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 giustificazione assenza giorno di sciopero

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Maryangel



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MessaggioOggetto: giustificazione assenza giorno di sciopero   Mer Nov 20, 2013 8:56 pm

Promemoria primo messaggio :

Salve,
ho firmato la giustificazione per mio figlio per l'assenza del giorno 15 novembre con motivazione "partecipazione alla manifestazione studentesca". Ritornato a casa ho controllato il libretto e c'era la motivazione cerchiata. Controllo il sito della scuola che utilizza il registro elettronico e alla voce "giustificazioni", mentre quelle riferite alle giornate di assenze precedenti c'è scritto "giustifica", su quella del 15/11 non c'è scritto nulla.
Mi chiedo se un alunno si assenta per partecipare a una manifestazione studentesca, indetta in tutta Italia, cosa deve scrivere sul libretto per giustificare l'assenza?
Grazie.
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AutoreMessaggio
paniscus



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Gio Nov 21, 2013 5:01 pm

laclefdesonges ha scritto:
posso dirti alcune delle motivazioni che misi io all'epoca in cui andavo a scuola : "puntura di insetto sul labbro". "Raffica di vento". "Malore improcastinabile". "Raffreddore intermittente".
Ovviamente, solo la prima rispecchiava la realtà. Ricordo anche che un compagno, più ardito, scrisse "morte apparente"
"Rapimento da parte degli alieni" è mai stato attestato?????
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laclefdesonges



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Gio Nov 21, 2013 7:05 pm

Guarda qualcosa di simile ci fu, ma non ricordo bene. Da qualche parte ho ancora il libretto... più che altro la mia era una deformazione iperbolica di fatti pur sempre reali, ma in effetti c'era chi inventava di sana pianta.

Mi è però tornato alla mente che anche "MANIFESTAZIONE" era un leit-motiv, seguito dalla meticolosa descrizione del tipo di manifestazione (contro la guerra del Golfo, contro la finanziaria), nonché "SCIOPERO DI SOLIDARIETA' CON IL LICEO X", che era accanto al nostro e ogni giorno ne aveva una. Per fortuna, non avevamo prof. krumiri che rifiutavano tale giustificazione - anzi, accettavano proprio di tutto, direi :-)
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Gio Nov 21, 2013 8:43 pm

Scusa, ma che c'entra l'essere krumiri?

Lo sciopero degli studenti non esiste nemmeno, oltretutto... la manifestazione sì, ma lo sciopero proprio no, quindi giustificare un'assenza con la motivazione di "sciopero degli studenti" è esattamente equivalente a giustificarla con il "rapimento alieno"!
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laclefdesonges



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Ven Nov 22, 2013 10:00 am

e difatti. Per i krumiri faccio appello al tuo senso dello humour.
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laclefdesonges



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Ven Nov 22, 2013 10:48 am

Ma mi spiego meglio, così non do adito a fraintendimenti. Il fatto che "non esista" uno sciopero degli studenti è una questione di prospettiva: secondo il punto di vista della normativa, e secondo il tuo, non esiste. Non "esistono" nemmeno le occupazioni, se è per questo. Ma una marea di studenti potrebbero dirti che esercitano queste forme di protesta di fronte a situazioni estreme come locali non agibili (questo era il caso nostro, per lo più, per gli "scioperi").

Lasciando stare che sovente è uno spunto per non fare lezione, io non mi sentirei di non giustificare dei ragazzi che "scioperano" picchettando la scuola dicendo che non è legale quando, ad esempio, loro protestano proprio per situazioni illegali, come la pedana per disabili sfondata da secoli (è il caso dell'attuale scuola in cui lavoro) o fatiscenze evidenti come fili elettrici scoperti nei locali.

A mio parere, è un modo per smuovere le coscienze e richiamare l'attenzione, anche magari della stampa chissà, sul fatto, come un flash mob o altre proteste spontanee.

Nel caso di MaryAngel, il professore probabilmente si appella a un regolamento interno che non prevede la possibilità di assenza per "manifestazione". Ora, il fatto che la manifestazione "esista" e che è organizzata (e ha per lo più alla base un'organizzazione politica più robusta) è, a quanto scrivi tu, una condizione sufficiente perché possa dare più valore che non a uno sciopero spontaneo e (per lo più) apolitico (anche se non è sempre così, è ovvio, sappiamo bene che la politica organizzata è presente già fra gli stessi ragazzi).

Ma la vicenda della collega dimostra che, in entrambi i casi, è una questione di scelta dei parametri che una persona sceglie di adottare.

Puoi trovare prof. che giustificano solo la manifestazione perché essa "esiste" da un punto di vista normativo ed è prevista dal regolamento di istituto, o la giustificano anche se non è prevista da quest'ultimo, proprio per le motivazioni di cui sopra. Puoi trovare prof. che giustificano entrambi gli eventi perché li considerano comunque come libertà di espressione, in forma organizzata dall'esterno l'una, in forma autogestita l'altra, e di nuovo all'occorrenza anche non rispettando il regolamento di istituto (devo dire che non ho idea di quale fosse quello della mia scuola).

Puoi trovare infine prof. che non giustificano nessuna delle due cose perché nessuna delle due è prevista dal regolamento di istituto, o non so da quale altra entità - magari lo fanno anche a malincuore, chissà, solo perché si sentono tenuti a rispettare il suddetto regolamento e non perché credono che questa non sia una motivazione valida per non giustificare il ragazzo.

Insomma, è tutto relativo, questo voglio dire.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Ven Nov 22, 2013 11:44 am

Ma il punto alla base di tutto è una pura definizione normativa: che cavolo è una giustificazione?

In particolare, il presuppposto di fondo è che la frequenza delle lezioni sia obbligatoria e che le assenze siano ammesse solo per motivi seri... oppure che chiunque possa scegliere liberamente quando venire e quando no, anche senza nessun motivo, purché le assenze non superino un certo numero, e purché siano fatte col permesso dei genitori?

Perché se si assume la prima ipotesi, allora la "giustificazione" serve a quello, ossia a documentare, o almeno ad autodichiarare, che effettivamente l'assenza è stata fatta per una ragione seria e non per motivi futili. In tal caso, scusami, ma io ritengo che la scuola abbia pieno diritto di dotarsi di un criterio interno per stabilire quali motivazioni accettare e quali no. Se la scuola stabilisce che lo "sciopero degli studenti" non è una motivazione valida, ha tutto il diritto di considerare quell'assenza ingiustificata, con eventuali ripercussioni sui voti di condotta o su altri aspetti. Sia chiaro che nel caso specifico non sostengo necessariamente che la manifestazione non sia un motivo serio... sostengo solo che la scuola dovrebbe avere il diritto di decidere cosa considerare motivo serio e cosa no, esattamente come decide altri criteri di comportamento interno.

Ma se invece si assume la seconda ipotesi, allora la  "giustificazione" è semplicemente un atto di presa visione da parte dei genitori, che devono solo comunicare alla scuola di essere stati a conoscenza che il figlio quel giorno non fosse a lezione. Ma allora perché mai dovremmo stare a discutere quale motivazione sia accettabile o quale no, e anzi, perché mai dovremmo scriverci la motivazione, in assoluto? Chiunque dovrebbe essere libero di scrivere tranquillamente "non sono venuto a scuola perché non ne avevo voglia", basta che il genitore la firmi, e nessuno dovrebbe avere il diritto di sindacargli nulla.

Eppure, nessuno si sognerebbe di farlo veramente... e se anche qualcuno si azzardasse a farlo, tutti troverebbero normale che la scuola non gliela accetti. Ma se la scuola può rifiutare quella, allora può rifiutarne anche altre, no? Dove sta la coerenza?

L.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Ven Nov 22, 2013 12:29 pm

Non credo proprio che la scuola abbia diritto di sostenere che lo sciopero non è motivazione valida, essendo lo sciopero uno strumento di protesta riconosciuto dalla legge.

Il lavoratore che sciopera non percepisce lo stipendio. Il ragazzo che sciopera magari potrebbe non essere presente alla verifica fissata per quel giorno e subirne le conseguenze. Ma che la giustificazione della sua assenza per questo motivo non venga accettata lo trovo addirittura illegale.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Ven Nov 22, 2013 1:19 pm

Ire ha scritto:
Non credo proprio che la scuola abbia diritto di sostenere che lo sciopero non è motivazione valida, essendo lo sciopero uno strumento di protesta riconosciuto dalla legge.
Abbi pazienza, eh, ire, adesso mi sembra proprio di essere presa in giro.

Lo sciopero degli studenti NON E' affatto uno strumento di protesta riconosciuto dalla legge, anzi per la legge non esiste proprio. Se poi uno vuole andare a manifestare, e quindi come effetto collaterale non viene a scuola perché quel giorno ha preferito stare in strada a manifestare, può pure farlo, ma NON E' affatto uno "sciopero".

D'altra parte, anche lo sciopero dei lavoratori non è affatto riconosciuto dalla legge "in generale", ma è riconosciuto dalla legge SOLO in circostanze ben precise, normate da codici appositi. Io posso fare sciopero se c'è uno sciopero indetto da un gruppo sindacale organizzato, e se è stato annunciato con qualche giorno di anticipo. Se mi alzo la mattina e decido di non andare a lavorare di mia iniziativa, in un giorno in cui non è stato indetto nessuno sciopero, e poi dichiaro di aver fatto sciopero, col cavolo che me la accettano: mi becco la sanzione disciplinare, e magari la decurtazione della giornata di stipendio, per aver fatto un'assenza ingiustificata, come è normale. E non c'entra niente il fatto che sia un'iniziativa personale o meno: se anche lo facessimo in blocco, in cento tutti insieme, ma in un giorno in cui non è stato previsto formalmente alcuno sciopero della categoria, sarebbe un'assenza ingiustificata ugualmente.

Se invece lo sciopero è stato indetto, e io decido di aderire, non è che per coerenza sia anche obbligata ad andare alla manifestazione (se sono in contemporanea): l'adesione allo sciopero consiste nel non andare al lavoro, NON nell'andare a marciare in piazza. La legge tutela il mio diritto di lavoratrice di aderire allo sciopero beccandomene le conseguenze economiche ma esserndo tutelata da qualsiasi altra ritorsione disciplinare... ma se poi quel giorno vado davvero a manifestare o se me ne sto a casa a dormire, sono squisitissimi fatti miei, lo sciopero è valido.

Ora, siccome lo sciopero degli studenti non esiste, e nessuna organizzazione sindacale si sognerebbe mai di indire formalmente uno sciopero degli studenti, allora col cavolo che quell'assenza con quella motivazione è un diritto garantito dalla legge. Se lo studente vuole assentarsi per andare a manifestare, ha fatto una normalissima assenza per una motivazione personale, esattamente come se fosse andato a far visita alla nonna, ma non ha per nulla "fatto uno sciopero".

E siamo seri, eh.

L.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Ven Nov 22, 2013 2:00 pm

Lisa, non scherziamo.

Il diritto di sciopero è un diritto costituzionale riconosciuto dalle leggi 146/90 e 83/2000 quest'ultima intervenendo a disciplinarne alcuni aspetti ma senz'altro non ad imperdirne l'esercizio.

Manifestazioni autorizzate di cittadini sono ugualmente permesse.

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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Ven Nov 22, 2013 2:29 pm

Il punto è che il "giudice" sulla opportunità dell'assenza non è la scuola nè tanto meno il professore  che firma la giustifica.
Il giudice sul fatto che un minore abbia o no motivi validi per essere assente dalla scuola è chi ne esercita la patria potestà, cioè il genitore.
La giustifica quindi la fa il genitore, la scuola si limita a prendere atto che la famiglia si è assunta la responsabilità di far mancare un giorno di lezione al minore. Non si mette certo a sindacare se il motivo è valido o meno, questo è solo il genitore a poterlo stabilire.
Se poi il numero eccessivo di assenze o la loro natura influisce sulla condotta o sul profitto, allora si prendono provvedimenti, ma questo prescinde dalla "giustificazione" in se'
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Ven Nov 22, 2013 2:46 pm

Ire ha scritto:
Lisa, non scherziamo.

Il diritto di sciopero è un diritto costituzionale riconosciuto dalle leggi 146/90 e 83/2000 quest'ultima intervenendo a disciplinarne alcuni aspetti ma senz'altro non ad imperdirne l'esercizio.

Manifestazioni autorizzate di cittadini sono ugualmente permesse.

Ire, adesso mi fai veramente irritare, perché è evidente che stai argomentando in mala fede.

Il diritto di sciopero esiste. E nessuno lo nega.

Le manifestazioni autorizzate esistono. E nessuno lo nega.

Sono due cose diverse. Ma TU questo lo neghi, e non capisco perché.

In che modo tu ne deduca che esista lo sciopero degli studenti, e che la manifestazione degli studenti debba essere riconosciuta come "sciopero", proprio non si capisce.

E comunque qua non si stava affatto parlando di "divieti", ma appunto di conseguenze e regolamentazioni. La regolamentazione della manifestazione è una cosa, quella dello sciopero un'altra, quella delle assenze dal lavoro un'altra ancora, e quella delle assenze degli studenti da scuola è un'altra ancora oltre a quelle. TUTTE E QUATTRO sono diverse.

Se io, in assenza di sciopero ufficialmente proclamato, non vado al lavoro perché preferisco andare a manifestare, poi la sanzione disciplinare per non essere andata al lavoro me la becco, ANCHE se la manifestazione era autorizzatissima.

Nessuno ha detto che le manifestazioni degli studenti dovrebbero essere vietate.

Si stava solo discutendo di due altre cose completamente diverse:

- se abbiano qualcosa a che fare con il concetto di "sciopero" e se sia legittimo chiamarle "scioperi", oppure no;

- se la scuola debba essere obbligata a giustificarle solo perché "non sono vietate" dalla legge, o perché la legge in generale "consente lo sciopero" (anche se quella manifestazione non c'entra niente con gli scioperi).

Anche passare la mattinata al bar è perfettamente consentito dalla legge, e nessuno si sogna di vietarlo.
NESSUNO si sogna di dire che sia vietato.

Ciò non toglie che se uno studente (o anche un gruppo di 100 studenti, in massa) decide di non andare a scuola per passare la mattinata al bar, quello NON E' uno sciopero, e non c'è alcun motivo di invocare il "diritto di sciopero" per pretendere che la scuola accetti la giustificazione.

Tutto lì.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Ven Nov 22, 2013 3:00 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Il punto è che il "giudice" sulla opportunità dell'assenza non è la scuola nè tanto meno il professore  che firma la giustifica.
Il giudice sul fatto che un minore abbia o no motivi validi per essere assente dalla scuola è chi ne esercita la patria potestà, cioè il genitore.
La giustifica quindi la fa il genitore, la scuola si limita a prendere atto che la famiglia si è assunta la responsabilità di far mancare un giorno di lezione al minore. Non si mette certo a sindacare se il motivo è valido o meno, questo è solo il genitore a poterlo stabilire.
Se poi il numero eccessivo di assenze o la loro natura influisce sulla condotta o sul profitto, allora si prendono provvedimenti, ma questo prescinde dalla "giustificazione" in se'
Ok, allora tu in pratica mi stai dicendo che l'interpretazione giusta è la seconda di quelle che ho elencato.

Ovvero, che la giustificazione è solo un atto di presa visione del genitore che dichiara alla scuola "non vi preoccupate, ero a conoscenza del fatto che non fosse venuto a scuola e l'ho autorizzato io".

E allora, coerentemente, il problema rimane: a che serve scrivere la motivazione (che oltretutto potrebbe anche rientrare nella fattispecie di violazione della privacy)?

Non si può scrivere semplicemente "cavoli miei", oppure non scrivere assolutamente niente e lasciare la colonna in bianco?

Tanto, se si assume che tutte le motivazioni siano ugualmente legittime, e che l'unica cosa che conta è che ci sia il permesso dei genitori... cosa dovrebbe cambiare, per la scuola, se il ragazzo è stato assente per malattia, per manifestazione, per impegno sportivo, per visita alla nonna, per gita fuori porta, per fermo di polizia, per estasi mistica, per rapimento alieno, o semplicemente perché quel giorno non aveva voglia di andarci?

Nel momento in cui si vuole scrivere la motivazione, i casi sono due:

- o lo si fa perché si pensa davvero che quella motivazione sia letta, sia valutata, e sia presa sul serio (e allora, implicitamente, si accetta l'idea che possa esserci una scala di giudizio, e che alcune possano essere considerate valide e altre no),

- oppure lo si fa pur sapendo benissimo che la motivazione non viene considerata, perché tanto le si accettano tutte (e allora, l'unica spiegazione che mi viene in mente è che si abbia un bisogno morboso di far sapere gli affari propri a tutto il mondo, anche se questo assolutamente non è necessario e nessuno lo richiede)

Perché dobbiamo assistere allo spettacolo penoso di genitori che si inalberano contro il preside perché rivendicano il diritto di scrivere come motivazione "sciopero degli studenti", ma mai una volta che qualcuno si sognasse di rivendicare la stessa cosa per prendersi la soddisfazione di scrivere "non gli andava di venire a scuola"? Tanto la scuola dovrebbe essere obbligata ad accettarle tutte allo stesso modo!

L.
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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Ven Nov 22, 2013 4:40 pm

paniscus ha scritto:
E allora, coerentemente, il problema rimane: a che serve scrivere la motivazione (che oltretutto potrebbe anche rientrare nella fattispecie di violazione della privacy)?
Per osservare una formalità/consuetudine di cui potremmo fare a meno, soprattutto alle superiori.
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balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Ven Nov 22, 2013 6:29 pm

Ire ha scritto:
Lisa, non scherziamo.

Il diritto di sciopero è un diritto costituzionale riconosciuto dalle leggi 146/90 e 83/2000 quest'ultima intervenendo a disciplinarne alcuni aspetti ma senz'altro non ad imperdirne l'esercizio.

Manifestazioni autorizzate di cittadini sono ugualmente permesse.


E' un diritto costituzionale per i lavoratori non per gli studenti.


Le manifestazioni studentesche sono un'altra cosa e personalmente sono favorevole , pur sapendo che per molti alunni rappresentano più che altro un'occasione per marinare la scuola.

Era così anche per noi, studenti quando la grande stagione delle lotte studentesche stava tramontando.

Niente di tragico , la scuola non andrà in malora per questo.

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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Ven Nov 22, 2013 10:15 pm

Comunque, per essere chiari: io non sono affatto eticamente contraria al fatto che i ragazzi vadano a manifestare o che facciano qualche assenza da scuola per ragioni che formalmente non sono previste, ma che loro, in buona fede, vivono come importanti.

Anzi, entro certi limiti la considero una sana e auspicabile componente del percorso di maturazione e di formazione di una persona che si avvia a diventare adulta, e che è giustissimo che sperimenti anche la rottura delle consuetudini, la ribellione contro l'ordine costituito, e la rivendicazione di istanze forti.

La tendenza devastante a cui sono decisamente contraria... è quando il presunto "slancio di ribellione" viene pateticamente combinato con la pretesa (o almeno, l'aspettativa) di non rischiare mai nulla, di non essere mai chiamati ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte (ribellioni comprese), e di ricevere ovunque approvazione, comprensione, rassicurazioni e coccole, da tutto il mondo, comprese le stesse persone o istituzioni contro cui ci si sta ribellando.

Le ribellioni giovanili ci sono sempre state, e quasi tutte sono sempre state sostanzialmente in buona fede (e spesso, molto più intense e dure di queste). Ma fino a qualche anno fa, appunto, venivano vissute come veri momenti di ribellione, di autonomia, di contestazione delle regole che non si condividevano, di maturazione dialettica, di contrapposizione e allontanamento dalla consuetudine della precedente vita infantile e dipendente.

20 o 30 anni fa, di studenti che non entravano a scuola perché preferivano andare a manifestare, ce ne sono sempre stati, e anche molti di più e molto più agguerriti di adesso... ma la differenza è che all'epoca lo sapevano benissimo, di stare facendo qualcosa che non sarebbe stata approvata dalla scuola (e spesso nemmeno dai genitori), erano orgogliosi di farlo, se ne strafregavano delle possibili conseguenze, e se la facevano andare bene così. Non mi risulta che all'epoca avessero l'abitudine di piagnucolare perché la scuola non accettava la giustificazione, o di mandare la mamma a protestare per farla accettare a tutti i costi!

Ma santo cielo, vuoi fare un atto forte di protesta con affermazione pubblica, rompendo le consuetudini e le regole formali? E benissimo, lo fai, ma lo fai sapendo che può comportare qualche conseguenza (che comunque nel complesso è irrisoria), e la accetti fieramente, rivendicando che per te è più importante esprimere quella protesta che rivendicare approvazione, buffetti e coccole! La manifestazione per te è così importante da valere la pena di rischiare di fare un'assenza ingiustificata? Bene, la fai, e accetti la possibilità che l'assenza ti sia considerata ingiustificata, tanto qual è il problema? Mica vai in prigione. Mica ti bocciano. Mica ti espellono da scuola. Mica ti frustano in piazza. Al massimo rischi di prendere un 8 in condotta invece che 9, che poi puntualmente ritornerà 9 o 10 al secondo quadrimestre, o che comunque nel peggiore dei casi abbasserà la media complesisva di un decimo di punto. E q*zzarola, sono rischi così spaventosi da non poterseli assumere, di fronte a una motivazione ideale a cui si tiene veramente tanto?

Ma qualcuno mi spiegherebbe che razza di gusto c'è a fare i ribelli quando non c'è niente di vietato, e quando si ha la garanzia di non rischiare mai nulla? Che gusto c'è a ribellarsi contro i genitori col permesso dei genitori, a protestare contro la scuola con l'avallo della scuola, a contestare le istituzioni pretendendo di avere l'approvazione delle istituzioni?

E perché mai dobbiamo essere noi adulti a comunicare ai nostri figli, ai nostri studenti, e ai nostri posteri in generale, questa cultura della rivendicazione piagnucolosa e del diritto naturale ad essere sempre coccolati da tutti?

Ma boh...
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Sab Nov 23, 2013 3:23 pm

Non facciamo finta di non sapere che, fin dai tempi di Pinocchio e di Lucignolo, c'è sempre la tentazione di chiamare "ribellione" quello che è il semplice preferire alla scuola il Paese dei Balocchi.
E se nel '68 c'erano motivi reali, ideologici, anche utopistici per fare la ribellione sul serio, oggi le manifestazioni sono solo un pretesto per marinare la scuola.

Quindi le responsabilità si devono prendere, e appunto se le assume il genitore.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Sab Nov 23, 2013 4:06 pm

Scusa, cosa implicheresti esattamente con l'espressione che "se le assume il genitore"?

Che la scuola non debba più avere alcuna voce in capitolo su nessun criterio di giudizio legato a regole disciplinari, e che debba solo fungere da archivio di registrazioni neutrali di qualsiasi cosa, purché sia autorizzata dai genitori?

Con lo stesso identico criterio, allora, non dovrebbe più esistere nessun regolamento interno e nessun patto condiviso di criteri educativi, ma la scuola dovrebbe limitarsi a fungere da mera esecutrice materiale del volere delle famiglie.

Chiunque dovrebbe avere il diritto di usare il cellulare in classe, purchè lo faccia col permesso dei genitori.

Chiunque dovrebbe avere il diritto di fumare a scuola, purchè lo faccia col permesso dei genitori.

Chiunque dovrebbe avere il diritto di copiare il compito, purchè lo faccia col permesso dei genitori.

Chiunque dovrebbe avere il diritto di entrare e uscire da scuola quando vuole, seguendo solo le ore che gli piacciono, purchè lo faccia col permesso dei genitori.

Siamo sicuri di questo?

L.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Sab Nov 23, 2013 5:12 pm

Su quello che l'alunno fa AL DI FUORI della scuola, la scuola non ha giurisdizione.
Semmai ne ha se quelle assenze si ripercuotono negativamente sul profitto e sulla disciplina dell'alunno, cosa che va comunque valutata quando è a scuola.
Fuori della scuola (nel senso di: al di fuori delle attività scolastiche) la responsabilità del minore se la prende il genitore!
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Sab Nov 23, 2013 6:38 pm

Ok, allora ripeto la domanda: perché mai il genitore dovrebbe raccontare alla scuola la motivazione dell'assenza, se tanto la scuola non può fare distinzione di merito tra una motivazione e l'altra e deve accettarle tutte allo stesso modo senza nemmeno entrare nel merito che siano veritiere o no?

a) non basterebbe scrivere "motivazione: uno sformato di cavoli propri" e finirla lì?

b) perché nessuno ha il coraggio di scrivere: "motivazione: mio figlio non aveva voglia di venire a scuola", tanto la scuola avrebbe il dovere di accettargliela comunque?

L.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Sab Nov 23, 2013 7:09 pm

Come già detto da altri, il diritto di sciopero riguarda i lavoratori, non gli studenti.

A me pare che la giustificazione serva solo alla scuola come comunicazione, da parte del genitore, che è al corrente dell'assenza del/della figlio/a. Soprattutto alle superiori (non credo che alla primaria vadano autonomamente a una manifestazione) non mi pongo il problema della motivazione.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: giustificazione assenza giorno di sciopero   Dom Nov 24, 2013 9:33 am

mac67 ha scritto:

A me pare che la giustificazione serva solo alla scuola come comunicazione, da parte del genitore, che è al corrente dell'assenza del/della figlio/a. Soprattutto alle superiori (non credo che alla primaria vadano autonomamente a una manifestazione) non mi pongo il problema della motivazione.
Sono assolutamente d'accordo. La casella "motivazione" serve per comunicare con le famiglie, ma se il genitore dovesse scriverci "uno sformato di cavoli propri" la scuola dovrebbe accettarla comunque.
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