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 come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?

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samuelescuola



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MessaggioOggetto: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mer Ott 30, 2013 11:26 pm

Promemoria primo messaggio :

Ho già avvertito il coordinatore, il dirigente, ne ho parlato durante il primo consiglio di classe perchè davvero non so come comportarmi.
C'è un ragazzino che è arrivato da un'altra scuola e ha dei problemi a relazionarsi con gli altri e il resto della classe lo prende in giro, ma tutti quanti nessuno escluso. Gli rubano la merenda nell'intervallo, gli nascondono vari oggetti mentre è ai servizi o alla cattedra, gli rifanno il verso ogni volta che parla facendosi grasse risate...ogni volta che entro in quella classe, all'ultima ora, lo trovo che piange da qualche parte, so che anche in mensa c'è stata un'aggressione ai suoi danni...addirittura pare gli abbiano rotto un dente.
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samuelescuola



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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 12:17 am

sottoscrivo


balanzoneXXI ha scritto:
"A parole non  si risolve nulla"


Invece  le vostre parole pretenziose e pseudoscientifiche risolvono  qualcosa  di più di niente, vero?


Ottengono di lasciare le vittime in balia dei loro tormentatori  e di incentivare la prepotenza  dei ribaldi, che si fanno(giustamente)beffe di quelli come voi e delle punizioni " virtuali" che cdc  pusilli gli comminano.



Sospensione con l'obbligo  della frequenza, praticamente come quando si diceva ad un villanzone : "si  ritenga schiaffeggiato" . :-)

Siamo in un forum di discussione  e quindi mi sono limitato a scrivere semplicemente come mi comporterei in casi simili.


" Stanti i comportamenti e l'incapacità di comprendere le punizioni di questo bullo, pensi che ciò risolverebbe il problema? sai quanto gliene importa a lui del tuo verbale.
E a noi pure."


Il bullo comprende benissimo la situazione , ovvero la sostanziale impunità che una scuola impotente e pusillanime gli garantisce. Il verbale del cdc  non viene scritto per il bullo , ma attesta che cosa si è fatto e non si è fatto per risolvere quel problema specifico.


" ......e il tutto deve essere qualcosa che possa servire, non una sospensione che non fa altro che far capire a questo ragazzo di 16 anni che davvero la società non lo vuole ma non gli spiega il perchè. "

Quante parole alate....

C'è davvero bisogno di spiegare a un giovane,  penalmente perseguibile  dopo i 14 anni, che prendere a botte la gente o allagare la scuola sono comportamenti antisociali e sanzionabili?


"Raus, dici? beh, sai che fuori di lì questo bullo ti potrebbe incontrare e mettere in atto con te, con i tuoi figli, i tuoi nipoti, me, i miei figli, i miei nipoti quelle azioni che tu avevi visto e per le quali non hai fatto nulla affinché cessassero"


Lo vedi che gira e rigira la colpa è sempre nostra? :-)


"Fa paura questo mondo, molta paura a me. Che benessere può esistere quando un ragazzo che sta crescendo viene considerato senza appello criminale incallito e buttato allo sbaraglio di un mondo che senz'altro lo peggiorerà? che benessere può esistere quando nella scuola ci sono docenti che deridono la psicologia? a cosa servite? per imparare bastano i libri."


Ma  sbizzarritevi pure  con la psicologia ,  chi vi dice di no? Anzi , nel gran supermercato delle scienze psicologiche  moderne scegliete pure l'articolo che vi convince di più, ma nel frattempo permetteteci di togliere  le vittime dalle mani dei loro persecutori.

Se  io vedo  per la strada un garzoncello scherzoso  che sta  seviziando un cagnolino, non mi limito a consigliargli un buon psicopedagogista e a deplorarne la cattiva educazione ricevuta  a scuola da quei mangiapane (poco, se dipendesse solo dalla scuola)a tradimento dai miei colleghi,. Prima di tutto gli strappo il malcapitato cagnolino dalle mani.

A che cosa serviamo? Ma a fare i baby-sitter, non si era capito? Tanto per imparare ormai c'è  Wikipedia , nevvero?  :-)


O  Tempora O  Mores.........






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samuelescuola



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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 12:19 am

Secondo me sì.
Ma secondo qualcuno è più importante il diritto del bullo a divertirsi


balanzoneXXI ha scritto:
samuelescuola ha scritto:

le teorie sono teorie, le intuizioni sono intuizioni...la soluzione che proponi è allucinante...se dovessimo accettare come oro colato tutte le teorie di Freud per principio di autorità solo perché padre della psicanalisi e anche in parte della psichiatria saremmo tutti quantomeno cocainomani...e comunque continua a sfuggirti il nocciolo della questione. La scuola non è un istituto di igiene mentale. Noi non siamo psicologi, psichiatri né assistenti sociali.
Il nocciolo della questione NON è cosa è meglio per il bullo. Ma cosa è meglio per la vittima in primis e per il resto della classe, ovviamente.
Il bullo non è il centro della nostra azione, il gruppo classe lo è. Il nuovo alunno, vittima di bullismo, deve assolutamente essere integrato nel gruppo perchè è quello che se la passa male senza motivo. Noi non abbiamo il
Esattament.

Si affidi il bullo allo psichiatra , allo psicopedagogista, magari al mago Otelma , ma fuori dalla scuola.

Lasciamo stare l'insegnante,  la penultima ruota del carro,  e rispondiamo a questa domanda: un ragazzino ha diritto ad andare a scuola senza essere molestato da uno o più compagni?

Si o no?


[/quote]
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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 12:22 am

mah, dipende, a volte ci vogliono mesi o anche anni perchè un trattamento psicologico dia i suoi frutti

balanzoneXXI ha scritto:


Non necessariamente.  

Se  i suoi lo mandano da un bravo psicologo, di sicuro certe brutte cose non le farà più. Intanto il cagnolino fortunato è salvo (  comunque non abbastanza fortunato da non avere un ragazzino migliore che si prenda cura di lui).

Nemmeno i più entusiasti sostenitori delle scienze psicologiche moderne garantiscono il successo istantaneo di un trattamento, mi pare.

Nell'attesa si dovrebbe impedire all'individuo  disfunzionale di fare danni.
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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 12:44 am

Siamo alle medie, il bullo non ha la stessa età della sua vittima, è di 2 anni più grande.
La vittima è un ragazzino che esce già da un periodo di depressione perchè l'anno scorso ha perso la madre a causa di un cancro. Non è molto facile, è la cosa giusta da fare, mettersi dalla parte del buono. Altrimenti che valori vogliamo trasmettere a questi ragazzi? A casa non viene loro insegnato il rispetto per niente e per nessuno, a scuola vedono che chi si comporta male viene premiato, i buoni vengono invece messi alla berlina...se è questo che bisogna insegnare...
La mia soluzione è che dal momento che questo bullo si comporta male e non è assolutamente interessato alla scuola e allo studio andrebbe inserito in uno di quei progetti tipo il LAPIS che gli permettono di fare attività più pratiche, stare fuori dalla classe per più ore e anche avere un esame di licenza media facilitato perchè con il progetto lapis alcune materie sono escluse...e che per la classe si prenda qualche iniziativa di gruppo perchè non so se sarà sufficiente allontanare il bullo perchè gli altri smettano di perseguitare la vittima


Ire ha scritto:
Siete arrabbiati con il bullo e certo che sì, che un ragazzino ha diritto di andare a scuola senza essere molestato. Ma è molto facile mettersi dalla parte del "buono" e cercare di aiutare lui.

Il bullo è un ragazzino della sua stessa età, ed è una sfida educativa.
Prima che da bullo per caso diventi disadattato sociale non sarebbe bene intervenire?

Avete molto contestato quello che ho cercato di farvi osservare sul comportamento del bullo.
Buonismo dite.
Ma almeno vi ho dato un'idea di soluzione sulla quale ragionare.
La vostra idea di soluzione qual'è?

Vi ricordo che siamo noi gli adulti e che queste cose tra l'altro succedono dove siete voi ad avere la responsabilità dei ragazzi. Siete voi che dovete garantire loro un ambiente sereno.
Potete allontanare il bullo mettendolo a pulire i muri di tutta la città?  No
Potete semplicemente dire alla famiglia vostro figlio rompe i cosiddetti tenetelo a casa?  No
Sarebbe opportuno faceste qualcosa.

E mi permetto di dire: sarebbe opportuno faceste qualcosa a tutela delle vittime ma anche finalizzata a riconvertire gli atteggiamenti sbagliati del bullo verso atteggiamenti di responsabilità.
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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 1:13 am

Scusa, sono quasi sempre d'accordo con quel che scrivi, ma rifiuto nel modo più assoluto di considerare allo stesso modo il tedesco che salvava la vita a un ebreo che altrimenti sarebbe morto in un campo di concentramento con uno spacciatore che invece la morte la diffonde. E non venirmi a dire che è solo cannabis. Conosco persone che hanno iniziato fumando cannabis, poi sono passati alla cocaina e infine alla tomba per overdose. Certo molti altri si fanno le canne e basta. Però un conto e se la compri e te la fumi per cavoli tuoi un altro è spacciare.
Le leggi criminali sono ben altre. E per quanto riguarda questi argomenti, non credo che un bambino delle scuole medie possa già addentrarsi in questo tipo di riflessioni ...



balanzoneXXI ha scritto:
"Lo stesso che fa sì che i criminali siano tutti a piede libero e liberi di delinquere senza conseguenze", scrive Samuele.

Ora però non non confondiamoci con la maggioranza (ex) silenziosa ,noi che ci abbiamo la laurea  :-)

Dipende dal tipo di criminale.


E' ragionevole supporre che la grande criminalità  politico-affaristica  goda di una sostanziale
impunità, mentre i poveri cristi vanno in galera anche per taccheggiamento nei supermarket.
Lo sanno tutti che in Italia è così.


Per i reati di sangue,poi, in gattabuia ci si finisce ancora. Se ti capitasse di ammazzare la portinaia te ne accorgeresti.:-).

Non dimentichiamo la carcerazione preventiva , sulla quale ai magistrati taliani  è riconosciuta una discrezionalità  degna di un tiranno siracusano.


Vorrei anche osservare che una buona parte delle persone che sovraffollano le carceri italiane non possono nemmeno definirsi "criminali", almeno secondo la mia visione , tutt'altro che buonista.

L'extracomunitario colpevole del reato di clandestinità e il piccolo spacciatore di cannabis per me non sono "criminali", come non è "criminale" una donna iraniana che commette "adulterio" o un civile tedesco che nascondeva ebrei.

Tutti  hanno in  comune il fatto  di aver infranto, per diversi motivi non necessariamente altruistici , delle leggi ingiuste , anzi diciamo pure criminali,  i cui autori dovrebbero essere chiamati a risponderne (in un regolare processo ovviamente :-)).

Diciamo che sono "criminali" in senso tecnico.
A proposito , già che ci siamo, apriamo una parente sull'educazione alla legalità.

Secondo me è opportuno informare i ragazzi che a volte le leggi sono ingiuste , persino nelle cosiddette democrazie .

Da grandi potrebbero trovarsi nella condizione di  dover riflettere angosciosamente  su ciò che dovrebbero fare e  su ciò che converrebbe loro fare, come succede al console de " I Promessi Sposi".

Chiudiamo la parente.

Come ho già scritto in altre occasioni,  a me sembra che chi vuole gestire i problemi sociali con il carcere e le mazzate, si stia adoperando da tempo per rendere le scuole ingovernabili.
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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 1:17 am

Ma non ci lasciano dire raus...


balanzoneXXI ha scritto:
Ire ha scritto:
Siete arrabbiati con il bullo e certo che sì, che un ragazzino ha diritto di andare a scuola senza essere molestato. Ma è molto facile mettersi dalla parte del "buono" e cercare di aiutare lui.

Il bullo è un ragazzino della sua stessa età, ed è una sfida educativa.
Prima che da bullo per caso diventi disadattato sociale non sarebbe bene intervenire?

Avete molto contestato quello che ho cercato di farvi osservare sul comportamento del bullo.
Buonismo dite.
Ma almeno vi ho dato un'idea di soluzione sulla quale ragionare.
La vostra idea di soluzione qual'è?

Vi ricordo che siamo noi gli adulti e che queste cose tra l'altro succedono dove siete voi ad avere la responsabilità dei ragazzi. Siete voi che dovete garantire loro un ambiente sereno.
Potete allontanare il bullo mettendolo a pulire i muri di tutta la città?  No
Potete semplicemente dire alla famiglia vostro figlio rompe i cosiddetti tenetelo a casa?  No
Sarebbe opportuno faceste qualcosa.

E mi permetto di dire: sarebbe opportuno faceste qualcosa a tutela delle vittime ma anche finalizzata a riconvertire gli atteggiamenti sbagliati del bullo verso atteggiamenti di responsabilità.



Post interessante in quanto  "emblematico" di questi tempi miserevoli.

Direi  anche beffardo :  gira e rigira la colpa è sempre degli insegnanti. :-)


  Cara Ire, forse tu non te ne rendi conto  , ma tutto questo  panpsicologismo  viene usato da chi comanda per coprire lo sfascio socio-culturale della nostra società e quindi della nostra scuola,  panpsicologismo addirittura morboso e criminogeno quando trasuda nel volgo profano tramite rotocalchi e talk show.


La mia soluzione l'avrei anche proposta, ma ne ho anche sottolineato l'irrealizzabilità per la miseria dei tempi.

Allora diciamo : utopia  VS fuffa  :-)


Non si tratta di mettersi dalla parte del "buono" , ma di interferire con il destino di "vittima predestinata" che  si è deciso di riservare agli  individui più deboli e/o meno convenzionali,
come il ragazzo che si pitta  le unghie o semplicemente il "secchione" (razza in via di estinzione da proteggere più del panda).

Invece no, in attesa di raccogliere i frutti del metodo Bollea  o del metodo Vattelapesca   , caldeggiati da qualche psicopedagogista benintenzionato, speriamo che la vittima di turno non si butti dal balcone o accoltelli il prevaricatore.Rinunciamo pure a fare lezione in favore di una bella seduta di gruppo, tanto.....

Un sedicenne che mette in  croce   il proprio compagno  più debole  è già  un "disadattato",
anzi , forse è meglio dire che è fin troppo "adattato" a questa società.
Sarà il destino a stabilire se stroncherà con un pugno una passante che lo ha rimproverato o massacrerà  di botte un" tossico di merda" che faceva troppo casino.

Intanto  da scolaro,   assieme ai suoi degni manutengoli, avrà reso la vita impossibile ad un certo numero di docenti ed alunni, mentre i primi tentavano vanamente di vincere la "sfida educativa(non riuscendoci per loro colpa, off course).

Per quanto mi riguarda, se succedesse qualcosa di simile a quello riferito da Samuele, non solo porterei il problema in consiglio di classe , ma pretenderei che venisse verbalizzata la mia protesta per l'eventuale inerzia di colleghi o dirigenti.

D'altra parte non pretendiamo mica il bando perpetuo pei giovani ribaldi.

Rompi, anzi hai proprio rotto un dente alla tua vittima preferita?

Raus!

Tornerai quando, con l'aiuto della "scienza psicologica tetesca" ,sarai diventato un bravo ragazzo.
















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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 1:46 am

analisi fantastica

lucetta10 ha scritto:
Ma come credi che potremmo lavorare su gruppi di 25/30 ragazzi senza essere sbranati se non lavorassimo sulle emozioni, sulle strategie di gruppo, sul rispetto dell'altro, sull'empatia? Stai portando vino a casa dell'oste.
Bullo non si nasce, e va bene, ma non si può nemmeno avallare l'ipotesi che individui diversi, di fronte alle stesse difficoltà/traumi, diventino necessariamente bulli! Per questa strada si giustifica qualunque comportamento violento! C'è chi ha minori risorse, non solo perchè è più debole o ha situazioni familiari svantaggiate ma anche, passami il termine, perchè nasce più stronzo, e il suo inconscio (stronzo pure lui) trova più adatto ad affrontare le sue difficoltà scaricarle sul debole di turno. In una interpretazione "ambientale" del bullismo è insita una necessaria giustificazione. Non si può evitare di ridimensionare le sue colpe col dire, tra le righe, "povero bulletto, mica era così prima che...". Questi individui devono essere allontanati dal gruppo, perchè all'interno di un gruppo sono disfunzionali, perchè anzi, il gruppo incoraggia la loro devianza e la loro eventuale redenzione deve avvenire in un ambiente che non si presti a espandere la disfunzione (con possibilità tra l'altro di contagio) come la classe.
Per avere un mondo giusto bisogna rimuovere l'ingiustizia, siamo d'accordo, ma nel frattempo, gli ingiusti vanno puniti, allontanati, messi nella condizione di non incrudelirsi sui più deboli
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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 2:45 am

samuelescuola ha scritto:
Scusa, sono quasi sempre d'accordo con quel che scrivi, ma rifiuto nel modo più assoluto di considerare allo stesso modo il tedesco che salvava la vita a un ebreo che altrimenti sarebbe morto in un campo di concentramento con uno spacciatore che invece la morte la diffonde. E non venirmi a dire che è solo cannabis. Conosco persone che hanno iniziato fumando cannabis, poi sono passati alla cocaina e infine alla tomba per overdose. Certo molti altri si fanno le canne e basta. Però un conto e se la compri e te la fumi per cavoli tuoi un altro è spacciare.
Le leggi criminali sono ben altre. E per quanto riguarda questi argomenti, non credo che un bambino delle scuole medie possa già addentrarsi in questo tipo di riflessioni ...



balanzoneXXI ha scritto:
"Lo stesso che fa sì che i criminali siano tutti a piede libero e liberi di delinquere senza conseguenze", scrive Samuele.

Ora però non non confondiamoci con la maggioranza (ex) silenziosa ,noi che ci abbiamo la laurea  :-)

Dipende dal tipo di criminale.


E' ragionevole supporre che la grande criminalità  politico-affaristica  goda di una sostanziale
impunità, mentre i poveri cristi vanno in galera anche per taccheggiamento nei supermarket.
Lo sanno tutti che in Italia è così.


Per i reati di sangue,poi, in gattabuia ci si finisce ancora. Se ti capitasse di ammazzare la portinaia te ne accorgeresti.:-).

Non dimentichiamo la carcerazione preventiva , sulla quale ai magistrati taliani  è riconosciuta una discrezionalità  degna di un tiranno siracusano.


Vorrei anche osservare che una buona parte delle persone che sovraffollano le carceri italiane non possono nemmeno definirsi "criminali", almeno secondo la mia visione , tutt'altro che buonista.

L'extracomunitario colpevole del reato di clandestinità e il piccolo spacciatore di cannabis per me non sono "criminali", come non è "criminale" una donna iraniana che commette "adulterio" o un civile tedesco che nascondeva ebrei.

Tutti  hanno in  comune il fatto  di aver infranto, per diversi motivi non necessariamente altruistici , delle leggi ingiuste , anzi diciamo pure criminali,  i cui autori dovrebbero essere chiamati a risponderne (in un regolare processo ovviamente :-)).

Diciamo che sono "criminali" in senso tecnico.
A proposito , già che ci siamo, apriamo una parente sull'educazione alla legalità.

Secondo me è opportuno informare i ragazzi che a volte le leggi sono ingiuste , persino nelle cosiddette democrazie .

Da grandi potrebbero trovarsi nella condizione di  dover riflettere angosciosamente  su ciò che dovrebbero fare e  su ciò che converrebbe loro fare, come succede al console de " I Promessi Sposi".

Chiudiamo la parente.

Come ho già scritto in altre occasioni,  a me sembra che chi vuole gestire i problemi sociali con il carcere e le mazzate, si stia adoperando da tempo per rendere le scuole ingovernabili.


Lo spacciatore di Cannabis la morte la diffonde ?

Non più di quanto la diffonda il salumiere che spaccia legalmente alcol, insaccati e la micidiale crema di cioccolato e nocciola che tutti conosciamo e veneriamo(morti di cannabis ancora non se ne sono visti; di infarto, ictus e diabete se ne sono visti un sacco).
Anzi molto meno, e molto meno degli industriali che distruggono l'ecosistema spacciando "fumi" ben più pestilenziali.
Direi che non la diffonde per niente, se non fosse che il fumo in se stesso è dannoso , indipendentemente dalla sostanza che viene fumata ( ma a quanto pare il problema è in via di superamento grazie alla sigaretta elettronica).


Dunque ci sarebbe un rapporto di causa/effetto tra il consumo di cannabis e la morte per overdose da eroina (o da cocaina) perché molti eroinomani e cocainomani hanno cominciato con lo spinello.

E allora come mai solo una percentuale trascurabile di quelli che hanno assunto hascisc diventa eroinomane?

Penso proprio che sia decisamente più alta la percentuale di alcolisti tra tutti quelli che consumano alcool.

Non sarà che sei rimasto impressionato dalle leggende sulla setta degli Assassini,letteralmente i "fumatori di hascisc "? :-)

Ma quelli erano furfanti che assumevano hascisc a scopo ricreativo tra un ammazzamento e l'altro.

E' come se un killer di Cosa Nostra fosse ghiotto di ovetti Kinder. :-)



E' molto più ragionevole, invece di farsi irretire dalla solita demagogia qualunquista , ritenere che un certo numero di persone sia attirato dalle sostanze psicotrope e quindi le provi tutte, cominciando (non sempre) da quelle più a portata di mano.



Proprio noi che siamo insegnanti dovremmo rifuggire da certi luoghi comuni di cui si nutrono i chiacchieroni da bar.

Le politiche proibizioniste hanno delle motivazioni serie e complesse, nondimeno sono da considerarsi eticamente spregevoli.


Agli adolescenti basti sapere semplicemente che le leggi possono essere ingiuste e in questi casi la propria coscienza rappresenta il giudice supremo.





















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samuelescuola



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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 3:52 am

Io non parlo per luoghi comuni, parlo di persone che conosco veramente.
Sai, quando una persona la conoscevi da ragazzino che si faceva le canne, la perdi di vista perchè cambi città e poi vieni a sapere tramite amici , che è morto di overdose?
Io me lo ricordo bene, già da ragazzino si fumava l'impossibile...e poi a 32 anni è schiattato, nel cortile di casa...solo come un cane.
E comunque chi spaccia lo fa per lucro, non solo per se stesso ma anche di organizzazioni criminali che oltre alla droga si arricchiscono con lo sfruttamento della prostituzione, l'intimidazione, il ricatto l'estorsione, l'inquinamento di tutto l'ecosistema con i rifiuti tossici che smaltiscono in modo "economico"... i tedeschi che nascondevano ebrei lo facevano a rischio di essere anche loro deportati ...


balanzoneXXI ha scritto:
samuelescuola ha scritto:
Scusa, sono quasi sempre d'accordo con quel che scrivi, ma rifiuto nel modo più assoluto di considerare allo stesso modo il tedesco che salvava la vita a un ebreo che altrimenti sarebbe morto in un campo di concentramento con uno spacciatore che invece la morte la diffonde. E non venirmi a dire che è solo cannabis. Conosco persone che hanno iniziato fumando cannabis, poi sono passati alla cocaina e infine alla tomba per overdose. Certo molti altri si fanno le canne e basta. Però un conto e se la compri e te la fumi per cavoli tuoi un altro è spacciare.
Le leggi criminali sono ben altre. E per quanto riguarda questi argomenti, non credo che un bambino delle scuole medie possa già addentrarsi in questo tipo di riflessioni ...



balanzoneXXI ha scritto:
"Lo stesso che fa sì che i criminali siano tutti a piede libero e liberi di delinquere senza conseguenze", scrive Samuele.

Ora però non non confondiamoci con la maggioranza (ex) silenziosa ,noi che ci abbiamo la laurea  :-)

Dipende dal tipo di criminale.


E' ragionevole supporre che la grande criminalità  politico-affaristica  goda di una sostanziale
impunità, mentre i poveri cristi vanno in galera anche per taccheggiamento nei supermarket.
Lo sanno tutti che in Italia è così.


Per i reati di sangue,poi, in gattabuia ci si finisce ancora. Se ti capitasse di ammazzare la portinaia te ne accorgeresti.:-).

Non dimentichiamo la carcerazione preventiva , sulla quale ai magistrati taliani  è riconosciuta una discrezionalità  degna di un tiranno siracusano.


Vorrei anche osservare che una buona parte delle persone che sovraffollano le carceri italiane non possono nemmeno definirsi "criminali", almeno secondo la mia visione , tutt'altro che buonista.

L'extracomunitario colpevole del reato di clandestinità e il piccolo spacciatore di cannabis per me non sono "criminali", come non è "criminale" una donna iraniana che commette "adulterio" o un civile tedesco che nascondeva ebrei.

Tutti  hanno in  comune il fatto  di aver infranto, per diversi motivi non necessariamente altruistici , delle leggi ingiuste , anzi diciamo pure criminali,  i cui autori dovrebbero essere chiamati a risponderne (in un regolare processo ovviamente :-)).

Diciamo che sono "criminali" in senso tecnico.
A proposito , già che ci siamo, apriamo una parente sull'educazione alla legalità.

Secondo me è opportuno informare i ragazzi che a volte le leggi sono ingiuste , persino nelle cosiddette democrazie .

Da grandi potrebbero trovarsi nella condizione di  dover riflettere angosciosamente  su ciò che dovrebbero fare e  su ciò che converrebbe loro fare, come succede al console de " I Promessi Sposi".

Chiudiamo la parente.

Come ho già scritto in altre occasioni,  a me sembra che chi vuole gestire i problemi sociali con il carcere e le mazzate, si stia adoperando da tempo per rendere le scuole ingovernabili.

Lo spacciatore  di Cannabis la morte la  diffonde ?

Non più di quanto la diffonda  il salumiere che spaccia legalmente alcol, insaccati e la micidiale crema di cioccolato e nocciola che tutti conosciamo e veneriamo(morti di cannabis ancora non se ne sono visti; di infarto, ictus e diabete  se ne sono visti un sacco).
Anzi molto meno, e molto meno degli industriali che distruggono l'ecosistema  spacciando "fumi" ben più pestilenziali.
Direi che non la diffonde  per niente, se non fosse che il fumo in se stesso  è dannoso , indipendentemente dalla sostanza che viene fumata ( ma a quanto pare il problema è in via di superamento grazie alla sigaretta elettronica).


Dunque ci sarebbe  un rapporto di causa/effetto tra il consumo di cannabis e la morte per overdose da eroina (o da cocaina) perché molti eroinomani e cocainomani  hanno cominciato con lo spinello.

E allora come mai solo una percentuale trascurabile di quelli che hanno assunto hascisc  diventa eroinomane?

Penso proprio che sia decisamente più alta la percentuale di alcolisti tra tutti quelli che consumano alcool.

Non sarà che sei rimasto impressionato dalle leggende sulla setta degli Assassini,letteralmente i "fumatori di hascisc "? :-)

Ma quelli erano furfanti che assumevano hascisc  a scopo ricreativo tra un ammazzamento  e l'altro.

E' come se un killer di Cosa Nostra fosse ghiotto di ovetti Kinder. :-)



E' molto più ragionevole, invece di farsi irretire dalla solita demagogia qualunquista , ritenere che un certo numero di persone sia attirato dalle sostanze psicotrope  e quindi le provi tutte, cominciando (non sempre)  da quelle più a portata di mano.



Proprio noi  che siamo insegnanti dovremmo rifuggire da certi luoghi comuni di cui si nutrono i chiacchieroni da bar.

Le politiche proibizioniste hanno delle motivazioni serie e complesse, nondimeno sono da considerarsi eticamente spregevoli.


Agli adolescenti  basti sapere semplicemente che le leggi possono essere ingiuste e in questi casi  la  propria coscienza  rappresenta  il giudice supremo.





















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Ire



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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 7:20 am

va beh, in tanti post non sono stata in grado di far capire il mio pensiero che è:

il bullo è senz'altro un ragazzo con problemi e soprattutto un ragazzo che crea problemi agli altri.
Quando si è testimoni, da adulti, di un atto di bullismo la prima cosa da fare è intervenire per proteggere la vittima.
La seconda agire come prevede la legge e in caso di atti assolutamente gravissimi come la rottura di un dente di un compagno intervenire fino alla denuncia alle autorità competenti soprattutto per chiamare i genitori ad affrontare il problema, non trascurando la necessità di risarcire la vittima e di provvedere alle spese necessarie per il ripristino del dente rotto
La terza è rendersi conto che il bullo è un ragazzo che sta crescendo, che sta crescendo male e che non deve essere allontanato come la peste perchè ancora il suo percorso di crescita interiore non è fossilizzato su atti deviati e ci sono buonissime possibilità che un intervento di un certo tipo su di lui (un intervento che lo metta in grado di sentire....) possa sortire effetti estremamente positivi. Arrivo alla favola bella di dire che possa anche sortire l'effetto di cambiare le sue capacità di aggressione in capacità di difesa e di amicizia nei confronti dei più deboli.

Non sono stata capace di far capire questo mio pensiero e non ho altre risorse per provarci. Pazienza.

Mi vorrei concentrare ora su questa frase di Lucetta, che non ho ancora affrontato abbastanza da convincermi a lasciare perdere ;-)

Chi non racconta di avere assistito a simili episodi, fiancheggia in un atto criminoso e vile: deve sapere che, se sceglie una tale nobile strada condivide la responsabilità del gesto violento, e l'unico modo per stanarlo (visto che chiedi soluzioni, ma poi rifiuti le maniere "spicciole") è richiamarlo alle possibili conseguenze del suo gesto.

Assolutamente d'accordo sulla connivenza assolutamente contraria sul modo di convincerlo

affinchè sia efficace la convinzione questa non deve essere frutto di terrore -non devono dire lo denuncio, affronto i rischi, perchè altrimenti le conseguenze per me sono gravissime-

la convinzione deve essere frutto di consapevolezza che si deve lavorare tutti per stare bene, che se succede qualcosa di brutto al compagno perchè è vittima di un bullo la violenza si ripercuote sul gruppo tradotta in ansia, paura, solitudine dei membri che se ne stanno soli per non vedere e non sentire e non essere presi di mira, ed un'altra serie di conseguenze negative da queste derivanti.

Deve essere frutto di consapevolezza che stare in gruppo significa condividere responsabilità e che ogni membro deve agire, che l'unione fa la forza, che lavorare per il bene fa bene a tutti, soprattutto a se stessi.

Questo contesto della tua teoria del terrore, lucetta.

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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 10:06 am

Ire ha scritto:
va beh, in tanti post non sono stata in grado di far capire il mio pensiero che è:

il bullo è senz'altro un ragazzo con problemi e soprattutto un ragazzo che crea problemi agli altri.
Quando si è testimoni, da adulti, di un atto di bullismo la prima cosa da fare è intervenire per proteggere la vittima.
La seconda agire come prevede la legge e in caso di atti assolutamente gravissimi come la rottura di un dente di un compagno intervenire fino alla denuncia alle autorità competenti soprattutto per chiamare i genitori ad affrontare il problema, non trascurando la necessità di risarcire la vittima e di provvedere alle spese necessarie per il ripristino del dente rotto
La terza è rendersi conto che il bullo è un ragazzo che sta crescendo, che sta crescendo male e che non deve essere allontanato come la peste perchè ancora il suo percorso di crescita interiore non è fossilizzato su atti deviati e ci sono buonissime possibilità che un intervento di un certo tipo su di lui (un intervento che lo metta in grado di sentire....) possa sortire effetti estremamente positivi. Arrivo alla favola bella di dire che possa anche sortire l'effetto di cambiare le sue capacità di aggressione in capacità di difesa e di amicizia nei confronti dei più deboli.

Non sono stata capace di far capire questo mio pensiero e non ho altre risorse per provarci. Pazienza.

Mi vorrei concentrare ora su questa frase di Lucetta, che non ho ancora affrontato abbastanza da convincermi a lasciare perdere ;-)

Chi non racconta di avere assistito a simili episodi, fiancheggia in un atto criminoso e vile: deve sapere che, se sceglie una tale nobile strada condivide la responsabilità del gesto violento, e l'unico modo per stanarlo (visto che chiedi soluzioni, ma poi rifiuti le maniere "spicciole") è richiamarlo alle possibili conseguenze del suo gesto.

Assolutamente d'accordo sulla connivenza assolutamente contraria sul modo di convincerlo

affinchè sia efficace la convinzione questa non deve essere frutto di terrore  -non devono dire lo denuncio, affronto i rischi, perchè altrimenti le conseguenze per me sono gravissime-

la convinzione deve essere frutto di consapevolezza che si deve lavorare tutti per stare bene, che se succede qualcosa di brutto al compagno perchè è vittima di un bullo la violenza si ripercuote sul gruppo tradotta in ansia, paura, solitudine dei membri che se ne stanno soli per non vedere e non sentire e non essere presi di mira, ed un'altra serie di conseguenze negative da queste derivanti.

Deve essere frutto di consapevolezza che stare in gruppo significa condividere responsabilità e che ogni membro deve agire, che l'unione fa la forza, che lavorare per il bene fa bene a tutti, soprattutto a se stessi.

Questo contesto della tua teoria del terrore, lucetta.

il problema è che mentre noi lavoriamo su questa consapevolezza (senza garanzia di risultato e con tempi lunghi) la vittima perde tutta la dentiera (nonché l'autostima, il senso di protezione, la consapevolezza delle proprie capacità...): di questo dobbiamo essere consapevoli e dobbiamo dire chiaramente che stiamo subordinando e sue esigenze a quelle del bullo.
Sottomettiamoci invece a quel dovere di educare cui ci richiami come insegnanti: chiariamo con piglio fermo e deciso a ciascuno (adulti e ragazzi) i propri doveri civici, dove sono le responsabilità, quali possono essere le conseguenze, cosa fa una società solidale per difendere i più deboli dalla prepotenza dei violenti e dall'omertà dei vili. Invece di chiamare sempre psicologi e parolai a riempire di chiacchiere le aule, facciamolo spiegare a un bel poliziotto in divisa o a un magistrato, per esempio!
Se i compagni del bullo (e magari il bullo stesso) arriveranno a non ripetere simili comportamenti solo perchè terrorizzati dalle conseguenze e non per "consapevolezza" (della cui sincerità mi permetto sempre di dubitare) per me non fa differenza.
Poi, ognuno faccia il proprio percorso al di fuori della scuola. Anche se la possibilità di far condividere a vittima, carnefice e "zona grigia" degli omertosi lo stesso intervento terapeutico mi lascia perplessa, mi pare una cosa molto alla "volemose bene"


Ultima modifica di lucetta10 il Mar Nov 19, 2013 10:21 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 10:15 am

no, se vigiliamo e interveniamo a fermare l'aggressione.

Che consapevolezza e autostima e fiducia nelle proprie capacità può avere una vittima che vede che se la cava solo se c'è qualcuno che arriva e ferma il pugno? o che se la cava a scuola perchè il pugno invece di essere ricevuto nel luogo dal quale il bullo è stato allontanato lo riceve nel tragitto verso casa dove il bullo permanentemente inconsapevole e allegramente convinto di quello che fa lo aspetta per "salutarlo"?

Non sarebbe meglio anche per la vittima sapere che vive in un gruppo di persone empatiche dove lei stessa è parte attiva nella ricerca della civile e sicura convivenza?

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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 10:22 am

Ire ha scritto:
no, se vigiliamo e interveniamo a fermare l'aggressione.

Che consapevolezza e autostima e fiducia nelle proprie capacità può avere una vittima che vede che se la cava solo se c'è qualcuno che arriva e ferma il pugno? o che se la cava a scuola perchè il pugno invece di essere ricevuto nel luogo dal quale  il bullo è stato allontanato lo riceve nel tragitto verso casa dove il bullo permanentemente inconsapevole e allegramente convinto di quello che fa lo aspetta per "salutarlo"?

Non sarebbe meglio anche per la vittima sapere che vive in un gruppo di persone empatiche dove lei stessa è parte attiva nella ricerca della civile e sicura convivenza?


scusa, ho modificato il mio post mentre rispondevi
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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 10:27 am

Ire ha scritto:
no, se vigiliamo e interveniamo a fermare l'aggressione.

Che consapevolezza e autostima e fiducia nelle proprie capacità può avere una vittima che vede che se la cava solo se c'è qualcuno che arriva e ferma il pugno? o che se la cava a scuola perchè il pugno invece di essere ricevuto nel luogo dal quale  il bullo è stato allontanato lo riceve nel tragitto verso casa dove il bullo permanentemente inconsapevole e allegramente convinto di quello che fa lo aspetta per "salutarlo"?

Non sarebbe meglio anche per la vittima sapere che vive in un gruppo di persone empatiche dove lei stessa è parte attiva nella ricerca della civile e sicura convivenza?

E certo. Ma per fare questo, certe persone vanno prima isolate e la vittima deve sapere di essere nel giusto. La classe purtroppo è raramente un luogo dove convivono amorevolmente persone empatiche, soprattutto quando si tratta di adolescenti. Le dinamiche del gruppo somigliano spesso alle leggi della jungla, si basano sull'affinità con alcuni e la non affinità verso altri, sulla competizione (non sempre sana), a volte sull'isolamento di elementi deboli. Tutto ciò è inevitabile e accettabile e su questo noi interveniamo continuamente, ben consapevoli di strategie e mezzi. La presenza di un bullo scombina le carte, è un'altra cosa, sposta tutto su un altro piano e richiede diversi interventi
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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 1:25 pm

Ire ha scritto:
Mi sembra pazzesco.
Dove è finito il ruolo educativo della scuola? l'educazione civica ad esempio?

Sano terrore? tu induci una persona ad agire convincendola con il terrore?

I mezzi coercitivi non hanno mai fatto una buona fine. Ai dittatori, prima o poi si ribellano tutti.

Davvero, mi sembra pazzesco.

Ma va bene così. Spero che su 100 che qui hanno letto, almeno qualcuno la pensi diversamente da te, almeno sulla responsabilità della scuola nei confronti di tutti. Non solo delle sfide più semplici.

Per quanto riguarda la responsabilità della famiglia andrei un attimo a vedere quanto davvero sia sano l'ambiente di provenienza dei criminali, di quelli cresciuti in famiglie per bene, dico.  Per me avremmo sorprese. Anche se non escludo del tutto la possibilità che dove c'è vero amore (non condiscendenza) un ragazzo possa comunque essere un mostro direi che l'attenzione costante riesce a deviare o a contenere entro il limite della stravaganza questa mostruosità.



A parte il fatto che il termine "terrore" lo ritengo poco adatto ad un contesto educativo e degno delle tirannie asiatiche, non vedo cosa possa terrorizzare a scuola i nostri virgulti, se non il compagno manesco e la persecuzione del branco.


"Ai dittatori, prima o poi si ribellano tutti."

Se non è accettabile che un docente si atteggi a dittatore (anzi, si atteggiasse nella scuola di una volta ) non lo è nemmeno permettere che un ragazzotto pestifero diventi lui il dittatore della classe, prevaricando pure gli insegnanti.

Forse quando si parla di bulli tu hai in mente il Franti deamicisiano , detestato da tutti e destinato senza speranza "all'ergastolo", cioè ai lavori forzati; Franti, il reietto che paga salate tutte le sue malefatte, ma è in grado di provare vergogna per l'umiliazione a cui si sottopone la madre ( "e l'infame sorrise").

Aggiornati : i "Franti" del XXI secolo hanno preso il potere , riveriti dai gregari ("aiutanti" e "sostenitori") e vezzeggiati da dirigenti pavidi e da ciarlatani professionisti.

Piccoli despoti che forse, non necessariamente, pagheranno il fio nell'età adulta , tranne quelli che diventeranno aguzzini nei "corpi", come i drughi di "Arancia Meccanica", o capetti nelle aziende.

Ad ogni modo , prima di diventare grandi, avranno reso la vita difficile a un bel po' di gente .


















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samuelescuola



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MessaggioOggetto: Re: come devo comportarmi se in classe ci sono dei bulli che prendono di mira un compagno?   Mar Nov 19, 2013 2:04 pm

Ma in questo caso i compagni non se ne stanno soli e zitti per paura di, ma partecipano allegramente al linciaggio...questo ragazzino veniva continuamente preso in giro, deriso, prima che si arrivasse al gesto estremo della rottura del dente...l'unico che stava zitto per paura di...è la vittima...


Ire ha scritto:
va beh, in tanti post non sono stata in grado di far capire il mio pensiero che è:

il bullo è senz'altro un ragazzo con problemi e soprattutto un ragazzo che crea problemi agli altri.
Quando si è testimoni, da adulti, di un atto di bullismo la prima cosa da fare è intervenire per proteggere la vittima.
La seconda agire come prevede la legge e in caso di atti assolutamente gravissimi come la rottura di un dente di un compagno intervenire fino alla denuncia alle autorità competenti soprattutto per chiamare i genitori ad affrontare il problema, non trascurando la necessità di risarcire la vittima e di provvedere alle spese necessarie per il ripristino del dente rotto
La terza è rendersi conto che il bullo è un ragazzo che sta crescendo, che sta crescendo male e che non deve essere allontanato come la peste perchè ancora il suo percorso di crescita interiore non è fossilizzato su atti deviati e ci sono buonissime possibilità che un intervento di un certo tipo su di lui (un intervento che lo metta in grado di sentire....) possa sortire effetti estremamente positivi. Arrivo alla favola bella di dire che possa anche sortire l'effetto di cambiare le sue capacità di aggressione in capacità di difesa e di amicizia nei confronti dei più deboli.

Non sono stata capace di far capire questo mio pensiero e non ho altre risorse per provarci. Pazienza.

Mi vorrei concentrare ora su questa frase di Lucetta, che non ho ancora affrontato abbastanza da convincermi a lasciare perdere ;-)

Chi non racconta di avere assistito a simili episodi, fiancheggia in un atto criminoso e vile: deve sapere che, se sceglie una tale nobile strada condivide la responsabilità del gesto violento, e l'unico modo per stanarlo (visto che chiedi soluzioni, ma poi rifiuti le maniere "spicciole") è richiamarlo alle possibili conseguenze del suo gesto.

Assolutamente d'accordo sulla connivenza assolutamente contraria sul modo di convincerlo

affinchè sia efficace la convinzione questa non deve essere frutto di terrore  -non devono dire lo denuncio, affronto i rischi, perchè altrimenti le conseguenze per me sono gravissime-

la convinzione deve essere frutto di consapevolezza che si deve lavorare tutti per stare bene, che se succede qualcosa di brutto al compagno perchè è vittima di un bullo la violenza si ripercuote sul gruppo tradotta in ansia, paura, solitudine dei membri che se ne stanno soli per non vedere e non sentire e non essere presi di mira, ed un'altra serie di conseguenze negative da queste derivanti.

Deve essere frutto di consapevolezza che stare in gruppo significa condividere responsabilità e che ogni membro deve agire, che l'unione fa la forza, che lavorare per il bene fa bene a tutti, soprattutto a se stessi.

Questo contesto della tua teoria del terrore, lucetta.

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