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 Lettera di una prof arrabbiata

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Mrs.Hudson



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MessaggioOggetto: Lettera di una prof arrabbiata   Dom Mar 30, 2014 7:03 pm

Promemoria primo messaggio :


Non so se è la sezione giusta, probabilmente è un off topic, nel qual caso chiedo scusa...

Venerdì sera ero a cena da amici, c'erano anche delle persone incontrate quella sera. Verso le undici e mezza mi sono alzata e ho detto : "Vi saluto, domani è una giornata pesante, ho cinque ore" e uno dei conoscenti si gira verso la moglie e sbuffa : "Cinque ore! Certo, non si può proprio fare, eh!!! Che fatica!!!" (lavoro del suddetto : commercialista (che in effetti lavorano un sacco, non lo voglio negare) cosicchè ho risposto : "Certo, cinque ore per un totale di centotrenta ragazzi diversi, e due tra le classi più difficili della scuola, insieme ad altre tre."

Ma non posso negare di avere avuto, dopo questo episodio, un momento di forte sconforto professionale.
A seguito di una chiacchierata con i colleghi, mi è stato inviato questo link :

http://www.focusjunior.it/parlo-con-tutti/veo/lettera-di-una-prof-arrabbiata

alcuni dei commenti mi hanno messo i brividi, e lo sconforto è aumentato ( contrariamente allo scopo di chi mi aveva inviato il link)

Mah! Come siamo messi male.....
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mar Apr 01, 2014 9:08 pm

Dragonfly_24 ha scritto:
ma io non ho detto questo…siete voi che leggete nelle mie parole un attacco al femminismo!!! io ho solo detto che una persona (va bene questo termine?o preferisce un essere un umano?) che sceglie, (e credo che a nessuno sia imposto dal medico), di fare l'insegnante, non abbia un impegno dalle 8 alle 18 per 5 giorni la settimana per 50 settimane l'anno… no?e per questo può avere più tempo per altro. io ho declinato famiglia per maggior empatia per questo ruolo! e dico magri famiglia perché vedo tanti ragazzi abbandonati a se stessi perché i genitori lavorano e sono obbligati, volenti o nolenti a stare 10 ore a scuola ma che preferirebbero altro. o che avrebbero bisogno altro!
e io non ho assolutamente detto che il maschio non debba occuparsi della famiglia (andate a rileggervi i miei post, era una vostra deduzione), anzi credo che debba occuparsi di tutta la vita domestica come la femmina!!!ok?
ma resta un dato di fatto che circa l'81% del corpo docenti sia femminile, percentuale che varia dall'infanzia in su ma che resta comunque con più della metà del corpo docenti fatto di femmine. come mai?


io però una risposta all'ultimo quesito te l'avevo data. Te la rinfresco:
"sono tutte donne perchè si guadagna poco, e si guadagna poco perchè sono tutte donne e, per tornare a bomba, sono denigrate dai commercialisti perchè guadagnano poco e sono quasi tutte donne..."

Donne sono anche la maggior parte delle badanti, che lavorano 12 ore spesso anche di notte. Perchè? Altro lavoro sottopagato e viziato dal pregiudizio (lasciamo perdere le ragioni scientifiche, per pietà!) che la funzione dell'accudimento (cui ancora si lega l'insegnamento) spetti alle donne, e che vada pagata poco perchè destinata a chi col proprio stipendio "arrotonda": ci si fa i capelli o al limite contribuisce a pagare qualche bolletta mentre il maschio va a caccia e mantiene la famiglia.
Vi ricordate quell'illuminato imprenditore che, qualche tempo fa, scelse di mettere in cassa integrazione solo le operaie perchè i maschi dovevano "campare la famiglia"?
Almeno sul fatto che sia pacifico che tutte le indagini confermano che il lavoro delle donne è pagato meno di quello degli uomini saremo d'accordo? Ne ha parlato perfino Obama in un recente discorso...

Un pregiudizio molto diffuso: vi farei leggere la poesiola che le maestre di mia figlia le hanno fatto imparare a memoria per la festa del papà! Mentre la mia piccola tenera balilla la recitava con un bel sorriso sulle labbra e un tenero ritmo cadenzato un gelido ghigno si è stampato sul volto di mamma e papà...


Ultima modifica di lucetta10 il Mar Apr 01, 2014 10:43 pm, modificato 3 volte
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mar Apr 01, 2014 9:08 pm

Citazione :
Ire, santa pazienza, te la vuoi fare una ragione del fatto che TU hai una mente creativa piuttosto che logica perché TU individualmente sei fatta così, e NON perché "sei femmina e si sa che le femmine sono fatte così" ????

ma che l'uomo abbia un corpo calloso più spesso in una determinata area del cerello è dimostrato con le immagini e con le indagini.

O forse hanno fatto indagini e immagini di un solo individio maschile per affermare quanto affermano?

Questa è una contestazione di affermazioni che si vivono male, non di oggettivi dati di fatto.

A me, e questa volta proprio a me non alle femmine in genere, il fatto che si dica che è un lavoro da donna quello che faccio riempie di orgoglio. Perchè un lavoro da donna è un lavoro sempre molto particolare dove si mettono in gioco mille abilità. il mio lavoro lo faccio bene, e soprattutto SONO una donna.  Se faccio un lavoro da donna che male c'è?

E se un lavoro da donna mi lascia del tempo per le mie cose, per quelle che amo fare e per quelle che sono costretta a fare, che male c'è?

Chi uomo voglia fare un lavoro da donna lo può fare, così come chi donna voglia fare un lavoro da uomo  e se non glielo permettono c'è una efficientissima rete di Consiglieri di parità tutti armi in resta per tutelare i diritti-  M che male c'è ad essere una donna?

(avrei molte più risposte alla domanda Ma che male c'è  ad essere un uomo)
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mar Apr 01, 2014 9:12 pm

Ire ha scritto:
non mi ritengo inferiore a nessuno per avere una mente creativa piuttosto che logica, così come non ritengo inferiore un uomo che ha un corpo calloso più spesso nell'area delle parole.

Ma a scuola che dite?  che chi è più portato per l'ambito scientifico è superiore a chi è più portato per l'ambito umanistico?

Ognuno ha proprie abilità e predisposizioni, non che non possa fare tutto, ma alcune cose gli vengono più semplici che altre.

Lo studio sulle diversità di genere semplicemente analizza questo.

Chi attribuisce all'una o all'altra predisposizione un carattere di superiorità è davvero limitato.
ma non per il genere cui appartiene.

ma come sempre mi faccio prendere dalla passione nel sostenere ciò in cui credo, non certo per Fede, sembra quasi che io debba convincere qualcuno.
Fate un po' voi. Vivo, mi muovo e lavoro secondo le mie idee e fino ad ora mi sono trovata molto bene. Probabilmente è lo stesso per voi. dov'è il problema?


Allora, di grazia, che ti confronti a fare?
Questi finalini tutti uguali quando ti si fa notare, con argomenti e ragionamenti, non con semplici aggressioni, che dici "corbellerie" sono leggermente ripetitivi...


Ultima modifica di lucetta10 il Mar Apr 01, 2014 9:19 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mar Apr 01, 2014 9:14 pm

Dragonfly_24 ha scritto:
ma la discussione era partita da un mio post…quindi mi piacerebbe poter intromettermi, sempre che non continuiate a discutere tra voi… e mi piacerebbe poter avere da voi delle risposte! ci sono dei vantaggi\piaceri\cose positive nel lavoro dell'insegnate?
Il lavoro dell'insegnante è troppo variegato per poter dare una risposta secca.
Avendo una classe buona non c'è dubbio che sia bellissimo veder crescere (anche solo a livello intellettuale) dei ragazzi/bambini.
Vedere  la luce che nei loro occhi si accende quando giunge "la comprensione" di quello che hai spiegato o quando ottengono un successo che non si aspettavano è estremamente gratificante.
Vivere in mezzo a dei giovani, godere del loro entusiasmo e della loro spensieratezza ti aiuta a superare le piccole e grandi difficoltà della vita.

Lavorare in un ambiente salubre (prima lavoravo in acciaieria) ha "il suo perchè"; gestire il tuo tempo di lavoro (quello oltre le 18 ore) nel modo che meglio credi è senz'altro apprezzabile.

Per contro se hai una classe zoo ... lasciamo perdere.

Lo stipendio poi è una vergogna; non che 1300 € oggi siano da buttare, ma è lo stipendio che un operaio full time sul centrale prende tranquillamente (se ha un contratto "old-stile") pur avendo la terza media; a noi invece chiedono la laurea e la specializzazione.

Se ci devi pagare casa (mutuo o affitto) e sei monoreddito, non credo che possano bastare.

Dobbiamo però ammettere che ogni lavoro ha le sue luci e le sue ombre; non si può godere del buono (privilegio ?) di un lavoro e non accettarne anche il cattivo.

Io l'ho scelto nella convinzione che un ultraquarantenne come me, che ha già raggiunto i propri obiettivi economici e che teme la disoccupazione in tarda età, entrando di ruolo, non possa che trarne vantaggio.

Non nascondo che nelle scuole dove insegno io ci sia poco da essere contenti; in effetti io vado al lavoro mal volentieri, ma oggi come oggi bisogna accontentarsi; c'è chi sta peggio.
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mar Apr 01, 2014 9:19 pm

Ire ha scritto:
Fate un po' voi. Vivo, mi muovo e lavoro secondo le mie idee e fino ad ora mi sono trovata molto bene. Probabilmente è lo stesso per voi. dov'è il problema

Il problema è esattamente quello che ti ho GIA' fatto notare e al quale tu eviti accuratamente di argomentare pro o contro.

Ossia, il fatto che tu prendi le tue personalissime inclinazioni private, le cose che piacciono a te, e le scelte di vita che hai fatto tu, come INDIVIDUO, e automaticamente le estendi a tutto il sesso femminile o comunque a vastissime categorie di persone che con te non c'entrano niente... e che magari hanno fatto quelle scelte o hanno seguito quelle inclinazioni per motivi completamente diversi da quelli che hanno guidato te.

Non è ancora chiaro?

Ah, aggiungo marginalmente: adesso ribadisci addirittura di "fare un lavoro da donna", dando per scontato che esistano i lavori da donna e i lavori da uomo; però, nel corso di diversi anni, che lavoro fai non ce l'hai mica mai spiegato.

L.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Mar Apr 01, 2014 9:22 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mar Apr 01, 2014 9:21 pm

Ire ha scritto:
ma che l'uomo abbia un corpo calloso più spesso in una determinata area del cerello è dimostrato con le immagini e con le indagini.
In buona sostanza noi uomini abbiamo la testa dura.
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mar Apr 01, 2014 10:22 pm

avidodinformazioni ha scritto:

In buona sostanza noi uomini abbiamo la testa dura.
In buona sostanza si può dire così :-)
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mar Apr 01, 2014 10:41 pm

Lavori da donne, lavori da uomini... Ma che davvero...? Boh.
Esiste un libro che parla degli stereotipi di genere che si possono trovare nei libri per la scuola primaria. Spesso i padri sono ingegneri, scienziati, medici, mentre le mamme fanno i biscotti, sono sempre premurose e danno sempre il bacio della buonanotte ai figli.
Questo modo di rappresentare le figure genitoriali sta cambiando, per fortuna. Ma pensiamo a quando eravamo bambini noi, a quante ne abbiamo viste di immagini così.
Le nostre convinzioni e presunte predisposizioni non sono altro che il risultato delle nostre esperienze culturali. La genetica non c'entra niente, se non a rendere ogni individuo unico dal punto di vista delle proprie personalissime caratteristiche fisiche e psichiche.
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mar Apr 01, 2014 10:55 pm

misia113 ha scritto:
Lavori da donne, lavori da uomini... Ma che davvero...? Boh.
Esiste un libro che parla degli stereotipi di genere che si possono trovare nei libri per la scuola primaria. Spesso i padri sono ingegneri, scienziati, medici, mentre le mamme fanno i biscotti, sono sempre premurose e danno sempre il bacio della buonanotte ai figli.
Questo modo di rappresentare le figure genitoriali sta cambiando, per fortuna. Ma pensiamo a quando eravamo bambini noi, a quante ne abbiamo viste di immagini così.

"Dalla parte delle bambine", di Elena Gianini Belotti;

"Maschio per obbligo", di Carla Ravaioli;

...entrambi dell'anno di grazia 1973, più di 40 anni fa.

Il primo è stato ristampato più volte e lo si trova ovunque... il secondo purtroppo no, e io ce l'ho solo per la coincidenza casuale di averlo trovato sul banco di un mercatino dell'usato quando era già introvabile 15 anni fa.

Lisa
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mar Apr 01, 2014 11:12 pm

Io ho Educazione Sessista, di Irene Biemmi. Devo ancora leggerlo, per adesso l'ho soltanto sfogliato.
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 12:18 am

misia113 ha scritto:
Io ho Educazione Sessista, di Irene Biemmi. Devo ancora leggerlo, per adesso l'ho soltanto sfogliato.
Io ho play boy; anch'io per ora l'ho solo sfogliato e guardato le figure.


PS è una battuta .... mi scappava .... sono incontinente.
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 8:05 am

:-)
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 8:16 am

Il problema grosso nei vostri discorsi è quello di voler negare le differenze.

ciò che invece stanno cercando di fare quelli che si occupano di studi e politica di genere, di amministrazione e sanità di genere, di bilanci di genere e di diritto di genere è di superare lo stereotipo radicatosi, come dice paniscus sulla base dei bellissimi documenti,40 anni fa, quando ci si accorse che già dal primo ventennio del ventesimo secolo c'erano leggi anti discriminatorie che nessuno teneva in considerazione.

Si corse ai ripari e, come in tutte le corse poco oculate, si finì per non riuscire a fermarsi al traguardo
che era quello di:

conferire e riconoscere a uomini e donne e.. pari dignità sociale e personale, pari diritti di espressione e manifestazione ma portando il massimo rispetto e tutela per le diversità fisiologiche e psicologiche esistenti tra i generi (che in base al sesso cominciano ad essere considerati tre non più due)
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 2:04 pm

Quando ho evidenziato "vantaggi" non volevo dire che non ci fossero oggettivi vantaggi in termini di organizzazione oraria, anche se vedo sempre più prevalere il "lavoro notturno", che però non è retribuito maggiormente di quello diurno!! Sarà colpa mia, perchè la mia organizzazione personale e familiare fa sì che sia sempre la notte il momento migliore per correggere verifiche e preparare lezioni...

Intendevo solo aggiungere tale parola al campo semantico evidenziato dalla collega! Così, perchè mi pareva che stesse bene...

Detto ciò: certo che in termini di impegno fuori casa si sta sotto la media di molti altri lavori (mica tutti!), ma in termini di impegno complessivo, sia di ore che di tipologia... mi pare che siamo ben oltre la media!
Mi capita di tornare a casa e dire "ohh, avevo la pipì dalle 10!!" Di solito mio marito mi chiede perchè non sono andata a farla e ancora non può capire che, salvo necessità veramente improrogabili, non posso lasciare la classe...
Vedo amiche trascorrere 8-9 ore in ufficio ma avere il tempo per una telefonata, un pensiero altro dal lavoro, un'email privata... Quando sono in classe, la mia mente è tutta concentrata lì, non posso permettermi un pensiero lontano... Concentrazione totale e totalizzante. Non credo capiti solo a me...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 2:20 pm

Atene ha scritto:
Quando ho evidenziato "vantaggi" non volevo dire che non ci fossero oggettivi vantaggi in termini di organizzazione oraria, anche se  vedo sempre più prevalere il "lavoro notturno", che però non è retribuito maggiormente di quello diurno!! Sarà colpa mia, perchè la mia organizzazione personale e familiare fa sì che sia sempre la notte il momento migliore per correggere verifiche e preparare lezioni...

Intendevo solo aggiungere tale parola al campo semantico evidenziato dalla collega! Così, perchè mi pareva che stesse bene...

Detto ciò: certo che in termini di impegno fuori casa si sta sotto la media di molti altri lavori (mica tutti!), ma in termini di impegno complessivo, sia di ore che di tipologia... mi pare che siamo ben oltre la media!
Mi capita di tornare a casa e dire "ohh, avevo la pipì dalle 10!!" Di solito mio marito mi chiede perchè non sono andata a farla e ancora non può capire che, salvo necessità veramente improrogabili, non posso lasciare la classe...
Vedo amiche trascorrere 8-9 ore in ufficio ma avere il tempo per una telefonata, un pensiero altro dal lavoro, un'email privata... Quando sono in classe, la mia mente è tutta concentrata lì, non posso permettermi un pensiero lontano... Concentrazione totale e totalizzante. Non credo capiti solo a me...


Per quello che vale, la collega integra volentieri nel campo semantico e capisce bene quale fosse la ratio
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 2:25 pm

lucetta10 ha scritto:
Atene ha scritto:
Quando ho evidenziato "vantaggi" non volevo dire che non ci fossero oggettivi vantaggi in termini di organizzazione oraria, anche se  vedo sempre più prevalere il "lavoro notturno", che però non è retribuito maggiormente di quello diurno!! Sarà colpa mia, perchè la mia organizzazione personale e familiare fa sì che sia sempre la notte il momento migliore per correggere verifiche e preparare lezioni...

Intendevo solo aggiungere tale parola al campo semantico evidenziato dalla collega! Così, perchè mi pareva che stesse bene...

Detto ciò: certo che in termini di impegno fuori casa si sta sotto la media di molti altri lavori (mica tutti!), ma in termini di impegno complessivo, sia di ore che di tipologia... mi pare che siamo ben oltre la media!
Mi capita di tornare a casa e dire "ohh, avevo la pipì dalle 10!!" Di solito mio marito mi chiede perchè non sono andata a farla e ancora non può capire che, salvo necessità veramente improrogabili, non posso lasciare la classe...
Vedo amiche trascorrere 8-9 ore in ufficio ma avere il tempo per una telefonata, un pensiero altro dal lavoro, un'email privata... Quando sono in classe, la mia mente è tutta concentrata lì, non posso permettermi un pensiero lontano... Concentrazione totale e totalizzante. Non credo capiti solo a me...


Per quello che vale, la collega integra volentieri nel campo semantico e capisce bene quale fosse la ratio

:-)
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 3:04 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
Ire, santa pazienza, te la vuoi fare una ragione del fatto che TU hai una mente creativa piuttosto che logica perché TU individualmente sei fatta così, e NON perché "sei femmina e si sa che le femmine sono fatte così" ????

ma che l'uomo abbia un corpo calloso più spesso in una determinata area del cerello è dimostrato con le immagini e con le indagini.

O forse hanno fatto indagini e immagini di un solo individio maschile per affermare quanto affermano?

Questa è una contestazione di affermazioni che si vivono male, non di oggettivi dati di fatto.

A me, e questa volta proprio a me non alle femmine in genere, il fatto che si dica che è un lavoro da donna quello che faccio riempie di orgoglio. Perchè un lavoro da donna è un lavoro sempre molto particolare dove si mettono in gioco mille abilità. il mio lavoro lo faccio bene, e soprattutto SONO una donna.  Se faccio un lavoro da donna che male c'è?

E se un lavoro da donna mi lascia del tempo per le mie cose, per quelle che amo fare e per quelle che sono costretta a fare, che male c'è?

Chi uomo voglia fare un lavoro da donna lo può fare, così come chi donna voglia fare un lavoro da uomo  e se non glielo permettono c'è una efficientissima rete di Consiglieri di parità tutti armi in resta per tutelare i diritti-  M che male c'è ad essere una donna?

(avrei molte più risposte alla domanda Ma che male c'è  ad essere un uomo)
Ire, abbi pazienza, ma te la canti e te la suoni da sola!! Chi ha mai detto che ci sia qualche cosa di male ad essere donna o ad essere uomo???
I concetti di "lavoro da donna" e "lavoro da uomo" mi fanno rabbrividire!! Puoi fare una lista delle diverse attività classificabili come femminili e come maschili?? Non oso pensare cosa ne possa uscire fuori!!
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 3:25 pm

Ire ha scritto:
Il problema grosso nei vostri discorsi è quello di voler negare le differenze.

ciò che invece stanno cercando di fare quelli che si occupano di studi e politica di genere, di amministrazione e sanità di genere, di bilanci di genere e di diritto di genere è di superare lo stereotipo radicatosi, come dice paniscus sulla base dei bellissimi documenti,40 anni fa, quando ci si accorse che già dal primo ventennio del ventesimo secolo c'erano leggi anti discriminatorie che nessuno teneva in considerazione.

Si corse ai ripari e, come in tutte le corse poco oculate, si finì per non riuscire a fermarsi al traguardo
che era quello di:

conferire e riconoscere a uomini e donne e.. pari dignità sociale e personale, pari diritti di espressione e manifestazione ma portando il massimo rispetto e tutela per le diversità fisiologiche e psicologiche esistenti tra i generi (che in base al sesso cominciano ad essere considerati tre non più due)
Invece il problema enorme nei tuoi discorsi è quello di non voler capire quanto ti viene contestato!
Nessuno nega le differenze esistenti tra uomo e donna, ma anche tra uomo e uomo e tra donna e donna, tu ne fai un discorso di differenziazione di genere, noi di differenziazione di individui pensanti a prescindere al sesso......sta qui la semplice e sostanziale differenza tra ciò che dici tu e ciò che sostengo io.

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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 4:55 pm

come ho già avuto modo di dire ad una tua collega, e mi soffermo a dirlo anche a te per prendermi un momento di pausa dalla fatica immane che ho fatto a sostituire il miscelatore del lavabo che si era rotto, (da donna sola con tre figli altrimenti impegnati faccio questo ed altro in casa mia!- settimana scorsa ho imbiancato le pareti e ti farei vedere con che ingegno ho riparato una cassapanca sfondata) quello che contesti a me lo possiamo trasferire su di te in un attimo:

Non nego affatto le differenze esistenti tra uomo e uomo e donna e donna ma anche quelle di genere, perchè, a prescindere dal genere di appartenenza siamo individui pensanti, ognuno a modo suo, particolare ed ineguagliabile, con predisposizioni un po' diverse conseguenti a:
fatti neurobiologici
ormonali
morfologici e
culturali

sta qui la semplice differenza tra ciò che dici tu e ciò che dico io.

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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 5:01 pm

Ire ha scritto:
conferire e riconoscere a uomini e donne e.. pari dignità sociale e personale, pari diritti di espressione e manifestazione ma portando il massimo rispetto e tutela per le diversità fisiologiche e psicologiche esistenti tra i generi

E tra le "diversità fisiologiche e psicologiche esistenti tra i generi" ci fai rientrare anche la certezza assoluta che le faccende di casa spettino alle donne?

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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 5:15 pm

Ire ha scritto:
come ho già avuto modo di dire ad una tua collega, e mi soffermo a dirlo anche a te per prendermi un momento di pausa dalla fatica immane che ho fatto a sostituire il miscelatore del lavabo che si era rotto, (da donna sola con tre figli altrimenti impegnati faccio questo ed altro in casa mia!- settimana scorsa ho imbiancato le pareti e ti farei vedere con che ingegno ho riparato una cassapanca sfondata) quello che contesti a me lo possiamo trasferire su di te in un attimo:

Non nego affatto le differenze esistenti tra uomo e uomo e donna e donna  ma anche quelle di genere, perchè, a prescindere dal genere di appartenenza siamo individui pensanti, ognuno a modo suo, particolare ed ineguagliabile, con predisposizioni un po' diverse conseguenti a:
fatti neurobiologici
ormonali
morfologici e
culturali

sta qui la semplice differenza tra ciò che dici tu e ciò che dico io.

Sono le predisposizioni differenti per cause neurobologiche e ormonali che continuano a farmi rabbrividire se insisti sulle differenze di genere!!

PS) Ero in attesa della lista "lavori da uomo" e "lavori da donna", puoi inserire nel prossimo post?
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 5:24 pm

@giovanna, proprio a proposito del miscelatore che ho sostituito:

ieri mi ero arenata perchè dovevo svitare una ghiera piuttosto grossa e con le mani piccoline che mi ritrovo non riuscivo ad afferrare i due manici della pinza.
Ho cercato soluzioni creative ma ho fatto una fatica ignobile e non sono proprio riuscita.

Mio figlio, in meno di mezzo minuto ha risolto il problema.

Per me quello è un lavoro che è meglio faccia un uomo..... poi io sono costretta a fare di necessità virtù e mi adatto ma questa sera l'ultima stretta la dovrà dare lui con le sue manone.
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 5:49 pm

Chiedo scusa Ire, ma secondo me il tuo ultimo discorso non ha molto senso. Le grosse manone allora servono anche a strizzare meglio gli stracci per pulire il pavimento, per sorreggere il manico dell'aspirapolvere e perfino per cullare un neonato!
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 5:55 pm

misia113 ha scritto:
Chiedo scusa Ire, ma secondo me il tuo ultimo discorso non ha molto senso. Le grosse manone allora servono anche a strizzare meglio gli stracci per pulire il pavimento, per sorreggere il manico dell'aspirapolvere e perfino per cullare un neonato!

... e per strangolare una moglie...

Non insisterei sulle maggiori capacità fisiche del maschio, perchè non si sancisce solo una differenza, ma si arriva, inevitabilmente, a stabilire una gerarchia muscolare basata sulla forza, e quindi alla prevaricazione fisica
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 6:21 pm

Sentite, si può tornare al punto da cui era partita la discussione?

Si parlava dell'insegnamento come lavoro "leggero" che impegna poche ore al giorno.

Indipendentemente che questo sia vero o no, si è finito col sostenere che questo sarebbe un vantaggio NON per il lavoratore in generale (che in tal modo può organizzarsi i tempi in maniera più elastica e alternare un'attività all'altra)... ma che sarebbe un vantaggio soprattutto "per le donne", perché si sa che queste, oltre agli impegni di lavoro, devono anche trovare del tempo per dedicarsi alla famiglia e alla casa.

Allora io ho obiettato sul perché mai la possibilità di avere più tempo da dedicare alla famiglia o alla casa (o anche a se stessi, e ai più sacrosanti cavoli propri) dovrebbe essere considerato un vantaggio appetibilissimo SOLO per le donne, o "soprattutto" per le donne...

...e non anche per gli uomini, che a loro volta dovrebbero essere contentissimi di avere più tempo libero, o comunque tempo libero più elastico, per dedicarsi alla vita privata propria e della propria famiglia.

Ho chiesto più volte una risposta su questo punto, e mi è stato risposto, nell'ordine:

- che la donna deve allattare e l'uomo no (e questo non capisco che cosa c'entri con la gestione a lungo termine delle attività domestiche quando i figli sono già in età scolare e non sono più allattati da un pezzo),

- che esistono evidenze di RMN, TAC, PET, e magari anche POF, PEP, PON, PDP e BES, che dicono che alcune aree cerebrali hanno una mappatura un po' diversa tra maschi e femmine (e questo non capisco che cosa c'entri con la decisione su chi dei due debba preoccuparsi tutti i giorni di far trovare al figlio i vestiti di ricambio puliti e stirati, o di accompagnarlo all'allenamento di pallavolo);

- che i maschi hanno le mani più grosse e una forza muscolare maggiore delle femmine (e questo non capisco che cosa c'entri con l'orario di lavoro di un impiegato maschio rispetto a quello di un'insegnante femmina, e con l'opportunità che sia sempre quest'ultima a fare le faccende di casa).

Aspetto ancora chiarimenti, ma ormai non ci spero più.

L.

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Lettera di una prof arrabbiata
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