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 I dislessici giocano troppo poco

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MessaggioOggetto: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 12:08 pm

Promemoria primo messaggio :

http://dida.orizzontescuola.it/news/i-videogiochi-possono-essere-dei-validissimi-strumenti-vincere-la-dislessia

verso il fondo: "La nostra idea è che allenare i dislessici a spostare velocemente l'attenzione dagli stimoli visivi a quelli uditivi, come avviene quando si gioca ad un videogame, potrebbe aiutare le loro capacità di lettura e scrittura. È stato dimostrato che i videogiochi migliorano la capacità di affrontare più operazioni contemporaneamente, e potrebbero costituire un'ottima palestra per i pazienti dislessici”

Se quindi un dislessico appare tale è perchè non ha giocato abbastanza con i videogiochi, altrimenti sarebbe guarito e non ci saremmo accorti del suo problema.

Proposta per la spending review: chiudere le facoltà di psicologia, tanto per quello che sfornano...
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 8:59 pm

Maryangel ha scritto:
Chocolate ha scritto:
Maryangel ha scritto:


http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/storie-normale-dislessia-15-dislessici-famosi-raccontati-ai-ragazzi
Ho dato un'occhiata all'indice di questo libro ed ho notato che tra i 15 ci sono anche personaggi come Galileo o Charlemagne.
Non ho alcun problema con raccontare ai ragazzi storie di persone che hanno avuto grandi successi professionali pur essendo dislessici, OGGI (= in età moderna), se la loro dislessia è stata documentata e diagnosticata in un quadro medico che la riconosce e classifica, e soprattutto se sono stati loro a parlare delle proprie difficoltà, delle proprie diagnosi. Fin qui tutto bene.

Però perché si continua adducendo diagnosi "retroattive" e personaggi oramai morti centinaia di anni fa, basandosi su degli aneddoti (della cui veracità si può anche dubitare) o sulle pochissime prove materiali che FORSE testimoniano un disturbo (e FORSE testimoniano solo il fatto che qualcuno si è divertito con la scrittura speculare per puro esercizio artistico, o che è stato distratto e ha fatto alcuni errori di ortografia in questa o quella lettera che ci è rimasta e sim.)? Come si arriva al punto in cui si afferma, e con massima serietà, che Charlemagne fosse dislessico? O che avesse qualsiasi altro disturbo, malattia, checchesia, in assenza di prove un po' più attendibili? Perché non raccontare ai ragazzi quello che si potrebbe raccontar loro delle persone per cui sappiamo che hanno un problema, OGGI, riconosciuto come tale, OGGI - e se stiamo già a parlare di Charlemagne, perché non sottolineare con massima cautela che qui ci troviamo già in un territorio pieno di speculazioni, conclusioni forse affrettate, problemi di documentazione storica? E perché non astenerci dall'applicare le svariate etichette utilizzate oggi a questi personaggi?

(Charlemagne è solo un esempio;  può darsi che abbia scelto l'esempio sbagliato, proprio quello per cui esistono prove più solide - anche se la googlata Charlemagne+dyslexic non mi ha portato a nessuna pubblicazione seria, di natura scientifica, in qualche giornale serio, in cui qualcuno facesse uno studio approfondito di eventuali prove materiali ecc. - dunque si noti che la mia obiezione è generale.)

Il mio intervento era sul fatto che sono esistiti geni del passato dislessici: Einstein, Leonardo da Vinci, Edison, Mozart, ... Se vuoi qualche esempio più "recente" di personaggi di un certo calibro potrei aggiungere: Walt Disney, Kennedy, Bill Gates, Robin Williams, Spielberg ...

Mi chiedo chi ha fatto la diagnosi a Galileo ...

La discussione "malattia-disturbo" non mi appassiona ("Quella che noi chiamiamo una rosa
non perderebbe il suo profumo se avesse un altro nome") finché siamo d'accordo sulla sostanza.

Credo che siamo tutti d'accordo su alcuni punti:

1) Non ci sono correlazioni tra intelligenza e dislessia;
2) Il dislessico manterrà il suo disturbo e non può farci nulla.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 9:24 pm

Non può esistere una discussione su "malattia- disturbo" non se non abbiamo la presunzione di ritenere che la nostra valutazione di quella realtà sia più fondata di quella che ne fa l'OMS.

E non è nemmeno preciso, anche se ho capito cosa intendi, il dire che non ci sono correlazioni tra intelligenza e dislessia, ci sono eccome: un dislessico deve essere almeno normalmente intelligente altrimenti non è dislessico.

E nemmeno il fatto che il dislessico manterrà il suo disturbo senza poterci fare nulla è correttissimo, anche se pure qui capisco cosa volevi dire:
la definizione esatta è che il dislessico manterrà la sua caratteristica neurobiologica senza poterci fare nulla mentre con tempo ed adeguate strategie che studierà da altri o inventerà ex novo potrà sviluppare capacità metacognitive tali da azzerare gli effetti del disturbo di apprendimento.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 9:38 pm

Ire ha scritto:
Non può esistere una discussione  su "malattia- disturbo" non se non abbiamo la presunzione di ritenere che la nostra valutazione di quella realtà sia più  fondata di quella che ne fa l'OMS.

E non è nemmeno preciso, anche se  ho capito cosa intendi,  il dire che non ci sono correlazioni tra intelligenza e dislessia, ci sono eccome: un dislessico deve essere almeno  normalmente intelligente altrimenti non è dislessico.

E nemmeno il fatto che il dislessico manterrà il suo disturbo senza poterci fare nulla è correttissimo, anche se pure qui capisco cosa volevi dire:
la definizione esatta è  che il dislessico manterrà la sua caratteristica neurobiologica senza poterci fare nulla mentre con tempo ed adeguate strategie che  studierà da altri o inventerà ex novo potrà sviluppare capacità  metacognitive tali  da azzerare gli effetti del disturbo di apprendimento.

Chi ha un QI sotto la "soglia di normalità" non può essere dislessico? Questa mi suona nuova.

Comunque, ci siamo capiti.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 9:51 pm

può essere dislessico ma non può avere un dsa.

Mi rendo conto però che ho dato per scontato che per dislessia si intendesse il dsa.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 10:46 pm

Salve a tutti, sono stata costretta a modificare leggermente il nick per ragioni indipendenti dalla mia volontà, ma sono ancora qui.

A quanto mi risulta, Carlo Magno aveva difficoltà a leggere e a scrivere non perché fosse dislessico, ma semplicemente perchè (secondo i nostri standard) era ignorante: era un normalissimo analfabeta, come nella sua epoca erano quasi tutti anche nelle classi sociali più elevate, che poi aveva faticosamente imparato a leggere e a scrivere da adulto, ma non era mai riuscito a entrare nel meccanismo con la stessa spontaneità che avrebbe uno abituato fin dall'infanzia. Se poi, per puro caso, avesse anche una predisposizione alla dislessia, può essere, ma mi pare evidentissimo che NON POSSIAMO SAPERLO e che qualsiasi illazione in proposito sia pura fantasia.

Leonardo da Vinci, più che dislessico, era semplicemente mancino, e quindi (avendo avuto la fortuna di NON ricevere un'istruzione formale di quelle che si usavano ai suoi tempi, altrimenti l'avrebbero legato alla sedia con il braccio sinistro bloccato per costringerlo a scrivere con la destra, facendogli venire in odio qualsiasi forma di studio) si era inventato da solo un codice di comunicazione scritta che gli veniva più comodo, e che utilizzava più volentieri quando doveva scrivere appunti privati che gli servivano solo per se stesso. Ma non mi risulta che avesse difficoltà a leggere e a scrivere in generale quando doveva rivolgersi ad altri, se esistono fonti che lo dimostrano mi piacerebbe conoscerle, ma francamente non ne ho mai sentito parlare.

Quella su Galileo, poi, mi giunge completamente nuova: dire che Einstein fosse dislessico è ormai diventato un topos che non c'è più verso di mettere in dubbio per il solo fatto che è stato ripetuto milioni di volte (indipendentemente che sia vero o no), ma Galileo è davvero una new entry.

Magari è una deduzione originale che è stata coniata solo perché rifiutava di scrivere in latino, cosa che alla sua epoca risultava sconcertante nell'ambiente dei dotti, e preferiva esprimersi in una lingua più simile possibile a quella parlata da tutti... ma mi pare abbastanza noto che lo facesse apposta, per scelta culturale deliberata (o magari perché a sua volta non l'aveva mai studiato abbastanza da padroneggiarlo professionalmente), e non per difficoltà strutturali, esattamente come io non mi azzarderei mai a scrivere in tedesco nemmeno se lo volessi, semplicemente perchè lo conosco troppo poco. Visto che si divertiva anche a fare anagrammi e giochi enigmistici in cui mescolava allegramente italiano e latino, mi sembra piuttosto improbabile che avesse difficoltà concrete di lettura e scrittura, nonché di passaggio da una modalità linguistica all'altra.

In altri termini, le tesi propugnate da quel libro mi sembrano del tutto "congetturali", e chiaramente mirate a un intento di propaganda edificante e consolatoria, che non ha la minima base storica né scientifica.

Ci proponessero testimonianze dirette di personaggi DI OGGI che hanno raggiunto vette di eccellenza culturale, professionale o sociale pur essendo realmente dislessici con diagnosi conclamata, sarebbe un'operazione molto più significativa e molto più onesta.

L.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Dom Feb 23, 2014 12:26 am, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 10:50 pm

Maryangel ha scritto:
Il mio intervento era sul fatto che sono esistiti geni del passato dislessici: Einstein, Leonardo da Vinci, Edison, Mozart, ... Se vuoi qualche esempio più "recente" di personaggi di un certo calibro potrei aggiungere: Walt Disney, Kennedy, Bill Gates, Robin Williams, Spielberg ...
Il mio intervento era sulla propensione a fare (o almeno ipotizzare) "diagnosi" retroattive a dei personaggi storici per poi presentarli come "coloro che hanno avuto grandi successi nonostante la dislessia". Le difficoltà che sono state ipotizzate in base a poche prove materiali e le "diagnosi" con cui sono stati etichettati senza che nessuno accertasse che effettivamente avevano questa o quella condizione (ovviamente, perché morti da secoli!).

E nonostante questo, questi personaggi tipo Galileo o Carlo Magno vengono presentati come "i grandi dislessici del passato", cioè gli si IMPUTA una particolare configurazione neurobiologica che non è mai stata verificata (né potrebbe esserlo), in base a degli aneddoti storici e/o pochissime prove materiali (scritti ecc.), con l'annesso dei problemi generali di documentazione storica, che non necessariamente attestano un effettivo disturbo.

Non trovate questo approccio un tantino... intellettualmente disonesto? Forse io dovrei documentarmi di più, però ditemi se  c'è qualcuno che ha mai fatto uno studio serio, a livello accademico, pubblicandolo in una qualche rivista seria per gli "addetti ai lavori" (e non in libri di divulgazione (pseudo-)scientifica), in cui afferma (e si assume la responsabilità di tale affermazioni, e in modo peer-reviewed ecc.) che Carlo Magno era dislessico e questo in base a questo o quello?

Capisco il desiderio di aiutare i bambini a vedere che è possibile fare molte cose anche in presenza di particolari difficoltà, però in presenza di casi REALI, documentati e diagnosticati secondo i criteri odierni, perché ipotizzarne ulteriori di chissà quanti SECOLI fa? Galileo può benissimo essere presentato come un modello per molte cose, però perché attribuirgli una conidizione neurobiologica che non si può accertare, che nemmeno faceva parte delle nozioni scientifiche dell'epoca e quindi sulla quale nessuno si è mai pronunciato allora (tantomeno lo stesso Galileo) ed è tutto una congettura retroattiva? Perché non presentare Galileo come un bel modello per ALTRO e presentare qualcuno cui è effettivamente stata diagnosticata la dislessia come l'esempio di una bella riuscita nella vita nonostante questa particolare difficoltà? E di esempi ce ne sono, come dici tu.


Ultima modifica di Chocolate il Sab Feb 22, 2014 11:50 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 10:59 pm

Ire ha scritto:
il dislessico manterrà la sua caratteristica neurobiologica senza poterci fare nulla mentre con tempo ed adeguate strategie che  studierà da altri o inventerà ex novo potrà sviluppare capacità  metacognitive tali  da azzerare gli effetti del disturbo di apprendimento.
ok Ire ci sei!
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 11:09 pm

mac67 ha scritto:
Credo che siamo tutti d'accordo su alcuni punti:

1) Non ci sono correlazioni tra intelligenza e dislessia;

WOW che vespaio che ho sollevato; datemi tempo che rispondo/replico a tutti.
Cominciamo da qui.

Intelligenza è una parola molto abusata, perchè si riferisce ad una molteplicità di abilità.
La capacità d Balotelli di prevenire i passaggi degli altri, di pianificarne di propri e di sfruttare le stesse opportunità che hanno gli altri ma che gli altri non colgono è certamente una foma d'intelligenza.
Questa forma lui ce l'ha io assolutamente no.
Per moltissimi altri aspetti lui è un troglodita integrale, io (presuntuoso) no.
Mio figlio ha una memoria di gran lunga superiore alla mia, e non è solo per l'età; la memoria è una forma d'intelligenza.
Mio figlio ha la manualità di un gorilla io superiore alla media (presuntuoso); anche questa è una forma d'intelligenza.

I DSA hanno carenze molto specifiche; se dire che sono intelligenti significa dire che in tutte le altre manifestazioni d'intelligenza sono uguali agli altri e possono diventare grandi uomini (e donne) in qualche ambito allora sono pienamente d'accordo; se si intende che non hanno alcuna forma d'intelligenza compromessa, allora no.

Vi prego non considerate questo un insulto ai DSA, io ho pieno rispetto per i DSA, così come per il gorilla di mio figlio, per lo smemorato di Collegno che sono io e se non fa scoppiare petardi in camera d'albergo persino per Balotelli.
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 11:18 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
Non può esistere una discussione  su "malattia- disturbo" non se non abbiamo la presunzione di ritenere che la nostra valutazione di quella realtà sia più  fondata di quella che ne fa l'OMS.

E non è nemmeno preciso, anche se  ho capito cosa intendi,  il dire che non ci sono correlazioni tra intelligenza e dislessia, ci sono eccome: un dislessico deve essere almeno  normalmente intelligente altrimenti non è dislessico.

E nemmeno il fatto che il dislessico manterrà il suo disturbo senza poterci fare nulla è correttissimo, anche se pure qui capisco cosa volevi dire:
la definizione esatta è  che il dislessico manterrà la sua caratteristica neurobiologica senza poterci fare nulla mentre con tempo ed adeguate strategie che  studierà da altri o inventerà ex novo potrà sviluppare capacità  metacognitive tali  da azzerare gli effetti del disturbo di apprendimento.

Chi ha un QI sotto la "soglia di normalità" non può essere dislessico? Questa mi suona nuova.

Comunque, ci siamo capiti.
Quello che intende dire ire è che l'handicap mette in ombra la dislessia; anche fosse dislessico non sarebbe diagnosticabile.

Esempio: se un'automobile ha la portiera sfondata a causa di un urto, ha senso dire che ha la portiera rigata solo perchè intorno al buco ci sono delle righe ? Ovviamente no.
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 11:18 pm

non ho ben capito cosa c'entri il rispetto per i dsa
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 11:30 pm

Maryangel ha scritto:
Il mio intervento era sul fatto che sono esistiti geni del passato dislessici: Einstein, Leonardo da Vinci, Edison, Mozart, ... Se vuoi qualche esempio più "recente" di personaggi di un certo calibro potrei aggiungere: Walt Disney, Kennedy, Bill Gates, Robin Williams, Spielberg ...
Io tenderei ad autodiagnosticarmi una disortografia, ma non è detto che abbia ragione, magari il mio commettere errori ortografici ricorrenti che devo correggere rileggendo due volte tutto quello che scrivo (e a volte qualcosa mi scappa lo stesso), non è dimostrazione sufficiente per quella diagnosi.
Io ho 46 anni e quand'ero bambino la diagnosi di disortografia non si faceva (credo che i DSA non fossero neanche ipotizzati).
Come me sono sicuramente nella stessa posizione anche tutti quelli che hai citato.
Non posso credere che Spielberg alla veneranda età di 67 anni si sia preso il disturbo di andare a farsi fare una diagnosi; e poi cos'ha da apprendere Spielberg ? Semmai ha da insegnare.

Ci andrei cauto con quelle attribuzioni di DSA; nulla togliendo che concordo col fatto che un dislessico possa diventare un ottimo fumettista come Disney.
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 11:30 pm

avidodinformazioni ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
Non può esistere una discussione  su "malattia- disturbo" non se non abbiamo la presunzione di ritenere che la nostra valutazione di quella realtà sia più  fondata di quella che ne fa l'OMS.

E non è nemmeno preciso, anche se  ho capito cosa intendi,  il dire che non ci sono correlazioni tra intelligenza e dislessia, ci sono eccome: un dislessico deve essere almeno  normalmente intelligente altrimenti non è dislessico.

E nemmeno il fatto che il dislessico manterrà il suo disturbo senza poterci fare nulla è correttissimo, anche se pure qui capisco cosa volevi dire:
la definizione esatta è  che il dislessico manterrà la sua caratteristica neurobiologica senza poterci fare nulla mentre con tempo ed adeguate strategie che  studierà da altri o inventerà ex novo potrà sviluppare capacità  metacognitive tali  da azzerare gli effetti del disturbo di apprendimento.

Chi ha un QI sotto la "soglia di normalità" non può essere dislessico? Questa mi suona nuova.

Comunque, ci siamo capiti.
Quello che intende dire ire è che l'handicap mette in ombra la dislessia; anche fosse dislessico non sarebbe diagnosticabile.

Esempio: se un'automobile ha la portiera sfondata a causa di un urto, ha senso dire che ha la portiera rigata solo perchè intorno al buco ci sono delle righe ? Ovviamente no.

non proprio. quello che intendo dire è che avere un dsa ,dislessia, disgrafia, disortografia o discalculia, diagnosticati secondo il protocollo della consensus come dsa è essere almeno normalmente intelligenti ed avere solo un problema nell'apprendimento. L'intelligenza almeno normale non precluderà nulla nella vita almeno normale e metterà il dislessico dsa in grado di trovare il modo di fare quello che vorrà fare.

Il dislessico con problemi di lettura ma con qi al di sotto della norma non avrà questa capacità (o almeno potrebbe non averla) perchè la sua intelligenza limitata non gli permetterà di trovare alternative.

il dsa è una porta che si apre basta solo trovare la chiave giusta.

la dislessia in basso qi non ce l'ha proprio la porta.
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 11:34 pm

Ire ha scritto:
non ho ben capito cosa c'entri il rispetto per i dsa
Se ti riferisci a me, ho sempre paura di essere frainteso e che il mio non riconoscere come corrette alcune affermazioni ricorrenti sui DSA possa essere considerato come offensivo.
Quando ad esempio dico che per me la dislessia o la disortografia sono una carenza d'intelligenza anche se in un ambito molto specifico, qualcuno potrebbe ritenere che considero i DSA degli stupidi (insulto irrispettoso) e non è assolutamente così.
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 11:52 pm

Ire ha scritto:
Questa la  definizione di malattia dell'OMS

Qualsiasi condizioni del corpo e della mente che diminuisce la probabilità
di sopravvivenza dell’individuo o della specie.

Assenza dello stato di salute.

Deviazione rilevabile della condizione omeostatica. Comporta un aumento
dell’entropia. E’ una condizione dinamica

comunque un dsa non ha minori probabilità di sopravvivenza e la sua condizione non è dinamica.
Quindi non è malato.
http://www.medicitalia.it/minforma/Allergologia-e-immunologia/379/La-Rinite-Allergica
"La rinite allergica è una comune malattia respiratoria di cui soffrono milioni di persone"
La rinite alergica quindi è una malattia; riduce la probabilità di sopravvivenza ?
La seconda definizione: malattia=assenza di salute è una tautologia, non vale nulla.
Per la terza non credo che comprometta gli equilibri biochimici del corpo.

In ogni caso secondo quelle tre (due) definizioni, le malattie mentali non sarebbero malattie; ma malattia mentale non è un termine medico ?

Infine ti ho evidenziato una tua affermazione: se non è dinamica ovvero se non cambia nel tempo, concordi che "il DSA è per sempre", ovvero nella vita avrà sempre difficoltà ad apprendere  (A di apprendimento) ovvero si troverà sempre male in tutte le situazioni che richiederanno quell'abilità specifica (io mi trovo male a scrivere testi lunghi come questo).
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Stefania.n



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 11:56 pm

Però dire "una carenza nell'intelligenza" mi sembra quanto meno poco appropriato...

I dsa, per essere diagnosticati tali devono aver QI non inferiore a 85: quindi rientrano nella normalità per quel che riguarda la loro intelligenza, valutata con prove multicomponenziali che analizzano molti aspetti dell'intelligenza.

Io direi piuttosto che la loro prestazione in una specifica abilità è notevolmente discrepante rispetto ai risultati medi dei loro coetanei (almeno 2 deviazioni standard sotto la norma).

Scusami se insisto, non vorrei sembrare cavillosa, ma credo che come insegnanti non dobbiamo avere dubbi sull'intelligenza dei nostri alunni dsa.
Poi, come tutti gli altri, possono essere più o meno volenterosi, più o meno sostenuti dalla famiglia, più o meno intelligenti (come per tutti c'è una bella differenza tra avere un QI 85 e un QI 130...)
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Sab Feb 22, 2014 11:59 pm

Atene ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Attraverso il tuo impegno (e sopratutto il loro) sono migliorati, non lo metto in dubbio.
Il punto è: hanno risolto ? I disgrafici ora hanno una grafia buona ? I disortografici non fanno più errori di ortografia (non più dei migliori tra gli altri ragazzi) ?
Se così fosse si potrebbe dire che hanno pienamente compensato e/o che hanno trovato una strada alternativa equivalente, altrimenti no.

no, non hanno risolto, ma hanno imparato a gestire meglio la loro differenza.

Se avessimo modo di gestire metodologicamente* tutti i diversi modi di apprendere, tutti  i ragazzi renderebbero meglio, ne sono certa. Poichè non posso, di fatto, dare strumenti individuali diversi per ognuno, cerco di far vedere loro tutti i metodi possibili, cosicchè quando saranno più grandi possano scegliere quello a loro più congeniale...


* e non intendo emotivamente, siamo chiari!!
Sono migliorati, bene, avete lavorato bene, tu e loro.
Come dicevo i disturbi specifici dell'apprendimento (e del comportamento inteso come prestazione espressa) possono essere almeno in parte compensati; io compenso la mia ipotetica disortografia rileggendo tutto quello che scrivo; così facendo la mia prestazione (parole scritte correttamente) migliora di molto.
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Dom Feb 23, 2014 12:05 am

Ma appunto, tu la compensi facendo più fatica ed esercitandoti di più: non è che la compensi rivendicando il diritto sociale a continuare a fare liberamente tutti gli errori di ortografia che ti pare "senza che ti siano contati" nella valutazione generale di ciò che scrivi.
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Dom Feb 23, 2014 12:07 am

Stefania.n ha scritto:
Però dire "una carenza nell'intelligenza" mi sembra quanto meno poco appropriato...

I dsa, per essere diagnosticati tali devono aver QI non inferiore a 85: quindi rientrano nella normalità per quel che riguarda la loro intelligenza, valutata con prove multicomponenziali che analizzano molti aspetti dell'intelligenza.

Io direi piuttosto che la loro prestazione in una specifica abilità è notevolmente discrepante rispetto ai risultati medi dei loro coetanei (almeno 2 deviazioni standard sotto la norma).

Scusami se insisto, non vorrei sembrare cavillosa, ma credo che come insegnanti non dobbiamo avere dubbi sull'intelligenza dei nostri alunni dsa.
Poi, come tutti gli altri, possono essere più o meno volenterosi, più o meno sostenuti dalla famiglia, più o meno intelligenti (come per tutti c'è una bella differenza tra avere un QI 85 e un QI 130...)
Perdonami, rileggimi bene, l'ho scritto più volte che il problema dei DSA si manifesta in ambiti specifici e non nel resto; ho scritto più volte che la carenza d'intelligenza è confinata a quegli ambiti.
Il disortografico in ambito matematico non ha alcuna carenza, ha la stessa probabilità degli altri di prendere 4 o di prendere 10; in italiano scritto .....

Il QI è un riassunto di tutte le abilità, è una sorta di media e Trilussa sulle medie ci ha insegnato qualcosa no ?
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Dom Feb 23, 2014 12:19 am

mariella59 ha scritto:
 Avido ha scritto:
Non odio i DSA e quindi posso permettermi di considerarli per quello che sono: ragazzi bisognosi di premure speciali per poter dare il meglio di se, che non sarà mai (nel campo specifico del loro disturbo) pari a quello che danno gli altri (quelli che si impegnano).



una persona dislessica, a me molto vicina, si è laureata in biologia con 108/110
per favore avido!
Ti ho lasciato per ultima perchè questa cosa mi ha veramente ... turbato.
Voglio dire che un dislessico è uno che fatica a gestire i testi scritti, permettimi di dire "fatica a comprendere i testi scritti", non nel senso che ha difficoltà di comprensione dei discorsi (che ne farebbe uno stupido) ma che fatica a trasformare le parole e le frasi scritte in immagini mentali, con la conseguenza di non poter poi collegare quelle immagini.
Un po' come un sordo che finisce con l'essere muto, anche se l'apparato vocale ce l'ha perfetto.

Se è così allora fatico a credere che un vero dislessico possa riuscire a "macinare" tutti i libri che servono per laurearsi in biologia.

O non è un dislessico (quantomeno grave)
O ha imparato la biologia ascoltando attentamente le lezioni e leggendo poco
O ha trovato il modo di leggere e capire i testi scritti rapidamente, ma se è così cavolo, illuminaci, condividi la tecnica, se non può essere copia-incollata con tutti i dislessici almeno ci si può ispirare
O non ho capito un cazzo sulla dislessia (il che può essere, sarei in buona compagnia).
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Atene



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Dom Feb 23, 2014 9:34 am

Atene ha scritto:
L'anno scorso sono stata ad un incontro usi DSA in cui la "D" veniva declinata non come Disturbo ma come Difficoltà. Quest'anno sono tornata ad un incontro con lo stesso esperto e la D è stata declinata come Differenza...

Mi piace l'idea che per DSA si intenda un diverso e specifico apprendimento...


Ire, cosa pensi di questo?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Dom Feb 23, 2014 9:57 am

avido ha scritto:
O non ho capito un cazzo sulla dislessia (il che può essere, sarei in buona compagnia).


con estremo rispetto e simpatia nei tuoi  confronti e senza polemica alcuna: propendo per questo


già diverse volte è stato suggerito e non solo da me, ma può essere sfuggito.
Vuoi provare ad essere dislessico?

cerca su utube il video del Dr Levoy.

quando te lo sei guardato ne riparliamo
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Dom Feb 23, 2014 10:04 am

Atene ha scritto:
Atene ha scritto:
L'anno scorso sono stata ad un incontro usi DSA in cui la "D" veniva declinata non come Disturbo ma come Difficoltà. Quest'anno sono tornata ad un incontro con lo stesso esperto e la D è stata declinata come Differenza...

Mi piace l'idea che per DSA si intenda un diverso e specifico apprendimento...


Ire, cosa pensi di questo?

sì Atene.

E' stato definito come disturbo quando se ne sapeva pochino, ed era (è) un disturbo relativamente alle modalità di apprendimento conseguenti alla didattica tradizionale.

In realtà è semplicemente una differenza: imparano in modo diverso, imparano anche se non ti guardano negli occhi, imparano vedendo.
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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Dom Feb 23, 2014 10:16 am

OT (in odore di ban)

paniscus_2.0 ha scritto:
Salve a tutti, sono stata costretta a modificare leggermente il nick per ragioni indipendenti dalla mia volontà, ma sono ancora qui.

Fantastico:

è come dire: sospendo Paolo da scuola 15 giorni perchè si è comportato male e lui il giorno dopo arriva in classe dicendo: sono stato costretto a cambiare il nome in Paolo_2.0 perchè per motivi indipendenti dalla mia volontà come Paolo non mi facevano entrare ma ho trovato il modo di essere qui ugualmente: hanno sospeso Paolo, io ora mi chiamo 2.0!

Scusate ma è veramente sconcertante.

fine OT
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Dom Feb 23, 2014 1:05 pm

A parte il fatto che non c'era scritto da nessuna parte che fossi stata "sospesa per 15 giorni", ma che è un paragone ipotetico che ti sei inventata tutto da sola... comunque, visto che evidentemente le regole sono queste, se non ti stanno bene protesta con i moderatori.

A scanso di equivoci, sia chiaro che prima di tentare di riiscrivermi ho scritto in privato ai moderatori chiedendo se potessi effettivamente farlo e QUALI fossero queste regole, e mi è stato risposto che la cosa era perfettamente lecita; e ho ancora copia dello scambio intercorso via email sull'argomento. Se non ti sta bene nemmeno questo, di nuovo, protesta con loro.

Visto che i moderatori stessi mi hanno detto che la cosa era lecita (e che comunque io non intervengo qui per recitare un personaggio virtuale, o tantomeno per recitarne più di uno, ma per esprimermi per ciò che sono realmente e che penso realmente)... mi è sembrato corretto presentarmi immediatamente in chiaro per evitare qualsiasi equivoco, invece di fingere un'iscrizione completamente nuova e nascondere di essere io.

Peraltro, mi sembra che tu ci sia rimasta talmente male del fatto di rivedermi qui... che mi viene il dubbio che tu, attaccandomi subito, stia sperando di risollevare deliberatamente un altro flame.

Ma non ci casco, e la soddisfazione non te la do.

E qua spero che l'argomento sia chiuso, si può tornare a discutere sul tema originario?

L.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: I dislessici giocano troppo poco   Dom Feb 23, 2014 1:36 pm

Paniscus_2.0 perché ti giustifichi? sono i moderatori a decidere.
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I dislessici giocano troppo poco
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