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 Vicepreside: compiti e limiti

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bafometto



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MessaggioOggetto: Vicepreside: compiti e limiti   Gio Apr 03, 2014 5:49 pm

Innanzitutto spero che questa sia la sezione giusta.
Vorrei sapere quali "confini" ha l'operato del cosiddetto vicepreside, ma mi spiego meglio... Nella mia scuola il collaboratore del preside, persona prepotente e maleducata, si sente autorizzato a comandare in tutto e per tutto come se la
Scuola fosse un suo fortino, e in un certo senso lo è dato che si è arrogato questo "ruolo".
Però vorrei sapere se questo comportamento è lecito oppure se il vicepreside, in quanto insegnante come gli altri, ha solo compiti burocratici e amministrativi e non direttivi (fai questo, fai quello, esprimere commenti e giudizi non richiesti ecc.).
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Vicepreside: compiti e limiti   Gio Apr 03, 2014 6:02 pm

in assenza del preside fa le sue veci, quindi ha pieni poteri di vicerè
io però ho sempre creduto che senza la volontà del collegio dei docenti non può "regnare"
quindi in teoria il despota ereditario potrebbe essere spodestato
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Vicepreside: compiti e limiti   Gio Apr 03, 2014 6:20 pm

Esattamente come dice Paolo e non è così difficile spodestarlo se esiste un CdD che fa valere i propri diritti
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flo



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MessaggioOggetto: Re: Vicepreside: compiti e limiti   Gio Apr 03, 2014 6:32 pm

Citazione :
Vorrei sapere quali "confini" ha l'operato del cosiddetto vicepreside...
Dipende quale nomina e deleghe al docente, con funzioni di collaboratore vicario, siano state conferite dal DS in base alle prerogative dirigenziali ex D.lgs 165/2001.
Tale incarico viene affidato dal DS su base fiduciaria e non è più tra le competenze del Collegio dei Docenti votare in merito alla nomina dei collaboratori del DS; con l’autonomia e la dirigenza la situazione è cambiata, nel senso che i collaboratori non sono più eletti dal Collegio ma scelti dal dirigente stesso.

Detto questo, il comportamento "dittatoriale", per mia esperienza, non ritengo sia caratteristica/prerogativa dell'incarico, ma sia connaturato al carattere individuale...
certamente certi comportamenti possono essere acuiti e accentuati dalla percezione del proprio "potere" (vero o presunto che sia...)

Come docenti occorrerebbe far arrivare il messaggio al dirigente, a cui spetta la decisione di conferire tale incarico.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Vicepreside: compiti e limiti   Gio Apr 03, 2014 6:39 pm

flo ha scritto:
Citazione :
Vorrei sapere quali "confini" ha l'operato del cosiddetto vicepreside...
Dipende quale nomina e deleghe al docente, con funzioni di collaboratore vicario, siano state conferite dal DS in base alle prerogative dirigenziali ex D.lgs 165/2001.
Tale incarico viene affidato dal DS su base fiduciaria e non è più tra le competenze del Collegio dei Docenti votare in merito alla nomina dei collaboratori del DS; con l’autonomia e la dirigenza la situazione è cambiata, nel senso che i collaboratori non sono più eletti dal Collegio ma scelti dal dirigente.

Detto questo, il comportamento "dittatoriale" non credo, per mia esperienza, sia prerogativa dell'incarico, ma sia connaturato al carattere individuale...
certamente certi comportamenti possono essere acuiti e accentuati dalla percezione del proprio "potere" (vero o presunto che sia...)
...e su questo si può intervenire Flo, se agisce con "abuso di potere".....era in questo senso che ho usato il termine "spodestare" sapendo bene che la nomina dei collaboratori è prerogativa del DS e non del CdD, ma sono i docenti che possono legalmente (normativa alla mano) ridimensionare il "dittatore"
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flo



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MessaggioOggetto: Re: Vicepreside: compiti e limiti   Gio Apr 03, 2014 7:00 pm

giovanna onnis ha scritto:
...e su questo si può intervenire Flo,  se agisce con "abuso di potere".....era in questo senso che ho usato il termine "spodestare" sapendo bene che la nomina dei collaboratori è prerogativa del DS e non del CdD, ma sono i docenti che possono legalmente (normativa alla mano) ridimensionare il "dittatore"
Certo Giovanna,
se i comportamenti adottati si configurano come "abuso di potere" e sono in contrasto con quanto dispone il "Codice di comportamento dipendenti pubblici" ("...Il dipendente svolge i propri compiti nel rispetto della legge, perseguendo l'interesse pubblico senza abusare della posizione o dei poteri di cui e' titolare.")

Codice di comportamento PA

in via teorica è possibile, occorre poi vedere, alla prova dei fatti, quanto compatto sia il CdD rispetto a tale iniziativa, che comporta, comunque, di confrontarsi con il DS sull'operato del docente che ha individuato come "degno della sua fiducia"...
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MessaggioOggetto: Re: Vicepreside: compiti e limiti   Gio Apr 03, 2014 10:00 pm

Il problema è sicuramente causato da un'inconsapevolezza del collaboratore vicario in merito al proprio ruolo. Il vicepreside è sicuramente una figura a cui compete un "potere" non trascurabile, in quanto deve rispondere solo al Dirigente Scolastico. Sono pochissime le funzioni in cui il collaboratore vicario può surrogare il Dirigente Scolastico.

C'è però una differenza sostanziale: mentre il Dirigente Scolastico, almeno per definizione, è una persona che ha una competenza, conosce le norme, conosce i propri poteri e i propri limiti, a prescindere dagli abusi e dall'incompetenza de facto, il collaboratore vicario è una figura che non ha seguito un iter formativo. E' stato semplicemente individuato dal Dirigente Scolastico fra le persone in grado di affiancarlo e surrogarlo in determinate funzioni. Questo non implica necessariamente che il collaboratore vicario sia una persona competente e in grado di relazionarsi. Talvolta lo è, talvolta è anche un collega più in gamba dello stesso Dirigente Scolastico. Talvolta non lo è, perché la scelta fatta dal DS è in fondo una scelta di comodo: nomino vicario chi mi ispira più fiducia nell'applicazione delle mie direttive. Tutto il resto è marginale.
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MessaggioOggetto: Re: Vicepreside: compiti e limiti   Gio Apr 03, 2014 10:06 pm

Aggiungo che a mio parere il Collegio dei Docenti può fare veramente poco se non "lamentare" e far verbalizzare un malcontento generale che può solo sperare nell'umanità del Dirigente Scolastico.

La sola via per superare difficoltà associate ad eventuali abusi è quella di far valere i propri diritti prima con un approccio informale (ovvero invitare cortesemente il collega-vicario a stare nei binari che competono alla sua funzione), poi con un approccio di carattere amministrativo-legale (in caso di evidenti illeciti).
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bafometto



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MessaggioOggetto: Re: Vicepreside: compiti e limiti   Ven Apr 04, 2014 8:18 am

Innanzitutto vi ringrazio per le risposte. In sostanza mi pare di capire che sia difficile valutare l'operato del collaboratore del DS come in altri casi di questo genere. È una situazione difficile perché spesso si tratta di un comportamento scorretto o discutibile ma non apertamente illegale.. Non so se mi spiego. Piccoli abusi quotidiani, velate prepotenze, un'arroganza di fondo... Ciò è risaputo ma poi si declina in vari modi a seconda dei casi e dei colleghi. Dunque il tutto si risolve in maniera individuale: c'è chi tollera, chi asseconda e chi si oppone...
Al DS poi in fondo tutto ciò non interessa perché come diceva qualcuno sopra basta che il collaboratore ispiri fiducia nell'applicare le sue direttive.
La morale è che bisogna sopportare.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Vicepreside: compiti e limiti   Ven Apr 04, 2014 3:09 pm

Se fa troppi soprusi e la maggioranza del collegio docenti non lo vuole come collaboratore, l'anno prossimo gli votate contro e avrete qualcun altro come vicepreside.
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MessaggioOggetto: Re: Vicepreside: compiti e limiti   Ven Apr 04, 2014 5:01 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Se fa troppi soprusi e la maggioranza del collegio docenti non lo vuole come collaboratore, l'anno prossimo gli votate contro e avrete qualcun altro come vicepreside.
Paolo, sono più di 10 anni che il vicepreside non lo elegge più il CdC!
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Vicepreside: compiti e limiti   Ven Apr 04, 2014 5:28 pm

Ah scusate allora sono poco informato
credevo che il collegio dovesse come minimo dare l'approvazione!
Quindi com'è che funziona ? Nomina diretta del dirigente?
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MessaggioOggetto: Re: Vicepreside: compiti e limiti   Ven Apr 04, 2014 8:23 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Ah scusate allora sono poco informato
credevo che il collegio dovesse come minimo dare l'approvazione!
Quindi com'è che funziona ? Nomina diretta del dirigente?

Il tutto risale al D.Lgs 59 del 1998 che integrava un articolo (art. 25 bis) nel D.Lgs. 29 del 1993 (norma la PA e il pubblico impiego). Cito il comma 5:
Citazione :

Nello  svolgimento  delle  proprie  funzioni  organizzative   e
amministrative  il  dirigente  puo'  avvalersi  di  docenti  da   lui
individuati
, ai quali possono essere delegati specifici  compiti,  ed
e' coadiuvato dal responsabile amministrativo, che  sovrintende,  con
autonomia operativa, nell'ambito delle direttive di massima impartite
e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi ed ai  servizi
generali  dell'istituzione  scolastica,   coordinando   il   relativo
personale.

Durante il passaggio all'autonomia scolastica, il MIUR aveva richiesto un parere al Consiglio di Stato in merito alle competenze nella nomina dei collaboratori del Dirigente Scolastico. Il Consiglio di Stato si espresso nell'estate del 2000 attribuendo la piena autonomia del DS nella scelta dei collaboratori sulla base dei seguenti elementi:
1) nuovo status giuridico del capo di istituto
2) carattere fiduciario del rapporto tra delegante (il dirigente scolastico) e delegato (il collaboratore)

Il collaboratore vicario subentra di diritto al DS nell'espletamento delle sue funzioni in caso di impedimento (assenza, malattia, ferie, ecc.) o, comunque, è delegato in alcune funzioni anche in sua presenza. Tuttavia il collaboratore vicario non ha uno status giuridico riconosciuto, pertanto la responsabilità delle sue azioni ricade completamente sul DS. E' evidente che il presupposto del rapporto fiduciario entrerebbe in conflitto con la nomina da parte di un altro organismo (il Collegio dei Docenti).

In sostanza, è il DS che sceglie e nomina in piena autonomia il collaboratore vicario e il CdD non ha alcun potere di veto.
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miranda



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MessaggioOggetto: Re: Vicepreside: compiti e limiti   Sab Apr 05, 2014 9:04 am

La figura del vicepreside, come già detto da molti, non esiste più. Si tratta di un collaboratore, scelto dal DS, con alcune funzioni indicate dal DS stesso nell'incarico scritto che gli dà. In genere si tratta di sostituzioni nella presidenza di commissioni, incontri di poca rilevanza con gli enti locali e i genitori, coordinamento di alcune attività. Intanto bisogna vedere se il vicario è laureato, cioè ha un titolo di studio che gli permetterebbe di accedere al concorso per DS. Nella mia esperienza ho visto maestre che, forse frustrate, provavano a spadroneggiare sugli altri docenti. In questo caso il vicario non può neppure firmare atti ufficiali in assenza del DS, anche se alcuni sindacati sostengono che è soggetto a interpretazione. La prova è che, in assenza prolungata del DS per gravi patologie o altro, viene immediatamente nominato un DS di altra scuola come reggente.
nel caso in oggetto, credo che certi episodi di delirio di potere vadano immediatamente e ripetutamente segnalati per iscritto al DS, che potrebbe non sapere. I prepotenti in genere sono molto servili con i capi.
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