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 progetto UNAR: educare alla diversità

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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Mar 30, 2014 1:45 pm

Promemoria primo messaggio :

Dopo le polemiche suscitate dall'invettiva di vescovi e clericali contro gli opuscoli dell' UNAR : "educare alla diversità a scuola" (che trattano del tema dell'omosessualità e del bullismo omofobico), pare che questo progetto non approderà più nelle scuole attraverso i canali ufficiali.
So che gli opuscoli sono però disponibili sulla rete, e sono riuscito a trovare quello che riguarda le scuole superiori: mi sembra molto ben fatto e quindi lo proporrò alla mia scuola come materiale didattico o se possibile anche per qualche progetto, perchè ritengo che sia un tema molto importante rimasto troppo a lungo nascosto a causa di tabù e pregiudizi. Il fatto che il ministero abbia bloccato l'iniziativa non impedisce al collegio dei docenti di valutare e utilizzare  comunque il materiale per portare avanti il progetto in autonomia.

Sapreste indicarmi, se li conoscete, dei link ai quali è possibile scaricare tutti e tre gli opuscoli? Vorrei darne la massima diffusione

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/26/distruggono-la-famiglia-tradizionale-bagnasco-contro-leducazione-alla-diversita-nelle-scuole/927200/
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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Sab Apr 12, 2014 11:39 pm

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Ultima modifica di -nina- il Dom Apr 13, 2014 1:22 pm, modificato 1 volta
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Sab Apr 12, 2014 11:46 pm

mark12 ha scritto:
Non è un tabu, è semplicemente che essendo contro natura il fatto che un cucciolo nasca da due dello stesso sesso (non l amore omosessuale che esiste in natura, parlo del procreare), e' normale che suoni strano.

Veramente, se proprio dovessimo "seguire la natura", saremmo tutti analfabeti, cominceremmo a fare lavori produttivi e faticosi per procurarci da mangiare intorno ai 6 anni, ci riprodurremmo a 16, saremmo vecchi a 35 e moriremmo prima dei 50, non avremmo lunghissime unioni fisse monogamiche che durano tutta la vita, e la maggior parte dei cuccioli della specie umana sarebbe allevata esclusivamente dalla madre senza nemmeno sapere chi è il padre, o comunque senza averci mai vissuto insieme...
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-nina-



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Sab Apr 12, 2014 11:54 pm

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Ultima modifica di -nina- il Dom Apr 13, 2014 12:46 am, modificato 1 volta
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 13, 2014 12:03 am

-nina- ha scritto:
Sono profondamente atea, ma non mi permetto di entrare nel merito delle loro posizioni in materia religiosa. Sono stanca di sentirmi dire dai miei alunni che a loro piace papa Francesco, ma non posso dire quello che penso. Non vorrei vedere arrivare le famose "mamme mannare" con una roncola.

Io sono agnostica (non "profondamente atea", ma decisamente agnostica) e non mi sogno di entrare nel merito dei sentimenti personali di fede altrui, ma difendo posizioni fortemente anticlericali in materia di leggi, diritti e stato.

E non ho alcun problema a esporre chiaramente le mie posizioni vere, se la cosa mi viene chiesta, o se comunque il discorso capita.

NON introduco io il discorso di mia iniziativa, ma se capita, e se mi viene chiesto un parere (ad esempio quando i ragazzi commentano dei fatti di cronaca e di attualità), dico semplicemente quello che penso davvero, senza pensare nemmeno di striscio che ci sia qualcosa da nascondere.

L'anno scorso, quando mi fu chiesto esplicitamente che cosa pensassi del nuovo papa, dissi senza la minima esitazione quello che ne pensavo davvero, ossia dissi più o meno le seguenti parole:

"sapete che non sono cattolica, quindi non esprimo nessun giudizio sul piano dottrinale e pastorale e lo lascio onestamente a chi è più coinvolto di me; se mi chiedete cosa ne penso dal punto di vista sociale e culturale, aspettiamo di lasciarlo lavorare per qualche tempo, e poi se ne riparla".

Non mi pare di aver detto nulla di offensivo o di sconveniente...

L.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Dom Apr 13, 2014 12:12 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 13, 2014 12:12 am

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Ultima modifica di -nina- il Dom Apr 13, 2014 12:45 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 13, 2014 12:16 am

Per quale motivo dai per scontato di scandalizzare?

Francamente, quelli che si bullano di essere gli unici tanto laici, tanto aperti e tanto anticonformisti da sconvolgere qualsiasi altro interlocutore anche solo dicendo "bu!", non fanno tutta 'sta gran figura...

Anche perché, da quello che hai lasciato capire finora, sei tu quella che DICE di premurarsi di nascondere le proprie opinioni perché ha paura della reazione altrui, mentre io 'sti problemi me li faccio molto meno. Non dico nulla di offensivo contro le convinzioni personali di nessuno, ma se mi chiedono di esplicitare le mie, lo faccio eccome...

L.


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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 13, 2014 12:18 am

Bravissima. Se più brava di me.
Ormai sono stanca anche di discutere.
'notte
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 13, 2014 7:50 am

mark12 ha scritto:
Non è un tabu, è semplicemente che essendo contro natura il fatto che un cucciolo nasca da due dello stesso sesso (non l amore omosessuale che esiste in natura, parlo del procreare), e' normale che suoni strano.

Ecco appunto, i manuali sarebbero serviti appunto ad aggiornare quei docenti che ancora pensano che l'omosessualità sia "contro natura" o roba del genere.
Per carità, ognuno è libero di credere che la terra è piatta, che dio ha creato l'uomo in 6 giorni diecimila anni fa e che gli omosessuali sono contro natura, ma in una scuola... secondo me... si dovrebbe insegnare tutt'altro: la terra è un pianeta, le specie sono frutto dell'evoluzione e l'omosessualità è una cosa perfettamente naturale.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 13, 2014 8:24 am

Mah, io invece non starei nemmeno a sottilizzare sul fatto che sia "naturale" o no: semplicemente, non dovrebbe fregarcene nulla se è naturale o no, visto che la nostra vita è strapiena di attività, istituzioni e usanze (per non parlare di invenzioni, scoperte scientifiche e oggetti tecnologici) che non sono affatto "naturali" ma che diamo per scontate lo stesso, e che ci vanno bene.

Francamente, a chi sostiene che le famiglie di quel tipo non siano naturali, rispondo sempre che nemmeno il matrimonio esiste in natura, e che è una pura e semplice invenzione artificiale delle civiltà umane, e nemmeno di TUTTE le civiltà umane allo stesso modo...
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 13, 2014 9:25 am

Se è per questo nemmeno la scuola organizzata esiste in natura, come non esiste l'aereo, lo smartphone, l'automobile o le case in cui viviamo.

Io credo che sull'omosessualità la scuola debba prendere una posizione, come l'ha presa in passato su altri argomenti come: l'uguaglianza di razze e sessi, la rotondità della terra, il sistema solare, l'evoluzione delle specie, le origini dell'universo.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 13, 2014 1:16 pm

..


Ultima modifica di -nina- il Sab Ago 02, 2014 7:59 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 13, 2014 5:56 pm

Paolo Santaniello ha scritto:


Io credo che sull'omosessualità la scuola debba prendere una posizione, come l'ha presa in passato su altri argomenti come: l'uguaglianza di razze e sessi, la rotondità della terra, il sistema solare, l'evoluzione delle specie, le origini dell'universo.
secondo me l'unica posizione che deve prendere la scuola sull'omosessualità è quella di saper spiegare senza timore cosa sia.


bene,male, secondo o contro natura? non sono cose che riguardino altri che i diretti interessati.

La scuola deve insegnare e praticare il rispetto di chi si pone con rispetto verso gli altri.

Basta.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 13, 2014 5:57 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Io credo che sull'omosessualità la scuola debba prendere una posizione, come l'ha presa in passato su altri argomenti come: l'uguaglianza di razze e sessi, la rotondità della terra, il sistema solare, l'evoluzione delle specie, le origini dell'universo.
Capisco cosa vuoi dire, ma giusto per mettere le i sotto i puntini: dovrebbe cominciare a prendere la posizione sbagliata, salvo correggerla un po' di tempo dopo ?
Perchè è così che ha fatto in tutti gli esempi che ha citato.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 13, 2014 6:08 pm

pesantissimo, avido!!

ma mi scappa un sorriso :-)
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Dom Apr 13, 2014 9:39 pm

No, per prendere la posizione giusta basterebbe, come ha giustamente osservato IRE, saper spiegare di che si tratta

La scuola fornisce strumenti, le opinioni se le fanno i cittadini una volta che hanno ricevuto l'istruzione.
Però saper spiegare cos'è senza peli sulla lingua e senza tabù richiede un minimo di preparazione e richiede anche di prendere una posizione (LAICA, se non si fosse capito) solamente per poterne parlare in modo sereno e senza pregiudizi!

Non a caso, nei miei esempi "d'altri tempi" è stato proprio il poterne parlare, poter studiare i fenomeni, che ha portato a capire quale fosse il modo migliore di vedere le cose... la scuola non deve dire se è giusto o sbagliato il matrimonio gay o l'adozione etc. deve semplicemente comunicare che l'omosessualità esiste, in che consiste, e che è un fenomeno normale in quanto presente nel nostro mondo... e nella nostra vita, di cui gli alunni stessi potrebbero far parte in prima persona.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Lun Apr 14, 2014 2:54 pm

-nina- ha scritto:
balanzoneXXI ha scritto:


Sono d'accordo, disgraziatamente i bigotti di tutte le religioni non la pensano così.

Se in Italia uno deve fare il giro delle sette farmacie per la pillola del giorno dopo oppure deve andare in Svizzera quando è stanco di campare, la colpa è appunto delle ingerenze clericali ,che trovano terreno fertile in una classe politica cinica e corrotta, davvero priva di "carità"(i famosi "sepolcri imbiancati" di cui parlava qualcuno).

Concordo con tutto quello che hai scritto, ma vorrei sottolineare che gli italiani non sono migliori dei loro governanti cinici e corrotti, dal momento che li mandano al potere, forse perché vi si identificano!!  
Mi viene in mente una frase attribuita a Mussolini: "Come si fa a non diventare padroni in un paese di servi?"  

Questo sono gli italiani, cinici, corrotti ( pare siamo al primo posto nelle classifiche  sulla corruzione) e servi. E' il caso di dirlo.

Cara collega, secondo me chi sta più in alto ha più responsabilità.

La corruzione non è una tara genetica che certe  nazioni  si portano  dietro inesorabilmente, ma è strettamente correlata al grado di sviluppo raggiunto da ogni paese :più progredito  è  il paese , più immateriale,  rarefatta, direi  raffinata
è la corruzione. Però c'è ed è implacabile, non fermandosi di fronte a nulla.

D'altra parte, paragonato ai paesi dell'est e a quelli del terzo/quarto mondo, il nostro è un paese "virtuoso". Non lo scrivo a mo' di consolazione, ma tanto per chiarire.

"Gli italiani",  " i "francesi", gli "scozzesi", eccetera, sono delle astrazioni buone per le barzellette o usate dai pennivendoli per scribacchiare i loro stupidari da viaggio.

Alcuni "tratti nazionali" (in Spagna, per esempio, si cena più tardi, mentre i messicani mangiano piccante) possono anche esistere,  però   la nostra  pigrizia mentale finisce con l'attribuire   ad essi un' importanza esagerata.


Mi sembra  anche che tu dia troppe responsabilità al volgo profano e troppa importanza al giochino della Gabina. Il potere non si genera dal basso , ma assimila per cooptazione.

Il voto è espressione del retroterra socio-culturale di ciascuno, quando non è voto di scambio puro e semplice (il più razionale)

Il Cavaliere è il Robin Hood di tutti i "padroncini" che possono farcela solo evadendo e sfruttando le maestranze; il senatur è stato l'idolo dei lumpen polentun  che ce l'hanno con i "negher" che gli fregherebbero le case popolari;
la borghesia "progressista"  vota i veltrusconiani perché  è troppo raffinata per sorbirsi il teatrino arcoriano. Adesso va di moda un  comico che dice  su destra e sinistra le stesse cose che diceva l'Avellinese 30 anni fa.

La sostanza non cambia, chiunque si sistemi negli scranni. Senza aver paura essere apostrofati con i soliti epiteti ricattatori ( "qualunquista" "sfascista" ecc..),
bisogna pur ribadire che la vita politica "è inquinata alle radici".


E  se i politici sono corrotti fino al  midollo, lo sono  non perché il potere corrompa ma perché il Sistema seleziona e coopta i "peggiori",  cioè i ciarlatani disposti alle peggiori bassezze, docili e ben retribuiti strumenti di qualcosa di gelidamente impersonale.


Ultima modifica di balanzoneXXI il Lun Apr 14, 2014 11:54 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Lun Apr 14, 2014 3:51 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Se è per questo nemmeno la scuola organizzata esiste in natura, come non esiste l'aereo, lo smartphone, l'automobile o le case in cui viviamo.

Io credo che sull'omosessualità la scuola debba prendere una posizione, come l'ha presa in passato su altri argomenti come: l'uguaglianza di razze e sessi, la rotondità della terra, il sistema solare, l'evoluzione delle specie, le origini dell'universo.


Allora cominciamo col dire che il termine "razza" è obsoleto. Esiste la razza umana e basta.









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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Lun Apr 14, 2014 4:03 pm

balanzoneXXI ha scritto:
Paolo Santaniello ha scritto:
Se è per questo nemmeno la scuola organizzata esiste in natura, come non esiste l'aereo, lo smartphone, l'automobile o le case in cui viviamo.

Io credo che sull'omosessualità la scuola debba prendere una posizione, come l'ha presa in passato su altri argomenti come: l'uguaglianza di razze e sessi, la rotondità della terra, il sistema solare, l'evoluzione delle specie, le origini dell'universo.


Allora cominciamo col dire che il termine "razza" è obsoleto. Esiste la razza umana e basta.
Quanto mi piacerebbe vedere una definizione oggettiva ed inconfutabile di "razza", anche solo da applicare ai cani.
Ottenendola si potrebbe tentare di applicarla alle persone e verificare se le razze esistano o no.
Senza una definizione condivisa il problema dell'esistenza non si pone neanche.

Anche la parola "etnia" è un po' fumosa.

Quanto sopra non toglie che un norvegese ed un congolese sono decisamente riconoscibili, quindi se non vogliamo spaccare il capello in 4 forse i termini razza, etnia e similari non sono totalmente campati in aria.

Diffido più di un pirla che discrimina i neri senza usare la parola razza, che di uno che non lo fa, usandola.

Il razzismo sta nei fatti e non nelle parole; le parole a volte sono figlie dei convincimenti, a volte semplicemente delle abitudini.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mar Apr 15, 2014 11:53 pm

"Il razzismo sta nei fatti e non nelle parole"

Questa l'ho già sentita.
Il razzismo sta nei fatti e anche nelle parole .
Aggiornati.
Ormai il termine " razza" si usa solo in ambito zootecnico e non si tratta di un capriccio dei "radical chic" ma di un'evidenza scientifica.
Un insegnante dovrebbe esserne informato, tanto più se ha una formazione, appunto, "scientifica" .
Non ti piace il vocabolo "etnia"? Usa "popolo" o "popolazione".

"Non facciamo l'errore di parlare di razze come con gli animali , di pensare, sbagliando, di non essere uguali....."
La canzone è forse un po' troppo dolciastra per i miei gusti, ma questa asserzione si può condividere.
In effetti siamo tutti figli di.....Eva mitocondriale, tutti (con poche eccezioni) ugualmente pezzi di .....ci siamo capiti. :-)

I neri non ci hanno la musica nel sangue, fatevene una ragione.
Per quanto riguarda il norvegese e il congolese, essi possono avere maggiori affinità genetiche di quante tu ne abbia con il tuo vicino, taliano da generazioni.
E anche quando non è così , il comportamento umano è una cosa troppo complessa per essere determinato da un pugno di geni.
Se poi i piedipiatti statunitensi (quelli che al tempo del Topo Ignazio maneggiavano il manganello e adesso si sollazzano con il taser) nei loro schedari usano ancora il termine "razza" riferito ad esseri umani, ne hanno ben donde, essendo ciò che sono.

Queste idee , in linea peraltro con il dettato costuzionale ,la scuola dovrebbe trasmettere ai virgulti, i cittadini di domani.
Peccato che essa abbia perso ogni credibilità e non solo per colpa di noi insegnanti,

"ah, così voi non volete più essere le vestali della borghesia reazionaria, allora non sarete niente.......nient'altro che falene contro il neon".








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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mer Apr 16, 2014 12:18 am

balanzoneXXI ha scritto:
"Il razzismo sta nei fatti e non nelle parole"

Questa l'ho già sentita.
Il razzismo sta nei fatti e anche  nelle parole .
Aggiornati.
Ormai   il termine " razza"  si usa  solo  in ambito zootecnico e non si tratta di un capriccio dei "radical chic"   ma di un'evidenza scientifica.
Un insegnante dovrebbe esserne informato, tanto più se ha una formazione, appunto,  "scientifica" .
Non ti piace il vocabolo  "etnia"? Usa  "popolo"  o "popolazione".

"Non facciamo l'errore di parlare di razze come con gli animali , di pensare, sbagliando, di non essere uguali....."
La canzone è forse un po' troppo dolciastra per i miei gusti, ma questa asserzione si può condividere.
 In effetti  siamo tutti figli di.....Eva mitocondriale, tutti (con poche eccezioni) ugualmente pezzi di .....ci siamo capiti. :-)

I neri non ci hanno la musica nel sangue, fatevene una ragione.
Per quanto riguarda il norvegese e il congolese, essi  possono avere maggiori affinità genetiche di quante tu ne abbia con il tuo vicino, taliano da generazioni.
E anche quando non è così , il comportamento umano  è una cosa troppo complessa per essere determinato da un pugno di geni.
Se poi i piedipiatti statunitensi (quelli che al tempo del Topo Ignazio maneggiavano il manganello e adesso si sollazzano con il taser) nei loro schedari  usano ancora il termine "razza" riferito ad esseri umani, ne hanno ben donde, essendo ciò che sono.

Queste  idee , in linea peraltro con il dettato costuzionale ,la scuola dovrebbe trasmettere ai virgulti, i cittadini di domani.
Peccato che essa abbia perso ogni credibilità e non solo  per colpa di noi insegnanti,

 "ah,  così  voi non volete più essere le vestali della borghesia reazionaria, allora  non sarete niente.......nient'altro che falene contro il neon".
Guarda che sono d'accordo (quasi) su tutto; so che scimpanzè e uomo differiscono per l'1 % dei geni e che c'è più differenza tra un uomo ed una donna (bianchi ad esempio) di quanta non ce ne fosse tra Nelson Mandela ed Hitler.
So anche che le etnie più distanti geneticamente sono quella etiope e quella aborigena australiana; entrambi neri.
Quello che intendevo è che non dobbiamo ostracizzare le parole; possono portare con se significati precisi e scientifici, intuitivi e fumosi, o pregiudiziali.
La parola razza secondo me non ha significato preciso, ha un accettabile significato intuitivo ed un deprecabile significato pregiudiziale.
In questo Thread è stata usata nel secondo modo, quindi sono pronto ad accettarla; leggendola in un forum neonazista avrei sparato a zero anch'io.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mer Apr 16, 2014 2:50 am

E invece le parole sono importanti , in quanto cariche di sedimentazioni storiche.

Nessuno chiamerebbe  più "giudeo" una persona di origine ebraica  o "pederasta" una persona omosessuale..... a meno di non volere  proprio offenderla.Suppongo che nei siti  nazisti si leggano questi epiteti , accompagnati da aggettivi contumeliosi.
Stesso discorso per la parola "negro". "Negre" erano le belle chiome di Silvia, ma da quando questo aggettivo è caduto in disuso, gli italiani hanno continuato ad usarlo solo per indicare gli africani e gli afroamericani .Forse i traduttori hanno mutuato il termine da quelli che usavano gli schiavisti anglosassoni  e francesi,  rispettivamente  "nigger" e "negre".
Qualche decennio fa i neri degli Stati Uniti hanno cominciato a non sopportare più di essere chiamati con un latinismo  che risaliva al passato schiavista di quella patria che, prima di scegliere l'astuto sistema della cooptazione(per pochi), li mandava a morire nelle guerre dei bianchi, negando loro, nel contempo , i più elementari diritti civili.
"Damn... why ci devono chiamare negri (nigger) quando  nell'inglese moderno si usa l'aggettivo nero (black)?"
Mi sembra giusto che gli europei si siano adeguati.

Io non auspico una "dittatura linguistica" e disapprovo certe esagerazioni  a livello di "politically correct" (" ipovedente" invece di cieco, per esempio).
Però  se  mi capita di parlare con  un tizio  il quale  ,  riferendosi incidentalmente agli omosessuali, li chiama "invertiti"   , io devo prenderne atto e pensare tra me e me : "questo qua è uno che preferirebbe avere il figlio non dico ladro ma addirittura morto piuttosto  che 'frocio' o 'ricchione'  che dir si vogllia". Ne prendo atto , non è che alzo il ditino rimproverandolo, semmai tronco la conversazione. Sempre , ovviamente, che in quel momento io non parli" ex cathedra". In questo caso le cose cambiano  e  quindi parte la reprimenda.....inutile, ça va sans dire, nondimeno io esprimo la mia disapprovazione perchè lo ritengo giusto.Forse uno versato nella psicopedagogia moderna otterrebbe migliori risultati, chissà. :-)
Ritornando al  "vocabolo" in questione, mi rendo conto che molta gente, essendo poco informata, continua a usare il vecchio termine di "razza" per indicare i tre grandi gruppi  "fenotipici" ( "razza gialla", "razza bianca", "razza nera").

Da qui la mia puntualizzazione , forse un po' pedante. Eppure la Scuola queste distinzioni dovrebbe  farle, a prescindere dai risultati.Quando tutto crolla bisogna pur tenere alta la bandiera e suonare l'olifante della Ragione. :-(


Ultima modifica di balanzoneXXI il Mer Apr 16, 2014 11:54 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mer Apr 16, 2014 8:21 am

Che io sappia, oggi in italiano la parola "razza", anche per gli animali, si usa solo in zootecnia per indicare varietà di allevamento selezionate artificialmente. In biologia non si usa più per indicare varietà genetiche esistenti in natura. Nessun naturalista si sognerebbe di parlare di "una razza di tartarughe" o di "una razza di scoiattoli"...
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Mer Apr 16, 2014 2:12 pm

non è mai il termine usato ad essere offensivo è solo l'intenzione che si ha nell'usarlo.

Generalmente parlo come mangio e chiamo negretti i compagni black dei miei figli.

Negri, Neri, Black, di colore o di origini africane, significano tutto e niente.
Per me significano "persona"

Quel negretto è simpaticissimo
quel negretto è un essere subumano, mascalzone, privo di cervello

In queste due frasi quella che mi interessa è la seconda parte. E generalmente la persona interessata lo capisce perfettamente cosa voglio dire.

Sono sempre per il take it easy. Insistere sul fare uguali le cose significa che le si ritengono differenti
insistere sull'appellativo corretto da attribuire ad un gay significa che per noi gay è un problema.

IMHO il problema è come ci si atteggia POI nei confronti dei gay.

Li potrei anche chiamare diversamente sessuati o persone attratte da persone del proprio sesso, termini neutri ma se poi sto loro lontana o li guardo con diffidenza o sto male se mio figlio è così allora è meglio che io dica: vieni pederasta che ci facciamo una pizza, chiama anche mario tanto lo so che separati non ci riuscite a stare.
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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Gio Apr 17, 2014 12:03 am

Ire ha scritto:
non è mai il termine usato ad essere offensivo è solo l'intenzione che si ha nell'usarlo.

Generalmente parlo come mangio e chiamo negretti i compagni black dei miei figli.

Negri, Neri, Black, di colore o di origini africane, significano tutto e niente.
Per me significano "persona"

Quel negretto è simpaticissimo
quel negretto è un essere subumano, mascalzone, privo di cervello

In queste due frasi quella che mi interessa è la seconda parte.  E generalmente la persona interessata lo capisce perfettamente cosa voglio dire.

Sono sempre per il take it easy. Insistere sul fare uguali le cose significa che le si ritengono differenti
insistere sull'appellativo corretto da attribuire ad un gay significa che per noi gay è un problema.

IMHO il problema è come ci si atteggia POI nei confronti dei gay.

Li potrei anche chiamare diversamente sessuati o persone attratte da persone del proprio sesso, termini neutri ma se poi sto loro lontana o li guardo con diffidenza o sto male se mio figlio è così allora è meglio che io dica:  vieni pederasta che ci facciamo una pizza, chiama anche mario tanto lo so che separati non ci riuscite a stare.



E continui a menare il can per l'aia ; roba da protezione animali.

Ma cosa ti ha fatto quella povera bestiola?


"Generalmente parlo come mangio e chiamo negretti i compagni black dei miei figli"

Santi Numi, ma qui si spalanca un crepaccio ingombro di carcasse di asini dialettici!

Li chiami "negretti"? Brava, complimenti!

Parli come mangi? Che valorosa commensale devi essere.


Tu , che spacchi il capello in quattro quando si tratta di consentire a un discolo di mettere in croce insegnanti e compagni, ti senti a disagio di fronte a queste sfumature semantiche.

"Sono sempre per il take it easy. Insistere sul fare uguali le cose significa che le si ritengono differenti"


Veramente non si discuteva se chiamare bianco un afroamericano, me se sia opportuno usare il termine "black"(nero) piuttosto che un vocabolo pregno di connotazioni razziste come "nigger"(negro).
.

"insistere sull'appellativo corretto da attribuire ad un gay significa che per noi gay è un problema"

Ma che brava rivoltatrice di frittate! :-)

Allora prova a dare dell' "invertito" o del "pederasta" a un omosessuale e poi vedi se quello non farà alcune considerazioni piuttosto colorite sulla tua persona.


"Li potrei anche chiamare diversamente sessuati o persone attratte da persone del proprio sesso, termini neutri ma se poi sto loro lontana o li guardo con diffidenza o sto male se mio figlio è così allora è meglio che io dica: vieni pederasta che ci facciamo una pizza, chiama anche mario tanto lo so che separati non ci riuscite a stare."

Malcelato sarcasmo a parte, mi sembra una logica piuttosto tortuosa. La insegnano nei seminari di psicopedagogia o al catechismo?













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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: progetto UNAR: educare alla diversità   Gio Apr 17, 2014 7:55 am

il problema a scuola però non è tanto il "politically correct" (quale parola usare etc) ma piuttosto la possibilità di portare proprio l'argomento a conoscenza di docenti e, in un secondo momento, allievi.
Di trattare il fenomeno come qualsiasi altro oggetto di studio, anzi ancor più importante perchè coinvolge direttamente i nostri alunni!
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