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 Sindacati dei lavoratori o dei pensionati?

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AutoreMessaggio
LucaPS



Messaggi : 1960
Data d'iscrizione : 08.11.10

MessaggioOggetto: Sindacati dei lavoratori o dei pensionati?   Mer Dic 25, 2013 4:37 pm

Ciao, mi spiegate perchè il salario dei pensionati (già per una gran parte dell'ammontare "regalato", in quanto trattasi di pensioni retributive) si deve per forza incrementare mentre il salario dei lavoratori attivi, nella fattispecie gli insegnanti, deve aver bloccati i contratti + gli scatti + l'aumento delle trattenute Irpef?

Perchè un nonno - che ha già la pensione retributiva e ha messo via probabilmente dei soldini ai tempi della lira e di interessi bancari facili e alti - deve aver di più di un padre di famiglia attualmente in servizio e con figli? Sono politiche per la famiglia, queste?

Inoltre, i salari dei lavoratori attuali non sono solo stipendi ma significano anche "pensione futura", in quanto il sistema pensionistico è oggi contrivutivo (quindi la pensione aumenta se aumenta lo stipendio); questione che non avevano i lavoratori fino ad oggi, in quanto la loro pensione era retributiva (cioè indipendente dai contributi versati). Quindi, se non sapessimo di essere in una Società gerontocratica che preserva il benessere degli adulti-maturi e degli anziani a scapito di quello delle generazioni dei giovani, a logica dovrebbero essere rivalutati gli stipendi dei lavoratori attuali (dalle magrissime pensioni future), non le pensioni retributive dei pensionati di oggi.

Inoltre, in base alla riforma delle pensioni Fornero, è previsto il blocco delle rivalutazioni (indicizzazioni o perequazioni) degli stipendi per il biennio 2012-2013.

Con la L. di Stabilità infatti vi sarà una maggiorazione tra i 6 e i 20 euro al mese per i trattamenti pensionistici fino a circa 2.000 euro lordi mensili; il governo ha messo a punto con la legge di stabilità una rivalutazione piena solo per le pensioni lorde che non superano tre volte il trattamento minimo di 495,4 euro al mese; negli altri casi la rivalutazione sarà parziale (al 95% per chi prende 1.981,7 al mese).

---

I Sindacati hanno forse la maggioranza di iscritti tra i pensionati?

Per chi volesse, ecco l'indicazione per farsi sentire dai Sindacati.

REVOCA DELLA DELEGA SINDACALE, DA CASA A MEZZO POSTA PEC.
1) Scaricare il modulo da
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&ved=0CC8QFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.anief.org%2Fuserfiles%2Ffile%2FMODELLOREVOCA.doc&ei=qe62UobgF6TByQOS-YFw&usg=AFQjCNFEU4WMA5bk6tiFxe2dnk2GMDXvAw&bvm=bv.58187178,d.bGQ

2) Stamparlo, firmarlo, scannerizzare il modulo compilato.
3) Anche se ne modulo è presente l'indirizzo della Scuola e del Sindacato, non serve nè inviare alla Scuola nè al Sindacaro: inviare solo alla Ragioneria Provinciale.
4) Fotocopiare e scannerizzare il documento di identità.
5) Trovare in web l'indirizzo di posta elettronica CERTIFICATA della Ragioneria Territoriale pagatrice della propria provincia.
6) Spedire da un proprio indirizzo di posta elettronica CERTIFICATA all'indirizzo Pec della Ragioneria territoriale i due allegati (modulo e fotocopia documento).
7) La trattenuta sarà revocata già dal mese successivo o al massimo in due mesi.

Con la stessa tempistica, si può - quando lo si vuole - riattivare la delega sindacale con la stessa procedura e col modulo reperibile nel sito del Sindacato scelto.
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giovanna onnis



Messaggi : 17785
Data d'iscrizione : 15.04.12

MessaggioOggetto: Re: Sindacati dei lavoratori o dei pensionati?   Mer Dic 25, 2013 6:08 pm

LucaPS ha scritto:
Ciao, mi spiegate perchè il salario dei pensionati (già per una gran parte dell'ammontare "regalato", in quanto trattasi di pensioni retributive) si deve per forza incrementare mentre il salario dei lavoratori attivi, nella fattispecie gli insegnanti, deve aver bloccati i contratti + gli scatti + l'aumento delle trattenute Irpef?

Perchè un nonno - che ha già la pensione retributiva e ha messo via probabilmente dei soldini ai tempi della lira e di interessi bancari facili e alti - deve aver di più di un padre di famiglia attualmente in servizio e con figli? Sono politiche per la famiglia, queste?

Inoltre, i salari dei lavoratori attuali non sono solo stipendi ma significano anche "pensione futura", in quanto il sistema pensionistico è oggi contrivutivo (quindi la pensione aumenta se aumenta lo stipendio); questione che non avevano i lavoratori fino ad oggi, in quanto la loro pensione era retributiva (cioè indipendente dai contributi versati). Quindi, se non sapessimo di essere in una Società gerontocratica che preserva il benessere degli adulti-maturi e degli anziani a scapito di quello delle generazioni dei giovani, a logica dovrebbero essere rivalutati gli stipendi dei lavoratori attuali (dalle magrissime pensioni future), non le pensioni retributive dei pensionati di oggi......
In questo tuo discorso non ti seguo Luca, io non sono d'accordo sul creare rivalità e, quindi contrasti tra noi lavoratori e i pensionati...si tratterebbe di un'altra guerra tra poveri che non porterebbe da nessuna parte!!!
Il punto è, a parer mio, non quello di rivalutare i nostri stipendi a discapito delle pensioni che, non condividendo per niente il tuo pensiero, non ritengo siano "regalate" in quanto retributive, ma creare le condizioni per un regime pensionistico e salariale piò equo per tutti.
E' necessario rivalutare gli stipendi, seguire criteri omogenei per il calcolo delle pensioni, ma per ottenere questo non credo sia logico e giusto andare contro ad una categoria, quella dei pensionati, chiedendo una loro penalizzazione per poter avere noi dei vantaggi. Questi vantaggi sono in realtà sacrosanti diritti per noi lavoratori, ma non dobbiamo proporre neanche scherzando che il loro raggiungimento si possa ottenere a discapito di altri che sarebbero i pensionati...non sono d'accordo proprio per niente con il tuo ragionamento Luca, anzi mi meraviglia che a farlo sia proprio tu!
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LucaPS



Messaggi : 1960
Data d'iscrizione : 08.11.10

MessaggioOggetto: Re: Sindacati dei lavoratori o dei pensionati?   Mer Dic 25, 2013 8:14 pm

[quote="giovanna onnis] In questo tuo discorso non ti seguo Luca, io non sono d'accordo sul creare rivalità e, quindi contrasti tra noi lavoratori e i pensionati...si tratterebbe di un'altra guerra tra poveri che non porterebbe da nessuna parte!!! [/quote]
Seguimi, seguimi. Non stiamo facendo filosofia ma matematica.

I pensionati non hanno più bisogno di montante retributivo lordo, aliquota del 33% che determina il montante contributivo lordo, di tasso di capitalizzazione Ista e di coefficiente di trasformazione (cioè tutti i passaggi del sistema contributivo).

Quindi, non adeguare le pensioni all'Istat per dare ad un pensionato futuro qualche centinaio di euro in più tra 30 anni è questione di equità, tanto più che nelle pensione future la retribuzione lorda anno per anno è importantissima (basta fare i calcoli matematici) ed ecco perchè ci bloccano contratti e scatti (non tanto per risparmiare negli anni del blocco ma per risparmiare negli anni della pensione).

[quote="giovanna onnis] non ritengo siano "regalate" in quanto retributive [/quote]
Lo sono! Hai mai approfondito i passaggi aritmetici del calcolo contributivo? Sono molto ferrei e l'unica cosa che non sa sa ad oggi è il coefficiente di trasformazione del triennio in cui andrai in pensione che è l'ultima arma che hanno in mano per ridurci in quel triennio la rendita annua, indipendentemente dal montante contributivo accumulato (che già è il 33% della retribuzione lorda annua).
Se le pensioni retributive non sono "regalate", come dici, allora le pensioni contributive sono "derubate". Delle due, l'una: e io dico che le pensioni retributive non sono "derubate" in quanto esito degli accantonamenti annui (semmai è il coefficiente di trasformazione che alla fine deruba il lavoratore).

[quote="giovanna onnis] occorre creare le condizioni per un regime pensionistico e salariale più equo per tutti (...) occorre seguire criteri omogenei per il calcolo delle pensioni [/quote]
Cosa significa "crare sistemi omodenei"? Guarda che il sistema contributivo è già bell'è scritto; non penso che vogliano cambiarlo. E' artimentica, non massimalismo nè filosofia.

[quote="giovanna onnis] E' necessario rivalutare gli stipendi [/quote]
Il dato di fatto è che non li rivalutano proprio perchè han dato troppo alla precedente generazione (e/o per gli sprechi e i furti della Politica).

[quote="giovanna onnis] ma per ottenere questo non credo sia logico e giusto andare contro ad una categoria, quella dei pensionati, chiedendo una loro penalizzazione per poter avere noi dei vantaggi [/quote]
Non si chiama "equità"? Non sto chiedendo di togliere nulla a loro; sto chiedendo di fare con loro esattamente come stan facendo con noi, cioè bloccarci tutti. Con la differenza che noi siamo "in servizio" e loro sono "in quiescenza", noi siamo padri e madri di famiglia e loro sono nonni, per noi il montante retributivo è necessario (perchè da esso si costruisce il montante contributivo, dato che è cambiato il sistema di calcolo pensionistico), per loro variazioni minine della rendita pensionistica non è fondamental: cambierà qualcosa con tutte queste differenze (esistenziali ed economiche) o dobbiamo parlar sempre "massimalisticamente", come fanno i Politici?

[quote="giovanna onnis] non sono d'accordo proprio per niente con il tuo ragionamento Luca, anzi mi meraviglia che a farlo sia proprio tu![/quote]
Già, insegno materie letterarie; ma questa volta la questione è meramente aritmetica. Forse per questo appare strano!
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