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 Lettera di una prof arrabbiata

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Mrs.Hudson



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MessaggioOggetto: Lettera di una prof arrabbiata   Dom Mar 30, 2014 7:03 pm


Non so se è la sezione giusta, probabilmente è un off topic, nel qual caso chiedo scusa...

Venerdì sera ero a cena da amici, c'erano anche delle persone incontrate quella sera. Verso le undici e mezza mi sono alzata e ho detto : "Vi saluto, domani è una giornata pesante, ho cinque ore" e uno dei conoscenti si gira verso la moglie e sbuffa : "Cinque ore! Certo, non si può proprio fare, eh!!! Che fatica!!!" (lavoro del suddetto : commercialista (che in effetti lavorano un sacco, non lo voglio negare) cosicchè ho risposto : "Certo, cinque ore per un totale di centotrenta ragazzi diversi, e due tra le classi più difficili della scuola, insieme ad altre tre."

Ma non posso negare di avere avuto, dopo questo episodio, un momento di forte sconforto professionale.
A seguito di una chiacchierata con i colleghi, mi è stato inviato questo link :

http://www.focusjunior.it/parlo-con-tutti/veo/lettera-di-una-prof-arrabbiata

alcuni dei commenti mi hanno messo i brividi, e lo sconforto è aumentato ( contrariamente allo scopo di chi mi aveva inviato il link)

Mah! Come siamo messi male.....
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Dom Mar 30, 2014 8:28 pm

Chi non è mai stato in classe non comprende l'impegno fisico e mentale che richiede. Posso capire se a rimanere perplesso è un muratore, un operaio, ma un commercialista ...
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Dom Mar 30, 2014 9:00 pm

Mrs.Hudson ha scritto:
forte sconforto professionale.
Maddai! gettarti nello sconforto per l'opinione di un imbecille? Io mi preoccupo dell'idea di chi è capace di intendere, con gli idioti ci convivo finché sono costretto, poi me li lascio alle spalle. Ciascuno creda alle cavolate che vuole, non devo dimostrare niente, solo fare onestamente il mio lavoro.

Non ragioniam di loro ma guarda e passa :-)
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Dom Mar 30, 2014 9:18 pm

E il ballerino allora? Fa uno spettacolo ogni tre mesi e dura solo un'ora!
E l'artista? Vogliamo contare solo il tempo che fisicamente impiega a creare un capolavoro?
Non vogliamo tenere conto del tempo che è necessario per PREPARARE quel lavoro, o quello spettacolo?
Insegnare è anche questo: le ore frontali sono solo lo show finale di un lungo percorso di studio e preparazione, come la performance di un attore, non a caso anche quella molto faticosa; non a caso anche quella impossibile se non con anni di preparazione quotidiana alle spalle.
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Laura70



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Dom Mar 30, 2014 9:32 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
E il ballerino allora? Fa uno spettacolo ogni tre mesi e dura solo un'ora!
E l'artista? Vogliamo contare solo il tempo che fisicamente impiega a creare un capolavoro?
Non vogliamo tenere conto del tempo che è necessario per PREPARARE quel lavoro, o quello spettacolo?
Insegnare è anche questo: le ore frontali sono solo lo show finale di un lungo percorso di studio e preparazione, come la performance di un attore, non a caso anche quella molto faticosa; non a caso anche quella impossibile se non con anni di preparazione quotidiana alle spalle.

veramente del ballerino e dell'artista non dicono mai niente relativamente alle ore lavorate. Nel caso degli insegnanti il tempo per la preparazione, correzione ed altro non si tiene mai conto, si dice sempre e soltanto che lavorano 18 ore settimanali, si lavora part-time e si viene pagati come full-time e si fanno 3 mesi di vacanza.
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Mrs.Hudson



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Dom Mar 30, 2014 9:45 pm

Vi ringrazio tantissimo per i vostri commenti, avete ragione. Ma....sarà un caso, ma ultimamente noto che mi trovo nella posizione di difendermi più spesso del solito, a causa del mio lavoro. E forse perchè a scuola questo è uno dei periodi con maggiore carico di lavoro, mi sta dando più fastidio del solito. Nel link che ho postato, una prof si ribella contro la denigrazione fatta da un fumetto sui professori. Pure i fumetti, adesso.......lo sconforto domani sarà passato. Affronterò la giornata con la grinta che ci mettiamo tutti, io e voi. Ma per una volta lasciate che esca dalla mia bocca la lagna perenne dei nostri studenti : NON E' GIUSTO! (gnè gnè gnè :-)))))))))
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Dom Mar 30, 2014 11:13 pm

Mrs.Hudson ha scritto:

Ma non posso negare di avere avuto, dopo questo episodio, un momento di forte sconforto professionale.
A seguito di una chiacchierata con i colleghi, mi è stato inviato questo link :

http://www.focusjunior.it/parlo-con-tutti/veo/lettera-di-una-prof-arrabbiata

alcuni dei commenti mi hanno messo i brividi, e lo sconforto è aumentato

A me francamente il testo originale della lettera ispira ancora più sconforto dei commenti.

Ma è mai possibile che ANCORA, dopo decenni e decenni di fraintendimenti, continui ad esserci qualcuno che ritiene di fare del bene alla categoria degli insegnanti dipingendoli come missionari abnegati che si svenano di generosità e di volontariato come se questo facesse parte del loro lavoro??????

Ma se anche fosse vero che qualcuno lo fa(e sicuramente sarà vero, e va benissimo)... che cosa c'entra con la difesa della professionalità dell'insegnante?

Io parto da un paio di presupposti molto semplici:

- innanzi tutto, se c'è qualche cretino malevolo che mi accusa di essere una lavativa che lavora poco e che non merita lo stipendio che prende, E' LUI che deve dimostrare quello che dice, e NON SONO IO che devo portare delle giustificazioni per dimostrare che non è vero;

- inoltre, se anche io scegliessi di ospitare in casa mia bambini profughi, o di devolvere dei soldi di tasca mia per aiutare famiglie bisognose a fare la spesa, o di regalare libri e iscrizioni ai corsi sportivi ai ragazzi poveri, non mi sognerei mai di sbandierare tali attività come prova a sostegno della rispettabilità della categoria degli insegnanti, perché non sarebbero affatto attività svolte nell'ambito della mia professionalità di insegnante, bensì attività di volontariato svolte in privato nel tempo libero, che non hanno assolutamente NULLA a che fare con la mia professione... e che potrebbe tranquillamente fare anche un ragioniere, una commessa o un avvocato.

BASTA con questa mistificazione dell'insegnante che "dimostra di essere un bravo insegnante facendo il missionario"!
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 12:03 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Mrs.Hudson ha scritto:

Ma non posso negare di avere avuto, dopo questo episodio, un momento di forte sconforto professionale.
A seguito di una chiacchierata con i colleghi, mi è stato inviato questo link :

http://www.focusjunior.it/parlo-con-tutti/veo/lettera-di-una-prof-arrabbiata

alcuni dei commenti mi hanno messo i brividi, e lo sconforto è aumentato

A me francamente il testo originale della lettera ispira ancora più sconforto dei commenti.

Ma è mai possibile che ANCORA, dopo decenni e decenni di fraintendimenti, continui ad esserci qualcuno che ritiene di fare del bene alla categoria degli insegnanti dipingendoli come missionari abnegati che si svenano di generosità e di volontariato come se questo facesse parte del loro lavoro??????

Ma se anche fosse vero che qualcuno lo fa(e sicuramente sarà vero, e va benissimo)... che cosa c'entra con la difesa della professionalità dell'insegnante?

Io parto da un paio di presupposti molto semplici:

- innanzi tutto, se c'è qualche cretino malevolo che mi accusa di essere una lavativa che lavora poco e che non merita lo stipendio che prende, E' LUI che deve dimostrare quello che dice, e NON SONO IO che devo portare delle giustificazioni per dimostrare che non è vero;

- inoltre, se anche io scegliessi di ospitare in casa mia bambini profughi, o di devolvere dei soldi di tasca mia per aiutare famiglie bisognose a fare la spesa, o di regalare libri e iscrizioni ai corsi sportivi ai ragazzi poveri, non mi sognerei mai di sbandierare tali attività come prova a sostegno della rispettabilità della categoria degli insegnanti, perché non sarebbero affatto attività svolte nell'ambito della mia professionalità di insegnante, bensì attività di volontariato svolte in privato nel tempo libero, che non hanno assolutamente NULLA a che fare con la mia professione... e che potrebbe tranquillamente fare anche un ragioniere, una commessa o un avvocato.

BASTA con questa mistificazione dell'insegnante che "dimostra di essere un bravo insegnante facendo il missionario"!


...o comunque che deve dimostrare di fare qualcosa in più, di avere un valore aggiunto, visto che la sua professione non è sufficiente a ottenere il rispetto di un commercialista!
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 12:26 am

paniscus_2.0 ha scritto:

A me francamente ...

[cut]

BASTA con questa mistificazione dell'insegnante che "dimostra di essere un bravo insegnante facendo il missionario"!

Quoto tutto, tranne la considerazione sulla lettera che non ho letto.

Non l'ho letta perché dall'incipit ho capito che si trattava di una rimostranza riferita ad un fumetto e la cosa, sinceramente, non mi tange. Non mi lagno se si fa satira nei miei confronti (come insegnante): i luoghi comuni sugli insegnanti, in un contesto satirico, fanno parte del mestiere, come le barzellette o le battute sui carabinieri, sugli ingegneri, sugli avvocati e via dicendo.

Credo che dovremmo ridere di noi un po' più spesso e limitarci a mandare a quel paese i bamba quando parlano sul serio.
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 8:00 am

A parte le considerazioni, condivisibili nella quasi totalità, sulla lettera....avete letto i commenti?

Gian.......dove sono le barzellette sugli avvocati ? O sugli ingegneri? :-)))))))
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Mrs.Hudson



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 8:07 am

[quote="paniscus_2.0"]
Mrs.Hudson ha scritto:



Ma è mai possibile che ANCORA, dopo decenni e decenni di fraintendimenti, continui ad esserci qualcuno che ritiene di fare del bene alla categoria degli insegnanti dipingendoli come missionari abnegati che si svenano di generosità e di volontariato come se questo facesse parte del loro lavoro??????

Ma se anche fosse vero che qualcuno lo fa(e sicuramente sarà vero, e va benissimo)... che cosa c'entra con la difesa della professionalità dell'insegnante?

Io parto da un paio di presupposti molto semplici:

- innanzi tutto, se c'è qualche cretino malevolo che mi accusa di essere una lavativa che lavora poco e che non merita lo stipendio che prende, E' LUI che deve dimostrare quello che dice, e NON SONO IO che devo portare delle giustificazioni per dimostrare che non è vero;

- inoltre, se anche io scegliessi di ospitare in casa mia bambini profughi, o di devolvere dei soldi di tasca mia per aiutare famiglie bisognose a fare la spesa, o di regalare libri e iscrizioni ai corsi sportivi ai ragazzi poveri, non mi sognerei mai di sbandierare tali attività come prova a sostegno della rispettabilità della categoria degli insegnanti, perché non sarebbero affatto attività svolte nell'ambito della mia professionalità di insegnante, bensì attività di volontariato svolte in privato nel tempo libero, che non hanno assolutamente NULLA a che fare con la mia professione... e che potrebbe tranquillamente fare anche un ragioniere, una commessa o un avvocato.

BASTA con questa mistificazione dell'insegnante che "dimostra di essere un bravo insegnante facendo il missionario"!

Verissimo, ma a onor del vero la lettera parla anche di valutazione e di altro. Parla di attività benefiche perchè il fumetto accusa i prof di essere bastardi senza cuore. Sarà un fumetto, è vero, ma è comunque una distorsione della nostra figura professionale in una fascia d'età che già rispetta poco.
Chi mi ha mandato il link voleva consolarmi col sostegno ricevuto dal direttore del giornale. Apparentemente quello c'è...........

Hai ragione, chi sostiene che io non guadagni il mio stipendio dovrebbe essere lui a dimostrare quello che dice......ma invece non lo fa, perchè ormai rientra in un luogo comune sin troppo assodato.
O sono solo io ad avere questa sensazione?...
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 8:47 am

Mrs.Hudson ha scritto:
A parte le considerazioni, condivisibili nella quasi totalità, sulla lettera....avete letto i commenti?
Figurati, i commenti dei blog di opinione sono la cosa più inutile che possa esserci.

Citazione :
Gian.......dove sono le barzellette sugli avvocati ? O sugli ingegneri? :-)))))))
Cerca su internette, hai l'imbarazzo della scelta! Le migliori sugli ingegneri le trovi cercando il genere "un fisico un matematico e un ingegnere". Quelle sugli avvocati le trovi pure nella letteratura cinematografica. Gli avvocati sono la categoria più denigrata nel cinema dopo quella del commerciante coreano che si apre un esercizio in un quartiere popolare di una metropoli USA.
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Mrs.Hudson



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 8:57 am

L'ho fatto.... è vero!!!!!

http://www.palladius.it/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=34:matematici-e-ingegneri&catid=1:barzellette-per-ingegneri&Itemid=32

muahahhahhahahahah
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Dragonfly_24



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 1:36 pm

Mrs.Hudson, ma tu sei convinta di fare bene il tuo lavoro e di non rubare il tuo lauto stipendio?perchè veramente più ci mettiamo a dimostrare che facciamo tanto più sembra che ci stiamo giustificando!
poi diciamo anche che questo lavoro dei vantaggi li ha!sicuramente non economici… forse una donna può occuparsi un po' più dei figli svolgendo parte del suo lavoro da casa?o dedicarsi alla famiglia?almeno secondo chi ha avuto una madre insegnate e ha scelto questo lavoro per il suo (incerto) futuro! cerchiamo di vedere tutti gli aspetti della questione!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 2:17 pm

Dragonfly_24 ha scritto:
poi diciamo anche che questo lavoro dei vantaggi li ha!sicuramente non economici… forse una donna può occuparsi un po' più dei figli svolgendo parte del suo lavoro da casa?o dedicarsi alla famiglia?

E ci risiamo anche su questo luogo comune, che mi fa veramente imbelvire.

Decisamente questo può essere un vantaggio, ma perché mai si deve subito mettere le mani avanti pensando che riguardi solo le donne?

I padri sono completamente esonerati dalla responsabilità di dedicarsi alla famiglia e di occuparsi dei figli?

Sono sempre e solo le donne che devono preoccuparsi di scegliere il lavoretto modesto, comodo e dimesso, in maniera da avere tempo per occuparsi della famiglia... così i mariti sono liberi di dedicarsi integralmente al lavoro e di essere completamente assenti nella gestione concreta e quotidiana della famiglia stessa.

Ma che tristezza, francamente...

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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 2:36 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Dragonfly_24 ha scritto:
poi diciamo anche che questo lavoro dei vantaggi li ha!sicuramente non economici… forse una donna può occuparsi un po' più dei figli svolgendo parte del suo lavoro da casa?o dedicarsi alla famiglia?

E ci risiamo anche su questo luogo comune, che mi fa veramente imbelvire.

Decisamente questo può essere un vantaggio, ma perché mai si deve subito mettere le mani avanti pensando che riguardi solo le donne?

I padri sono completamente esonerati dalla responsabilità di dedicarsi alla famiglia e di occuparsi dei figli?

Sono sempre e solo le donne che devono preoccuparsi di scegliere il lavoretto modesto, comodo e dimesso, in maniera da avere tempo per occuparsi della famiglia... così i mariti sono liberi di dedicarsi integralmente al lavoro e di essere completamente assenti nella gestione concreta e quotidiana della famiglia stessa.

Ma che tristezza, francamente...

Quoto al 100% !!
Questa idea che le donne devono avere il lavoro da poco conto che gli lasci il tempo per allevare i figli e cucinare implica che la massima soddisfazione della donna nella vita sia quella di servire la famiglia, laddove invece l'uomo dovrebbe raggiungere maggiori soddisfazioni nel lavoro, occupandosi meno della famiglia, e portando a casa lo stipendio.
In questo modo si offende sia la categoria degli insegnanti (che vengono per definizione assegnati a un lavoro che non da nessuna soddisfazione) sia quella delle donne.
Per il ventunesimo secolo è una visione che forse andrebbe superata, che ne dite?
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alessia giulia



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 2:49 pm

è vero, alcuni colleghi approfittano dei pomeriggi liberi dalla scuola per svolgere la libera professione vuoi di architetto vuoi di ingegnere... io ho notato che negli ultimi anni gli uomini nella scuola sono aumentati, forse nel periodo di vacche grasse vivevano della libera professione mentre ora va bene anche la supplenza alla scuole medie.

io alle persone che mi ripetono i triti e ritriti luoghi comuni sugli insegnanti rispondo soltanto: "perchè non hai scelto di fare l'insegnante anche tu? lavoro 5 giorni a settimana per 18 ore, ho 3 mesi di vacanze, sono stata furba, mica come te che fai la commessa, il manovale, la casalinga, l'avvocato". vi assicuro che nessuno replica!
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 3:19 pm

Dragonfly_24 ha scritto:
Mrs.Hudson, ma tu sei convinta di fare bene il tuo lavoro e di non rubare il tuo lauto stipendio?perchè veramente più ci mettiamo a dimostrare che facciamo tanto più sembra che ci stiamo giustificando!
poi diciamo anche che questo lavoro dei vantaggi li ha!sicuramente non economici… forse una donna può occuparsi un po' più dei figli svolgendo parte del suo lavoro da casa?o dedicarsi alla famiglia?almeno secondo chi ha avuto una madre insegnate e ha scelto questo lavoro per il suo (incerto) futuro! cerchiamo di vedere tutti gli aspetti della questione!


era un po' che non leggevo interventi di 6 righe in cui ci stessero dentro DONNA, FIGLI, CASA, FAMIGLIA, MADRE... e dulcis in fundo... INSEGNANTE!
Il commercialista era stato decisamente più benevolo
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Atene



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 3:24 pm

lucetta10 ha scritto:
Dragonfly_24 ha scritto:
Mrs.Hudson, ma tu sei convinta di fare bene il tuo lavoro e di non rubare il tuo lauto stipendio?perchè veramente più ci mettiamo a dimostrare che facciamo tanto più sembra che ci stiamo giustificando!
poi diciamo anche che questo lavoro dei vantaggi li ha!sicuramente non economici… forse una donna può occuparsi un po' più dei figli svolgendo parte del suo lavoro da casa?o dedicarsi alla famiglia?alme kmno secondo chi ha avuto una madre insegnate e ha scelto questo lavoro per il suo (incerto) futuro! cerchiamo di vedere tutti gli aspetti della questione!


era un po' che non leggevo interventi di 6 righe in cui ci stessero dentro DONNA, FIGLI, CASA, FAMIGLIA, MADRE... e dulcis in fundo... INSEGNANTE!
Il commercialista era stato decisamente più benevolo

E vantaggi!!!!!!!!
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 3:41 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Mrs.Hudson ha scritto:

Ma non posso negare di avere avuto, dopo questo episodio, un momento di forte sconforto professionale.
A seguito di una chiacchierata con i colleghi, mi è stato inviato questo link :

http://www.focusjunior.it/parlo-con-tutti/veo/lettera-di-una-prof-arrabbiata

alcuni dei commenti mi hanno messo i brividi, e lo sconforto è aumentato

A me francamente il testo originale della lettera ispira ancora più sconforto dei commenti.

Ma è mai possibile che ANCORA, dopo decenni e decenni di fraintendimenti, continui ad esserci qualcuno che ritiene di fare del bene alla categoria degli insegnanti dipingendoli come missionari abnegati che si svenano di generosità e di volontariato come se questo facesse parte del loro lavoro??????

Ma se anche fosse vero che qualcuno lo fa(e sicuramente sarà vero, e va benissimo)... che cosa c'entra con la difesa della professionalità dell'insegnante?

Io parto da un paio di presupposti molto semplici:

- innanzi tutto, se c'è qualche cretino malevolo che mi accusa di essere una lavativa che lavora poco e che non merita lo stipendio che prende, E' LUI che deve dimostrare quello che dice, e NON SONO IO che devo portare delle giustificazioni per dimostrare che non è vero;

- inoltre, se anche io scegliessi di ospitare in casa mia bambini profughi, o di devolvere dei soldi di tasca mia per aiutare famiglie bisognose a fare la spesa, o di regalare libri e iscrizioni ai corsi sportivi ai ragazzi poveri, non mi sognerei mai di sbandierare tali attività come prova a sostegno della rispettabilità della categoria degli insegnanti, perché non sarebbero affatto attività svolte nell'ambito della mia professionalità di insegnante, bensì attività di volontariato svolte in privato nel tempo libero, che non hanno assolutamente NULLA a che fare con la mia professione... e che potrebbe tranquillamente fare anche un ragioniere, una commessa o un avvocato.

BASTA con questa mistificazione dell'insegnante che "dimostra di essere un bravo insegnante facendo il missionario"!




Non si potrebbe dir meglio.

L'articolo mi è parso una patetica e irritante apologia . Noi non abbiamo bisogno di difese siffatte.

Passarono i tempi del caro Edmondo, sebbene i Media di regime facciano finta di non essersene accorti.




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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 3:49 pm

Dragonfly magari è una donna e in quanto tale trova vantaggioso svolgere a casa qualche ora di lavoro piuttosto che svolgerla fuori.

@Atene, tu sottolinei "vantaggi" quasi a lasciare intendere

"sì, bel vantaggio"

In effetti però E' un vantaggio: se hai casa e se hai famiglia e se sei madre, puoi raccontarla come e quando vuoi, puoi fare manifesti contro le differenze di genere e puoi anche scandalizzarti, ma della casa e della famiglia e dei figli ti devi occupare.
E' più vantaggioso avere la possibilità di gestire autonomamente a casa alcune ore di lavoro piuttosto che non averla.

Poi, per carità, se vogliamo leggere la frase incriminata come:

Per chi si occupa della gestione famigliare è più vantaggioso...........

Uomini e donne non sono uguali e spesso la donna si assume l'incarico di gestire casa famiglia (ristretta piuttosto che allargata) figli e animali perchè la sua capacità di tener conto dei contesti e delle relazioni che vi si agitano è in linea di massima maggiore rispetto ad un uomo che fondamentalmente individua dei principi sulla base dei quali agire e li applica verso tutti e nonostante tutto.

Stiamo passando dalla sex discrimination alla sex blindness

dovremmo arrivare alla sex responsivity.

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Mrs.Hudson



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 3:58 pm

Innanzitutto rispondo a Dragonfly: certo che ne sono convinta, sì.

Sul resto, mi pare si stia andando un pochino off topic. Il discorso è che io mi trovo sempre più spesso nella condizione di dovermi DIFENDERE a causa del lavoro che faccio. Se io mi difendo, vuol dire che vengo attaccata. Mi sento, come dire, più esposta di prima. Sarà una mia sensazione da avvilimento primaverile, ma ecco, il commercialista forse è stato uno dei più benevoli che si sentono in giro, sì. E a me scoccia. Scoccia, scoccia e scoccia.

Mi scoccia pure il fatto che noi insegnanti siamo ANCORA visti come le maestrine dalla penna rossa. Sarà, ma nei paesi in cui ci sono più uomini a fare questo mestiere, questo lavoro non è visto così male.
Io sia questa settimana che la scorsa sono tornata a casa alle 19 tre volte, attaccando alle 8. Alla faccia dell'orario comodo........

E poi mi pare che nessuno abbia letto la lettera della prof fino in fondo. De Amicis è citabile solo nella prima parte :-)))) a me la seconda sembra una difesa della nostra professionalità, almeno lei ci ha provato a rispondere....invece a me ormai mancano le parole......


.....vado a mettermi avanti con la cena, và :-))))))(dal momento che alle 17 ho il corso di aggiornamento.....)...e magari passo anche l'aspirapolvere.....;-))))


Ultima modifica di Mrs.Hudson il Lun Mar 31, 2014 4:01 pm, modificato 2 volte (Ragione : incompleto)
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 4:04 pm

Vogliamo anche far notare ai colleghi maschi che subiscono la situazione e ai "sociologi" della sex responsivity (analisi veramente illuminante!), che gli stipendi degli insegnanti sono bassi perchè destinati in gran parte a donne lavoratrici e che tra gli insegnanti ci sono tante donne lavoratrici perchè le retribuzioni sono basse? Il legame "vantaggioso" donna-famiglia-lavoro a casa serve solo a giustificare questo banalissimo meccanismo.
Siamo fermissimi alla sex discrimination
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 4:09 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
E ci risiamo anche su questo luogo comune, che mi fa veramente imbelvire.

Decisamente questo può essere un vantaggio, ma perché mai si deve subito mettere le mani avanti pensando che riguardi solo le donne?

I padri sono completamente esonerati dalla responsabilità di dedicarsi alla famiglia e di occuparsi dei figli?

Sono sempre e solo le donne che devono preoccuparsi di scegliere il lavoretto modesto, comodo e dimesso, in maniera da avere tempo per occuparsi della famiglia... così i mariti sono liberi di dedicarsi integralmente al lavoro e di essere completamente assenti nella gestione concreta e quotidiana della famiglia stessa.

Ma che tristezza, francamente...

In teoria hai ragione, in pratica hai torto; il motivo è semplice: teoricamente non c'è motivo perchè una donna DEBBA occuparsi dei figli ed un uomo DEBBA delegarglielo; il fatto è che il 90 % delle volte le donne VOGLIONO occuparsene e gli uomini ne sono ben contenti.

Sarà per l'educazione sessista ? Sarà per l'indole materna ? Io propendo per la seconda sebbene la prima riconosco abbia un bel peso; nondimeno questa è la realtà.
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Lun Mar 31, 2014 4:10 pm

Mrs.Hudson ha scritto:
Innanzitutto rispondo a Dragonfly: certo che ne sono convinta, sì.

Sul resto, mi pare si stia andando un pochino off topic. Il discorso è che io mi trovo sempre più spesso nella condizione di dovermi DIFENDERE a causa del lavoro che faccio. Se io mi difendo, vuol dire che vengo attaccata. Mi sento, come dire, più esposta di prima. Sarà una mia sensazione da avvilimento primaverile, ma ecco, il commercialista forse è stato uno dei più benevoli che si sentono in giro, sì. E a me scoccia. Scoccia, scoccia e scoccia.

Mi scoccia pure il fatto che noi insegnanti siamo ANCORA visti come le maestrine dalla penna rossa. Sarà, ma nei paesi in cui ci sono più uomini a fare questo mestiere, questo lavoro non è visto così male.
Io sia questa settimana che la scorsa sono tornata a casa alle 19 tre volte, attaccando alle 8. Alla faccia dell'orario comodo........

E poi mi pare che nessuno abbia letto la lettera della prof fino in fondo. De Amicis è citabile solo nella prima parte :-)))) a me la seconda sembra una difesa della nostra professionalità, almeno lei ci ha provato a rispondere....invece a me ormai mancano le parole......


.....vado a mettermi avanti con la cena, và :-))))))(dal momento che alle 17 ho il corso di aggiornamento.....)...e magari passo anche l'aspirapolvere.....;-))))


che l'attacco alla categoria sia in aumento, non ci sono dubbi, ma temo così rimarrà finché non ci appiopperanno queste benedette 24 o 72 ore.
Ci sono poi da considerare diverse cose. Solleverò argomenti noti, ma ovvio che avere stipendi bassi come i nostri e vivere in un contesto in cui la cultura vale zero e alla scuola si chiede solo di sfornare operai e impiegati secondo l'ultima richiesta del mercato, non aiuta...
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Lettera di una prof arrabbiata
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