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-nina-



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MessaggioOggetto: Consiglio    Lun Dic 09, 2013 10:37 pm

Promemoria primo messaggio :

..


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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mar Dic 10, 2013 4:12 pm

Sospensione di 3 giorni dopo insulto. Ti sembrano pochi? Che ci aggiungiamo? Lo frustiamo sulla pubblica via?
Capisco l'amarezza, ma il provvedimento preso non mi pare "buonista".

Naturalmente hai ragione a lamentarti del fatto che il ragazzo non si è scusato e avrebbe dovuto. Mi pare che il tuo comportamento prima e dopo sia stato ultraprofessionale. Se lui ha capito l'errore, nel corso del tempo troverà il modo di ricomporre il rapporto con te. Altrimenti, amen. Non fa piacere a nessuno, ma credo che tutti abbiamo avuto alunni di cui non sentiamo affatto la mancanza.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mar Dic 10, 2013 4:20 pm

Tre giorni di sospensione sono più che abbastanza per un singolo errore.
Se il ragazzo è un cattivo soggetto ne farà altri e sarà punito più duramente, se non lo è la cosa finisce qui e mi pare che non ci debba essere altro.
Gli insulti sono sopravvalutati, il danno concreto è solo quello di aver offeso, insieme alla persona, anche la figura di insegnante; quindi la pena è comminata, appropriatamente, dal consiglio e dalla scuola. Pretendere di andare oltre, ripeto per un singolo errore, mi sembra eccessivo.
Se i comportamenti scorretti si ripetono ci si può riflettere, ma fin qui basta così.
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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mar Dic 10, 2013 4:31 pm

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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mar Dic 10, 2013 6:51 pm

le parole sono solo parole, nessuno è morto o si è fatto male, nessun danno a cose o persone.
Se la cosa non si ripete basta che fai finta di non aver sentito
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nazzaro



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mar Dic 10, 2013 6:57 pm

-nina- ha scritto:
Certo ho avuto l'appoggio di tutto il consiglio, che ha affermato che il ragazzo avendo fatto una cosa gravissima doveva prendersi tutte le sue responsabilità e accettare la "giusta" punizione.
Ma 3 giorni mi fanno ridere.  

In un'altra scuola è stato scritto nel bagno il prof è un frocione, ad un' altro insegante di sostegno siciliano è stato detto quando te ne ritorni a casa siciliano di merda. Vogliono sospenderli soltanto per 1 giorno che ne pensate ?
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mar Dic 10, 2013 8:34 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
le parole sono solo parole, nessuno è morto o si è fatto male, nessun danno a cose o persone.
Se la cosa non si ripete basta che fai finta di non aver sentito


Quindi sarebbe stato più grave se l'alunno avesse volontariamente rotto un righello del compagno (danni a cose) o fatto cadere un altro (danno a persone)? Le parole non sono solo parole, soprattutto a scuola e chi ha pronunciato quelle di cui stiamo parlando lo sapeva bene
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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mar Dic 10, 2013 9:05 pm

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Maryangel



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mar Dic 10, 2013 9:17 pm

Dall'esterno cambia la prospettiva.
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Gariel



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mar Dic 10, 2013 11:19 pm

Be' ragazzi pensate che nel mio liceo abbiamo sospeso un'alunna (mia allieva - quindi ho votato anche io - favorevole) per 3 giorni "soltanto" perché ha ruttato in classe - e non in faccia a un professore, ma semplicemente per "impressionare" i compagni. Costei si è resa poi colpevole di altri comportamenti poco ortodossi per un totale di 5 note sul registro (comunque molto molto meno gravi dei fatti citati sopra!)
Bene: la ragazza è cambiata all'istante! Da due mesi è una ragazza nuova, educata, rispettosa e collaborativa!! Anche la sua media voti si è alzata! E notevolmente!
A volte le sospensioni servono, soprattutto se inflitte in ottica educativa!
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laclefdesonges



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mar Dic 10, 2013 11:36 pm

Vedendola anche in un'ottica di "genere" (mi riferisco ai gender studies), l'insulto è ancora più grave in quanto sessista e denigratorio.

E vorrei ricordare quanto il femminicidio non sia una "moda da giornale", ma una realtà che affonda le radici in una violenza che è anche (e a volte anzitutto) verbale, oltre che fisica.

L'insulto va dunque visto in un'ottica di come il ragazzo tratta e considera le donne, non solo te, ma anche le altre che conosce incontrerà nelle sua vita.

Io non so che avrei fatto, forse lo avrei denunciato, lui così come farei con qualsiasi estraneo che si permettesse di insultarmi in questo modo. Ma io ho il mio carattere, che non è affatto tenero in certi frangenti. E poi bisogna vedere chi è questo ragazzo, quale idea pregressa ti sei fatta di lui.

Posso dirti che hai fatto bene così, secondo me.

E' normale che tu senta rabbia e che tre giorni ti sembrino pochi. Forse potresti controllare il regolamento di istituto per valutare se effettivamente sono pochi (queste cose sono burocratiche, purtroppo). Comunque, se i genitori si sono dispiaciuti e precipitati a scuola, e di certo si saranno anche vergognati, stai certa che hai già dalla tua qualcuno che gli farà capire la gravità dell'errore - o per lo meno ci proverà.
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laclefdesonges



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mar Dic 10, 2013 11:43 pm

Fra l'altro, scusatemi, ma nessun uomo può capire davvero e fino in fondo cosa voglia dire per una donna sentirsi chiamare "puttana". Per lo meno potrebbe però provare ad arrivarci.

Uno "stronza" sarebbe stato mille volte meglio, perché appunto privo della degradazione sessista convogliata dall'insulto di cui sopra.

Il paragone con il righello rotto è del tutto fuori luogo e fuori contesto, non c'è proprio paragone con la gravità dell'insulto "puttana".

E mi dispiace constatare che ci sono ancora uomini che faticano a capire ciò. Forse se lo dicessero alla loro figlia o alla loro madre lo potrebbero cominciare a comprendere, ma non ne sono sicura.

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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mer Dic 11, 2013 1:30 am

Io capisco la maggior parte degli interventi che ho letto fin qui, e in ampia percentuale condivido. Proprio per questo continuo a trovare poco produttivo un atteggiamento di generico sdegno, ornato magari dalla laudatio temporis acti, che sta benissimo nelle litobolie omeriche o nelle loro imitazioni apolloniane o virgiliane, ma qui mi risulta poco efficace.
Il senso del mio primo post andava proprio nella direzione indicata da laclefdesonges, e quando tentavo di spiegare che la punizione dovrebbe avere anche uno scopo educativo, pensavo proprio alle ricadute sociali di un comportamento simile, sanzionato ma non redento.
Mi spiego meglio: se un ragazzo si riferisce a una docente con un appellativo sessista (o omofobo, nel caso dei colleghi maschi), egli commette una colpa grave che deve essere sanzionata. Ora, se la sanzione serve solo a placare il mio (pur giusto) sdegno, e io - desideroso di vendetta e di spaccargli la faccia o di prenderlo a calci - trovo tutti i metodi legali per rendergli infernale la vita, è molto probabile che io ottenga il mio scopo, ma la società avrà un membro convintamente sessista o convintamente omofobo in più. Perché scrivo "convintamente"? Perché non è affatto scontato che l'insulto sessista o omofobo sia tale anche nelle intenzioni dell'adolescente che l'ha inoltrato. Ebbene, io resto dell'idea che, intenzioni o non intenzioni, l'insulto non possa restare impunito, ma credo anche che il recupero del dialogo educativo sia essenziale per far capire fino in fondo la gravità del problema, e per rendere efficace il segnale che è stato dato. E questo non tanto per il ragazzo, di cui m'importa fin lì (o forse non m'importa affatto), ma per me, per mia figlia, per mio figlio, per i miei fratelli e per tutte le altre persone che il ragazzo suddetto - se avrà capito - non insulterà più. Dimentichiamo troppo spesso, a parer mio, che se nessuno insegna quali siano le regole del vivere civile, nessuno, ovviamente, le rispetterà. A quasi a tutti gli adolescenti è stato spiegato che non si insultano le persone, ma a pochissimi di loro risulterà chiaro che cosa sia, nello specifico un insulto sessista o omofobo, e quali ne siano le implicazioni e il peso: questo non li giustifica in alcun modo, ma se si punisce senza spiegare, e si aggiunge il rancore alla punizione, questo porterà al radicamento delle convinzioni sbagliate, che troveranno, nella mente del soggetto, giustificazioni e ragioni ad nauseam per l'illecito commesso.
Il sessismo e le discriminazioni non si estinguono affatto con la soddisfazione dell'amor proprio ferito, ma attraverso percorsi - anche punitivi, se necessario - che facciano scattare qualcosa nella mente degli offensori e li riabilitino. Diversamente, dubito che ci si potrà mai anche solo accostare alla soluzione del problema. E questo non ha nulla a che fare con il buonismo o con la "tenerezza" nei confronti degli studenti (nei quali, sia detto entro parentesi, vedo di preferenza dei potenziali distruttori del futuro, sui quali è necessario agire per riparare i danni pregressi, nella speranza - pur remotissima - che non portino a compimento i programmi di affossamento morale così acutamente predisposti dalle generazioni che li hanno preceduti).
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balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mer Dic 11, 2013 3:20 am

"Gli insulti sono sopravvalutati, il danno concreto è solo quello di aver offeso, insieme alla persona, anche la figura di insegnante"

Saranno sopravvalutati nell'Italia di Forum  e di "sellate le mule" , paradiso dei litiganti e degli azzeccagarbugli; nella scuola dello sbracamento sono fin troppo sottovalutati, come ci ricorda l'ultimo post di Nazzaro.

"...e parole sono solo parole, nessuno è morto o si è fatto male"

Che c'entra?


A parte il fatto che con le parole si può anche uccidere (calunnie e delazioni),se per la strada un tizio  mi insulta posso decidere di rispondergli: "la tu' mamma" e la cosa finisce lì (o finisce a schiaffazzi).

Personalmente non mi caccerei  mai in una causa  legale per un semplice insulto ricevuto al di fuori dell'ambito lavorativo.

Ma insultare il proprio insegnante  è un atto particolarmente vile, oltre che destabilizzante.  E' un atto vile perché nella grande maggioranza dei casi chi lo compie rischia poco o nulla.

"Prof, tu sei  un grandissimo stronzo  (o una mignotta)  e se non la pianti ti sputo pure in faccia".

Pensiamo  a come deve sentirsi un collega in quei frangenti.  

Il discolo che si guarda intorno  pavoneggiandosi, mentre la classe sogghigna o inneggia rumorosamente, pregustandosi  il seguito della scena madre; Il prof, rosso come un tacchino al primo appuntamento e con la pressione a 200, che si trova nella condizione di Achille quando Agamennone , con quellla faccia da C.... di un Atride fottuto , gli annuncia la confisca di Briseide. Come in quella circostanza Atena (la Ragione) trattiene il pelide Achille dall'infilzare l'arrogante Atride, così la ragione (intesa come spirito di conservazione) impedisce al prof di prendere a testate l'alunno birichino  ( ma Achille , almeno, si ritira sotto la tenda  e poi per gli Achei sono cavoli amarissimi). A 16 anni  in Italia si può avere il patentino , fare sesso, finire in galera, sposarsi o abortire con il consenso del magistrato; solo nella scuola italiana sembra non esserci sostanziale differenza tra un bambino della materna e lo studente che ha diciotto anni meno un giorno (e ho sentito di scuole che chiedono pure ai diciottenni la giustifica firmata dai genitori, ma spero si tratti di leggende metropolitane).

Quindi il prof insultato manterrà il massimo controllo dei suoi muscoli (lingua compresa), evitando perfino  di avvicinarsi alle "acque territoriali" dello scolaro (i nostri cari ragazzi quanto a simulazioni sono più scafati del più simulatore tra gli attaccanti : "Mi ha picchiato , mi ha picchiato.... l'avete visto tutti!......Sì , Sì , è vero!"), mentre il colorito violaceo-lilla-fucsia (più o meno quello di Fantozzi dopo che ha ingoiato un piccione intero al pranzo di gala offerto dai Capi) del volto  tradirà le  sue condizioni interiori . Che fare? Di buttare fuori l'alunno non se ne parla :
l'espulsione dall'aula non è contemplata dal regolamento e l'insegnante che vi ricorre lo fa a suo rischio e pericolo. Si tratta comunque di una questione accademica , poiché  un alunno che ha insultato pesantemente e magari minacciato il prof  si rifiuterebbe di abbandonare l'aula.

Mettere la nota, quindi, e richiedere un consiglio di classe straordinario.

Dopo tre settimane/un mese di non lezione , di altri insulti e forse pure di sputazzate (come da minaccia), il prof si ritroverà tra colleghi visibilmente scocciati per la perdita di tempo ( "devo accompagnare mio figlio al corso di takewoondo";  " ho una riunione fondamentale con i miei soci "; "ho già perso  un sacco di lezioni, già pagate, di ballo latino americano".....eccetera)ad ascoltare la ramanzina del Capo e dei colleghi più saputelli sulla sua inacapacità di "tenere" la classe.Finirà verosimilmente come nel caso di Astronotus oppure  il prof riuscirà a strappare un giorno di sospensione , una tantum.

Ergo avremo un insegnante sempre più demotivato che sfrutterà tutte le occasioni per farsi vedere il meno possibile; avremo inoltre   il mancato insegnamento in quella classe di una o più discipline.

Qualche tempo dopo il commissario esterno di matematica, esaminando con un alunno di quella classe la sua alquanto pietosa prova scritta e avendo osservato che stavolta i quesiti  non erano particolarmente difficili,si sentirà rispondere : "cosa vuole prof, quando il nostro insegnante ha spiegato queste cose, in classe si faceva troppo casino".

Alla fine della fiera  il candidato trombato o diplomato con un voto basso potrà farsi consolare dagli adepti della scienza pedagogica moderna.


Non affermo che le cose vanno sempre in questo modo, ma spesso sì.

P.S.

A dire il vero un'alternativa, piuttosto dirompente, ci sarebbe : denunciare l'alunno ai celeri onniscienti per oltraggio a pubblico ufficiale , minacce e interruzione di pubblico servizio. In subordine, minacciare il D.S di ricorrere a questo provvedimento se lui continua a pilateggiare o addirittura a parteggiare per i teppistelli.La prospettiva di uno scandalo potrebbe farlo smuovere dal suo comodo trono.

E' una  mossa disperata e scomoda ,che non consiglierei a chi ha la possibilità di cambiare aria o prendersi un lungo periodo di riposo per motivi di salute .
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astronotus



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mer Dic 11, 2013 2:45 pm

-nina- ha scritto:
Certo ho avuto l'appoggio di tutto il consiglio, che ha affermato che il ragazzo avendo fatto una cosa gravissima doveva prendersi tutte le sue responsabilità e accettare la "giusta" punizione.
Ma 3 giorni mi fanno ridere.  
ti fanno ridere 3 giorni?
nel mio caso hanno quasi dato una pacca sulla spalla a quello che mi ha dato del bastardo, ed ora vogliono sospendere me perché ho risposto per le rime alla madre che mi diceva che il figlio aveva fatto bene a darmi del bastardo!
ma ritieniti più che soddisfatta
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mer Dic 11, 2013 6:12 pm

Continuo a rimarcare come "stronzo" se pur "grandissimo" abbia un valore sensibilmente diverso da "mignotta" se pur mignon, e questo continua a sembrarmi centrale non certo per puro orgoglio di genere.
Al di là di questo e senza voler cedere a nessuna laudatio, per carità, la gravità o meno di una sanzione sta anche (e forse soprattutto) nella percezione che di questa ha il sanzionato. L'indottrinato studente cinese si getta dalla finestra per un richiamo appena un tantino risentito dell'insegnante, molti dei nostri studenti segnano tacche di orgoglio a ogni nota sul registro. Dubito che rispolverare ceci e capello a cono cambierebbe di molto la situazione.
Che fare quindi? Incrudelire nella punizione alla ricerca di un risarcimento del danno? No certo, ma indietreggiare di fronte a pigolanti e querule scuse, mostrarsi ondivaghi e a volte scemotti, non aiuta la causa della riabilitazione. Di clemenza ne abbiamo vista tanta a scuola, e non mi pare abbia dato grandi frutti. Data dunque questa per scontata, sarebbe certo opportuno un nostro contributo alla causa dell'incivilimento di questa bestiale generazione che si profila, contributo al quale non ci si può sottrarre in nome del "campare la giornata" o addirittura tutta la carriera fino alla pensione (che tanti già agognano dopo 10 o 15 anni di professione). Purchè questo venga fatto con i ferri del nostro mestiere, che all'incivilimento e alla formazione dell'uomo dovrebbe pur mirare. Cosa se non la cultura (magari la nostra tanto bistrattata umanistica, che si vorrebbe invece inutile e desueta, quasi patetica di fronte alle sfide della società tecnologica) potrebbe insegnare a un ragazzo ancora non del tutto corrotto a rispettare un interlocutore, a disporsi al dialogo, a usare temi e forme adeguate nel porsi in una discussione?
E' molto di moda svalutare i contenuti in nome del famoso (e famigerato) mantra dell' "imparare ad imparare", della acquisizione di una metodologia di studio come priorità assoluta. Non sarà invece che la marginalizzazione dei contenuti culturali abbia sottratto alla formazione dell'individuo un contributo importante? Perchè si preferisce far passare l'educazione alla convivenza civile attraverso laboratori, interventi psicologici, "training emozionali" fumosi e zuccherosi, e non attraverso la lettura di una poesia piuttosto che una partitura musicale o un affresco? Non sono più anni da bovarismo, mi rendo conto, ma conoscere il paradigma di un verbo dovrebbe pur servire a leggere e magari a riflettere sui classici, i nostri alunni lo sanno?
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Matteo_M



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mer Dic 11, 2013 6:57 pm

Secondo me, prima si doveva far capire al ragazzo che le offese vanno rivolte (eventualmente, dato che a nessuno è richiesto di essere evangelici e solo se non si è capaci di argomentare in modo civile) solo alle persone che si comportano ingiustamente: ma in questo caso il voto era giusto e oggettivo (in quanto il compito è stato corretto giustamente, spero infatti che non si tratti di un tema la cui valutazione è di per sè abbastanza soggettiva), quindi il voto non è stata una attribuzione dell'insegnante ma la razionale conseguenza della prestazione dell'alunno. Il tutto guardandolo bene in faccia. Tutto ciò magari fatto a sangue freddo il giorno dopo. Alla luce di ciò, si pretendono le scuse (magari si dice, "quando e se sarai capace di capire che di avere sbagliato, in quanto ci sono altri modi per dirlo", per prendere tempo) e si aggiunge che se questo lo di fa fuori nel mondo reale con persone (la scuola è pur sempre un ambiente artificiale e protettivo) si passano guai; purtroppo i talk-show e i reality non aiutano i ragazzi e fan sembrare normali cose che non lo sono.

Peraltro non sappiamo niente sull'anamnesi della relazione tra insegnante e alunno.

Mi è capitato... con altra parola, ovviamente...
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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mer Dic 11, 2013 8:51 pm

...


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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Mer Dic 11, 2013 11:22 pm

laclefdesonges ha scritto:
Vedendola anche in un'ottica di "genere" (mi riferisco ai gender studies), l'insulto è ancora più grave in quanto sessista e denigratorio.
cut


@ laclef, non è che anche tu hai appena terminato "Donne politica e istituzioni" ?
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Gio Dic 12, 2013 8:17 am

tendo a risposte immediate, molto "di pancia", soprattutto se mi ritrovo in condizioni in cui decido che sdrammatizzare potrebbe essere la soluzione migliore per la mia sopravvivenza, in quel momento, in quella classe, con quell'alunno.
come già ben sottolineato un po' da tutti...ognuno reagisce seguendo anche l'indole e lo stile personale.
che il mio stile sia, ehm, personalissimo (non per questo sempre corretto o sempre scorretto, è fuor di dubbio), avendo letto anche dell'altro insulto "bastardo"...chiedo direttamente a voi:
se avessi ricevuto offese simili mi sarebbe sicuramente scappata una risposta tipo "bastarda? no veramente son nata tre anni dopo il matrimonio, legale, dei miei genitori...legalmente quindi non posso essere bastarda...vendicativa sì...ecc...".
puttana? in italiano significa donna di facili costumi che si fa pagare in cambio di sesso... spiacente, non è il mio caso (anche per raggiunti limiti di età...ormai toccherebbe a me pagare!).
...poi ribadisco la necessità di una punizione, della successiva vendettaumana con interrogazioni, il discorso educativo sul valore dell'insulto ecc...
ma io che tendo a dare risposte simili...legalmente rischio qualche cosa? eticamente sto realmente scegliendo l'approccio sbagliato?
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Gio Dic 12, 2013 10:00 am

Non vedo veramente nulla di male nell'ironizzare sull'insulto, certo non contraccambiando allo "stronzo" con un altro "stronzo", come non vedo nulla di male in un elegante silenzio fieramente indignato che fa presagire strascichi.
Personalmente non adotterei la soluzione di Tellina, che vedo un po' troppo sdrammatizzante e trasformerebbe il momento in uno show, in uno sbraco (prevedibile ovazione di risate sguaiate), con la sola soddisfazione di rubare la scena al cretinotto. Non credo comunque possibili rischi legali nè etiche pericolanti: perchè mai?
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Gio Dic 12, 2013 10:04 am

Matteo_M ha scritto:
Secondo me, prima si doveva far capire al ragazzo che le offese vanno rivolte (eventualmente, dato che a nessuno è richiesto di essere evangelici e solo se non si è capaci di argomentare in modo civile) solo alle persone che si comportano ingiustamente: ma in questo caso il voto era giusto e oggettivo (in quanto il compito è stato corretto giustamente, spero infatti che non si tratti di un tema la cui valutazione è di per sè abbastanza soggettiva), quindi il voto non è stata una attribuzione dell'insegnante ma la razionale conseguenza della prestazione dell'alunno. Il tutto guardandolo bene in faccia. Tutto ciò magari fatto a sangue freddo il giorno dopo. Alla luce di ciò, si pretendono le scuse (magari si dice, "quando e se sarai capace di capire che di avere sbagliato, in quanto ci sono altri modi per dirlo", per prendere tempo) e si aggiunge che se questo lo di fa fuori nel mondo reale con persone (la scuola è pur sempre un ambiente artificiale e protettivo) si passano guai; purtroppo i talk-show e i reality non aiutano i ragazzi e fan sembrare normali cose che non lo sono.

Peraltro non sappiamo niente sull'anamnesi della relazione tra insegnante e alunno.

Mi è capitato... con altra parola, ovviamente...



mi pare evidente che il ragazzo abbia percepito il voto come ingiusto, e non sarebbe una novità, non vedo però diritto di offesa nemmeno in questo caso...
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Gio Dic 12, 2013 11:12 am

Matteo_M ha scritto:
Secondo me, prima si doveva far capire al ragazzo che le offese vanno rivolte (eventualmente, dato che a nessuno è richiesto di essere evangelici e solo se non si è capaci di argomentare in modo civile) .


Sei un insegnante, Matteo?

A mio modo di vedere le offese non vanno rivolte proprio a nessuno.
Ciò che bisogna insegnare ai ragazzi è che di fronte ad un comportamento scorretto è giusto far valere le proprie ragioni anche con forza, ma senza offendere mai.

Si può parlare, chiedere, spiegare oppure ci si può rivolgere all'autorità deputata a dirimere la questione.

Ma offendere mai.
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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Gio Dic 12, 2013 12:17 pm

Matteo_M ha scritto:
Secondo me, prima si doveva far capire al ragazzo che le offese vanno rivolte (eventualmente, dato che a nessuno è richiesto di essere evangelici e solo se non si è capaci di argomentare in modo civile) solo alle persone che si comportano ingiustamente: ma in questo caso il voto era giusto e oggettivo (in quanto il compito è stato corretto giustamente, spero infatti che non si tratti di un tema la cui valutazione è di per sè abbastanza soggettiva), quindi il voto non è stata una attribuzione dell'insegnante ma la razionale conseguenza della prestazione dell'alunno. Il tutto guardandolo bene in faccia. Tutto ciò magari fatto a sangue freddo il giorno dopo. Alla luce di ciò, si pretendono le scuse (magari si dice, "quando e se sarai capace di capire che di avere sbagliato, in quanto ci sono altri modi per dirlo", per prendere tempo) e si aggiunge che se questo lo di fa fuori nel mondo reale con persone (la scuola è pur sempre un ambiente artificiale e protettivo) si passano guai; purtroppo i talk-show e i reality non aiutano i ragazzi e fan sembrare normali cose che non lo sono.

Peraltro non sappiamo niente sull'anamnesi della relazione tra insegnante e alunno.

Mi è capitato... con altra parola, ovviamente...


Quindi se si fosse trattato di un tema o di una versione il ragazzo, ritenendo di essere stato trattato ingiustamente e (da bravo cavernicolo) non essendo in grado di "argomentare civilmente", avrebbe fatto bene a dare della "puttana" alla sua prof coram populo.

Che razza di discorsi!











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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Gio Dic 12, 2013 12:43 pm

il punto che sintetizza l'errato atteggiamento di tutta la vicenda è secondo me in questa frase:

"Non so come fare a sbollire la rabbia. Mi viene voglia di vendicarmi.."
non mi sembra professionale prenderla così sul personale, siamo sempre educatori, la logica degli uomini d'onore meglio lasciarla ai mafiosi
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Consiglio    Gio Dic 12, 2013 12:49 pm

Vedi Paolo, se la frase fosse stata

Non ho nessuna vogla di far sbollire la rabbia e voglio vendicarmi

avresti perfettamente ragione in quello che sostieni.

Qui invece sembra che Nina, che in effetti per ragioni sue o senza una ragione, ha davvero preso malissimo l'insulto, sta cercando di trovare il modo di farsi passare la rabbia.

Qualche volta riusciamo a razionalizzare le cose, altre volte abbiamo più difficoltà a farlo.
Lei comunque si è comportata molto bene in classe e con il ragazzo non lasciando apparire i suoi sentimenti. Qui è venuta a sfogarsi.

Ci sta, anche per un educatore, chiedere aiuto in momenti di difficoltà. Molto spesso le situazioni che proprio in veste di educatori ci troviamo ad affrontare sono stressanti. L'importante è mantenere il controllo, poi va benissimo parlare delle proprie emozioni, anzi, si deve.
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