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 Clil obbligo o no

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pinkrosen



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MessaggioOggetto: Clil obbligo o no   Mar Gen 21, 2014 11:59 pm

Promemoria primo messaggio :

Salve! Insegno in un Liceo Linguistico Statale e faccio il CLIL per Chimica in Inglese in 2 quarte.
Il Preside vuole che lo estenda anche ad altre 2 classi che non sono mie! mi può obbligare a farlo?
O meglio io posso rifiutare? anche perché devo portare avanti il programma nelle mie classi....
Help sono nei pasticci!
grazie
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giulia boffa
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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Dom Feb 16, 2014 9:11 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Qualcuno sa se per caso si deve pagare qualcosa per fare il corso e/o ottenere la certificazione ?
E una volta ottenuta si gode di particolari benefici? Qual è il vantaggio?

i corsi sono tenuti dal provveditorato e sono gratuiti

non credo che sono per i precari

i precari possono prendere le certificazioni, quello sì, a pagamento presso enti certificatori

fino al C1
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Dom Feb 16, 2014 10:02 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Qualcuno sa se per caso si deve pagare qualcosa per fare il corso e/o ottenere la certificazione ?
E una volta ottenuta si gode di particolari benefici? Qual è il vantaggio?

Il beneficio è che ti appiopperanno un sacco di quinte perché devono avere una materia in lingua straniera e non è che di docenti pronti per il CLIL ce n'è a mazzi.

Suppongo che a breve un altro "vantaggio" sarà che non ti diminuiscono lo stipendio.
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efira



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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Mar Mar 04, 2014 4:06 pm

Mi intrometto.

Tra un TKT e un Advanced, quale pensate sia appropriato per la finalità CLIL??

Qui le specifiche. http://www.britishcouncil.org/it/italy-exams-insegnanti-miur-b2-c1-tkt-clil-milano.htm

Grazie a voi
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giordiva



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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Mar 08, 2014 3:38 pm

Qualcuno mi potrebbe dire in cosa consista la metodologia CLIL?
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giordiva



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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Mar 08, 2014 3:43 pm

Titti76 ha scritto:
Riguardo la certificazione linguistica, c'è una nota del ministero (pubblicata anche su OS) dei primi di novembre che dice che in via transitoria anche una semplice certificazione B2 può bastare (per quanto ciò a mio avviso sia discutibile).
Secondo punto, vorrei ricordare a tutti che CLIL nn vuol dire insegnare in una lingua diversa, ma è una metodologia molto particolare. Alcuni USR (tra cui Toscana, Sardegna e Sicilia) hanno avviato la formazione di docenti selezionati in base alle conoscenz linguistiche e sono partiti dei corsi da 20cfu di metodologia didattica CLIL. A regola, solo chi partecipa a questi potrebbe effettivamente fare CLIL a scuola.

mi dici qualcosa di piu in merito? è vero che il percorso clil dura 4 anni?
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Titti76



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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Lun Mar 10, 2014 10:30 pm

se hai già la c1 ti basta un anno per fare il corso metodologico.
se devi farti anche le certificazioni linguistiche dipende...
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Titti76



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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Lun Mar 10, 2014 10:33 pm

giordiva ha scritto:
Qualcuno mi potrebbe dire in cosa consista la metodologia CLIL?
puoi trovare dei testi in rete.. ad esempio (è l'unico che mi viene in mente in italiano) "il futuro è clil"
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giordiva



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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Mar Mar 11, 2014 8:53 am

grazie
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giacomuzzi



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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Ven Set 19, 2014 9:05 pm

http://www.istruzione.it/allegati/2014/Norme_Transitorie_CLIL_Licei_Istituti_Tecnici_Lug2014.pdf

http://www.indire.it/clil/

http://www.miurambientelingue.it

Oggetto: Avvio in ordinamento dell'insegnamento di discipline non linguistiche (DNL) in
lingua straniera secondo la metodologia CLIL nel terzo, quarto, quinto anno dei Licei
Linguistici e nel quinto anno dei Licei e degli Istituti tecnici - Norme transitorie a.s. 2014/15.
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balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Ven Set 19, 2014 11:59 pm

Solo B2? Avete detto niente!
Qui non si tratta del solito corso di aggiornamento , ma di affrontare un impegnativo corso di livello universitario al termine del quale e' previsto un esame altrettanto impegnativo.Sai che goduria per un docente che ha superato la cinquantina, magari un quota 96 atrocemente beffato da quel mattacchione tirrenico che fa tanto "amici miei",tornare a studiare l 'inglese o il francese dopo 40 anni .Una ventata di gioventu' per ruderi prostatici o matrone osteoporotiche che, pur barcamenandosi tra curve glicemiche e badanti da catechizzare, consacreranno almeno due anni della loro declinante esistenza alla lingua di scespir(prevalentemente).Le so
.

ite pagliacciate all 'italiana.lA
La stesso tipo di gentaglia che 75 anni fa propugnava lo sciovinismo linguistico adesso pensa che la modernita'consista nello scimmiottare gli anglosassoni.
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steimsav19



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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 12:15 pm

balanzoneXXI ha scritto:
Solo B2? Avete detto niente!
Qui non si tratta del solito corso di aggiornamento , ma di affrontare un       impegnativo corso  di livello universitario al termine del quale e' previsto un esame            altrettanto impegnativo.Sai che goduria per un docente che ha superato la    cinquantina, magari un quota 96 atrocemente beffato da quel mattacchione   tirrenico che fa tanto "amici miei",tornare a studiare l 'inglese o il francese dopo 40   anni .Una ventata di gioventu' per ruderi prostatici o matrone osteoporotiche che,   pur barcamenandosi tra curve glicemiche e badanti da catechizzare,    consacreranno almeno due anni della loro declinante esistenza alla lingua di     scespir(prevalentemente).Le so                                                                                                                                                                                                                  
                                                                                                                                                                                                                                              .                              

ite pagliacciate all 'italiana.lA
La stesso tipo di gentaglia che 75 anni fa propugnava lo sciovinismo linguistico adesso pensa che la modernita'consista nello scimmiottare gli anglosassoni.

A dire il vero è previsto addirittura un C1, ma anche il B2 non si acquisisce certo troppo facilmente.
Una formazione di tal tipo imporrebbe un notevole investimento di risorse (ivi comprese quelli per un indispensabile soggiorno all'estero) e ai docenti impegnati occorrerebbe garantire l'esonero dall'insegnamento.
La realtà è che non solo l'esonero dal servizio non è previsto, ma addirittura i docenti dovranno spendere di tasca propria per la benzina necessaria per raggiungere la sede del corso.
Immaginatevi poi quale sarà la qualità (anzi, ne sono certo, perché qualcuno che li sta frequentando me li ha già descritti).
È previsto l'esame finale per ottenere la certificazione. Qualcosa mi dice che verrà fatta utilizzando il metodo "all'italiana". E del resto non si può certo pretendere molto nemmeno a chi dovrebbe arrivare a un livello C1 barcamenandosi fra lezioni in classe, preparazione delle lezioni, correzione di prove di verifiche, consigli di classe, collegi dei docenti e via dicendo.
Il precedente storico del resto è sotto gli occhi di tutti ed è costituito da quella marea di "specialisti" di inglese della scuola primaria che, nella maggioranza dei casi, specialisti non sono al punto da essere in forte imbarazzo quando hanno a che fare con bambini anglofoni, figli di genitori stranieri o di coppie miste.
Ma l'importante per i politici cialtroni è l'apparire, si deve ribadire che da noi si studia l'inglese si dalla prima elementare e che in quinta una materia non linguistica viene insegnata in lingua inglese.
Fa figo, è di tendenza... E pazienza se tutti sanno che in realtà è tutta un insulsa pagliacciata priva di alcun valore formativo.
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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 1:47 pm

Anche se ho usato termini un po'crudi, non voglio dire che i colleghi di mezza eta' sono da rottamare, anzi, la loro esperienza e' preziosa.Tra l'altro , chi ha piu' di 50 anni ha studiato in una scuola meno disastrata di quella odierna, anche se i segnali di degenerazione non mancavano(a scanso di equivoci: non ce l'ho con il 68 e nemmeno con il mouvement 77).Voglio dire che non si puo' pensare che la maggior parte di essi sia disposta a sobbarcarsi il peso di codeste iniziative strampalate.Un attempato professore preferira' consacrare il suo tempo
libero alle cose che gli interessano veramente ,piuttosto che tornare scolaretto per i capricci di miss "Gran Sasso"e della camilla montiana.Se vogliono che tutti i professionisti italici conoscano bene la lingua dell'Impero, impostino un piano serio e, soprattutto ,a lungo termine.
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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 1:57 pm

balanzoneXXI ha scritto:
Anche se ho usato termini un po'crudi, non voglio dire che i colleghi di mezza eta' sono da rottamare, anzi, la loro esperienza e' preziosa.Tra l'altro , chi ha piu' di 50 anni ha studiato in una scuola meno disastrata di quella odierna, anche se i segnali di degenerazione non mancavano(a scanso di equivoci: non ce l'ho con il 68 e nemmeno con il mouvement 77).Voglio dire che non si puo' pensare che la maggior parte di essi sia disposta a sobbarcarsi il peso di codeste iniziative strampalate.Un attempato professore preferira' consacrare il suo tempo
libero alle cose che gli interessano veramente ,piuttosto che tornare scolaretto per i capricci di miss "Gran Sasso"e della camilla montiana.Se vogliono che tutti i professionisti italici conoscano bene la lingua dell'Impero, impostino un piano serio e, soprattutto ,a lungo termine.

Il problema non è l'età dei docenti ma la grottesca improvvisazione del MIUR.
Non ci sono i soldi per formare i docenti per il clil? Pazienza, lo facciamo lo stesso a modo nostro (nel senso di: "secondo l'italico costume"). Non ci sono docenti con competenza di livello C1? No problem, ci accontentiamo di un B1.
E se non c'è neanche quello? No problem ugualmente, chiediamo ai docenti di collaborare col collega di inglese, 100 euro forfettarie per compensare il disturbo si possono pur sempre reperire dal fondo di istituto.
Sto esagerando? Assolutamente NO, è tutto nero su bianco scritta in una recente circolare del MIUR recante le indicazioni transitorie (che in Italia è sinonimo di "definitive") per lo svolgimento del clil:

http://2.flcgil.stgy.it/files/pdf/20140801/nota-4969-del-25-luglio-2014-clil-norme-transitorie-2014-2015.pdf

"Nei casi di totale assenza di docenti di DNL in possesso delle necessarie competenze
linguistiche e metodologiche all'interno dell'organico dell'Istituzione scolastica, si
raccomanda lo sviluppo di progetti interdisciplinari in lingua straniera nell'ambito del Piano
dell'Offerta Formativa, che si avvalgano di strategie di collaborazione e cooperazione
all'interno del Consiglio di classe, organizzati con la sinergia tra docenti di disciplina non
linguistica, il docente di lingua straniera e, ove presenti, il conversatore di lingua straniera e
eventuali assistenti linguistici. Resta inteso che gli aspetti formali correlati alla valutazione
rimangono di competenza del docente di disciplina non linguistica."
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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 3:45 pm

Avevo già letto qualche giorno fa la corbelleria riportata nella circolare. Vediamo di fare un po' di chiarezza interpretativa.

1) "nei casi di totale assenza ecc. ecc." : è evidente che qui si inquadra un contesto ben specifico, l'assenza oggettiva delle condizioni strutturali ed operative per realizzare il CLIL in modo efficace e che ne rendono fallace e ridicolo qualsiasi tentativo di surroga in transitorietà. La circolare pone già le mani avanti prospettando l'eventuale possibilità che in contesti particolari ci possano essere delle difficoltà di applicazione di quanto previsto da una norma ad minchiam (=scritta con l'intento di fare le nozze con i fichi secchi). Già questa impostazione costituisce il classico esempio di disonestà intellettuale di erogazione ministeriale: l'eventuale gap rilevato viene presentato come contesto accidentale, non certo derivato da una grave carenza dell'apparato ministeriale e da una stupida ottusità del legislatore. Poco ci manca se "i casi di totale assenza" vengano imputati all'incompetenza di diligenti scolastici poco diligenti o all'atavica ignoranza, incompetenza, incapacità degli insegnanti.

2) "si raccomanda". A casa mia, una raccomandazione è cosa ben diversa dall'imposizione di un obbligo. Se ci fosse un obbligo mi sarei aspettato una forma del tipo "Nei casi di totale assenza [omissis] le istituzioni scolastiche devono attivare lo sviluppo di progetti interdisciplinari [omissis]". Ho evidenziato in grassetto la formulazione linguistica alternativa al "si raccomanda". "Si raccomanda" è generico, non individua competenze e responsabilità oggettive, ma delinea una qualcosa di più rispetto ad un generico auspicio. Se non ci si attiene alla raccomandazione che succede? NIENTE. Però scrivere "si raccomanda" crea il panico e costringe dirigenti scolastici, collegi dei docenti e consigli di classe ad inventarsi la coglionata che fa fessi e contenti e salva le apparenze. Esattamente come la bestialità del BES, che attribuirebbe ai componenti dei consigli di classe competenze diagnostiche proprie di categorie professionali come quelle degli psicologi, dei medici, dei sociologi. La raccomandazione, se l'italiano non è un'opinione, non è un obbligo.

3) "sviluppo di progetti interdisciplinari in lingua straniera nell'ambito del Piano
dell'Offerta Formativa". Qual è l'ambito di sviluppo e realizzazione di questi progetti. Extracurricolare? Curricolare? Se è extracurricolare va bene, si tratta di iniziative (auspicate, raccomandate) che sicuramente potenziano l'offerta formativa, ma qui si entra nell'ambito dell'autonomia scolastica, ambito in cui il Ministero non ha alcuna voce in capitolo. Sono le scuole, che in base agli obiettivi generali, alle disponibilità finanziarie, alle risorse umane, definiscono i progetti da attuare nell'ambito del POF. Progetti che devono rispondere a specifici requisiti e non a direttive da parte del Ministero. Se è curricolare, allora si cade inevitabilmente nel conflitto normativo: si contravviene al principio della libertà dell'insegnamento (il docente DNL deve adottare una metodologia didattica che viola questo principio e, peggio, abbassa drasticamente la qualità del suo servizio/missione), al principio della competenze (il docente di lingue deve trattare contenuti non contemplati dalla sua abilitazione?), si opera in deroga alla fruizione di uno strumento didattico quale la compresenza, ecc. Quindi, cosa s'intende per "progetto interdisciplinare"? vogliamo ridurre il tutto ad un modulino sul riscaldamento globale svolto in lingua straniera nelle ore d'inglese come ha fatto la mia collega l'anno scorso? Cosa c'entra con il CLIL? oppure si ritorna dalla porta di servizio al concetto che all'interno della programmazione individuale il docente DNL deve fare qualche lezione farsa proiettando le traduzioni in inglese di termini tecnico-scientifici? O, peggio, avventurarsi nella improbabile presentazione di concetti convertiti in frasette ridotte ai minimi termini linguistici con una pronuncia del cavolo e una sintassi del menga? Mi sfugge la valenza didattica e formativa di questa bestialità.

4) "e, ove presenti, il conversatore di lingua straniera e eventuali assistenti linguistici". E qui siamo all'apoteosi del delirio. Esistono forse conversatori di lingua straniera e eventuali assistenti linguistici negli istituti tecnici o nei licei non linguistici? Non mi risulta, per il momento gli organici funzionali sono solo una locuzione inserita genericamente in un complesso confuso di linee guida di cui non si capisce effettivamente cosa e quanto sarà realizzato in soldoni. Tipico esempio di come le circolari siano redatte in modalità cinofallica, prospettando realtà che esistono solo dopo l'assunzione di dosi massicce di dietilammide dell'acido lisergico.

5) "Resta inteso che gli aspetti formali correlati alla valutazione rimangono di competenza del docente di disciplina non linguistica." Mi sfugge il senso logico di questa precisazione a margine di un castello di corbellerie, forse i miei neuroni sono troppo snob per abbassarsi al livello di demenza pura. O forse sono troppo stupido per vivere.

In definitiva, penso che la cosa migliore da farsi sia quella di chiedere un parere autorevole al grande capo Estiqaatsi.
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steimsav19



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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 4:15 pm

gian ha scritto:
Avevo già letto qualche giorno fa la corbelleria riportata nella circolare. Vediamo di fare un po' di chiarezza interpretativa.

1) "nei casi di totale assenza ecc. ecc." : è evidente che qui si inquadra un contesto ben specifico, l'assenza oggettiva delle condizioni strutturali ed operative per realizzare il CLIL in modo efficace e che ne rendono fallace e ridicolo qualsiasi tentativo di surroga in transitorietà. La circolare pone già le mani avanti prospettando l'eventuale possibilità che in contesti particolari ci possano essere delle difficoltà di applicazione di quanto previsto da una norma ad minchiam (=scritta con l'intento di fare le nozze con i fichi secchi). Già questa impostazione costituisce il classico esempio di disonestà intellettuale di erogazione ministeriale: l'eventuale gap rilevato viene presentato come contesto accidentale, non certo derivato da una grave carenza dell'apparato ministeriale e da una stupida ottusità del legislatore. Poco ci manca se "i casi di totale assenza" vengano imputati all'incompetenza di diligenti scolastici poco diligenti o all'atavica ignoranza, incompetenza, incapacità degli insegnanti.

2) "si raccomanda". A casa mia, una raccomandazione è cosa ben diversa dall'imposizione di un obbligo. Se ci fosse un obbligo mi sarei aspettato una forma del tipo "Nei casi di totale assenza [omissis] le istituzioni scolastiche devono attivare lo sviluppo di progetti interdisciplinari [omissis]". Ho evidenziato in grassetto la formulazione linguistica alternativa al "si raccomanda". "Si raccomanda" è generico, non individua competenze e responsabilità oggettive, ma delinea una qualcosa di più rispetto ad un generico auspicio. Se non ci si attiene alla raccomandazione che succede? NIENTE. Però scrivere "si raccomanda" crea il panico e costringe dirigenti scolastici, collegi dei docenti e consigli di classe ad inventarsi la coglionata che fa fessi e contenti e salva le apparenze. Esattamente come la bestialità del BES, che attribuirebbe ai componenti dei consigli di classe competenze diagnostiche proprie di categorie professionali come quelle degli psicologi, dei medici, dei sociologi. La raccomandazione, se l'italiano non è un'opinione, non è un obbligo.

3) "sviluppo di progetti interdisciplinari in lingua straniera nell'ambito del Piano
dell'Offerta Formativa". Qual è l'ambito di sviluppo e realizzazione di questi progetti. Extracurricolare? Curricolare? Se è extracurricolare va bene, si tratta di iniziative (auspicate, raccomandate) che sicuramente potenziano l'offerta formativa, ma qui si entra nell'ambito dell'autonomia scolastica, ambito in cui il Ministero non ha alcuna voce in capitolo. Sono le scuole, che in base agli obiettivi generali, alle disponibilità finanziarie, alle risorse umane, definiscono i progetti da attuare nell'ambito del POF. Progetti che devono rispondere a specifici requisiti e non a direttive da parte del Ministero. Se è curricolare, allora si cade inevitabilmente nel conflitto normativo: si contravviene al principio della libertà dell'insegnamento (il docente DNL deve adottare una metodologia didattica che viola questo principio e, peggio, abbassa drasticamente la qualità del suo servizio/missione), al principio della competenze (il docente di lingue deve trattare contenuti non contemplati dalla sua abilitazione?), si opera in deroga alla fruizione di uno strumento didattico quale la compresenza, ecc. Quindi, cosa s'intende per "progetto interdisciplinare"? vogliamo ridurre il tutto ad un modulino sul riscaldamento globale svolto in lingua straniera nelle ore d'inglese come ha fatto la mia collega l'anno scorso? Cosa c'entra con il CLIL? oppure si ritorna dalla porta di servizio al concetto che all'interno della programmazione individuale il docente DNL deve fare qualche lezione farsa proiettando le traduzioni in inglese di termini tecnico-scientifici? O, peggio, avventurarsi nella improbabile presentazione di concetti convertiti in frasette ridotte ai minimi termini linguistici con una pronuncia del cavolo e una sintassi del menga? Mi sfugge la valenza didattica e formativa di questa bestialità.

4) "e, ove presenti, il conversatore di lingua straniera e eventuali assistenti linguistici". E qui siamo all'apoteosi del delirio. Esistono forse conversatori di lingua straniera e eventuali assistenti linguistici negli istituti tecnici o nei licei non linguistici? Non mi risulta, per il momento gli organici funzionali sono solo una locuzione inserita genericamente in un complesso confuso di linee guida di cui non si capisce effettivamente cosa e quanto sarà realizzato in soldoni. Tipico esempio di come le circolari siano redatte in modalità cinofallica, prospettando realtà che esistono solo dopo l'assunzione di dosi massicce di dietilammide dell'acido lisergico.

5) "Resta inteso che gli aspetti formali correlati alla valutazione rimangono di competenza del docente di disciplina non linguistica." Mi sfugge il senso logico di questa precisazione a margine di un castello di corbellerie, forse i miei neuroni sono troppo snob per abbassarsi al livello di demenza pura. O forse sono troppo stupido per vivere.

In definitiva, penso che la cosa migliore da farsi sia quella di chiedere un parere autorevole al grande capo Estiqaatsi.

Condivido tutte le tue osservazioni.
Aggiungo solo che la totale totale assenza di docenti di DNL non è un'eccezione ma la norma nelle scuole italiane.
Nel caso in cui però nelle scuole vi fosse anche un solo docente di DNL, questa delirante circolare pone dei seri problemi nell'assegnazione delle cattedre, perché potrebbe obbligare i dirigenti scolastici ad assegnare loro tutte le quinte classi dell'istituto perché, appunto, gli unici titolati a fare il clil, mandando magari in malora la continuità didattica e tutti gli altri criteri generali per l'attribuzione dei docenti alle classi.
Sul fatto che in assenza di docenti di DNL ritengo anch'io che l'attivazione del Clil non sia obbligatoria in quanto "raccomandata" e non imposta. Come conciliare però questo aspetto con l'obbligo di verificare quanto svolto con la metodologia clil nel corso dell'esame di stato?
Purtroppo siamo in mano a una manica di dilettanti allo sbaraglio, per giunta imbecilli. La formazione dei docenti per il clil necessiterebbe di investimenti pubblici consistenti e di un tempo di almeno 10 anni. Con la fretta di salvare l'apparenza a scapito della sostanza si finisce per cadere nel ridicolo.
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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 4:43 pm

E ci facciamo ridete dietro da gente i cui antenati adoravano le pietre, dure come la loro testa, mentre da noi si discettava sugli atomi e si progettavano i precursori del laser, senza contare fogne, acquedotti, strade e pomti.Che avvilimento!
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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 4:57 pm

@ gian: un'aggiunta alle tue considerazioni che non fanno una piega, a parte una.

La "raccomandazione" per le scuole che eventualmente fossero sprovviste di personale competente (solo il 99%) riguarda il "come" va fatto, non il "se" va fatto. Che si debba fare, lo dice la riforma Gelmini. Quella "nota del 25 luglio" (al ministero c'è qualcuno dotato di un sottile senso dell'umorismo) riguarda solo le modalità di messa in opera di qualcosa che è stato previsto da norme precedenti.
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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 5:17 pm

sim1979 ha scritto:
Come conciliare però questo aspetto con l'obbligo di verificare quanto svolto con la metodologia clil nel corso dell'esame di stato?
Conosci il "Progetto 92", rimasto in vigore per circa 20 anni negli istituti professionali? Sai che il diploma di istruzione secondaria di secondo grado non poteva essere disgiunto dal conseguimento della qualifica regionale di formazione professionale prevista nell'ambito dell'area professionalizzante nel biennio di postqualifica?
Sai che la commissione all'esame di stato doveva verificare quanto svolto nell'area professionalizzante e integrare perciò i due processi didattici e formativi contemplati per il biennio di postqualifica?
Sai che sistematicamente le commissioni si trovavano ad esaminare spesso classi di candidati che non avevano completato l'iter biennale di 600 ore di formazione nell'ambito dell'area professionalizzante per carenza di fondi perché una mente brillante si era inventata il finanziamento dei corsi dell'area professionalizzante (condizione strutturale di lungo periodo) con i fondi strutturali europei (risorsa strutturale temporanea) e che molte scuole erano impossibilitate per assenza di pecunia a inviare gli studenti a svolgere stage di circa 300 ore in aziende situate in altre regioni?
Sai che in tutti questi anni si è continuato a rilasciare il diploma di istruzione secondaria di secondo grado a prescindere dai risultati formali dell'area professionalizzante e che nessuno, dico, nessuno ha mai invalidato il conseguimento di questo titolo in assenza di concretizzazione dell'iter formativo integrato previsto per questi cicli di studi?

Ebbene, sarà interessante trovare una commissione d'esame che si assumerà giuridicamente il rischio di negare il conseguimento di un titolo perché non ha potuto verificare la metodologia CLIL nell'esame di stato. :-)
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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 5:23 pm

gian ha scritto:


Ebbene, sarà interessante trovare una commissione d'esame che si assumerà giuridicamente il rischio di negare il conseguimento di un titolo perché non ha potuto verificare la metodologia CLIL nell'esame di stato. :-)

Io vedo piuttosto un altro rischio: alunno non ammesso agli esami che fa ricorso contro la scuola per non avere attivato nulla. Evidente vizio di forma, ricorso vinto.
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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 6:17 pm

mac67 ha scritto:
@ gian: un'aggiunta alle tue considerazioni che non fanno una piega, a parte una.

La "raccomandazione" per le scuole che eventualmente fossero sprovviste di personale competente (solo il 99%) riguarda il "come" va fatto, non il "se" va fatto. Che si debba fare, lo dice la riforma Gelmini. Quella "nota del 25 luglio" (al ministero c'è qualcuno dotato di un sottile senso dell'umorismo) riguarda solo le modalità di messa in opera di qualcosa che è stato previsto da norme precedenti.
Scusa, se la riforma Gelmini dice che devi spiccare il volo e la nota ministeriale raccomanda di farlo prendendo una ricorsa di 20 metri in una giornata di maestrale che fai? spicchi il volo perché l'ha prescritto la riforma?

Io sinceramente non vedo nulla di concreto da applicare e ciò che non si può applicare non si applica.
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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 6:19 pm

Prevedo lunghe e animate discussioni sulla lana caprina nei collegi dei docenti. Forse sarebbe il caso che i collegi si attivassero e dessero un chiaro e compatto segnale al ministero, invece di fare salti mortali per realizzare un impossibile che non può essere realizzato.
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steimsav19



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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 6:26 pm

gian ha scritto:
mac67 ha scritto:
@ gian: un'aggiunta alle tue considerazioni che non fanno una piega, a parte una.

La "raccomandazione" per le scuole che eventualmente fossero sprovviste di personale competente (solo il 99%) riguarda il "come" va fatto, non il "se" va fatto. Che si debba fare, lo dice la riforma Gelmini. Quella "nota del 25 luglio" (al ministero c'è qualcuno dotato di un sottile senso dell'umorismo) riguarda solo le modalità di messa in opera di qualcosa che è stato previsto da norme precedenti.
Scusa, se la riforma Gelmini dice che devi spiccare il volo e la nota ministeriale raccomanda di farlo prendendo una ricorsa di 20 metri in una giornata di maestrale che fai? spicchi il volo perché l'ha prescritto la riforma?

Io sinceramente non vedo nulla di concreto da applicare e ciò che non si può applicare non si applica.

Più o meno il discorso che feci in un collegio docenti al Dirigente Scolastico della mia scuola. Mi appellavo non al mio preside ma AI PRESIDI affinché avessero il coraggio di dire al MIUR che la norma che impone il Clil è inattuabile per mancanza di docenti idonei a svolgerlo in maniera seria e decorosa.
Al contempo auspicavo una presa di coscienza del corpo docente, perché non si può continuare ad essere le vestali del politicamente corretto, meri esecutori di qualsiasi cialtronata ministeriale.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 6:41 pm

gian ha scritto:
mac67 ha scritto:
@ gian: un'aggiunta alle tue considerazioni che non fanno una piega, a parte una.

La "raccomandazione" per le scuole che eventualmente fossero sprovviste di personale competente (solo il 99%) riguarda il "come" va fatto, non il "se" va fatto. Che si debba fare, lo dice la riforma Gelmini. Quella "nota del 25 luglio" (al ministero c'è qualcuno dotato di un sottile senso dell'umorismo) riguarda solo le modalità di messa in opera di qualcosa che è stato previsto da norme precedenti.
Scusa, se la riforma Gelmini dice che devi spiccare il volo e la nota ministeriale raccomanda di farlo prendendo una ricorsa di 20 metri in una giornata di maestrale che fai? spicchi il volo perché l'ha prescritto la riforma?

Io sinceramente non vedo nulla di concreto da applicare e ciò che non si può applicare non si applica.

Non sto discutendo di che cosa ritengo ragionevole o fattibile. Su quello, non posso che rincarare la dose che già hai somministrato tu: al Ministero, dai ministri a scendere, non sanno quello che fanno. Ci sono stati 5 anni da quando hanno deciso "si fa il CLIL" e non sono stati capaci di rendere questa decisione operativa, decisione per altro irrealistica, conseguenza del fatto che il Ministero non conosce la scuola che pure dovrebbe gestire. Roba da quinto mondo.
La soluzione era ritirare il CLIL e rimandarlo a quando il personale è formato.

Dopo di che, a noi tocca purtroppo mettere in pratica direttive che ci vengono imposte. E qui sarebbe il caso che i DS, che il polso della situazione dovrebbero averlo, si svegliassero (come su tante altre cose). Ma hanno altro a cui pensare.
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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 6:45 pm

sim1979: il problema è che noi docenti non abbiamo la capacità di imporci a livello di collegio per alzare la nostra voce. Se il 99% delle scuole che si trovano nelle condizioni di applicare le direttive sul CLIL facessero sentire la loro voce agendo proprio sulle procedure tecniche credo che molte cose cambierebbero.
Qui non si tratta di scendere in piazza per chiedere l'aumento di stipendio o l'assunzione dei precari o la rimozione dall'alto di una disposizione inapplicabile. Si tratta di mettere il legislatore o il governo nelle condizioni di prendere atto di una realtà de facto e applicare, di conseguenza, i necessari correttivi.
Se invece vogliamo fare i salti mortali e attivare ridicoli accorgimenti che salvano l'apparenza almeno sul piano formale non facciamo altro che avallare una norma che allo stato attuale è priva di fondamento.

Ci sono scuole che il registro elettronico non l'hanno adottato a causa dell'impossibilità tecnica e finanziaria di farlo. Scuole che operano in piena legittimità. Altre scuole si sono adattate velocemente alla disposizione inventandosi soluzioni inapplicabili che generano solo caos.
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MessaggioOggetto: Re: Clil obbligo o no   Sab Set 20, 2014 6:46 pm

gian ha scritto:
Prevedo lunghe e animate discussioni sulla lana caprina nei collegi dei docenti. Forse sarebbe il caso che i collegi si attivassero e dessero un chiaro e compatto segnale al ministero, invece di fare salti mortali per realizzare un impossibile che non può essere realizzato.
Ma no ! Si tratta solo di compilare qualche foglio di carta in più.
Se poi la maturità si farà "in famiglia" preparati ad una scorpacciata di taralluci e vino.
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