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 Problema disciplinare in aula informatica.

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AutoreMessaggio
Scuola70



Messaggi : 577
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MessaggioOggetto: Problema disciplinare in aula informatica.   Ven Feb 28, 2014 9:19 pm

Salve a tutti, sono nuovo nel forum, scrivo per chiedervi gentilmente consiglio riguardo ad un problema. Ieri con una classe di seconda media sono andato in aula informatica per svolgere una lezione sui libri digitali di grammatica, la classe ha infatti caricati tutti i libri in una cartella specifica. La lezione si è svolta normalmente, ma stamattina il responsabile dell'aula informatica mi ha fatto presente che su uno dei computer la cronologia rilevava il collegamento con siti pornografici. Il ragazzo responsabile del fatto ha negato e stranegato, tuttavia era ben evidente che non poteva essere altro che lui, perché il computer incriminato era il suo.
Ora, dal punto di vista disciplinare, ci sono gli estremi per la convocazione di un Consiglio di classe straordinario? Il DS potrà contestarmi il fatto che avrei dovuto accorgermi subito dell'infrazione? In effetti durante la lezione non ho rilevato questo fatto, eppure giravo spesso tra i banchi, non sono stato in cattedra e basta.
Come posso muovermi per sanzionare al meglio il ragazzo e allo stesso tempo tutelarmi? L'alunno in questione ha anche un sostegno parziale poiché presenta un lieve ritardo cognitivo. Mi preoccupa anche il fatto che, essendo in anno di prova, non vorrei che il DS pensasse che io non controlli a dovere la classe e che permetta quindi tali episodi incresciosi.
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MessaggioOggetto: Re: Problema disciplinare in aula informatica.   Ven Feb 28, 2014 11:23 pm

L'apertura di un procedimento disciplinare richiede la certezza del fatto. Innanzitutto, in che modo il tecnico ha rilevato la connessione? Ha controllato la cronologia del browser oppure ha controllato il log di un server proxy? I browser non riportano nella cronologia l'ora di connessione al sito ma solo la data. A quel punto, se l'aula d'informatica è stata utilizzata da più classi e gli studenti usano un account condiviso, è difficile accertare in modo inequivocabile chi si sia connesso ad un determinato sito. Se invece le postazioni accedono a Internet attraverso un proxy, allora è possibile risalire all'autore, perché i log dei proxy riportano tutti gli estremi (postazione, data, ora) per ogni url rilasciato.

La carenza di vigilanza non può essere imputata al docente, bensì a limiti di carattere strutturale. Spesso le aule d'informatica sono allestite in modo irrazionale perché impediscono di fatto un'adeguata vigilanza. Mi riferisco ad esempio alla classica disposizione per file di banchi. Anche girando fra i banchi, uno studente un po' sveglio riesce a fare quello che vuole sulla sua postazione: è sufficiente che il docente sia dal lato opposto rispetto al monitor, lo studente ha tutto il tempo per chiudere una finestra o una scheda quando vede l'insegnante che si avvicina. Il controllo è più efficace se le postazioni sono disposte lungo un perimetro con tutti i monitor rivolti verso il centro del locale: l'insegnante, disposto alle spalle degli studenti può in qualsiasi momento vedere quello che fa un determinato studente senza spostarsi. In ogni modo anche con questa disposizione non è facile avere il pieno controllo contemporaneo sull'attività di tutti gli studenti.

In ogni modo, anche se è accertato il fatto, l'eventuale sanzione potrebbe essere impugnata dai genitori: la scuola deve prevenire l'accesso a contenuti Web inadeguati, se uno studente lo fa, si potrebbero portare come scusanti l'inconsapevolezza o anche l'errore ("ho cliccato su un collegamento senza sapere che mi avrebbe portato lì"). Insomma, è un contesto che può essere anche imputato alla buona fede.

Di sicuro la buona fede non si può attribuire all'istituzione scolastica perché deve in qualche modo prevenire queste situazioni. Fermo restando che non si può affidare la sicurezza al fattore umano, si deve ricorrere a adeguate tecnologie che esistono.
Le connessioni scolastiche dovrebbero avere sistemi di accesso controllato e non libere connessioni: accesso tramite proxy e con filtro dei contenuti. Alcuni sono costosi, come ISA Server, peraltro non di facile configurazione, ma ci sono anche tecnologie gratuite. Ad esempio Squid come proxy server e Dansguardian come filtro dei contenuti. Se Dansguardian è ben configurato e si aggiorna sistematicamente la blacklist è efficacissimo. Può capitare che occasionalmente si acceda a qualche sito non incluso nella blacklist o che sfugga ai criteri impostati nella policy, ma dopo un periodo di rodaggio si riesce ad avere un sistema quasi inviolabile.
Perché la scuola non li adotta? E' evidente che in questo caso c'è una grossa responsabilità del dirigente scolastico, il quale deve adoperarsi per far applicare quegli strumenti che garantiscano la massima sicurezza anche nel collegamento ad Internet. E non può certo appellarsi alla negligenza del docente: i limiti umani sono colmabili solo entro una certa soglia. E sfido chiunque a controllare contemporaneamente 20 postazioni confidando solo nei suoi occhi.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Problema disciplinare in aula informatica.   Sab Mar 01, 2014 1:10 am

Io penso che impedire la visita dei siti sbagliati sia una guerra persa.
Ritengo che sia molto più facile consentire la visita dei siti giusti; un filtro al contrario.
Il prof deve programmare prima quali siti verranno visitati e deve autorizzarne l'accesso.
Purtroppo per arrivare a questo ci vogliono programmazione puntuale della lezione e professionalità  adeguate in laboratorio informatico.

Tornando al caso in esame, hai detto che il ragazzo presenta un lieve ritardo cognitivo.
A fianco a lui c'erano altri ragazzi immagino. Non hanno visto nulla ? Se hanno visto e non hanno detto niente erano come minimo complici, ma ti invito a valutare la possibilità che fossero istigatori o peggio che si siano sostituiti a lui.

Come vedi è difficile sanzionarlo con la certezza di essere nel giusto.

Infine capisco che la cosa sia formalmente brutta; la pornografia diventa reato in presenza di minori, è comunque immorale e diseducativa, ma io uscirei dalla formalità ed andrei alla sostanza: un paio di adolescenti in piena esuberanza ormonale hanno fatto una goliardata ed hanno soddisfatto la loro naturale curiosità verso il sesso nell'unico modo loro accessibile (attualmente).
Cogli l'occasione per spiegare come il sesso pornografico non sia il sesso della vita reale, e che dietro la pornografia si celano malavita, dipendenza, e disprezzo della donna; estendi la lezione ai rischi di fare brutti incontri e rivolgi in positivo l'evento increscioso.
Non mancare di citare l'esperienza nella relazione finale dell'anno di prova; dimostrare di aver imparato qualcosa e di essere diventati insegnanti migliori è propio quello che ci si aspetta da te.
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mark12



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MessaggioOggetto: Re: Problema disciplinare in aula informatica.   Sab Mar 01, 2014 3:24 pm

Non penso che il scrivere su un foglio che a quel PC ci stava Caio abbia valore legale , basta che due minuti prima un altro ci è andato o che mentre lui era distratto altri hanno cliccato qualche sito.

Insomma al TAR perdereste.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Problema disciplinare in aula informatica.   Sab Mar 01, 2014 9:28 pm

E' sicuramente una mancanza disciplinare ma non mi sembra grave.
Sarebbe stato peggio se avesse, ad esempio, danneggiato il computer in qualche modo.
Aver visto un sito porno, oltre ad averlo fatto distrarre, non ha grosse conseguenze... teniamo a mente che la possibilità di vedere il porno su internet è già, da qualche decennio, alla portata di un clic anche per i minori.
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Problema disciplinare in aula informatica.
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