Scuola, insegnanti, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA
 
IndiceIndice  CercaCerca  FAQFAQ  RegistrarsiRegistrarsi  AccediAccedi  

Ultimi argomenti
Link sponsorizzati
Condividere | 
 

 "Demenza digitale".... da leggere!

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
Andare alla pagina : Precedente  1, 2
AutoreMessaggio
docente63



Messaggi : 781
Data d'iscrizione : 11.06.13

MessaggioOggetto: "Demenza digitale".... da leggere!   Lun Gen 20, 2014 10:59 pm

Promemoria primo messaggio :

Consiglio vivamente ai colleghi che già nutrono qualche dubbio (e anche a chi non ne nutre, ancora) sull'utilità della tecnologia e in particolare del PC per migliorare l'apprendimento, di leggere "Demenza digitale", dello psichiatra tedesco Manfred Spitzer, studioso di neuroscienze. E' interessante in maniera.... sconvolgente!
Tornare in alto Andare in basso

AutoreMessaggio
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: "Demenza digitale".... da leggere!   Mer Gen 22, 2014 11:52 pm

elisaPA ha scritto:
gian ha scritto:


Citazione :
Riguardo "l'esperto di pedagogia" che dovrebbe ...
Vorrei smentirti, ma trovo alcuna argomentazione pertinente. Purtroppo credo che abbia centrato uno dei problemi.

Cosa vuoi dire??? :-)

Nel senso che quello che scrivi sembra la solita demagogia ritrita verso gli esperti accademici di fuffologia applicata ai massimi sistemi, ma che in fondo non ci sono argomenti validi per smentirti ;-)
Tornare in alto Andare in basso
elisaPA



Messaggi : 277
Data d'iscrizione : 16.03.13

MessaggioOggetto: Re: "Demenza digitale".... da leggere!   Gio Gen 23, 2014 12:30 am

gian ha scritto:
elisaPA ha scritto:
gian ha scritto:


Citazione :
Riguardo "l'esperto di pedagogia" che dovrebbe ...
Vorrei smentirti, ma trovo alcuna argomentazione pertinente. Purtroppo credo che abbia centrato uno dei problemi.

Cosa vuoi dire??? :-)

Nel senso che quello che scrivi sembra la solita demagogia ritrita verso gli esperti accademici di fuffologia applicata ai massimi sistemi, ma che in fondo non ci sono argomenti validi per smentirti ;-)

Gian, il più bel corso di cui ho un ricordo splendido è quello che è stato organizzato con un PON da un istituto comprensivo dove come docenti vi erano colleghi di lungo corso curriculari e di sostegno.
Per correttezza ti dico che sono una laureata in Pedagogia.

Tutti gli altri corsi che ho avuto la "sfortuna" di seguire per il mio aggiornamento (organizzati a livello provinciale o regionale) sono stati sempre infarciti di docenti universitari, neuropsichiatri, assistenti sociali, psicologi che parlavano della solta "fuffa" dei DSA e poi negli ultimi anni dei BES, delle normative scolastiche varie.
La caratteristica di questi corsi è di avere ZERO pedagogia pratica e tante chiacchiere a gogò come: "neuroni specchio", legislazione scolastica sui DSA, direttive della Organizzazione Mondiale della Sanità e compagnia bella.
Stesso dicasi di tanti corsi di informatica in cui la formazione non è granchè e ci si limita allo strumentario del pacchetto office trascurando l'aspetto didattico relativo al come (e quando) utilizzare l'informatica in classe per ogni disciplina.

Nell'ultimo corso (quello sui BES) mi sono stufata ed ho chiesto pubblicamente il perchè ogni corso organizzato prevedeva SEMPRE E SOLO docenti universitari (con zero pratica scolastica di primo e secondo grado), neuropsichiatri e assistenti sociali e nessun collega insegnante.
Ho chiesto anche il perchè tritavano e ritritavano sempre gli stessi argomenti teorici e anche il perchè nei cosiddetti laboratori pratici che ci facevano fare eravamo noi che ci confrontavamo e MAI loro che indicavano strategie e metodologie di studio nuove.
Come mai in Italia i docenti universitari di chirugia sono sempre chirughi, mentre i docenti universitari di pedagogia o metodologia didattica non sono mai insegnanti IN SERVIZIO presso le scuole di primo o secondo grado.
E, in ultimo, il perchè TUTTI, tranne che colleghi, si sentono in diritto e in dovere di venire a dire a noi insegnanti come dobbiamo insegnare.

Il docente del corso (un docente universitario di neuropsichiatria) che in quel momento ho preso di mira ha cominciato a farfugliare dicendo che sicuramente era meglio organizzare corsi pratici di pedagogia anche prendendo spunto da libri come quello della Professoressa Milani nel web in cui, per esempio, si discute di come relazionarsi con gli alunni.
Insomma, gli ho rovinato la lezione visto che, successivamente al mio intervento, prima ha accellerato e poi troncato la visione delle slide (con la solita fuffa legislativa e di indottrinamento coatto) e infine si è messo a parlare delle sue esperienze con i ragazzi disagiati (cosa di cui a noi non interessava granchè perchè siamo insegnanti e non assistenti sociali, ma abbiamo fatto tutti gli educati e siamo rimasti ad ascoltarlo).

Anche i corsi di lim (organizzati dal MIUR) che ho seguito erano prevalentemente on line con poche presenze frontali. Anche per questi corsi la mia delusione è totale: ho dovuto essere io ed altri a provare ed ad informarci per conto nostro perchè chi doveva formarci aveva mediocri competenze.
Quindi, mia conclusione, la demenza non è prerogativa solo dell'istruzione intesa come solamente digitale, ma di una certa parte della scuola italiana. Sono le teste che non funzionano.


Tu che esperienze hai?


P.S. Grazie a docente63 per l'indicazione del libro! Lo andrò sicuramente a comprare per leggerlo!
.
.
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: "Demenza digitale".... da leggere!   Gio Gen 23, 2014 6:38 am

elisaPA ha scritto:
Tu che esperienze hai?

Non tante, perché la mia pazienza ha un limite e sono piuttosto insofferente all'aria fritta. Per mia fortuna credo di non aver mai incrociato un prof universitario: fatta eccezione per qualche caso, la mia esperienza universitaria (in gran parte da studente) mi ha fatto constatare che, almeno nel mio indirizzo, i docenti universitari non hanno competenze didattiche, giacché la loro azione si concretizza con una trasmissione di saperi nell'ambito in un contesto in cui i discenti hanno già adeguato il protocollo di comunicazione. E' molto facile tenere lezione ad una platea di persone che hanno già - almeno in linea teorica - sviluppato una capacità di apprendimento autonoma e sono dotate di tutti i requisiti necessari a ricevere ed elaborare le informazioni. La difficoltà è insegnare a persone che, a vari livelli, sono ancora nella fase evolutiva del loro pensiero. Io insegno e ho sempre insegnato alle superiori e ho sviluppato un'esperienza in questo campo, pur mantenendo i miei limiti e difetti "fisiologici", ma se dovessi finire in una scuola primaria penso che i bambini mi vedrebbero come un extraterrestre, perché non ho alcuna esperienza e alcuna competenza per operare in quell'ambito. Poi, magari, riuscirei a farmi strada in quella giungla ma, soprattutto, perché l'esperienza di insegnamento ti insegna ad essere elastico, a adattarti, a rimodulare il tuo approccio comunicativo e relazionale. L'esperienza dell'insegnamento, non la teoria dell'insegnamento!

Nei primi anni di insegnamento (prima metà degli anni 90) avevamo attivato un progetto, durato un paio d'anni, contro la dispersione. Il progetto coinvolgeva una task force di insegnanti con il supporto di un esperto esterno, uno psicologo. La prima parte del progetto consisteva nella formazione e ho constatato che lo psicologo era una persona molto in gamba. Sia per come aveva impostato l'attività di formazione, sia per come riusciva ad inquadrare le criticità e trasmettercele. La seconda parte, operativa, si divideva in due attività fondamentali: la nostra, con il nostro lavoro all'interno delle classi, e quella dello psicologo, che autonomamente gestiva uno sportello per gli studenti. E' stata un'esperienza utilissima perché noi insegnanti abbiamo imparato molto e gli studenti coinvolti hanno rafforzato molto l'autostima e la motivazione. Fra gli insegnanti coinvolti e le classi coinvolte si era formato un legame molto forte. Non parliamo poi della figura dello psicologo, che ha prodotto moltissimo nel suo ruolo autonomo: all'inizio era lo "strizzacervelli", dopo un po' di tempo gli alunni andavano spontaneamente allo sportello (nonostante molti imbecilli di altre classi li prendessero in giro) perché tornavano con la consapevolezza di un arricchimento. Alla fine la loro autostima era tale che riuscivano a fare gruppi solidali di "autodifesa" nei confronti di tentativi di bullismo dall'esterno. E' stata una bellissima esperienza. Chi era l'esperto? uno psicologo che insegnava nella scuola e, quindi, conosceva benissimo la realtà. Proprio per questo motivo era noto nell'ambiente e piuttosto richiesto proprio come esperto esterno in progetti di questo genere.

Un'altra esperienza l'ho vissuta dalla parte opposta: avevo organizzato un training di autoformazione sull'insegnamento della chimica destinato ai colleghi della mia classe di concorso e ITP associati delle varie sedi del mio istituto. Non ero un esperto, ho pianificato tempi, tematiche e attività sulla base della mia breve esperienza, un po' per confrontarmi con i colleghi un po' perché i colleghi mi vedevano già "specializzato" in questa materia (nella A058 siamo costretti ad essere tuttologi perché saltiamo dalla chimica alle tecnologie agrarie e agroindustriali, dalle scienze naturali all'economia e all'estimo, dalla progettazione tecnica all'ecologia, dalla meccanica al diritto e all'estimo). Penso si sia trattata di un'esperienza utile, nel suo piccolo, perché ho raccolto l'interesse e la partecipazione di colleghi, molti più anziani di me, che di solito cercavano di evitare di vedersi assegnata una materia non molto amata dagli agronomi.

In seguito ho partecipato soprattutto a microseminari, spesso tenuti da presidi, ispettori e, ohibò, alcuni cicli da un direttore generale. Una catastrofe. l'effetto che hanno prodotto è stato quello di infondermi una sorta di avversione nei confronti dei corsi di aggiornamento, tant'è che in genere non aderisco mai da anni se non sono obbligato. E' da allora che ho sposato il luogo comune del "chi sa fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare dirige".

Nel 2000-2001 ho seguito il corso abilitante riservato per prendere l'abilitazione nella A060. E' stato interessante e utile, al di là della seconda abilitazione che sto sfruttando in questi ultimi anni, perché ho affrontato tematiche e contesti relativi alla didattica sensu stricto che nel concorso del 90 avevo affrontato solo in modo marginale. Esperienza positiva, ma anche in quel caso probabilmente dovuta al fatto che i formatori erano docenti della scuola e non "esperti" esterni.

Le altre esperienze di corsi non fanno molto testo. Quella più utile è stata un corso biennale d'inglese (finanziato in un progetto del mio istituto) presso una Language School tenuto da insegnanti madrelingua. Fatto bene e utilissimo per chi, come me, ha studiato il francese, a scuola. E' stata utile, sotto certi punti di vista, anche la partecipazione alla formazione online di Indire l'anno che furono istituite le funzioni obiettivo. Ma soprattutto perché ho avuto l'occasione di confrontarmi e scambiare esperienze con molti colleghi sparsi in tutta Italia. Scambi che mi hanno arricchito moltissimo.

Infine, nella prima metà degli anni duemila ho partecipato soprattutto a corsi e seminari nell'ambito dell'informatica e della multimedialità. Da anni ormai mi interessavo, come autodidatta, di informatica, perciò il mio istituto mi metteva d'ufficio in tutte le questioni che riguardavano l'informatica. Utile la partecipazione ad un ciclo di seminari su Scuola, Rete e Multimedialità fra il 99 e il 2000, ma anche lì il grosso dell'attività si basava su un training impostato sull'autoformazione in laboratorio. Poi c'è stato il livello C del famigerato "Piano di formazione delle competenze informatiche" (o piano UMTS). A parte l'occasione di conoscere e confrontarmi con altri colleghi competenti in informatica nei laboratori in presenza (gli scambi e i litigi peer to peer arricchiscono sempre), il megacorso non mi ha dato nulla, a parte l'attestato (che giace ancora in qualche cassetto della scuola polo a cui ero assegnato). Anzi, mi ha dato qualcosa di molto utile: all'epoca avevo realizzato un portale per scuole in rete su richiesta di un gruppo di colleghi conosciuti sui forum di Indire. Avevo pubblicato una serie di cinque articoli in cui avevo criticato fortemente le modalità e i contenuti previsti per la realizzazione del piano UMTS. Uno di questi articoli attirò l'attenzione della comunità Linux, tant'è che fu clonato o segnalato a macchia d'olio nei siti dedicati al software libero (mi fu commissionato e pagato anche un'estratto pubblicato su una rivista informatica). Beh, è stata l'occasione per convertirmi definitivamente al software libero.

L'ultimo corso consistente l'ho seguito nel 2005, sempre finanziato e organizzato all'interno del mio istituto con fondi FESR/FEOGA, sulla realizzazione, configurazione e gestione delle reti informatiche, tenuto da tecnici. Ormai ero già inoltrato nell'ambito informatico, però è stato utile per rafforzare alcune competenze di base che mi sono servite in seguito nell'ambito della mia autoformazione.

Negli ultimi 8 anni non ho più partecipato a corsi veri e propri, a parte qualche microseminario, li evito come la peste e preferisco documentarmi direttamente da autodidatta quando sono devo affrontare le tematiche specifiche. La LIM me la sono sfagiolata per conto mio nel 2008: tolta dall'imballo e installato il tutto, ci ho dedicato una settimana di esercitazione autonoma e sperimentata con un gruppo nell'ambito di un corso di recupero.
Tornare in alto Andare in basso
elisaPA



Messaggi : 277
Data d'iscrizione : 16.03.13

MessaggioOggetto: Re: "Demenza digitale".... da leggere!   Gio Gen 23, 2014 10:53 pm

Gian, tu hai molti più anni di insegnamento rispetto a me e da quello che vedo come me molte esperienze di corsi e progetti.

In generale confermi il fatto che (come me) nei corsi  ti sei trovato bene ( o come capotraino o come trainato) solo con chi era collega, mentre definisci "aria fritta" tutto ciò che non appartiene al pratico ed è propinato da chi docente non è (Presidi, Ispettori e Direttori generali).

La mia attenzione è stata attirata dal progetto con il psicologo a cui hai partecipato. Penso che se ti sei trovato bene a lavorare con lo psicologo sia dovuto al fatto che OGNUNO lavorava nell'ambito della propria professionalità senza invadere in quella dell'altro: lo psicologo faceva lo psicologo e tu ed altri colleghi l'insegnante sugli alunni che avevate.
Infatti lo psicologo non aveva nei tuoi confronti nessun ruolo di "insegnante", nè tu eri "alunno" di corso di lui. E quindi tutto è andato  bene.

Quindi il problema non è il fatto di lavorare fianco a fianco con altri specialisti (psicologo, assistenti sociali e compagnia bella) bensì il fatto che questi ricoprano un ruolo superiore al nostro di insegnanti perchè qualcuno (MIUR) ha deciso che debbano insegnarci qualcosa perchè non ha la minima cognizione che l'essere insegnanti non significa avere ruoli di assistenti sociali, di neuropsicologhi e così via.

Anche io utilizzo nella mia scuola linux nella versione Ubuntu.
Tornare in alto Andare in basso
mark12



Messaggi : 137
Data d'iscrizione : 20.12.13

MessaggioOggetto: Re: "Demenza digitale".... da leggere!   Ven Gen 24, 2014 12:39 am

gian ha scritto:
elisaPA ha scritto:
gian ha scritto:


Citazione :
Riguardo "l'esperto di pedagogia" che dovrebbe ...
Vorrei smentirti, ma trovo alcuna argomentazione pertinente. Purtroppo credo che abbia centrato uno dei problemi.

Cosa vuoi dire??? :-)

Nel senso che quello che scrivi sembra la solita demagogia ritrita verso gli esperti accademici di fuffologia applicata ai massimi sistemi, ma che in fondo non ci sono argomenti validi per smentirti ;-)

Esempio di come la demagogia non è un pericolo o il male assoluto.

È il male per chi ha interesse che lo sia.
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: "Demenza digitale".... da leggere!   Ven Gen 24, 2014 12:42 am

elisaPA ha scritto:
Quindi il problema non è il fatto di lavorare fianco a fianco con altri specialisti (psicologo, assistenti sociali e compagnia bella) bensì il fatto che questi ricoprano un ruolo superiore al nostro di insegnanti perchè qualcuno (MIUR) ha deciso che debbano insegnarci qualcosa perchè non ha la minima cognizione che l'essere insegnanti non significa avere ruoli di assistenti sociali, di neuropsicologhi e così via.
Hai inquadrato perfettamente. anch'io la penso la penso così

Citazione :
Anche io utilizzo nella mia scuola linux nella versione Ubuntu.
:-)
Anche se io un po' talebano (uso la Slackware) a Ubuntu va riconosciuto il grandissimo merito di avere reso più familiare Linux.
Tornare in alto Andare in basso
 
"Demenza digitale".... da leggere!
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 2 di 2Andare alla pagina : Precedente  1, 2
 Argomenti simili
-
» Malattie autoimmuni
» gruppi sanguigni e fattori rh
» curva da carico glucosio
» Torta di fragole per esperti
» Quale libro state leggendo?

Permesso di questo forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
OrizzonteScuola :: Didattica-
Andare verso: