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 Divertirsi lavorando

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stefy1879



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MessaggioOggetto: Divertirsi lavorando   Mar Dic 17, 2013 8:23 pm

Promemoria primo messaggio :

Si, avete capito bene dal titolo c'e' qualcuno che a scuola si diverte, si appassiona e si sente realizzato?A dispetto di tutti i problemi vari con alunni, presidi, genitori, programmazioni? Oppure riesce perlomeno a "fregarsene"un po' e non farsi tangere più' di tanto?(Non parlo di casi gravi ovviamente). Io sono giunta alla conclusione che un po' di sano distacco a volte e' salutare ed anche una certa ironia e autoironia. Voi che ne dite?
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stefy1879



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MessaggioOggetto: Re: Divertirsi lavorando   Gio Dic 19, 2013 3:53 pm

balanzoneXXI ha scritto:
Ci si può divertire assistendo  al naufragio della scuola italiana?

Chi è riuscito ad arrampicarsi fortunosamente su uno scoglio o  isolotto può forse provare l' "allegria dei naufraghi".

Chi annaspa nei marosi , per giunta marosi non propriamente di limpidezza cristallina,non so quanto si diverta.


Sì,  qualche volta si può sorridere anche  per le "genialate" di  cui si rendono protagonisti i nostri birbantelli quando cercano di fregarci, come ricorda Gian. Sugli stupidari scolastici, più o meno elaborati, qualche collega ha basato le sue fortune letterarie.

Si tratta però di sorrisi amari: con codeste persone noi ci lavoriamo  e , in teoria, dovremmo istruirle.

E andiamoci pure piano con questi occasionali e non gratuiti  sorrisi; dissimuliamoli sotto i baffi o il rossetto, perché qualche zelante "tecnico" potrebbe  accusarci di traumatizzare i virgulti, anche quelli in procinto di imbracciare un mitra e andare a difendere la democrazia sulle balze ircane.

Forse al docente italiano degli anni dieci si addice  l'amaro disincanto con cui lo stralunato professor Aristogitone raccontava circa 30 anni fa , durante lo spettacolo "Sotto le Stelle", le prodezze dei suoi allievi, iperboli d'avanspettacolo che nel corso dei decenni si sono avvicinate tragicamente alla realtà.Il tragicomico resoconto del prof si concludeva sempre con uno sconsolato : "povera Italia!". Già, povera Italia (e non è che il resto del pianeta , nel suo complesso, se la passi tanto meglio)! :-(

Ma l'amaro disincanto, versione  più cupa del "distacco" suggerito da Stefy, può scongiurare o procrastinare il "burn out"(c'è  sempre  la possibilità di "scoppiare"  prima per altri motivi).

Questo squallore non vale il nostro equilibrio mentale, anche considerando che esistono occupazioni ben più mortificanti nel Belpaese del cumenda Cocoricò.


Sono consapevole degli amari problemi in cui versa la scuola italiana, e di sicuro non c'è nulla su cui sorridere.Il significato del mio post però era legato all'aspetto psicologico individuale della figura docente e provero' a spiegarmi meglio.Cio' che intendevo dire io è che a dispetto dei vari problemi che si possono incontrare (burocrazia, classi numerose, DS e genitori problematici, alunni in difficoltà e chi più ne ha più ne metta) il singolo docente deve o meglio dovrebbe rimanere centrato sulla propria individualità ossia se stesso, ciò non significa fregarsene e tirare a campare ma trovare anche nella situazione più difficile motivi di arricchimento personale e professionale e quindi affrontarla con energia e volontà di risolverla e perche' no divertirsi mettendo alla prova se stessi, che ci si riesca e poi un altro paio di maniche, ma affrontarla con lo stato mentale positivo e imperniato su il meglio di noi stessi che possiamo dare e' già diverso.E con il necessario distacco, cioè do il meglio di me, sono professionale, seguo i vari adempimenti, rispetto le regole e tengo buoni rapporti rapporti con i colleghi, ma se tutto ciò non dovesse bastare non ne faccio una malattia, la vita non e' solo lavoro e soprattutto non mi faccio contagiare dallo stato d' animo degli altri, sono responsabile di me e delle mie azioni.
Conosco colleghi che sono felici o tristi a seconda delle parole/commenti del DS di turno,o ancor peggio dei genitori, ma che scherziamo? Il DS va ascoltato e rispettato ma farsi condizionare poi no!Per me i peggiori sono poi quei colleghi che mirano a fare bella figura coi genitori...ma chissenefregaaaaaaaaa.Cosa ne pensate?
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Ospite
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MessaggioOggetto: Re: Divertirsi lavorando   Gio Dic 19, 2013 6:38 pm

stefy1879 ha scritto:

...
Conosco colleghi che sono felici o tristi a seconda delle parole/commenti del DS di turno,o ancor peggio dei genitori, ma che scherziamo? Il DS va ascoltato e rispettato ma farsi condizionare poi no!Per me i peggiori sono poi quei colleghi che mirano a fare bella figura coi genitori...ma chissenefregaaaaaaaaa.Cosa ne pensate?

Io credo che se uno riesce a fare ciò che dici starà bene, a prescindere, mutatis mutandis, dalla professione svolge.
Credo anche che se uno non riesce a fare ciò che dici non starà bene, a prescindere, sempre mutatis mutandis, dalla professione svolge.

L'insegnamento, rispetto ad altre professioni, implica passioni forti, nel bene e nel male. Quindi, forse, le gratificazioni sono più profonde e le delusioni più cocenti. Personalmente invidio molto chi riesce a vivere la scuola con la necessaria leggerezza.
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