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 Tema sull'omosessualità: è proponibile a ragazzini di terza media?

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AutoreMessaggio
Ale78



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MessaggioOggetto: Tema sull'omosessualità: è proponibile a ragazzini di terza media?   Ven Ott 18, 2013 6:08 pm

Promemoria primo messaggio :

Secondo voi, se proponessi alla classe (una terza media) un tema sull'omosessualità andrei incontro a contestazioni e polemiche (o perplessità) da parte dei genitori degli alunni? Il tema sarebbe impostato su questa traccia: "L'atteggiamento della società nei confronti dell'omosessualità è stato spesso feroce e, nonostante l'attuale atteggiamento di apparente tolleranza, l'omofobia risulta ancora essere un problema molto grave. Che cosa ne pensi? Sviluppa l'argomento esponendo le tue opinioni e facendo riferimento anche a fatti di cronaca". In classe in effetti ne ho parlato nelle lezioni di educazione civica, facendo riferimento anche al caso del ragazzo gay di 14 anni morto suicida, ma ne ho parlato nel quadro più generale di una discussione sul fenomeno del razzismo.
Secondo voi, un tema specifico sull'omosessualità susciterebbe polemiche? Accetto pareri, penso di far fare il tema verso fine mese.
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AutoreMessaggio
tellina



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MessaggioOggetto: Re: Tema sull'omosessualità: è proponibile a ragazzini di terza media?   Lun Nov 11, 2013 3:22 pm

l'insegnante in questione ha fatto la figura del pollo...o dello struzzo, insomma...comunque di un pennuto.
se non sei in grado di reggere una democrazia...fai il dittatore, ma almeno punta alla coerenza.
i ragazzini tendono davvero a perdonare tutto...tranne l'incoerenza.
ora il re è nudo...e ritrovare i vestiti non sarà proprio una passeggiata...
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Tema sull'omosessualità: è proponibile a ragazzini di terza media?   Lun Nov 11, 2013 4:05 pm

lucetta10 ha scritto:
e se non c'è stato casus belli?
L'episodio mi ha fatto pensare: non è possibile che i ragazzi interpretino come omofobo anche l'atteggiamento di un insegnante che elude sistematicamente un argomento così caldo per le stesse considerazioni che fa Albith? Che parlarne non sia forse effettivamente raccomandabile "per l'età della società", ma che non parlandone l'insegnante venga considerato come colpevole spalleggiatore di quella società e di quel sistema di valori? Come se ne esce?
Avresti qualche ragione, se l'insegnante avesse detto: "Preferisco che non facciate quel tema perché ritengo che sia troppo complesso e delicato", facendo un minimo sforzo per spiegare il perché.

Ma se è vero che l'insegnante si è limitato a dire: "Meglio di no, perché sicuramente metterei l'insufficienza a tutti", senza minimamente degnarsi di spiegare cosa c'entri l'omosessualità con le insufficienze, e quale sarebbe il nesso logico tra le due cose, non vedo proprio come si faccia a trovarlo difendibile.

In ogni caso, penso che i ragazzi abbiano perso una notevolissima occasione di dignità e di chiarimenti, limitandosi a stare zitti e rinunciando a chiedere esplicitamente (per quanto educatamente) la stessa domanda che mi sono posta io: ovvero, cosa c'entrano l'omosessualità e l'omofobia con le insufficienze, e per quale motivo è stata fatta quella minaccia?

L.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Tema sull'omosessualità: è proponibile a ragazzini di terza media?   Lun Nov 11, 2013 4:40 pm

paniscus ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
e se non c'è stato casus belli?
L'episodio mi ha fatto pensare: non è possibile che i ragazzi interpretino come omofobo anche l'atteggiamento di un insegnante che elude sistematicamente un argomento così caldo per le stesse considerazioni che fa Albith? Che parlarne non sia forse effettivamente raccomandabile "per l'età della società", ma che non parlandone l'insegnante venga considerato come colpevole spalleggiatore di quella società e di quel sistema di valori? Come se ne esce?
Avresti qualche ragione, se l'insegnante avesse detto: "Preferisco che non facciate quel tema perché ritengo che sia troppo complesso e delicato", facendo un minimo sforzo per spiegare il perché.

Ma se è vero che l'insegnante si è limitato a dire: "Meglio di no, perché sicuramente metterei l'insufficienza a tutti", senza minimamente degnarsi di spiegare cosa c'entri l'omosessualità con le insufficienze, e quale sarebbe il nesso logico tra le due cose, non vedo proprio come si faccia a trovarlo difendibile.

In ogni caso, penso che i ragazzi abbiano perso una notevolissima occasione di dignità e di chiarimenti, limitandosi a stare zitti e rinunciando a chiedere esplicitamente (per quanto educatamente) la stessa domanda che mi sono posta io: ovvero, cosa c'entrano l'omosessualità e l'omofobia con le insufficienze, e per quale motivo è stata fatta quella minaccia?

L.
ci mancherebbe che voglia difendere l'insegnante, certo che avrebbe dovuto essere più chiaro, e poi, comunque, visto che era stato lui a lanciare la proposta, non ci starebbe ormai stata nemmeno la giustificazione! Non vi dico lo sforzo discutendo con mio nipote! E' possibile che i ragazzi abbiano frainteso la situazione, ma una cosa è certa, non sono state fornite loro spiegazioni abbastanza chiare e la sensazione che ha dato è stata quella di voler sgattaiolare. I ragazzi avrebbero certo dovuto chiedere chiarimenti.
Cercavo solo di fare una riflessione diversa. Fino a che punto si può non parlare di omosessualità a scuola? E' o no un tema ormai ineludibile? Se è un tema così caldo, quando non ne parliamo, non possiamo comunque dare l'impressione di voler nascondere nostri pregiudizi? Se non lo facciamo perchè riteniamo che la società sia immatura perchè certi temi vengano affrontati a scuola, non stiamo in realtà sottovalutando la richiesta dei ragazzi, che, appartenendo a un'altra generazione, sarebbero invece maturi per discuterne in classe?
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Ospite



MessaggioOggetto: Re: Tema sull'omosessualità: è proponibile a ragazzini di terza media?   Lun Nov 11, 2013 5:50 pm

lucetta10 ha scritto:
Cercavo solo di fare una riflessione diversa. Fino a che punto si può non parlare di omosessualità a scuola? E' o no un tema ormai ineludibile? Se è un tema così caldo, quando non ne parliamo, non possiamo comunque dare l'impressione di voler nascondere nostri pregiudizi? Se non lo facciamo perchè riteniamo che la società sia immatura perchè certi temi vengano affrontati a scuola, non stiamo in realtà sottovalutando la richiesta dei ragazzi, che, appartenendo a un'altra generazione, sarebbero invece maturi per discuterne in classe?
Il tuo ragionamento sembra partire dal presupposto che la scuola, per la sua natura o per la sua missione, è un luogo in cui andrebbero trattati (anche) argomenti "caldi" di una società.
Non tutti concordano con una tale visione della scuola, a prescindere dalle loro opinioni su questi argomenti.

Se un mio figlio tornasse a casa insinuando che un suo docente è omofobo (razzista, sessista, checchessia) perché "elude" l'argomento, cercherei di spiegargli perché il suo atteggiamento è molto presuntuoso, perché non dovrebbe permettersi di elaborare congetture su che cosa pensano le altre persone in base a ciò che non dicono, e perché è opportuno concedere il beneficio del dubbio in tali casi: e se non fosse un omofobo, ma solo una persona un po' all'antica, di quelle che credono ancora che certi argomenti (soprattutto la triade religione - politica - sessualità) dovrebbero essere riservati solo per certi ambienti, e non discussi con ogni persona che ne fosse interessata? Che cosa c'è di illegittimo o di discriminatorio in un tale atteggiamento? Perché un docente dovrebbe essere disposto a discutere tutto con gli alunni, perché sarebbe obbligato (moralmente) a discutere attualità o argomenti "caldi", se sollevati dai ragazzi?

E poi, è talmente inconcepibile che una persona potrebbe caldeggiare il riconoscimento di diritti civili ai gruppi sociali emarginati e comunque non voler discuterne con i propri alunni? Perché le persone che "eludono" certi argomenti dovrebbero necessariamente essere "quei cattivi"?
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paniscus



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Data d'iscrizione : 27.04.12

MessaggioOggetto: Re: Tema sull'omosessualità: è proponibile a ragazzini di terza media?   Lun Nov 11, 2013 6:21 pm

Però qua si partirebbe comunque da un presupposto automatico, che sembra evidente nella testa di quell'insegnante, e che invece non è per niente scontato: PER QUALE MOTIVO tutti dovrebbero convenire a priori che quello dell'omofobia è un tema delicatissimo, scottantissimo, da affrontare solo con cautele estreme, e che non può essere discusso in un normale consesso pubblico perché deve essere riservato a situazioni protettissime?

Magari, semplicemente, per qualcun altro non è affatto così, e la motivazione di quel rifiuto non la capisce proprio: non è che la avversi o la prenda in giro, semplicemente fa fatica a capirla, e quindi non riesce a spiegarsi quello che gli sembra semplicemente un comportamento tanto poco razionale. Forse un tale insegnante può pensare che i ragazzi stessi lo considerassero un tema scottantissimo, e che avessero fatto apposta a chiederglielo per sfida o per metterlo in imbarazzo, quando invece per loro non era affatto così, per loro era un tema di attualità come tutti gli altri, e non vedevano la dfferenza!

Ad esempio, se lo stesso insegnante, in passato, non ha avuto nessun problema a far discutere apertamente gli allievi sulle problematiche del razzismo, anzi ha dato spesso, di sua iniziativa, dei temi solenni ed edificanti contro il razzismo, e poi si chiude a riccio  in maniera tanto ostinata sull'omofobia, SENZA spiegarne il motivo ma dicendo semplicemente che "è un argomento di cui non è il caso di parlare a scuola", non mi stupisco che i ragazzi ci rimangano male e che lui ci faccia la figura dell'incoerente che si contraddice!

Una persona adulta e con responsabilità educative, anche se ha tutti i diritti di avere i propri imbarazzi e i propri tabù, ma quanto meno dovrebbe essere in grado di distinguere e di separare i propri imbarazzi personali da veri o presunti "criteri universali", e spiegare ai ragazzi la differenza.

Se avesse detto onestamente "preferisco di no, perché sono consapevole di essere IO a non essere aggiornato e a non conoscere bene l'argomento, e rischierei di indirizzarvi in modo fuorviante e non significativo", sarebbe stato di onestà e coerenza ammirevole.

Uscirsene invece con quella battuta infelicissima del "preferisco di no, altrimenti metterei insufficienze a tutti", significa due cose:

- o una minaccia esplicita di voler punire i ragazzi per aver voluto parlare di qualcosa di provocatorio, immorale o vietato, il che sarebbe veramente squallido;

- oppure un'insinuazione che quello sia un argomento che i ragazzi "non possano capire", e che quindi nel tema scriverebbero necessariamente un cumulo di sciocchezze perché non ci hanno capito niente, il che è offensivo dell'intelligenza dei propri alunni.

Il tutto per non avere il coraggio di ammettere che è lui a essere inadeguato alla discussione?

L.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Tema sull'omosessualità: è proponibile a ragazzini di terza media?   Lun Nov 11, 2013 6:55 pm

Infatti: per i ragazzi si tratta di un tema normale, molto più che per noi, e spesso temo che la ritrosia rispetto a certi dibattiti potrebbe alimentare la percezione da parte loro che ci possa invece essere qualcosa di pruriginoso, di irregolare.  
Temo che anche se cercassimo da genitori, come ho fatto con mio nipote, di convincerlo che non necessariamente il suo insegnante è omofobo, quella sensazione nei ragazzi rimarrebbe comunque.
Certo che la scuola non è il luogo deputato a discutere dell'universo mondo e che tra le prerogative dell'insegnante non si può richiedere quella di saper dibattere brillantemente qualsiasi tema, ma è pur vero che la scuola ha tra le sue finalità la diffusione di valori condivisi (mica sempre e solo la Costituzione!) e che al liceo, l'insegnante di italiano dovrebbe insegnare a svolgere saggi brevi e temi argomentativi proprio a partire da temi di ampio dibattito, e la situazione da cui siamo partiti è quella di un insegnante che propone comunque un argomento di attualità... Mi ricordo con piacere le discussioni del mio insegnante del ginnasio che partiva dalle letture in classe per proporre ampi dibattiti su argomenti vari, su molti dei quali non credo avesse grandi competenze: il suo scopo non sembrava quello di imporre una visione o risolvere controversie, quanto piuttosto abituare all'esercizio della dialettica, a sostenere in modo coerente e chiaro la propria posizione
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