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 progetto UNAR: educare alla diversità

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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Mar 30, 2014 1:45 pm

Promemoria primo messaggio :

Dopo le polemiche suscitate dall'invettiva di vescovi e clericali contro gli opuscoli dell' UNAR : "educare alla diversità a scuola" (che trattano del tema dell'omosessualità e del bullismo omofobico), pare che questo progetto non approderà più nelle scuole attraverso i canali ufficiali.
So che gli opuscoli sono però disponibili sulla rete, e sono riuscito a trovare quello che riguarda le scuole superiori: mi sembra molto ben fatto e quindi lo proporrò alla mia scuola come materiale didattico o se possibile anche per qualche progetto, perchè ritengo che sia un tema molto importante rimasto troppo a lungo nascosto a causa di tabù e pregiudizi. Il fatto che il ministero abbia bloccato l'iniziativa non impedisce al collegio dei docenti di valutare e utilizzare  comunque il materiale per portare avanti il progetto in autonomia.

Sapreste indicarmi, se li conoscete, dei link ai quali è possibile scaricare tutti e tre gli opuscoli? Vorrei darne la massima diffusione

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/26/distruggono-la-famiglia-tradizionale-bagnasco-contro-leducazione-alla-diversita-nelle-scuole/927200/
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 06, 2014 5:31 pm

balanzone ha scritto:
Questa mi riesce nuova , ma io non sono aggiornato come te sulle questioni psicopedagogiche.


visto che lo dici tu non faccio nulla di male se confesso che era anche la mia impressione.

Citazione :
E tu credi che un cattolico praticante possa essere "aggiornato" con qualche opuscolo?

Sono cattolica praticante.


.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 06, 2014 10:45 pm

Ire ha scritto:
balanzone ha scritto:
Questa mi riesce nuova , ma io non sono aggiornato come te sulle questioni psicopedagogiche.


visto che lo dici tu non faccio nulla di male se confesso che era anche la mia impressione.

Citazione :
E tu credi che un cattolico praticante possa essere "aggiornato" con qualche opuscolo?

Sono cattolica praticante.


.


Tu avevi capito che non sono molto versato nella scienza pedagogica moderna.

Da come menavi il torrone io avevo intuito che tu sei cattolica praticante.

A proposito, per caso nelle scienza pedagogica moderna è inclusa la corrente di quelli che promettono di "guarire" gli omosessuali dalla loro "malattia"? Tanto per saperlo. :-)








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Ire



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Lun Apr 07, 2014 9:08 am

balanzone ha scritto:
Da come menavi il torrone io avevo intuito che tu sei cattolica praticante.

ti piace vincere facile, ho apertamente parlato di questo più di una volta.



balanzone ha scritto:
A proposito, per caso nelle scienza pedagogica moderna è inclusa la corrente di quelli che promettono di "guarire" gli omosessuali dalla loro "malattia"? Tanto per saperlo. :-)


Non credo sia materia pedagogica questa per cui non ti so rispondere.

La pedagogia riguarda l'educazione, non la cura,  e l'educazione prevede il rispetto per i simili e  per i diversi da sè.
Compresi in queste categorie anche i cattolici praticanti tra i quali esistono persone con senso dell'umorismo ma anche no.Esattamente come tra i non cattolici.


E il rispetto va dato anche a quelli che non hanno voglia o non trovano nulla da ridere sulla loro appartenenza.

Pedagogicamente ti invito a ricordarlo.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Lun Apr 07, 2014 2:40 pm

Ma un cattolico praticante è tenuto a seguire ciò che dice la Bibbia e il Catechismo in merito all'omosessualità ? (ammesso che ne sia a conoscenza... molti "praticanti" che conosco la bibbia non l'hanno mai letta per intero)
Non sono pratico di questioni religiose in senso stretto, ma chi pensa che l'omosessualità sia una cosa normale e sana ... è eretico e scomunicato dalla Chiesa Cattolica? O può comunque continuare a definirsi cattolico praticante?


Per rendere ancora più esplicito il discorso, attualmente la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica, sull'omosessualità, posizioe alla quale chiunque si definisca "cattolico praticante" dovrebbe aderire, è quella descritta nei link seguenti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0_e_cattolicesimo
http://www.preghiamo.org/omosessualita-chiesa-cattolica-catechismo.php
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Lun Apr 07, 2014 4:16 pm



In merito a queste problematiche la Chiesa segue quello che dice il Papa
qui un piccolo richiamo che sta combattendo su molti fronti contro interessi che non sono affatto dettati dall'insegnamento di Cristo

Poi ci sono persone che fanno fatica a staccarsi dalle proprie abitudini di pensiero e che hanno smesso (o non l'hanno mai fatto) di osservare il mondo che li circonda. Si dimenticano che il mondo gira, insomma.

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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Lun Apr 07, 2014 9:58 pm

Mi sento molto vicino agli omosessuali che reclamano pari diritti e pari dignità.

Mi sento più distaccato dagli omosessuali che pretendono di azzerare le differenze con gli eterosessuali (ad esempio quando chiedono di non festeggiare all'asilo la festa del papà per non turbare i bimbi che hanno due mamme).

Mi fanno ridere gli omosessuali che invocano un cambiamento nelle religioni per potervi entrare a pieno titolo.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Lun Apr 07, 2014 11:03 pm

La penso esattamente come te sugli omosessuali (ma anche sui divorziati, sui conviventi, sui qualsiasi altra variante familiare immaginabile) che pretenderebbero pateticamente un cambiamento nei criteri delle religioni e delle chiese per potervi entrare anche loro in condizioni di par condicio.

Scusate la scarsa finezza, ma COME JE VA?????

Cosa spinge una persona raziocinante a voler sgomitare, piagnucolare e rivendicare diritti per poter essere ammessa a tutti i costi in un'organizzazione che la disprezza e che la discrimina, e che sostiene valori opposti ai suoi?

Per me un omosessuale che vuole disperatamente essere accettato dalla chiesa cattolica è ridicolo tanto quanto una lepre che vuole iscriversi all'ARCI-Caccia.

Non sono particolarmente d'accordo, invece, sul discorso della "festa del papà", per il semplice motivo che tale festa non è affatto universale, e che ci sono sempre state un sacco di famiglie che non avevano mai avuto l'abitudine di festeggiarla COMUNQUE, da molto ma molto prima che si parlasse di "famiglie arcobaleno" e di diritti delle coppie gay.

Tu pensi (erroneamente) che la festa del papà sia sempre stata una cosa universale condivisa da tutti, e che sia stata messa in dubbio soltanto negli ultimissimi anni, solo perché qualcuno si è accorto che esistono anche le famiglie con due mamme.

Invece non è così, ci sono mille motivi per essere ESTRANEI a tale usanza, anche senza che c'entrino niente le coppie gay o le forme di famiglia particolarmente alternative...

...per cui, mi pare assolutamente normale che l'eventuale festa del papà o della mamma ognuno se la festeggi o non se la festeggi in casa propria, senza che debba pensarci la scuola.

I gay non c'entrano NULLA, ti assicuro.

L.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 1:50 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Cosa spinge una persona raziocinante a voler sgomitare, piagnucolare e rivendicare diritti per poter essere ammessa a tutti i costi in un'organizzazione che la disprezza e che la discrimina, e che sostiene valori opposti ai suoi?

Ho scarsa dimestichezza con la psicologia, ma immagino che sia il bisogno di essere accettato fino in fondo; quello in effetti sarebbe "la vittoria finale"; l'apoteosi.
Temo rimarrà un'illusione

Per me un omosessuale che vuole disperatamente essere accettato dalla chiesa cattolica è ridicolo tanto quanto una lepre che vuole iscriversi all'ARCI-Caccia.

Non sono particolarmente d'accordo, invece, sul discorso della "festa del papà", per il semplice motivo che tale festa non è affatto universale, e che ci sono sempre state un sacco di famiglie che non avevano mai avuto l'abitudine di festeggiarla COMUNQUE, da molto ma molto prima che si parlasse di "famiglie arcobaleno" e di diritti delle coppie gay.

Tu pensi (erroneamente)

Quanto mi piaci quando sei schietta

che la festa del papà sia sempre stata una cosa universale condivisa da tutti, e che sia stata messa in dubbio soltanto negli ultimissimi anni, solo perché qualcuno si è accorto che esistono anche le famiglie con due mamme.

Invece non è così, ci sono mille motivi per essere ESTRANEI a tale usanza, anche senza che c'entrino niente le coppie gay o le forme di famiglia particolarmente alternative...

...per cui, mi pare assolutamente normale che l'eventuale festa del papà o della mamma ognuno se la festeggi o non se la festeggi in casa propria, senza che debba pensarci la scuola.

I gay non c'entrano NULLA, ti assicuro.

L.
No, il mio riferimento è ad un fatto realmente accaduto; so che la festa del papà è solo consumistica, ma come la gestiscono all'asilo è carina e nulla più; un conto è dire "non voglio che mio figlio la festeggi" un conto è dire "nessuno la deve festeggiare per non mettere a disagio mio figlio (come era successo in quel caso)

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_marzo_16/scuola-festa-papa-212210011235.shtml
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 7:25 am

Mentre la religione è una scelta personale, e se uno non si riconosce in una religione può non aderirvi o scegliere altro... la scuola è invece per tutti.
Ecco perchè, ad esempio, non è lecito fare nella scuola pubblica atti di culto di una specifica religione: è un'offerta che discrimina gli alunni di altre religioni o di nessuna (le classiche messe e benedizioni pasquali in orario scolastico, per esempio, sono illegali anche se l'usanza è molto diffusa). Per lo stesso motivo si dovrebbe evitare anche la festa del papà, che discrimina gli alunni che il papà non ce l'hanno (per esempio perchè sono orfani).
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 10:30 am

Selezionando solo situazioni felici che non escludono nessuno finirebbe con non lasciare nessuna situazione felice, sopratutto nelle classi numerose e multietniche.

Sono per selezionare le situazioni felici che includono almeno uno ...... ci si diverte di più .... magari a turno.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 1:02 pm

Ire ha scritto:


In merito a queste problematiche la  Chiesa segue quello che dice il Papa
qui un piccolo richiamo che sta combattendo su molti fronti contro interessi che non sono affatto dettati dall'insegnamento di  Cristo

Poi ci sono persone che fanno fatica a staccarsi dalle proprie abitudini di pensiero e che hanno smesso (o non l'hanno mai fatto) di osservare il mondo che li circonda.  Si dimenticano che il mondo gira, insomma.



A proposito , a un tizio importante che diceva che il mondo gira i tuoi correligionari stavano per fare la festa.

E gliela volevano fare proprio perché non seguiva quello che diceva sulla questione il papa di allora.

Ti do un aiutino : le iniziali del temerario (ma non troppo) sono G.G.

Non ti dico di più perché a te sicuramente non piace vincere facile.

Immagino che voi praticanti non abbiate mai smesso di osservare il mondo che vi circonda.

Dunque, l'eliocentrismo e una forma di darwinismo "corretto" l'avete digerito, come anche la ferrovia e il fatto che le streghe, tutto sommato, non cavalcano veramente le scope, al massimo leggono il futuro nei fondi del caffè. Immagino che se un giorno le staminali funzionassero davvero, digerireste pure quelle.






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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 1:13 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
La penso esattamente come te sugli omosessuali (ma anche sui divorziati, sui conviventi, sui qualsiasi altra variante familiare immaginabile) che pretenderebbero pateticamente un cambiamento nei criteri delle religioni e delle chiese per potervi entrare anche loro in condizioni di par condicio.

Scusate la scarsa finezza, ma COME JE VA?????

Cosa spinge una persona raziocinante a voler sgomitare, piagnucolare e rivendicare diritti per poter essere ammessa a tutti i costi in un'organizzazione che la disprezza e che la discrimina, e che sostiene valori opposti ai suoi?

Per me un omosessuale che vuole disperatamente essere accettato dalla chiesa cattolica è ridicolo tanto quanto una lepre che vuole iscriversi all'ARCI-Caccia.

Non sono particolarmente d'accordo, invece, sul discorso della "festa del papà", per il semplice motivo che tale festa non è affatto universale, e che ci sono sempre state un sacco di famiglie che non avevano mai avuto l'abitudine di festeggiarla COMUNQUE, da molto ma molto prima che si parlasse di "famiglie arcobaleno" e di diritti delle coppie gay.

Tu pensi (erroneamente) che la festa del papà sia sempre stata una cosa universale condivisa da tutti, e che sia stata messa in dubbio soltanto negli ultimissimi anni, solo perché qualcuno si è accorto che esistono anche le famiglie con due mamme.

Invece non è così, ci sono mille motivi per essere ESTRANEI a tale usanza, anche senza che c'entrino niente le coppie gay o le forme di famiglia particolarmente alternative...

...per cui, mi pare assolutamente normale che l'eventuale festa del papà o della mamma ognuno se la festeggi o non se la festeggi in casa propria, senza che debba pensarci la scuola.

I gay non c'entrano NULLA, ti assicuro.

L.



Non lo dire a un Vendola o a un Crocetta. A un Pasolini non lo potresti più dire, dato che è morto.

Hai ragione, questi qui vogliono la botte piena e la moglie ubriaca.

Potrebbero rivolgersi ai Valdesi, che su queste problematiche son più di manica larga, mi pare.

Oppure potrebbero fondare una religione per conto loro: un cristianesimo più accomodante che non riconosca l'autorità del papa; insuma, una specie di teismo politicamente corretto ed escatologicamente ottimista.





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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 1:21 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Mentre la religione è una scelta personale, e se uno non si riconosce in una religione può non aderirvi o scegliere altro... la scuola è invece per tutti.
Ecco perchè, ad esempio, non è lecito fare nella scuola pubblica atti di culto di una specifica religione: è un'offerta che discrimina gli alunni di altre religioni o di nessuna (le classiche messe e benedizioni pasquali in orario scolastico, per esempio, sono illegali anche se l'usanza è molto diffusa). Per lo stesso motivo si dovrebbe evitare anche la festa del papà, che discrimina gli alunni che il papà non ce l'hanno (per esempio perchè sono orfani).


"Mentre la religione è una scelta personale, e se uno non si riconosce in una religione può non aderirvi o scegliere altro... la scuola è invece per tutti."

Sono d'accordo, disgraziatamente i bigotti di tutte le religioni non la pensano così.

Se in Italia uno deve fare il giro delle sette farmacie per la pillola del giorno dopo oppure deve andare in Svizzera quando è stanco di campare, la colpa è appunto delle ingerenze clericali ,che trovano terreno fertile in una classe politica cinica e corrotta, davvero priva di "carità"(i famosi "sepolcri imbiancati" di cui parlava qualcuno).




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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 2:41 pm

avidodinformazioni ha scritto:
 
No, il mio riferimento è ad un fatto realmente accaduto; so che la festa del papà è solo consumistica, ma come la gestiscono all'asilo è carina e nulla più; un conto è dire "non voglio che mio figlio la festeggi" un conto è dire "nessuno la deve festeggiare per non mettere a disagio mio figlio (come era successo in quel caso)

Io invece vorrei sperare che in casi del genere non ci sia alcun bisogno della rivendicazione esplicita della famiglia, perché gli insegnanti (anche quelli più svenevolmente tradizionali che si squagliano di commozione a festeggiare la festa del papà o della mamma), di fronte alla composizione di ogni singola classe e conoscendo le singole situazioni, dovrebbero pensarci da soli a capire se è il caso di farlo o no.

Posto che la celebrazione della festa del papà o della mamma non è un contenuto imprescindibile del programma scolastico, ma è una cosa facoltativa, in più, che ci si aggiunge solo per sfizio... mi aspetterei che almeno fosse aggiunta SOLO se si è sicurissimi che non risulta problematica per nessuno, e non solo per "la maggioranza".

Esattamente come mi aspetterei che gli insegnanti si accorgessero da soli che non è opportuno chiedere di "portare una foto di quando eravate neonati" in una classe in cui si sa che c'è un bambino adottato che è arrivato in famiglia a sei anni... o chiedere "descrivi la tua casa" in una classe dove si sa che c'è un bambino di una famiglia di profughi di guerra che è ospitato in una residenza comune della Caritas, dopo che la sua vera casa è stata rasa al suolo dal fuoco, in Afghanistan o in Sierra Leone.

Pensare che sia normale (in nome di questo malinteso senso della "maggioranza") far celebrare in blocco ai bambini la festa del papà, in una classe in cui si sa benissimo che c'è qualcuno che NON HA il padre, non è una questione di ideologia o di tradizione da condividere o meno, è semplicemente un atto DA STRONZI (e spero che i moderatori mi lascino passare questo termine colorito, che non è rivolto a nessuno in particolare). Se succedesse nella classe di uno dei miei figli, andrei dagli insegnanti e dal preside e ribalterei il tavolo, anche se il bambino in questione non fosse il mio.

L.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 3:38 pm

paniscus_2.0 ha scritto:

Io invece vorrei sperare che in casi del genere non ci sia alcun bisogno della rivendicazione esplicita della famiglia, perché gli insegnanti (anche quelli più svenevolmente tradizionali che si squagliano di commozione a festeggiare la festa del papà o della mamma), di fronte alla composizione di ogni singola classe e conoscendo le singole situazioni, dovrebbero pensarci da soli a capire se è il caso di farlo o no.

Posto che la celebrazione della festa del papà o della mamma non è un contenuto imprescindibile del programma scolastico, ma è una cosa facoltativa, in più, che ci si aggiunge solo per sfizio... mi aspetterei che almeno fosse aggiunta SOLO se si è sicurissimi che non risulta problematica per nessuno, e non solo per "la maggioranza".

Esattamente come mi aspetterei che gli insegnanti si accorgessero da soli che non è opportuno chiedere di "portare una foto di quando eravate neonati" in una classe in cui si sa che c'è un bambino adottato che è arrivato in famiglia a sei anni... o chiedere "descrivi la tua casa" in una classe dove si sa che c'è un bambino di una famiglia di profughi di guerra che è ospitato in una residenza comune della Caritas, dopo che la sua vera casa è stata rasa al suolo dal fuoco, in Afghanistan o in Sierra Leone.

Pensare che sia normale (in nome di questo malinteso senso della "maggioranza") far celebrare in blocco ai bambini la festa del papà, in una classe in cui si sa benissimo che c'è qualcuno che NON HA il padre, non è una questione di ideologia o di tradizione da condividere o meno, è semplicemente un atto DA STRONZI (e spero che i moderatori mi lascino passare questo termine colorito, che non è rivolto a nessuno in particolare). Se succedesse nella classe di uno dei miei figli, andrei dagli insegnanti e dal preside e ribalterei il tavolo, anche se il bambino in questione non fosse il mio.

L.

Tutto giusto, eppure a me hanno imposto il crocifisso in classe pur sapendo bene che c'erano tre alunni musulmani; hanno portato la benedizione cattolica in classe pure dove c'erano i testimoni di geova; e non solo nessuno ha detto che era "da stronzi" ma anzi hanno praticamente dato a me dello stronzo perchè non accettavo il potere della maggioranza.
Qualcuno mi ha pure detto che siamo in un paese cattolico e quindi se non gli sta bene se ne possono anche andare altrove.

Ho provato a far notare che l'italia non è più un paese cattolico, ma laico; e così è pure la scuola, ma mi hanno detto che comunque "da noi facciamo così, se non gli sta bene se ne tornassero al paese loro, dove noi non possiamo neanche costruire le nostre chiese"... dimenticando che si stava parlando di ITALIANI e che il paese loro è sempre l'Italia.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 3:52 pm

Scusa, chi è che "ti ha imposto la benedizione in classe"?

E' roba da denuncia, indipendentemente che ci siano i musulmani o i testimoni di geova oppure no...
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 4:56 pm

Agli esami di stato 2013. La nostra commissione aveva deciso di non esporre il crocifisso, il vicepreside ha chiamato un ispettore che è venuto e ci ha interrogati e redarguiti, e ha fatto rimettere il simbolo al suo posto, con l'aggiunta di una preghierina di umiliazione (non sto scherzando).
Sono 6 mesi che chiedo al provveditorato di avere copia della relazione d'ispezione ma a quanto pare non è stata nemmeno scritta.

Comunque non sarebbe la prima volta, c'è stato il famoso caso Coppoli (professore che rifiutava il crocifisso nella sua aula, solo durante le sue ore di lezione) che è stato sospeso per un mese dallo stipendio per aver insistito a rimuovere il crocifisso dall'aula.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 5:13 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Tutto giusto, eppure a me hanno imposto il crocifisso in classe pur sapendo bene che c'erano tre alunni musulmani; hanno portato la benedizione cattolica in classe pure dove c'erano i testimoni di geova; e non solo nessuno ha detto che era "da stronzi" ma anzi hanno praticamente dato a me dello stronzo perchè non accettavo il potere della maggioranza.
Qualcuno mi ha pure detto che siamo in un paese cattolico e quindi se non gli sta bene se ne possono anche andare altrove.

Ho provato a far notare che l'italia non è più un paese cattolico, ma laico; e così è pure la scuola, ma mi hanno detto che comunque "da noi facciamo così, se non gli sta bene se ne tornassero al paese loro, dove noi non possiamo neanche costruire le nostre chiese"... dimenticando che si stava parlando di ITALIANI e che il paese loro è sempre l'Italia.
Quanti spunti di conversazione !

Nei muri delle scuole si possono individuare due simboli religiosi, il crocifisso dei cristiani (non credo solo cattolici) e tutto intorno il simbolo della mia religione: il nulla degli atei.
Io ignoro bellamente il crocifisso, per me è solo un'immagine di cattivo gusto raffigurante un uomo sotto tortura, i cristiani credo non si siano mai accorti che il mio simbolo li domina più del loro.
Perchè non prendere esempio da questa meravigliosa convivenza ed estenderla ? Anziché togliere il crocifisso (il mio simbolo è inamovibile), perchè non aggiungerci anche gli altri ?
Arriva un mussulmano ? Se vuole si piazza la mezza luna ! Arriva un buddista ? E si mette il suo pacioso panzone ! Arriva l'animista ? Si mette l'anima de li mortacci sua (letteralmente e senza disprezzo); a me non darebbero fastidio; A voi ?

Interessante la questione "paese loro, paese mio"; detta da chi sostiene che "siamo tutti figli di Dio" .... forse alcuni sono più figli degli altri ..... non vi dico di chi per parte di mamma ... tanto lo avete capito (perchè poi per parte di mamma ? Non so quale sesso avrebbero gli angeli ma certamente Dio sarebbe asessuato).

Indipendentemente da questo in parte hanno ragione, nei loro paesi di provenienza la libertà di religione sta peggio che da noi, è evidente che ci affanniamo a proteggere i "diritti" di persone che non si farebbero scrupoli a prevaricare i nostri; se devo impegnarmi a combattere preferisco farlo in cause più nobili.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 5:33 pm

balanzone ha scritto:
Immagino che voi praticanti non abbiate mai smesso di osservare il mondo che vi circonda.

Immagino che questo sia lo sdoganamento per il VOI insegnanti che tanto odiate.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 6:08 pm

Alla fine il discorso è approdato, come prevedibile, al tema della laicità della scuola.
E' proprio per mancanza di laicità che alcuni importanti insegnamenti e aggiornamenti non passano. Il diktat dei poteri religiosi rallenta messaggi che in altri paesi d'Europa arrivano a scuola da anni. Personalmente difendo la laicità perchè serve per combattere l'ignoranza, non la religione in sè...
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 6:23 pm

Concordo,Paolo
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Persefone Fuxia



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 08, 2014 9:20 pm

.
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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Sab Apr 12, 2014 9:19 pm

balanzoneXXI ha scritto:


Sono d'accordo, disgraziatamente i bigotti di tutte le religioni non la pensano così.

Se in Italia uno deve fare il giro delle sette farmacie per la pillola del giorno dopo oppure deve andare in Svizzera quando è stanco di campare, la colpa è appunto delle ingerenze clericali ,che trovano terreno fertile in una classe politica cinica e corrotta, davvero priva di "carità"(i famosi "sepolcri imbiancati" di cui parlava qualcuno).

Concordo con tutto quello che hai scritto, ma vorrei sottolineare che gli italiani non sono migliori dei loro governanti cinici e corrotti, dal momento che li mandano al potere, forse perché vi si identificano!!  
Mi viene in mente una frase attribuita a Mussolini: "Come si fa a non diventare padroni in un paese di servi?"  

Questo sono gli italiani, cinici, corrotti ( pare siamo al primo posto nelle classifiche  sulla corruzione) e servi. E' il caso di dirlo.


Ultima modifica di -nina- il Sab Apr 12, 2014 11:33 pm, modificato 5 volte
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Sab Apr 12, 2014 10:11 pm

Se gli italiani di oggi e di ieri sono cinici e corrotti, quelli di domani potrebbero non esserlo altrettanto se la scuola di oggi insegnasse più rispetto per gli altri e per se stessi!

Se vi fanno tanto rabbia le ingerenze clericali, è dalla scuola che si può cominciare a mettere in discussione i "dogmi", educando una generazione nuova, di giovani che magari siano pronti per diventare cittadini piuttosto che servi.
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mark12



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Sab Apr 12, 2014 11:35 pm

Non è un tabu, è semplicemente che essendo contro natura il fatto che un cucciolo nasca da due dello stesso sesso (non l amore omosessuale che esiste in natura, parlo del procreare), e' normale che suoni strano.
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