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 E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...

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paniscus



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MessaggioOggetto: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Mer Gen 22, 2014 7:56 pm

In un forum ad argomento genitoriale, mi hanno girato la seguente cosa (ovviamente corredata di gridolini di entusiasmo, e di apprezzamenti su quanto sia bella e interessante):

http://www.internazionale.it/opinioni/annamaria-testa/2014/01/21/novantacinque-tesi-sulla-scuola/

Devo ammettere di aver sbottato in maniera abbastanza pesante.

Mi sono rotta, strarotta, ma veramente strafracassata tutto il fracassabile, di dovermi sorbire continuamente lezioni spocchiose su "come dovrebbe funzionare la scuola" o su "come si dovrebbe lavorare a scuola" da parte di gente che ha competenze e professionalità completamente estranee alla scuola stessa (o in qualche caso non ha nemmeno quelle) e che non ha la più pallida idea di come si viva effettivamente nelle scuole vere nella realtà di tutti i giorni, e di cosa facciano o non facciano gli insegnanti veri.

Comincio veramente a trovare vergognoso questo andazzo mediatico (che poi si risolve quasi sempre in un attacco spregiativo e violentissimo alla professionalità degli altri) in cui si trova perfettamente normale che pontificare sulla scuola e spiegare agli insegnanti come dovrebbero fare il loro mestiere spetti agli economisti, ai giornalisti, ai veterinari, ai pubblicitari, agli albergatori, agli attori, alle ballerine, ai preti, agli allenatori di calcio o alle presentatrici televisive, a tutti, TRANNE a chi conosce da vicino la realtà della scuola e ha professionalità ed esperienza specifica in quel campo.

E basta!

Una delle affermazioni più surreali, tanto per capirci, è la numero 20: "in aula sarebbe bello sentire di più le voci dei ragazzi".

Ma veramente l'illuminatissima opinionista non lo sa che, nella stragrande maggioranza dei casi, ci si trova di fronte al problema esattamente contrario? Ovvero, che le voci dei ragazzi (spesso anche altissime, sguaiate, sghignazzanti, e in qualche caso anche infarcite di parole volgari, o comunque completamente fuori tema rispetto all'argomento della lezione) dominano inesorabilmente l'intero tempo di lezione, e non si riesce a lavorare perché si sentono SOLO quelle, e non c'è verso di ottenere un minimo di attenzione per almeno cinque minuti di seguito?????

La signora Annamaria Testa, nello specifico, che mestiere fa?

Fa nientemeno che la PUBBLICITARIA.

Ovvero, non è affatto competente in educazione, e nemmeno in informazione giornalistica, ma è competente nell'arte di scrivere e disegnare messaggini attraenti e accattivanti per piacere al lettore e per convincere il pubblico a comprare un prodotto o a votare un certo candidato, indipendentemente che il contenuto sia corretto o no, o che lei stessa ci creda davvero o no.

E quindi che si pretende, che le sue esternazioni siano realistiche e significative dal punto di vista dei contenuti?

Ma roba da chiodi...

L.

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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Mer Gen 22, 2014 8:23 pm

Ma gli illuminati luminari della Bocconi non c'hanno una mazza da fare oltre ad occuparsi di aria fritta?

Stavo leggendo le pirle di saggezza dell'illuminata luminare, ma arrivato alla sedicesima pirlata ho idealmente detto all'esperta comunicatrice una frase che ero solito postare anni fa nel forum dei troll di Punto Informatico:
Citazione :
Ma... trombare?
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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Gio Gen 23, 2014 1:23 am

gian ha scritto:
Ma gli illuminati luminari della Bocconi non c'hanno una mazza da fare oltre ad occuparsi di aria fritta?

Stavo leggendo le pirle di saggezza dell'illuminata luminare, ma arrivato alla sedicesima pirlata ho idealmente detto all'esperta comunicatrice una frase che ero solito postare anni fa nel forum dei troll di Punto Informatico:
Citazione :
Ma... trombare?
Ma l'hai vista ?
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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Gio Gen 23, 2014 1:27 am

gian ha scritto:
Ma gli illuminati luminari della Bocconi non c'hanno una mazza da fare oltre ad occuparsi di aria fritta?

Stavo leggendo le pirle di saggezza dell'illuminata luminare, ma arrivato alla sedicesima pirlata ho idealmente detto all'esperta comunicatrice una frase che ero solito postare anni fa nel forum dei troll di Punto Informatico:
Citazione :
Ma... trombare?
A dire il vero tra le prime 16 ci sono diverse cose corrette, anche se risapute e quindi inutili ma non stupide.
Leggi la 17
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stefy1879



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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Gio Gen 23, 2014 8:15 am

Il problema è che se lei è abituata ad insegnare alla Bocconi fa molta fatica ad immesimarsi nel punto di vista di chi lavora alle medie o in un professionale. Vorrei vederla come applica i suoi principi con certe classi, cmq ci sono anche cose corrette.La metacognizione per esempio non è conosciuta e praticata da tutti i docenti.
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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Gio Gen 23, 2014 11:58 am

stefy1879 ha scritto:
Il problema è che se lei è abituata ad insegnare alla Bocconi fa molta fatica ad immesimarsi nel punto di vista di chi lavora alle medie o in un professionale. Vorrei vederla come applica i suoi principi con certe classi, cmq ci sono anche cose corrette.La metacognizione per esempio non è conosciuta e praticata da tutti i docenti.
Due anni fa mi sono laureato per la seconda volta in ingegneria (a 45 anni)
Ho avuto modo di fare il paragone tra me ed i miei compagni di corso ventenni.
La principale differenza che ho notato è stata proprio sulla "metacognizione": io ero perfettamente consapevole di cosa sapevo e di cosa non sapevo, di cosa dovevo capire, studiare, memorizzare, collegare con le altre discipline; loro non lo erano (i più).

Sembrerebbe quindi che ti debba dare ragione ..... ma assolutamente non è così.

A me nussono mai ha insegnato la metacognizione; negli anni (di tecnico industriale, da adolescente) l'ho sviluppata da solo; mi venivano richieste prestazioni, cercavo di ottemperare, se non riuscivo prendevo un brutto voto e mi interrogavo su cosa avesse fallito, cercando le ragioni dell'insuccesso in me e non nei professori.

Quindi se io possiedo adeguate capacità metacognitive non lo devo alla scuola e se loro non le possiedono non è per quello che la scuola non gli ha dato.

Piuttosto se dobbiamo colpevolizzare la scuola di oggi dobbiamo dire che proprio l'averla snaturata, col fine di far ottenere il "successo scolastico" a tutti, anche ai peggiori, ci ha portato a polverizzare il sapere in porzioni minime e facilmente digeribili, tali da essere comprese anche dagli stupidi e dagli svogliati, con il risultato che "quelli buoni" non dovendosi sforzare, finiscono col non sviluppare la metacognizione.

Ma poi qualcuno di voi saprebbe come svilupparla ?
Mi fate un esempio pratico ?

Mi individuate un argomento di lezione qualsiasi (ma ben individuato, tipo "la poetica di Leopardi" oppure "il legame covalente" oppure "le equazioni di primo grado" oppure "Federico Barbarossa") e mi fate vedere come ne impostate la didattica in ottica metacognitiva ?

Magari sono io che non riesco ad adattarmi a nuovi e migliori modi di insegnare; io tento di replicare quello che fecero 30 anni fa i miei professori; so per certo che loro hanno fatto un buon lavoro, perchè io le cose che mi hanno insegnato le ho imparate; sbaglio ?
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Gio Gen 23, 2014 1:22 pm

avidodinformazioni: scusa se ti faccio una domanda che non c'entra niente, ma per caso ti sei ri-iscritto al forum di recente, ma circa un anno fa scrivevi con un altro nick? Se poi non ti va di dirlo, lascia perdere... ma l'impressione c'è!
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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Gio Gen 23, 2014 3:19 pm

paniscus ha scritto:
avidodinformazioni: scusa se ti faccio una domanda che non c'entra niente, ma per caso ti sei ri-iscritto al forum di recente, ma circa un anno fa scrivevi con un altro nick? Se poi non ti va di dirlo, lascia perdere... ma l'impressione c'è!
Roberto_R, avevo avuto una simpatica discussione con anecoico
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Gio Gen 23, 2014 3:31 pm

Ah, allora ci avevo preso!

Non avevo voluto citare il nick vecchio per scelta, perché pensavo che tu non volessi, ma in effetti ti avevo identificato esattamente con quello!

L.
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stefy1879



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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Gio Gen 23, 2014 6:44 pm

Rispondo ad avido: la metacognizione è un metodo di conoscenza del funzionamento della propria mente, si può riassumere in IMPARARE AD IMPARARE, conoscere i propri meccanismi.Non è un modo x impostare le lezioni, ma uno strumento per rendere consapevoli gli alunni di come imparano o non imparano.Quindi se Pierino non impara le tabelline o non si ricorda un capitolo dei Promessi Sposi, non si tratta di cambiare la lezione ma di renderli consapevoli di come funziona la loro mente rispetto ad un determinato problema. Mi rendo conto che è un concetto molto generale, e per chi è gia dotato di natura, intelligente per dirla con un termine abusato,questo processo lo attua spesso in modo autonomo, può essere utile per i ragazzi in difficoltà sopratutto per la motivazione. Ma anche qui non è semplice, se non c'e interesse da parte dello studente.Non è assolutamente un nuovo modo di insegnare, può essere in alcuni casi uno strumento in più.Tu le cose le hai imparate in piccola parte per un buon lavoro dei tuoi professori e in gran parte per tue dote personali.Sbaglio oppure tutti i tuoi ex compagni di corso hanno raggiunto il tuo stesso livello?
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Gio Gen 23, 2014 7:05 pm

Stefy: quello che avido, io e diversi altri stiamo cercando di dire è che a tutti 'sti famosi alunni "in dificoltà sulle motivazioni" è IMPOSSIBILE far nascere le motivazioni dal nulla con un'azione artificiosa che arriva dall'esterno, se a un certo punto non scatta nella loro testa l'esigenza di crearsele e cercarsele da soli, queste benedette "motivazioni".

Uno studente, per il solo fatto di essere a scuola, la motivazione dovrebbe avercela in partenza, o almeno dovrebbe avere chiaro in partenza che quella di trovarsi una motivazione, se ancora non ce l'ha, è una responsabilità sua.

Se uno studente vuole imparare ma non ci riesce, io sono la primissima a farmi tutte le autocritiche possibili, a modificare il metodo, a correggere il linguaggio, e ad andargli incontro in qualsiasi modo possibile.

Ma se lo studente NON VUOLE imparare, vogliamo avere il coraggio una buona volta di dire che sono soprattutto affari suoi, e che dobbiamo smetterla di sentirci in colpa per non essere riusciti a scodellargli una motivazione già pronta e bella calda?
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stefy1879



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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Gio Gen 23, 2014 7:31 pm

Sono d accordo su tutto con te e nessuno deve sentirsi in colpa o a disagio per alunni che non riescono.Anzi ti dirò di più io avrei lasciato l obbligo scolastico alla terza media, e poi tutti a lavorare o al massimo a fare un veloce corso professionale tipo parrucchiera. "Meglio un bravo meccanico che un cattivo medico",la vita non è solo scuola e si può essere felici e forse anche piu ricchi con una professione non intellettuale. Il mio discorso sulla metacognizione , era solo per dire che esiste uno strumento in piu, è difficile dire se è impossibile che funzioni almeno un po o per nulla sulla motivazione, perché ogni caso è a se.Dire che sono affari suoi, può andare bene alle superiori, non alle medie o alle elementari, visto che è scuola dell obbligo dobbiamo almeno provarci, non impazzire o rovinarci la salute, ma provarci.Anche perché questi alunni sono gli stessi che cvi ritroverete alle superiori, ed il percorso scolastico di solito segue una traccia ben precisa, ossia pochi o nessuno in difficoltà alle elementari o medie sono sbocciati alle superiori anzi di solito sono conferme di problemi. Un significato diverso potrebbe essere questo: questi alunni sono il bello o il brutto della nostra professione ossia ci fanno dannare ma sono quelli che ci mettono alla prova come docenti, insegnare a quelli bravi come capacità e comportamento sono capaci ( quasi ) tutti.
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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Ven Gen 24, 2014 1:27 am

stefy1879 ha scritto:
Rispondo ad avido: la metacognizione è un metodo di conoscenza del funzionamento della propria mente, si può riassumere in IMPARARE AD IMPARARE, conoscere i propri meccanismi.Non è un modo x impostare le lezioni, ma uno strumento per rendere consapevoli gli alunni di come imparano o non imparano.Quindi se Pierino non impara le tabelline o non si ricorda un capitolo dei Promessi Sposi, non si tratta di cambiare la lezione ma di renderli consapevoli di come funziona la loro mente rispetto ad un determinato problema. Mi rendo conto che è un concetto molto generale, e per chi è gia dotato di natura, intelligente per dirla con un termine abusato,questo processo lo attua spesso in modo autonomo, può essere utile per i ragazzi in difficoltà sopratutto per la motivazione. Ma anche qui non è semplice, se non c'e interesse da parte dello studente.Non è assolutamente un nuovo modo di insegnare, può essere in alcuni casi uno strumento in più.Tu le cose le hai imparate in piccola parte per un buon lavoro dei tuoi professori e in gran parte per tue dote personali.Sbaglio oppure tutti i tuoi ex compagni di corso hanno raggiunto il tuo stesso livello?
Sono sempre stato il numero 2, tranne all'università (prima laurea) dove ero il numero 2000 (nel senso che all'università ce n'erano un bel po' più bravi di me).
Alle superiori eravamo in 5 su 18 a sapere almeno benino un po' di tutto; quindi no, non tutti hanno raggiunto il mio livello (qualcuno però lo ha superato).
Riguardo alla metacognizione posso concordare con te che se gli studenti riescono a capire quali sono i punti di forza e di debolezza del loro cervello possono gestirli per migliorare l'apprendimento; io ho sempre inquadrato questa questione sotto la voce "trovare il metodo di studio adatto a se stessi".
Se avessero la testa trasparente io potrei anche indirizzarli, ma non è così.
Come faccio io a valutare i loro processi mentali (cognitivi ?).
Io al massimo posso rispondere alle loro domande e fugare i loro dubbi, eventualmente demolendo le costruzioni errate che si sono fatti (misconcetti ?).
Questo però passa per le loro domande; io ne facevo tante, loro ne fanno poche, la più ricorrente delle quali è: "posso andare in bagno ?"
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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Ven Gen 24, 2014 1:35 am

paniscus ha scritto:
Uno studente, per il solo fatto di essere a scuola, la motivazione dovrebbe avercela in partenza, o almeno dovrebbe avere chiaro in partenza che quella di trovarsi una motivazione, se ancora non ce l'ha, è una responsabilità sua.
Diciamo che un'attenuante ce l'hanno.
Ai miei tempi chi usciva dal tecnico industriale con un buon voto riceveva diverse proposte di lavoro a tempo indeterminato (il tempo determinato non c'era).
Oggi non è più così; nemmeno lontanamente.
I ragazzi più immaturi non studierebbero mai solo per amore della cultura e se gli togli la convenienza .....
Poi ai miei tempi c'erano due sole possibilità: ascoltare il professore oppure ascoltare il tuo compagno di banco; oggi c' è facebook, youporn, la psp, il nintendo DS ..... ; ma questo è un altro discorso, qui si va fuori dalle attenuanti.
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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Ven Gen 24, 2014 1:37 am

stefy1879 ha scritto:
.... questi alunni sono il bello o il brutto della nostra professione ossia  ci fanno dannare ma  sono quelli che ci mettono alla prova come docenti, insegnare a quelli bravi come capacità e comportamento sono capaci (  quasi ) tutti.
Si, questo è vero; a volte però riescono anche ad impedire di insegnare ai bravi (classi zoo).
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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Ven Gen 24, 2014 1:43 am

stefy1879 ha scritto:
Dire che sono affari suoi, può andare bene alle superiori, non alle medie o alle elementari, visto che è scuola dell obbligo dobbiamo almeno provarci, non impazzire o rovinarci la salute, ma provarci.

Anche perché questi alunni sono gli stessi che cvi ritroverete alle superiori, ed il percorso scolastico di solito segue una traccia ben precisa, ossia pochi o nessuno in difficoltà alle elementari o medie sono sbocciati alle superiori anzi di solito sono conferme di problemi. Un significato diverso potrebbe essere questo: questi alunni sono il bello o il brutto della nostra professione ossia  ci fanno dannare ma  sono quelli che ci mettono alla prova come docenti, insegnare a quelli bravi come capacità e comportamento sono capaci (  quasi ) tutti.

A dire il vero, anche le superiori si collocano in una zona grigia. A me sono capitati (e capitano sempre più) tanti ragazzi coinvolti negativamente da una spirale di cui non si capisce l'origine: questi ragazzi vorrebbero continuare gli studi (la motivazione si evince da tante sfumature), ma le competenze che hanno non gli permettono di realizzare il successo scolastico (a meno che non li si porti avanti a calci nel sedere) e l'insuccesso genera la problematicità. Spostati dal contesto, molti sono bravi ragazzi con cui si dialoga (aspetto positivo), spesso caratterizzati da una fragilità mascherata. D'altra parte le difficoltà sono strutturali e difficilmente sanabili, a dispetto della fuffa erogata dagli esperti. In passato esistevano, per questi ragazzi, gli istituti professionali, poi a partire dal progetto 92 si è stabilito che anche in questo settore non si può fare a meno di conoscere la fuffologia, introdotta incrementando sensibilmente il numero di discipline, mantenendo invariati i contenuti in termini quantitativi e azzerando, quasi, le esercitazioni pratiche.

Cosa fare di questi ragazzi? lasciarli al macero, in attesa dell'abbandono definitivo, perché sono irrecuperabili, malgrado le boiate erogate ogni anno dalle alte sfere ministeriali per far arrampicare la Scuola sui vetri? Mi chiedo sempre quanti di questi ragazzi avrebbero potuto intraprendere una carriera scolastica più brillante se fossero stati oggetto di selezione nelle prime fasi. Quante vite ha rovinato e quante ne rovinerà l'eccesso di garantismo (fine a se stesso) imposto ai cicli dell'istruzione primaria e secondaria di I grado?
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MessaggioOggetto: Re: E dopo i veterinari, ecco i pubblicitari...   Ven Gen 24, 2014 2:07 am

gian ha scritto:
Quante vite ha rovinato e quante ne rovinerà l'eccesso di garantismo (fine a se stesso) imposto ai cicli dell'istruzione primaria e secondaria di I grado?  

Garantismo becero della peggiore specie.

Ok, ammettiamo che come professore non valga nulla, non faccio programmazione, non spiego, faccio verifiche vergognose, non rispetto nessuna regola, piglio a calci i DSA .... do i compiti al sabato (pare che sia vietato).
Sono il peggio del peggio e tutto quel che è sbagliato fare io lo faccio.
A fine anno mi accorgo che i miei alunni non sanno nulla e li boccio tutti.
Mi fanno ricorso e giustamente emerge che è tutta colpa mia.
Che si fa ? Qualsiasi giudice accoglierebbe il ricorso e li promuoverebbe d'ufficio.
Bravo coglione ! quando si ritroveranno in una classe successiva, magari con un prof migliore, come faranno senza basi ?
Se fosse possibile fare la seconda senza aver fatto la prima tanto varrebbe accorciare di un anno il ciclo no ? Risparmio assicurato.
La cosa saggia da fare sarebbe far pagare i danni ala scuola (e magari a me) e lasciargli la bocciatura.

E' una cosa che comprendo solo io ?

Ma a sti genitori che cercano cavilli per fare promuvere i figli non dovrebbero togliere la patria potestà ?
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