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 Lettera di una prof arrabbiata

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AutoreMessaggio
Mrs.Hudson



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MessaggioOggetto: Lettera di una prof arrabbiata   Dom Mar 30, 2014 7:03 pm

Promemoria primo messaggio :


Non so se è la sezione giusta, probabilmente è un off topic, nel qual caso chiedo scusa...

Venerdì sera ero a cena da amici, c'erano anche delle persone incontrate quella sera. Verso le undici e mezza mi sono alzata e ho detto : "Vi saluto, domani è una giornata pesante, ho cinque ore" e uno dei conoscenti si gira verso la moglie e sbuffa : "Cinque ore! Certo, non si può proprio fare, eh!!! Che fatica!!!" (lavoro del suddetto : commercialista (che in effetti lavorano un sacco, non lo voglio negare) cosicchè ho risposto : "Certo, cinque ore per un totale di centotrenta ragazzi diversi, e due tra le classi più difficili della scuola, insieme ad altre tre."

Ma non posso negare di avere avuto, dopo questo episodio, un momento di forte sconforto professionale.
A seguito di una chiacchierata con i colleghi, mi è stato inviato questo link :

http://www.focusjunior.it/parlo-con-tutti/veo/lettera-di-una-prof-arrabbiata

alcuni dei commenti mi hanno messo i brividi, e lo sconforto è aumentato ( contrariamente allo scopo di chi mi aveva inviato il link)

Mah! Come siamo messi male.....
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AutoreMessaggio
lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 6:39 pm

Mi pare evidente che per i non pochi che sostengono lo status quo, la ragione del vantaggio ++ in un lavoro leggero per le donne, contro un semplice vantaggio + per gli uomini, stia nel fatto che le donne sarebbero condannate al doppio lavoro: uno fuori casa (retribuito meno di quello dei maschi perchè "vantaggioso" e non indispensabile al bilancio familiare) e un secondo a tempo pieno h24 (non retribuito del tutto) in famiglia.

Ammesso e non concesso che questo sia vero per tutti (mi auguro caldamente di no), dovrebbe forse essere questa una ragione per auspicare che le donne abbiano lavori che le tengano maggiormente fuori casa, non certo caldeggiare che si perpetui questa situazione che, lungi dall'avere ragioni fisiologiche, biologiche o varie, ha solo ragioni culturali, che ormai dovremmo respingere come sotto-culturali.

Quindi se ne esce solo con uno svantaggio: tenersi la (bassa) considerazione di avere un lavoro con orario comodo (sotterraneamente denigrato e considerato non all'altezza di uno con orario più lungo); oppure andarsi a cercare il lavoro con l'orario più punitivo, per lavare l'onta di un "vantaggio" che nasconde uno svantaggio.

Il bello, mi viene da aggiungere, è che chi sostiene che la donna sarebbe avvantaggiata da un lavoro con un orario più flessibile, in genere respinge anche presunti "privilegi" come le quote rosa o la diversa età di pensionamento (ormai remoto ricordo)
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 8:08 pm

paniscus 2.0 ha scritto:
- che i maschi hanno le mani più grosse e una forza muscolare maggiore delle femmine (e questo non capisco che cosa c'entri con l'orario di lavoro di un impiegato maschio rispetto a quello di un'insegnante femmina, e con l'opportunità che sia sempre quest'ultima a fare le faccende di casa).

Hai fatto un po' di confusione.

questa cosa (e a dire la verità anche tante altre) era rivolta a giovanna (@giovanna) non puoi venire a lamentarti che ad una precisa domanda TI è stato risposto e poi andare a pescare random in discorsi che con la tua domanda non c'entrano nulla. Se non sono risposte per te lasciale dove sono perchè per forza poi non ti ci ritrovi.

questa era una risposta immediata e provata sulla mia pelle di quale potrebbe essere un lavoro da uomo ed era una risposta ad una domanda di giovanna onnis.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 8:15 pm

Infatti e mi è piaciuta molto la contro-risposta di Misia a proposito delle "manone"......la copio perchè è troppo carina:
"Chiedo scusa Ire, ma secondo me il tuo ultimo discorso non ha molto senso. Le grosse manone allora servono anche a strizzare meglio gli stracci per pulire il pavimento, per sorreggere il manico dell'aspirapolvere e perfino per cullare un neonato!"......BRAVA e simpatica Misia!!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 8:41 pm

mi si era chiesto un esempio di lavoro da uomo, e secondo me un lavoro che preveda molta forza muscolare e grandi dimensioni è più adatto ad un uomo.

come io faccio l'idraulico, lui può fare il ricamo al corredino, chi lo vieta?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 9:37 pm

Ire ha scritto:
paniscus 2.0 ha scritto:
- che i maschi hanno le mani più grosse e una forza muscolare maggiore delle femmine (e questo non capisco che cosa c'entri con l'orario di lavoro di un impiegato maschio rispetto a quello di un'insegnante femmina, e con l'opportunità che sia sempre quest'ultima a fare le faccende di casa)

Hai fatto un po' di confusione.

questa cosa (e a dire la verità anche tante altre) era rivolta a giovanna  (@giovanna)  non puoi venire a lamentarti che ad una precisa domanda TI è stato risposto e poi andare a pescare random in discorsi che con la tua domanda non c'entrano nulla.  Se non sono risposte per te lasciale dove sono perchè per forza poi non ti ci ritrovi.

questa era una risposta immediata e provata sulla mia pelle di quale potrebbe essere un lavoro da uomo ed era una risposta ad una domanda di giovanna onnis.

Veramente non sono io che ho fatto confusione, sei tu che forse non hai capito bene che cosa sia un forum e come funzioni la discussione su un mezzo del genere (nonostante la tua plurivantata e pluriribadita grande esperienza di dinamiche di rete, tanto da essere qualificata per andare a tenere laboratori formativi nelle scuole).

Il forum (o il gruppo di discussione, o la mailing list, o i simili) non è un canale per dialogare in privato, in cui ognuno risponde solo alle domande che sono state rivolte personalmente a lui. Sul forum si fanno discussioni DI GRUPPO, e chiunque può benissimo intervenire a qualsiasi punto della discussione, se ritiene di avere qualcosa di significativo da aggiungere in quel momento, o da commentare su ciò che è stato detto.

Siccome le domande che ti ha fatto Giovanna sono quasi esattamente uguali alle mie (o anche a quelle di lucetta, o di Paolo, o di diversi altri), la tua pretesa di rispondere separatamente all'una o all'altra, e di ritenere il mio intervento inopportuno "perché in realtà stavi parlando con giovanna e non con me", mi sembra quantomeno un'arrampicata sugli specchi lucidati con lana molto caprina.

In ogni caso, visto che non accetti che io mi inserisca in quella che ritieni essere una discussione personale tra te e giovanna, ti rifaccio per l'ennesima volta la stessa domanda io, e vediamo se ti degni di rispondere a me:

POSTO CHE CERTE DIFFERENZE NEUROLOGICHE INNATE ESISTANO DAVVERO, COSA C'ENTRANO CON IL FATTO CHE CERTE ATTIVITA' LAVORATIVE (considerate leggere, comode, poco impegnative e accessorie e che lasciano più tempo per fare altro) SIANO DA CONSIDERARE "IDEALI PER LE DONNE", E NON VANTAGGIOSE IN GENERALE ANCHE PER CHIUNQUE ALTRO????

Il parto e l'allattamento non c'entrano, perché comunque si presume che la donna in quel periodo interrompa comunque il lavoro e stia provvisoriamente a casa, SIA che faccia un lavoro leggero SIA che faccia un lavoro pesante.

Le fatiche muscolari non c'entrano, perché altrimenti non si spiegherebbe come mai la femmina sia più adatta del maschio ad arrampicarsi sugli sgabelli per lavare le vetrate di casa o a chinarsi per strofinare il parquet, mentre il marito può starsene 8 o 9 ore al giorno seduto a una scrivania d'ufficio.

E allora?

L.

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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 9:54 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Le fatiche muscolari non c'entrano, perché altrimenti non si spiegherebbe come mai la femmina sia più adatta del maschio ad arrampicarsi sugli sgabelli per lavare le vetrate di casa o a chinarsi per strofinare il parquet, mentre il marito può starsene 8 o 9 ore al giorno seduto a una scrivania d'ufficio.
Abbiamo i glutei (muscoli) molto sviluppati.
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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 10:18 pm

lucetta10 ha scritto:
Il bello, mi viene da aggiungere, è che chi sostiene che la donna sarebbe avvantaggiata da un lavoro con un orario più flessibile, in genere respinge anche presunti "privilegi" come le quote rosa o la diversa età di pensionamento (ormai remoto ricordo)

A questo proposito, ricordo che, in origine, le motivazioni per cui era stata introdotta la differenza di età pensionabile erano proprio queste. Ovvero, l'idea largamente diffusa, che "la donna invecchia prima" (cioè, a 60 anni un maschio è ancora vigoroso mentre una femmina è una vecchia ciabatta buona solo per fare la calza ai nipotini) e che comunque "la donna si stanca prima" (perché lo sanno tutti che è destinata per tutta la vita a fare il doppio lavoro, mentre l'uomo no).

Oltretutto faccio presente che mediamente le femmine vivono di più, e che nella vecchiaia tendono ad essere più sane e più attive dei maschi, quindi semmai avrebbe dovuto essere il contrario... le nonne a continuare a dare il meglio di sé nel lavoro e nella vita sociale, e i nonni in pensionamento precoce a giocare coi nipotini!

Ovvero, forse non ce lo ricordiamo più, ma vi rendete conto che fino a pochi anni fa è stata in vigore una LEGGE DELLO STATO basata su queste mirabolanti evidenze scientifiche, che fanno il paio con quelle secondo cui "i negri hanno la musica nel sangue" o "i cinesi si assomigliano tutti"?

Per arrivare a metterla in dubbio c'è voluta solo una crisi economica devastante, per cui qualunque scusa era buona per ritardare l'età di pensionamento per chiunque. Allora, e solo allora, è stata smantellata evocando gli spettri vendicativi dell'opinione pubblica contro quelle parassite di femmine che vanno in pensione prima e che vengono mantenute per più anni con i contributi pagati dai poveri maschi vessati e costretti a lavorare di più...



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Mer Apr 02, 2014 11:55 pm

Comunque ci sono anche colleghe che sostengono che questa differenziazione fosse giusta, perchè la donna a casa tra i nipotini e magari un genitore invalido da accudire ha tante cose da fare, mentre l'uomo, se non va al lavoro, passa la giornata davanti alla televisione o al bar. Gli stereotipi sono quelli che sono, hanno origini storico-culturali e spesso sono alimentati da persone insospettabili e per ragioni diverse.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Lettera di una prof arrabbiata   Gio Apr 03, 2014 8:26 am

paniscus 2.0 ha scritto:
Il forum (o il gruppo di discussione, o la mailing list, o i simili) non è un canale per dialogare in privato, in cui ognuno risponde solo alle domande che sono state rivolte personalmente a lui. Sul forum si fanno discussioni DI GRUPPO, e chiunque può benissimo intervenire a qualsiasi punto della discussione, se ritiene di avere qualcosa di significativo da aggiungere in quel momento, o da commentare su ciò che è stato detto.

hai senz'altro ragione, infatti qui si dialoga con tutti, se una persona fa una domanda e qualcuno desidera rispondere può farlo. Ma non è detto che si debba avere voglia di rispondere a  tutti. E non ha senso fare una domanda e andarsi a ricavare la risposta che era destinata a risolvere altri quesiti.

Su un forum si può anche non ricevere risposte, sai. Magari perchè non c'è nessuno che trova stimolante l'argomento, o magari perchè............... quel giorno va così.

E' anche piuttosto antipatico essere ripresi per aver o non aver risposto.
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