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 fobia scolastica?

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vinz



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MessaggioOggetto: fobia scolastica?   Mer Mar 05, 2014 8:52 am

Promemoria primo messaggio :

Cosa ne sapete? E' una patologia riconosciuta?
Chiedo perché ho davanti a me una diagnosi di "fobia scolastica", presentata dalla mamma di un mio alunno e firmata da una psicologa (privata). Sulla base di questo foglio di carta, la madre vorrebbe che il figlio fosse esonerato dalle verifiche scritte, che fosse giustificato per l'incredibile numero di assenze e che fosse comunque ammesso alla classe successiva, a prescindere - direbbe Totò.
In pochi mesi, è il secondo "certificato" di questo tipo che il dirigente mi mette davanti, raccomandandomi di tenerlo nel debito conto...
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AutoreMessaggio
Kle



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MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 3:22 pm

Paniscus, le svolgo entrambe in regime di part time, tanto per dirti che non solo le so svolgere senza fare confusione, ma che non faccio niente in modo "abusivo" diciamo così.
Le variazioni dal DSM IV-R e il DSM V non stravolgono le diagnosi e se è per questo esistono anche altri manuali diagnostici come l'ICD X a cui si può fare riferimento, i quadri nosografici hanno diciture diverse ma contenuti molto simili. Ma questo non vuol dire che i problemi psicologici e psicopatologici siano "arbitrari" e che quindi chiunque ne possa dubitare; inoltre il fatto che il disagio mentale sia classificato diversamente nei diversi contesti e periodo storci (la malattia mentale è culturalmente e storicamente determinata) allo stesso modo non consente a nessuno di pensare che dentro questo mondo esista il tutto e il niente. Io ho solo contestato questo e le tue critiche sinceramente non capisco da dove provengano.
Forse non hai letto bene quello che ho scritto.. Non ho mai detto che pretendo di impostare il lavoro di docente in base alla competenze da psicologa clinica ( solo uno sciocco potrebbe anche semplicemente pensare una cosa del genere), l'esempio che ho fornito infatti è un caso che seguo privatamente non un allievo! non prendo certo come pazienti i miei allievi e, se proprio vuoi saperlo, neanche allievi dell'istituto dove lavoro. La confusione in questo discorso mi pare stia altrove!

Carla 75: io non confermo nulla, non ci sono dati per sostenere che la diagnosi privata sia fatta male o che quella delle strutture pubbliche sarà più attendibile. Dipende dai professionisti, come in ogni altro campo. Se ho fatto esempi in questa direzione ho sempre messo davanti un "se" perché mi pare che il sospetto del collega che ha aperto il post andasse in questa direzione. A mio avviso se il CDC nell'insieme sollevasse questo dubbio ( credo in base alla conoscenza approfondita del ragazzo e della sua famiglia) credo che si potrebbe, a pieno titolo, chiedere un approfondimento diagnostico, tra l'altro se il caso fosse definito un Bes questa procedura verrebbe fatta comunque e si avrebbe molto semplicemente un ulteriore parere diagnostico. Ogni dubbio verrebbe fugato.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 4:18 pm

Non credo che sia competenza del Cdc e, quindi dei docenti, quello di chiedere diagnosi più approfondita o ulteriori pareri diagnostici. Quando mai i docenti possono interferire su queste cose e interpellare autonomamente ASL e Neoropsichiatria infantile per richiedere controllo, visita e diagnosi su uno studente? Questa è esclusiva competenza della famiglia, non certamente di noi docenti che non abbiamo nessun titolo per farlo!!
Secondo te Kle, una madre come quella qui descritta ha interesse a muoversi in questo senso?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 4:26 pm

carla75 ha scritto:
allora perché la legge impone che entro marzo del quinto anno a scuola deve arrivare una diagnosi della ASL sui ragazzi Dsa che conferma quanto certificato da un privato?

non mi risulta legge nazionale, Carla, e mi è sfuggita la regione che prevede questo. Mi informi? (mi faresti una grande cortesia evitandomi qualche ricerca)

carla ha scritto:
quando una madre sbandiera certificazioni a destra e sinistra senza preoccuparsi di curare il proprio figlio e' li' che si penalizza il ragazzo



sono d'accordo con te, infatti ho parlato di abusi e soprusi da almeno una delle due parti, non ho detto scuola e non ho detto famiglia.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 4:36 pm

Kle ha scritto:
A mio avviso se il CDC nell'insieme sollevasse questo dubbio ( credo in base alla conoscenza approfondita del ragazzo e della sua famiglia) credo che si potrebbe, a pieno titolo, chiedere un approfondimento diagnostico, tra l'altro se il caso fosse definito un Bes questa procedura verrebbe fatta comunque e si avrebbe molto semplicemente un ulteriore parere diagnostico. Ogni dubbio verrebbe fugato.

O sono stata davvero fuori da questo mondo per tanto tempo da perdermi le novità o anche quello che dici tu Kle è una prassi locale non vera in assoluto.

Per quello che risulta a me, ma correggetemi se sbaglio, quando in cdc si stabilisce BES, in base a diagnosi o in base ad osservazione da parte della scuola, questo bisogno viene attenzionato (orribile, ma ora lo usano in tanti soprattutto in ambito psicologico legale) e tutelato fino a quando non ci siano evidenti cambiamenti, rilevati o dal cdc che stabilisce misure diverse o su proposta di una nuova diagnosi che eventualmente viene presentata.

Da quanto invece capisco da quello che scrivi sembrerebbe che la rivalutazione fosse automatica.
Non mi risulta.

E sono d'accordo con giovanna qundo dice che non è nelle competenze della scuola (competenze istituzionali, dico) chiedere nuove diagnosi, chiedere di parlare con i professionisti e cose del genere.
Può essere fatto solo su precisa autorizzazione dell'interessato (o della famiglia) che svincola il segreto professionale.

Certo in un contesto di fiducia reciproca la scuola può suggerire l'opportunità di una rivalutazione e la famiglia può anche chiedere al cdc se dalle loro osservazioni ritengano sia opportuno rivedere la faccenda. Ma niente di più di questo.

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Ire



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MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 4:57 pm

Citazione :
Scusate ma da collega insegnate e psicologa clinica devo dirvi che la fobia scolastica esiste ed una particolare tipologia di "fobia sociale specifica" con specifici criteri diagnostici e cause altrettante specifiche; per che si permette di dire che le psicopatologie sono tutto e niente consiglio la ricerca del suddetto disturbo nel DSM IV, manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, unitamente ad un bagno di umiltà perché chi è profano non dovrebbe permettersi di fare certe affermazioni con tanta facilità e sicurezza.

credo di essere stata io a  dirlo e allora restituisco il consiglio.

E' fuori di dubbio che non sia una esperta titolata, così come ti  chiedo di credermi quando ti dico che so leggere  e che conosco il DSMIV.


In assenza di lesioni cerebrali o di patologie fisiche diagnosticabili per lettura chimica o per immagini quello che esiste in psicopatologia è tutto e niente perchè sicuramente c'è ma non si vede.  Alcuni disagi o fobie o devianze possono condurre a determinate conseguenze anche classificate, ma possono anche non farlo, e la variabile è principalmente la persona che ne soffre, il caso scatenante o un incontro fortuito con....qualsiasi cosa aiuti o dia la spinta finale, inimmaginabile a priori.

Non con questa incertezza, ho esasperato il discorso, ma sicuramente non con la certezza di chi sa che se lasci aperta una ferita e ti immergi in un brodo infetto finisci per soccombere.

Se fosse tutto certo, come invece sostieni tu, non esisterebbero scuole di pensiero e di approccio psicoterapeutico tanto diverse tra loro.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 5:01 pm

Ire ha scritto:
carla75 ha scritto:
allora perché la legge impone che entro marzo del quinto anno a scuola deve arrivare una diagnosi della ASL sui ragazzi Dsa che conferma quanto certificato da un privato?

non mi risulta legge nazionale, Carla, e mi è sfuggita la regione che prevede questo.  Mi informi?  (mi faresti una grande cortesia evitandomi qualche ricerca)

carla ha scritto:
quando una madre sbandiera certificazioni a destra e sinistra senza preoccuparsi di curare il proprio figlio e' li' che si penalizza il ragazzo



sono d'accordo con te, infatti ho parlato di abusi e soprusi da almeno una delle due parti, non ho detto scuola e non  ho detto famiglia.


Articolo dell'Avv, Nocera

http://www.superando.it/2013/03/15/bisogni-educativi-speciali-a-proposito-di-quella-circolare/

Il punto 5 chiarisce quanto esplicitato dalla circolare 8/13. l'applicazione e' nazionale, non regionale.

e' utile quindi che tutti i docenti sappiano che, qualora la diagnosi non sia confermata dalla Asl, il ragazzo all'esame non ha diritto a nessuno strumento dispensativo e compensativo.
Ad ognuno le proprie riflessioni in merito


Ultima modifica di carla75 il Ven Apr 25, 2014 10:41 pm, modificato 1 volta
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Nessunpericolo



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MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 5:05 pm

vinz ha scritto:
"Credo che nella vostra situazione non ci possa essere nessun successo formativo senza un preliminare successo nel campo della relazione e della comunicazione con la famiglia (ma a proposito la vostra eccelsa psicologa scolastica non riesce proprio a mediare la relazione con questa famiglia/madre)?"

La nostra "eccelsa" psicologa scolastica (in questa faccenda l'unica psicologa che abbia fatto seriamente il proprio lavoro, dunque, paragonata alle altre è veramente "eccelsa") ci prova da settimane senza molto successo, perché la madre è indisponibile a qualunque mediazione. La sua posizione è, più o meno, questa: o fate come dico io o vi denuncio. Il successo formativo dell'alunno è esattamente quello di cui abbiamo tenuto conto nonostante la diagnosi (anzi le diagnosi) sospette o palesemente infondate. Se il nostro obiettivo fosse stato solo liberarci di una rogna infinita, la cosa più semplice sarebbe stata promuovere l'alunno. Poiché  invece ci proponiamo di formarlo ed educarlo, non solo di promuoverlo, abbiamo deciso di non assecondare le richieste assurde e diseducative della madre anche se questo dovesse comportare denunce e strepiti. Le "dinamiche oppositive" ravvisate da nessunpericolo ci sono senza dubbio, e viziano pesantemente tutta la faccenda. Ma mi si creda sulla fiducia: non sono in alcun modo imputabili al consiglio di classe, che certo nelle relazioni con la madre non usa i toni "spicci" che caratterizzano questi miei interventi sul forum, scritti in qualche secondo e di straforo. So fare la differenza e adattare modi, toni e stile. Ma raddrizzare le gambe ai cani è cosa che non rientra, purtroppo, nel mio bagaglio di competenze professionali.
Detto questo, ringrazio tutti per l'utile discussione, in particolare nessunpericolo, al quale devo più di uno spunto di riflessione.
Capisco benissimo che spesso questo forum sia un po' la nostra valvola di sfogo (a volte lo faccio pure io), quindi non dubito affatto che il vostro consiglio di classe non abbia usato toni "spicci" ma anzi si sia posto in modo assertivo. Credo che la famosa circolare dei Bes sia stata "emanata" con troppo leggerezza, senza avere realmente conto delle conseguenze che tutto questo avrebbe portato. Tempo fa ad un convegno prospettavano che in tempi brevi ci sarà una legge quadro (come la 170 per i DSA) per i Bes, quindi, PURTROPPO, quelle situazione che tu individui "o fate come dico io o vi denuncio" si ripresenteranno, avendo anzi un forte appiglio legislativo; ecco perchè, insisto (ma non è una critica a te, anzi) nel dire che diventa fondamentale sapere mediare la relazione con i genitori.
Certo, mi aspetto anche che in una legge quadro si forniscano maggiori indicazioni a tutti i soggetti coinvolti (asl, psicologi privati, insegnanti, dirigenti, famiglie).
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Nessunpericolo



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MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 5:26 pm

carla75 ha scritto:
Nessunpericolo ha scritto:
carla75 ha scritto:
vinz ha scritto:
Gli sviluppi:

la psicologa che aveva certificato (?) l'alunno ha rinunciato a seguire il caso perché non condivide nessuna delle richieste avanzate dalla madre al consiglio di classe, ritenendole anzi controproducenti. Sembra infatti che il trattamento della fobia scolastica, posto che l'alunno ne sia affetto, non possa ridursi ad assecondare qualunque pretesa/richiesta dei genitori. L'alunno in questione peraltro non stava seguendo (e tuttora non segue) alcuna psicoterapia. Sembra proprio che la madre si sia rivolta alla psicologa una tantum, giusto per avere la mezza paginetta che mi ha esibito con un'aria di trionfo e di rivalsa.

Alla "vecchia" è subentrata una nuova psicologa, che pazientemente ho incontrato già due volte. Anche questa nuova specialista ha prodotto la sua brava paginetta in cui ridimensiona (stravolge?) la precedente diagnosi, individuando un generico "disagio adolescenziale" (come Leopardi?) e indicando la possibilità che le molte assenze possano essere imputate ad "ansia da distacco".  Nonostante la situazione sia ormai chiara e abbastanza irritante, abbiamo steso un piano didattico con alcune misure dispensative e lo abbiamo proposto per amore della pace alla madre, che lo ha subito ritenuto insufficiente e ha ribadito tutte le richieste precedenti (in sintesi: mio figlio se ne sta a casa o in bagno, senza psicoterapia, e voi lo promuovete). La situazione sembra senza via d'uscita. Ma ormai non mi crea più alcuna apprensione.


quindi questi test psicologici si dimostrano molto attendibili! pare che ogni psicologo dica la sua. mah....
Ero partito presupponendo la serietà dell'indagine diagnostica fatta dalla prima psicologa, il collega aveva detto che il ragazzo era stato seguito per circa un mese (con 5-6 incontri ben condotti si riesce a fare una diagnosi), poi ho letto dell'unico incontro ed un attimino ho cominciato a dubitare sull'intero percorso diagnostico.
In discussione credo non siano i test, ma colui che ha condotto l'indagine diagnostica stessa!
Simili vicende mi fanno riflettere sul fatto che forse, visto il potente impatto che una "diagnosi" ha sulla vita scolastica del ragazzo e costringe ad attivare una grande mole di risorse (docenti che stilano pdp, cdc che si riuniscono, ore di incontri, ore di preparazione di materiali ad hoc, ecc, ecc.), in ambito scolastico sarebbe opportuno accettare solo diagnosi rilasciate da strutture pubbliche.
Si eviterebbero tanti problemi (tipo la psicologa che fa una diagnosi e poi sparisce) e si toglierebbe qualsiasi "dubbio" circa la bontà della diagnosi stessa(effettivamente, a volte, il dubbio che si inneschi un meccanismo "ti pago ma voglio la diagnosi che mi serve" mi è venuto, così come il fatto che spesso psicologi in crisi di clienti cerchino di "ampliare" il loro parco clienti gettandosi a piè pari nella psicologia scolastica e dell'apprendimento...anche se sono convinto e spero siano solo un esigua e sparuta minoranza).[/quote)
Sulla necessità dell'intervento della asl e non di un privato nelle certificazioni ti invito a leggere il mio primo intervento a pag. 1.
Certo, si pone però fortemente il problema di strutture asl che già faticano a seguire i ragazzi con 104!
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 6:18 pm

@nessunpericolo. la soluzione e' quella prospettata dalla circolare in merito ai dsa. possono essere accettate diagnosi private ma entro marzo dell'ultimo ciclo devono essere confermate dalle asl. in caso contrario il ragazzo non potra' beneficiare, in sede d'esame, delle misure dispensative e compensative
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Kle



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MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 6:46 pm

@ ire: non ho mai detto che è tutto certo in ambito psicopatologico! Figuriamoci, fare diagnosi è molto difficile!!
Diciamo che continuo a ritenere che l'espressione "tutto e niente" sia eccessiva. Ma forse tu la usi in un'accezione diversa da come la intendo io. So benissimo che esistono approcci diversi allo stesso problema, ed è proprio per questo che hanno creato i manuali diagnostici, che saranno senza dubbio imperfetti, ma servono per chiarirsi un po' le idee a Grandi linee sui sintomi. Quando un paziente passa da una struttura ad un'altra se non avesse una diagnosi il suo processo di presa in carico diverrebbe frammentato e disorganizzato ed ogni volta bisognerebbe iniziare da principio.
Per quanto si possa divergere di opinioni credo che accordarsi sul nome da dare a certi problemi sia fondamentale... Poi certamente nessun etichetta può contenere una sofferenza soggettiva e una diversità individuale che c'è sempre perché ognuno di noi è unico, anche nel manifestare il suo sintomo. La persona va oltre la nosografia è anche oltre il sintomo.

In merito ai Bes concordo con chi sostiene che la normativa sia carente... estendere a chi ha disagio psicologico o sociale gli stessi strumenti d'intervento previsti da una precedente legge SOLO per gli allievi con DSA (l. 170/2010) mi sembra assurdo... A cosa servono gli strumenti dispensativi per chi, per esempio, soffre di ansia?
C'è un evidente falla in questa normativa che mi auguro verrà presa in considerazione presto e che comunque peserà sulle spalle dei docenti...
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Kle



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MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 6:48 pm

Scusate gli errori, scrivo dal tablet è combatto col T9!
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Kle



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MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 6:48 pm

Appunto... O.o
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Sab Apr 26, 2014 6:22 pm

Kle ha scritto:
Scusate gli errori, scrivo dal tablet è combatto col T9!

se fossi in te lascerei perdere............è una battaglia persa in partenza :-)
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fobia scolastica?
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