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 Social network e scuola

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MessaggioOggetto: Social network e scuola   Mar Feb 25, 2014 11:34 am

Promemoria primo messaggio :

Buongiorno a tutti!
vorrei un vostro parere su una questione emersa a scuola: gli insulti sui social network tra compagni di scuola.
Secondo voi la scuola fino a che punto può e deve intervenire?vista anche questa situazione:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/02/11/news/cittadella-la-ragazza-di-14-anni-spinta-a-uccidersi-dagli-insulti-su-ask-fm-1.8646502
e http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/14_febbraio_11/inerti-insulti-ad-andrea-studente-suicida-indagati-prof-a0f8e96e-92eb-11e3-aaf6-4579e45c2a0a.shtml

ma i genitori?non riescono a controllare i social network dei figli?

grazie!
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MessaggioOggetto: Re: Social network e scuola   Ven Feb 28, 2014 2:26 am

Ire ha scritto:
La cosa che mi inorridisce, te lo dico francamente, Dec, è il pensiero che sento sempre più spesso, che sequestrando i cellulari, facendo chiudere il sito di ask.fm, impedendo la connessione a internet si potrebbe ottenere qualcosa.  Non è così: l'unico modo di ottenere qualcosa è far crescere nelle persone la consapevolezza che c'è un uso positivo e uno negativo degli strumenti, di tutti gli strumenti. Un coltello può uccidere o salvare una vita. Le cose sono cose e la nostra coscienza deve valutare come usarle.
Sul resto del tuo post sono d'accordo, perciò non lo riporto, ma su questa parte lo sono un po' meno. Lo sono in generale (la distinzione tra lo strumento e l'uso che se ne fa), ma non con riferimento ai social network di cui (sicuramente perchè sono vecchio) non riesco a capire l'utilità. Infatti personalmente ho sempre rifiutato categoricamente di iscrivermi a facebook o similia (anche quando mi è stato proposto con argomentazioni ragionevoli) e credo che in mano a dei ragazzini possano essere degli strumenti pericolosi.
E' vero che un coltello da macellaio può servire anche a scopi utili, ma non per questo lo metterei in mano ad un bambino di due o tre anni. E' vero che la polizia deve poter disporre di armi da fuoco, ma sono assolutamente contrario al fatto che i privati cittadini tengano armi in casa per legittima difesa. Le automobili sono ovviamente una necessità, ma non per questo ne farei guidare una ad un bambino di dieci anni. Devo continuare?
Va bene l'educazione, ma una società ha il diritto di tutelarsi anche dall'invadenza di internet (e te lo scrivo su internet...): certi siti è giusto che siano oscurati senza che qualcuno possa gridare alla censura o alla limitazione della libertà e penso che sui social network (pur non conoscendoli direttamente) ci sia tanta di quella spazzatura da oscurare ampiamente quello che di buono ne può venire. Quando è apparso facebook, veniva spacciato come una grande novità perchè permetteva di ritrovare persone con cui si erano persi i contatti da tanti anni. A parte che già allora qualche comico diceva che forse se non ci si sente da tanti anni vuol dire che non c'era poi tanta volontà di tenersi in contatto, crediamo davvero che valga la pena avere un sito del genere con tutto quello che comporta solo per questo? Quanto agli altri cloni, mi sembrano perfino peggio. Che dire dei politici (per non parlare di attori, cantanti e personaggi vari) che ogni giorno ci fanno sapere il loro pensiero tramite twitter? Facessero qualcosa di utile e parlassero attraverso le leggi o nelle sedi parlamentari. Non so quanti canali televisivi che a tutte le ore del giorno trasmettono programmi politici e siti e blog e non so cos'altro mi sembra che siano più che sufficienti per conoscere le opinioni di tutti.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Social network e scuola   Ven Feb 28, 2014 11:29 am

nessuno scandalo se li chiudono, nessuna limitazione della libertà e sai perchè? perchè con uno che chiudono tre ne aprono.

O chiudi la rete o non hai possibilità di controllarla dall'alto. E' per questo che dico che l'unico sistema è l'educazione all'uso.

Sull'utilità penso non sia nemmeno il caso di parlare: utile o inutile è quella - i ragazzi vivono lì, sono eternamente connessi e anche qui: fai disconnettere tuo figlio e : primo - sarà fuori dal gruppo
secondo - avrà una voglia pazza di comprarsi un cellulare ( o procurarselo in qualche modo ) perchè lì sopra ci sono i suoi amici e la sua vita
Anche qui: meglio insegnargli l'uso.

Noi non capiamo tanto il perchè, ma lo sbaglio è nostro e la vita è loro. Dobbiamo prenderne atto e cercare di stare loro vicini percorrendo le loro strade conoscendo il loro mondo non dicendo che non serve ed è una vergogna.

Parlando dei coltelli mi hai aperto un cassetto della memoria chiuso da vent'anni: quando era il momento di insegnare ad usare le posate a mio figlio naturalmente piccino com'era non aveva il coltello. Invitai a cena un amico di mio fratello proveniente dall'africa che mi fece notare che da loro a quattro anni i bambini erano abituati alle armi da taglio: difficilmente qualcuno si tagliava la seconda volta.

Troppo tempo è passato e non ricordo la provenienza di quella persona ma la sua considerazione mi rimase impressa.
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MessaggioOggetto: Re: Social network e scuola   Sab Mar 01, 2014 2:27 am

Naturalmente se la prima ferita è mortale è difficile che ce ne sia una seconda... Ma probabilmente è un effetto collaterale e non dobbiamo preoccuparcene tanto.
Che vivano lì e che siano eternamente connessi scusami tanto, ma per me è un problema; insegnargli l'uso può anche voler dire moderarlo o no? Aiutarli a riflettere sul senso di quello che fanno per me è educarli, non lo è assecondarli sempre dicendo che lo sbaglio è nostro e la vita è loro. Altrimenti che si arrangino e che, quando combinano dei pasticci, se li risolvano da soli; ma non mi sembra un bell'esempio di educazione.
Il termine vergogna (inteso in senso morale) lo hai usato tu, ma quando si creano dei gruppi su internet solo per offendere qualcuno (naturalmente come quando lo si fa di persona) faccio fatica a dire che va bene, perchè quella è la loro vita; tra l'altro è anche un reato, anche se non credo che il carcere minorile risolva molto in questi casi; meglio una pena pecuniaria per la famiglia, così forse avranno meno soldi da buttare in cellulari.
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MessaggioOggetto: Re: Social network e scuola   Sab Mar 01, 2014 7:06 am

no, vedo che ho dato per scontate mille cose e hai avuto ragione a rispondermi così.

certo che insegnare l'uso significa anche insegnare a moderarlo, significa farli ragionare sul fatto che c'è il rischio di perdersi, di perdere il senso del tempo, l'odore di un abbraccio, di una risata condivisa.

certo che bisogna farglielo notare.

No che non va bene quando si creano gruppi per insultare, i gruppi per insultare non vanno bene su internet come non vanno bene di persona.  Il gruppo va bene.......   l'uso deve essere di sano cazzeggio, di confronto di idee, di solidarietà, esattamente come di persona.

la loro vita in questo senso: le loro relazioni passano dallo strumento, vanno a mangiare una pizza insieme e tutti coi telefonini in mano si scambiano messaggi, tra di loro, tra il gruppo di presenti, e ridono come pazzi, si divertono, sono insieme, mangiano e comunicano così e nel frattempo includono nel gruppo anche chi non c'è e magari vorrebbero vicino. A noi sembra roba da pazzi, a noi che per inviare un sms digitiamo la stessa parola tre volte perchè le dita si incartano e sbagliamo posizione sul touchscreen,loro sono diversi........

solo per questo.

Sono i nostri ragazzi, sono fatti così, usano strumenti diversi ma i principi e i valori cui bisogna educarli sono esattamente quelli universali cui siamo stati educati noi. (magari cercando anche, chi di noi può, di fare qualcosa di meglio, perchè di adulti maleducati ce ne sono tanti, troppi, e, visto che sei moderatore ti lancio la frecciatina, qualcuno anche qui  ;-)  )
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MessaggioOggetto: Re: Social network e scuola   Sab Mar 01, 2014 6:38 pm

Sulla frecciatina non raccolgo. Sul resto sono abbastanza d'accordo, con queste precisazioni.
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MessaggioOggetto: Re: Social network e scuola   Dom Mar 02, 2014 9:01 am

Voglio precisare cosa intendevo dire con l'abbastanza che ho scritto frettolosamente ieri, non per continuare la discussione, che ormai mi sembra si sia esaurita (le rispettive posizioni sono chiare, anche se non del tutto coincidenti), ma solo per chiarire il mio pensiero.
1) Interrogarsi sul senso di ciò che accade attorno a noi e sul perchè e percome delle cose non è mai inutile, è ciò che distingue gli uomini dagli animali. Per questo mi sono un po' inalberato di fronte al post di Ire che mi diceva che era inutile discutere dell'utilità dei social network, perchè tanto è così e nessuno può farci niente (magari off-topic, ma mai inutile). Preciso che io non ho mai avuto una posizione integralista del tipo "io la televisione a casa nemmeno ce l'ho e ai miei figli non la faccio vedere, perchè è meglio leggere un buon libro", ma non vuol dire che non si possa e non si debba riflettere criticamente su quello che si vede, senza subire tutto perchè tanto è così e lo fanno tutti.
2) Non credo affatto alla mutazione antropologica dei nostri ragazzi (i famosi nativi digitali, sui quali si sono spese un sacco di inutili parole, con la pretesa che a questa presunta mutazione debba adattarsi tutta la didattica, per restare nel nostro), soprattutto quando leggo e sento dire da autentici esperti di informatica (certamente non io) che in realtà della vera informatica non sanno nulla. Il fatto che abbiano sviluppato delle abilità manuali nell'uso dei tasti del cellulare o del touchscreen (che magari ci possono meravigliare) non significa per fortuna che sia cambiata la loro testa. Questi cambiamenti richiedono secoli anche nella società post-moderna e solo chi vivrà tra un bel po' di tempo potrà dirci se e come sarà cambiato il loro modo di ragionare. Molte cose sono dettate soltanto dalle mode e dalla società dei consumi che crea bisogni indotti (e non da oggi) solo per far guadagnare qualcuno. Faccio un esempio: dieci anni fa si scrivevano fiumi di parole sui reality show e su come questi avessero cambiato il modo di ragionare e gli obiettivi dei ragazzi, solo perchè tutti li vedevano e ne parlavano il giorno dopo; ora molti di quei programmi non esistono più e quelli che sopravvivono hanno perso molti ascolti: evidentemente era solo una moda e si è sgonfiata abbastanza presto; non vuol dire che si dovesse vietarne la visione ai figli, solo che era sbagliato dar loro troppa importanza e pretendere di farne la base di analisi sociologiche o psicologiche.
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MessaggioOggetto: Re: Social network e scuola   Dom Mar 02, 2014 9:16 am

sono abbastanza d'accordo :-)

Ti rappresento un pensiero che di solito tengo per me e per i miei figli perchè oltre ad una intuizione non sono proprio in grado di andare e di argomentare, o almeno non senza essere messa di fronte ad evidenze da parte di esperti che porterebbero a credere che io stia dicendo stupidaggini.

Non saprei smontare l'idea delle mie stupidaggini e tuttavia io sono convinta che l'evoluzione cui tu fai riferimento passi per i dsa.

Quando ormai tanti anni fa i miei ragazzi mi chiedevano: "mamma, perchè il mio cervello è così?"
la mia risposta sincera era "perchè siete i prototipi dei nuovi cervelli, fra qualche anno tutti i cervelli saranno così"

Te ne faccio parte, Dec, come pensiero domenicale. Buona giornata :-)
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MessaggioOggetto: Re: Social network e scuola   Dom Mar 02, 2014 9:22 am

Questo però contraddice la tesi che i dsa ci sono sempre stati anche secoli fa e hanno fatto grandi cose nella vita. O ci sono sempre stati solo che una volta non c'erano gli strumenti per diagnosticarli e la consapevolezza di quello che questo significava o sono un fenomeno nuovo che anticiperebbe addirittura l'evoluzione del genere umano. Mi sembra una buona risposta (forse un po' troppo consolatoria) da dare ad un figlio che si sente inferiore agli altri, ma come tesi teorica è un po' debole, almeno finchè non ci saranno dei riscontri.
Buona domenica anche a te.
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MessaggioOggetto: Re: Social network e scuola   Dom Mar 02, 2014 5:56 pm

come ti ho detto stiamo parlando di nulla, e concordo sulla necessità di riscontri, però...
quello che tu hai detto non mi sembra in contrasto co il mio pensiero.

Lasciamo stare i ragionamenti degli studiosi sulla possibile dislessia di galileo, carlo magno & c.
(lasciamo stare ma non dimentichiamolo) pensiamo solo al nostro recentissimo passato, quello nel quale noi stessi ricordiamo frasi del tipo: guarda lì, a scuola sembrava stupido, vedi cosa è diventato, oppure, no, proprio la scuola non faceva per lui.

Come dici tu l'evoluzione è lentissima, chi ci dice che non si sia cominciata ad attuare ieri (mille, duemila anni fa?) ma che non ci fossero gli strumenti culturali per valutare cosa fosse?
Spesso ci si pone la domanda: come mai sono tanti i dsa?

No, pensandoci proprio il tuo ragionamento fila con il mio.

(o forse sono io che lo voglio far filare? )
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MessaggioOggetto: Re: Social network e scuola   Lun Mar 03, 2014 12:09 am

Secondo me, sei tu che lo vuoi far filare. I social network esistono da quanto? Dieci anni o anche meno? Dunque l'evoluzione è stata talmente rapida da cambiare il cervello anche dei non dsa. In compenso per i dsa è iniziata invece mille o duemila anni fa. A me sembra un ragionamento che non sta in piedi e che vuole mettere insieme due cose che non hanno nessun legame partendo in entrambi i casi da premesse estremamente dubbie.
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MessaggioOggetto: Re: Social network e scuola   Lun Mar 03, 2014 9:06 am

ragionavo su questo ieri sera, anche se non avevo letto il tuo intervento.

Era una cosa stonata a anche per me.

I nativi digitali non sono per forza dsa, e i social networks sono una applicazione in uno strumento.


come mettere insieme queste cose?

I nativi digitali sono quelli che respirano il digitale dall'utero materno e che a quattro anni non hanno problemi con il telecomando della televisione, respirano tastiere e touchscreens ed elettrodomestici robotici e senza leggere le istruzioni pigiano e fanno funzionare.

Noi, a differenza di loro, dobbiamo leggere le istruzioni e ci approcciamo ad uno strumento con un minimo di attenzione. Prima di accenderlo, quanto meno, lo rigiriamo un attimo tra le dita.

Questa è la differenza tra noi ragazzi e bimbi di un tempo e i bimbi e ragazzi di oggi.
niente di più.

Ma è una differenza fondamentale se ci ragioni. E' la differente relazione con le cose del mondo.

nessuno dice che i nativi digitali capiscano l'informatica se non studiano pascal o c++.

Il dsa probabilmente vivrà meglio in futuro la vita digitale che affidando a processori esterni i calcoli di bassa lega permetterà ai processori umani di andare oltre.

Non riesco ad inviduare, perchè sono piuttosto ignorante, cosa in passato abbia suggerito alla natura la necessità del cambiamento neuronale. Ma io sono ignorante. Mi piacerebbe un giorno che qualcuno individuasse la faccenda. O forse c'è stata una accelerazione supersonica del cambiamento.
In effetti tutte le "accuse" che facciamo ai nostri ragazzi le facciamo in confronto a come eravamo noi. Tante volte lo abbiamo sentito anche qui.

Non lo so, Dec. So che è debole, ma mi suona.
Ma va poi bene anche se suonasse solo per me, forse è davvero il mio modo per convivere con la differenza.

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MessaggioOggetto: Re: Social network e scuola   Lun Mar 03, 2014 1:28 pm

Ire ha scritto:
I nativi digitali sono quelli che respirano il digitale dall'utero materno e che a quattro anni  non hanno problemi con il telecomando della televisione, respirano tastiere e touchscreens ed elettrodomestici robotici e senza leggere le istruzioni pigiano e fanno funzionare.

Noi, a differenza di loro, dobbiamo leggere le istruzioni e ci approcciamo ad uno strumento con un minimo di attenzione.  Prima di accenderlo, quanto meno, lo rigiriamo un attimo tra le dita.

Questa è la differenza tra noi ragazzi e bimbi di un tempo e i bimbi e ragazzi di oggi.
niente di più.

Ma è una differenza fondamentale se ci ragioni.  E' la differente relazione con le cose del mondo.
Per me non è una differenza fondamentale. Qualunque strumento se lo usi da anni e impari fin da piccolo lo padroneggi meglio di uno che non l'ha mai visto o usato o deve imparare da adulto. Vale per gli attrezzi agricoli per chi è vissuto in campagna rispetto a chi è nato e vissuto in città, per quelli da falegname se un bambino ha un padre falegname e passa molte ore nel suo laboratorio o per la lavatrice che una casalinga sa far funzionare meglio di un uomo che non ha mai fatto il bucato in vita sua; io da piccolo sapevo programmare i canali della televisione meglio dei miei genitori semplicemente perchè passavo più ore davanti alla televisione, mentre loro avevano altre cose da fare; ma non mi sono mai sognato di dire che il mio cervello aveva subito un cambiamento neurologico (anche perchè non avrei mai conosciuto una tale espressione).
Per me stiamo discutendo del nulla.
Se i dsa vivranno meglio perchè la tecnologia farà per loro quelle operazioni che non riescono a fare, buon per loro. Ma non auspico affatto che tutti subiamo la stessa modificazione neurologica e che disimpariamo a fare i calcoli di bassa lega perchè tanto un computer (o una calcolatrice già da tanti anni) li farà al posto nostro.
Mi dispiace, ma non siamo per niente d'accordo.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Social network e scuola   Lun Mar 03, 2014 4:03 pm

ma sì può essere. Chi vivrà vedrà :-)
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