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 Bullismo al femminile: pari pene per chi attacca e chi reagisce?

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AutoreMessaggio
laclefdesonges



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MessaggioOggetto: Bullismo al femminile: pari pene per chi attacca e chi reagisce?   Dom Dic 01, 2013 11:10 am

Promemoria primo messaggio :

Ciao a tutte e tutti, nella mia scuola di borgata due ragazze sono venute alle mani per motivi a dir poco futili (una pensava che l'altra ridesse di lei durante la lezione di educazione fisica).
Dinamica : A. ride per i fatti suoi, B. si innervosisce la prende a parolacce e va verso di lei  per picchiarla, A. risponde e si avvicina a propria volta.
Sedata la rissa e portate le contendenti dal DS, si è poi chiesto alle ragazze di descrivere l'accaduto. Una ha dimostrato maturità, pentimento e una riflessione profonda, l'altra, quella che ha iniziato l'attacco fisico, più che altro a scritto che eviterà bis in futuro ma la compagna deve rispettarla, o qualcosa del genere.

I colleghi vogliono mettere a entrambe 5 in condotta, tranne me e proprio il collega di educazione fisica, che ha assistito alla scena.
Intenderemmo difatti operare una distinzione, anche sottile, nei confronti la ragazza che ha maturato una riflessione seria sull'accaduto e che, come dicevo, non ha attaccato ma ha reagito dopo la provocazione - punendo dunque anche lei, ma con in misura minore rispetto all'altra.

Il collega di storia, però, pensa che in questo modo si "isoli" di più la bulla attaccabrighe e che ciò possa avere un effetto negativo su una sua eventuale maturazione e comprensione dell'accaduto. Mi chiedo se non abbia ragione lui....
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AutoreMessaggio
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MessaggioOggetto: Re: Bullismo al femminile: pari pene per chi attacca e chi reagisce?   Lun Dic 02, 2013 11:57 pm

tellina ha scritto:
...sei giorni da noi non li darebbero nemmeno ad un assassino seriale di docenti!
era solo un esempio!!1!

lucetta10 ha scritto:
In genere per sospensioni di più giorni ...
Dipende dalle scuole e dai regolamenti che hanno adottato. Raramente ho visto - in base ai regolamenti - 5 in condotta, in compenso ho visto parecchie sospensioni, anche fino a 10 giorni

lucetta10 ha scritto:
Perchè? Non potrebbe invece pensare, come dovrebbe, che a scuola non ci si fa giustizia da soli?[...]
Parlate di sproporzione tra attacco e difesa, ma nessuno tiene conto del fatto che l'attacco è stato verbale (da quello che capisco l'ha affrontata tipo gallo da combattimento, ma non ha alzato le mani per prima: giusto?), la difesa un'aggressione fisica: a spaccare il capello si dovrebbe tener conto anche di questo
Non ho detto che a scuola ci si fa giustizia da soli. Ho solo considerato un aspetto non trascurabile: che la ragazza che si è "difesa" ha riconosciuto il suo errore e si è impegnata a non reiterarlo. Rifacendomi al comma 3 dell'art. 4 dello statuto degli studenti credo che sarebbe il caso di prenderlo in considerazione. In merito a come si sono svolti i fatti ti invito a rileggere la mia considerazione. Non avendo alcuna cognizione di come si siano svolti realmente i fatti non mi arrogo il diritto di affermare con sicurezza "io avrei fatto così". Facile dire "passa il treno io mi scanso", un po meno facile farlo se mi accorgo che il treno è a un metro di distanza. Ancora più facile è mettersi nei panni di una ragazzina di 15 anni usando la testa di uno di 40 anni; a 15 anni avevate la piena consapevolezza delle vostre azioni? Se la risposta è affermativa, chapeau.

tellina ha scritto:
io non son certo pacifista.
anzi.
si vis pacem para bellum...insegnamo l'arte della guerra (e forse vivremo meglio).
quella intelligente, che non si vince solo con i muscoli ma anche con strategiche ritirate e meditati e mirati scontri verbali.
lucetta10 ha scritto:

una strategica ritirata o un bello scontro verbale sarebbero stati in questo caso decisamente più appropriati, e molti 15enni avrebbero abbracciato questa soluzione, anche nelle borgate, dove certe cose si imparano subito.
Una zuffa con un prepotente, oltre a essere straordinariamente stupida, è anche inadeguata al contesto scolastico: o vogliamo far passare logiche da vicolo per cui "m'hai provocato... me te magno"?
Io da ragazzino ero pacifista e anche se avevo buone gambe e una buona favella ho preso botte da orbi alla grande da cani e porci. Adesso lo vivo con filosofia zen e ci rido sopra, ma ripensandoci, all'epoca avrei preferito essere un po' più manesco e risparmiarmi tante umiliazioni non prontamente sedate dagli insegnanti ;-)

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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo al femminile: pari pene per chi attacca e chi reagisce?   Mar Dic 03, 2013 8:21 am

ahh ecco mi avevi illusa con quel suggerimento di sei giorni di sospensione! (mai visti più di tre giorni...se mi giuri che in qualche caso ne han dati di più ti credo e me lo segno!).
Codice:
 Ancora più facile è mettersi nei panni di una ragazzina di 15 anni usando la testa di uno di 40 anni; a 15 anni avevate la piena consapevolezza delle vostre azioni? Se la risposta è affermativa, chapeau. 
io ho ancora il cervello di una quindicenne nonostante gli anta...con tutti i pro e i contro immaginabili...(per conferme chiedere a marito, parenti, amici e...letture nei vari fora frequentati, eheheh)
a 15 anni, ma anche prima, ne ho "prese" verbalmente...per anni (ai miei tempi le ragazze non si picchiavano ma ti assicuro che certi scontri verbali ferivano più profondamente e più a lungo di un bel ceffone ben assestato!).
ho imparato a scansarmi, a svicolare, a sdrammatizzare...a sopravvivere insomma.
una delle competenze trasversali che troppo spesso viene dimenticata...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo al femminile: pari pene per chi attacca e chi reagisce?   Mar Dic 03, 2013 9:57 am

15 anni ce li ho già avuti e non ci tornerei nemmeno se mi assicurassero la vita eterna! Erano comunque altri tempi e, se anche non avevo la piena coscienza delle mie azioni, non ho mai contestato (o se anche l'ho fatto, mi rendo ora conto che è giusto così) il fatto che gli adulti fossero la parte mancante della mia coscienza.
Posso dire che a mia figlia ancora insegno che non si risponde MAI alla provocazione di un imbecille, e soprattutto MAI con le mani (come non facciamo mai noi adulti quando lei - e capita - ci provoca), che scappare, avvisare gli insegnanti, i genitori l'autorità di turno, sdrammatizzare, non è mai umiliante, anzi, è il corretto approccio tra persone civili: preferisco francamente che torni a casa con un occhio pesto che non con una nota che dice che ha picchiato qualcuno, anche se provocata. Non sopporto quei genitori (e ce ne sono anche di illuminati) che usano frasi del tipo "Ti ha menato/tirato i capelli/...? E tu non hai le mani?"
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