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 DSA e diagnosi "datate"

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paniscus



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MessaggioOggetto: DSA e diagnosi "datate"   Mer Nov 06, 2013 11:51 pm

Promemoria primo messaggio :

In materia di PDP per gli alunni con disturbi di apprendimento, alle superiori, mi è capitato diverse volte di scontrarmi con questo problema: ogni anno ci si mette attorno a un tavolo a raccontarci le stesse cose, e a dover decidere un piano educativo vincolante per tutta la nostra attività successiva, basato su diagnosi compilate cinque, sei, sette anni fa, e mai più aggiornate.

E a noi tocca stilare un piano di studi personalizzato per un ragazzo di 15 anni, basato su test a cui è stato sottoposto quando ne aveva 8 (e ovviamente aveva una maturità di testa e una capacità di elaborazione autonoma molto diversa da adesso).

Normalmente a quel punto la sequenza teatrale è sempre la stessa: qualcuno di noi che si lamenta che quelle informazioni non sono più significative, e che sarebbe il caso di sollecitare un aggiornamento della diagnosi... e allora interviene il referente DSA della scuola (o in qualche caso, nemmeno il referente DSA, ma una generica collega-buonista-mammista che ha come unica missione nella vita quella di regalare facilitazioni a tutti, anche completamente alla cieca), e ribatte che "Non c'è nessun bisogno di aggiornare la diagnosi, perché tanto la dislessia non guarisce, e quindi tutto quello che è stato segnalato una volta, vale per sempre".

Ora, che la dislessia "non guarisca" lo sa anche il muro, e trovo sinceramente offensivo che me lo debbano venire a ribadire come se fossi una deficiente. Ma il punto è un altro: fermo restando che "non guarisce", è anche automatico che non si evolva in nessun modo, in parallelo con la maturazione generale del ragazzo?

Cioè, è categoricamente escluso che una difficoltà di apprendimento diagnosticata una volta in età precocissima, possa modificarsi nel tempo, possa migliorare o peggiorare, possa assumere forme diverse a seconda delle diverse richieste dei vari stadi di età, o che possa trovare spontaneamente alcune strategie di compensazione che in un quindicenne sono diverse da quelle di un bambino di otto anni?

Gli stessi test utilizzati per fare la diagnosi saranno calibrati sulle varie età e sui vari livelli di scolarizzazione, no? Non credo che per un adolescente a cui viene sospettato per la prima volta il disturbo a 16 anni, dopo 10 anni che va già a scuola, siano utilizzati gli STESSI test che si utilizzano in seconda elementare, e che svelino esattamente gli stessi dettagli...

Invece, nel caso di un ragazzo già certificato in età precoce, si arriva a sostenere che una diagnosi fatta a otto anni debba essere considerata affidabile in eterno, e sempre utilizzabile come base scientifica per stilare un piano didattico individuale adeguato a 15, a 16 o a 18.

Ma è possibile che tutte le malattie, tutte le disabilità, tutti i disturbi fisici, mentali, sensoriali o quant'altro, siano soggetti a evoluzione e mutazione nel tempo (e che tali mutazioni debbano essere giustamente prese in considerazione per gli interventi didattici e sociali)... tranne i DSA, che invece devono rimanere una sentenza inamovibile per sempre?

boh, non capisco...
L.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 6:29 pm

Ire ha scritto:
Lo so mac, e se hai avuto la pazienza di leggere quello che ho scritto, dovresti aver compreso che lo so (sempre che io sia stata in grado di spiegarmi)

Va bene, se qualcosa è soggettivo non può essere giusto o sbagliato.
Allora cosa diciamo di  diagnosi che sulla stessa evidenza radiologica  (oggettiva) raccontano due cose completamente diverse?

Diciamo che evidentemente una è giusta e una è sbagliata, oppure che sono sbagliate tutte e due.

Ma che possano essere contemporaneamnete giuste tutte e due a seconda dei punti di vista ideologici, o della sensibilità emotiva del paziente, o della preferenza personale dei suoi genitori, non mi sembra plausibile.

L.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 6:38 pm

ah, certo, ma si discuteva solo se una tac o una ecografia siano o meno operatore dipendenti e quindi soggettive.

Sono assolutamente soggettive, a mio parere.

Per inciso, hai visto giusto, paniscus, erano sbagliate tutte e due, ma questa è un'altra storia.
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 6:46 pm

mac67 ha scritto:

Proprio perché leggo, dal momento che ci attribuisci "scarsa elasticità" e "incapacità di individuare come poter dare a ciascun alunno ciò che gli serve", il dubbio, come minimo, viene.
Non vi avevo attribuito, vi avevo chiesto.
Se continui nella lettura forse salta fuori quello che penso.

e anche su quello mi piacerebbe sentirvi.

(informazione di servizio assolutamente OT @mac, verifica di matematica dopo il suggerimento che hai dato: 61/2 fine ot - scusate)
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 6:53 pm

Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:

Proprio perché leggo, dal momento che ci attribuisci "scarsa elasticità" e "incapacità di individuare come poter dare a ciascun alunno ciò che gli serve", il dubbio, come minimo, viene.
Non vi avevo attribuito, vi avevo chiesto.
... quale dei due era il nostro problema. Almeno uno dei due "sarebbe" il nostro problema.

Ire ha scritto:

(informazione di servizio assolutamente OT @mac, verifica di matematica dopo il suggerimento che hai dato: 61/2    fine ot  - scusate)
Bene, sembra che si sia rimesso in carreggiata!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 7:00 pm

detta così hai ragione.
Appariva proprio quello che tu hai capito.

:-(

Non era quello che intendevo.
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marcella79



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mar Nov 12, 2013 7:31 pm

Come Valerie e Giovanna, io credo che un rinnovo periodico della diagnosi sarebbe assolutamente auspicabile; non, ovviamente, perché si ritenga che il disturbo specifico possa non presentarsi più con l'avanzare dell'età e della scolarizzazione, quanto piuttosto perché ritengo le diagnosi, quando articolate e complete, foriere di informazioni preziose per l'insegnante.

Io, ad esempio, "compenso" la mia miopia con l'utilizzo di lenti; quando mi è stato diagnosticato per la prima volta questo difetto visivo, ovviamente, è stato molto chiaro sul fatto che mai avrei potuto sperare che in qualche modo esso si risolvesse. Ciò non toglie, tuttavia, che è opportuno che mi sottoponga a visite periodiche per poter indossare gli "strumenti compensativi" più adatti per la mia condizione.

Tornando ai DSA, inoltre, io leggo con interesse anche tutti i singoli risultati conseguiti nei test specifici: conoscendo le sigle, le tipologie di test, il significato delle deviazioni standard, se ne possono trarre importanti informazioni per l'impostazione didattica.
Personalmente, però, preferisco trovare io gli strumenti compensativi/dispensativi adeguati non solo al singolo caso, ma anche allo specifico argomento o alla specifica unità di apprendimento: voglio dire, se li trovo sulla diagnosi non mi disturbano, ma poi decido io

Per quanto concerne il rapporto con i genitori, io non ho incontrato atteggiamento come quelli qui descritti. Tuttavia, ne ho incontrati tanti terrorizzati, questo sì; e a volte questa paura ha, inizialmente, mostrato la faccia dell'aggressività, della chiusura, della minaccia più o meno velata. Tuttavia, di genitori che abbiano mantenuto questi atteggiamenti anche davanti alla manifesta competenza nell'ambito, alla professionalità, al tentativo di instaurare un rapporto di fiducia...beh, non ne ho mai conosciuti. Non mi permetto di dire che il mio campione sia più significativo del vostro, per carità: esisteranno sicuramente anche famiglie in malafede che vedono nella diagnosi una scorciatoia. Come esistono insegnanti che non hanno idea di cosa siano i DSA, che arrivano al consiglio di classe di maggio ed esclamano "Ah, ma questo alunno aveva una diagnosi di DSA?", e così via.

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Ire



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mer Nov 13, 2013 8:36 am

Ottimo Marcella. Concordo con tutto quello che hai detto e mi piace proprio.
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mer Nov 13, 2013 2:25 pm

marcella79 ha scritto:
Come Valerie e Giovanna, io credo che un rinnovo periodico della diagnosi sarebbe assolutamente auspicabile
Scusa Marcella, ma mi sembra giusto precisare, per rispetto nei confronti dei colleghi che sono intervenuti, che a me non interessa molto il rinnovo della diagnosi.

marcella79 ha scritto:
... ritengo le diagnosi, quando articolate e complete, foriere di informazioni preziose per l'insegnante.
Mai viste diagnosi così foriere di informazioni preziose per me. Devo però dire che forse dipende dalla materia che insegno.

marcella79 ha scritto:
conoscendo le sigle, le tipologie di test, il significato delle deviazioni standard, se ne possono trarre importanti informazioni per l'impostazione didattica.
Tanto di cappello a te, Marcella. E a chi, come Mac ci vorrebbe capire di più di queste diagnosi.
Io invece non conosco né le sigle né i test. E non mi sento in dovere di studiarmeli, visto che sono un insegnante e non un medico. Pretendo che il medico 'traduca' in termini pratici, concreti, ciò che sono le difficoltà e le caratteristiche del ragazzo. Poi, poiché pari modo il medico non è esperto né di francese né di glottodidattica, sarò io insegnante a dover trovare le strategie giuste. Ma non posso sostituirmi al medico nell'interpretazione dei test che ha somministrato. Insomma, ho trovato molto più utile un colloquio con lo psicologo o logopedista che sia in cui io espongo la metodologia glottodidattica che uso di solito e le difficoltà di un alunno italiano standard e lui mi dice con parole 'normali' quali attività possono creare problemi al ragazzo con DSA. Allora io ne propongo altre e lui, conoscendo le caratteristiche e la gravità del disturbo nel ragazzo in questione, mi dice se possono andare o no. A quel punto si parte con il lavoro. Dove ho potuto fare così, i risultati si son ben visti. E fin da subito.

P.S. Ci sono anche casi in cui il genitore, una volta consegnata la diagnosi, si sente di aver fatto il suo dovere, di aver finito il suo compito. Quindi va avanti con la propria vita senza seguire il figlio, senza farlo seguire da qualcuno fosse solo anche un aiuto per i compiti, senza presentarsi ai colloqui con gli insegnanti, senza interessarsi di nulla. Il figlio per questi genitori è un pacco che viene scaricato a scuola insieme alla diagnosi: e gli insegnanti vedano di fare il miracolo e mettere come minimo 7 perché il figlio è intelligente, lo dice anche la diagnosi!!!!
Non so quanti ne siano capitati a voi, a me più di uno...
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mer Nov 13, 2013 2:46 pm

marcella79 ha scritto:
Come esistono insegnanti che non hanno idea di cosa siano i DSA, che arrivano al consiglio di classe di maggio ed esclamano "Ah, ma questo alunno aveva una diagnosi di DSA?", e così via.
Ecco, ci spiegheresti come è possibile NON SAPERE che un proprio alunno ha la diagnosi di DSA, visto che per tutto l'anno siamo bersagliati di impegni e comunicazioni formali sull'argomento? PDP, riunioni appositedel consiglio di classe, richieste insistenti di consegnare la programmazione scritta, ragazzi e genitori che ricordano insistentemente a qualsiasi insegnante il proprio diritto a portarsi dietro il formulario o a fare l'interrogazione programmata...
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mer Nov 13, 2013 3:46 pm

Paniscus, ciò che tu dici è vero. Non sapere è praticamente impossibile. Ecco perché certe cose mi fanno incaxxare!
Ti faccio un esempio. Ieri è venuta a salutarmi una mia ex alunna, ora al liceo artistico. È una ragazza con una dislessia piuttosto forte. Immagino che anche gli insegnanti della sua scuola siano bersagliati come me e te sui DSA. Quindi ti puoi immaginare il mio stupore quando mi ha detto che la sua prof di inglese, cioè di una lingua straniera, tra le materie più ostiche per un alunno DSA, le ha somministrato una verifica di comprensione scritta che consisteva in un testo fotocopiato da un libro, scritto in caratteri piccolissimi, con immagini irriconoscibili talmente erano scure. Mi sono girate a elica! Cioè... io sto a riscrivere tutti i testi con caratteri grandi e senza grazie, ho cura di inserire immagini 'leggibili' o piuttosto di fornire l'originale o di proiettarla alla LIM, fotocopio su foglio A3, leggo il testo ad alta voce e mi autoregistro per fornire un file mp3 del testo in questione in modo da supportare l'alunno con dsa nella lettura, e sono alla scuola media, e questa prof delle superiori manco si è presa la briga di ingrandire una fotocopia!?!?!? Ma come è possibile?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mer Nov 13, 2013 4:47 pm

Come sia possibile, Paniscus, non lo so nemmeno io. Ma che sia cosa che accade ogni santo giorno te lo garantisco.

Immagino succeda perchè si lascia al coordinatore di classe l'onere della preparazione del pdp, questo poveretto lo fa in serie, lo sottopone al docente per la firma, il docente che da' un'occhiata firma e si dimentica di averlo fatto, il nostro poi lo presenta alla famiglia, ne ottiene la firma e il documento viene inserito nel fascicolo del ragazzo e nessuno lo guarda più.

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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mer Nov 13, 2013 5:01 pm

@valerie Scusa se ti ho erroneamente attribuito un pensiero non tuo. Avevo compreso che non ti interessasse il rinnovo della diagnosi in quanto tale, ma che auspicassi un aggiornamento delle strategie (che, va da sé, dovrebbero necessariamente scaturire da un aggiornamento della diagnosi e dalla somministrazione di nuovi test) per finalizzare al meglio l'attività didattica.
Detto questo, concordo con te sul fatto che il medico fa il medico e che i professionisti della didattica siamo noi: per questo non trovo la necessità di inserire quegli elenchi di strumenti compensativi/dispensativi che spesso sono presenti nelle diagnosi.
Credo, tuttavia, che sia anche importante conoscere, almeno un minimo, la malattia per poter predisporre una cura adeguata: non può accadere che al semplice scoccare della frase "questo alunno è un DSA" il collega di matematica si precipiti a fornirgli la calcolatrice "perché poi i genitori mi fanno le storie"...senza controllare, sulla diagnosi, se sia discalculico o meno!

Per quanto concerne i casi in cui "il genitore, una volta consegnata la diagnosi, si sente di aver fatto il suo dovere, di aver finito il suo compito. Quindi va avanti con la propria vita senza seguire il figlio, senza farlo seguire da qualcuno fosse solo anche un aiuto per i compiti, senza presentarsi ai colloqui con gli insegnanti, senza interessarsi di nulla", beh, il Piano Didattico Personalizzato serve proprio a questo. C'è una parte relativa al patto con la famiglia in cui i genitori (e l'alunno) assumono impegni precisi: è una parte molto importante e non capisco perché venga sempre così poco considerata. La famiglia e il team docente firmano il PDP e, così facendo, creano un vero e proprio legame di corresponsabilità: il fatto che un docente disattenda quanto dichiarato nel PDP non è meno grave del fatto che a venire meno alle responsabilità lì dichiarate sia il genitore.

@paniscus Nella scuola media ci sono insegnanti che hanno 9 classi; sono, all'incirca, 200 alunni o più. Benché all'inizio dell'anno firmino i PDP e abbiano luogo Consigli di Classe sull'argomento, capita che non abbiano sempre presenti tutte le situazioni problematiche (DSA e altro) che si trovano davanti. Ed è capitato che, nei colloqui con i genitori, cadessero dalle nuvole.
Per quanto riguarda gli impegni e le comunicazioni formali, non ho ben capito a cosa ti riferisci. Forse ai corsi di formazione sui DSA? Basta ignorarli, io ho colleghi che non hanno frequentato mezzo.
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mer Nov 13, 2013 7:15 pm

Marcella, toccatemi tutto ma non il mio Breil :-)

Hai una conoscenza del problema alla quale mi inchino e mi piace molto ascoltare quello che dici ma... ti prego, non parlare di malattia. Ne scaturisce un caso nazionale (e non del tutto a torto ;-) )
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Mer Nov 13, 2013 9:17 pm

Non c'è problema, Marcella, davvero. Era solo un precisazione per correttezza, ma in sostanza ci siamo capite benissimo! ;-)

marcella79 ha scritto:
...senza controllare, sulla diagnosi, se sia discalculico o meno!
Beh, Marcella, questo va da sè. Almeno quale sia il disturbo diagnosticato bisogna saperlo. Quello che non mi interessa sono i tipi di test somministrati o i risultati degli stessi semplicemente per il fatto che non li capisco. ;-)

marcella79 ha scritto:
C'è una parte relativa al patto con la famiglia in cui i genitori (e l'alunno) assumono impegni precisi: è una parte molto importante e non capisco perché venga sempre così poco considerata. La famiglia e il team docente firmano il PDP e, così facendo, creano un vero e proprio legame di corresponsabilità: il fatto che un docente disattenda quanto dichiarato nel PDP non è meno grave del fatto che a venire meno alle responsabilità lì dichiarate sia il genitore.
Vallo a dimostrare all'avvocato della famiglia che la famiglia stessa non ha collaborato! Abbiamo avuto un caso di ricorso in seguito alla non ammisione di un ragazzo con DSA che mi ha fatto ben pensare...

marcella79 ha scritto:
Nella scuola media ci sono insegnanti che hanno 9 classi; sono, all'incirca, 200 alunni o più.
Sono una di quelle insegnanti che ha 9 classi di 28-29 alunni cada una. Hai ragione Marcella, faccio una fatica BOIA a star dietro a tutti, standard, DSA, BES, DA. ma è mio divere e lo faccio.
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 14, 2013 8:26 am

@Ire
Ma no, ho solo ripreso un paragone, avanzato in una delle prime pagine di questo topic, con l'operato del medico: qualcuno aveva usato proprio questa terminologia (malattia/cura) per rendere più chiaro ai colleghi il proprio pensiero. Mi pare fosse proprio Valerie e, siccome stavo rispondendo a lei, ho ripreso lo stesso paragone, ma nessuna delle due stava indicando il DSA come "malato". Per chi mi hai preso? ;-)

@Valerie, non so se sia OT, ma...com'è andato quel ricorso?
Inoltre, so bene che tu hai molta attenzione nei confronti dei tuoi alunni. Io, al massimo, ho avuto 6 classi e ho faticato; averne 9 è ai confini della realtà :-) Ho avuto, però, colleghi che non sono riusciti sempre a districarsi in questo mare magnum di diagnosi così brillantemente; preciso che non si tratta di scalzacani, eh, ma di persone estremamente preparate sotto l'aspetto didattico e disciplinare! La mia non voleva essere una critica a chi ha tanti alunni, infatti, anzi; era solo la constatazione oggettiva di una difficoltà.
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 14, 2013 8:36 am

@Marcella, ti ho presa per quello che sei: una gran persona :-)

Ci eravamo capite e mi interessa abbastanza poco come venga chiamata la dislessia da chi la conosce
(a mio filio dico che ha una testa balzana girata a rovescio :-D ) è che conosco i casi che sono nati da una parola decontestualizzata e ho voluto mettere i puntini sulle i :-)
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marcella79



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 14, 2013 8:38 am

Be', io a volte correggo i formatori, fai tu :-)
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 14, 2013 8:25 pm

l'ultima fresca di giornata…
premetto che non ho letto completamente la nuova certificazione, ma un mio alunno dsa (dislessico, discalculico, disgrafico e disortografico) con la nuova certificazione non lo è più ma ora ha un QI molto vicino alla soglia più bassa!quindi bes per questo motivo….ma i neuropsichiatri che fanno?? giocano con la vita dei ragazzi???sono sempre più sconcertata….
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 14, 2013 9:38 pm

paolacl84 ha scritto:
l'ultima fresca di giornata…
premetto che non ho letto completamente la nuova certificazione, ma un mio alunno dsa (dislessico, discalculico, disgrafico e disortografico) con la nuova certificazione non lo è più ma ora ha un QI molto vicino alla soglia più bassa!quindi bes per questo motivo….ma i neuropsichiatri che fanno?? giocano con la vita dei ragazzi???sono sempre più sconcertata….
Nella nostra zona alcuni sono fatti passare per dsa quando invece sono DA! Tutto per motivi di 'risparmio'! Contento il ministero che risparmia, contenti i genitori che pensano che i loro figli siano normodotati o al limite solo dislessici...
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Gio Nov 14, 2013 11:15 pm

Ecco, dopo aver letto gli sviluppi successivi chiarisco meglio che cos'è che contestavo prima, e che cos'è che mi ha sempre profondamente irritata nei discorsi su questo argomento.

Direi che è la sistematica attitudine (da parte dei veri o presunti difensori dei diritti della categoria) a una sorta di gioco dialettico delle tre carte.

Ossia, a seconda di cosa fa comodo dimostrare in quel momento, il DSA è una disfunzione però non lo è, è una condizione svantaggiata però non lo è, è una forma di abilità ridotta però non lo è, e così via.

Nelle pagine scorse abbiamo sentito dire, in ordine sparso:

- che la dislessia e altri DSA siano delle condizioni organiche neurologiche non modificabili, e però contemporaneamente che "non abbiano niente a che fare con l'organismo umano" e che non facciano parte del corpo umano;

- che siano solo "un problema di abitudine culturale", e però contemporaneamente che sono assolutamente strutturali e irreversibili, e che non esiste alcuna possibilità di prevenirle o di attenuarle;

- che guai a dire che la persona con DSA "ha un handicap" o "ha una disabilità", perché è offensivo (che poi, non ho capito, avere davvero una disabilità è offensivo?) però contemporanemente guai anche a richiedergli di fare le stesse cose come gli altri, perché è evidente che non può farcela;

- che la persona con DSA non è affatto "svantaggiata" (insinuare questo sarebbe offensivo), e però contemporaneamente ha bisogno assoluto degli strumenti compensativi "per essere rimessa in condizioni paritarie con gli altri" (e cosa ci sarebbe da compensare, se non è vero che è svantaggiata?);

- che la persona con DSA non ha nessun bisogno di "inclusione" (insinuare questo sarebbe più offensivo che mai) perché si sa includere benissimo da sola, e però contemporaneamente ha bisogno assoluto di strategie personalizzate per essere aiutata a non sentirsi troppo diversa dagli altri;

- addirittura, che il disturbo non sta nelle caratteristiche particolari dell'apprendimento dell'individuo, ma nei metodi sbagliati di insegnamento... e che il problema sarebbe risolto se solo tutto il resto del mondo si adattasse a utilizzare universalmente metodi fatti su misura per i DSA, invece di ostinarsi ingiustamente a utilizzare quelli standard che per secoli sono andati ragionevolmente bene per quasi tutti gli altri, e che ci vorrà mai?

Come a dire che non esistono i sordi, ma esiste solo un sistema sociale ottuso, insensibile e cattivo che si ostina a continuare a comunicare con il linguaggio parlato, quando invece basterebbe che tutto il mondo facesse lo sforzo di rinunciare completamente alla parola e utilizzare solo la lingua dei segni manuale, e i sordi smetterebbero di sentirsi diversi...

Insomma, io (contrariamente a ciò di cui vengo accusata), di preclusioni non ne ho, io solo vorrei essere informata sulle evidenze scientifiche attualmente accettate e condivise su questo argomento, e mi va bene qualsiasi evidenza definiscano e dimostrino gli esperti, basta che sia un quadro COERENTE!!!!!

Se invece mi si racconta contemporaneamente tutto e il contrario di tutto, con l'unica raccomandazione (per nulla scientifica, ma quasi sempre soltanto emotiva e sentimentale) di scegliermi volta per volta un'interpretazione a caso, quella che conviene di più in quel momento, basta che serva a rendere le cose più facili possibile al ragazzo e alla sua famiglia, a farli sentire meno a disagio possibile, e trovare il modo di dargli la sufficienza comunque...

...beh, se permettete, un po' presa in giro mi ci sento!

L.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 15, 2013 7:39 am

Non hai torto, paniscus.
Solo che la prendi nel modo sbagliato.

Provo a tirare fuori di nuovo la celiachia e vediamo se riesco a spiegare il tutto e il contrario di tutto.

La celiachia è una malattia? No
essa viene diagnosticata da un medico, seguita e gestita da un medico ma non è una malattia in quanto una volta instaurato il regime alimentare idoneo (dieta priva di glutine) il soggetto sta benissimo, non ha alcun problema di nessunissimo tipo.
E' di nuovo un sogetto "normale" che non può assumere una sostanza particolare contenuta in diversi alimenti perchè il suo organismo non attiva le barriere agli agenti nocivi che questi alimenti immettono nell'organismo.
E' una persona fatta così. Ma non è certo malata.

Proviamo a parlare di capelli ricci? prova tu a fare un caschetto ordinato ad una signora coi capelli ricci. O fai una contropermanente, o usi la piastra o non c'è verso di farlo.
Se per una particolare occasione questa signora ha bisogno di un caschetto ordinato dovrà attrezzarsi in quel modo.
E' una persona fatta così, non è certo malata

Il Dsa è la stessa identica cosa. Ciò che attiva l'evidenza del disturbo è la necessità di partecipare all'occasione della scuola.
Chi ha un dsa ha una particolare conformazione neurobiologica, che di per sè non significa assolutamente nulla, non è una malattia, questa conformazione non permette di rispondere in modo adeguato alle modalità didattiche e di apprendimento solitamente proposte per gli altri (esattamente come i capelli ricci non permettono il caschetto ordinato) e dovendo invece partecipare all'occasione in cui queste modalità sono impiegate (scuola e studio) nello standard tarato su chi non è dsa, si devono fare contropermanenti e piastre per riuscire a entrare alla festa.

Togli lo standard e risolvi il dsa.

Il dsa non è malato, è fatto così.
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 15, 2013 8:04 am

Beh… Ire…forse il problema che noi docenti vediamo è un altro…
a monte del problema ci sono specialisti pagati profumatamente che producono diagnosi e certificazioni con lo stampino!Ne ho lette tante negli ultimi giorni per stilare i pdp e ti garantisco che tante erano veramente scarne, e molto simili l'una all'altra… così come le rivalutazioni fatte da logopedisti, una paginetta e via…
Tornando alla questione iniziale di questa discussione: "Non c'è nessun bisogno di aggiornare la diagnosi, perché tanto la dislessia non guarisce, e quindi tutto quello che è stato segnalato una volta, vale per sempre". Da oggi dirò dipende da come vengono fatte le diagnosi e da chi… perché alcuni possono direttamente non essere più dsa… e lasciatemelo dire sono sempre più sconcertata...
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 15, 2013 8:46 am

Ire ha scritto:
Non hai torto, paniscus.
Solo che la prendi nel modo sbagliato.

Provo a tirare fuori di nuovo la celiachia e vediamo se riesco a spiegare il tutto e il contrario di tutto.

La celiachia è una malattia?  No
Non mi introduco in questo lungo post, però ho trovato questo e mi chiedo se sia sbagliato:

http://www.celiachiaitalia.com/articoli/a/pagine/la-celiachia---definizione/7

La celiachia (detta anche morbo celiaco o sprue celiaca) è un'intolleranza permanente alla gliadina, contenuta nel glutine, un insieme di proteine a loro volta contenute nel frumento, nell'orzo, nella segale, nel farro e in altri cereali minori. La celiachia rende tossici - nei soggetti affetti o predisposti - tutti gli alimenti derivati dai suddetti cereali o contenenti glutine in seguito a contaminazione. La malattia celiaca non ha una trasmissione genetica mendeliana, ma è presente un certo grado di predisposizione nei parenti degli affetti. L'intolleranza al glutine genera gravi danni alla mucosa intestinale quali l'atrofia dei villi intestinali.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 15, 2013 9:12 am

uu che rabbia paola, ti avevo scritto una risposta meravigliosa, che sicuramente avrebbe risposto a tutte i tuoi dubbi, avevo fatto un gioiello di convincente prosa e...... me lo sono persa :-( ti rispondo tra un po' perchè ora sono davvero imbestialita con me stessa :-D


Gugu, anche qui intervengo con qualche similcompetenza nel settore perchè avendo avuto il dono di un figlio così l'ho studiata un po', poi, esattamente come per i dsa, mi sono messa il cuore in pace e vado avanti a fare i miei pranzi con e senza glutine, il mio cucciolo cresce e rompe così come da manuale e chi se ne frega del resto.
Con qualche similcompetenza esattamente come per il dsa ti dico quello che ho appreso io.

L'intolleranza al glutine non genera gravi danni alla mucosa intestinale quali l'atrofia dei villi.
E' l'assunzione del glutine che li genera.

E c'è una bella differenza.

L'intolleranza al glutine insorge quando un individuo è privo di una sostanza (che non ti so meglio identificare) che si chiama zonulina e che non permette a particolari "cancelletti" che abbiamo nell'intestino (vedi come sono professionale?) di chiudersi per impedire il passaggio della gliadina che contine agenti tossici.

Per quanto riguarda la trasmissione genetica quello che so io è che abbiamo tutti in famiglia fatto una ricerca di un particolare elemento (ora mi sfugge il nome - lo so ma mi sfugge) presente nel dna che predispone all'intolleranza. Abbiamo ricostruito che si tratta di provenienza paterna.

Quindi o che siano tossici gli alimenti contenenti gliadina o che sia l'intolleranza che li rende tossici (cosa abbastanza inverosimile) fatto sta che chi ha la celiachia non li può assumere.

Non ci sono medicine per risolvere il problema.

O che sia "testa" balzana chi ha dsa, o che sia normodotato e subisca un cattivo insegnamento fatto sta che l'unico modo per aiutarlo nel processo di apprendimento è quello che ormai è noto e stranoto a tutti.

Ed è per questo che dico che non è poi tanto importante la diagnosi aggiornata.

Per forza di cose, perchè non potete umanamente seguire, voi individui unici, una pluralità di 25, 30 diversità a classe e di classi ne avete sempre più di una, per forza di cose è necessaria l'etichetta : questo è standard e lo metto insieme ai 20 più o meno standard, questo è dsa e per lui ho bisogno di qualcosa di diverso.
Solo per questo motivo, per aiutare voi nel lavoro è necessaria questa diagnosi (oltre a dare indicazioni sugli ambiti di difficoltà ecc ecc ecc)
Se la scuola fosse un po' più "umana" come ambiente di lavoro per voi, sareste perfettamente in grado di individuare le particolarità di ogni alunno e senza tante aberrazioni quali pdp, devi fare qua, devi fare là e 30 novembre e 15% di tempo in più riuscireste a prendere per mano i ragazzi e accompagnarli nel mondo dove riuscirebbero a mettere in pratica quello che gli avete insegnato.

E' tutto un assurdo. Ma è così.
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MessaggioOggetto: Re: DSA e diagnosi "datate"   Ven Nov 15, 2013 10:52 am

paniscus ha scritto:

Insomma, io (contrariamente a ciò di cui vengo accusata), di preclusioni non ne ho, io solo vorrei essere informata sulle evidenze scientifiche attualmente accettate e condivise su questo argomento, e mi va bene qualsiasi evidenza definiscano e dimostrino gli esperti, basta che sia un quadro COERENTE!!!!!
Gli studi sui Disturbi Specifici di Apprendimento hanno avuto inizio, nell'ambito delle neuroscienze, una trentina d'anni fa. Le evidenze scientifiche attualmente accettate e condivise concordano sull'idea che tali disturbi, una volta diagnosticati, tendano a permanere nell'arco della vita, e questo, come dici tu, lo sanno anche i sassi; tale convinzione deriva da studi longitudinali condotti, in particolare, negli USA.
Rilevazioni scientifiche hanno anche evidenziato, in soggetti con DSA posti davanti a compiti specifici, una attivazione di aree cerebrali diverse da quelle normalmente attese. Tuttavia, secondo i neuroscienziati, questa anomalia biologica non può essere l'unica causa; al momento, però, non sono stati rilevati marker fisiologici più specifici. La comunità scientifica sta conducendo studi sulla possibilità di una base genetica: si ritiene che vi sia, ma ancora non sappiamo quale possa essere.
Insomma, si tratta di un ambito nel quale le conoscenze sono estremamente in fieri (come molto argomenti psichiatrici e psicologici, del resto); credo che l'atteggiamento più scientifico che si possa avere al momento sia rispettare le ricerche condotte fino a questo momento, avendo però ben presente il fatto che siamo ancora lontani dall'avere certezze definitive.
Davanti a ciò, per la diagnosi di DSA possiamo basarci sul criterio più oggettivo che possediamo: test standardizzati e calibrati in base alla fascia di scolarizzazione dell'alunno. Test che, indubbiamente, non sono oggettivi come, che so, la rilevazione di una lesione nell'area di Broka (responsabile dell'afasia), ma è tutto ciò che attualmente abbiamo. Tra l'altro, questi stessi test sono continuamente posti sotto osservazione e ricalibrazione, in particolare quello relativo alla discalculia.

L'intento del legislatore nel non decretare l'obbligatorietà di un rinnovo periodico della diagnosi è quello di non far scaturire l'equivoco secondo cui il DSA, una volta diagnosticato, possa scomparire; del resto, al momento non ci sono nemmeno evidenze scientifiche relative al fatto che un DSA subisca anche solo un'evoluzione: è lecito supporlo, su questo sono perfettamente d'accordo con te, ma attualmente non sono stati condotti studi sufficienti sull'argomento.
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DSA e diagnosi "datate"
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