmente sentito fino alle scuole superiori dopo vuoi perchè lo studente può studiare come più gli è congeniale, vuoi perchè è anche più motivato a farlo, vuoi perchè ha acquisito tecniche metacognitive che gli consentono di superare le difficoltà con metodi e strategie alternative, vuoi per non so che, generalmente i dsa che si iscrivono all'università si laureano con successo e anche senza troppi fuoricorso.



C'è uno studio che lo dice? Mi interesserebbe molto
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 17:44

si, senz'altro. Sempre problemi di server, ma te lo trovo volentieri, solo un po' di pazienza
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chiarastella



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 21:24

Ire siamo alle solite. Vedo che anche sul forum è una lotta continua per far capire ai colleghi cosa è un DSA. e siamo alle solite con i consigli  di classe con i soliti colleghi che " diffidano" della legge (che forse non conoscono) e ti pongono mille interrogativi come quello ad esempio che un percorso personalizzato dovrebbe prevedere una programmazione differenziata. E vai lì a spiegare per l'ennesima volta che i DSA hanno intelligenza normale, talvolta al di sopra della norma e che hanno bisogno solo di strategie opportune. ma non basta loro vogliono le strategie sul piatto d'argento. Credimi sono davvero stanca di lottare contro, mi dispiace dirlo, la prevenzione di certi docenti . a tal proposito volevo chiedere a te che ormai sei un'esperta, una didattica personalizzata  prevede anche obiettivi diversi dalla classe? Potresti farmi qualche  esempio?
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 21:40

Quindi chiunque abbia qualche legittimo dubbio sulla gestione diffusa della cosa (NON sull'esistenza dei DSA, che mi sembra qua nessuno abbia messo in dubbio, ma sulle modalità di gestione della cosa)...

...deve essere automaticamente un ottuso che non ha capito niente di che cosa siano i DSA, che addirittura li confonde con i deficit intellettivi o con chissà che altro, o che li nega proprio?

Io lo so benissimo che "i DSA hanno intelligenza normale, talvolta al di sopra della norma" (ma talvolta anche al di sotto, esattamente come una qualsiasi altra persona presa a caso dal campione) non c'è bisogno che arrivi qualcuno a spiegarmelo.

Lo so benissimo perché, se permetti, la capacità di studiare e di documentarmi ce l'ho anch'io, e non ho bisogno di qualcuno che debba addirittura ingaggiare "una lotta continua" per farmelo capire, altrimenti da sola non ci arrivo.

Ma vedete di scendere un po' dal pero pure voi, eh.

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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 21:44

chiarastella ha scritto:
Ire siamo alle solite. Vedo che anche sul forum è una lotta continua per far capire ai colleghi cosa è un DSA. e siamo alle solite con i consigli  di classe con i soliti colleghi che " diffidano" della legge (che forse non conoscono) e ti pongono mille interrogativi come quello ad esempio che un percorso personalizzato dovrebbe prevedere una programmazione differenziata. E vai lì a spiegare per l'ennesima volta che i DSA hanno intelligenza normale, talvolta al di sopra della norma e che hanno bisogno solo di strategie opportune. ma non basta loro vogliono le strategie sul piatto d'argento. Credimi sono davvero stanca di lottare contro, mi dispiace dirlo, la prevenzione di certi docenti . a tal proposito volevo chiedere a te che ormai sei un'esperta, una didattica personalizzata  prevede anche obiettivi diversi dalla classe? Potresti farmi qualche  esempio?
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... e questo sarebbe un dubbio da conoscitore della materia?
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 21:58

Tra l'altro, gli interventi di un sanguinario e ammuffito scettico come il sottoscritto sono stati fatti a partire dalla legge 170, dalle linee guida, dalle note e dai decreti ministeriali, che non conosco bene, ma so a memoria, perché costituiscono la guida costante della mia didattica. Sulla quale ho anche scritto un lungo, dettagliato e forse tedioso messaggio, che è stato completamente ignorato, così come è stata ignorata la mia insistenza sul benessere dei soggetti con dsa. Ciò mi sembra molto significativo, e mi induce a porre tre domande - complementari e ragionevolmente antipatiche - 1) Chi, a conti fatti, è prevenuto? e 2) A chi interessa veramente qualcosa dei ragazzi? 3) Che cosa sanno, esattamente, i superesperti tuttologi che compaiono ex machina a bacchettare chi conosce (e fa applicare) la legge (grazie, Lucetta, per la tua opportunissima chiosa )?

Mi duole ammetterlo, ma da questa conversazione esco con la convinzione - confermata dai fatti - che del futuro dei ragazzi importi qualcosa solo ai "cattivi", e che ai genitori, alla fine dei fatti, interessi semplicemente che la scuola garantisca loro la promozione, senza rompere tanto le scatole. Bel messaggio educativo, davvero.
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 22:12

(Entro parentesi, la differenza tra didattica personalizzata e individualizzata è chiarita oltre ogni possibile dubbio alle pp. 6-7 delle già citate linee guida, che costituiscono lo strumento fondamentale e imprescindibile per chi si occupi di DSA.)
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 22:12

Chiarastella,in poche parole hai espresso esattamente quello che sto vivendo pure io. Sembrerebbe impossibile eppure c'è ancora tanta diffidenza, tanta supponenza, mentre davanti ad una cosa nuova sarebbe necessario mettersi umilmente in atteggiamento di ascolto, per comprendere.
Ma andiamo avanti, come ho detto, per fortuna c'è la legge e per fortuna i relativamente pochi docenti che davvero hanno capito sono in grado di tenere l'alunno e fargli superare anche le difficoltà provenienti dagli scettici.

Aiutami a risponderti, perchè non è vero che sono una esperta, non in teoria, almeno.
Se per obbiettivi diversi intendi i target raggiungibili ti rispondo che sì, possono essere diversi da quelli della classe. Se la desiderata resa in uscita dei normolettori corrisponde a 10 per un alunno con dsa è possibile fissare come ottimo il raggiungimento del minimo accettabile del 6 (indicativamente)


Le strategie su un piatto d'argento non si possono avere. Perchè se da una parte sempre più studi e sempre più esperienze sul campo mettono a disposizione una crescente serie di suggerimenti per strategie didattiche valide per i dsa, dall'altra parte sappiamo perfettamente che ogni dsa è un caso a sè e sta proprio nella capacità del docente la scelta di ciò che può essere adatto a quel suo particolare alunno tra le varie proposte che ci sono in giro e che più o meno si conoscono. Tante strategie ,tra l'altro, sono ancora da inventare e il bello poi sta tutto lì: la sfida, il dire: ho capito cosa ti serve, studialo così vedrai che ce la fai e il vedere che è vero, il vedere che l'alunno prima claudicante si mette a correre e quando corre lui...............  :-)

Coraggio, chiarastella, credimi anche un solo insegnante in un consiglio di classe che abbia capito, come tu hai capito, fa la differenza per il ragazzo, perchè non si sente solo, si rende conto che esiste il modo anche per lui e acquista fiducia, quindi non te la prendere e continua così :-)


Ultima modifica di Ire il 7/10/2013, 22:15, modificato 1 volta
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 22:15

Woland ha scritto:

Mi duole ammetterlo, ma da questa conversazione esco con la convinzione - confermata dai fatti - che del futuro dei ragazzi importi qualcosa solo ai "cattivi", e che ai genitori, alla fine dei fatti, interessi semplicemente che la scuola garantisca loro la promozione, senza rompere tanto le scatole. Bel messaggio educativo, davvero.
Non capisco
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   7/10/2013, 22:24

Ire ha scritto:
In poche parole hai espresso esattamente quello che sto vivendo pure io. Sembrerebbe impossibile eppure c'è ancora tanta diffidenza, tanta supponenza, mentre davanti ad una cosa nuova sarebbe necessario mettersi umilmente in atteggiamento di ascolto, per comprendere.
Ma andiamo avanti, come ho detto, per fortuna c'è la legge e per fortuna i relativamente pochi docenti che davvero hanno capito sono in grado di tenere l'alunno e fargli superare anche le difficoltà provenienti dagli scettici.

Aiutami a risponderti, perchè non è vero che sono una esperta, non in teoria, almeno.
Se per obbiettivi diversi intendi i target raggiungibili ti rispondo che sì, possono essere diversi da quelli della classe. Se la desiderata resa in uscita dei normolettori corrisponde a 10 per un alunno con dsa è possibile fissare come ottimo il raggiungimento del minimo accettabile del 6 (indicativamente)


Le strategie su un piatto d'argento non si possono avere. Perchè se da una parte sempre più studi e sempre più esperienze sul campo mettono a disposizione una crescente serie di suggerimenti per strategie didattiche valide per i dsa, dall'altra parte sappiamo perfettamente che ogni dsa è un caso a sè e sta proprio nella capacità del docente la scelta di ciò che può essere adatto a quel suo particolare alunno tra le varie proposte che ci sono in giro e che più o meno si conoscono. Tante strategie ,tra l'altro, sono ancora da inventare e il bello poi sta tutto lì: la sfida, il dire: ho capito cosa ti serve, studialo così vedrai che ce la fai e il vedere che è vero, il vedere che l'alunno prima claudicante si mette a correre e quando corre lui...............  :-)

Coraggio, chiarastella, credimi anche un solo insegnante in un consiglio di classe che abbia capito, come tu hai capito, fa la differenza per il ragazzo, perchè non si sente solo, si rende conto che esiste il modo anche per lui e acquista fiducia, quindi non te la prendere e continua così :-)

Questo vale per ogni studente, normo o no. La legge Moratti impone ormai da anni che ogni alunno abbia il suo percorso personalizzato, con i suoi indicatori e valutazioni corrispondenti. Quello cui ti riferisci sono parametri di valutazione, gli obiettivi sono altra, più complessa, cosa
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