Scuola, insegnanti, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA
 
IndiceIndice  CercaCerca  FAQFAQ  RegistrarsiRegistrarsi  AccediAccedi  

Ultimi argomenti
Link sponsorizzati
Condividere | 
 

 fobia scolastica?

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
Andare alla pagina : Precedente  1, 2, 3, 4, 5  Seguente
AutoreMessaggio
vinz



Messaggi : 198
Data d'iscrizione : 21.08.10

MessaggioOggetto: fobia scolastica?   Mer Mar 05, 2014 8:52 am

Promemoria primo messaggio :

Cosa ne sapete? E' una patologia riconosciuta?
Chiedo perché ho davanti a me una diagnosi di "fobia scolastica", presentata dalla mamma di un mio alunno e firmata da una psicologa (privata). Sulla base di questo foglio di carta, la madre vorrebbe che il figlio fosse esonerato dalle verifiche scritte, che fosse giustificato per l'incredibile numero di assenze e che fosse comunque ammesso alla classe successiva, a prescindere - direbbe Totò.
In pochi mesi, è il secondo "certificato" di questo tipo che il dirigente mi mette davanti, raccomandandomi di tenerlo nel debito conto...
Tornare in alto Andare in basso

AutoreMessaggio
disorientata71



Messaggi : 254
Data d'iscrizione : 14.01.14

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 18, 2014 11:31 am

Ire, la relazione in realtà non punta così tanto l'accento sul disagio psicologico. Sono soprattutto i genitori
E lo so che non "abbiamo bisogno" di pezze d'appoggio per prendere delle decisioni, specie relative a promozioni. Ma l'impressione è che, come dire, ora si punti maggiormente sull'aspetto psicologico per incentivarci a dare "fiducia".
Sai Ire, forse non sono riuscita a spiegarmi bene, ma ci provo.
Io, noi, abbiamo, GIUSTAMENTE, speso energie mentali, tempo, risorse per cercare soluzioni. Dico giustamente perchè è giusto che sia così. Siamo docenti curricolari e, nell'ambito delle nostre competenze, siamo tenuti a cercare strategie, soluzioni,fare tentativi. Lo si fa con senso del dovere, appellandosi anche alla normativa, che rappresenta un punto di riferimento. Però esiste un limite, che è il rispetto della professionalità di chi dimostra di fare tutto il possibile. Tra i miei doveri c'è tutto quello che ho descritto, e tra i miei compiti c'è quello di valutare e verificare se gli obiettivi, le competenze, insomma quello che si cerca di raggiungere, è  effettivamente stato raggiunto. Nel momento in cui c'è uno sparigliamento delle carte, volto a spostare sempre l'ostacolo per rimettere in discussione strategie, metodi e anche valutazioni, mi viene da chiedere un punto di riferimento che giustifichi le richieste e anche le mie eventuali decisioni...
Quanto sono confusa oggi....
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8347
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 18, 2014 11:49 am

Capisco.

E in base a quanto dici mi sento di non avere nulla da eccepire-

Trovate la via di mezzo della sospensione di giudizio in una materia sola, magari, ma che a settembre sia fatta bene.

Considerando quello che dici sarebbe buona cosa ottenere un incontro con lo specialista per parlarne insieme.

Vado molto a sensazione su questa faccenda, spesso indovino, ma, come è ovvio, mi baso su quelo che capisco delle tue parole (nemmeno su quello che dici, su quello che capisco io.......... ;-) )

Detto questo, mi viene quasi da pensare che se il problema è tanto sentito dalla famiglia che è davvero spaventata dal momento che vive il ragazzo e vi chiede davvero di dargli fiducia solo per questo (non perchè ci marcia e spera in una promozione per non pensarci più) mi viene da pensare che aderirà con gratitudine alla vostra disponibile offerta di cercare una soluzione insieme a chi ne sa più di voi. Se invece farà ostruzionismo, allora, forse, ci sta marciando un po' e allora voi potete ritenere di avere già fatto il vostro e potete tranquillamente valutare il ragazzo come merita, anche bocciandolo.

La promozione quest'anno (è il quarto, vero?) non vi accollerebbe la responsabilità di aver diplomato un incapace, avete tutto il prossimo anno per fermarlo se del caso.
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
disorientata71



Messaggi : 254
Data d'iscrizione : 14.01.14

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 18, 2014 11:54 am

Siamo più indietro Ire :-)

Grazie per quest'ultimo suggerimento ;-) Ne farò tesoro ;-)

Ora la smetto di ammorbarvi, torno correggere così nel pomeriggio iniziano le VACANZE!!!! :-)
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6199
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 18, 2014 12:49 pm

Ire ha scritto:
Se però sentite che vi è necessario potete sempre dire alla famiglia, molto chiaramente, che siete disponibili a prendere in considerazione fino a quel punto il benessere del ragazzo ma che la legge chiede un parere esterno.  (non possono essere tanto addentro nella normativa BES da sapere che non è vero e se anche lo fossero sarebbero incauti a non cercare quel certificato)

Cioè, si suggerisce alla scuola di prendere in giro la famiglia dichiarando il falso, tanto saranno sicuramente così sprovveduti da non accorgersene? E lo stesso suggerimento arriva da chi da anni non fa altro che sbraitare contro i soprusi della scuola nei confronti delle povere famiglie deboli e indifese??????
Tornare in alto Andare in basso
Online
carla75



Messaggi : 4283
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 18, 2014 2:12 pm

Cosa dovrei fare io quando un genitore mi dice che non accetta una differenziata per il figlio (magari con un ritardo mentale grave)? gli garantisco un diploma lo stesso? Ire la valutazione ripeto, deve essere oggettiva. questo ragazzo, di fatto, gia' sta facendo una programmazione differenziata che non gli garantirebbe a prescindere una promozione! resto sempre di piu' sgomenta.
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8347
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 18, 2014 3:56 pm

La differenziata non impedisce la promozione, Carla.

La differenziata eventualmente porta ad una attestazione di frequenza, diversa dal diploma.

Cerchiamo di concentrarci sul caso specifico, non possiamo risolvere qui TUTTI i problemi, che tu sai benissimo essere diversi per ogni ragazzo che si incontra.

In questo caso ci sono richieste specifiche per evitare un possibile danno alla salute psichica del ragazzo (dico così per semplificare) siamo nel mezzo del corso di studi, non esce da scuola quest'anno.
C'è tutto il tempo per fare e per ridimensionare, per andare avanti e per fermarsi, per provare un modo e ripiegare se non funziona.

Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
giovanna onnis



Messaggi : 17792
Data d'iscrizione : 15.04.12

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 18, 2014 4:23 pm

Forse è stato detto e mi è sfuggito, ma quale classe frequenta il ragazzo?
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8347
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 18, 2014 4:32 pm

me lo sono perso anche io giovanna.
Avevo in mente un caso presentato in cui il ragazzo in difficoltà era in quarta superiore ma evidentemente non è questo.

Disorientata ha detto che siamo prima della quarta

(e onestamente di ripercorrere il tutto per trovare l'informazione non ne ho voglia)
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
giovanna onnis



Messaggi : 17792
Data d'iscrizione : 15.04.12

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 18, 2014 6:33 pm

Ire ha scritto:
me lo sono perso anche io giovanna.
Avevo in mente un caso presentato in cui il ragazzo in difficoltà era in quarta superiore ma evidentemente non è questo.

Disorientata ha detto che siamo prima della quarta

(e onestamente di ripercorrere il tutto per trovare l'informazione non ne ho voglia)
Neanche io Ire
Tornare in alto Andare in basso
Atene



Messaggi : 2436
Data d'iscrizione : 30.12.11

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Gio Apr 24, 2014 4:23 am

[quote="vinz"]Stiamo parlando di un tredicenne che frequenta la seconda media.

La madre non chiede misure dispensative e compensative "normali", chiede che il figlio sia esonerato da TUTTE le verifiche scritte, che sia sottoposto solo a verifiche orali semplici, brevi, concordate con largo anticipo e limitate ad un solo argomento,  che si chiuda un occhio se le verifiche orali, nonostante gli aiutini, vanno male, che sia giustificato per le assenze e che venga comunque scrutinato anche se dovesse continuare a frequentare a singhiozzo (ad oggi, le assenze sono 53), che non riceva note quando dimentica libri e materiali (cioè tutti i giorni) perché pare che gli causino irrefrenabili attacchi di panico, che sia del tutto esonerato dallo studio della seconda lingua, perché gli riesce troppo ostica e gli causa inenarrabili frustrazioni, che gli si consenta di andare in bagno o comunque di uscire dalla classe tutte le volte che vuole, perché in certi momenti ha bisogno, audita refero, di "spensierirsi la testa". Ed altre due o tre cosette che per brevità taccio.

Qualcuno in una delle risposte precedenti ha scritto che ci vorrebbe un bel coraggio ad ignorare una diagnosi firmata da uno specialista. Credo che il consiglio di classe di cui mi onoro d'essere coordinatore questo coraggio se lo darà. Oggi, dopo aver sentito la psicologa che opera all'interno dell'istituto e che ha in più occasioni incontrato l'alunno in questione (la scuola ha attivato da alcuni anni uno sportello d'ascolto al quale si rivolgono alunni e genitori) abbiamo comunicato per iscritto al dirigente l'intenzione di respingere la maggior parte delle richieste della madre, e abbiamo rinviato al collegio docenti (responsabile in materia) la decisione sulla "scrutinabilità" dell'alunno nonostante l'alto numero di assenze. Quando verrà il momento io voterò no.

PS
La psicologa della scuola ci ha rilasciato una articolata relazione in cui esclude recisamente che per l'alunno in questione si possa parlare di "fobia scolastica".
[/quote]
Tornare in alto Andare in basso
vinz



Messaggi : 198
Data d'iscrizione : 21.08.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Gio Apr 24, 2014 8:43 am

Gli sviluppi:

la psicologa che aveva certificato (?) l'alunno ha rinunciato a seguire il caso perché non condivide nessuna delle richieste avanzate dalla madre al consiglio di classe, ritenendole anzi controproducenti. Sembra infatti che il trattamento della fobia scolastica, posto che l'alunno ne sia affetto, non possa ridursi ad assecondare qualunque pretesa/richiesta dei genitori. L'alunno in questione peraltro non stava seguendo (e tuttora non segue) alcuna psicoterapia. Sembra proprio che la madre si sia rivolta alla psicologa una tantum, giusto per avere la mezza paginetta che mi ha esibito con un'aria di trionfo e di rivalsa.

Alla "vecchia" è subentrata una nuova psicologa, che pazientemente ho incontrato già due volte. Anche questa nuova specialista ha prodotto la sua brava paginetta in cui ridimensiona (stravolge?) la precedente diagnosi, individuando un generico "disagio adolescenziale" (come Leopardi?) e indicando la possibilità che le molte assenze possano essere imputate ad "ansia da distacco".  Nonostante la situazione sia ormai chiara e abbastanza irritante, abbiamo steso un piano didattico con alcune misure dispensative e lo abbiamo proposto per amore della pace alla madre, che lo ha subito ritenuto insufficiente e ha ribadito tutte le richieste precedenti (in sintesi: mio figlio se ne sta a casa o in bagno, senza psicoterapia, e voi lo promuovete). La situazione sembra senza via d'uscita. Ma ormai non mi crea più alcuna apprensione.


Ultima modifica di vinz il Gio Apr 24, 2014 9:41 am, modificato 1 volta
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8347
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Gio Apr 24, 2014 8:51 am

Stando così le cose l'unico problema è il mancato accordo con la famiglia delle misure del pdp.

Essendo bes il cdc può comunque decidere se concederle o meno, di conseguenza anche quali concedere.

Consiglio di scrivere tutto, concedere al ragazzo ciò che ritenete necessario e valutarlo alla fine secondo il pdp. Nulla di più (nulla di meno) -mamma scema -

Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
carla75



Messaggi : 4283
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Gio Apr 24, 2014 9:52 pm

vinz ha scritto:
Gli sviluppi:

la psicologa che aveva certificato (?) l'alunno ha rinunciato a seguire il caso perché non condivide nessuna delle richieste avanzate dalla madre al consiglio di classe, ritenendole anzi controproducenti. Sembra infatti che il trattamento della fobia scolastica, posto che l'alunno ne sia affetto, non possa ridursi ad assecondare qualunque pretesa/richiesta dei genitori. L'alunno in questione peraltro non stava seguendo (e tuttora non segue) alcuna psicoterapia. Sembra proprio che la madre si sia rivolta alla psicologa una tantum, giusto per avere la mezza paginetta che mi ha esibito con un'aria di trionfo e di rivalsa.

Alla "vecchia" è subentrata una nuova psicologa, che pazientemente ho incontrato già due volte. Anche questa nuova specialista ha prodotto la sua brava paginetta in cui ridimensiona (stravolge?) la precedente diagnosi, individuando un generico "disagio adolescenziale" (come Leopardi?) e indicando la possibilità che le molte assenze possano essere imputate ad "ansia da distacco".  Nonostante la situazione sia ormai chiara e abbastanza irritante, abbiamo steso un piano didattico con alcune misure dispensative e lo abbiamo proposto per amore della pace alla madre, che lo ha subito ritenuto insufficiente e ha ribadito tutte le richieste precedenti (in sintesi: mio figlio se ne sta a casa o in bagno, senza psicoterapia, e voi lo promuovete). La situazione sembra senza via d'uscita. Ma ormai non mi crea più alcuna apprensione.


quindi questi test psicologici si dimostrano molto attendibili! pare che ogni psicologo dica la sua. mah....
Tornare in alto Andare in basso
Nessunpericolo



Messaggi : 273
Data d'iscrizione : 09.11.12

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 12:29 am

vinz ha scritto:
Gli sviluppi:

la psicologa che aveva certificato (?) l'alunno ha rinunciato a seguire il caso perché non condivide nessuna delle richieste avanzate dalla madre al consiglio di classe, ritenendole anzi controproducenti. Sembra infatti che il trattamento della fobia scolastica, posto che l'alunno ne sia affetto, non possa ridursi ad assecondare qualunque pretesa/richiesta dei genitori. L'alunno in questione peraltro non stava seguendo (e tuttora non segue) alcuna psicoterapia. Sembra proprio che la madre si sia rivolta alla psicologa una tantum, giusto per avere la mezza paginetta che mi ha esibito con un'aria di trionfo e di rivalsa.

Alla "vecchia" è subentrata una nuova psicologa, che pazientemente ho incontrato già due volte. Anche questa nuova specialista ha prodotto la sua brava paginetta in cui ridimensiona (stravolge?) la precedente diagnosi, individuando un generico "disagio adolescenziale" (come Leopardi?) e indicando la possibilità che le molte assenze possano essere imputate ad "ansia da distacco".  Nonostante la situazione sia ormai chiara e abbastanza irritante, abbiamo steso un piano didattico con alcune misure dispensative e lo abbiamo proposto per amore della pace alla madre, che lo ha subito ritenuto insufficiente e ha ribadito tutte le richieste precedenti (in sintesi: mio figlio se ne sta a casa o in bagno, senza psicoterapia, e voi lo promuovete). La situazione sembra senza via d'uscita. Ma ormai non mi crea più alcuna apprensione.

Una madre che va dalla psicologa solo per avere il pezzo di carta....la psicologa che comunque glielo concede certificando una "fobia scolastica"....la madre che fa richieste assurde....la psicologa che invece di mediare la relazione rinuncia a seguire il caso...una nuova psicologa che individua un "disagio adolescenziale" (cioè?????)...proprio una situazione del cavolo.
Io ribadisco il mio punto di vista, la scuola, visto la caoticità e la disperazione della situazione, dovrebbe continuare ad agire sulla relazione con il ragazzo e con la madre, senza lasciarsi coinvolgere nelle dinamiche oppositive individuate (tu stesso affermi che la madre ti ha esibito la mezza paginetta con "un'aria di trionfo e rivalsa"). Leggendo un po' i tuoi interventi ho notato che un attimino in quelle dinamiche oppositive ci siete caduti pure voi.
Io ci leggo tanta disperazione, tanta voglia di sostenere il ragazzo ma con mezzi e modalità sbagliate, forse a scuola servirebbero degli esperti in campo comunicativo e relazionale proprie per evitare queste derive, o forse, queste competenze, visto il diverso atteggiamento che le famiglie oramai hanno verso "la scuola", dovrebbero entrare prepotentemente nel cassetta degli attrezzi di ogni docente.
Credo che nella vostra situazione non ci possa essere nessun successo formativo senza un preliminare successo nel campo della relazione e della comunicazione con la famiglia (ma a proposito la vostra eccelsa psicologa scolastica non riesce proprio a mediare la relazione con questa famiglia/madre)?
Tornare in alto Andare in basso
Nessunpericolo



Messaggi : 273
Data d'iscrizione : 09.11.12

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 12:51 am

carla75 ha scritto:
vinz ha scritto:
Gli sviluppi:

la psicologa che aveva certificato (?) l'alunno ha rinunciato a seguire il caso perché non condivide nessuna delle richieste avanzate dalla madre al consiglio di classe, ritenendole anzi controproducenti. Sembra infatti che il trattamento della fobia scolastica, posto che l'alunno ne sia affetto, non possa ridursi ad assecondare qualunque pretesa/richiesta dei genitori. L'alunno in questione peraltro non stava seguendo (e tuttora non segue) alcuna psicoterapia. Sembra proprio che la madre si sia rivolta alla psicologa una tantum, giusto per avere la mezza paginetta che mi ha esibito con un'aria di trionfo e di rivalsa.

Alla "vecchia" è subentrata una nuova psicologa, che pazientemente ho incontrato già due volte. Anche questa nuova specialista ha prodotto la sua brava paginetta in cui ridimensiona (stravolge?) la precedente diagnosi, individuando un generico "disagio adolescenziale" (come Leopardi?) e indicando la possibilità che le molte assenze possano essere imputate ad "ansia da distacco".  Nonostante la situazione sia ormai chiara e abbastanza irritante, abbiamo steso un piano didattico con alcune misure dispensative e lo abbiamo proposto per amore della pace alla madre, che lo ha subito ritenuto insufficiente e ha ribadito tutte le richieste precedenti (in sintesi: mio figlio se ne sta a casa o in bagno, senza psicoterapia, e voi lo promuovete). La situazione sembra senza via d'uscita. Ma ormai non mi crea più alcuna apprensione.


quindi questi test psicologici si dimostrano molto attendibili! pare che ogni psicologo dica la sua. mah....
Ero partito presupponendo la serietà dell'indagine diagnostica fatta dalla prima psicologa, il collega aveva detto che il ragazzo era stato seguito per circa un mese (con 5-6 incontri ben condotti si riesce a fare una diagnosi), poi ho letto dell'unico incontro ed un attimino ho cominciato a dubitare sull'intero percorso diagnostico.
In discussione credo non siano i test, ma colui che ha condotto l'indagine diagnostica stessa!
Simili vicende mi fanno riflettere sul fatto che forse, visto il potente impatto che una "diagnosi" ha sulla vita scolastica del ragazzo e costringe ad attivare una grande mole di risorse (docenti che stilano pdp, cdc che si riuniscono, ore di incontri, ore di preparazione di materiali ad hoc, ecc, ecc.), in ambito scolastico sarebbe opportuno accettare solo diagnosi rilasciate da strutture pubbliche.
Si eviterebbero tanti problemi (tipo la psicologa che fa una diagnosi e poi sparisce) e si toglierebbe qualsiasi "dubbio" circa la bontà della diagnosi stessa(effettivamente, a volte, il dubbio che si inneschi un meccanismo "ti pago ma voglio la diagnosi che mi serve" mi è venuto, così come il fatto che spesso psicologi in crisi di clienti cerchino di "ampliare" il loro parco clienti gettandosi a piè pari nella psicologia scolastica e dell'apprendimento...anche se sono convinto e spero siano solo un esigua e sparuta minoranza).
Tornare in alto Andare in basso
carla75



Messaggi : 4283
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 1:18 am

Nessunpericolo ha scritto:
carla75 ha scritto:
vinz ha scritto:
Gli sviluppi:

la psicologa che aveva certificato (?) l'alunno ha rinunciato a seguire il caso perché non condivide nessuna delle richieste avanzate dalla madre al consiglio di classe, ritenendole anzi controproducenti. Sembra infatti che il trattamento della fobia scolastica, posto che l'alunno ne sia affetto, non possa ridursi ad assecondare qualunque pretesa/richiesta dei genitori. L'alunno in questione peraltro non stava seguendo (e tuttora non segue) alcuna psicoterapia. Sembra proprio che la madre si sia rivolta alla psicologa una tantum, giusto per avere la mezza paginetta che mi ha esibito con un'aria di trionfo e di rivalsa.

Alla "vecchia" è subentrata una nuova psicologa, che pazientemente ho incontrato già due volte. Anche questa nuova specialista ha prodotto la sua brava paginetta in cui ridimensiona (stravolge?) la precedente diagnosi, individuando un generico "disagio adolescenziale" (come Leopardi?) e indicando la possibilità che le molte assenze possano essere imputate ad "ansia da distacco".  Nonostante la situazione sia ormai chiara e abbastanza irritante, abbiamo steso un piano didattico con alcune misure dispensative e lo abbiamo proposto per amore della pace alla madre, che lo ha subito ritenuto insufficiente e ha ribadito tutte le richieste precedenti (in sintesi: mio figlio se ne sta a casa o in bagno, senza psicoterapia, e voi lo promuovete). La situazione sembra senza via d'uscita. Ma ormai non mi crea più alcuna apprensione.


quindi questi test psicologici si dimostrano molto attendibili! pare che ogni psicologo dica la sua. mah....
Ero partito presupponendo la serietà dell'indagine diagnostica fatta dalla prima psicologa, il collega aveva detto che il ragazzo era stato seguito per circa un mese (con 5-6 incontri ben condotti si riesce a fare una diagnosi), poi ho letto dell'unico incontro ed un attimino ho cominciato a dubitare sull'intero percorso diagnostico.
In discussione credo non siano i test, ma colui che ha condotto l'indagine diagnostica stessa!
Simili vicende mi fanno riflettere sul fatto che forse, visto il potente impatto che una "diagnosi" ha sulla vita scolastica del ragazzo e costringe ad attivare una grande mole di risorse (docenti che stilano pdp, cdc che si riuniscono, ore di incontri, ore di preparazione di materiali ad hoc, ecc, ecc.), in ambito scolastico sarebbe opportuno accettare solo diagnosi rilasciate da strutture pubbliche.
Si eviterebbero tanti problemi (tipo la psicologa che fa una diagnosi e poi sparisce) e si toglierebbe qualsiasi "dubbio" circa la bontà della diagnosi stessa(effettivamente, a volte, il dubbio che si inneschi un meccanismo "ti pago ma voglio la diagnosi che mi serve" mi è venuto, così come il fatto che spesso psicologi in crisi di clienti cerchino di "ampliare" il loro parco clienti gettandosi a piè pari nella psicologia scolastica e dell'apprendimento...anche se sono convinto e spero siano solo un esigua e sparuta minoranza).[/quote)
Sulla necessità dell'intervento della asl e non di un privato nelle certificazioni ti invito a leggere il mio primo intervento a pag. 1.
Tornare in alto Andare in basso
vinz



Messaggi : 198
Data d'iscrizione : 21.08.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 8:50 am

"Credo che nella vostra situazione non ci possa essere nessun successo formativo senza un preliminare successo nel campo della relazione e della comunicazione con la famiglia (ma a proposito la vostra eccelsa psicologa scolastica non riesce proprio a mediare la relazione con questa famiglia/madre)?"

La nostra "eccelsa" psicologa scolastica (in questa faccenda l'unica psicologa che abbia fatto seriamente il proprio lavoro, dunque, paragonata alle altre è veramente "eccelsa") ci prova da settimane senza molto successo, perché la madre è indisponibile a qualunque mediazione. La sua posizione è, più o meno, questa: o fate come dico io o vi denuncio. Il successo formativo dell'alunno è esattamente quello di cui abbiamo tenuto conto nonostante la diagnosi (anzi le diagnosi) sospette o palesemente infondate. Se il nostro obiettivo fosse stato solo liberarci di una rogna infinita, la cosa più semplice sarebbe stata promuovere l'alunno. Poiché invece ci proponiamo di formarlo ed educarlo, non solo di promuoverlo, abbiamo deciso di non assecondare le richieste assurde e diseducative della madre anche se questo dovesse comportare denunce e strepiti. Le "dinamiche oppositive" ravvisate da nessunpericolo ci sono senza dubbio, e viziano pesantemente tutta la faccenda. Ma mi si creda sulla fiducia: non sono in alcun modo imputabili al consiglio di classe, che certo nelle relazioni con la madre non usa i toni "spicci" che caratterizzano questi miei interventi sul forum, scritti in qualche secondo e di straforo. So fare la differenza e adattare modi, toni e stile. Ma raddrizzare le gambe ai cani è cosa che non rientra, purtroppo, nel mio bagaglio di competenze professionali.
Detto questo, ringrazio tutti per l'utile discussione, in particolare nessunpericolo, al quale devo più di uno spunto di riflessione.
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8347
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 8:53 am

Citazione :
Simili vicende mi fanno riflettere sul fatto che forse, visto il potente impatto che una "diagnosi" ha sulla vita scolastica del ragazzo e costringe ad attivare una grande mole di risorse (docenti che stilano pdp, cdc che si riuniscono, ore di incontri, ore di preparazione di materiali ad hoc, ecc, ecc.), in ambito scolastico sarebbe opportuno accettare solo diagnosi rilasciate da strutture pubbliche.

Non credo sia una soluzione.

La soluzione è nella serietà personale dello specialista, pubblico o privato che sia.

Lo stipendio ASL non è garanzia di serietà, così come non lo è lo studio in centro rivestito di cuoio e radica, ma nemmeno la stanzetta condivisa con altri professionisti.

può non essere difficile ottenere una diagnosi su misura (quando il problema non è il supporto al ragazzo ma le sbagliate dinamiche relazionali in famiglia, o con la scuola, o la totale incapacità di seguire una situazione difficile da parte di qualcuno)
Alla ASL ancora di più (se il professionista non è serio) ma cosa gli interessa? pur di togliersi da davanti quel problema .................. esattamente come uno privato non serio che in un incontro o due fa la sua valutazione come gli viene richiesta, si fa pagare come per una indagine seria e si toglie quei rompiscatole dai piedi.

se le persone non sono serie, niente impedisce niente, soprattutto in un ambito come quello altamente operatore dipendente che è l'ambito della valutazione psichica psicologica.

Per questo ritengo che la scuola debba fare il suo senza preoccuparsi del resto, non perchè i docenti non siano in grado di capire davanti a quali situazioni si trovino, ma perchè non è loro compito farlo. Ti dirò di più: se ci fosse tra i docenti una persona che tra i vari titoli/competenze ha anche quello di psicologo psicoterapeuta, che fosse quindi in grado di valutare bene, il suo compito sarebbe quello di attenersi alla diagnosi e in base a quella formalmente muoversi circa il supporto all'apprendimento (nella sua autonomia professionale di docente poi potrebbe naturalmente applicare le sue conoscenze per aiutare davvero il ragazzo - ma all'interno della classe e nelle sue ore di lezione).

cosa abbiamo? un gran macello nel quale adulti incompetenti combinano guai a danno di ragazzi che avrebbero bisogno di aiuto.
ma: o si istituisce una figura super partes che decida la via da seguire, e la imponga a tutti, famiglia e scuola, o si fa quello che si può, ognuno per il suo piccolo ambito di competenza cercando sempre di focalizzare quale sia l'obbiettivo da perseguire e quali aspetti possano essere trascurati nel percorso in funzione di quello. E non è facile per nessuno.

Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
Ire



Messaggi : 8347
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 9:00 am

Citazione :
Poiché invece ci proponiamo di formarlo ed educarlo, non solo di promuoverlo, abbiamo deciso di non assecondare le richieste assurde e diseducative della madre anche se questo dovesse comportare denunce e strepiti.


Bene.
una volta valutata la situazione e focalizzato l'obbiettivo si conoscono i rischi e si decide il da farsi.
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
carla75



Messaggi : 4283
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 11:54 am

Ire ha scritto:
Citazione :
Simili vicende mi fanno riflettere sul fatto che forse, visto il potente impatto che una "diagnosi" ha sulla vita scolastica del ragazzo e costringe ad attivare una grande mole di risorse (docenti che stilano pdp, cdc che si riuniscono, ore di incontri, ore di preparazione di materiali ad hoc, ecc, ecc.), in ambito scolastico sarebbe opportuno accettare solo diagnosi rilasciate da strutture pubbliche.

Non credo sia una soluzione.

La soluzione è nella serietà personale dello specialista, pubblico o privato che sia.

Lo stipendio ASL non è garanzia di serietà, così come non lo è lo studio in centro rivestito di cuoio e radica, ma nemmeno la stanzetta condivisa con altri professionisti.

può non essere difficile ottenere una diagnosi su misura (quando il problema non è il supporto al ragazzo ma le sbagliate dinamiche relazionali in famiglia, o con la scuola, o la totale incapacità di seguire una situazione difficile da parte di qualcuno)
Alla ASL ancora di più (se il professionista non è serio) ma cosa gli interessa? pur di togliersi da davanti quel problema .................. esattamente come uno privato non serio che in un incontro o due fa la sua valutazione come gli viene richiesta, si fa pagare come per una indagine seria e si toglie quei rompiscatole dai piedi.

se le persone non sono serie, niente impedisce niente, soprattutto in un ambito come quello altamente  operatore dipendente che è l'ambito della valutazione psichica psicologica.

Per questo ritengo  che la scuola debba fare il suo senza preoccuparsi del resto, non perchè i docenti non siano in grado di capire davanti a quali situazioni si trovino, ma perchè non è loro compito farlo. Ti dirò di più: se ci fosse tra i docenti una persona che tra i vari titoli/competenze ha anche quello di psicologo psicoterapeuta,  che fosse quindi in grado di valutare bene, il suo compito sarebbe quello di attenersi alla diagnosi e  in base a quella formalmente  muoversi circa il supporto all'apprendimento  (nella sua autonomia professionale di docente poi potrebbe naturalmente applicare le sue conoscenze per aiutare davvero il ragazzo - ma all'interno della classe e nelle sue ore di lezione).

cosa abbiamo?   un gran macello nel quale adulti incompetenti combinano guai a danno di ragazzi che avrebbero bisogno di aiuto.
ma: o si istituisce una figura super partes che decida la via da seguire, e la imponga a tutti, famiglia e scuola, o si fa quello che si può, ognuno per il suo piccolo ambito di competenza cercando sempre di focalizzare quale sia l'obbiettivo da perseguire e quali aspetti possano essere trascurati nel percorso in funzione di quello.  E non è facile per nessuno.  


e' qui il punto. Un medico asl, (che sia bravo oppure no), e' un pubblico ufficiale che si assume le sue responsabilita' tanto quanto un docente.

trovo ridicolo e offensivo che qualunque professionista possa venire a pontificare su quello che deve fare la scuola. e, infatti, tre psicologi hanno asserito tre cose diverse. chi deve ascoltare il cdc per fare il suo lavoro? Se ci fosse una relazione asl la cosa sarebbe incontrovertibile. Alla famiglia querelare poi, se non d'accordo.

Ricordo a tutti che, IN PRIMIS e per legge, la responsabilita' educativa spetta alla famiglia. In un paese serio si attiverebbero i servizi sociali.
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8347
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 12:16 pm

Per me il punto è diverso, Carla:

un professionista (una persona) è un soggetto di diritto (DI DOVERE)  che si assume le sue responsabilità tanto quanto un docente.

Non c'è carica o incarico che stabilisca a priori la serietà e credibilità di una persona.

Che differenza c'è, non capisco, tra uno psicologo ASL che ti dica cosa fare a scuola e uno psicologo non ASL?  

vuoi dire che tra scuola e ASL siete parenti quindi allo stesso livello e ve la potete giocare alla pari?

Ritengo sia questione di lana caprina.

Soprattutto in un contesto in cui l'ASL fissa incontri  a distanza di 18 mesi dalla richiesta. In un contesto in cui al di fuori della  104 l'ASL ti dice che non è suo compito l'intervento "sul territorio" (leggi incontri con la scuola a scuola).

Ti vorrei parlare del patto di corresponsabilità educativa che scuola e famiglia.
 
Interessante è questa trattazione di Sergio Lariccia  (vedi web)


[cit]
Gli articoli 33 e 34 della Costituzione

La Carta costituzionale prevede un sistema educativo di istruzione e
formazione, consistente nel complesso di diritti, doveri e libertà previsti nei
confronti di vari soggetti, pubblici e pr
ivati: gli artt. 33 e 34 devono essere
considerati in coerenza con i principi contenuti in altre disposizioni
costituzionali (innanzi tutto, gli artt. 2, 3 e 21) e tenendo presenti la riforma
costituzionale attuata a seguito dell'entrata in vigore della legge
costituzionale del 18 ottobre 2001, n. 3, che ha modificato il titolo V della
parte seconda della Costituzione, e la grande importanza che assume il
passaggio dal sistema della scuola di Stato al sistema nazionale di
istruzione, fondato sul principio di autonomia delle scuole.
Libertà di insegnamento nella scuola
L'art. 33, c. 1, garantisce la libertà di insegnamento, con una disposizione
che, considerando tale libertà in stretta connessione con la libertà dell'arte e
della scienza, non consente la previsione di limiti concettualmente
incompatibili con l'arte e con la scienza.
La libertà di insegnamento nella scuola merita una considerazione
particolare rispetto alle altre libertà
costituzionali, perché il rapporto di
insegnamento/apprendimento presuppone una differenza di cognizioni e di
preparazione tra chi insegna e chi impara che rende necessarie la tutela
morale nei confronti di questa seconda categoria di soggetti e la garanzia
dell'esigenza di protezione dell'infanzia e della gioventù (art. 31 cost.). Con
una disposizione che assume grande importanza in materia scolastica, il
legislatore, nell'art. 1 d.lgs. 16 aprile 1994, n. 297, prevede che l'esercizio
della libertà di insegnamento è diretto a promuovere , attraverso un
confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità
degli alunni e che tale azione di promozione è attuata nel rispetto della
coscienza morale e civile degli alunn
[/cit]


fonte


Insomma, come sempre, questi argomenti lasciano ampi spazi di discussione e di idee personali, tutti ammissibili e in un certo qual modo validi se impostati sull'onestà intellettuale.

Quello che non mi piace affatto  è
Citazione :
Alla famiglia querelare poi, se non d'accordo.

quando si arriva a quello, il ragazzo è  stato penalizzato e ha subito abusi e soprusi da almeno una delle due parti.
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
Kle



Messaggi : 1091
Data d'iscrizione : 23.09.12

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 1:21 pm

Scusate ma da collega insegnate e psicologa clinica devo dirvi che la fobia scolastica esiste ed una particolare tipologia di "fobia sociale specifica" con specifici criteri diagnostici e cause altrettante specifiche; per che si permette di dire che le psicopatologie sono tutto e niente consiglio la ricerca del suddetto disturbo nel DSM IV, manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, unitamente ad un bagno di umiltà perché chi è profano non dovrebbe permettersi di fare certe affermazioni con tanta facilità e sicurezza.

Altra cosa è la pretesa che venga promosso o il fatto che l'allievo in questione stia, forse, sfruttando una diagnosi "regalata" da uno specialista per farla franca senza essere interrogato.
Il problema non mi pare debba essere messo nei termini di comprendere se esiste o meno la patologia, ma se essa sia autentica o una mera scusa, giustificata da un certificato, il che personalmente lo trovo gravissimo.
Come libera professionista mi sto proprio adesso occupando di un caso analogo, sono stata a parlare di persona con i docenti di questo ragazzo e non mi sono mai sognata di chiedere la promozione assicurata! Ma voglio aggiungere che il mio paziente è sempre stato uno dei migliori della classe ed ha già, in due settimane, recuperato la maggior parte delle verifiche con ottimi voti perché, terrorizzato dall'idea di andare a scuola è preoccupato di perdere l'anno, ha comunque trascorso molto tempo a studiare per fatti suoi a casa anche quando si assentava.
Come vedete ogni caso è a se stante, e richiede un'analisi del tutto particolareggiata ovviamente, ma vi prego di non svalutare o sminuire l'area del disagio psicologico che esiste e non è "aria fritta", perché da gente qualificata come voi (lo do per scontato) che lavora con adolescenti sentire certe cose fa davvero effetto!

Se comunque si ritiene che la diagnosi non sia attendibile si può tranquillamente chiedere una diagnosi di riscontro presso il servizio pubblico di Neuropsichiatria di zona.
Tornare in alto Andare in basso
carla75



Messaggi : 4283
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 1:54 pm

Ire ha scritto:
Per me il punto è diverso, Carla:

un professionista (una persona) è un soggetto di diritto (DI DOVERE)  che si assume le sue responsabilità tanto quanto un docente.

Non c'è carica o incarico che stabilisca a priori la serietà e credibilità di una persona.

Che differenza c'è, non capisco, tra uno psicologo ASL che ti dica cosa fare a scuola e uno psicologo non ASL?  

vuoi dire che tra scuola e ASL siete parenti quindi allo stesso livello e ve la potete giocare alla pari?

Ritengo sia questione di lana caprina.

Soprattutto in un contesto in cui l'ASL fissa incontri  a distanza di 18 mesi dalla richiesta. In un contesto in cui al di fuori della  104 l'ASL ti dice che non è suo compito l'intervento "sul territorio" (leggi incontri con la scuola a scuola).

Ti vorrei parlare del patto di corresponsabilità educativa che scuola e famiglia.
 
Interessante è questa trattazione di Sergio Lariccia  (vedi web)


[cit]
Gli articoli 33 e 34 della Costituzione

La Carta costituzionale prevede un sistema educativo di istruzione e
formazione, consistente nel complesso di diritti, doveri e libertà previsti nei
confronti di vari soggetti, pubblici e pr
ivati: gli artt. 33 e 34 devono essere
considerati in coerenza con i principi contenuti in altre disposizioni
costituzionali (innanzi tutto, gli artt. 2, 3 e 21) e tenendo presenti la riforma
costituzionale attuata a seguito dell'entrata in vigore della legge
costituzionale del 18 ottobre 2001, n. 3, che ha modificato il titolo V della
parte seconda della Costituzione, e la grande importanza che assume il
passaggio dal sistema della scuola di Stato al sistema nazionale di
istruzione, fondato sul principio di autonomia delle scuole.
Libertà di insegnamento nella scuola
L'art. 33, c. 1, garantisce la libertà di insegnamento, con una disposizione
che, considerando tale libertà in stretta connessione con la libertà dell'arte e
della scienza, non consente la previsione di limiti concettualmente
incompatibili con l'arte e con la scienza.
La libertà di insegnamento nella scuola merita una considerazione
particolare rispetto alle altre libertà
costituzionali, perché il rapporto di
insegnamento/apprendimento presuppone una differenza di cognizioni e di
preparazione tra chi insegna e chi impara che rende necessarie la tutela
morale nei confronti di questa seconda categoria di soggetti e la garanzia
dell'esigenza di protezione dell'infanzia e della gioventù (art. 31 cost.). Con
una disposizione che assume grande importanza in materia scolastica, il
legislatore, nell'art. 1 d.lgs. 16 aprile 1994, n. 297, prevede che l'esercizio
della libertà di insegnamento è diretto a promuovere , attraverso un
confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità
degli alunni e che tale azione di promozione è attuata nel rispetto della
coscienza morale e civile degli alunn
 [/cit]


fonte


Insomma, come sempre, questi argomenti lasciano ampi spazi di discussione e di idee personali, tutti ammissibili e in un certo qual modo validi se impostati sull'onestà intellettuale.

Quello che non mi piace affatto  è
Citazione :
Alla famiglia querelare poi, se non d'accordo.

quando si arriva a quello, il ragazzo è  stato penalizzato e ha subito abusi e soprusi da almeno una delle due parti.

allora perché la legge impone che entro marzo del quinto anno a scuola deve arrivare una diagnosi della ASL sui ragazzi Dsa che conferma quanto certificato da un privato?

quando una madre sbandiera certificazioni a destra e sinistra senza preoccuparsi di curare il proprio figlio e' li' che si penalizza il ragazzo
Tornare in alto Andare in basso
carla75



Messaggi : 4283
Data d'iscrizione : 26.10.10

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 2:01 pm

Kle ha scritto:
Scusate ma da collega insegnate e psicologa clinica devo dirvi che la fobia scolastica esiste ed una particolare tipologia di "fobia sociale specifica" con specifici criteri diagnostici e cause altrettante specifiche; per che si permette di dire che le psicopatologie sono tutto e niente consiglio la ricerca del suddetto disturbo nel DSM IV, manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, unitamente ad un bagno di umiltà perché chi è profano non dovrebbe permettersi di fare certe affermazioni con tanta facilità e sicurezza.

Altra cosa è la pretesa che venga promosso o il fatto che l'allievo in questione stia, forse, sfruttando una diagnosi "regalata" da uno specialista per farla franca senza essere interrogato.
Il problema non mi pare debba essere messo nei termini di comprendere se esiste o meno la patologia, ma se essa sia autentica o una mera scusa, giustificata da un certificato, il che personalmente lo trovo gravissimo.
Come libera professionista mi sto proprio adesso occupando di un caso analogo, sono stata a parlare di persona con i docenti di questo ragazzo e non mi sono mai sognata di chiedere la promozione assicurata! Ma voglio aggiungere che il mio paziente è sempre stato uno dei migliori della classe ed ha già, in due settimane, recuperato la maggior parte delle verifiche con ottimi voti perché, terrorizzato dall'idea di andare a scuola è preoccupato di perdere l'anno, ha comunque trascorso molto tempo a studiare per fatti suoi a casa anche quando si assentava.
Come vedete ogni caso è a se stante, e richiede un'analisi del tutto particolareggiata ovviamente, ma vi prego di non svalutare o sminuire l'area del disagio psicologico che esiste e non è "aria fritta", perché da gente qualificata come voi (lo do per scontato) che lavora con adolescenti sentire certe cose fa davvero effetto!

Se comunque si ritiene che la diagnosi non sia attendibile si può tranquillamente chiedere una diagnosi di riscontro presso il servizio pubblico di Neuropsichiatria di zona.


quindi confermi che il servizio di neuropsichiatria infantile della asl e' piu' attendibile di un privato? bene.
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6199
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: fobia scolastica?   Ven Apr 25, 2014 2:44 pm

Kle ha scritto:
Scusate ma da collega insegnate e psicologa clinica devo dirvi che la fobia scolastica esiste ed una particolare tipologia di "fobia sociale specifica" con specifici criteri diagnostici e cause altrettante specifiche; per che si permette di dire che le psicopatologie sono tutto e niente consiglio la ricerca del suddetto disturbo nel DSM IV, manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, unitamente ad un bagno di umiltà perché chi è profano non dovrebbe permettersi di fare certe affermazioni con tanta facilità e sicurezza.

Se sei una professionista della psicologia, dovresti anche sapere che la logica che sottende ai manuali DSM non è necessariamente un corpus evidente di verità assolute, e che è sempre continuamente soggetta a dubbi, controversie, e che viene continuamente rimessa in discussione giorno per giorno, e non certo "dai profani", bensì dagli specialisti stessi.

tipo discussioni come questa:

http://espresso.repubblica.it/visioni/scienze/2014/03/21/news/giu-le-mani-dalla-psiche-il-dsm-5-tutto-sbagliato-1.158037

Vabbè che qui si parla della versione 5 invece che della versione 4 del manuale, ma non penso che le motivazioni che stanno alla base della controversia siano state tanto diverse nei secoli dei secoli.

Se poi svolgi contemporaneamente tutte e due le attività (quella di psicologa clinica e quella di insegnante), voglio sperare che tu sia in grado di tenerle ragionevolmente separate a seconda dei contesti, e di ragionare separatamente secondo la specificità professionale richiesta distintamente a entrambe.

Se pretendi di impostare la tua attività di insegnante in base ai tuoi criteri e alle tue posizioni che arrivano esclusivamente dall'attività di psicologia clinica... mi viene il dubbio che possa configurarsi un po' di conflitto di interessi, o quanto meno un po' di confusione inopportuna.

L.
Tornare in alto Andare in basso
Online
 
fobia scolastica?
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 4 di 5Andare alla pagina : Precedente  1, 2, 3, 4, 5  Seguente
 Argomenti simili
-
» esperienza scolastica
» Escludono dalla mensa scolastica un bambino autistico
» Paura eccessiva dei pericoli
» Fobie ed irrazionalità degli atei
» esperienza scolastica

Permesso di questo forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
OrizzonteScuola :: Sostegno-
Andare verso: