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 Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"

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Benny77



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MessaggioOggetto: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Mer Lug 09, 2014 8:27 pm

Promemoria primo messaggio :

Scusate se ho copia/incollato l'articolo, ma a volte capita che queste pagine vengono stranamente "offuscate" .... magari sparirà anche da qui ..... XD

Mamma di una diplomanda picchia il presidente di commissione

La mamma di una diplomanda dell’Istituto Comprensivo Statale di Caltanissetta Pietro Leone ha schiaffeggiato il presidente di commissione, gridando furiosamente queste parole: “Ha distrutto il percorso sanitario costruito in tre anni con i medici dell’Asp. Mia figlia non è violenta ma andava tutelata“. Una vicenda incredibile, che ha sconvolto la dirigente dell’istituto, che oltretutto ha dovuto ricorrere alle cure sanitarie dopo il gesto violento della donna e non ha potuto presiedere la commissione il giorno dopo.

La mamma della ragazza ha inoltre minacciato la commissione di rivolgersi alle istituzioni e di procedere per vie legali, in quanto consapevole che la figlia non avrebbe potuto conseguire il diploma ma, così sostiene la donna, la sua ragazza avrebbe dovuto essere tutelata proprio dalle istituzioni scolastiche. Invece alla studentessa è stata inviata una comunicazione chiara e precisa che non avrebbe dovuto presentarsi per svolgere la seconda prova d’esame.

La madre ha dichiarato che la figlia è in cura terapeutica presso il Centro di Salute Mentale dell’Asp, ma non è una ragazza violenta ed è assolutamente innocua. “Mia figlia soffre d’ansia, una patologia ben nota alla stessa Vincenza Mancuso, presidente di commissione, considerato che il 13 giugno, poco prima dell’avvio delle sessioni d’esami di stato, sono stata costretta a consegnare una certificazione medica per il particolare stato di salute di mia figlia. Accorgimenti apparentemente ignorati da tutto il corpo docenti che non sarebbe intervenuto per sedare lo stato d’animo di mia figlia”. Queste le dichiarazioni della donna che vuole in tutti i modi proteggere la figlia da ulteriori danni psicologici che le provocherebbe l’esclusione dagli esami, cosa che invece sarebbe un’occasione per infondere fiducia nella ragazza a proseguire con più tranquillità e fiducia in sé stessa.

Le opinioni sono divergenti, e quelle della presidente di commissione non combaciano con quelle affermate dalla mamma della ragazza. Certo, in uno stato di patologia particolare riconosciuto e certificato, qualche attenuante potrebbe esserci nella valutazione di un esame scolastico, e la ragazza aveva fornito tutta la documentazione necessaria a far procedere regolarmente le cose. Attendiamo di sapere come finisce e se il gesto della mamma avrà ripercussioni legali, intentate magari dalla stessa presidente di commissione.

fonte

altra fonte

Ho tante domande: perchè la mamma ha dichiarato (ammesso che l'abbia realmente fatto) che la figlia non è una ragazza violenta ed è assolutamente innocua?

Cosa avrebbero dovuto fare i docenti per sedare la crisi d'ansia?

Come fa a sapere che non hanno fatto nulla?

Perchè soffrendo di "ansia da prestazione" (qui mi ricordo un post di avido che mi fa ancora ridere!!) la comunicazione viene consegnata solo il 13 giugno?

A fronte di tale comunicazione (che poi è l'unica cosa seria della faccenda) come ci si deve comportare?

A voi se volete le risposte o altre domande
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 6:30 pm

Un Esame di Stato è più simile a un concorso che a una attività scolastica. In un concorso, chiunque schiaffeggi una persona responsabile del corretto funzionamento delle procedure viene allontanato dalle forze dell'ordine e portato in caserma o in questura.
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mattyuff



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 6:32 pm

giovanna onnis ha scritto:
Ire ha scritto:
Mi sembra giustissimo quello che dici, avido.

ciò presuppone che il presidente o il commissario interessato sporgano querela
(o basta che denuncino visto che sono pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni)
ci sarà un processo se si deciderà che il fatto sussiste e la ragazza si prenderà la punizione che  e se In Nome del Popolo Italiano il Giudice deciderà di comminarle.

Per le violazioni gravi durante l'anno scolastico la decisione dell'allontanamento dell'alunno è fatto lungo e complesso che vede coinvolte più figure. Non so se il presidente possa decidere seduta stante di dichiarare concluso il suo esame.  Si tratterebbe di giudizio senza processo.

Ma parlo, ripeto ancora, di una occorrenza che non ho mai preso in considerazione



Metti sempre in mezzo tribunali, avvocati e giudici, quando invece la questione è competenza della commissione d'esame, costituita da pubblici ufficiali nel pieno delle loro funziioni. Chi non rispetta le regole può essere allontanato dall'esame e, quindi, bocciato.
E' stato fatto per l'uso del cellulare (leggi qui ) e non può essere fatto in questo caso di un'alunna che picchia un insegnante?




Vi riporto la sentenza del tribunale

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 8051 del 2010, proposto dal Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca, I.I.S. [omissis], Commissione degli Esami di Stato Presso L’I.I.S.[omissis], Commissione di vigilanza per gli esami di Stato dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Milano, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;
contro
Il signor [omissis], rappresentato e difeso dall’avv. Giovanni Barca, con domicilio eletto presso il signor [omissis] in Roma, [omissis];
per la riforma della sentenza breve del T.A.R. LOMBARDIA – MILANO: SEZIONE III n. 3320/2010;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di [omissis];
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 2 dicembre 2011 il Cons. Claudio Boccia e uditi per le parti l’avv. dello Stato Bruni e l’avv. Barca;
1. Con la sentenza in epigrafe il T.A.R. Lombardia accoglieva il ricorso n. 1673 del 2010, proposto dal signor [omissis] avverso il provvedimento della commissione d’esame di Stato, con il quale era stato escluso dalle prove dell’esame di Stato, svoltesi presso l’I.I.S [omissis] di Milano.
L’esclusione era stata determinata dal fatto che il suo telefono cellulare, riposto nella tasca dei pantaloni, squillava durante lo svolgimento della prova d’esame.
In data 20 settembre 2010, in sede di esecuzione della sentenza, si ricostituiva la commissione d’esame ed il signor [omissis] veniva chiamato a sostenere le prove scritte ed orali dell’esame di Stato, che superava con votazione di sessanta centesimi.
Avverso la sentenza del T.A.R. Lombardia, in data 22 Settembre 2010, interponeva appello il Ministero dell’istruzione, università e ricerca, che chiedeva la sospensione della esecutività della sentenza impugnata, che era disposta da questa Sezione con l’ordinanza cautelare del 12 ottobre
Si costituiva in giudizio l’appellato, in data 12 ottobre 2010.
In data 26 ottobre 2011, con decreto del dirigente dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia, veniva annullato l’esito dell’esame di Stato sostenuto dall’interessato, che impugnava tale decreto davanti al T.A.R. Lombardia, ove il relativo giudizio è ancora pendente.
2. Preliminarmente, va respinta l’eccezione di inammissibilità e di improcedibilità dell’appello in epigrafe, proposta da parte appellata.
Innanzitutto, esso risulta notificato entro il prescritto termine di decadenza, non applicandosi – contrariamente a quanto dedotto dall’appellato – l’art. 23 bis della legge n. 1034 del 1971.
Inoltre, non rileva il fatto che nell’atto di appello non vi è una indicazione cronologica delle date in cui vi è stata l’esecuzione della sentenza gravata e la proposizione dell’impugnazione, poiché la stessa esecuzione non può essere considerata quale acquiescenza, avendo l’Amministrazione doverosamente eseguito la sentenza, in attesa delle statuizioni del giudice d’appello.
Infine, non si applica l’art. 4 bis della legge 168 del 2005, il cui ambito di applicazione riguarda lo svolgimento di esami di ammissione in albi e non anche le prove dell’esame di maturità.
3. Quanto al merito, la sentenza impugnata ha accolto il ricorso dell’odierno appellato, ritenendo che l’espulsione dalle prove d’esame potesse aver luogo solo in caso di “utilizzo” del telefono cellulare e ciò in considerazione del fatto che la normativa in vigore prescrive il divieto di introduzione e detenzione di apparati telefonici cellulari nelle sedi d’esame, ma ne sanziona solo l’utilizzazione, con l’espulsione dalle predette sedi.
Dalla lettura testuale della nota ministeriale n. 3614 dell’11 maggio 2010, infatti, risulta che “è assolutamente vietato, nei giorni delle prove scritte, portare a scuola telefoni cellulari di qualsiasi tipo…….” e che “nei confronti di coloro che fossero sorpresi ad utilizzarli è prevista, secondo le norme vigenti in materia di pubblici esami, l’esclusione da tutte le prove”.
In proposito, va rilevato che la nota ministeriale invitava anche i dirigenti scolastici ad “avvertire” i candidati di tali disposizioni e che tale invito veniva raccolto dal presidente della commissione d’esame, come risulta dal verbale della commissione stessa del 22 giugno 2010, n.5.
Le norme vigenti in materia di pubblici esami richiamate dalla circolare e dal presidente della commissione d’esame sono l’art. 13 del D.R.P. 9 maggio 1994, n. 487 e l’art.6 del D.P.R. 3 maggio 1957, n. 686.
Entrambi i predetti articoli vietano taluni comportamenti, quali ad esempio quello di non permettere
ai candidati di comunicare tra loro ovvero di mettersi in relazione con altri, di non portare appunti, manoscritti, libri o pubblicazioni di qualunque specie ecc.. Ed entrambi prevedono l’esclusione dalle prove dei concorrenti che non rispettano le relative disposizioni.
Da quanto appena esposto risulta che il legislatore del tempo avesse individuato nei comportamenti da vietare quelli relativi alla comunicazione verbale e quelli concernenti l’introduzione e l’utilizzo dei materiali all’epoca in uso. Ma lo sviluppo tecnologico ha imposto di rivedere questa scelta.
In questa prospettiva va dunque inquadrata la nota ministeriale sopracitata che, essendo stata emanata per determinare i criteri da seguire in via generale sugli “adempimenti di carattere organizzativo e operativo relativi all’esame di Stato. Anno scolastico 2009-2010”, ha ritenuto di tenere conto, come peraltro già avvenuto in passato da altre circolari, dell’evoluzione tecnologica, che ha avuto luogo nel settore dei mezzi di comunicazione, integrando le prescrizioni comportamentali già contenute nella previgente normativa.
Al riguardo, la Sezione osserva che il testo della circolare non risulta del tutto univoco: la locuzione “sorpresi ad utilizzarli”, infatti, può essere ragionevolmente intesa nel senso che l’illecito si concretizzi solamente quando si sia colti in contatto con altri (sotto il profilo verbale o della comunicazione di dati, comunque avvenga), con esclusione dunque del caso in cui risulti la ‘mera disponibilità’ di un telefono cellulare, acceso o spento che sia.
Tale esclusione non si sarebbe potuta disporre, sulla base della circolare ministeriale sopra riportata, nel caso di specie, caratterizzato dal fatto lo studente aveva con sé un telefono cellulare che è squillato perché era stata azionata la sveglia.
Tuttavia, nel caso di specie l’accoglimento dell’appello si impone perché il presidente della commissione d’esami, in apertura della prova, ha invitato i candidati “alla consegna obbligatoria di qualsiasi strumento di comunicazione con l’esterno…., secondo quanto previsto dalla vigente normativa”, segnalando le specifiche conseguenze della violazione di tale prescrizione (verbale della commissione d’esame del 22 giugno 2010, n.5).
Non avendo l’appellato ottemperato a questo invito e avendo il suo telefono squillato (con conseguente verifica della inottemperanza), la commissione ha legittimamente stabilito di escluderlo dalle prove d’esame.
4. Per le ragioni che precedono, l’appello è fondato e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, va respinto il ricorso di primo grado.
Le spese dei due gradi devono seguire il principio della soccombenza e sono liquidate nella misura indicata nel dispositivo.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sull’appello n. 8051 del 2010, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, respinge il ricorso in primo grado n. 1673 del 2010.
Condanna la parte appellata al pagamento delle spese dei due gradi del giudizio, che quantifica in Euro 100,00.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 2 dicembre 2011 con l’intervento dei magistrati:
Luigi Maruotti, Presidente
Roberto Garofoli, Consigliere
Roberta Vigotti, Consigliere
Andrea Pannone, Consigliere
Claudio Boccia, Consigliere, Estensore
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 27/01/2012
IL SEGRETARIO

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[1] Consiglio di Stato, sent. n. 391, 27 gennaio 2012.
[2] Nota del Ministero dell’Istruzione n. 3614 dell’ 11 maggio 2010.
[3] Si fa riferimento all’art. 13 del D.P.R. n. 487/1994 e all’art.6 del D.P.R. n. 68
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 6:35 pm

Ire ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
carla75 ha scritto:
Mac ci sta dicendo che , se la condotta è motivo di bocciatura, per estensione potrebbe esserlo anche per l'esame di stato. Magari c'è una specifica regolamentazione che i presidenti conoscono. Penso cmq che i candicati possono essere allontanati se commettono reati durante la prova, annullando ovviamente la stessa.
Anche senza commettere reati, è sufficiente beccarli mentre copiano o usano il cellulare

Trattasi di reati.

Reato? Hai mai visto qualcuno portato in tribunale per questo? Violare una norma non comporta un processo.

Casomai, sarà un illecito.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 6:40 pm

Da un lato leggere di questi episodi è, tutto sommato, molto divertente, nonostante la meschinità umana che ne trapela abbondante da tutti i lati.
D'altro canto da docente dico sempre (ai miei allievi, ai genitori suppongo non ce ne sia bisogno) che quando si entra a scuola "la violenza rimane fuori dai cancelli" nel senso che anche il solo pensiero è inammissibile in un ambiente, come quello scolastico, consacrato all'istruzione. Per questo motivo quando all'interno della scuola si viene, per qualsiasi motivo, alle mani... e fra adulti per giunta... è il sintomo del fallimento più clamoroso dell'educazione.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 6:43 pm

Hai proprio ragione Paolo!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 6:47 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
carla75 ha scritto:
Mac ci sta dicendo che , se la condotta è motivo di bocciatura, per estensione potrebbe esserlo anche per l'esame di stato. Magari c'è una specifica regolamentazione che i presidenti conoscono. Penso cmq che i candicati possono essere allontanati se commettono reati durante la prova, annullando ovviamente la stessa.
Anche senza commettere reati, è sufficiente beccarli mentre copiano o usano il cellulare

Trattasi di reati.

Reato? Hai mai visto qualcuno portato in tribunale per questo? Violare una norma non comporta un processo.

Casomai, sarà un illecito.


"Nei concorsi pubblici copiare è un reato e la pena per chi lo fa è la detenzione fino a 6 mesi. L’articolo 1 della legge 475/1925 parla chiaro:

“Chiunque in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado o titolo scolastico o accademico, per l’abilitazione all’insegnamento ed all’esercizio di una professione, per il rilascio di diplomi o patenti, presenta, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno. La pena della reclusione non può essere inferiore a sei mesi qualora l’intento sia conseguito”.

A chiarire questa legge ci ha pensato una sentenza della Corte di Cassazione che sta facendo molto discutere, la 32368/10 che ha condannato una candidata che durante un concorso pubblico avrebbe copiato. La candidata non è stata colta sul fatto, ma ha consegnato a suo nome un elaborato nel quale aveva trascritto integralmente una sentenza del Tar. Nella sentenza la Cassazione afferma....."

se copi questo testo trovi la fonte.

Fonte che non ha tanta importanza quanta ne ha invece la legge citata nel documento.
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Benny77



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 6:51 pm

grazie mac, mi era sfuggito!!

Il titolone del primo link mi ha depistato.

Sono totalmente in accordo con quanto detto da Giovanna che ringrazio per i due link. Il primo mi ha davvero scioccato ....

Infine sia mac che Giovanna hanno decisamente ragione: è verissimo che in un esame di stato non si attribuisce voto di condotta, ma è altresì vero che una condotta del genere non può passare impunità!

Ire ha scritto:
"... perchè in presenza di dsa con tutti i canoni della ufficialità questa insegnante non rispettava il pdp?

Ire rispettare il pdp non significa promuovere con matematica certezza l'alunno, non credi?

Se proprio vuoi il mio parere io avrei detto a mio figlio/a "usa gli strumenti compensativi/dispensativi presenti nel pdp e fregatene se la prof ti ritira la verifica o ti mette una nota .... meglio se lo fa ".

[OT: on] Comunque io stesso a volte credo che molti dei DSA che ho in classe siano "fasulli" ma mi attesto al pdp anche per evitare inutili confronti del genere (mi riferisco ai genitori) nei quali in un modo o nell'altro parti dalla parte del torto.
Infatti dal sito dell'AID leggo Purtroppo in Italia la dislessia è poco conosciuta, benché si calcoli che riguardi il 3-4% della popolazione scolastica (fascia della Scuola Primaria e Ssecondaria di primo grado).

Nella scuola dove presto servizio abbiamo meno di 800 alunni con più di 90 dislessici molti dei quali sono stati riconosciuti negli ultimi due anni (secondaria di secondo grado)[OT: off]
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 6:51 pm

giovanna onnis ha scritto:
Ire ha scritto:
Mi sembra giustissimo quello che dici, avido.

ciò presuppone che il presidente o il commissario interessato sporgano querela
(o basta che denuncino visto che sono pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni)
ci sarà un processo se si deciderà che il fatto sussiste e la ragazza si prenderà la punizione che  e se In Nome del Popolo Italiano il Giudice deciderà di comminarle.

Per le violazioni gravi durante l'anno scolastico la decisione dell'allontanamento dell'alunno è fatto lungo e complesso che vede coinvolte più figure. Non so se il presidente possa decidere seduta stante di dichiarare concluso il suo esame.  Si tratterebbe di giudizio senza processo.

Ma parlo, ripeto ancora, di una occorrenza che non ho mai preso in considerazione



Metti sempre in mezzo tribunali, avvocati e giudici, quando invece la questione è competenza della commissione d'esame, costituita da pubblici ufficiali nel pieno delle loro funziioni. Chi non rispetta le regole può essere allontanato dall'esame e, quindi, bocciato.
E' stato fatto per l'uso del cellulare (leggi qui ) e non può essere fatto in questo caso di un'alunna che picchia un insegnante?

Se qualcuno si oppone all'atto ci si rivolge al giudice per la decisione. E' l'unica autorità che può farlo.
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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 6:57 pm

Benny77 ha scritto:
grazie mac, mi era sfuggito!!

Il titolone del primo link mi ha depistato.

Sono totalmente in accordo con quanto detto da Giovanna che ringrazio per i due link. Il primo mi ha davvero scioccato ....

Infine sia mac che Giovanna hanno decisamente ragione: è verissimo che in un esame di stato non si attribuisce voto di condotta, ma è altresì vero che una condotta del genere non può passare impunità!

Ire ha scritto:
"... perchè in presenza di dsa con tutti i canoni della ufficialità questa insegnante non rispettava il pdp?

Ire rispettare il pdp non significa promuovere con matematica certezza l'alunno, non credi?

Se proprio vuoi il mio parere io avrei detto a mio figlio/a "usa gli strumenti compensativi/dispensativi presenti nel pdp e fregatene se la prof ti ritira la verifica o ti mette una nota .... meglio se lo fa ".

[OT: on] Comunque io stesso a volte credo che molti dei DSA che ho in classe siano "fasulli" ma mi attesto al pdp anche per evitare inutili confronti del genere (mi riferisco ai genitori) nei quali in un modo o nell'altro parti dalla parte del torto.
Infatti dal sito dell'AID leggo Purtroppo in Italia la dislessia è poco conosciuta, benché si calcoli che riguardi il 3-4% della popolazione scolastica (fascia della Scuola Primaria e Ssecondaria di primo grado).

Nella scuola dove presto servizio abbiamo meno di 800 alunni con più di 90 dislessici molti dei quali sono stati riconosciuti negli ultimi due anni (secondaria di secondo grado)[OT: off]


E' un discorso, il tuo, che possiamo sviscerare quanto vuoi ma che non ha nulla a che vedere con un fatto di cronaca riportato dai mezzi di informazione.

Qui si parla di una denuncia per stalking - di cui dice di essere vittima la docente
e di una denuncia per diversi reati di cui dice di essere vittima il ragazzo e la mamma.

Ad una denuncia seguono indagini preliminari che portano o all'archiviazione o all'iscrizione sul registro degli indagati e al conseguente processo a seguito del quale il giudice deciderà chi ha ragione.

Concordo che un pdp anche correttamente applicato possa non portare alla promozione, ma in questo caso la famiglia sostiene che non sia stato applicato.


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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 7:02 pm

Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
carla75 ha scritto:
Mac ci sta dicendo che , se la condotta è motivo di bocciatura, per estensione potrebbe esserlo anche per l'esame di stato. Magari c'è una specifica regolamentazione che i presidenti conoscono. Penso cmq che i candicati possono essere allontanati se commettono reati durante la prova, annullando ovviamente la stessa.
Anche senza commettere reati, è sufficiente beccarli mentre copiano o usano il cellulare

Trattasi di reati.

Reato? Hai mai visto qualcuno portato in tribunale per questo? Violare una norma non comporta un processo.

Casomai, sarà un illecito.


"Nei concorsi pubblici copiare è un reato e la pena per chi lo fa è la detenzione fino a 6 mesi. L’articolo 1 della legge 475/1925 parla chiaro:

“Chiunque in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado o titolo scolastico o accademico, per l’abilitazione all’insegnamento ed all’esercizio di una professione, per il rilascio di diplomi o patenti, presenta, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno. La pena della reclusione non può essere inferiore a sei mesi qualora l’intento sia conseguito”.

A chiarire questa legge ci ha pensato una sentenza della Corte di Cassazione che sta facendo molto discutere, la 32368/10 che ha condannato una candidata  che durante un concorso pubblico avrebbe copiato. La candidata non è stata colta sul fatto, ma ha consegnato a suo nome un elaborato nel quale aveva trascritto integralmente una sentenza del Tar. Nella sentenza la Cassazione afferma....."

se copi questo testo trovi la fonte.

Fonte che non ha tanta importanza quanta ne ha invece la legge citata nel documento.

Ah, interessante. Grazie per la segnalazione. Si infittisce il mistero della ragazza riammessa all'esame dal TAR? dlla Cassazione?) da cui era stata esclusa dopo che aveva squillato il cellulare che teneva nascosto.
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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 7:03 pm

mac67 ha scritto:
Un Esame di Stato è più simile a un concorso che a una attività scolastica. In un concorso, chiunque schiaffeggi una persona responsabile del corretto funzionamento delle procedure viene allontanato dalle forze dell'ordine e portato in caserma o in questura.

mi dispiace contraddire sia te che Giovanna ma a quanto pare non è proprio così (leggi qui)

Tra l'altro, poichè tale notizia mi ha colpito, ricordo di averla già postata ... qui
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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 7:05 pm

Benny77 ha scritto:
mac67 ha scritto:
Un Esame di Stato è più simile a un concorso che a una attività scolastica. In un concorso, chiunque schiaffeggi una persona responsabile del corretto funzionamento delle procedure viene allontanato dalle forze dell'ordine e portato in caserma o in questura.

mi dispiace contraddire sia te che Giovanna ma a quanto pare non è proprio così (leggi qui)

Tra l'altro, poichè tale notizia mi ha colpito, ricordo di averla già postata ... qui

Sembra che l'unica certezza del diritto italiano sia che per qualunque fatto esistano leggi e/o articoli del codice che si contraddicono a vicenda. E ci autoproclamiamo patria del diritto ...
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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 7:10 pm

mac67 ha scritto:
Benny77 ha scritto:
mac67 ha scritto:
Un Esame di Stato è più simile a un concorso che a una attività scolastica. In un concorso, chiunque schiaffeggi una persona responsabile del corretto funzionamento delle procedure viene allontanato dalle forze dell'ordine e portato in caserma o in questura.

mi dispiace contraddire sia te che Giovanna ma a quanto pare non è proprio così (leggi qui)

Tra l'altro, poichè tale notizia mi ha colpito, ricordo di averla già postata ... qui

Sembra che l'unica certezza del diritto italiano sia che per qualunque fatto esistano leggi e/o articoli del codice che si contraddicono a vicenda. E ci autoproclamiamo patria del diritto ...


Togli quel sembra e ti quoto con standing ovation :-(
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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 7:12 pm

Ire ha scritto:
mac67 ha scritto:

Sembra che l'unica certezza del diritto italiano sia che per qualunque fatto esistano leggi e/o articoli del codice che si contraddicono a vicenda. E ci autoproclamiamo patria del diritto ...

Togli quel sembra e ti quoto con standing ovation :-(

L'ho messo solo per pudore ...
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Gio Lug 10, 2014 7:43 pm

doppio post
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Ven Lug 11, 2014 12:40 pm

mac67 ha scritto:
Benny77 ha scritto:
mac67 ha scritto:
Un Esame di Stato è più simile a un concorso che a una attività scolastica. In un concorso, chiunque schiaffeggi una persona responsabile del corretto funzionamento delle procedure viene allontanato dalle forze dell'ordine e portato in caserma o in questura.

mi dispiace contraddire sia te che Giovanna ma a quanto pare non è proprio così (leggi qui)

Tra l'altro, poichè tale notizia mi ha colpito, ricordo di averla già postata ... qui

Sembra che l'unica certezza del diritto italiano sia che per qualunque fatto esistano leggi e/o articoli del codice che si contraddicono a vicenda. E ci autoproclamiamo patria del diritto ...
Infatti, Mac, condivido "fatta la legge si trova l'inganno"!!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Ven Lug 11, 2014 1:31 pm

giovanna onnis ha scritto:



Infatti, Mac, condivido "fatta la legge si trova l'inganno"!!

Non ci sono inganni, Giovanna, solo norme a disposizione del Giudice che determina quali applicare secondo il principio del libero convincimento.
A differenza di quello che sostieni tu, nella pratica, non esiste qualcosa che valga per tutto e questo risponde alla tua obiezione sul mio "atteniamoci al caso".


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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Ven Lug 11, 2014 3:36 pm

La legge è legge, e come tale deve essere rispettata e deve essere uguale per tutti.
Se copiare ad un esame o ad un concorso è reato come tale deve essere considerato in ogni contesto. Non è che un giudice trova un "escamotage" e riesce a evitare la condanna a Tizio, mentre Caio, nelle stesse condizioni di Tizio subisce la condanna perchè un altro giudice ha applicato la normativa alla lettera!
Non ci sono casi e casi, se copiare è un reato LO E' PER TUTTI
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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Ven Lug 11, 2014 3:50 pm

Giovanna, allora credi che chi ha stabilito quanto postato da benny in merito alle copiature agli esami sia andato contro legge?

La legge è legge: sia la norma A che la norma B.
Il Giudice applica secondo scienza e coscienza quella che in base al proprio convincimento ritiene più rispondente.


(e questo fa dell'Italia un vero Paese di diritto, quello che è inquietante è essere nel sistema e sapere come si crea il convincimento il giudice, tra l'altro in perfetta legalità)
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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Ven Lug 11, 2014 4:26 pm

Ire ha scritto:
Giovanna, allora credi che chi ha stabilito quanto postato da benny in merito alle copiature agli esami sia andato contro legge?

La legge è legge: sia la norma A  che la norma B.
Il Giudice applica secondo scienza e coscienza quella che in base al proprio convincimento ritiene più rispondente.


(e questo fa dell'Italia un vero Paese di diritto, quello che è inquietante è essere nel sistema e sapere come si crea il convincimento il giudice, tra l'altro in perfetta legalità)
Anche se la norma A e la norma B sono fra loro in contrasto!! Quindi chi trova l'escamotage riesce ad aggirare la legge e, quindi, a NON RISPETTARLA!........altro che "la legge è legge"...non è proprio così!
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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Ven Lug 11, 2014 4:29 pm

giovanna onnis ha scritto:
La legge è legge, e come tale deve essere rispettata e deve essere uguale per tutti. cut


sei stata tu per prima a dirlo che la legge è legge.

Nessun comune cittadino può stabilire quale tra le due:

copiare si può

copiare non si può

sia valida


Per cui in caso di contenzioso ci si rivolge al giudice che lo decide.

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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Ven Lug 11, 2014 4:58 pm

Ire ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
La legge è legge, e come tale deve essere rispettata e deve essere uguale per tutti.     cut


sei stata tu per prima a dirlo che la legge è legge.

Nessun comune cittadino può stabilire quale tra le due:

copiare si può    

copiare non si può

sia valida


Per cui in caso di contenzioso ci si rivolge al giudice che lo decide.


Cerchiamo di capirci Ire, io non ho detto che debba essere il cittadino a stabilirlo, ma la legge!
Tu stessa hai postato l'articolo di legge che ci interessa, che copio dal tuo post:

Nei concorsi pubblici copiare è un reato e la pena per chi lo fa è la detenzione fino a 6 mesi. L’articolo 1 della legge 475/1925 parla chiaro:

“Chiunque in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado o titolo scolastico o accademico, per l’abilitazione all’insegnamento ed all’esercizio di una professione, per il rilascio di diplomi o patenti, presenta, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno. La pena della reclusione non può essere inferiore a sei mesi qualora l’intento sia conseguito”.


Mi pare sia scritto nero su bianco, perchè polemizzi su cose che tu stessa hai precdentemente affermato???

Quindi il dilemma che hai posto:
copiare si può

copiare non si può


non ha motivo di essere posto, perchè la risposta la trovi nella legge che un giudice non dovrebbe disattendere e decidere il contrario di quanto la legge stessa stabilisce.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Ven Lug 11, 2014 5:30 pm

giovanna onnis ha scritto:
non ha motivo di essere posto, perchè la risposta la trovi nella legge che un giudice non dovrebbe disattendere e decidere il contrario di quanto la legge stessa stabilisce.

è proprio qui che sbagli.

Il giudice non decide mai il contrario di quanto stabilisce la legge.
Il giudice ha facoltà di decidere in base a questa o quella norma e grazie a questa sua facoltà, in scienza e coscienza, viste le istanze, valutati i fatti, applicate prognosi, può in tutta legalità stabilire che in caso di............ si può copiare mentre in caso da ................ non si può fare.

Le sentenze fanno giurisprudenza anche se non in modo completo nel nostro ordinamento e in un analogo caso successivo più o meno si otterrà analoga sentenza con un peso importantissimo attribuito a quel più o meno.

Non puoi venirmi a dire che il dilemma di cui sopra non ha motivo di essere posto. Guardandosi intorno, leggendo oggi una sentenza e domani sentenza contraria, tutte promulgate secondo legge, ti devi per forza rendere conto che quello che sostieni vale solo nel Paese che non c'è. E parlare del Paese che non c'è può essere esercizio rilassante ma assolutamente inutile quando si cerca di capire la realtà
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Ven Lug 11, 2014 5:38 pm

Agli Esami di Stato è vietato fare uso del cellulare. Se il personale preposto alla sorveglianza chiede, come è sua facoltà, la consegna dei cellulari, un candidato è tenuto a farlo; se non lo fa e viene scoperto col cellulare, si può escluderlo dall'Esame.

La sentenza relativa all'alunna riammessa all'Esame pur essendo stata trovata a copiare dal cellulare è un capolavoro da legulei.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Genitori violenti in nome della "giustizia scolastica"   Ven Lug 11, 2014 6:04 pm

Sì, certo Mac.

Abbiamo tanti livelli con cui fare i conti:

Fare uso del  cellulare è vietato e  legittimamente il personale addetto a sorveglianza fa quello che deve.

Segue il livello nel quale l'escluso valuta se accettare l'esclusione o se far valere un qualche diritto  (presunto o reale) in base al quale l'esclusione non  ci doveva essere

se decide nel secondo senso si rivolge al tribunale per ottenere che il giudice decida a chi dare ragione.

Gli avvocati conoscono  il mestiere.

Il Giudice ascolta e decide


Ultima modifica di Ire il Ven Lug 11, 2014 8:24 pm, modificato 2 volte
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