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 Autorevolezza e gestione classe

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Laura70



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MessaggioOggetto: Autorevolezza e gestione classe   Ven Mar 25, 2011 5:21 pm

Promemoria primo messaggio :

buon pomeriggio a tutti

forse mi avete già letto in altri post e vi espongo oggi questo mio stato d'animo.

Sto andando in crisi perchè ho parecchi problemi a gestire una classe prima superiore che in cui insegno (inglese) da ottobre (a parte una breve interruzione tra dicembre e gennaio). Non sono la loro insegnante titolare ma sostituisco l'insegnante che è appunto entrata in malatti a fine ottobre.

Soprattutto con me e con un altro docente ci sono problemi di disciplina. Due - tre elementi creano scompiglio, si alzano, un addirittura prova ogni volta ad ascoltare la musica (cosa che io puntualmente gli impedisco di fare). Non sembrano interessati alla materia, chiacchierano in continuazione, non eseguono sempre i compiti a casa cosa che io cerco di indicare sul registro ma pare che questo a loro non importi.
Ovviamente i risultati non sono esaltanti e solo 4-5 hanno voti che superano la sufficienza.

Anche oggi pomeriggio ci stavo pensando, a volte mi sento una fallita e devo dire che è la prima classe che mi fa sentire così.
Ho fatto una breve ricerca in rete e ho trovato questo blog

http://laprofessoressavirisponde.blogspot.com/2010/09/come-si-entra-in-classe-seconda-parte.html

lo conoscete?

questa prof. parla di autorevolezza e al modo in cui si dovrebbe entrare in classe.
Voi riuscite ad avere la giusta autorevolezza?
sono l'unica ad avere questo problema? siamo già a fine marzo e forse è troppo tardi per trovare una soluzione purtroppo...
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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Sab Ago 24, 2013 9:20 pm

...


Ultima modifica di LM2012 il Dom Ago 25, 2013 10:51 pm, modificato 1 volta
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Laura70



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Sab Ago 24, 2013 9:25 pm

ecco concretamente!
pensando a questa classe che ormai non esiste più... ho provato di tutto fermarmi finchè non si placavano e non andare avanti (un consiglio della Isabella Milani, ricordate?), cercare di non alzare la voce e poi seguire i consigli di altri tipo: dare le note (che poi rimanevano sul registro e basta o sui diari), convocare i genitori, dare compiti di copiatura come castigo, neppure i voti bassi servivano...
un giorno di dicembre siamo stati un'ora intera a parlare dei problemi di comportamento, mentre alcuni discutevano dell'argomento altri continuavano a fare gli affari loro...
pensate che con la prof. di matematica e scienze erano degli angioletti!


Ultima modifica di Laura70 il Sab Ago 24, 2013 9:27 pm, modificato 1 volta
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Sab Ago 24, 2013 9:26 pm

Nono, qui ci è, altro che!!!   :-O  (mi riferisco all'intervento di lm)

Laura, non mi viene in mente nulla per cercare di rispondere alla tua domanda.
L'unica cosa che so, e che tu sai meglio di me, è che una volta perso il controllo in una classe è difficilissimo recuperarlo, qualsiasi cosa si faccia  loro fanno a gara a chi fa peggio (non contro di te, ma per essere vincenti nell'immagine del negativo agli occhi dei compagni) 

Non mi sembra un male l'approccio in lingua straniera, anzi.....

Un augurone grosso affinchè il prossimo anno, con le prime, le cose vadano meglio :-)
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Laura70



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Sab Ago 24, 2013 9:29 pm

Ire ha scritto:


Un augurone grosso affinchè il prossimo anno, con le prime, le cose vadano meglio :-)
grazie Ire!
con le prime lo scorso anno è andata molto bene, con le seconde dipendeva dai giorni ed in una sola c'erano solo alcuni elementi un po' disturbatori, ma niente come la terza. :-)
poi vi dirò come va.
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Sab Ago 24, 2013 11:29 pm

Laura70 ha scritto:
Ire ha scritto:


Un augurone grosso affinchè il prossimo anno, con le prime, le cose vadano meglio :-)
grazie Ire!
con le prime lo scorso anno è andata molto bene, con le seconde dipendeva dai giorni ed in una sola c'erano solo alcuni elementi un po' disturbatori, ma niente come la terza. :-)
poi vi dirò come va.
Una volta i ragazzi rispettavano le persone adulte in quanto tali. Figuriamoci gli insegnanti. Oggi i ragazzi rispettano solo chi ha il "potere" e gli insegnanti non hanno più alcun potere. Ho messo volutamente "potere" tra virgolette per non aprire una disquisione dialettica-interpretativa sul significato di potere.
Si dice che l'insegnante deve avere autorevolezza. Certo, ma deve avere anche gli strumenti necessari (che non sono esclusivamente le risorse personali....) per poterla esercitare.
Se in classe entra per la prima volta un insegnante con le spalle quadrate e con il viso accigliato avrà molte più chances di primo impatto a suo favore, che non una minuta insegnante dall'aria dolce e comprensiva (anche se sono sicuro che ci sono tanti altri disposti a giurare il contrario). Questo oggi, perché 50 anni fa avrebbero avuto tutte e due le stesse credenziali nei confronti della classe.
Allora, oggi, gli insegnanti come li dobbiamo selezionare, in base ai concorsi fatti di titoli culturali ed esami o in base alle loro capacità di controllare i leoni nel circo e/o di affabulare le folle? E, in ultima analisi, esiste o non esiste un consiglio di classe fatto da 10 insegnanti (scuole secondarie) che deve dettare le regole e farle rispettare somministrando anche la sospensione dalle lezioni (meglio senza obbligo di frequenza) e far ripetere l'anno. Pensate un po', 40 anni fa il "potere" di far ripetere l'anno ad un alunno lo possedeva il singolo insegnante. Oggi questo lusso non se lo può permettere nemmeno un intero consiglio che subito viene additato di incapacità professionale. D'altronde questi sono i frutti che hanno prodotto gli ultimi governi....Perché i governi sono come i genitori: pessimi genitori, pessimi figli; pessimi governi, pessimo popolo.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Dom Ago 25, 2013 12:19 pm

LM2012 ha scritto:
Occorre capire che i discenti percepiscono nel docente un "adulto" e l'"autorità". Rprendendo Totem e tabùdi reud, si può dire che il baccano in classe è il modo con cui l'orda dei fratelli uccide il docente-padre-Dio, facendo baccano come "festa" totemica [bella questa mia osservazione, ma la riporto sul mio blog !].....
Autocelebrazione su osservazioni che, perdonami LM, stanno diventando sempre più "demenziali" e, come tali, preoccupanti. Stai inondando il forum di topic e post che trovo allarmanti nei contenuti e nello stile. Una cosa è certa LM, sei ripetitivo (troppo) e, purtroppo, non hai il dono della sintesi (assenza totale)!!!


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ash



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Dom Ago 25, 2013 4:40 pm

LM2012 ha scritto:
Occorre capire che i discenti percepiscono nel docente un "adulto" e l'"autorità". Rprendendo Totem e tabùdi reud, si può dire che il baccano in classe è il modo con cui l'orda dei fratelli uccide il docente-padre-Dio, facendo baccano come "festa" totemica [bella questa mia osservazione, ma la riporto sul mio blog !].
Allora il docente finisce letteralmente "in pasto" ai discenti. E ogni classe di tutta Italia è un simile orda dei fratelli parricidi [per dirla con Freud], in cui il docente è la vittima sacrificale, sacrificato sull'altare della festa, a mò di orgia perversa e prevaricatrice.
A questo punto è chiaro osservare che il docente NON DEVE CEDERE E NON DEVE CADERE IN QUESTO GIOCO ... Mai mostrarsi timorosi o arresi ...
La verità è che il docente entra in questa fossa dei leoni o in questo circo da domatori di leoni, che è la classe, e sembra non poterci fare nulla ... che cosa hanno questi diavoletti ? Essi sono angosciati, in cuor loro, e vincono l'angoscia compiendo l'atto grandioso e liberatorio dell'uccisione dell'adulto, che simboleggia lo stato-istituzione, il padre, Dio [in ultima analisi
COSA DEVE FARE IL DOCENTE ? COSA PUO' FARE CONCRETAMENTE ? ci penso, ma vorrei dire che questi discenti non sono "integrati": sono "apocalittici" ... [essi vogliono la liberazione dall'angoscia, e protestano contro il docente perchè lui, l'adulto, l'autorità protettiva [che dovrebbe proteggere], lo stato-che-non-protegge contro cui protesta la mafia, lui non consce LA RISPOSTA, alle loro attese, alle loro angosce, alle loro speranze ...].
scusa, non offenderti, ma, se dici sul serio, stai delirando!

Mi spiace tu intenda la scuola così, una classe di ragazzi così, in un modo così terribile. Mi spiace per te, non per la classe, perché per essa, tu puoi apparire uno dei tanti prof con cui non vanno d'accordo e amen... ma tu perdi tutto il buono di un lavoro bellissimo, ti precludi a priori tutta una serie di rapporti che potrebbero venire a crearsi con delle giovani menti e tutta una serie di stimoli, che ti aiuterebbero a capire le cose sempre meglio.

P.S.: mi spieghi l'uso di tutte 'ste parentesi?
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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Dom Ago 25, 2013 4:59 pm

...


Ultima modifica di LM2012 il Dom Ago 25, 2013 10:50 pm, modificato 1 volta
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Dom Ago 25, 2013 6:54 pm

ash ha scritto:
scusa, non offenderti, ma, se dici sul serio, stai delirando!
Non sta delirando Ash; devi leggere nel registro simbolico quanto scrive in queste righe LM (e il lettore dovrebbe facilmente capire di slittare sul registro del simbolico, in quanto LM cita alcuni concetti di psicoanalisi); e tuttavia il registro simbolico non è poi così lontano dal registro reale, viste alcune classi e alcuni indirizzi e viste le cose che si vedono in youtube e su Scuola-zoo, che guardacaso si chiama proprio "zoo".

LM2012 ha scritto:
Vedo che ci sono docente che interpretano ancora la scuola secondo le prospettazione del libro "Cuore" di Edmondo De Amicis
Peraltro, la dicotomia tra insegnante deamicisiano - come dice LM - e insegnante meno idealizzato è tanto forte quanto la dicotomia tra attivismo pedagogico e disciplinarismo pedagogico e tanto forte come la dicotomia tra insegnamento missione o professione.

Quindi, ci saranno sempre colleghi che la vedranno in un modo e colleghi che la vedranno in un altro modo: ma poi su entrambi su impone la realtà.
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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Dom Ago 25, 2013 7:00 pm

ciao ciao ...


Ultima modifica di LM2012 il Dom Ago 25, 2013 7:14 pm, modificato 1 volta
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Dom Ago 25, 2013 7:08 pm

.


Ultima modifica di LucaPS il Dom Ago 25, 2013 7:25 pm, modificato 1 volta
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Dom Ago 25, 2013 7:23 pm

Luca ti stimo per quel che ho potuto capire di te, dai diversi scambi di opinione che abbiamo avuto!! Mi sto rendendo conto che sei l'unico nel forum ad essere nella stessa lunghezza d'onda di LM, o meglio sei riuscito a sintonizzarti e a capire i suoi post demenziali con i quali, mi pare di capire, ti trovi in parte d'accordo!?!?!?
Ti prego non farlo, risintonizzati su una frequenza umana e non umanoide....ti pregoooooo!!!
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Dom Ago 25, 2013 7:28 pm

giovanna onnis ha scritto:
Luca ti stimo per quel che ho potuto capire di te
Arrossisco imbarazzato per la stima della collega Giovanna: io timido.

Per la distinzione tra umano e umanoide... "homo sum, humani nihil a me alienum puto" sia da persona di buona volontà (anche un po' cristiana, ancorchè conflittuale) e sia da insegnante.

Eppoi, condivido perte delle cose che dice LM.

F.to, Luca Umanoide.
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ash



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Dom Ago 25, 2013 8:55 pm

Guarda Luca, io ho insegnato in IPSIA e insegno tuttora nei professionali... da 12 anni. Quindi parlo per esperienza. E, onestamente, tutte le belle parole spese da te e da LM, alla luce della mia esperienza, mi sembrano solo, appunto, parole. Che dici LM??? Taglio alla gola? A me hanno detto di essere mafiosi e che me l'avrebbero fatta pagare. Minacce alle auto? Anche io le avute (e ho avuto anche la macchina rigata). Ho sempre cercato di capire e sempre cercato di gestire le situazioni con tutto l'impegno e la professionalità possibili. Onestamente, me ne frego un po' di tutte le teorie psicologiche e psicoanalitiche, quando poi mi trovo davanti a qualcuno che non le sa applicare nelle situazioni reali. I suicidi ci sono perché sono UMANI. Il massimo che posso fare per i miei studenti (persone in una fase molto delicata della loro vita, che stanno crescendo, che spesso hanno delle situazioni molto difficili alle spalle e che, forse, in qualche modo, nel mio piccolo, posso aiutare) e, in generale, per le persone che ho intorno è aprirmi con tutta la forza che posso, tenermi vigile, osservare e osservare e osservare senza stancarmi, mettere in campo tutta la mia sensibilità e la mia esperienza di vita e professionale. Quando un insegnante entra in classe, quello che dà non è solo quello che sa, ma quello che è.

I suicidi non li aiuto con i libri di psicologia. Io no. Non è il mio campo. Io non mi improvviso e uso nella vita solo ciò in cui mi sento competente. Anzi, le persone che tentano di usare materie che non dominano, solitamente, fanno danni. Ma le persone si possono aiutare in molti altri modi, soprattutto gli adolescenti. Spero di non trovarmi mai di fronte a un mio studente che si suicida, ma se la vita dovesse riservarmi una esperienza di questo tipo, credo che non mi verrà mai in mente che studiandomi ennemila libri di psicologia avrei potuto salvarlo. Penserò piuttosto a quanto superficiale sia stata nell'osservarlo e, a ritroso, con un grande senso di colpa, mi chiederò cosa avrei potuto fare per lui.

Perdonami anche tu, Luca, ma se LM usa in un topic come questo un livello di scrittura che deve essere decodificato attraverso una interpretazione simbolica allora ha sbagliato tutto. Niente di più concreto dell'argomento di questo topic, per un insegnante.

Poi se vogliamo disquisire della pura teoria, allora io non sono interessata. Ho visto che nella pratica mi aiuta poco.

LM, ogni tanto tiri fuori anche qualcosa di originale o ti appigli sempre e solo a citazioni per esprimerti?

P.S.: io "Cuore" non l'ho manco mai letto, dici che dovrei?
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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Dom Ago 25, 2013 9:07 pm

...


Ultima modifica di LM2012 il Dom Ago 25, 2013 10:50 pm, modificato 1 volta
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ash



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Dom Ago 25, 2013 9:50 pm

ecco, quando parli in modo così diretto ci capiamo meglio :-)

Sì purtroppo sono tanti gli insegnanti in difficoltà e nessuno, dall'alto, aiuta. Non c'è un manuale dell'insegnante, solo tante disposizioni e circolari e direttive da eseguire senza istruzioni. Tutti si aspettano sempre molto da noi insegnanti e chiunque pensa di potersi permettere di mancarci di rispetto (parli dei ragazzi, io citerei anche qualche genitore e qualche ds...). Purtroppo la situazione è questa e io sono assolutamente d'accordo con te, è una situazione triste e avvilente. Ai giovani insegnanti io posso solo dire che si deve continuare ad aver fame di imparare. Non le materie, chiaramente, che quelle ci appassionano quasi naturalmente. Occorre avere fame di imparare il mestiere, non ci si deve scoraggiare e, men che meno, si deve mollare. All'inizio ogni lavoro è difficile. Io ho sempre guardato con ammirazione alcuni miei colleghi e ho cercato, con l'osservazione e il dialogo, di capire come fare, di vedere cosa di loro mi colpiva, cosa di loro mi piaceva nel tenere la classe, di capire dove fosse il "mio modo", dove fosse la MIA professionalità. E poi osservare i propri percorsi, per imparare anche da se stessi, e aprirsi a chi si ha davanti, se ci si chiude, la classe diventa ostile. L'apertura deve essere totale, senza timori, ma in classe comando io, sono io il riferimento. Punto.
Devo sempre essere cosciente di cosa sto facendo, sempre essere consapevole, questo è importante.

Però capisco che per gli insegnanti di sostegno sia ancora diverso. Lo vedo anche con i miei colleghi, vedo che i ragazzi tendono a rispettarli meno. E io, nelle mie ore, mi arrabbio e li obbligo anche a scusarsi. Così come obbligo i miei ragazzi a salutare cortesemente l'entrata e l'uscita dei bidelli, quando consegnano le comunicazioni, perché altrimenti loro se ne fregano, e non è educato e rispettoso del lavoro degli altri.

Spendo tantissimo tempo (troppo) a discutere di tutto, perché il primo obiettivo che mi pongo è quello di insegnare loro ad usare la testa, a ragionare. Loro sono spesso come dei computer in stand by, è come se fossero accesi ma a riposo, con la mente. E io, nelle discussioni, per provocarli, dico anche cose che non penso, cose che cozzano contro le ovvietà, e loro si scaldano e me ne dicono di ogni, e io rispondo per far loro approfondire i loro stessi ragionamenti e i loro stessi pensieri. E io ne esco più consapevole e, spero, loro un po' più elastici.

Scusami, mi sono dilungata su di me, quello che volevo dire è che si può fare affidamento sulla propria voglia di imparare e, come si suol dire, si può rubare il mestiere con l'osservazione... e poi, se il MiuR non ci aiuta, i ragazzi stessi possono aiutarci. Non bisogna temerli però, mai, perché veramente non ce ne è motivo.

Forse domani, rileggendo questo post, penserò: Ma che ho scritto?????
Sono un po' stanca, come sempre a quest'ora, e poco lucida e ho scritto di getto.
Magari ripasso per chiarire. Ho spesso la sensazione di non essermi spiegata.


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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Lun Ago 26, 2013 2:02 am

LM2012, non ti sta così su un forum. Non è corretto scrivere dei post e, quando ricevi delle risposte, cancellarli, così rimangono solo le risposte dei tuoi interlocutori e non le tue eventuali provocazioni.
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ash



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Lun Ago 26, 2013 8:07 am

peccato tu abbia cancellato, era un intervento molto utile per capirti.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Lun Ago 26, 2013 9:41 am

Dec ha scritto:
LM2012, non ti sta così su un forum. Non è corretto scrivere dei post e, quando ricevi delle risposte, cancellarli, così rimangono solo le risposte dei tuoi interlocutori e non le tue eventuali provocazioni.
e questo è il giustissimo richiamo che un moderatore deve fare ad un utente.

Permettetemi invece un suggerimento agli utenti: quando ci sono passaggi provocatori ai quali si intende rispondere, naturalmente come siamo tutti soliti fari, con correttezza e spirito di confronto positivo, è sempre bene quotare ciò che l'interlocutore ha scritto impedendo così la perdita del suo intervento anche qualora egli decida poi di cancellarlo o modificarlo senza darne conto agli altri.
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ash



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Lun Ago 26, 2013 1:41 pm

ire, in genere cito quando serve, spesso solo delle parti. Non trovo onesto intasare un intero topic di citazioni, tanto per evitare che, se poi qualcuno cancella, la discussione si perda!
E poi, forse ingenuamente, penso sempre che dall'altra parte ci siano persone mature... invece, come dimostra questo caso specifico, forse non è così :-(
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Lun Ago 26, 2013 1:47 pm

indicativamente al proposito la netiquette dice questo:

nelle discussioni sui forum si cita un passaggio quando questo è riportato in post molto distanti dal proprio, per aiutare i lettori a recuperare le informazioni, diversamente è sufficiente indicare a chi ci si rivolge (ad esempio: @ash, per quanto riguarda la tua ingenuità, ritengo ti faccia onore, di solito non si pensa che gli altri possano fare cose che noi non faremmo)
quando poi si desidera quotare solo alcuni spezzoni di un discorso è bene metterne l'indicazione (cut) in modo da evidenziare l'estrapolazione.

fonte:irepedia webmaster ;-)
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Gio Ago 29, 2013 2:06 am

gugu ha scritto:
Poi parliamoci chiaro: chi insegna al liceo è sottoposto ad uno stress da disciplina di fatto inesistente, per cui anche il docente più fragile può cavarsela discretamente;
Ma anche questa non è mica vera.

Io, personalmente racconto la mia.

Essendo già di ruolo (quindi la componente di stress-da-insicurezza-precaria non c'era), dopo diversi anni trascorsi in un istituto tecnico con bacino di utenza di livello di cultura generale piuttosto basso, in cui le mie materie venivano a malapena tollerate come obbligo sgradito... sono passata a un liceo dove in teoria le stesse materie avrebbero dovuto essere il massimo dell'interesse specifico, cercato per scelta.

Ovviamente è vero che i casi drammatici di ingestibilità comportamentale (nel senso di vero e proprio teppismo, o di ribellioni e provocazioni fatte di proposito, o di famiglie del tutto assenti) sono molti di meno.

Ma non è per niente vero che al liceo, miracolosamente, ci si trovi di fronte a ragazzi che stanno lì perché hanno voglia di studiare, o che vengono da famiglie che ci tengono tanto che i figli imparino. O tanto meno (e questa è la PRIMA disillusione in assoluto) ci si trova di fronte a colleghi rigorosi, che tengono molto a mantenere un livello alto di preparazione tra i propri studenti.

Nella mia personalissima esperienza singola, ho notato che al tecnico ci si fanno molti ma molti meno scrupoli a bocciare rispetto al liceo... e anche tra i promossi, in un liceo è molto più facile che si largheggi con i voti altissimi, completamente immeritati, rispetto a un tecnico.

In parte è anche dovuto alla diversa scansione di materie di studio (al tecnico ce ne sono DI PIU', e quindi è molto più comune ritrovarsi con cinque o sei materie insufficienti gravi, rispetto che in un liceo, per cui è più comune il rischio di essere bocciati)...

...ma in parte è anche dovuto alla mentalità diffusa nei licei, per cui bisogna a tutti i costi dimostrare che la propria scuola sia un vivaio di "eccellenze", e quindi si pensa che dia giusto distribuire a man bassa voti altissimi a chiunque sia solo "mediamente bravo", ma di sicuro non eccezionale.

Quanto alle bocciature... a mio avviso, vanno semplicemente a "massa critica".

In una scuola in cui è considerato NORMALE ripetere almeno un anno, e in cui non si ha nessuna paura dei ricorsi perché tanto anche la maggioranza delle famiglie trova normale la bocciatura (ossia, la quasi totalità dei tecnici e dei professionali), ci si fanno meno scrupoli: bocciamolo, tanto non c'è niente di strano nell'essere bocciati, e capita quasi a tutti.

In una scuola (come molti licei) in cui la "tradizione" è che i bocciati siano pochissimi, e che quei pochi la prendano come un affronto personale con minaccia di ricorso in tribunale o di campagna mediatica denigratoria, allora si tende a non bocciare quasi mai nessuno, nemmeno chi lo meriterebbe ampiamente.

E quindi, non è affatto detto che il rispetto della disciplina sia tanto migliore: nelle scuole di un certo tipo, se ne fregano (sia del comportamento, sia dello studio) perché sanno benissimo di rischiare la bocciatura ma non gliene importa nulla; nelle scuole dell'altro tipo, se ne fregano comunque, perché sanno che tanto NON rischiano la bocciatura, e quindi stanno tranquilli...

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laclefdesonges



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MessaggioOggetto: Re: Autorevolezza e gestione classe   Dom Set 01, 2013 12:24 pm

Mi ero del tutto persa perché avevo scritto parecchio tempo fa, non ricordavo nemmeno cosa avessi scritto, ora tornando qui vedo che la discussione ha ripreso vita - e me ne rallegro, perché la tematica è quanto mai importante.

Diciamo che, per quel poco che ho visto io, alla statale in tecnici (ci sono stata tutto quest'anno) e licei (sono stata tre mesi tempo fa come supplente, e li ho avuti sempre come commissario esterno) la differenza forse non è più macroscopica come un tempo e il trend a promuovere l'ho constatato in entrambi. Nei licei dove sono stata hanno portato alla maturità candidati impresentabili, che al colloquio si sono rifiutati di fare persino l'argomento a piacere (non dico di inserirlo nella tesina, intendo proprio a livello di parlare di qualcosa) in inglese per una loro "personale avversione" per la materia ...

Insomma, a mio avviso il problema è universalmente diffuso e, alla fin fine, mette sempre il docente in una condizione di difficoltà, in quanto i ragazzi percepiscono bene l'antifona e si perde, come dire, potere contrattualistico. O si ha la fortuna di avere dei ragazzi che studiano perché ci tengono, che lo fanno per se stessi, oppure è prevedibile che si sbraghino beatamente. D'altronde, anche i modelli che si impongono oggi come "vincenti" a livello sociale non è che premino poi così tanto il merito e la qualità, anzi. E i ragazzi sanno bene anche questo.
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