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 Lo strapotere dei genitori e noi che ci dobbiamo piegare

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AutoreMessaggio
lola2011



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MessaggioOggetto: Lo strapotere dei genitori e noi che ci dobbiamo piegare   Dom Dic 08, 2013 12:35 pm

Promemoria primo messaggio :

Lavoro in una scuola primaria e ho la supplenza annuale per materie "minori" come Geografia, storia, ed. motoria. Ottimo rapporto con le colleghe e anche con gli alunni, a parte con alcuni con problemi comportamentali per i quali si è decisa la sospensione. Insomma mi posso lamentare solo di una classe in cui tra Dsa da seguire passo passo, alunni Adhd e alcuni maleducati, si lavoro a fatica, ma per il resto tutto sereno. Almeno così pensavo. Qualche giorno fa "mi sono permessa" di mettere insufficiente a due bambini di V che nella verifica di geo. non avevano risposto a nulla o avevano scritto cose sbagliate e poi altra cosa gravissima, ho messo una nota perché un alunno lanciava oggetti. Ah dimenticavo mi permettevo di correggere quaderni e verifiche con la penna rossa!
E' venuta subito la delegazione di genitori offesi a dirmi che i figli NON meritavano l'insufficienza, che la nota era ingiusta visto che il bimbo in questione ha negato di aver lanciato oggetti e, udite udite,  mi è stata contestata la penna rossa per correggere. "Dovrebbe usare quella verde, crea meno TRAUMI ai bambini" queste le loro parole. Non parliamo di alunni Dsa in questo caso. Rispondo gentilmente ma con fermezza e spiego le motivazioni di tali voti e della nota, dicendo che tra la verità dell'insegnate e quella dei bambini bisognerebbe riuscire a capire dove sta la verità. Mai l'avessi fatto. I loro figli non mentono mai!
Parlo con le colleghe le quali mi dicono che per non avere problemi con quei genitori, che già in passato si sono lamentati di tutto, sarebbe meglio che evitassi di mettere note, anziché insufficiente devo mettere magari 6- e di correggere con la penna verde, come fanno loro. MA SCHERZIAMO???? Noi insegnanti allora cosa possiamo decidere? I genitori criticano i metodi, i programmi considerati troppo difficili, impongono il colore della penna con cui correggere e vanno subito dal dirigente a lamentarsi delle insegnanti.
Dopo giorni di rabbia mi sono piegata anche io e con un senso di impotenza indescrivibile ho usato la penna verde.
Tutto questo perché le colleghe non vogliono avere problemi e il dirigente ancora meno. Ok allora facciamoci manovrare dai genitori e poi però non lamentiamoci se gli alunni non ci ascoltano. Non so quanto durerà questa mi resa..... temo molto poco.
Voi cosa ne pensate?


Ultima modifica di lola2011 il Dom Dic 08, 2013 3:20 pm, modificato 1 volta
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AutoreMessaggio
balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: Lo strapotere dei genitori e noi che ci dobbiamo piegare   Sab Gen 04, 2014 4:36 pm

gian ha scritto:
lola2011 ha scritto:
Ci sgridava, a volte ci tirava il cancellino (!) e metteva note a non finire se serviva. Oggi l'abbiamo ringraziato tutti con una commozione che pochi dei nostri alunni proveranno un giorno rivedendoci.
il mio mollava certi ceffoni alla nuca che ti facevano fare 2-3 metri di ruzzolone in avanti. Una volta mi ha rinchiuso nell'armadio a muro in castigo per non so quante ore perché si era dimenticato (dal momento che ero uno dei migliori, non vedendomi, ad un certo punto pensava che fossi assente).

A scuola è stato un ottimo maestro.


Eh no , su questo non ti seguo.

Io quando vedevo (addirittura alle medie!) qualche insegnante dare scappellotti agli alunni (niente a che vedere con le prodezze criminali che tu hai rievocato con nostalgia) quasi mi vergognavo per loro, dal momento che profanavano il loro augusto ruolo abbassandosi a comportamenti degni dei villanzoni che si azzuffavano nei trivi.

Alle medie no, ma qualche robusto scuffiotto alle elementari l'ho rimediato anch'io, che pure ero uno scolaro buonissimo.Inoltre certe urla disumane attentavano alla funzionalità dei nostri giovani timpani(certe femmine quando ce se mettono...altro che le trombe di Gerico).

Giochi di mani giochi di villani.


Certo, se un energumeno di 17 anni ti dà una sberla, tu gli rispondi e se puoi lo mandi all' ospedale, ma questo è un altro discorso.








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MessaggioOggetto: Re: Lo strapotere dei genitori e noi che ci dobbiamo piegare   Sab Gen 04, 2014 6:09 pm

balanzoneXXI ha scritto:
Eh no , su questo non ti seguo.

Io quando vedevo (addirittura alle medie!) qualche insegnante  dare scappellotti agli alunni (niente a che vedere con  le prodezze criminali che tu hai rievocato con nostalgia) quasi mi vergognavo per loro, dal momento che  profanavano il loro  augusto ruolo abbassandosi a comportamenti degni dei villanzoni che si azzuffavano nei trivi.
Non è stato un ottimo maestro perché picchiava, ma perché era autorevole (prima ancora che autoritario) ma, soprattutto perché era un bravo maestro (nell'arte dell'insegnamento).

Il fatto che poi fosse manesco è un altro paio di maniche e non lo evoco certo con nostalgia. D'altra parte il contesto socioeconomico era un po' difficile, molti dei miei compagni che avevano iniziato la prima elementare erano selvaggetti e capivano solo quel linguaggio. Io ero già stato svezzato all'asilo dalle suore (che allora davano certe botte da orbi...). E guai a lamentarsi in casa perché si finiva per rimediare un rincaro di dose dai genitori (e in molte famiglie si usava il bastone, io ero tra i più fortunati). In cinque anni di elementari, mia madre è stata convocata solo tre volte. Tutte e tre le volte, è entrata in aula, mi ha dato due ceffoni davanti a tutti i compagni, poi chiedeva al maestro cosa avessi combinato. A casa, poi, c'era il supplemento da parte di mio padre.

Tutto questo non mi ha affatto traumatizzato. Certo, col senno del poi era disumano e non tornerei certo indietro, ma da un eccesso si è passati ad un altro, forse ancora più dannoso: vedere ragazzi di 18 anni che scoppiano in un pianto isterico generato da un'inezia o dalla presa di coscienza di una difficoltà sottovalutata da tanti anni è sconsolante, perché la fragilità a quella età è un male difficile da correggere.

Un conto è tutelare i propri figli aiutandoli a superare le difficoltà, un altro è deresponsabilizzarli.
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ontoteologia



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MessaggioOggetto: Re: Lo strapotere dei genitori e noi che ci dobbiamo piegare   Sab Gen 04, 2014 6:11 pm

Io questi genitori me li mangio! Questo è il mio lavoro. NESSUNO me lo ha regalato. NESSUNO. Li tratto come meritano, senza ovviamente mai scadere né offendere (e ci mancherebbe!), ma difendendo il MIO diritto di insegnare. Stop.
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balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: Lo strapotere dei genitori e noi che ci dobbiamo piegare   Dom Gen 05, 2014 12:31 am

"Non è stato un ottimo maestro perché picchiava, ma perché era autorevole (prima ancora che autoritario) ma, soprattutto perché era un bravo maestro (nell'arte dell'insegnamento).

Il fatto che poi fosse manesco è un altro paio di maniche"


No,  non è un altro paio di maniche: le due cose non possono essere separate.

Un bruto non può essere un buon maestro in ogni caso e  io non riesco a definire altrimenti chi chiudeva un bambino nell'armadietto  della scuola  , anche se non lo dimenticava  per ore e  anche se  il pupo  doveva essere un birbante .


Nella scuola elementare la dimensione socio-affettiva (mi ripugna usare questo gergo ,ma sono troppo stanco  per cercare altri termini) è fondamentale.

Tu, non sarai rimasto traumatizzato.

Se io  avessi avuto un maestro come il tuo, non avrei imparato niente e anzi mi sarei rifiutato di andare a scuola.

Durante l'infanzia ho avuto insegnanti orrende , insegnanti discrete, insegnanti poco empatiche e insegnanti dolcissime.
Con le prime  non ho imparato nulla  (per fortuna ero già alfabetizzato quando ho fatto la prima elementare), con le ultime ho imparato molto o, quantomeno, mi sono riconciliato con la scuola.


Sul fatto che da un eccesso si è passati all'altro sono d'accordo e lo sto dicendo in tutte le salse .

E' ridicolo sostenere che il pargolo decenne si traumatizza se vede un segno rosso sul quaderno o se viene rimproverato per qualche marachella (rimproverato, non rintronato).


Una scuola autoritaria, dove si menano gli alunni, è esecrabile , ma in qualche modo riesce a funzionare, sfornando anche rivoluzionari (per inciso, nella scuola italiana , dai Savoia alla seconda repubblica, scapaccioni et similia sono sempre stati proibiti) .

Una scuola dove comandano gli alunni con i  loro genitori  e dove l'insegnante ,in quanto tale, è un colpevole fino a prova contraria (diciamo : "il solito sospetto"),  è solo una baraonda infernale che danneggia i più deboli,
mentre per  i figli dei benestanti restano alcune "riserve indiane", sia pubbliche che private.
Ergo, è una scuola ancora più classista di quella tradizionale.

Io non voglio fare l'autocrate , voglio solo fare l'insegnante.


Comunque la condotta del tuo mitico maestro non sarebbe accettabile nemmeno nella scuola del primo tipo, perché essa  non contempla punizioni che mettano a rischio la vita dello studente.
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MessaggioOggetto: Re: Lo strapotere dei genitori e noi che ci dobbiamo piegare   Dom Gen 05, 2014 10:47 am

balanzoneXXI ha scritto:


No,  non è un altro paio di maniche: le due cose non possono essere separate. ecc.

In sostanza la penso anch'io come te, tengo a ribadire che entrambe le posizioni (la scuola autoritaria e violenta da un lato e il lassismo e l'ipergarantismo dall'altro) le considero eccessive.

L'esempio che ho fatto era finalizzato a contrapporre un eccesso ad un altro. Ovviamente mi sono soffermato sull'aspetto folcloristico, ma in realtà quel maestro aveva tanti pregi, fra cui quello di aver portato dalla prima fino alla quinta elementare un intero gruppo classe senza perdere un solo bambino per strada, recuperando casi difficilissimi, da emarginazione sociale ed economica, e al tempo stesso valorizzando i casi potenziali da eccellenza. A posteriori ho constatato che ha usato una metodologia differenziata, portandola avanti quotidianamente per cinque anni senza trascurare nessuno e adottando approcci che, a mio parere, all'epoca erano innovativi nelle condizioni in cui operava. Sembra paradossale, ma amava i suoi alunni e ci teneva tanto che si realizzassero dopo la scuola. Molti dei miei ex compagni sono stati da lui seguiti anche dopo le elementari e aiutati, nel tempo, a inserirsi nella società e nel lavoro.
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