Scuola, insegnanti, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA
 
IndiceIndice  CercaCerca  FAQFAQ  RegistrarsiRegistrarsi  AccediAccedi  

Ultimi argomenti
Link sponsorizzati
Condividere | 
 

 DSA e diagnosi "datate"

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
Andare alla pagina : Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6  Seguente
AutoreMessaggio
paniscus



Messaggi : 1607
Data d'iscrizione : 27.04.12

MessaggioOggetto: DSA e diagnosi "datate"   Mer Nov 06, 2013 11:51 pm

Promemoria primo messaggio :

In materia di PDP per gli alunni con disturbi di apprendimento, alle superiori, mi è capitato diverse volte di scontrarmi con questo problema: ogni anno ci si mette attorno a un tavolo a raccontarci le stesse cose, e a dover decidere un piano educativo vincolante per tutta la nostra attività successiva, basato su diagnosi compilate cinque, sei, sette anni fa, e mai più aggiornate.

E a noi tocca stilare un piano di studi personalizzato per un ragazzo di 15 anni, basato su test a cui è stato sottoposto quando ne aveva 8 (e ovviamente aveva una maturità di testa e una capacità di elaborazione autonoma molto diversa da adesso).

Normalmente a quel punto la sequenza teatrale è sempre la stessa: qualcuno di noi che si lamenta che quelle informazioni non sono più significative, e che sarebbe il caso di sollecitare un aggiornamento della diagnosi... e allora interviene il referente DSA della scuola (o in qualche caso, nemmeno il referente DSA, ma una generica collega-buonista-mammista che ha come unica missione nella vita quella di regalare facilitazioni a tutti, anche completamente alla cieca), e ribatte che "Non c'è nessun bisogno di aggiornare la diagnosi, perché tanto la dislessia non guarisce, e quindi tutto quello che è stato segnalato una volta, vale per sempre".

Ora, che la dislessia "non guarisca" lo sa anche il muro, e trovo sinceramente offensivo che me lo debbano venire a ribadire come se fossi una deficiente. Ma il punto è un altro: fermo restando che "non guarisce", è anche automatico che non si evolva in nessun modo, in parallelo con la maturazione generale del ragazzo?

Cioè, è categoricamente escluso che una difficoltà di apprendimento diagnosticata una volta in età precocissima, possa modificarsi nel tempo, possa migliorare o peggiorare, possa assumere forme diverse a seconda delle diverse richieste dei vari stadi di età, o che possa trovare spontaneamente alcune strategie di compensazione che in un quindicenne sono diverse da quelle di un bambino di otto anni?

Gli stessi test utilizzati per fare la diagnosi saranno calibrati sulle varie età e sui vari livelli di scolarizzazione, no? Non credo che per un adolescente a cui viene sospettato per la prima volta il disturbo a 16 anni, dopo 10 anni che va già a scuola, siano utilizzati gli STESSI test che si utilizzano in seconda elementare, e che svelino esattamente gli stessi dettagli...

Invece, nel caso di un ragazzo già certificato in età precoce, si arriva a sostenere che una diagnosi fatta a otto anni debba essere considerata affidabile in eterno, e sempre utilizzabile come base scientifica per stilare un piano didattico individuale adeguato a 15, a 16 o a 18.

Ma è possibile che tutte le malattie, tutte le disabilità, tutti i disturbi fisici, mentali, sensoriali o quant'altro, siano soggetti a evoluzione e mutazione nel tempo (e che tali mutazioni debbano essere giustamente prese in considerazione per gli interventi didattici e sociali)... tranne i DSA, che invece devono rimanere una sentenza inamovibile per sempre?

boh, non capisco...
L.
Tornare in alto Andare in basso

AutoreMessaggio
Ire



Messaggi : 8338
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 8:39 am

mac67 ha scritto:

Vuoi dire che entrambe erano vere? Va bene difendere le proprie opinioni, ma qui siamo all'arrampicamento degli specchi.

Non credevo di arrampicarmi sugli specchi :-)

Faccio fatica a capire quello che non ti torna nel discorso ed è per questo che non riesco a spiegarmi, forse.

Volevo solo dire che oggettivamente c'era qualcosa nelle lastre ma che sono state soggettivamente interpretate in maniera diversa.
Cercavo di portare un esempio della soggettività dove tu hai detto che non c'è nulla di sogggettivo.

Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
Ire



Messaggi : 8338
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 9:19 am

Posso cercare di capire una cosa? e forse addirittura mi sarà difficile spiegarla ma ci provo.
Il problema che si pone mac lo capisco. E' un problema che ho avuto anche io fino a quando non ho cercato di guardare mio figlio per quello che era, per le sue caratteristiche e per il suo modo di lavorare smettendo completamente di farmi tutte le domande sul a ma allora perchè? a ma allora percome? a ma allora ha problemi di lettura anche dei testi dei problemi matematici o quelli li capisce?

Quando ho avuto davvero bisogno di risolvere la situazione scolastica del ragazzo, risolverla nel senso di doverlo aiutare a ritrovare la sua capacità di lavoro, di doverlo aiutare a uscire dall'insuccesso che via via diventava più pesante per tornare a quella eccellenza di comprensione e performance che lo aveva contraddistinto nei primi anni di vita fino a quando l'imposizione di una metodologia scolastica non idonea non lo aveva fermato. quando ho davvero avuto bisogno di questo mi sono detta: Irene, guardalo, lascialo libero e ascoltalo. Sarà vero, non sarà vero, sarà dsa severo o saranno suoi fichi, vedi cosa fa e aiutalo. Mi sono detta questo, l'ho osservato e ho capito che aveva bisogno di immagini che rappresentassero il testo. Gliele ho date, ho drammatizzato perfino i verbi irregolari inglesi.

E ora, dopo anni, lo ammetto, ora ce ne strafreghiamo che sia dsa, se ne strafregano pure i suoi docenti che hanno imaparato a capirlo e che non hanno bisogno di pdp per sostenerlo se c'è un po' di fatica. Lo lasciano lavorare come vuole e i risultati ci sono, eccome.

Quello che vorrei capire è: perchè non potete fare così anche voi? Quando vedete un ragazzo che non risponde come dovrebbe alla consuetudine, perchè non potete smettere di interrogarvi sul sarà vero non sarà vero, mi prende in giro o ha ritardo cognitivo? Il vostro problema è una forma mentis plasmata su un metodo e che fa fatica a elasticizzarsi o è che non riuscendo ad individuare come poter dare a ciascun alunno ciò che gli serve cercate di farlo solo per quelli che "vi convincono"?

Io stessa leggendomi trovo antipatico quello che ho scritto, ma non riesco a porlo in modo diverso
non è polemica, non è accusa penso che entrambe le situazioni che ho riportato siano comprensibili, vorrei solo capire qual'è il problema per voi per magari riuscire a trovare una via da percorrere.

Vorrei capire il perchè della domanda di paniscus.
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
Ire



Messaggi : 8338
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 10:21 am

Perdonatemi e sopportatemi. Potete immaginare quanto io sia coinvolta in questi problemi non solo perchè mi hanno toccato tanto da vicino, o forse proprio per quello. Li ho subiti, li ho affrontati e davvero li ho vinti (io e con me i miei figli, naturalmente) al di là delle problematiche tecniche che ho cercato di comprendere quello che mi interessa davvero è che queste sono cose gestibili.
Quello che mi interesa davvero è la rabbia che mi viene quando affronto con famiglie e scuola problemi insesistenti, quando non riesco a capire il perchè dell'insorgere di questi problemi.

E come ben mi disse lo psicologo con cui ho spesso collaborato in passato proprio per cercare di trovare la strada per qualcuno:  i problemi, quando non sono patologie mediche sono esclusivamente di relazione.

Direte che è una banalità eppure..................
se ci ragioniamo un po' ci rendiamo conto che se non ci sono problemi se non nelle relazioni umane è sufficiente cambiare quelle.

Non capisco e mi arrabbio e quando riesco a metterci mano cerco di intervenire in quelle famiglie che pretendono da voi "la drammatizzazione dei verbi irregolari inglesi", quelle famiglie che pretendono dalla scuola la pappa pronta per un figlio che porta necessità di approccio diverso, che scombussola con le sue necessità la gestione di un lavoro impostato per la maggioranza in modo diverso.
Mi fa arrabbiare chi dice  "è toccato a me cercare le mappe, l'insegnante se ne frega"  mi fa arrabbiare chi dice "gli insegnanti vogliono il sostegno perchè non hanno voglia di lavorare"

Bisogna capire che chi prima di tutto deve lavorare per se stesso è proprio se stesso. Mio figlio ha necessità di qualcosa di diverso? bene, mi metto a disposizione sua e di chi con lui ha relazioni e insieme cerchiamo qualcosa di diverso, fino comunque a quando mio figlio non sarà in grado di prenderselo da solo il suo diverso, sono io, responsabile per lui, che glielo devo dare.

Mi fa arrabbiare il docente che pone difficoltà, il docente che non accetta di starmi a sentire, che non crede, in virtù e in forza dei suoi studi della sua esperienza e della sua posizione a me mamma che dico quali sono le necessità, le debolezze e i punti di forza di mio figlio.
So che che il docente ha studiato, ha esperienza ed ha una posizione conferitagli proprio grazie a questo, ma non troveremo mai un docente che abbia più studi e più esperienza di me su mio figlio.

Per risolvere efficacemente il problema dsa è necessaria, oltre naturalmente ad una certa importante preparazione teorica sulle varie possibilità da tentare per aprire quelle teste, una elasticità mentale notevole per riuscire a combinare queste possibilità trovate sui libri ed adattarle al ragazzo che stiamo cercando di "aprire". Soprattutto però per risolvere efficacemente il problema è necessaria la consapevolezza che ogni volta siamo davanti a qualcosa di unico e che scuola e famiglia di questo unico vedono un lato. E' necessaria collaborazione per intersecare i due lati e aiutare l'uscita dell'individuo.

Non è necessario altro.  E' tanto semplice.  Ed è quasi sempre impossibile  :-(

Riguardo al discorso di lucetta circa il rifiuto del sostegno da parte delle famiglie perchè lo ritengono un ostacolo all'inclusione........
porca miseria quanto hai ragione, lucetta!

Rabbia, rabbia, rabbia profonda mi assale quando sento questo discorso.
Inclusione? di un dsa?  ma di cosa parliamo?

L'aiuto all' inclusione serve per chi a causa della propria disabilità non è in grado di interagire con gli altri senza una mediazione ed un accompagnamento.


Il dsa uscito da scuola si include da sè, anzi, anche a scuola nell'ora della merenda si include da sè. Ha amici, frequenta palestre, squadre sportive, discoteche, fa le stupidaggini che fanno tutti, vive esattamente come gli altri. Di che inclusione ha bisogno? Ha solo bisogno di qualcuno che capisca la sua modalità di apprendimento e lo aiuti fino a quando non ne diventa egli stesso il gestore.

O le famiglie (insieme alla scuola) sostengono e si caricano di questa responsabilità di accompagnamento o il sostegno sarebbe bene fosse dato da un docente appositamente incaricato.
Con questa palla che lo deve fare la scuola senza fare nulla, perchè il sostegno è vergognoso ed umiliante, con lo scaricare la responsabilità di un bambino che ha bisogno di qualcosa di particolare perchè è la scuola che deve insegnare sapete cosa succede? che sti poveri ragazzi vengono abbandonati da tutti e soffrono come animali in gabbia. Poi tra sofferenze, liti, pianti e ricorsi, se ne esce, certo, ma ci sarebbe pure un modo molto più efficace.

Sto dando la colpa alle famiglie, in questo momento, vorrei fosse chiaro.
L'unica colpa che in questo caso do alla scuola, e non è una colpa da poco, è il non essere in grado di mettersi nei panni di un genitore che si trova questa cosa da gestire e di non capire che questo genitore possa non sapere che pesci pigliare. Vorrei che il docente sapesse dire, perchè non proviamo con suo figlio a fare questo e questo? perchè non cerca con lui il modo di fare schemi che possano aiutarlo?
Spesso la scuola decide che un genitore è cretino, prende in mano le cose senza poterlo fare per le ragioni dette sopra e sapete che succede? che il ragazzo è abbandonato e soffre come un animale. Ne esce, ma ci sarebbe un modo migliore per farlo.
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
carla75



Messaggi : 4283
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 3:53 pm

bene, e tu sei una mamma con un figlio Dsa. ma io (ma potrei parlare per tanti altri docenti, credo) di mamme come te non ne ho mai conosciute. ho conosciuto mamme che:
- con l'indennita' mensile di 251 € circa (perché forse non tutti lo sanno) pagavano il dentista e non il logopedista,
- vengono a dirti "mio figlio e' dislessico, non e' disabile, e' intelligente, il problema e' tuo e se lo bocci ti faccio pure ricorso"

Ho conosciuto ragazzi che il sostegno non lo vogliono, ma le mappe e i riassunti sì, vogliono anche il sei ma senza computer e calcolatrici. oggi l'ultima: il ragazzo che sta nella stessa classe della ragazza che ha il sostegno ha voluto lo stesso compito, non ha voluto lo schema (non sia mai che i compagni lo vedano e il compito e' stato un disastro).

mi dispiace: io ho conosciuto solo mamme che sanno benissimo che pesci devono pigliare, ma non conoscono che pesci devono dare...
Tornare in alto Andare in basso
giovanna onnis



Messaggi : 17792
Data d'iscrizione : 15.04.12

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 4:04 pm

Ire ha scritto:


......Quello che vorrei capire è: perchè non potete fare così anche voi? Quando vedete un ragazzo che non risponde come dovrebbe alla consuetudine, perchè non potete smettere di interrogarvi sul sarà vero non sarà vero, mi prende in giro o ha ritardo cognitivo?  Il vostro problema è una forma mentis plasmata su un metodo e che fa fatica a elasticizzarsi o è che non riuscendo ad individuare come poter dare a ciascun alunno ciò che gli serve cercate di farlo solo per quelli che "vi convincono"?

Io stessa leggendomi trovo antipatico quello che ho scritto, ma non riesco a porlo in modo diverso
non è polemica, non è accusa penso che entrambe le situazioni che ho riportato siano comprensibili, vorrei solo capire qual'è il problema per voi per magari riuscire a trovare una via da percorrere.
Hai ragione, Ire, è molto antipatico ciò che hai scritto e mi dispiace dirtelo, ma parli senza cognizione di causa!!! Essere madre di ragazzi DSA non ti permette di capire le problematiche di un docente che deve lavorare con alunni DSA, BES, con 104 e "normodotati" tutti concentrati in un'unica classe di 25-28 alunni
Ire ha scritto:

Vorrei capire il perchè della domanda di paniscus.
Io come insegnante la capisco molto bene e dimostra chiaramente la serietà professionale di Paniscus!
Tornare in alto Andare in basso
giovanna onnis



Messaggi : 17792
Data d'iscrizione : 15.04.12

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 4:10 pm

carla75 ha scritto:
bene, e tu sei una mamma con un figlio Dsa. ma io (ma potrei parlare per tanti altri docenti, credo) di mamme come te non ne ho mai conosciute. ho conosciuto mamme che:
- con l'indennita' mensile di 251 € circa (perché forse non tutti lo sanno) pagavano il dentista e non il logopedista,
- vengono a dirti "mio figlio e' dislessico, non e' disabile,  e' intelligente, il problema e' tuo e se lo bocci ti faccio pure ricorso"

Ho conosciuto ragazzi che il sostegno non lo vogliono, ma le mappe e i riassunti sì, vogliono anche il sei ma senza computer e calcolatrici. oggi l'ultima: il ragazzo che sta nella stessa classe della ragazza che ha il sostegno ha voluto lo stesso compito, non ha voluto lo schema (non sia mai che i compagni lo vedano e il compito e' stato un disastro).

mi dispiace: io ho conosciuto  solo mamme che sanno benissimo che pesci devono pigliare, ma non conoscono che pesci devono dare...
Anche io, Carla, ho conosciuoto molte mamme di questo tipo e pochissime come Ire!!
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8338
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 4:55 pm

Non capisco e mi arrabbio e quando riesco a metterci mano cerco di intervenire in quelle famiglie che pretendono da voi "la drammatizzazione dei verbi irregolari inglesi", quelle famiglie che pretendono dalla scuola la pappa pronta per un figlio che porta necessità di approccio diverso, che scombussola con le sue necessità la gestione di un lavoro impostato per la maggioranza in modo diverso.
Mi fa arrabbiare chi dice "è toccato a me cercare le mappe, l'insegnante se ne frega" mi fa arrabbiare chi dice "gli insegnanti vogliono il sostegno perchè non hanno voglia di lavorare"


mi sono autocitata e ti chiedo, Giovanna, hai letto tutto il mio farneticante intervento? :-)
Lo so benissimo cosa significa, e vi ho dato ragione su tutta la linea. Uffa :-)


Non sono pochissime le mamme come me che se ne mettono per sè e per gli altri, personalmente ne conosco almeno un centinaio sparse in Italia, e sicuramente non le conosco tutte.
Poi so di centinaia di persone che davvero sarebbero dispostissime a farlo ma non sanno che pesci pigliare poi so di moltissime persone, che non ne vogliono dei pesci, e sono queste che mi fanno arrabbiare. Ma cosa possiamo farci, io e voi?

Poi abbiamo parlato già mille volte di quelli che non vogliono il pc o non vogliono il compito diverso, ma in questo momento andremmo decisamente OT.
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
paniscus



Messaggi : 1607
Data d'iscrizione : 27.04.12

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 5:51 pm

giovanna onnis ha scritto:

Ire ha scritto:

Vorrei capire il perchè della domanda di paniscus.
Io come insegnante la capisco molto bene e dimostra chiaramente la serietà professionale di Paniscus!
Ire, ma sul serio, COSA C'E' di difficile da capire nella mia domanda?

Ti sembra tanto assurdo che, per poter lavorare nel modo più efficace con questi casi, si possa avvertire il bisogno sincero di una certificazione accurata, aggiornata, e che dica veramente qualcosa di significativo e di personalizzato sull'effettiva condizione del singolo ragazzo, su quali siano i punti di debolezza e quali i punti di forza, quali siano i tipi di richieste che gli creano più problemi e quali meno, quali difficoltà abbia imparato a compensare e quali no, e così via?

Scusami tanto, ma a me la tua risposta sembra tanto qualunquistica e opportunistica, e anche offensiva della professionalità dell'insegnante. Praticamente tu mi sai dicendo: "Ma che ti importa di voler sapere troppo su che problemi abbia esattamente il ragazzo?... l'importante è ce li ha e basta, e una volta saputo questo, tocca a te sbatterti per inventarti tutte le strategie migliori calibrate esattamente su misura per lui, che ci vuole?". Ma come q*zzarola si dovrebbe fare a trovare le strategie migliori esattamente calibrate sul singolo caso individuale, se ci arrivano certificazioni fatte con lo stampino, praticamente identiche per tutti, e adesso in più ci viene pure detto che "se sono di 10 anni fa, che vi frega, tanto è lo stesso" e che per noi non dovrebbe cambiare assolutamente nulla?????

Queste sono le classiche argomentazioni di chi si preoccupa SOLO che al ragazzo con DSA venga spianata la strada il più possibile, vengano alleggerite le richieste il più possibile, vengano dati compiti più facilitati possibile, e vengano garantiti gli stessi identici risultati di tutti gli altri (non le *condizioni* di apprendimento, ma proprio i *risultati*, come diritto automatico). In che modo non importa, dobbiamo solo arrangiarci noi, e se non ci riusciamo (o se chiediamo sinceramente delle dritte su come fare) parte immediatamente la solita filippica che siamo noi ad essere ottusi, conservatori, immobilisti, fossilizzati, e non abbiamo voglia di metterci in discussione, e di modificare le nostre abitudini didattiche fisse. Oppure, ancora meglio, si insinua larvatamente, che "non abbiamo capito niente di che cosa sia un DSA", o che addirittura ne neghiamo l'esistenza.

Tutte le volte finisce così. Chiunque si ponga sinceramente un problema concreto di modalità di lavoro, viene giudicato dall'alto in basso col ditino imparatore spocchioso.

E che paio di scatole, sinceramente...


Ultima modifica di paniscus il Lun Nov 11, 2013 6:29 pm, modificato 1 volta
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 5:55 pm

Come ho già detto in qualche altra discussione… il problema sui dsa è a mio parere è questo: siamo bombardati, e parlo da docente, di corsi, informazioni sull'individuazione dei ragazzi con questi problemi, sappiamo ormai compilare un PDP ad occhi chiusi, fare tante belle crocette sui metodi compensativi-dispensativi e….poi tutto finisce lì! nessuno ti viene a spiegare che metodo sarebbe utile utilizzare con un dislessico, piuttosto che con un disgrafico. Andiamo a tentativi…e a buon senso. Quindi chiedo a voi colleghe, e genitori…come fate?sarebbe secondo me utile introdurre qui sul forum una parte sulla metodologia di insegnamento per i dsa.
io vi faccio un esempio su quello che faccio, che a volte funziona e a volte riconosco io stessa che ha delle pecche.
Per scienze: i ragazzi seguono la normale spiegazione della classe (una sorta di infarinatura generale) poi gli fornisco una scheda semplificata (per lunghezza soprattuto e non per contenuto, dello stesso argomento, con font ad hoc) poi su quella loro costruiranno una mappa per ripeterla (io vedo la mappa come qualcosa di molto personale, che prevede una forma mentis diversa persona per persona…) e poi su questa interrogo i ragazzi (che durante l'interrogazione, consulteranno la mappa).
cosa ne dite?
Tornare in alto Andare in basso
mac67



Messaggi : 4699
Data d'iscrizione : 09.04.12
Località : Pianeta Terra

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 6:09 pm

paniscus ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:

Ire ha scritto:

Vorrei capire il perchè della domanda di paniscus.
Io come insegnante la capisco molto bene e dimostra chiaramente la serietà professionale di Paniscus!
Ire, ma sul serio, COSA C'E' di difficile da capire nella mia domanda?

Ti sembra tanto assurdo che, per poter lavorare nel modo più efficace con questi casi, si possa avvertire il bisogno sincero di una certificazione accurata, aggiornata, e che dica veramente qualcosa di significativo e di personalizzato sull'effettiva condizione del singolo ragazzo, su quali siano i punti di debolezza e quali i suoi punti di forza, quali siano i tipi di richieste che gli creano più problemi e quali meno, quali difficoltà abbia imparato a compensare e quali no, e così via?

Scusami tanto, ma a me la tua risposta sembra tanto qualunquistica e opportunistica, e anche offensiva della professionalità dell'insegnante. Praticamente tu mi sai dicendo: "Ma che ti importa di voler sapere troppo su che problemi abbia esattamente il ragazzo?... l'importante è ce li ha e basta, e una volta saputo questo, tocca a te sbatterti per inventarti tutte le strategie migliori calibrate esattamente su misura per lui, che ci vuole?". Ma come q*zzarola si dovrebbe fare a trovare le strategie migliori esattamente calibrate sul singolo caso individuale, se ci arrivano certificazioni fatte con lo stampino, praticamente identiche per tutti, e adesso in più ci viene pure detto che "se sono di 10 anni fa, che vi frega, tanto è lo stesso" e che per noi non dovrebbe cambiare assolutamente nulla?????

Queste sono le classiche argomentazioni di chi si preoccupa SOLO che al ragazzo con DSA venga spianata la strada il più possibile, vengano alleggerite le richieste il più possibile, vengano dati compiti più facilitati possibile, e vengano garantiti gli stessi identici risultati di tutti gli altri (non le *condizioni* di apprendimento, ma proprio i *risultati*, come diritto automatico). In che modo non importa, dobbiamo solo arrangiarci noi, e se non ci riusciamo (o se chiediamo sinceramente delle dritte su come fare) parte immediatamente la solita filippica che siamo noi ad essere siamo ottusi, conservatori, immobilisti, fossilizzati, e non abbiamo voglia di metterci in discussione, e di modificare le nostre abitudini didattiche fisse. Oppure, ancora meglio, si insinua larvatamente, che "non abbiamo capito niente di che cosa sia un DSA", o che addirittura ne neghiamo l'esistenza.

Tutte le volte finisce così. Chiunque si ponga sinceramente un problema concreto di modalità di lavoro, viene giudicato dall'alto in basso col ditino imparatore spocchioso.

E che paio di scatole, sinceramente...
Scusate, so che non si fa, citare un lungo post e aggiungere solo: semplicemente perfetto. Ma non posso dire diversamente.

Appena ho un po' di tempo rispondo alle questioni sollevate da Ire.
Tornare in alto Andare in basso
Online
Valerie



Messaggi : 4614
Data d'iscrizione : 11.09.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 9:31 pm

paniscus ha scritto:
... che dica veramente qualcosa di significativo e di personalizzato sull'effettiva condizione del singolo ragazzo, su quali siano i punti di debolezza e quali i punti di forza, quali siano i tipi di richieste che gli creano più problemi e quali meno, quali difficoltà abbia imparato a compensare e quali no, e così via?
...
Ma come q*zzarola si dovrebbe fare a trovare le strategie migliori esattamente calibrate sul singolo caso individuale, se ci arrivano certificazioni fatte con lo stampino, praticamente identiche per tutti,
Su questo ti appoggio in pieno. Ma secondo me non dipende 'dall'età' della diagnosi, bensì da come viene stesa la stessa. Nelle diagnosi che ho visto io si spiegano chiaramente i test che sono stati somministrati e i risultati ottenuti dai ragazzi. Ma io di quelle cose non me ne faccio nulla. Servono per diagnosticare un DSA, non per 'trattarlo' didatticamente. Io, come te, avrei bisogno di altro: di strategie didattiche precise, di suggerimenti concreti, di consigli personalizzati, cuciti sul singolo caso. Invece mi ritrovo con obblighi molto generici che prescrivono di attenersi alla normativa in vigore. Capisci quindi che della diagnosi me ne faccio un fico secco, recente o vecchia che sia. Ho quindi imparato a consultare di persona la psicologa o la logopedista, quando si può. Se non si può fare nemmeno questo...sono nella emme! E ti parlo di scuola media, di scuola dell'obbligo! In fondo si tratta di un ordine di scuola con valore formativo, non normativo. Non mi immagino nemmeno cosa sia per voi alle superiori...
Tornare in alto Andare in basso
Online
carla75



Messaggi : 4283
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 9:37 pm

Valerie ha scritto:
paniscus ha scritto:
... che dica veramente qualcosa di significativo e di personalizzato sull'effettiva condizione del singolo ragazzo, su quali siano i punti di debolezza e quali i punti di forza, quali siano i tipi di richieste che gli creano più problemi e quali meno, quali difficoltà abbia imparato a compensare e quali no, e così via?
...
Ma come q*zzarola si dovrebbe fare a trovare le strategie migliori esattamente calibrate sul singolo caso individuale, se ci arrivano certificazioni fatte con lo stampino, praticamente identiche per tutti,
Su questo ti appoggio in pieno. Ma secondo me non dipende 'dall'età' della diagnosi, bensì da come viene stesa la stessa. Nelle diagnosi che ho visto io si spiegano chiaramente i test che sono stati somministrati e i risultati ottenuti dai ragazzi. Ma io di quelle cose non me ne faccio nulla. Servono per diagnosticare un DSA, non per 'trattarlo' didatticamente. Io, come te, avrei bisogno di altro: di strategie didattiche precise, di suggerimenti concreti, di consigli personalizzati, cuciti sul singolo caso. Invece mi ritrovo con obblighi molto generici che prescrivono di attenersi alla normativa in vigore. Capisci quindi che della diagnosi me ne faccio un fico secco, recente o vecchia che sia. Ho quindi imparato a consultare di persona la psicologa o la logopedista, quando si può. Se non si può fare nemmeno questo...sono nella emme! E ti parlo di scuola media, di scuola dell'obbligo! In fondo si tratta di un ordine di scuola con valore formativo, non normativo. Non mi immagino nemmeno cosa sia per voi alle superiori...
si mette sei...
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 9:49 pm

mac67 ha scritto:
Chi ha un DSA sviluppa nel tempo delle strategie per aggirare l'ostacolo o no? Chi è dislessico acquisisce una strategia per distinguere "b" da "d", "p" da "q" o no? Chi è discalculico acquisice una strategia per fare le moltiplicazioni con le dita o no? Se sì, non farà meglio i test visto che ha sviluppato un modo per compensare il suo disturbo? O sono io che non ho capito nulla della faccenda?
Onestamente, non so risponderti, può darsi che non ci sia una sola risposta.

Per me è tutt'ora la medesima lettera. Non mi capacito di concepirla come quattro lettere distinte, è una lettera che si deve associare ai fonemi diversi in base all'orientamento nello spazio. Mi ci è voluto un po' di tempo per capire che l'orientamento davvero importava, che era una convenzione che non dovevo "capire" ma solo accettare come tale (io ci cercavo disperatamente una "logica" inesistente). Anche dopo aver assimilato questo concetto mi succedeva di scambiare gli orientamenti, qualche volta scrivendo una parola mi chiedevo "okay, adesso quale delle quattro posizioni maledette è quella corretta?", e leggendo le scambiavo qualche volta, ma oggi non mi succede praticamente mai. Ciò che mi ha aiutato - penso - è stato anche il corsivo, perché quando insistevano sul corsivo a scuola ogni lettera aveva una struttura distinta ed erano quattro forme. Se rimanevo confusa qualche volta penso che fosse "per riflesso", giusto perché ero già "stressata" dallo stesso problema nello stampatello.

La parte più problematica per me è stata la propensione al pensiero "visuale", avevo difficoltà esprimermi utilizzando parole, in ragionamenti chiari e lineari - la "traduzione" in parole di quello che non era verbale nella mia testa.
A un certo punto è come se fossi riuscita a fare uno "switch" da quella modalità di pensare "geometrica" a questa più "verbale" (che poi mi ha addirittura permesso di fare gli studi linguistici e letterari!), però mai completo e avendo sempre qualche problema.

La "strategia" consisteva nella violenza pura sul mio modo di pensare "naturale", ho fatto una "ristrutturazione" mentale graduale e dolorosa, soluzione estrema e , in base a tutto ciò tutto migliorava e perfino si "normalizzava". Per me, ripeto, non so se, in quali condizioni e fino a quale punto sia applicabile ad altre persone. Non sapevo fare altrimenti, avevo poco aiuto. Deve esserci un modo meno "violento" di un continuo tentativo di sforzati di funzionare in un modo per te "innaturale".
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8338
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 10:04 pm

Anche io Mac non sono in grado di risponderti.

Mi viene solo in mente che chi ha sviluppato strategie compensative impiega comunque un po' di tempo in più degli altri per trovare la risposta giusta, pur arrivando a trovarla.
Pensaci, il discalculico che arriva a trovare il risultato della moltiplicazione facendo i conti con le dita, anche se diventa velocissimo, deve alzare le mani e calcolare quello che a un non discalculico viene in automatico.
Probabilmente i test cui vengono sottoposti i ragazzi rilevano questo ed è da questo che viene poi evidenziata la compensazione
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
paniscus



Messaggi : 1607
Data d'iscrizione : 27.04.12

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 10:46 pm

Chocolate ha scritto:
Per me è tutt'ora la medesima lettera. Non mi capacito di concepirla come quattro lettere distinte, è una lettera che si deve associare ai fonemi diversi in base all'orientamento nello spazio. Mi ci è voluto un po' di tempo per capire che l'orientamento davvero importava, che era una convenzione che non dovevo "capire" ma solo accettare come tale (io ci cercavo disperatamente una "logica" inesistente).
Scusa se c'è qualche collegamento fondamentale che mi manca, ma a me sembra che questo succeda regolarmente anche nell'apprendimento della lettura e scrittura da parte di chiunque, mica solo dei dislessici.

Almeno, non mi risulta che ai bambini delle elementari che imparano a leggere per la prima volta, si chieda di CAPIRE da un punto di vista logico la motivazione razionale per cui la zampa della b punta in su e la zampa della p punta in giù (cosa che compete solo ai linguisti di professione, agli archeologi o ai filologi, non certo al normale lettore medio, né bambino né adulto): anche a loro, si chiede sostanzialmente di ACCETTARLA, e di fare il possibile per ricordarsela a memoria, mica di sbattersi disperatamente per cercare quale logica c'è dietro.

Citazione :
Ciò che mi ha aiutato - penso - è stato anche il corsivo, perché quando insistevano sul corsivo a scuola ogni lettera aveva una struttura distinta ed erano quattro forme. Se rimanevo confusa qualche volta penso che fosse "per riflesso", giusto perché ero già "stressata" dallo stesso problema nello stampatello.
Ecco, e pensi che le cose possano migliorare oggi, che si è "risolto" il problema smettendo quasi completamente di insistere sul corsivo, e lasciando i ragazzi liberi di scrivere tutto in stampatello (o in un orrido maiuscoletto ibrido) anche fino alle medie, solo perché la cosa "li fa sentire più sicuri" o perché "così anche l'insegnante ci capisce meglio" (salvo poi dire, appunto verso le medie, che ormai è troppo tardi per abituarli al corsivo, e quindi tanto vale che continuino così a vita)?

L.
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8338
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Lun Nov 11, 2013 11:01 pm

Avevo scritto una lunga risposta a Lisa, che mi accusa di essere qualunquista e di voler solo spianare la strada. L'ho persa, la risposta, credevo di averla postata e invece .............
Approfitto per pensarci ancora un po' su. Ti rispondo domani.
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
Ire



Messaggi : 8338
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 8:32 am

ok, proviamoci ancora: proviamo, se vi va, a parlare della questione non come se io fossi una patetica mammuccia che desidera solo spianara la strada al figlio lazzarone che .... e non come se voi foste incapaci di intendere volere e lavorare.

Nessuno di noi è questo.
Parliamone come persone che si trovano a lavorare su un problema comune, avendone più o meno conoscenza, avendone conoscenza da lati diversi e vediamo se riusciamo ad arricchirci dei contributi che portiamo.

E' vero, Paniscus, il senso del mio discorso era prorio: ma cosa ti interessa dell'agiornamento della diagnosi?
Tu stai chiedendo in questo: ma perchè un esperto non mi dice cosa devo fare? ma perchè un esperto non mi dice come personalizzare.
Stai chiedendo esattamente quello che non volete. Stai chiedendo che chi non conosce la dinamica di classe, chi non conosce l'alunno ma ha solo studi teorici alle spalle arrivi e ti dica cosa fare.

Si arriva alla diagnosi di dsa dopo circa quattro incontri con gli specialisti, tre dei quali generalmente dedicati ai test e uno ad un colloquio generale per inquadrare la situazione.

Dopo 12 ore di contatto tu chiedi ad una persona, per quanto esperta, di aiutarti a personalizzare una didattica che invece è il tuo pane quotidiano? Tu chiedi ad una persona che del ragazzo sa solamente che le sue performances, in presenza di qi > 80 sono al di sotto della media attesa per l'età? Lo riesci a vedere il controsenso?

Questo esperto ha studiato tanti ragazzi, questo esperto è in grado di dirti anche senza test se un soggetto è dsa, questo esperto ne macina parecchio del materiale e ti sa suggerire in generale cosa può creare difficoltà e cosa può contribuire a superarla, la difficoltà.
L'esperto serio non può fare altro che questo perchè onestamente non conosce la situazione.
A meno che non sia un professionista che aiuta il ragazzo in questione nello studio o non sia anche il suo terapeuta che lo vede frequentemente e lo conosce a fondo.

Uno specialista che si dedica a diagnosi difficilmente si occupa anche di questo.

Il pdp che viene predisposto per l'alunno deve tenere conto della diagnosi e in accordo con la famiglia deve individuare tra le varie misure quelle idonee a quel soggetto.

La famiglia, anche quella meno esperta in dsa, deve essere ascoltata nella rappresentazione della giornata del ragazzo, della sua modalità di affrontare il lavoro, anche nel suo rifiuto di farlo, nei suggerimenti anche ingenui che può portare. Deve essere ascoltata per poter aver il quadro quanto più completo possibile dell'individuo che stiamo cercando di aiutare e poter così proporre quelle modalità didattiche e quegli strumenti che davvero portino al successo.

Chi meglio di voi lo deve saper fare?
Non si tratta di scaricare le responsabilità, di essere patetici aggressori della professione di docente o di volere che facciate tutto voi. Si tratta del fatto che voi siete gli esperti di didattica.

E' indiscutibile che sia abbastanza difficile per chi ne ha 25, di diversità, concentrarsi su una sola e solo su quella lavorare, come ho fatto io con i miei figli quando era necessario. Ma parlando di questo andiamo a cadere su soluzioni che sarebbero auspicabili ma che non ci sono e non sono prevedibili (sostegno almeno per chi ne ha bisogno senza tagli che mettono nei guai tutti quanti, rapporto di tutoraggio e via dicendo)
E' indiscutibile che sia abbastanza difficile ma qualcosa bisogna fare.
L'unica cosa che non bisogna fare è quella di penalizzare il ragazzo dsa, tutto il resto è fattibile.
La collaborazione con la famiglia alla quale bisogna parlare chiaramente illustrando la propria difficoltà materiale e chiedendo aiuto pratico
La sperimentazione di strategie didattiche diverse, anche non inserite in letteratura, applicate a tutta la classe.
Il focalizzare l'attenzione, almeno per il dsa, sul qui e sull'ora piuttosto che sul cosa farà all'esame tra tre anni se adesso?
Il concepire l'insegnamento come passaggio di informazioni che servono alla vita e non al superamento dell'esame di stato o della verifica.

La profonda convinzione che non si può andare in paradiso a dispetto degli angeli e che se vi trovate di fronte qualcuno che vi da l'impressione di "farci" piuttosto che di "esserci" sono affari suoi e non vostri. Tutto quello in cui viene eventualmente indebitamente avvantaggiato da voi ora sarà svantaggio nella vita e se lo sarà voluto, o, purtroppo per lui, l'avranno voluto i suoi genitori.

Cosa ti interessa della diagnosi aggiornata?

E' evidente che io sono sul "pezzo" e solo su quello da tanti anni, che non conoscendo didattiche di alcun tipo e avendo studiato parecchio ho acquisito la capacità di inventare qualcosa che possa andare bene senza nemmeno preoccuparmi del fatto se sia o meno ortodosso quello che sto facendo. E' altresì evidente che per voi sia molto più difficile perchè dovete allontanarvi da quanto avete fatto vostro con anni di studi indirizzati in un certo modo. E' evidente che avreste bisogno di tempo per formarvi e se lo faceste da soli il tempo è davvero tantissimo: tempo di ricerca, tempo di discriminazione, tempo di elaborazione. E' evidente che avreste bisogno di chi vi facesse formazione concreta non pietose rappresentazioni del povero dsa che soffre e che ha bisogno di comprensione e pietà.

E' evidente tutto questo esattamente come è evidente che una diagnosi anche rinnovata ogni tre anni non può fare altro che dirvi:
uso del pc
dispensa dalla lettura ad alta voce
uso di mappe e schemi
valorizzazione del contenuto rispetto alla forma
tempi più lunghi
e via dicendo
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
Ire



Messaggi : 8338
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 8:34 am

scusate gli errori che ho visto ma che non riesco a correggere perchè ho una tastiera che fa schifo e una connessione che è anche peggio :-(
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
Ire



Messaggi : 8338
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 9:21 am

Fino ad ora abbiamo parlato di insegnamento.

Un aspetto che va tenuto presente è l'apprendimento che sicuramente non può essere inculcato ma è per forza un processo attivo.

Se da una parte chi insegna deve cercare il modo di trasmettere al meglio, chi impara deve trovare il modo di apprendere al meglio.

La scuola deve insegnare il metodo di studio, e qui arriviamo al suggerimento di utilizzare mappe e schemi ma il ragazzo deve imparare come maneggiarle, voi potete suggerirgli di imparare come impara (Feuerstein insegna) ma altro non potete fare.. Qui si che sono utili esperti tosti che lo sappiano guidare, o mamme caparbie che in mancanza di altre possibilità lo prendano per mano e lo portino a sviluppare quelle strategie metacognitive che sono indispensabili alla gestione delle difficoltà derivate dal dsa.

Qui si che servirebbe la diagnosi aggiornata, ma la diagnosi dell'apprendimento.

Quindi diciamo a voi la fiducia nella realtà concreta del dsa e la relativa messa in opera di didattiche
che siano soprattutto in grado di catturare l'attenzione di una mente estremamente distraibile (e questo va bene per tutta la classe) a voi l'applicazione delle dispense da quelli che sono generalmente gli scogli più grossi, a voi la capacità di valutare l'apprendimento oltre le apparenze e al ragazzo e famiglia l'onere di imparare imparando come farlo.

Questo è in sostanza come vedo io il problema e come ritengo debba essere la soluzione.
Impegno, tanto impegno da parte di tutti gli elementi coinvolti.
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
carla75



Messaggi : 4283
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 3:07 pm

Attenzione a citare Feurestein, sappiamo che il suo metodo e' stato studiato e applicato a ragazzi disabili che hanno uno stile di apprendimento (e capacita' ) totalmente diverse rispetto a ragazzi normodotati.

sul metodo di studio ne possiamo palare, ma ti assicuro che un dsa ha uno stile che non ha un borderline, che non ha un normodotato, che non ha un iperattivo, che non un disabile grave e te lo dice una che fa da dieci anni l'insegnante di sostegno.

ora si chiede al docente curriculare con trenta alunni di lavorare contemporaneamente con tutte queste problematiche. Non e' semplicemente possibile.

Ps. Il metodo Feurestein prevede un rapporto 1:1 alunno- docente.
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8338
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 3:41 pm

Bah, attenzione a citare feurenstein. Ti assicuro che l'ho visto applicare su dsa e che funziona perfettamente, naturalmente plasmato per un ragazzo normodotato. Ci credo molto, ho voluto fortemente che mio figlio si rapportasse allo studio con l'attenzione massima come a mio parere solo il principio "imparo come imparo" può dare. L'ha seguito con un formatore per due anni e adesso lo applica da solo. Mio figlio è assolutamente normodotato (qi 120 ) pur essendo incontestabilmente dsae avrei voglia di copiarti la pagina dei suoi voti sul registro elettronico.
Sono in stretto contatto con ragazzi che stanno seguendo il metodo e posso assicurarti che anche per loro è estremamente importante applicarlo.

Non ho chiesto a voi di insegnare il feuerstein.
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 4:24 pm

paniscus ha scritto:
Almeno, non mi risulta che ai bambini delle elementari che imparano a leggere per la prima volta, si chieda di CAPIRE da un punto di vista logico la motivazione razionale per cui la zampa della b punta in su e la zampa della p punta in giù (cosa che compete solo ai linguisti di professione, agli archeologi o ai filologi, non certo al normale lettore medio, né bambino né adulto): anche a loro, si chiede sostanzialmente di ACCETTARLA, e di fare il possibile per ricordarsela a memoria, mica di sbattersi disperatamente per cercare quale logica c'è dietro.
Credo che il mio problema fosse appunto l'impossibilità di accettare convenzioni di questo tipo. Non saprei fare una ricostruzione dettagliata di ciò che mi passava per la testa all'epoca né saprei dirti in quale misura le mie difficoltà erano tipiche. Parlo solo per paragoni con altri bambini, in retrospettiva, per quanto ne ricordi. Gli altri bambini sembravano accettare queste nozioni e assimilarle, non continuavano a commettere questi tipi di errori o chiedersi sull'orientamento anche anni dopo aver imparato a leggere. Con me è come se ci fosse stata una certa "resistenza".

Per intenderci, non mi è mai stato diagnosticato nulla. Hanno notato queste difficoltà a scuola, ma non ne hanno fatto un big deal, forse per motivi di praticità, forse perché credevano che le avrei superate con il tempo. I problemi maggiori erano quelli con l'esprimermi.
Citazione :
Ecco, e pensi che le cose possano migliorare oggi, che si è "risolto" il problema smettendo quasi completamente di insistere sul corsivo, e lasciando i ragazzi liberi di scrivere tutto in stampatello (o in un orrido maiuscoletto ibrido) anche fino alle medie, solo perché la cosa "li fa sentire più sicuri" o perché "così anche l'insegnante ci capisce meglio" (salvo poi dire, appunto verso le medie, che ormai è troppo tardi per abituarli al corsivo, e quindi tanto vale che continuino così a vita)?
Sai, ci ho pensato un po' e può darsi che davvero non ce ne rendiamo conto dell'importanza di questi insegnamenti di base come il corsivo. Ma questo è già un argomento a parte, lo dico come un'osservazione generale.
Tornare in alto Andare in basso
mac67



Messaggi : 4699
Data d'iscrizione : 09.04.12
Località : Pianeta Terra

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 5:51 pm

Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:

Vuoi dire che entrambe erano vere? Va bene difendere le proprie opinioni, ma qui siamo all'arrampicamento degli specchi.
Non credevo di arrampicarmi sugli specchi :-)

Faccio fatica a capire quello che non ti torna nel discorso ed è per questo che non riesco a spiegarmi, forse.

Volevo solo dire che oggettivamente c'era qualcosa nelle lastre ma che sono state soggettivamente interpretate in maniera diversa.
Cercavo di portare un esempio della soggettività dove tu hai detto che non c'è nulla di sogggettivo.

So che il dibattito è andato un po' oltre, ma avevo promesso una risposta.

Se qualcosa è "soggettivo" non può essere "giusto" o "sbagliato". Il giudizio su un film (un quadro, un romanzo), l'interesse verso qualcosa (l'alpinismo, la filatelia) sono "soggettivi". Una diagnosi non può essere soggettiva.

Ire ha scritto:

Quando vedete un ragazzo che non risponde come dovrebbe alla consuetudine, perchè non potete smettere di interrogarvi sul sarà vero non sarà vero, mi prende in giro o ha ritardo cognitivo? Il vostro problema è una forma mentis plasmata su un metodo e che fa fatica a elasticizzarsi o è che non riuscendo ad individuare come poter dare a ciascun alunno ciò che gli serve cercate di farlo solo per quelli che "vi convincono"?
Premesso sempre che una cosa è la scuola primaria, un'altra la secondaria di primo grado, un'altra ancora quella di secondo grado:

è molto bello parlare di elasticità, personalizzazione, bisogni di ciascuno e via andare. Non sono sarcastico. Ma non vivo nemmeno nel mondo delle favole. Vivo in un mondo in cuila maggior parte delle volte non posso dedicare 3 minuti a un alunno a tu per tu senza che in classe salga un brusio (eufemismo) tale da impedirmi di sentire la mia voce. Sono l'unico? Oppure è la realtà della scuola? E con la realtà bisogna fare i conti. Bellissima la didattica personalizzata, ma impossibile da svolgere in una classe, per evidente contraddizione logica. La didattica personalizzata presuppone, per definizione, un rapporto uno a uno. Una classe è un rapporto uno a molti. Non siamo noi docenti, è il sistema scolastico che è fatto così.
Tornare in alto Andare in basso
Online
Ire



Messaggi : 8338
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 6:07 pm

Lo so mac, e se hai avuto la pazienza di leggere quello che ho scritto, dovresti aver compreso che lo so (sempre che io sia stata in grado di spiegarmi)

Va bene, se qualcosa è soggettivo non può essere giusto o sbagliato.
Allora cosa diciamo di diagnosi che sulla stessa evidenza radiologica (oggettiva) raccontano due cose completamente diverse?

Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
mac67



Messaggi : 4699
Data d'iscrizione : 09.04.12
Località : Pianeta Terra

MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 6:20 pm

Ire ha scritto:
Lo so mac, e se hai avuto la pazienza di leggere quello che ho scritto, dovresti aver compreso che lo so (sempre che io sia stata in grado di spiegarmi)
Proprio perché leggo, dal momento che ci attribuisci "scarsa elasticità" e "incapacità di individuare come poter dare a ciascun alunno ciò che gli serve", il dubbio, come minimo, viene.
Tornare in alto Andare in basso
Online
 
DSA e diagnosi "datate"
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 3 di 6Andare alla pagina : Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6  Seguente
 Argomenti simili
-
» Diagnosi preimpianto
» Procreatec e diagnosi preimpianto
» Diagnosi pre-impianto chi di voi ha fatta e con quale risultato?
» vorrei condividere con voi queste informazioni - diagnosi preimpianto
» Diagnosi online...

Permesso di questo forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
OrizzonteScuola :: Didattica-
Andare verso: