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 I dislessici giocano troppo poco

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MessaggioOggetto: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 12:08 pm

http://dida.orizzontescuola.it/news/i-videogiochi-possono-essere-dei-validissimi-strumenti-vincere-la-dislessia

verso il fondo: "La nostra idea è che allenare i dislessici a spostare velocemente l'attenzione dagli stimoli visivi a quelli uditivi, come avviene quando si gioca ad un videogame, potrebbe aiutare le loro capacità di lettura e scrittura. È stato dimostrato che i videogiochi migliorano la capacità di affrontare più operazioni contemporaneamente, e potrebbero costituire un'ottima palestra per i pazienti dislessici”

Se quindi un dislessico appare tale è perchè non ha giocato abbastanza con i videogiochi, altrimenti sarebbe guarito e non ci saremmo accorti del suo problema.

Proposta per la spending review: chiudere le facoltà di psicologia, tanto per quello che sfornano...
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Maryangel



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 12:11 pm

avidodinformazioni ha scritto:
http://dida.orizzontescuola.it/news/i-videogiochi-possono-essere-dei-validissimi-strumenti-vincere-la-dislessia

verso il fondo: "La nostra idea è che allenare i dislessici a spostare velocemente l'attenzione dagli stimoli visivi a quelli uditivi, come avviene quando si gioca ad un videogame, potrebbe aiutare le loro capacità di lettura e scrittura. È stato dimostrato che i videogiochi migliorano la capacità di affrontare più operazioni contemporaneamente, e potrebbero costituire un'ottima palestra per i pazienti dislessici”

Se quindi un dislessico appare tale è perchè non ha giocato abbastanza con i videogiochi, altrimenti sarebbe guarito e non ci saremmo accorti del suo problema.

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La dislessia NON è una malattia!
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 12:14 pm

Maryangel ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
http://dida.orizzontescuola.it/news/i-videogiochi-possono-essere-dei-validissimi-strumenti-vincere-la-dislessia

verso il fondo: "La nostra idea è che allenare i dislessici a spostare velocemente l'attenzione dagli stimoli visivi a quelli uditivi, come avviene quando si gioca ad un videogame, potrebbe aiutare le loro capacità di lettura e scrittura. È stato dimostrato che i videogiochi migliorano la capacità di affrontare più operazioni contemporaneamente, e potrebbero costituire un'ottima palestra per i pazienti dislessici”

Se quindi un dislessico appare tale è perchè non ha giocato abbastanza con i videogiochi, altrimenti sarebbe guarito e non ci saremmo accorti del suo problema.

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Concordo con te, quindi è inutile trattarla.
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 12:16 pm

Nessuno strumento da solo può servire.
Ogni indagine porta piccole conoscenze in più che vengono poi elaborate da chi se ne occupa per preparare protocolli di intervento per gli educatori, gli psicologi, gli insegnanti.

questa è una idea, che non significa facciamoli stare 24 ore davanti a gp st'andreas, significa ad esempio prepariamo giochi interattivi sulla lettura che utilizzino gli stessi principi dei videogiochi.

Anche fare leggere un dislessico con un cane vicino aiuta molto,
ma non significa portiamo a scuola il cane..................

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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 12:19 pm

avido ha scritto:
Concordo con te, quindi è inutile trattarla.


stamani più polemico del solito sui dsa :-)

La dislessia è proprio inutile trattarla.


ciò che va preso in carico e va risolto è il problema di apprendimento derivante dalla dislessia inserita nel contesto scolastico.
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 12:20 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Maryangel ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
http://dida.orizzontescuola.it/news/i-videogiochi-possono-essere-dei-validissimi-strumenti-vincere-la-dislessia

verso il fondo: "La nostra idea è che allenare i dislessici a spostare velocemente l'attenzione dagli stimoli visivi a quelli uditivi, come avviene quando si gioca ad un videogame, potrebbe aiutare le loro capacità di lettura e scrittura. È stato dimostrato che i videogiochi migliorano la capacità di affrontare più operazioni contemporaneamente, e potrebbero costituire un'ottima palestra per i pazienti dislessici”

Se quindi un dislessico appare tale è perchè non ha giocato abbastanza con i videogiochi, altrimenti sarebbe guarito e non ci saremmo accorti del suo problema.

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La dislessia NON è una malattia!
Concordo con te, quindi è inutile trattarla.

Quindi per te se uno è malato si cura, se ha un disturbo si lascia perdere!
Sei un insegnante?
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 12:37 pm

Ire ha scritto:
avido ha scritto:
Concordo con te, quindi è inutile trattarla.


stamani più polemico del solito sui dsa :-)

La dislessia è proprio inutile trattarla.


ciò che va preso in carico e va risolto è il problema di apprendimento  derivante dalla dislessia inserita nel contesto scolastico.  
Rispondo a te ed anche a Maryangel.

Ho risposto a tono (insensatezza contro insensatezza), ma non credo a quello che ho scritto.
La dislessia è una malattia.
Indipendentemente da quello che dicono i soloni della psicologia, la dislessia è una cosa che rende diversi (infatti esistono i dislessici ed i non dislessici che essendo molto più numeroi possono tranquillamente essere definiti "normali") e che rappresenta un problema (infatti dei dislessici ci si preoccupa e dei normali no).
Dire che la dislessia non è una malattia equivale a dire che la febbre non è una malattia; essendo cavillosi è vero, la febbre è un sintomo, la malattia è un'infezione, ma nessuna persona ragionevole direbbe che chi ha la febbre è sano.
La dislessia è la manifestazione nell'ambito dell'apprendimento di una malattia mentale (e non uso questo termine nella accezione peggiore di pazzia); il cervello non funziona nel modo usuale (il modo in cui dovrebbe) ed il risultato è che non riesce a produrre le prestazioni che altrimenti produrrebbe.

Il punto è che quei soloni di (para)psicologi sostengono che bisogna allenare il cervello agli stimoli multipli; non dicono che mentre leggi devi essere stimolato (dal cane) ma che devi fare un allenamento preventivo, come uno che va in palestra per fortificare i muscoli che poi userà per nuotare.
Loro propongono proprio di giocare a Doom per intenderci (anche se non lo citano) ovvero a giochi dove hai l'attenzione sul davanti ma dietro senti il rumore di chi sta per spararti.

Mi risulta che i ragazzi giochino quasi tutti con i videogiochi e quasi tutti fin troppo, quindi sono allenatismi; se la dislessia si manifesta lo stesso è perchè giocare non serve a nulla; con buona pace per gli studi psicologigici mangia soldi che fanno.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 12:51 pm

malattia mentale incurabile quindi?

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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 3:02 pm

No avido, la dislessia non e' una malattia. nemmeno la sindrome di Down e' una malattia. nemmeno una tetraparesi spastica e' una malattia.
e' una condizione dell'essere umano che non consente al cervello di funzionare "nel modo usuale (il modo in cui dovrebbe) ed il risultato è che non riesce a produrre le prestazioni che altrimenti produrrebbe".
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 3:04 pm

Ire ha scritto:
malattia  mentale  incurabile quindi?

La causa temo di si, l'effetto si può gestire e mitigare; anche per la febbre ci sono gli antipiretici.
I vari DSA possono essere aiutati in vario modo (nello specifico i dislessici con l'uso di figure e con testi più concisi e meno "pindarici"), comunque il problema lascia il segno, solo segni meno profondi.
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 3:16 pm

carla75 ha scritto:
No avido, la dislessia non e' una malattia. nemmeno la sindrome di Down e' una malattia. nemmeno una tetraparesi spastica e' una malattia.
e' una condizione dell'essere umano che non consente al cervello di funzionare "nel modo usuale (il modo in cui dovrebbe) ed il risultato è che non riesce a produrre le prestazioni che altrimenti produrrebbe".
Se sei un medico ed usi il termine malattia in maniera rigorosa, distinguendolo da sindrome, disturbo ecc, probabilmente hai ragione.
Se sei una persona normale (nel senso di non medico) allora è una malattia perchè fa stare male.
Il fatto che sia incurabile non conta nulla, esistono malattie incurabili.
Il fatto che non sia subentrata non conta nulla, esistono le malattie congenite.

L'anemia mediterranea ammazza il 25% di quelli che rischiano di averla, ma conferisce un vantaggio contro la malaria agli altri.
Facendo i cavillosi è un adattamento evolutivo, perdonami se io continuo a banalizzare ed a considerarla malattia, sarà perchè la malaria non c'è più.

Se sei un biologo il pomodoro è una bacca, se sei un cuoco è un ortaggio, se sei una massaia è una verdura.
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Atene



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 3:19 pm

L'anno scorso sono stata ad un incontro usi DSA in cui la "D" veniva declinata non come Disturbo ma come Difficoltà. Quest'anno sono tornata ad un incontro con lo stesso esperto e la D è stata declinata come Differenza...

Mi piace l'idea che per DSA si intenda un diverso e specifico apprendimento...
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Stefania.n



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 3:44 pm

avidodinformazioni ha scritto:
... perdonami se io continuo a banalizzare ed a considerarla malattia, sarà perchè la malaria non c'è più.

Se sei un biologo il pomodoro è una bacca, se sei un cuoco è un ortaggio, se sei una massaia è una verdura.

Se sei un insegnante sai che "I Disturbi specifici dell'apprendimento interessano alcune specifiche abilità dell'apprendimento scolastico, in un contesto di funzionamento intellettivo adeguato all'età anagrafica"...
"Secondo le ricerche attualmente più accreditate, i DSA sono di origine neurobiologica; allo stesso tempo hanno matrice evolutiva e si mostrano come un'atipia dello sviluppo, modificabili attraverso interventi mirati".

Se sei un insegnante, questa è la legge e la definizione a cui sei tenuto a far riferimento quando parli di dsa.
Come sai, non si parla assolutamente di malattia.
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 4:08 pm

Stefania.n ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
... perdonami se io continuo a banalizzare ed a considerarla malattia, sarà perchè la malaria non c'è più.

Se sei un biologo il pomodoro è una bacca, se sei un cuoco è un ortaggio, se sei una massaia è una verdura.

Se sei un insegnante sai che "I Disturbi specifici dell'apprendimento interessano alcune specifiche abilità dell'apprendimento scolastico, in un contesto di funzionamento intellettivo adeguato all'età anagrafica"...
"Secondo le ricerche attualmente più accreditate, i DSA sono di origine neurobiologica; allo stesso tempo hanno matrice evolutiva e si mostrano come un'atipia dello sviluppo, modificabili attraverso interventi mirati".

Se sei un insegnante, questa è la legge e la definizione a cui sei tenuto a far riferimento quando parli di dsa.
Come sai, non si parla assolutamente di malattia.
Se sei un'insegnante devi essere prima cognitivista, poi costruttivista poi comportamentista e via via che le mode cambiano devi buttare alle ortiche tutto quello che eri e modificarti radicalmente ... solo perchè qualcuno che non ha mai insegnato agli adolescenti dice che lo devi fare perchè lui sa che è così.

Comunque analizziamo quello che hai scritto:

"i DSA sono di origine neurobiologica" quindi il problema risiede nella fisicità del cervello ovvero è una malattia mentale
cvd

"hanno matrice evolutiva" quindi sono un disadattamento

"atipia dello sviluppo" quindi sono anormali
cvd
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 4:18 pm

Atene ha scritto:
L'anno scorso sono stata ad un incontro usi DSA in cui la "D" veniva declinata non come Disturbo ma come Difficoltà. Quest'anno sono tornata ad un incontro con lo stesso esperto e la D è stata declinata come Differenza...

Mi piace l'idea che per DSA si intenda un diverso e specifico apprendimento...
Ugualmente efficace ?

A me sembra che si giochi sulle parole perchè ci si vergogna dei concetti.

Invalido, handicappato, inabile, disabile, diversamente abile .... parole molto diverse, ma riferite sempre alle stesse persone.
Quando ci si vergogna di qualcosa, quando la si disprezza, si inventano sempre nuove parole per definirla.
Morire, trapassare, passare a miglior vita .....
Un giorno io schiatterò e la cosa non mi intimorisce per nulla, anzi, mi spinge a godermela nel frattempo più che posso.
Gli handicappati non mi fanno schifo, quindi avendoli chiamati sempre così (ero bambino quando questo termine è stato coniato e sono stato "ammaestrato" ad usarlo) li chiamerò sempre così.
Non odio i DSA e quindi posso permettermi di considerarli per quello che sono: ragazzi bisognosi di premure speciali per poter dare il meglio di se, che non sarà mai (nel campo specifico del loro disturbo) pari a quello che danno gli altri (quelli che si impegnano).
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 4:30 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Atene ha scritto:
L'anno scorso sono stata ad un incontro usi DSA in cui la "D" veniva declinata non come Disturbo ma come Difficoltà. Quest'anno sono tornata ad un incontro con lo stesso esperto e la D è stata declinata come Differenza...

Mi piace l'idea che per DSA si intenda un diverso e specifico apprendimento...
Ugualmente efficace ?



Per quanto mi riguarda, più efficace. Mi stimola a trovare diverse strade e strade diverse per favorire l'apprendimento.

L'anno scorso avevo in classe due ragazzini con diagnosi analoga, disgrafia e disortografia, ma per niente simili tra loro. E' stato molto stimolante cercare le vie migliori per l'uno e per l'altro, perché per quanto possibile superassero le loro differenze rispetto ai compagni e si motivassero a superare le loro difficoltà.
Forse alle medie è più facile, la "materia prima" su cui lavorare è ancora fresca... Non metto in dubbio che alle superiori sia più difficile...
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 4:52 pm

Attraverso il tuo impegno (e sopratutto il loro) sono migliorati, non lo metto in dubbio.
Il punto è: hanno risolto ? I disgrafici ora hanno una grafia buona ? I disortografici non fanno più errori di ortografia (non più dei migliori tra gli altri ragazzi) ?
Se così fosse si potrebbe dire che hanno pienamente compensato e/o che hanno trovato una strada alternativa equivalente, altrimenti no.
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mariella59



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 5:14 pm

Avido ha scritto:
Non odio i DSA e quindi posso permettermi di considerarli per quello che sono: ragazzi bisognosi di premure speciali per poter dare il meglio di se, che non sarà mai (nel campo specifico del loro disturbo) pari a quello che danno gli altri (quelli che si impegnano).



una persona dislessica, a me molto vicina, si è laureata in biologia con 108/110
per favore avido!


Ultima modifica di mariella59 il Sab Feb 22, 2014 5:30 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 5:27 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Attraverso il tuo impegno (e sopratutto il loro) sono migliorati, non lo metto in dubbio.
Il punto è: hanno risolto ? I disgrafici ora hanno una grafia buona ? I disortografici non fanno più errori di ortografia (non più dei migliori tra gli altri ragazzi) ?
Se così fosse si potrebbe dire che hanno pienamente compensato e/o che hanno trovato una strada alternativa equivalente, altrimenti no.

no, non hanno risolto, ma hanno imparato a gestire meglio la loro differenza.

Se avessimo modo di gestire metodologicamente* tutti i diversi modi di apprendere, tutti i ragazzi renderebbero meglio, ne sono certa. Poichè non posso, di fatto, dare strumenti individuali diversi per ognuno, cerco di far vedere loro tutti i metodi possibili, cosicchè quando saranno più grandi possano scegliere quello a loro più congeniale...


* e non intendo emotivamente, siamo chiari!!
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Maryangel



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 5:47 pm

mariella59 ha scritto:
 Avido ha scritto:
Non odio i DSA e quindi posso permettermi di considerarli per quello che sono: ragazzi bisognosi di premure speciali per poter dare il meglio di se, che non sarà mai (nel campo specifico del loro disturbo) pari a quello che danno gli altri (quelli che si impegnano).



una persona dislessica, a me molto vicina, si è laureata in biologia con 108/110
per favore avido!

http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/storie-normale-dislessia-15-dislessici-famosi-raccontati-ai-ragazzi
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 6:44 pm

Maryangel ha scritto:


http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/storie-normale-dislessia-15-dislessici-famosi-raccontati-ai-ragazzi
Ho dato un'occhiata all'indice di questo libro ed ho notato che tra i 15 ci sono anche personaggi come Galileo o Charlemagne.
Non ho alcun problema con raccontare ai ragazzi storie di persone che hanno avuto grandi successi professionali pur essendo dislessici, OGGI (= in età moderna), se la loro dislessia è stata documentata e diagnosticata in un quadro medico che la riconosce e classifica, e soprattutto se sono stati loro a parlare delle proprie difficoltà, delle proprie diagnosi. Fin qui tutto bene.

Però perché si continua adducendo diagnosi "retroattive" e personaggi oramai morti centinaia di anni fa, basandosi su degli aneddoti (della cui veracità si può anche dubitare) o sulle pochissime prove materiali che FORSE testimoniano un disturbo (e FORSE testimoniano solo il fatto che qualcuno si è divertito con la scrittura speculare per puro esercizio artistico, o che è stato distratto e ha fatto alcuni errori di ortografia in questa o quella lettera che ci è rimasta e sim.)? Come si arriva al punto in cui si afferma, e con massima serietà, che Charlemagne fosse dislessico? O che avesse qualsiasi altro disturbo, malattia, checchesia, in assenza di prove un po' più attendibili? Perché non raccontare ai ragazzi quello che si potrebbe raccontar loro delle persone per cui sappiamo che hanno un problema, OGGI, riconosciuto come tale, OGGI - e se stiamo già a parlare di Charlemagne, perché non sottolineare con massima cautela che qui ci troviamo già in un territorio pieno di speculazioni, conclusioni forse affrettate, problemi di documentazione storica? E perché non astenerci dall'applicare le svariate etichette utilizzate oggi a questi personaggi?

(Charlemagne è solo un esempio;  può darsi che abbia scelto l'esempio sbagliato, proprio quello per cui esistono prove più solide - anche se la googlata Charlemagne+dyslexic non mi ha portato a nessuna pubblicazione seria, di natura scientifica, in qualche giornale serio, in cui qualcuno facesse uno studio approfondito di eventuali prove materiali ecc. - dunque si noti che la mia obiezione è generale.)
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 6:55 pm

Ci sono due caratteristiche neurobiologiche (tante, ma prendiamone due)

una che conosciamo da un po' di più

una che cominciamo a conoscere ora

hanno prestazioni differenti.

Cosa ti fa credere che l'una sia malattia rispetto all'altra?

Perchè una è stata studiata prima e una dopo?
perchè sembra siano di più i portatori della prima caratteristica?

Chiedi ad uno con la caratteristica più vecchia di prestare attenzione contemporaneamente a dieci cose (abilità caratteristica degli altri)
gli sarà difficile.

E' malato?
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 7:20 pm

Il concetto di "malato" è sicuramente molto più ampio rispetto al significato riduttivo con cui noi lo utilizziamo, così come il concetto di "salute" in base alla definizione data dall'OMS.
Mi trovo solidale con Avido...perchè credo che abbia autilizzato il termine in questione nel suo significato più ampio. Del resto la stessa Vanessa Harrar, psicologa della Oxford University che ha portato avanti questo studio definisce i DSA dei pazienti "È stato dimostrato che i videogiochi migliorano la capacità di affrontare più operazioni contemporaneamente, e potrebbero costituire un'ottima palestra per i pazienti dislessici”.......se andiamo a vedere nel vocabolario della lingua italiana il termine "paziente" ha questo significato: Chi è affetto da una malattia e si sottopone alle cure di un medico SINONIMI: ammalato, malato.
Detto questo non credo che Avido..... meriti tutte le critiche che state sollevando!!
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 7:28 pm

Questa la definizione di malattia dell'OMS

Qualsiasi condizioni del corpo e della mente che diminuisce la probabilità
di sopravvivenza dell’individuo o della specie.

Assenza dello stato di salute.

Deviazione rilevabile della condizione omeostatica. Comporta un aumento
dell’entropia. E’ una condizione dinamica



@Giovanna, cosa ti dice che la psicologa usi un termine corretto? e cosa ti dice che la traduzione abbia riportato le sue precise intenzioni?

comunque un dsa non ha minori probabilità di sopravvivenza e la sua condizione non è dinamica.
Quindi non è malato.

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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 8:27 pm

Chocolate ha scritto:
Maryangel ha scritto:


http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/storie-normale-dislessia-15-dislessici-famosi-raccontati-ai-ragazzi
Ho dato un'occhiata all'indice di questo libro ed ho notato che tra i 15 ci sono anche personaggi come Galileo o Charlemagne.
Non ho alcun problema con raccontare ai ragazzi storie di persone che hanno avuto grandi successi professionali pur essendo dislessici, OGGI (= in età moderna), se la loro dislessia è stata documentata e diagnosticata in un quadro medico che la riconosce e classifica, e soprattutto se sono stati loro a parlare delle proprie difficoltà, delle proprie diagnosi. Fin qui tutto bene.

Però perché si continua adducendo diagnosi "retroattive" e personaggi oramai morti centinaia di anni fa, basandosi su degli aneddoti (della cui veracità si può anche dubitare) o sulle pochissime prove materiali che FORSE testimoniano un disturbo (e FORSE testimoniano solo il fatto che qualcuno si è divertito con la scrittura speculare per puro esercizio artistico, o che è stato distratto e ha fatto alcuni errori di ortografia in questa o quella lettera che ci è rimasta e sim.)? Come si arriva al punto in cui si afferma, e con massima serietà, che Charlemagne fosse dislessico? O che avesse qualsiasi altro disturbo, malattia, checchesia, in assenza di prove un po' più attendibili? Perché non raccontare ai ragazzi quello che si potrebbe raccontar loro delle persone per cui sappiamo che hanno un problema, OGGI, riconosciuto come tale, OGGI - e se stiamo già a parlare di Charlemagne, perché non sottolineare con massima cautela che qui ci troviamo già in un territorio pieno di speculazioni, conclusioni forse affrettate, problemi di documentazione storica? E perché non astenerci dall'applicare le svariate etichette utilizzate oggi a questi personaggi?

(Charlemagne è solo un esempio;  può darsi che abbia scelto l'esempio sbagliato, proprio quello per cui esistono prove più solide - anche se la googlata Charlemagne+dyslexic non mi ha portato a nessuna pubblicazione seria, di natura scientifica, in qualche giornale serio, in cui qualcuno facesse uno studio approfondito di eventuali prove materiali ecc. - dunque si noti che la mia obiezione è generale.)

Il mio intervento era sul fatto che sono esistiti geni del passato dislessici: Einstein, Leonardo da Vinci, Edison, Mozart, ... Se vuoi qualche esempio più "recente" di personaggi di un certo calibro potrei aggiungere: Walt Disney, Kennedy, Bill Gates, Robin Williams, Spielberg ...
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