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 Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Dom Feb 23, 2014 3:52 pm

Promemoria primo messaggio :

Spin off di

http://www.orizzontescuolaforum.net/t75301-i-dislessici-giocano-troppo-poco

nel primo post di pag 4 ire con grande tatto mi propone di guardare un video che immagino sia questo:

http://www.youtube.com/watch?v=9Wb7vS3k2Lc

L'ho guardato, mi è piaciuto molto, mi ha fatto pensare, in alcuni punti mi ha illuminato ed in altri ha confermato le mie convinzioni.

Lo ripropongo e prego di chiudere le polemiche prima che le polemiche chiudano noi.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Dom Feb 23, 2014 8:56 pm

Stefania.n ha scritto:
carla75 ha scritto:

ci sono ragazzi che, anche usando il correttore (e chi glielo nega), formulano frasi completamente prive di significato che il correttore non "aggiusta". e te lo dice una che, prima della 170, con i ragazzi dislessici ci ha lavorato.

Io non ho avuto esperienza di dsa così gravi, ma me ne hanno parlato.

Proverei a combinare correttore ortografico con sintesi vocale in modo che il ragazzo veda la parola sbagliata e senta contemporaneamente come viene letta (e come vengono letti dalla sintesi i vari suggerimenti che gli vengono proposti) sperando che riesca ad individuare il suggerimento giusto.
Certo che il testo da lui prodotto potrebbe essere così insensato che neanche la combinazione correttore + sintesi potrebbe bastare.

Come ultima possibilità proverei con quei software che trasformano in testo scritto quello che uno esprime oralmente.

quando ho iniziato a lavorare con i dsa gli unici strumenti a disposizione della scuola erano un vecchio registratore e delle cassette. poi scaricai le prime sintesi (ovviamente gratuiti, la scuola non me li ha mai fornite ) ma i ragazzi non lo gradivano, perché molto meccanico. adesso non ho piu' avuto modo. i dsa non hanno piu' il sostegno!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Lun Feb 24, 2014 8:17 am

mac67 ha scritto:



Questo semplicemente non ha senso. Se il disturbo comporta un diritto, questo non dipende dal tipo di scuola che si frequenta. E la dispensa non prevede l'analisi del sangue dei docenti per misurarne il tasso di preparazione al problema.

Caso mai, non ha senso iscriversi a un liceo linguistico, se il disturbo è così forte.

Certo, inteso come  l'hai  inteso tu non ha alcun senso.
Concordo assolutamente.

E concordo pure con il fatto che non abbia tanto senso e tra l'altro non dovrebbe essere nemmeno desiderato dalla maggioranza delle persone impegnarsi in qualcosa che comporta troppa fatica. Di solito si crea un rifiuto.

Ci possono essere casi in cui l'obbiettivo che si vuole raggiungere passi inevitabilmente per il percorso difficile e mi viene in mente un dsa che desideri intraprendere la carriera diplomatica. Deve conoscere le lingue.
E se il suo desiderio di misurarsi in quella professione è  fortissimo proverà ad iscriversi al linguistico.

Ora veniamo al non senso di dire che vedo la necessità di una dispensa quando ci si trova a confrontarsi con insegnanti di lingua non preparati.

Di nuovo chiedo a Giovanna di non portare le sue invettive per quello che sto per dire perchè il discorso è già stato affrontato diverse volte e direi che è chiaro che dà fastidio: pazienza- Credete dà  più fastidio alle famiglie e ai ragazzi che incontrano il problema.

Il diritto c'è, la legge 170 ha ormai tre anni compiuti da un po', è almeno dal 2004 che ci sono linee guida per i dsa ma a tutt'oggi ne vediamo di ogni: dai negazionisti agli impreparati, dagli imbecilli puri a quelli che non ne vogliono mezza di spostarsi dal loro tran tran.

Arriviamo con incontri di confronto, passiamo per richieste scritte al docente, al ds, all'usr.......  poi?
Poi se un insegnante fa parte della categoria di cui sopra non c'è nulla da fare, almeno in corso d'anno (salvo poi ricorsi contro la bocciatura che sono insuccessi di tutti e che non fanno in modo che il ragazzo impari).

In un percorso dove la lingua straniera non sia di vitale importanza (non penso perciò ad un linguistico) piuttosto che sottoporre il ragazzo a continue vessazioni da parte del docente che non sa, preferisco dire: chiediamo la dispensa dallo scritto - nel pomeriggio o nell'estate o quando diverrà necessario si provvederà a mettere in contatto il ragazzo con un insegnamento adeguato (ce ne sono tanti) anche a pagamento purtroppo. Purchè esca da quella scuola, purchè non venga massacrato con il rischio che non riesca più a credere nelle sue capacità.

Le conosco, queste situazioni, le affronto più di una e più di due, si provano tutte ma alla fine bisogna fare i conti con la realtà che non è per nulla quella nella quale puoi dire: se c'è un diritto.....................
In questo caso il diritto è proprio quello di poter chiedere la dispensa.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Lun Feb 24, 2014 1:03 pm

I DSA hanno il sacrosanto diritto di essere messi nelle condizioni di poter fare al meglio il loro lavoro (misure dispensative, compensative, PDP......) e nessuno qui ha mai detto il contrario!!
Gli insegnanti rappresentano una categoria variegata e oltre a professionisti seri e preparati, ve ne sono sicuramente altri che sono dei veri e propri "lavativi", non solo con i DSA, ma con tutti gli studenti e questo nessuno lo ha mai negato!!
PERO' il sottolineare SEMPRE e CONTINUAMENTE che con i DSA molti docenti appartengono alla categoria dei negazionisti, o degli impreparati o degli imbecilli puri o a quella di coloro che non ne vogliono mezza di spostarsi dal loro tran tran, mi sembra molto riduttivo, cara Ire, e non mette a fuoco il "problema" in tutte le sue sfaccettature. E' possibile che se uno studente DSA non arriva a raggiungere gli obiettivi, la colpa sia sempre della scuola e, conseguentemente dei docenti??
Perchè non metti mai in conto Ire che ci possono essere, anzi ci sono DSA pelandroni che, come qualsiasi altro studente, hanno altri interessi e la scuola e lo studio passano decisamente in secondo piano?......mi risponderai che "la loro poltronite è dovuta al disturbo, sono ragazzi che fanno molto più fatica degli altri ecc. ecc.", trovando quindi una giustificazione!
Perchè non metti in conto genitori che pretendono di tutto e di più, interferiscono in modo arrogante e presuntuoso sul tuo operato di docente con l'obiettivo di cercare di far raggiungere al proprio figlio valutazioni positive anche in assenza di adeguata preparazione?........mi rsponderai che "sono genitori che soffrono, che non hanno ancora "metabolizzato" il disturbo del figlio, che per questo sono iperprotettivi ecc. ecc.", ancora una volta troverai giustificazioni!
Perchè non metti in conto che possano esserci e ci sono certificazioni molto "facili" e che oggi quando si riscontrano difficoltà a scuola si cerca di motivare il tutto con la dislessia, anche se dislessia non è? Certificati che compaiono in 5° superiore dopo 12 anni di scuola senza che prima nessuno si accorgesse del disturbo.......mi risponderai che noi docenti non possiamo mettere in dubbio un certificato rilasciato da uno specialista, non abbiamo le competenze per farlo,ma dobbiamo solo prendere atto della sua esistenza e agire di conseguenza. Se per caso, in un contesto del genere ci permettiamo di esprimere i nostri dubbi e le nostre perplessità, ecco allora che arrivi tu e sentenzi il tuo giudizio su noi docenti che non siamo preparati e non abbiamo voglia di mettere in discussione la nostra metodologia e di "spostarci dal nostro abituale tran tran"!!
Questi, cara Ire, sono i motivi che mi spingono a polemizzare con te (spero in modo costruttivo)! Un problema per essere affrontato deve essere analizzato in tutti i suoi aspetti, tu, invece, consideri sempre solo una faccia della medaglia, negando l'esistenza dell'altra!!
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Lun Feb 24, 2014 3:31 pm

In un percorso dove la lingua straniera non sia di vitale importanza (non penso perciò ad un linguistico) piuttosto che sottoporre il ragazzo a continue vessazioni da parte del docente che non sa, preferisco dire: chiediamo la dispensa dallo scritto - nel pomeriggio o nell'estate o quando diverrà necessario si provvederà a mettere in contatto il ragazzo con un insegnamento adeguato (ce ne sono tanti) anche a pagamento purtroppo. Purchè esca da quella scuola, purchè non venga massacrato con il rischio che non riesca più a credere nelle sue capacità.

quindi Ire, secondo te quando si dispensano i ragazzi dagli scritti e' perché il docente di lingue e' impreparato?

mi preme pero' chiarire il concetto di preparazione del docente in materia di dislessia.
quando un collega mi chiede come operare fattivamente con i ragazzi io gli consiglio di trovarsi materiale su internet e leggerselo.
se la legge chiarisce che i ragazzi  con Dsa non necessitano del docente di sostegno allora che la palla passi pure ai colleghi, e che si formino come mi sono formata io. Io mi reputo una professionista e se il mio intervento viene per legge ritenuto non necessario, mi faccio da parte e vado dove esso serve.
pero' mi ricordo anche che la normativa prevedeva una formazione dei colleghi  a carico delle scuole, tutto ovviamente a costo zero per il Miur. Ora, se io dipendente dello Stato, non vengo di fatto messo in grado di svolgerlo questo lavoro perché nessuno mi ha formato, (né io docente di sos sono tenuta a dispensare consulenza) perché dovrei essere obbligato? puo' un dottore essere obbligato ad operare con una nuova tecnologia se il ministero non provvede a formarlo? chiaro che no. noi, considerati ormai meno che niente (anche per nostra colpa), ci accolliamo di tutto con un sorriso. Classi pollaio, ragazzi dsa senza la ben che minima formazione del personale docente, per non parlare dei Bes, la cui normativa prevedeva piu' docenti, anche non di sostegno (per la serie attingono dalle graduatorie di diritto e mi chiamano lo stesso...) ma di tutto cio' nemmeno l'ombra,cosi' come non esistono i centri territoriali di supporto. avremmo dovuto dire no alla 170 e alla normativa bes, perché nessuno e' stato preparato in merito. invece continuiamo a farci comandare a bacchetta a discapito della nostra competenza.
e scusatemi se  vi sembra niente....
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Lun Feb 24, 2014 4:52 pm

no, Carla. Non andareolre le mie parole.

Ho detto che la dispensa può essere necessaria quando il docente è impreparato.
Oppure se vogliamo dirla diversamente: è l'unico caso in cui io la vedo necessaria perchè diversamente non c'è la necessità di farlo. Lo si dovrebbe far comunque scrivere, anche accettando la trascrizione del fonema come percepito.

Sulla formazione diciamo che hai ragione, con riserva, perchè altrimenti non si capirebbe come mai ci siano delle Paole Fantoni, Sonie Cartosciello ed altre che non cito perchè non ho la loro autorizzazione a farlo, ed altre che non cito perchè non le conosco, che si sono informate e formate e quello che dicono è: questo è il mio mestiere e lo faccio.

Ma lasciamo perdere questo discorso, non accuso nessuno, vi era stata promessa la formazione ed è rimasta nel dimenticatoio (una notizia che non so quanto sia anteprima. le associazioni si stanno muovendo per ottenerla)

Il problema non sono quelli impreparati ma aperti a capire o almeno a prendere per buono quello che viene loro detto. Il problema sono gli impreparati che non vedono oltre l'elenco dei verbi irregolari e di lì non si smuovono, arrivando con giudizi del tipo: sei distratto, i verbi li sapresti, ma non li sai scrivere fai errori INACCETTABILI-- 4 -----

sono questi gli insegnanti che dovrebbero essere dispensati ma non potendo sono i ragazzi che hanno la sventura di incontrarli che è opportuno dispensare per prenvenire guai più grosi
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Lun Feb 24, 2014 4:55 pm

Se mio figlio fosse H, DSA o BES non mi accontenterei di una dispensa che ne impedisca la bocciatura, pretenderei che venissero fatte tutte quelle cose necessarie a tirargli fuori il meglio.
Essere dispensati da una parte del SERVIZIO scolastico equivale ad essere dispensati dalla visione del secondo tempo di un film al cinema.

D'altro canto la smetterei di attaccarmi ai diritti formali se poi non ci sono equivalenti diritti sostanziali:
io sono un talpone, lo sono sempre stato, mi sarebbe piaciuto fare il pilota d'aereo, per lungo tempo ho pilotato aeromodelli; avevo il diritto formale di fare la scuola per piloti, ma non avevo il diritto sostanziale di fare il pilota, per quello servono 10 o 11 decimi.
Ho quindi rinunciato all'esercizio del mio diritto formale.
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Lun Feb 24, 2014 5:06 pm

avido ha scritto:
Se mio figlio fosse H, DSA o BES non mi accontenterei di una dispensa che ne impedisca la bocciatura, pretenderei che venissero fatte tutte quelle cose necessarie a tirargli fuori il meglio.
Essere dispensati da una parte del SERVIZIO scolastico equivale ad essere dispensati dalla visione del secondo tempo di un film al cinema.


standing ovation Avido.

Non so se si è capito che sono orripilata dalla dispensa.

D'altro canto lo studio della lingua è ormai previsto ovunque.
Sarei piuttosto cauta nel consentire a mio figlio di iscriversi al linguistico,  ma mi avvarrei dell'esercizio del diritto se imbattesse nell'imbecillità di cui al mio post precedente nel momento in cui fosse costretto a studiare la lingua straniera
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Lun Feb 24, 2014 5:22 pm

giovannaonnis ha scritto:
Se per caso, in un contesto del genere ci permettiamo di esprimere i nostri dubbi e le nostre perplessità, ecco allora che arrivi tu e sentenzi il tuo giudizio su noi docenti che non siamo preparati e non abbiamo voglia di mettere in discussione la nostra metodologia e di "spostarci dal nostro abituale tran tran"!!

No, non farei questo.

Direi che è esercizio inutile e perditempo quello di mettere in dubbio. C'è la legge, c'è una certificazione formalmente regolare. Chiuso il dicorso: ci si attivi per differenziare.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Lun Feb 24, 2014 6:21 pm

Ire ha scritto:
giovannaonnis ha scritto:
Se per caso, in un contesto del genere ci permettiamo di esprimere i nostri dubbi e le nostre perplessità, ecco allora che arrivi tu e sentenzi il tuo giudizio su noi docenti che non siamo preparati e non abbiamo voglia di mettere in discussione la nostra metodologia e di "spostarci dal nostro abituale tran tran"!!

No, non farei questo.

Direi che è esercizio inutile e perditempo quello di mettere in dubbio. C'è la legge, c'è una certificazione formalmente regolare.  Chiuso il dicorso: ci si attivi per differenziare.

Come volevasi dimostrare.....rileggi un secondo quanto avevo scritto:

giovanna onnis ha scritto:

Perchè non metti in conto che possano esserci e ci sono certificazioni molto "facili" e che oggi quando si riscontrano difficoltà a scuola si cerca di motivare il tutto con la dislessia, anche se dislessia non è? Certificati che compaiono in 5° superiore dopo 12 anni di scuola senza che prima nessuno si accorgesse del disturbo.......mi risponderai che noi docenti non possiamo mettere in dubbio un certificato rilasciato da uno specialista, non abbiamo le competenze per farlo,ma dobbiamo solo prendere atto della sua esistenza e agire di conseguenza.

Hai visto, cara Ire, riesco a prevedere le tue risposte!!!! (....:-)......)
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Lun Feb 24, 2014 9:01 pm

Ma guarda ire che dispensa è spesso anche la famiglia a chiederla. Mica tutti i genitori passano le loro estati a fare i compiti con i figli! E poi, credimi, in questi ultimi anni non ho più visto docenti fare le correzioni che tu citi! Però il problema de lle lingue resta. E non mi dire che per un ragazzo dislessico studiare tre lingue è una cosa semplice!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Lun Feb 24, 2014 10:16 pm

Sì, il discorso me lo sono persa nella penna, carla.
L'avevo in mente e me lo sono scordata: chiedo venia.

spesso sono le famiglie che la chiedono purtroppo: e io mi arrabbissimo

Non è semplice per nulla studiare tre lingue

Purtroppo invece io li vedo ancora quei commenti. Troppi per i miei gusti



Giovanna, possiamo parlare fino a natale e posso essere pure d'accordo con te che alcune diagnosi sono sospette. Ma siccome nè io nè tu possiamo farci nulla e tu sei tenuta in virtù di una legge dello stato ad attivarti di conseguenza, attivati e basta. Qualsiasi altro comportamento o commento sono inutili
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Lun Feb 24, 2014 11:04 pm

Ire, in casi del genere tu ti arrabbierai pure, ma ti arrabbi solo a parole, e nel frattempo continui a sostenere che la volontà dei genitori deve essere sacra e che la scuola debba avere l'obbligo di assecondarla ANCHE se il loro comportamento non è corretto... il problema è tutto lì!

Magari ti arrabbi pure se c'è qualche medico o psicologo compiacente disposto a fare diagnosi fasulle, ma intanto continui a dire che finché ci sono vanno rispettate lo stesso, e che anche se sono fasulle non ci si può fare niente... e appunto, è proprio lì il problema!

Tu ti limiti ad arrabbiarti, ma di fatto sei assolutamente e graniticamente contraria a qualsaisi ipotesi di controllo, di messa in dubbio e di eventuale falsificazione di qualsiasi caso che "ti fa arrabbiare".

Di gente che trova qualche medico compiacente e che si fare una falsa certificazione di invalidità (per percepire un sussidio, o per assentarsi dal lavoro, o per ottenere altri vantaggi assortiti), il mondo è pieno.

Ma questo non toglie che tale azione sia un illecito (magari addirittura un reato)... e che se viene beccata, è previsto che sia sanzionata per legge, e annullata nei suoi effetti. Spesso è difficilissimo beccarla, dal punto di vista pratico, ma questo non smuove di una virgola il punto importante: in linea di principio è sempre PREVISTO che in caso di dubbio sia possibile farla controllare, verificare, e se non era veritiera farla annullare (e punire i responsabili della falisficazione).

Il fatto che a te o a me il falso invalido o il falso malato "faccia arrabbiare" è del tutto irrilevante: se vengono beccati, sono puniti, e le agevolazioni a loro concesse vengono ritirate, ma non perché moralmente facciano indignare me o te, bensì perché è giusto e normale così, perché la legge prevede quello... e perché in caso di sospetto grave di falso, la messa in dubbio e il supplemento di indagine sono considerati perfettamente leciti.

Invece, ogni volta che si parla di DSA, tu semplicemente ESCLUDI a priori, nella maniera più assoluta, che si possa contestare, mettere in dubbio o sottoporre a controlli una qualsiasi diagnosi sospetta.

Al massimo, se esistono certificazioni false, o se esistono eventuali "esagerazioni" pretestuose di qualche diagnosi che ha qualcosa di vero ma che è stata ingigantita per ragioni di comodo...

...allora dici che "ti fanno arrabbiare", ma che comunque deve essere sempre obbligatorio seguirle lo stesso, e non è nemmeno immaginabile la possibilità di metterle in dubbio.

Ma potresti almeno spiegare una buona volta perché il falso cieco è smentibile, il falso zoppo è smentibile, il falso influenzato (che si assenta dal lavoro indebitamente) è smentibile, la falsa gravidanza a rischio (per andare in maternità mesi prima) è smentibile, il falso depresso è smentibile, TUTTI sono smentibili... tranne il falso dislessico, che ti fa tanto "arrabbiare" ma che bisogna obbligatoriamente assecondare lo stesso senza poter fare niente per smentirlo?????

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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Mar Feb 25, 2014 8:43 am

ma si può smentire tutto, volendo.

ma come non sei in grado tu, e non è tuo compito, smentire il falso cieco allo stesso modo non è tuo compito, e non so nemmeno se sei in grado di smentire il falso dsa.

Chiedete una legge che imponga la revisione annuale della diagnosi e poi chiedete che le asl siano in grado di farla a tutti e senza perdita di tempo, nell'estate, tre mesi per riverificare tutto.


Meglio ancora, chiedete che i professionisti siano controllati moralmente e professionalmente ogni anno, chiedete che se risultasse che hanno diagnosticato un dsa che altri non trovano, e ci vorrebbe il terzo controllo per esserne sicuri, vengano radiati dall'albo. Però per par condicio noi dovremmo chiedere che annualmente vengano verificati i requisiti degli insegnanti, sia morali che professionali, e se solo risultasse che non sono formati sul dsa quanto dovrebbero, che hanno mancato l'applicazione di una legge o che i ragazzi hanno visto 15 film in un anno senza un lavoro preparatorio e successivo, vengano radiati dall'insegnamento.........


Che dici, si può fare?

La vedo durissima.

Meglio è che ognuno faccia il proprio dovere per quanto gli compete, e che lo faccia bene.
Sarebbe più che sufficiente.

Ti arriva un dsa in cui non credi? non sono affari tuoi. Puoi arrabbiarti, puoi essere disturbata, ma non sono affari tuoi. Credi, saranno affari grossi, ma suoi, a lungo andare saranno affari suoi.
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Mar Feb 25, 2014 8:52 am

tra l'altro, io che posso, perchè non ho alcun obbligo verso nessuno se non quello morale di informarmi sia sulle buone pratiche che sulle leggi prima di affiancare chi mi chiede aiuto in pura via di amicizia e solidarietà, quando mi accorgo che una famiglia non vuole capire, che prende una strada che secondo me non è quella giusta, che segue scuole di pensiero che non sono in linea con quello che io ritengo giusto, ho proprio la possibilità di arrabbiarmi e recedere. Dico semplicemente: secondo me sbagli a fare così, ma è tuo figlio e la sua vita. Buon viaggio.

Quindi non è nemmeno vero che non serve la mia arrabbiatura.

Però le leggi vanno rispettate, altrimenti è inutile farle. e se non si è d'accordo ci si metta in gioco, si crei un movimento per chiederne l'abrogazione. Fino a quando ci sono............

Altrimenti è come la storia del ritorno dal ban: una presa in giro.

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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Mar Feb 25, 2014 9:05 am

per mia esperienza vi posso dire che alcuni ragazzi dsa non sono tali, ma hanno dei disturbi piu' profondi non certificati perché senno' scatterebbe il diritto al sostegno e, attualmente, la tendenza e' esattamente l'opposto. ho visto ragazzi diagnosticati con un disturbo del linguaggio che, alle superiori, non sanno leggere l'orologio e i soldi. Non hanno il sostegno e quando viene la psicologa della scuola e noi chiediamo lumi ci risponde, "ma dai test non risulta un ritardo!".

non dire Ire che non sono affari nostri perché noi con i ragazzi ci lavoriamo e alla fine, siamo sempre noi che promuoviamo ed eroghiamo titoli. I medici certificano, la asl pontifica e noi poi ci lavoriamo. Ora tu puoi sostenere che il prof di mate non e' empatico e non adotta metodologie innovative ed e' per colpa sua se il ragazzo, di cui sopra, non e' in grado di imparare i prodotti notevoli. E puoi anche dire che non sono affari nostri quando una famiglia si accorge o si ricorda che il ragazzo e' dislessico in quinta. benissimo, noi applichiamo la legge, ci mancherebbe! Ma se tu fossi un docente non ti suonerebbe tutto molto strano?
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Mar Feb 25, 2014 9:30 am

ma non dico di no, Carla. Quindi?..

L'ho già detto, parliamone fino a Natale ma..........


poi, scusa, andiamo un attimo ai BES, ma quante volte avete detto che non avete i requisiti per stabilire se il BES ci sia o meno, che affidare questo compito al cdc è dare un incarico ad un incompetente (incompetente nel senso che non ha le competenze per farlo)

Eppure, anche coi bes ci lavorate........


Ci sono anche dsa diagnosticati come tali e che hanno disturbi diversi, quindi?..................


Se tra dieci diagnosi solo tre sono oneste, a voi che problema dà?

Un problema morale perchè dichiarate che un alunno è idoneo anche se non lo è?

Non credo proprio.

Un problema di carico di lavoro perchè dovete differenziare?
Un insegnante non avrà pensato, quando ha deciso di fare quel lavoro, per forza o per amore, di trovare nelle classi 25/ 30 o 50 statuine fatte con lo stampo,immagino.

Una volta deciso di adottare una didattica diversa questa non fa male alla classe, una volta preparate cento verifiche coi requisiti per dsa si riutilizzano in continuazione e l'abilità nel farlo aumenta costantemente.

mi sembra una motivazione fragile

Allora, dov'è il problema? vi sentite presi in giro? muovetevi, presentate le vostre osservazioni, fatevi ascoltare. Non ho visto mai un movimento organizzato in questo senso, solo piagnistei.

Ti sembro cattiva e antipatica Carla, sì, lo sono, molto. E' che non sopporto le ipocrisie: se una cosa non va bene, cambiatela ma non continuate a mettere in dubbio all'interno del cdc una diagnosi fatta da un professionista al quale voi avete conferito i titoli per farla. Acquisite conoscenze e chiedete di essere parte del processo diagnostico. Diversamente potete trovare strano quello che volete ma la legge va rispettata.
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Mar Feb 25, 2014 9:50 am

http://video.corriere.it/dislessia-opportunita-non-problema/d72cf458-303a-11e3-8faf-8c5138a2071d
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Mar Feb 25, 2014 9:51 am

hai perfettamente ragione Ire, noi non ci muoviamo. Io sono stata una delle poche a dire di protestare contro i bes e l'eliminazione del sostegno ai dsa, solo che il docente curriculare non sa, o non sapeva cosa c'era dietro il lavoro del docente sos e solo ora se ne accorge.

pero' permettimi di dirti anche che quando abbiamo iniziato noi a lavorare i dsa avevano il diritto al sostegno, i bes pure e i medici non avevano problemi a certificare i ragazzi. non e' il docente curriculare che deve differenziare. quello e' compito del docente di sostegno, semmai il curriculare personalizza, perché e' sempre nel gruppo classe che lavora.
quindi il problema del ragazzo che non legge l'orologio ma che deve fare i prodotti notevoli permane, perché e' un bes, mica ha un ritardo.

e io che sono in classe e lo vedo completamente disorientato mi chiedo che scuola e' quella in cui il docente e' vincolato da leggi e certificazioni e deve piegarsi a questa logica anche quando vede che magari all'alunno X servirebbe un docente di sos che gli insegna a comprare il biglietto per venire a scuola.

ma questa e' la logica dei bes....
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Mar Feb 25, 2014 9:58 am

non hai torto
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Mar Feb 25, 2014 10:18 am

Carla, hai potuto capire che per tirare fuori il meglio dai miei figli mi sono fatta un .... tanto.
Per anni, continuamente, studiando, sperimentando..

Ma secondo te, se io avessi avuto a scuola un docente di sostegno incaricato di seguirli, senza che ciò diventasse allontanamento dalla classe o discriminazione da parte dei docenti curricolari e dei compagni, io non mi sarei dedicata alle mie pitture o ai miei tanti hobbies? O non avrei continuato a lavorare facendomi un gruzzoletto in banca che magari ora userei per qualche vacanzina che non posso invece permettermi?

E' per questo sai che dico che la scuola così com'è è un male necessario da superare il più in fretta possibile. Nelle materie critiche i miei figli li ho portati avanti io, e i loro successi sono dovuti solo a quello che ho fatto io (e loro naturalmente) non certo alla scuola.

Ho il massimo rispetto per i docenti di sostegno e le loro capacità (come sai ho una sorella in quella categoria e conosco gli studi che ha fatto e le competenze che ha acquisito)
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Mar Feb 25, 2014 10:44 am

Ire ha scritto:

Ti arriva un dsa in cui non credi?  non sono affari tuoi. Puoi arrabbiarti, puoi essere disturbata, ma non sono affari tuoi.  Credi, saranno affari grossi, ma suoi, a lungo andare saranno affari suoi.
Non sono affari miei???? Non sono affari miei???? ....e lo ribadisci per ben due volte!!!
Come sarebbe a dire che non sono affari miei, se si tratta di un mio studente per il quale mi faccio un mazzo tanto in virtù della sua certificazione e poi lavorando con lui mi rendo conto di essere presa per i fondelli da genitori, specialisti e da "chi più ne ha più ne metta"??
Sono affari miei Ire, sono proprio affari miei e che nessuno si permetta di dire che non è così.....se dedico tempo ed energia ad uno studente dsa e mi rendo conto che ne avrei potuto fare a meno eccome se sono affari miei!!!!
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Mar Feb 25, 2014 10:48 am

carla75 ha scritto:
per mia esperienza vi posso dire che alcuni ragazzi dsa non sono tali, ma hanno dei disturbi piu' profondi non certificati perché senno' scatterebbe il diritto al sostegno e, attualmente, la tendenza e' esattamente l'opposto. ho visto ragazzi diagnosticati con un disturbo del linguaggio che, alle superiori, non sanno leggere l'orologio e i soldi. Non hanno il sostegno e quando viene la psicologa della scuola e noi chiediamo lumi ci risponde, "ma dai test non risulta un ritardo!".

non dire Ire che non sono affari nostri perché noi con i ragazzi ci lavoriamo e alla fine, siamo sempre noi che promuoviamo ed eroghiamo titoli. I medici certificano, la asl pontifica e noi poi ci lavoriamo. Ora tu puoi sostenere che il prof di mate non e' empatico e non adotta metodologie innovative ed e' per colpa sua se il ragazzo, di cui sopra, non e' in grado di imparare i prodotti notevoli. E puoi anche dire che non sono affari nostri quando una famiglia si accorge o si ricorda che il ragazzo e' dislessico in quinta. benissimo, noi applichiamo la legge, ci mancherebbe! Ma se tu fossi un docente non ti suonerebbe tutto molto strano?
Appunto.....siamo sulla stessa lunghezza d'onda Carla!!
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Mar Feb 25, 2014 11:04 am

Ire ha scritto:
Carla, hai potuto capire che per tirare fuori il meglio dai miei figli mi sono fatta un .... tanto.
Per anni, continuamente, studiando, sperimentando..

Ma secondo te,  se io avessi avuto  a scuola un docente di sostegno incaricato di seguirli, senza che ciò diventasse allontanamento dalla classe o discriminazione da parte dei docenti curricolari e dei compagni, io non mi sarei  dedicata alle mie pitture o ai miei tanti hobbies? O non avrei continuato a lavorare facendomi un gruzzoletto in banca che magari ora userei per qualche vacanzina che non posso invece permettermi?  

E' per questo sai che dico che la scuola così com'è  è un male necessario da superare il più in fretta possibile. Nelle materie critiche i miei figli li ho portati avanti io, e i loro successi sono dovuti solo a quello che ho fatto io (e loro naturalmente) non certo alla scuola.

Ho il massimo rispetto per i docenti di sostegno e le loro capacità (come sai ho una sorella in quella categoria e conosco gli studi che ha fatto e le competenze che ha acquisito)
Ecco Ire l'errore, a parer mio sta proprio in questo, tu hai fatto della tua esperienza personale il caso generale e da ciò arrivano i tuoi giudizi categorici su scuola, docenti e loro professionalità e competenze. Dici che "la scuola è un male necessario da superare" sottolineando "il più in fretta possibile"...quindi tutto è permesso per arrivare al traguardo,anche "carte false" e continua denigrazione del corpo docente perchè quelli che si salvano, per te, sembra che siano veramente pochi.
Dici che è inutile parlarne, possiamo continuare fino a Natale tanto....... ma se continui con queste esternazioni non puoi pretendere il "silenzio" e che nessuno controbatta!!
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Mar Feb 25, 2014 11:16 am

Ire ha scritto:
Carla, hai potuto capire che per tirare fuori il meglio dai miei figli mi sono fatta un .... tanto.
Per anni, continuamente, studiando, sperimentando..

Ma secondo te,  se io avessi avuto  a scuola un docente di sostegno incaricato di seguirli, senza che ciò diventasse allontanamento dalla classe o discriminazione da parte dei docenti curricolari e dei compagni, io non mi sarei  dedicata alle mie pitture o ai miei tanti hobbies? O non avrei continuato a lavorare facendomi un gruzzoletto in banca che magari ora userei per qualche vacanzina che non posso invece permettermi?  

E' per questo sai che dico che la scuola così com'è  è un male necessario da superare il più in fretta possibile. Nelle materie critiche i miei figli li ho portati avanti io, e i loro successi sono dovuti solo a quello che ho fatto io (e loro naturalmente) non certo alla scuola.

Ho il massimo rispetto per i docenti di sostegno e le loro capacità (come sai ho una sorella in quella categoria e conosco gli studi che ha fatto e le competenze che ha acquisito)
alle superiori i ragazzi con dsa si rifiutano spesso di dire ai compagni il loro problema, e siccome c'e' la privacy, la riservatezza e' d'obbligo. alcuni di questi ragazzi  hanno ancora il sostegno (forse per poco).
ti dico come si lavora nella mia scuola e nelle altre dove ho lavorato. alla classe viene detto che il preside ha deciso  di mettere un docente in piu' di supporto (con una scusa, non so, "perché e' una prima ecc..."), poi il docente di sostegno lavora a piccoli gruppi designati dove sono presenti anche quelli bravi, magari quelli che domani devono fare l'interrogazione. Il ragazzo dsa viene inserito nel gruppo o puo' lavorare con il docente curriculare. Nessun altro compagno sa che l'alunno X ha il sostegno.
il docente prepara il materiale per il ragazzo, che di solito gli viene inviato  a casa  per evitare che qualche compagno se ne accorga, oppure lo stesso materiale puo' essere messo a disposizione di tutti quelli che sono in difficolta' (questo dipende dal tipo di lavoro che si fa con il ragazzo di sostegno). Come vedi si puo' lavorare benissimo per l'integrazione e a sostegno del ragazzo dsa senza problemi di esclusione.

i tuoi dubbi Ire sono legittimi ma io continuo a pensare che la legge 170 abbia leso i diritti di tutti quei ragazzi dislessici che non hanno una mamma come te o come la mamma della ragazza del mio racconto.

io infatti, so benissimo perché il ragazzo di quinta, dsa, date formule e calcolatrice consegna i compiti di mate in bianco, e la mia alunna con difficolta' cognitive gli esercizi di base li sa fare tutti (e quando l'ho presa in carico non sapeva moltiplicare nemmeno i segni!!!!).

e penso anche che a storia dei Bes nasca proprio dalla 170.


Ultima modifica di carla75 il Mar Feb 25, 2014 1:31 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Dislessia (ed altri DSA): cosa significa veramente.   Mar Feb 25, 2014 11:35 am

Lo so, ma pensa a quando la 170 (che è assolutamente imperfetta) non c'era.

Non solo erano lesi i diritti di quelli che non hanno una mamma come me. Erano lesi i diritti di tutti.
Anche mio figlio fino allo scorso anno, nonostante abbia una mamma come me, non ha voluto intendere ragioni circa il muoversi con serenità nelle sue difficoltà esercitando i suoi diritti senza far impazzire i docenti in salti mortali per darglieli senza apparire.

l'ho già detto: vuoi perchè sono professionisti in gamba, vuoi perchè la preside è veramente speciale, vuoi perchè mio figlio è un ragazzo simpatico e serio, vuoi perchè ci sono io dietro che bene o male so muovermi, vuoi per fortuna, anche noi siamo arrivati in quinta senza che gli altri sapessero.
Fatti due conti di opportunità ho preferito assecondarlo, anche se dal mio punto di vista era una sciocchezza.

Dovrebbe esserci una maggiore conoscenza della diversità che togliesse la paura, dovrebbe esserci una maggiore collaborazione tra le parti, dovrebbero esserci tante cose che non ci sono.
E allora prendiamoci quell'abbozzo di diritto che è la 170 e cerchiamo di dare il meglio.

Molti genitori sono contenti del non sostegno perchè il sostegno si dà al disabile, perchè il sostegno è fare il fiorellino mentre gli altri fanno equazioni.
E questa è colpa vostra, colpa dei docenti curricolari che con spocchia maxima alimentano questa leggenda, colpa della cultura dell'apparire.
colpa di quei docenti di sostegno che avendo trovato la nicchia comoda fanno davvero fare il fiorellino, colpa dell'inserimento di incapaci nelle posizioni decisionali..........
colpa del fato?

Ognuno faccia il proprio, Carla.


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