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 pausa didattica

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AutoreMessaggio
angie



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MessaggioOggetto: pausa didattica   Mar Gen 21, 2014 3:34 pm

Promemoria primo messaggio :

A scuola ho sentito dei colleghi che parlavano di " pausa didattica", cos'e', non conosco tregue...ahime'!


Ultima modifica di angie il Mar Gen 21, 2014 4:11 pm, modificato 2 volte
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AutoreMessaggio
Ire



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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 12:23 pm

Ma sì, lo penso anche io ed evidentemente lo pensavano anche altri perchè poi l'anno successivo non si è ripetuto.

Salvo che, ad esempio per il mio dsa, è stata una benedizione. Arriva sempre a febbraio distrutto (così come molti dsa che cercano di stare al passo) e quei tre giorni furono molto graditi.
Si sarebbe riposato comunque anche se avesse partecipato a qualche cosa di diverso dalle normali lezioni, forse.
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farm80



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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 12:33 pm

Penso che se fosse stato coinvolto in qualcosa di "attivo" in cui fosse stato libero di trovare il suo modo personale di dare un contributo ad un progetto di ampio respiro (magari con interviste al giornale locale etc)...si sarebbe divertito, "alleggerito" dagli impegni soliti scolastici e magari motivato ancora di più allo studio...riconosco, però, che alla base dovrebbe esserci una grande "opera" di progettazione iniziale da parte della scuola, cosa non facile.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 12:39 pm

sì, infatti. La cosa partì con le migliori intenzioni, anche per le belle attività presentate come da fare nei tre giorni di scuola, poi l'anno scolastico prese il sopravvento e le intenzioni rimasero intenzioni.
Sono d'accordo con te
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 1:15 pm

Ire ha scritto:
infatti tra i meriti  delle eccellenze avevo individuato anche il voto in condotta pari almeno ad 8.

Non è che io voglia per forza proporre questa modalità nella scuola dei miei. Stavo ragionando sul fatto che si potrebbe forse prendere il raggiungimento di un obbiettivo gratificante abbastanza immediato (diverso dall'essere pronti per un lavoro che non si sa se avranno mai) per motivare i ragazzi a cercare di fare di più.


non so, e un 8 in condotta non è comunque granché.
Oltre alle ragioni che ho già detto e che rimangono, non mi convince questa modalità nemmeno come motivazione. Troppo estrinseca, finirebbe per svilire il valore didattico delle uscite, per farne un bonus addirittura una medaglia.
Ci sarebbe poi una questione di mera gestione. Se solo metà della classe esce si creano problemi logistici per la copertura delle classi che rimangono
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 1:34 pm

sì, e ci sarebbe anche il problema di confermare all'ultimo momento (dopo aver visto i voti) quante presenze alla gita.

Il problema che presenti tu forse si risolverebbe perchè tanto i ragazzi che non vanno in gita devono partecipare alle leioni di recupero tenute dagli insegnanti che non è necessario siano della classe di appartenenza

Il secondo problema andrebbe pensato. ma c'è la possibilità di prenoare salvo conferma anche solo qulhe giorno prima.

Comunque così, era una idea e sono anche io incerta sulla valenza educativa.
Non sono mai stata per i premi materiali quando si fa il proprio dovere anche se pensandoci si lavoroa tutti per i soldi e più si lavora bene più è possibile umenare i guadagni. Non so.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 2:31 pm

lucetta10 ha scritto:
Ire ha scritto:
certo, mi rendo conto.

Però non hanno una logica premiale e va bene, ma in molte scuole hanno una logica punitiva perchè visto che i ragazzi si comportano male non si va.

Non parlavo di visite didattiche ma di gita scolastica, quella pensata per l'integrazione del gruppo e l'esercizio della convivenza civile. In questa logica sono attivate in diverse scuole (naturalmente sono a conoscenza solo degli usi della mia città) settimane bianche et similia.

escludere un ragazzo dalla visita è diverso. Non lo si fa per livello, ma per ragioni disciplinari.


Guarda che anche quelle che tu chiami "gite scolastiche" sono delle visite didattiche, eh (tanto è vero che non si chiamano  "gite scolastiche", ma "viaggi di istruzione"). Non mi risulta che esista la gita scolastica a fini puramente ricreativi e vacanzieri, né tantomeno che si organizzino le gite al solo scopo di incoraggiare la coesione del gruppo e la convivenza civile: quelli sono obiettivi secondari della cosa, che possono avere la loro importanza, ma che comunque restano secondari, la motivazione principale della programmazione di una gita DEVE essere didattica.

Per quanto riguarda le decisioni "punitive", devo dire che non mi è mai capitato in assoluto di veder escludere qualche singolo ragazzo per decisione della scuola perché si comportava male, e non credo che lo si possa tecnicamente fare, a meno che non figuri come una vera e propria sospensione formale decretata proprio per in quei giorni. Semmai, almeno fino a qualche anno fa, era più comune che la punizione arrivasse dalla famiglia, che decideva di non mandare il figlio in gita perché aveva portato a casa una pagella scarsa (oppure, peggio ancora, che decideva di non mandarcelo per punizione di qualcos'altro che riguardava la vita privata e che non c'entrava niente con la scuola)... adesso ovviamente non va più di moda nemmeno quello, perché le punizioni in famiglia sono in via di estinzione e i genitori tendono a difendere i figli a oltranza in ogni caso e a non negare loro mai niente, ma questo è un altro discorso.

Mi è capitato, più volte, invece, di avre classi intere per le quali si è deciso di non programmare alcuna gita per ragioni legate a un comportamento collettivo inadeguato, ma anche il quel caso non si è trattato affatto di una decisione punitiva ("avreste dovuto fare la gita ma ve la togliamo perché vi siete comportanti male",), bensì di una semplice indisponibilità personale degli insegnanti ad accompagnare in viaggio classi considerate inaffidabili, oppure di una presa d'atto del consiglio di classe che, in quelle condizioni didattiche e disciplinari, non ci sarebbero state le condizioni per farla.

Visto che la programmazione della gita spetta al consiglio di classe, che non è affatto obbligatoria, che nessun insegnante può essere costretto a dare la disponibilità se non vuole, e che ogni consiglio di classe può decidere liberamente se la considera opportuna o meno per quella specifica classe, non vedo il problema.

I ragazzi e le famiglie tendono a pensare che la gita sia un diritto, e che possa essere negato solo per ragioni gravissime... invece è esattamente il contrario, la gita è un'iniziativa IN PIU' che si può organizzare se ce ne sono le condizioni in positivo, altrimenti pazienza!

Insomma, la scuola deve motivare il PERCHE' si fa la gita, non giustificarsi del perché NON la si fa!

L.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 4:28 pm

paniscus ha scritto:
Mi è capitato, più volte, invece, di avre classi intere per le quali si è deciso di non programmare alcuna gita per ragioni legate a un comportamento collettivo inadeguato, ma anche il quel caso non si è trattato affatto di una decisione punitiva ("avreste dovuto fare la gita ma ve la togliamo perché vi siete comportanti male",), bensì di una semplice indisponibilità personale degli insegnanti ad accompagnare in viaggio classi considerate inaffidabili, oppure di una presa d'atto del consiglio di classe che, in quelle condizioni didattiche e disciplinari, non ci sarebbero state le condizioni per farla.


quindi: sono stati "cattivi" e non si fa.

Ma va bene, non sono tra quelli che pensano sia un diritto la gita e infatti ero intervenuta in questa discussione con una domanda diversa.
Non sono tra quelli che pensano sia un diritto ma sono tra quelli che pensano che in condizioni normali la gita scolastica (e andare a sciare per me è gita non visita didattica) serva tantissimo a risolvere problemi di convivenza che spesso si creano nelle classi e che sia uno di quelles esperienze che si ricordano con particolare intensità.


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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 4:47 pm

La gita scolastica (non è mai stata nè mai sarà un vero viaggio d'istruzione) è una delle cose che venivano ricordate per tutta la vita ed è un vero peccato che le nuove generazioni se la debbano perdere.
La colpa di questa ingiustizia è tutta dei genitori che pretendono risarcimenti anche quando sono stati i loro figli a comportarsi male e dei giudici che gli danno ragione.
E' la corda troppo tirata che si spezza.

Ai miei alunni di quarta e quinta (quasi tutti o tutti maggiorenni) suggerisco di prendersi una settimana di vacanza tutti insieme durante l'anno scolastico e di andarsene dove vogliono, sotto la loro responsabilità.

Anche se alcuni colleghi non serabbero contenti cosa potrebbero fare di fronte ad una classe compatta ?
Così il diritto verrebbe ripristinato senza farci rischiare la galera.
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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 4:54 pm

l'avevo suggerito anche io a mio figlio e ai suoi compagni lo scorso anno.

e sono d'accordo anche sulle richieste di risarcimento, la gente ormai ci marcia, e rimane fregata!
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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 5:55 pm

E' sicuramente una bella idea proporre la settimana di vacanza "extrascolastica", ma in genere, almeno per le esperienze che ho avuto io come insegnante, ho notato che alla fine l'iniziativa non coinvolge mai tutta la classe (come in realtà dovrebbe essere) ma sempre e solo i gruppetti di 5 o 6 persone che normalmente già sono affiatati in classe..quindi alla fine si consolidano solo i rapporti tra "i soliti noti" rimarcando ancora di più le differenze in classe...
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 6:19 pm

:-) l'avevo proposta ma il figliolo e gli amici me l'hanno bocciata!
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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 8:19 pm

:-D
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 8:54 pm

Quello dei viaggi di istruzione non è solo questione di genitori che pretendono risarcimenti.

I docenti accompagnatori hanno la totale responsabilità degli alunni. Vi ricordo la sentenza della cassazione che ha giudicato colpevole scuola, albergo e ministero per un'alunna che in viaggio di istruzione ha deciso di sua iniziativa di scavalcare un parapetto di una terrazza dell'albergo, cadendo giù, riportando un'invalidità permanente. La scuola e i docenti sarebbero colpevoli di non avere valutato attentamente la situazione di pericolo potenziale. Secondo questa sentenza, quando arriviamo in un albergo con gli alunni, dovremmo accertarci che sia impossibile farsi del male in albergo, e in caso contrario, cercarcene un altro con le dovute condizioni di sicurezza.

E' chiaro che in una situazione simile io mi rendo disponibile ad accompagnare solamente alunni di cui mi fido. Siamo gli unici a non ricevere alcun compenso per la trasferta e l'orario di lavoro sicuramente superiore all'ordinario, spendiamo di tasca nostra per le telefonate. Se devo pure subire un processo per colpa di un alunno senza neuroni, no grazie.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 9:06 pm

Ire ha scritto:
paniscus ha scritto:
Mi è capitato, più volte, invece, di avre classi intere per le quali si è deciso di non programmare alcuna gita per ragioni legate a un comportamento collettivo inadeguato, ma anche il quel caso non si è trattato affatto di una decisione punitiva ("avreste dovuto fare la gita ma ve la togliamo perché vi siete comportanti male",), bensì di una semplice indisponibilità personale degli insegnanti ad accompagnare in viaggio classi considerate inaffidabili, oppure di una presa d'atto del consiglio di classe che, in quelle condizioni didattiche e disciplinari, non ci sarebbero state le condizioni per farla.


quindi: sono stati "cattivi" e non si fa.

E ridagli.

Eppure credevo di aver spiegato la differenza.

La tua interpretazione presuppone che la gita sia "dovuta", che sia la normalità assoluta, e che l'unico motivo immaginabile per non farla sia l'intento punitivo (anzi, peggio ancora, l'uso preventivo della gita come ricatto morale, "guardate che se non vi comportate bene non ve la facciamo fare")

Fattene una ragione, non è così.

E' esattamente il contrario: la gita va programmata su iniziativa del consiglio di classe e adeguatamente motivata con contenuti didattici legati ai programmi svolti. Non è che bisogna giustificarsi per il fatto di non concederla, ma esattamente al contrario, bisogna motivare il perché la si fa.

Quest'anno, in uno dei miei CdC, è capitato di non programmare alcuna gita in una classe tranquillissima, rispettabile e degna della massima fiducia, in cui non c'era nessuno da punire... semplicemente, perché nessuno di noi se la sentiva di dare la disponibilità all'accompagnamento, o per ragioni personali insindacabili (problemi di famiglia, figli piccoli, genitori anziani o acciacchi di salute propri), o perchè proprio contrari ad accompagnare gite in generale. E di questi, nessuno era contrario alle gite per ragioni di principio relative ai ragazzi, ma solo ed esclusivamente per una questione di sicurezza e dignità professionale come quelle che citava avido, ovvero il NON SENTIRSI TUTELATI dalla legge rispetto all'enorme responsabilità che la gita comporta. E devo effettivamente ammettere che, nel giro di pochi anni, il numero di quelli che la pensano così sta aumentando a dismisura, anche senza il minimo intento di rivalsa o di rappresaglia verso gli alunni.

L.
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MessaggioOggetto: Re: pausa didattica   Mar Feb 18, 2014 11:29 pm

Ho esperienza sia di "corsi di recupero" sia di "pause didattiche". Ritengo entrambi gli strumenti del tutto inutili in una realtà come quella della scuola italiana ordinaria.

Per questo motivo indico sempre - per le mie materie - lo "studio individuale", perché nella stragrande maggioranza dei casi è solo lo studio individuale che può permettere il superamento dell'ostacolo. Quando i limiti sono di altra natura, pensare di superarli con una settimana di interruzione o 10 ore di "recupero" è solo prendersi in giro e prendere in giro.

Esistono anche i cosiddetti "recuperi in attività curricolare". Quelli li faccio sempre, dall'inizio alla fine dell'anno perché fanno parte della mia metodologia. E se uno studente mi chiede aiuto perché ha difficoltà a preparare un argomento svolto 3 mesi prima non ho alcun motivo per negarglielo e riprendere l'argomento: il mio obiettivo è sempre stato massimizzare l'apprendimento del programma svolto, non massimizzare il programma svolto.
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