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 DSA e diagnosi "datate"

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paniscus



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MessaggioOggetto: DSA e diagnosi "datate"   Mer Nov 06, 2013 11:51 pm

In materia di PDP per gli alunni con disturbi di apprendimento, alle superiori, mi è capitato diverse volte di scontrarmi con questo problema: ogni anno ci si mette attorno a un tavolo a raccontarci le stesse cose, e a dover decidere un piano educativo vincolante per tutta la nostra attività successiva, basato su diagnosi compilate cinque, sei, sette anni fa, e mai più aggiornate.

E a noi tocca stilare un piano di studi personalizzato per un ragazzo di 15 anni, basato su test a cui è stato sottoposto quando ne aveva 8 (e ovviamente aveva una maturità di testa e una capacità di elaborazione autonoma molto diversa da adesso).

Normalmente a quel punto la sequenza teatrale è sempre la stessa: qualcuno di noi che si lamenta che quelle informazioni non sono più significative, e che sarebbe il caso di sollecitare un aggiornamento della diagnosi... e allora interviene il referente DSA della scuola (o in qualche caso, nemmeno il referente DSA, ma una generica collega-buonista-mammista che ha come unica missione nella vita quella di regalare facilitazioni a tutti, anche completamente alla cieca), e ribatte che "Non c'è nessun bisogno di aggiornare la diagnosi, perché tanto la dislessia non guarisce, e quindi tutto quello che è stato segnalato una volta, vale per sempre".

Ora, che la dislessia "non guarisca" lo sa anche il muro, e trovo sinceramente offensivo che me lo debbano venire a ribadire come se fossi una deficiente. Ma il punto è un altro: fermo restando che "non guarisce", è anche automatico che non si evolva in nessun modo, in parallelo con la maturazione generale del ragazzo?

Cioè, è categoricamente escluso che una difficoltà di apprendimento diagnosticata una volta in età precocissima, possa modificarsi nel tempo, possa migliorare o peggiorare, possa assumere forme diverse a seconda delle diverse richieste dei vari stadi di età, o che possa trovare spontaneamente alcune strategie di compensazione che in un quindicenne sono diverse da quelle di un bambino di otto anni?

Gli stessi test utilizzati per fare la diagnosi saranno calibrati sulle varie età e sui vari livelli di scolarizzazione, no? Non credo che per un adolescente a cui viene sospettato per la prima volta il disturbo a 16 anni, dopo 10 anni che va già a scuola, siano utilizzati gli STESSI test che si utilizzano in seconda elementare, e che svelino esattamente gli stessi dettagli...

Invece, nel caso di un ragazzo già certificato in età precoce, si arriva a sostenere che una diagnosi fatta a otto anni debba essere considerata affidabile in eterno, e sempre utilizzabile come base scientifica per stilare un piano didattico individuale adeguato a 15, a 16 o a 18.

Ma è possibile che tutte le malattie, tutte le disabilità, tutti i disturbi fisici, mentali, sensoriali o quant'altro, siano soggetti a evoluzione e mutazione nel tempo (e che tali mutazioni debbano essere giustamente prese in considerazione per gli interventi didattici e sociali)... tranne i DSA, che invece devono rimanere una sentenza inamovibile per sempre?

boh, non capisco...
L.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 9:23 am

Intanto, Lisa, ti invito a non considerare la dislessia come un disturbo fisico, mentale o sensoriale.
La dislessia è un disturbo di apprendimento e l'apprendimento non è parte del corpo umano.
Un soggetto con dsa non ha alcuna malattia o quant'altro.
Questo non tanto per me, o per qui, ma per cercare di abituare la collettività a considerare le cose per quello che sono, unico modo per porre le basi di una corretta gestione.

Quindi il fatto che dal dsa non si guarisce, cosa che tu sai, è assolutamente vero. Non si è malati e non si guarisce.

Poi:
in accordo con le determinazioni della Conferenza Stato Regioni del 25/07/!2 (accordo che non ha forza di legge e che non è quindi imperativo) si indica come buona prassi una revisione della situazione ad ogni passaggio di ciclo scolastico, Alla fine della quinta primaria e alla fine della terza secondaria di primo grado.
Non comunque prima che siano passati tre anni dall'osservazione precedente.

Proprio per il fatto che non si guarisce e che il pdp è un piano da rivedere ogni anno non dovreste avere problemi anche con diagnosi datate: le necessità dell'alunno, le sue particolarità e i mutamenti in divenire sono frutto di compensazioni che si determinano con il proseguire dello studio e dell'acquisizione delle strategie compensative e metacognitive per le quali non è necessario alcun test diagnostico. Scuola e famiglia insieme si confrontano e modificano gli strumenti necessari.

Volendo si può chiedere una rivalutazione in corso d'opera ma non è fondamentale.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 2:25 pm

Cara Ire, vedo che anche tu ti allinei di buon grado a quelli che "si rivolgono a me come se fossi una deficiente" e che pretendono di spiegarmi dall'alto in basso le verità fondamentali a cui noi poveretti non arriviamo.

Allora, riformulo la domanda in una forma più tecnica e neutrale: lasciando perdere qualsiasi discussione formale sull'uso politicamente corretto o scorretto della parola "malattia", "disabilità", "handicap", "disturbo", "disfunzione" eccetera, la domanda è:

esiste qualche evidenza scientifica per sostenere davvero che i DSA siano le uniche difficoltà umane che non sono suscettibili di nessuna variazione o evoluzione nel tempo, e che quindi è giusto che siano descritte con un'unica diagnosi una volta per tutte, e bisogna arrangiarsi solo con quella... mentre per qualsiasi altra problematica è NORMALE richiedere un aggiornamento periodico della situazione?

Lascia perdere le implicazioni emotive, psicologiche, simboliche, culturali o comunicative, parlo solo della scientificità dell'affermazione: perché, per qualsiasi altro problema, è considerato plausibile che i dettagli cambino nel tempo, ed è considerata prassi buona e giusta che la diagnosi venga aggiornata spesso, mentre i DSA dovrebbero essere (quasi) l'unica categoria di problemi per cui questo non vale?

Oltretutto, mi permetto di aggiungere un'osservazione: chi l'ha detto che "l'apprendimento non fa parte del corpo umano"?????? Scusami, ma a me questa sembra una stupidaggine fatta e finita.

Se non facesse parte del corpo umano, vorrebbe dire che è solo un problema di educazione, di cultura e di esercizio, e che quindi qualsiasi disturbo di apprendimento si potrebbe semplicemente "curare" (o meglio ancora, "prevenire") semplicemente istruendo il bambino nel modo giusto, e correggendo le abitudini sbagliate... cioè esattamente la visione distorta che se ne aveva fino a pochi anni fa, e che adesso per fortuna è stata superata. Siccome è evidente che NON E' COSI', vuol dire che c'è una disfunzione strutturale che fa parte del corpo umano eccome! Cosa ci sarebbe di male ad ammetterlo, proprio non lo capisco.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 3:39 pm

Non è una disfunzione ma una funzione diversamente strutturata e questa è pure la risposta alla tua richiesta di evidenza scientifica.

Non si cambia ciò che fa parte del corpo umano: se tu nasci coi capelli ricci, così ti rimangono.
Se nasci con gli occhi verdi pure quelli rimangono così.

Ci sono evidenze scientifiche che mostrano in un soggetto con dsa, durante l'apprendimento di un dato, l'attivazione di parti di cervello non attese. Non si cambia.


Tra l'altro è proprio così: esattamente un problema di cultura. Istruendo il bambino nel modo giusto egli è assolutamente in grado di imparare di tutto e di più.

Non per alimentare polemica ma non è un caso che molti parlino di DSA come di distrubo specifico di insegnamento.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 4:00 pm

Ire, onestamente, stai diventando patetica.

Io CHIEDO in buona fede chiarimenti in più su alcune questioni tecniche che non conosco bene, e le uniche repliche che ricevo sono:

a)  prima intrippate di paternalismo spocchioso (cioè, l'illuminata sensibile e attenta che, con un sospiro di rassegnazione, si abbassa a spiegare la verità alla rozza ignorante piena di pregiudizi, assumendo già in partenza che comunque non ci arriva),

b) e poi infarcite di battutine velenose, secondo cui, alla fine, la colpa è sempre solo degli insegnanti, che non sanno insegnare nel modo giusto.

Inoltre, tornando alle tue affermazioni...

Prima dici che le questioni relative all'apprendimento assolutamente "non fanno parte del corpo umano".

Poi dici questo:

Ire ha scritto:
Non si cambia ciò che fa parte del corpo umano: se tu nasci coi capelli ricci, così ti rimangono.
Se nasci con gli occhi verdi pure quelli rimangono così.
Quindi, a questo punto, i DSA fanno parte del corpo umano esattamente come i capelli ricci, anche se prima dicevi di no.

Poi sostieni:
Ire ha scritto:
Tra l'altro è proprio così: esattamente un problema di cultura.
Il che sottintenderebbe che, a livello organico, i DSA non esistono, ma sono solo una questione di abitudine ed educazione (ossia, che si potrebbero "curare" semplicemente costringendo il ragazzino a esercitarsi di più e a faticare di più) Però se qualcuno si sognasse di sostenere una cosa del genere, comprensibilmente, te lo mangeresti vivo.

Ma metterti d'accordo con te stessa, proprio no?

Realmente, pensi di fare un servizio positivo alla causa che tu sostieni, replicando in questo modo?????
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 4:27 pm

Niente di tutto questo, Lisa.

Ci sono evidenze scientifiche, ti basta una ricerca su google per accedere a diverse documentazioni, che dimostrano come il dsa sia conseguenza di una condizione neurobiologica e fisiologica di diverso utilizzo delle aree cerebrali.

Questo risponde alla tua domanda sul perchè non sia poi così determinante una nuova diagnosi.
(mentre può essere utile rivedere insieme allo specialista le caratteristiche di apprendimento per evidenziare se sia necessario intervenire con strategie nuove o diverse )

Non sono assolutamente battutine velenose quelle che attribuiscono i problemi scolastici dei soggetti con dsa al cattivo insegnamento. E' la pura verità e cerco di spiegarmi:

sono dispostissima a credere e ad accettare che nessun docente che debba occuparsi di una intera classe di alunni, ciascuno con una sua propria particolarità da tenere presente, abbia la possibilità di intervenire efficacemente con una didattica idonea ad un dsa.

Ci sono alcuni disturbi talmente severi da smontare chiunque e da mettere a dura prova la fantasia degli specialisti per trovare la chiave di apertura che permetta all'alunno di apprendere. Serve tempo, studio delle specificità, abitudini, attitudini, idiosincrasie e attrazioni di un ragazzo per riuscire a trovarla questa chiave. E voi non ce l'avete quel tempo nè la possibilità di studio.
Detto questo: trovata la chiave e insegnando bene un ragazzino con dsa, che come minimo ha un qi nella norma e generalmente nell'eccellenza, riesce ad apprendere qualsiasi cosa.

Non ho detto quindi che è colpa degli insegnanti che non sanno insegnare.

Tra l'altro non sostengo nessuna causa, io. Il motivo per cui sono venuta qui inizialmente è stato quello di intervenire a rispondere a domande di qualcuno di voi su un argomento che per me è pane quotidiano. Che causa sarebbe?
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 4:36 pm

Ire ha scritto:
Ci sono evidenze scientifiche, ti basta una ricerca su google per accedere a diverse documentazioni, che dimostrano come  il dsa sia conseguenza di una condizione neurobiologica e fisiologica di diverso utilizzo delle aree cerebrali.
E allora come ti viene in mente di dire che "non fa parte del corpo umano" e che non ha niente a che fare col corpo umano?
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 5:06 pm

l'apprendimento? Paniscus, trovami l'apprendimento nel corpo umano.

Non ho detto che non fa parte delle attitudini dell'essere umano.
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 5:14 pm

Allora, per favore, DECIDITI: i Disturbi Specifici di Apprendimento (NON "l'apprendimento" e basta, ma i cosiddetti DSA, ovvero Disturbi Specifici di Apprendimento) sono causati da qualcosa che fa parte del corpo umano o no???????
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 5:23 pm

sì, ma da una fisiologica (che è il contrario di patologica) particolare caratteristica neurobiologica.

Ed è sempre la risposta alla tua domanda: ma le diagnosi vecchie?

le diagnosi vecchie che attestano questa caratteristica hanno sempre valore, non essendo possibile cambiare la struttura neurobiologica di alcuno.

Fermo restando che un aggiornamento invece dei consigli di attuazione delle strategie può essere buona cosa.
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 5:37 pm

paniscus ha scritto:
esiste qualche evidenza scientifica per sostenere davvero che i DSA siano le uniche difficoltà umane che non sono suscettibili di nessuna variazione o evoluzione nel tempo, e che quindi è giusto che siano descritte con un'unica diagnosi una volta per tutte, e bisogna arrangiarsi solo con quella... mentre per qualsiasi altra problematica è NORMALE richiedere un aggiornamento periodico della situazione?
Anzi, per quanto ne sappia, esistono delle prove contrarie nel campo della ricerca neurologica (es. gli studi fatti sui soggetti per cui MRI registrava prima una certa tipologia di attività elettronica e poi dopo un po' di tempo la vedevano alterata un po').
(Qui parlo eslusivamente di ricerche fatte a livello FONDAMENTALE. Non saprei dirtene molto però, ho solo qualche nozione.)
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 6:06 pm

paniscus ha scritto:
Allora, per favore, DECIDITI: i Disturbi Specifici di Apprendimento (NON "l'apprendimento" e basta, ma i cosiddetti DSA, ovvero Disturbi Specifici di Apprendimento) sono causati da qualcosa che fa parte del corpo umano o no???????
Sì.
Sono una questione neurologica.
La tua domanda sembra essere SE - e in quali casi - e in seguito a quale esperienze - questo wiring neurologico può cambiare.

Si sa ancora poco sulle dinamiche che portano il cervello a produrre la mente (ovvero quali strutture fisiche e dinamiche fisiche, a livello fondamentale, corrispondano a quali modalità di percezione, di pensiero, tipologie di personalità ecc.). Da quel poco che si sa, però, risulta che le cose cambiano non soltanto in seguito ai traumi FISICI (es. danni al cervello per cui cambia circolazione sanguigna in diverse aree del cervello ecc.), ma ANCHE in seguito alle esperienze "normali", con il passare del tempo. D'altro canto, sembra sempre esserci un certo "wiring" basilare impossibile da alterare in maniera profonda.
Ripeto, parlo eslusivamente di cose registrate su MRI/PET, cioè ricerca fondamentale, non di ricerche fatte tramite questionari, osservazione del comportamento ecc.

I DSA fanno parte di un quadro più ampio di queste "differenze neurologiche" e come tali assolutamente fanno parte del corpo, della realtà biologica fondamentale di un individuo.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 7:13 pm

paniscus ha scritto:
In materia di PDP per gli alunni con disturbi di apprendimento, alle superiori, mi è capitato diverse volte di scontrarmi con questo problema: ogni anno ci si mette attorno a un tavolo a raccontarci le stesse cose, e a dover decidere un piano educativo vincolante per tutta la nostra attività successiva, basato su diagnosi compilate cinque, sei, sette anni fa, e mai più aggiornate.

E a noi tocca stilare un piano di studi personalizzato per un ragazzo di 15 anni, basato su test a cui è stato sottoposto quando ne aveva 8 (e ovviamente aveva una maturità di testa e una capacità di elaborazione autonoma molto diversa da adesso).

Normalmente a quel punto la sequenza teatrale è sempre la stessa: qualcuno di noi che si lamenta che quelle informazioni non sono più significative, e che sarebbe il caso di sollecitare un aggiornamento della diagnosi... e allora interviene il referente DSA della scuola (o in qualche caso, nemmeno il referente DSA, ma una generica collega-buonista-mammista che ha come unica missione nella vita quella di regalare facilitazioni a tutti, anche completamente alla cieca), e ribatte che "Non c'è nessun bisogno di aggiornare la diagnosi, perché tanto la dislessia non guarisce, e quindi tutto quello che è stato segnalato una volta, vale per sempre".

Ora, che la dislessia "non guarisca" lo sa anche il muro, e trovo sinceramente offensivo che me lo debbano venire a ribadire come se fossi una deficiente. Ma il punto è un altro: fermo restando che "non guarisce", è anche automatico che non si evolva in nessun modo, in parallelo con la maturazione generale del ragazzo?

Cioè, è categoricamente escluso che una difficoltà di apprendimento diagnosticata una volta in età precocissima, possa modificarsi nel tempo, possa migliorare o peggiorare, possa assumere forme diverse a seconda delle diverse richieste dei vari stadi di età, o che possa trovare spontaneamente alcune strategie di compensazione che in un quindicenne sono diverse da quelle di un bambino di otto anni?

Gli stessi test utilizzati per fare la diagnosi saranno calibrati sulle varie età e sui vari livelli di scolarizzazione, no? Non credo che per un adolescente a cui viene sospettato per la prima volta il disturbo a 16 anni, dopo 10 anni che va già a scuola, siano utilizzati gli STESSI test che si utilizzano in seconda elementare, e che svelino esattamente gli stessi dettagli...

Invece, nel caso di un ragazzo già certificato in età precoce, si arriva a sostenere che una diagnosi fatta a otto anni debba essere considerata affidabile in eterno, e sempre utilizzabile come base scientifica per stilare un piano didattico individuale adeguato a 15, a 16 o a 18.

Ma è possibile che tutte le malattie, tutte le disabilità, tutti i disturbi fisici, mentali, sensoriali o quant'altro, siano soggetti a evoluzione e mutazione nel tempo (e che tali mutazioni debbano essere giustamente prese in considerazione per gli interventi didattici e sociali)... tranne i DSA, che invece devono rimanere una sentenza inamovibile per sempre?

boh, non capisco...
L.
Cara Paniscus,
poiché ho lavorato per anni con ragazzi dislessici provo a risponderti io.
Laa dislessia e' uno stato della persona, non una malattia. poiche' pare che certi campi neuronali non si attivino come dovrebbero e mai lo faranno.
Se dalla dislessia non si guarisce, non e' assolutamente vero che le performance di un alunno Dislessico non possano variare e non possano migliorare con adeguato intervento. Proprio perché ho lavorato con ragazzi dislessici ti posso dire che, ad esempio, con un buon lavoro di sintesi, mappe e di ripetizione, la memoria puo' migliorare  e anche di moltissimo, poiché (vedi la tassonomia di Bloom) la memoria e' un'abilita' elementare facilmente sviluppabile con il lavoro.
Poiché la memoria e' fondamentale per il raggiungimento delle tappe successive e' ovvio che gli altri step si possono raggiungere ed evidenziare con test successivi. in un ragazzo dislessico anche le abilita' di letto-scrittura possono migliorare con il lavoro logopedico. ovviamente non si puo' eliminare il disturbo, ma si puo' certo migliorare!
spero di esserti stata utile.

se poi mi chiedi cosa possa fare un docente curriculare con una classe di trenta ragazzi, meta' dei quali bes, senza testi appropriati, senza computer, con dei genitori che pretendono in ogni caso la promozione del figlio, con diagnosi che servono a poco o niente e senza docenti di sostegno che ti supportano non saprei cosa risponderti perché a me verrebbe quasi voglia di cambiare lavoro.
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 7:34 pm

Ire ha scritto:
Ci sono evidenze scientifiche che mostrano in un soggetto con dsa,  durante l'apprendimento di un dato, l'attivazione di parti di cervello non attese. Non si cambia.
Non so se sia lecito inserire collegamenti in inglese, ma qui hai l'esempio di una ricerca che ha tentato di mostrare effetti sul cervello di interventi regolari con soggetti con dislessia. C'erano dei cambiamenti (attestati con fMRI) nelle attivazioni di parti di cervello - nelle stesse regioni del cervello che il control group (soggetti senza dislessia) utilizzava durante la lettura.

Certo, questo non vuol dire che dalla dislessia si "guarisce" - penso che tutti siamo d'accordo che le cose sono ben più complesse - però è un ulteriore argomento in favore di una visione del problema che tenga conto della plasticità cerebrale.

Sono state fatte anche altre ricerche sui cambiamenti del cervello a partire da esperienze "normali" (non traumi fisici) che ne hanno modificato alcune strutture - io mi intendo ben poco di queste cose, tu ne saprai di più, io mi sono informata "da laica" quando ho tentato, in retrospettiva, di capire che cosa succedesse a me quando ero piccola.

La mia esperienza strettamente personale (che non è necessariamente applicabile ad altre persone) è quella di migliorare/cambiare notevolmente, però in età più adulta e in modo graduale (durante gli anni del liceo e all'università, forse anche un po' dopo). Ho ancora alcuni problemi nell'esprimeri, però sono cambiati anche loro.
E' una mia convinzione personale, forse sbagliata, che c'è una parte di ragazzi DSA che, se solo sopravvivono la scuola e l'università, riescono non solo a maturare e compensare per i loro problemi ove necessario, ma perfino a utilizzare alcune "anomalie" neurologiche a loro vantaggio (per es. una sensibilità visuale molto forte, la capacità di visualizzare le cose con estrema chiarezza, è un vantaggio incredibile in molti settori, scientifici e altri).
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 07, 2013 9:15 pm

il cervello e' dotato di cellule con funzioni vicarie che si attivano quando la parte "deputata" non funziona adeguatamente. come e quando questi neuroni agiscono non e' dato di saperlo esattamente. sicuramente l'intervento terapeutico tempestivo e' fondamentale (sappiamo che il cervello umano, nello specifico il lobo frontale, finisce la sua completa maturazione al settimo anno di eta'), anche se la plasticita' cerebrale che tu giustamente hai citato non si ferma al settimo anno. ecco perché c'e' gente che anche dopo trent'anni di fisioterapia inizia a camminare.  ed e' per questo motivo che il ragazzo dislessico necessita di un lavoro mirato ed individualizzato che lo aiuti  a migliorare sul piano delle performance e compensare ove necessario per permettergli di acquisire nuove abilita'.
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russele



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 08, 2013 5:42 pm

Per tornare al tuo quesito, interessante perchè l'ho posto proprio ieri alla psicologa durante il GLH, ella mia ha risposto che in linea di massima le diagnosi vanno rinnovate ad ogni cambio di ciclo di studi. Questo perchè le problematiche evidenziate nelle prime diagnosi potrebbero non essere più presenti alla stessa maniera dopo un pò. Se gli strumenti compensativi/dispensativi sono stati opportunamente utilizzati, l'alunno potrebbe aver individuato una propria strategia di studio e quindi aver superato le problematiche iniziali. Parimenti, il passaggio dall'infanzia all' adolescenza potrebbe aggravare alcune problematiche per cui gli strumenti che usavi prima ora non bastano o devono cambiare. Insomma, il DSA è un alunno assolutamente normodotato che però ha un suo modo diverso di apprendere. Per scoprire qual'è questo modo, ha bisogno di sperimentare strategie di studio diverse e trovare quella giusta.Ma per fare questo c'è bisogno di fatica da parte nostra e, soprattutto, da parte sua.
Purtroppo nessuna diagnosi viene mai rinnovata ogni anno ma questo anche perchè non è previsto dalla 170/10.
Peraltro avrai notato che poche diagnosi recano indicazioni di partenza del neuropsichiatra circa le effettive difficoltà:io professore non capisco un tubo nè mi interessa se mi scrivi tutti i test che il ragazzo ha fatto. Mi importa sapere cosa, in concreto, posso fare e cosa no. Ma non tutti sono dei veri professionisti.
Da ultimo, osserva bene che spesso i DSA sono "finti", ossia sono alunni con difficoltà cognitive che i genitori hanno fatto spacciare (facci caso, la diagnosi è quasi sempre privata) per DSA per non avere il sostegno. Triste, ma vero....
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 08, 2013 6:37 pm

attenzione alle diagnosi private!
170/10

Diagnosi
1. La diagnosi dei DSA e' effettuata nell'ambito dei trattamenti
specialistici gia' assicurati dal Servizio sanitario nazionale a
legislazione vigente ed e' comunicata dalla famiglia alla scuola di
appartenenza dello studente. Le regioni nel cui territorio non sia
possibile effettuare la diagnosi nell'ambito dei trattamenti
specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale possono
prevedere, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente, che la medesima diagnosi sia
effettuata da specialisti o strutture accreditate.

inoltre
Circolare 8 marzo 2012
Per quanto riguarda gli alunni in possesso di una diagnosi di DSA rilasciata da una struttura
privata, si raccomanda - nelle more del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie
pubbliche o accreditate – di adottare preventivamente le misure previste dalla Legge 170/2010,
qualora il Consiglio di classe o il team dei docenti della scuola primaria ravvisino e riscontrino, sulla
base di considerazioni psicopedagogiche e didattiche, carenze fondatamente riconducibili al disturbo.
Pervengono infatti numerose segnalazioni relative ad alunni (già sottoposti ad accertamenti
diagnostici nei primi mesi di scuola) che, riuscendo soltanto verso la fine dell’anno scolastico ad
ottenere la certificazione, permangono senza le tutele cui sostanzialmente avrebbero diritto. Si
evidenzia pertanto la necessità di superare e risolvere le difficoltà legate ai tempi di rilascio delle
certificazioni (in molti casi superiori ai sei mesi) adottando comunque un piano didattico
individualizzato e personalizzato nonché tutte le misure che le esigenze educative riscontrate
richiedono. Negli anni terminali di ciascun ciclo scolastico, in ragione degli adempimenti connessi
agli esami di Stato, le certificazioni dovranno essere presentate entro il termine del 31 marzo, come
previsto all’art.1 dell’Accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni sulle certificazioni per i DSA
(R.A. n. 140 del 25 luglio 2012).


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Ire



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 08, 2013 7:09 pm

A questo propostio si deve andare a cercare la procedura individuata dalle Regioni.
Indicativamente ognuna è diversa.

Per fare un esempio: la regione Emilia Romagna accetta le private quando siano state ratificate dall'apposito ufficio ASL che ne accerta la corrispondenza con le indicazioni della consensus conference per le modalità diagnostiche.

La regione Lombardia, così come la Liguria, ha individuato diverse strutture private e le ha accreditate ad emettere diagnosi.

Direi che a questo punto tutte le regioni, o forse ne mancano una o due, hanno trovato come superare il problema dei lunghi tempi.
Quindi non si deve fare tanto riferimento a "private" o "pubbliche" per accertarne la validità, quanto alla corrispondenza con le indicazioni di competenza regionale.
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 08, 2013 8:22 pm

russele ha scritto:
Per tornare al tuo quesito, interessante perchè l'ho posto proprio ieri alla psicologa durante il GLH, ella mia ha risposto che in linea di massima le diagnosi vanno rinnovate ad ogni cambio di ciclo di studi. Questo perchè le problematiche evidenziate nelle prime diagnosi potrebbero non essere più presenti alla stessa maniera dopo un pò. Se gli strumenti compensativi/dispensativi sono stati opportunamente utilizzati, l'alunno potrebbe aver individuato una propria strategia di studio e quindi aver superato le problematiche iniziali. Parimenti, il passaggio dall'infanzia all' adolescenza potrebbe aggravare alcune problematiche per cui gli strumenti che usavi prima ora non bastano o devono cambiare. Insomma, il DSA è un alunno assolutamente normodotato che però ha un suo modo diverso di apprendere. Per scoprire qual'è questo modo, ha bisogno di sperimentare strategie di studio diverse e trovare quella giusta.Ma per fare questo c'è bisogno di fatica da parte nostra e, soprattutto, da parte sua.
Purtroppo nessuna diagnosi viene mai rinnovata ogni anno ma questo anche perchè non è previsto dalla 170/10.
Peraltro avrai notato che poche diagnosi recano indicazioni di partenza del neuropsichiatra circa le effettive difficoltà:io professore non capisco un tubo nè mi interessa se mi scrivi tutti i test che il ragazzo ha fatto. Mi importa sapere cosa, in concreto, posso fare e cosa no. Ma non tutti sono dei veri professionisti.
Da ultimo, osserva bene che spesso i DSA sono "finti", ossia sono alunni con difficoltà cognitive che i genitori hanno fatto spacciare (facci caso, la diagnosi è quasi sempre privata) per DSA per non avere il sostegno. Triste, ma vero....
mi inserisco nella discussione perché oggi ho sentito l'ultima cosa strana della serie….e volevo un vostro parere! e si ricollega perfettamente con questo intervento.
ma è vero che un neuropsichiatra che valuta un ragazzo sui dsa può valutare solo quelli?cioè…se vede che c'è altro, come un deficit cognitivo non è tenuto a riportarlo perché sta valutando solo il dsa?che se la famiglia richiede questa valutazione il medico è obbligato a rispondere solo su questo?come se uno avesse mal di schiena dato da un problema ad un piede e il medico guardasse solo la schiena….spero di aver sentito una cosa sbagliata….
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 08, 2013 8:31 pm

No, direi proprio che non è vero.
Ci si rivolge all'equipe diagnostica per il dsa quando ci sia il sospetto della presenza del disturbo che viene attestato quando:
non ci siano condizioni ambientali, psicologiche o altro che possano determinare un blocco nell'apprendimento e soprattutto.
non ci sia un deficit cognitivo


Quando si evidenzi un deficit di quel tipo siamo in presenza di ritardo mentale più o meno grave e non verrà fatta diagnosi di dsa ma si invierà il soggetto all'uonpia che attiverà per lui quanto necessario per metterlo sotto la tutela della legge 104.
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 08, 2013 8:42 pm

grazie Ire!guarda spero di aver capito male…ma sto vivendo la situazione talmente assurda di un mio alunno che ormai non mi stupisco più di niente!:-(((((
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 08, 2013 8:52 pm

Allora, tutto può succedere, purtroppo, ma sono più portata a ritenere che sia possibile che in qualche caso un piccolo ritardo cognitivo, o un borderline che si attesti verso il limite inferiore venga certificato come dsa perchè la famiglia piange un po' sulla sorte del figlio. Questo può purtroppo succedere (non dovrebbe ma può) ma che qualche npi non riscontri un ritardo cognitivo perchè sta indagando sul dsa la vedo durissima.
Sarebbe come dire non ha dislessia ha ritardo ma tu mi hai chiesto se è dislessico e io ti dico di no. Fine della questione.

No, direi di no.
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 08, 2013 9:00 pm

Ire ha scritto:
Allora, tutto può succedere, purtroppo, ma sono più portata a ritenere che sia possibile che in qualche caso un piccolo ritardo cognitivo, o un borderline che si attesti verso il limite inferiore venga certificato come dsa perchè la famiglia piange un po' sulla sorte del figlio. Questo può purtroppo succedere (non dovrebbe ma può) ma che qualche npi non riscontri un ritardo cognitivo perchè sta indagando sul dsa la vedo durissima.
Sarebbe come dire  non ha dislessia ha ritardo ma tu mi hai chiesto se è dislessico e io ti dico di no. Fine della questione.

No, direi di no.
era più una cosa "anche se valuto la presenza di un ritardo cognitivo non posso certificarlo perché la famiglia mi ha fatto la richiesta di valutazione solo dsa e non di altro", cioè una questione più di forma che di altro…. assurdità!!!! concordo…fine della questione!;-)
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 08, 2013 9:34 pm

paolacl84 ha scritto:
Ire ha scritto:
Allora, tutto può succedere, purtroppo, ma sono più portata a ritenere che sia possibile che in qualche caso un piccolo ritardo cognitivo, o un borderline che si attesti verso il limite inferiore venga certificato come dsa perchè la famiglia piange un po' sulla sorte del figlio. Questo può purtroppo succedere (non dovrebbe ma può) ma che qualche npi non riscontri un ritardo cognitivo perchè sta indagando sul dsa la vedo durissima.
Sarebbe come dire  non ha dislessia ha ritardo ma tu mi hai chiesto se è dislessico e io ti dico di no. Fine della questione.

No, direi di no.
era più una cosa "anche se valuto la presenza di un ritardo cognitivo non posso certificarlo perché la famiglia mi ha fatto la richiesta di valutazione solo dsa e non di altro", cioè una questione più di forma che di altro…. assurdità!!!! concordo…fine della questione!;-)
Seconde me invece può essere benissimo. Lo specialista somministra i test per un DSA che effettivamente non c'è e quindi dice alla famiglia che il loro figlio non è dislessico. Certo, dovrebbe anche dire che ha notato anomalie nel test XYZ e che potrebbero esserci altri problemi e indirizzare la famiglia verso i test o lo specialista giusto.
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 08, 2013 9:35 pm

Dopo averci riflettuto per un po', devo dire che paniscus ha colto nel segno. Almeno, così mi pare se ho compreso i termini della questione.

I test per diagnosticare i DSA sono, per così dire, "fenomenologici": analizzano le prestazioni (i fenomeni), non vanno a cercare la causa (esami neurologici, RMN, ecc.).

Ne segue che una persona con DSA che ha acquisito strategie compensative dovrebbe migliorare la sua performance nei test che rilevano i DSA.

Ma allora i test non sono obiettivi, quindi non attendibili.

Dove sta l'errore logico di questo mio ragionamento (se c'è)?

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DSA e diagnosi "datate"
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