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 Figli di una scuola sbagliata

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MessaggioOggetto: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 11:38 am

http://www.orizzontescuola.it/news/precari-laureati-senza-abilitazione-allinsegnamento-prospettive

"Noi lottiamo con il sangue e con i denti affinché qualcuno ci ascolti e pensi anche a noi. Purtroppo il nozionismo non sempre paga e anche le persone più capaci si sono lasciati bloccare alla prima delle tre prove selettive dell’unico modo che ci è rimasto per abilitarci, il Tfa."

No, le persone più capaci non si sono lasciate bloccare.

Il problema è che se alle elementari ai bambini meno dotati e meno volenterosi vengono dati "rinforzi positivi", se alle medie agli stessi ragazzini si riconosce che "poveretti hanno subito il trauma del salto" e se alle superiori gli stessi ragazzi non vengono selezionati perchè "comunque è la scuola dell'obbligo fino a 16 anni" e dopo i 16 anni "li abbiamo portati fin qui vuoi mica fermarli ora ! Tanto non sarebbero più in grado di recuperare" e se infine all'università è consentito laurearsi in 10 anni al posto di 5, ovvio che poi si aggrappano al "nozionismo" e che si definiscano "più capaci".

Più capaci di belare ! Dignità zero !
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 11:39 am

Ripeto, la colpa è della scuola di oggi, che non gli raddrizza la schiena quando è ancora morbida.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 1:49 pm

@avido una domanda:

dove sta di casa "la scuola di oggi"?

(perchè a saperlo si può organizzare una spedizione punitiva)
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 2:03 pm

Ire ha scritto:
@avido  una domanda:

dove sta di casa "la scuola di oggi"?

(perchè a saperlo si può organizzare una spedizione punitiva)
Ovunque; alcuni di noi la sostengono, altri lottano contro di essa, senza alcun successo avendo genitori, presidi, professori universitari e funzionari MIUR, tutti contro anche se per ragioni diverse.

I genitori non tollerano che i loro figli vengano giudicati per quel che sono realmente, secondo loro cocchi di mamma sono e cocchi di mamma devono rimanere.
I presidi non tollerano che la scuola possa apparire troppo severa e sopratutto non vogliono correre il rischio di subire ricorsi.
I professori universitari che non sono mai entrati in un'aula delle superiori ad insegnare cercano terreno fertile per propagandare le loro teorie, che devono apparire innovative ed al contempo, godere dell'approvazione del pubblico.
I funzionari MIUR vedono le bocciature come fumo negli occhi perchè se gli alunni bisogna averli tra le palle, almeno che ci stiano il meno possibile, altrimenti gli organici dei docenti devono lievitare.

Ma tutti i nodi vengono al pettine; la scuola prima o poi finisce e ci si si scontra con la dura realtà: non hai imparato un cazzo, non vali un cazzo e nessuno sa cosa farsene di te (parlo dello studente modello .... lo studente tronista o velina)
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 3:14 pm

Non tutto quello che evidenzia Avido è condivisibile... però, IMHO, su quello che dice c'è da riflettere. Ad esempio non è detto che tutti i genitori si ergano ad avvocati o sindacalisti dei figli. Però a tutti è capitata almeno una mamma apprensiva pronta a sfoderare le scuse più barbine ed improbabili per giustificare l'ingiusitificabile vuoto pneumatico relativamente alla preparazione del proprio pargolo.

Probabilmente esistono molti docenti universitari che hanno una visione lucida della scuola superiore. Ma è anche vero che ne esistono molti che non hanno la benchè minima idea di cosa voglia dire insegnare in un professionale. L'anno scorso ho frequentato il TFA per A042-Informatica. I disciplinaristi ci tenevano a sottolineare l'importanza di argomenti, magari anche affascinanti, ma del tutto sbilanciati o improponibile rispetto ad una realtà come quella della scuola superiore attuale.

Al di la ed oltre i singoli "colpevoli" che potrebbero essere additati, tuttavia, ci si dovrebbe chiedere "davvero la scuola riesce ancora a conseguire l'obiettivo per il quale essa stessa esiste?"... Che poi, bisognerebbe chiarirsi anche su quale sia questo obiettivo... diamo per scontato che l'obiettivo della scuola sia formare cittadini preparati e pronti ad affrontare le sfide della vita. Ma è poi davvero così? Non stiamo ad aprire un dibattito che ci porterebbe fuori tema...

Se l'obiettivo della scuola è "formare cittadini preparati e pronti ad affrontare le sfide della vita", la scuola sta oggettivamente fallendo. Certo le eccezioni ci sono, le eccellenze non mancano ma, se si guarda il quadro nel suo complesso, se si prende in esame il fenomeno nella sua totalità le conclusioni non possono che essere disarmanti.

Il problema, IMHO, è che l'impianto della scuola italiana è stato pensato, 90 anni fa, per funzionare in maniera "darwiniana" selezionando in maniera brutale i pochi migliori in una platea di tanti. Era una scuola pensata per un'elite... chi l'ha concepita pensava ad un'elite basata sul censo o sul credo politico, in seguito ci si è gingillanti nell'illusione che potesse essere un'elite basata sul "merito" ma, in ogni caso, era un sistema concepito per pochi. Anzi, era proprio nella sua esclusività che la scuola traeva parte (una buona parte, IMHO) del proprio valore.

A partire dagli anni '60, invece, si è pensato di rendere la scuola, una scuola concepita come un luogo "per pochi", un luogo "per tutti". Questa tendenza ha una data di inizio ben precisa che, IMHO, coincide con l'istituzione della scuola media unificata. Certamente l'idea era nobile e, di per se, poteva anche non essere sbagliata. Quello che è stato, drammaticamente IMHO, sbagliato è stato pensare di poter convertire un'istituzione organizzata in modo giansenista ed elitario come la scuola italiana senza cambiarne radicalmente la struttura, la natura e le modalità operative ed organizzative.

Date le premesse, l'esito non poteva che essere quello che ora abbiamo tutti sotto gli occhi: il lento e progressivo tentativo di aprire la scuola, di renderla universale senza modificarne le strutture ha portato alla negazione di quelle stesse strutture che, nel tempo, hanno sempre più perso il loro valore. La gente, ormai, non capisce cosa sia o quale scopo svolga la scuola, perchè la realtà che l'uomo della strada osserva quotidianamente stride in maniera drammatica con la narrazione comune della scuola stessa.

Ora, IMHO, dopo 50 anni sprecati a demolire l'istituto "scuola" senza provare a costruire qualcosa di diverso, dopo decenni sprecati ad introdurre dosi sempre più massicce di "buonismo" (si pensi, ad esempio, alla recente normativa sui BES... ) nel corpaccione malandato della scuola italiana, con la vana speranza che esso potesse, magicamente, operare mirabolanti trasformazioni sulla natura della scuola stessa, siamo giunti al redde rationem. O si ripensa e si rifonda da zero la "scuola", rivoluzionandone il modello organizzaitvo, il modo di funzionare, le strutture amministrative e didattiche per farne davvero un luogo "di tutti", oppure decidiamo che si deve tornare a far funzionare la macchina che ci troviamo per le mani... e, come giustamente evidenzia avido, per farla funzionare si deve tornare al darwinismo scolastico, alla selezione, per quanto possibile, "meritocratica" dei migliori (questo vorrebbe anche dire che non più del 30%/40% degli iscritti in prima dovrebbe arrivare a prendere il diploma in quinta e che la percentuale dei laureati per ogni coorte non dovrebbe andare oltre il 10%).

Purtroppo temo, invece, che continueremo a barcamenarci così come ci siamo fin qui barcamenati, traccheggiando straniti e scandalizzati attorno alle macerie della scuola che fu e senza saper cosa fare per edificare la scuola che sarà.

Lenar
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 3:31 pm

Penso che la scuola giusta debba essere non quella dei pochi nè quella di tutti; semplicemente quella degli "un bel po'".

E non guasterebbe un bel test d'ingresso in ogni ordine, che consentisse il passaggio di una percentuale ben definita e decrescente di ragazzi, tanto per stimolare l'impegno mediante una sana competizione; ad esempio far accedere alle medie il 95% di chi ne ha titolo (anche riprovandoci), alle superiori il 70 % all'università il 50 %.
Nelle varie classi i ragazzi smetterebbero di fare a gara a chi studia di meno.
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dami



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 4:13 pm

Lenar ha scritto:

Ora, IMHO, dopo 50 anni sprecati a demolire l'istituto "scuola" senza provare a costruire qualcosa di diverso, dopo decenni sprecati ad introdurre dosi sempre più massicce di "buonismo" (si pensi, ad esempio, alla recente normativa sui BES... ) nel corpaccione malandato della scuola italiana, con la vana speranza che esso potesse, magicamente, operare mirabolanti trasformazioni sulla natura della scuola stessa, siamo giunti al redde rationem. O si ripensa e si rifonda da zero la "scuola", rivoluzionandone il modello organizzaitvo, il modo di funzionare, le strutture amministrative e didattiche per farne davvero un luogo "di tutti", oppure decidiamo che si deve tornare a far funzionare la macchina che ci troviamo per le mani... e, come giustamente evidenzia avido, per farla funzionare si deve tornare al darwinismo scolastico, alla selezione, per quanto possibile, "meritocratica" dei migliori (questo vorrebbe anche dire che non più del 30%/40% degli iscritti in prima dovrebbe arrivare a prendere il diploma in quinta e che la percentuale dei laureati per ogni coorte non dovrebbe andare oltre il 10%).

Purtroppo temo, invece, che continueremo a barcamenarci così come ci siamo fin qui barcamenati, traccheggiando straniti e scandalizzati attorno alle macerie della scuola che fu e senza saper cosa fare per edificare la scuola che sarà.

Lenar

Non sono assolutamente d'accordo con un sistema delle "quote" per gestire i passaggi da un ordine di scuola all'altro.
Facendo così si lascerebbero a casa a far niente intere schiere di studenti.
Potrebbe anche darsi in linea teorica, con un sistema siffatto, che anche studenti brillantissimi non riescano a passare ai gradi di studio successivi: la quota non ha senso.
La scuola per tutti non è di per sé sbagliata, anzi.
Secondo me, l'unico sistema che potrebbe funzionare è quello dei corsi strutturati secondo "livelli" di studio differenziati per le singole materie, anche se nei paesi in cui il sistema è stato utilizzato non ha per ora dato storicamente dei buoni frutti.
E' certo che la capacità/voglia di fare delle persone non è uguale alla stessa età per le stesse materie.
Io, invece di dividere le scuole in licei, tecnici, professionali, etc., preferirei avere scuole di zona dove gli studenti possano iscriversi a diversi "corsi di livello" in base alle proprie propensioni: così alla stessa età potrebbero esserci studenti che svolgono il corso (per es. di matematica) al livello 3, 2, 1... Alla fine del percorso di studi (a 18/19 anni) si rilascerebbe una certificazione dei percorsi svolti coi livelli conseguiti e in base a quelli andrebbe regolato l'accesso alle università.
In questo modo, ai livelli avanzati di alcune materie, dovrebbero giungere solo gli studenti che si impegnano e hanno delle doti. Anche gli studenti meno brillanti potrebbero però acculturarsi a un livello base nelle discipline fondamentali.
Per evitare il fenomeno degli "indisciplinati" che bivaccano si potrebbe utilizzare un sistema delle "ammonizioni" che li escluda solo dai singoli corsi dove disturbano, senza precludere l'intera carriera scolastica di uno studente.
Una ragazza francese conosciuta qualche anno fa, negata in matematica, mi aveva detto che nella sua scuola superiore era consentito frequentare dei corsi di italiano a livello avanzato e dei corsi di matematica al solo livello base. Al termine degli studi, però, lei non avrebbe potuto iscriversi alle Facoltà universitarie scientifiche. Diciamo che questa possibilità di orientare il proprio percorso di studio in base alle proprie attitudini ha il pregio di non creare "forzature": non sei costretto a seguire lezioni per te difficili, solo perché hai un certa età e sei inserito in una certa classe...
Con questo sistema non si avrebbero le classi "tradizionali" di studenti che stanno forzatamente assieme per parecchi anni, ma francamente non credo che si tratti di un problema.
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 4:34 pm

Hai mai insegnato in un professionale ? Che tipo di corsi potrebbero frequentare la maggior parte dei ragazzi che vi si iscrivono ?
Te lo dico io, i corsi di: "cazzeggio col cellulare specialistico", "fabbricazione della canna ad occhi chiusi", "sintesi della bestemmia", "rutto sincronizzato", "studio della combustione delle scorregge".

OK, l'ho buttata sul ridere, ma in fondo in fondo ....
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 4:38 pm

dami ha scritto:
Lenar ha scritto:

Ora, IMHO, dopo 50 anni sprecati a demolire l'istituto "scuola" senza provare a costruire qualcosa di diverso, dopo decenni sprecati ad introdurre dosi sempre più massicce di "buonismo" (si pensi, ad esempio, alla recente normativa sui BES... ) nel corpaccione malandato della scuola italiana, con la vana speranza che esso potesse, magicamente, operare mirabolanti trasformazioni sulla natura della scuola stessa, siamo giunti al redde rationem. O si ripensa e si rifonda da zero la "scuola", rivoluzionandone il modello organizzaitvo, il modo di funzionare, le strutture amministrative e didattiche per farne davvero un luogo "di tutti", oppure decidiamo che si deve tornare a far funzionare la macchina che ci troviamo per le mani... e, come giustamente evidenzia avido, per farla funzionare si deve tornare al darwinismo scolastico, alla selezione, per quanto possibile, "meritocratica" dei migliori (questo vorrebbe anche dire che non più del 30%/40% degli iscritti in prima dovrebbe arrivare a prendere il diploma in quinta e che la percentuale dei laureati per ogni coorte non dovrebbe andare oltre il 10%).

Purtroppo temo, invece, che continueremo a barcamenarci così come ci siamo fin qui barcamenati, traccheggiando straniti e scandalizzati attorno alle macerie della scuola che fu e senza saper cosa fare per edificare la scuola che sarà.

Lenar

Non sono assolutamente d'accordo con un sistema delle "quote" per gestire i passaggi da un ordine di scuola all'altro.
Facendo così si lascerebbero a casa a far niente intere schiere di studenti.
Potrebbe anche darsi in linea teorica, con un sistema siffatto, che anche studenti brillantissimi non riescano a passare ai gradi di studio successivi: la quota non ha senso.
La scuola per tutti non è di per sé sbagliata, anzi.
Secondo me, l'unico sistema che potrebbe funzionare è quello dei corsi strutturati secondo "livelli" di studio differenziati per le singole materie, anche se nei paesi in cui il sistema è stato utilizzato non ha per ora dato storicamente dei buoni frutti.

Anche a me, personalmente, non piacciono le quote. E' però evidente che, senza selezione, anche brutale, il sistema scuola italico non va. L'alternativa sarebbe, IMHO, un modello di scuola aperta molto simile a quello da te descritto e che, personalmente, mi piace molto: una scuola in cui ognuno può costruirsi il proprio percorso di studio con, alla fine, al posto del diploma di maturità omnicomprensivo, una certificazione delle competenze basata sui corsi che hai seguito e, magari, sul superamento di alcune prove nazionali standardizzate.

Lenar


Ultima modifica di Lenar il Dom Ago 03, 2014 4:57 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 4:41 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Hai mai insegnato in un professionale ? Che tipo di corsi potrebbero frequentare la maggior parte dei ragazzi che vi si iscrivono ?
Te lo dico io, i corsi di: "cazzeggio col cellulare specialistico", "fabbricazione della canna ad occhi chiusi", "sintesi della bestemmia", "rutto sincronizzato", "studio della combustione delle scorregge".

OK, l'ho buttata sul ridere, ma in fondo in fondo ....

Così ad occhio, i ragazzi del professionale dovrebbero fare tornio, impianti, officina e poco altro. Perchè stressarli con la letteratura o con la fisica se loro non ne vogliono sapere. La scelta dovrebbero farla loro. Se la loro scelta è imparare solo il minimo necessario per fare un lavoro di fatica, dobbiamo forse obbligarli? Se poi, dopo cinque anni, non sanno fare molto altro che il loro lavoro... bhe, non sarà una condizione significativamente differente da quella attuale.

Lenar
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 5:21 pm

La mia scuola?

Una scuola non ripetitiva dalla prima elementare alla seconda superiore con uno studio a tutto campo che arrivi a fornire la conoscenza di quello che succede oggi, in ambito sociale, scientifico, culturale e non che si fermi alla seconda guerra mondiale (o alla convenzione universale sui diritti dell'uomo del 1949) perchè ad ogni ciclo si comincia da capo-

Gli ultimi tre anni di superiori superspecializzanti, che i tecnici vengano formati insieme al mondo del lavoro per essere pronti ad esservi inseriti senza bisogno di dieci anni di formazione post diploma.

Basta proprinare Leopardi a ragazzi che non hanno quel tipo di interesse.

Una scuola che non sprechi tempo a far vedere film per progetti che non hanno capo ne coda ma sono infarciti di belle parole per coprire l'inadeguatezza del docente che si evita in questo modo un bel po' di lavoro - non venitemi a dire che non è così perchè so benissimo che non tutti fanno così ma so altrettanto bene che questa è una pratica permessa dall'autonomia docente e utilizzata più di una e più di due -

Poi, invece, per quanto riguarda il discorso dei cocchi di mamma, è vero, noi siamo fatti così, noi italiani, i nostri figli vivono in casa fino ad una età molto più adulta rispetto agli svedesi o ai danesi, i nostri figli viaggiano con le caciotte nella valigia, gli altri si arrangiano. I nostri figli hanno mille golfini e stanno chiusi in casa per due gocce d'acqua mentre siamo abituati a vedere famiglie con bambini anche piccolissimi in giro in bicicletta tranquillamente sotto i temporali.

Siamo dei provinciali appena affrancati dalla campagna e crediamo che il pezzo di carta dia lustro perchè porta il colletto bianco. Siamo sempre attenti a guardare quello che fanno gli altri pronti a colpirli se ci sembra abbiano qualcosa più di noi. (dovremmo invece essere pronti a migliorarci)

Ma voi, avido, voi insegnanti, siete italiani esattamente come noi, e la scuola che offrite non propone nulla di diverso da questo e non ne possiamo fare una colpa a nessuno: siamo fatti così.

Chi avete contro? i genitori? i ds? i funzionari del miur?

I genitori, volendo, si mettono a tacere facendosi vedere compatti, determinati, formati e disponibili al dialogo pronti a modificare strategia ma fermi sull'obbiettivo.

I ds si mettono a tacere quando i genitori tacciono e quando vedono un consiglio di classe compatto,determinato, informato, formato, .......................
(balle quelle che hanno superpoteri oltre le leggi e oltre i contratti - ce li hanno se si permette loro di averli)

Punto spinosissimo: i funzionari del miur ecco quelli a parere mio sono belli istruiti sul lasciare le cose come stanno e anzi sul creare più confusione, istruiti da chi da tuttie queste nostre considerazioni da questo accapigliarsi tra famiglia e scuola, tra scuola e scuola, tra famiglia e famiglia trae l'immenso vantaggio di averci sempre più confusi e ignoranti e di poterci così inchiappettare senza che nemmeno ce ne accorgiamo perchè stiamo qui a darci la colpa a vicenda.


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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 5:27 pm

Mi convinco sempre di più di alcune cose:

1) la scuola italiana, che come tutte era destinata a una ristretta cerchia, è diventata "di massa" senza adeguarsi a questa realtà (su questo mi pare che Lenar dica cose simili);

2) la soluzione potrebbe (condizionale) essere l'abolizione di promozioni e bocciature: si frequenta la scuola superiore per 5 anni, alla fine ricevi un diploma se hai risultati positivi, un attestato di frequenza se hai risultati non positivi. Il diploma e l'attestato sono accompagnati da una valutazione analitica, disciplina per disciplina (o per assi culturali), della preparazione conseguita. In caso di preparazione inadeguata, non è possibile iscriversi ad alcune facoltà universitarie. Lo studente uscito da scuola con una o più insufficienze può rimediare con corsi e/o esami appositi presso le scuole stesse. Questa parte, aggiungo, a pagamento, e non poco.
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 5:33 pm

Lenar ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Hai mai insegnato in un professionale ? Che tipo di corsi potrebbero frequentare la maggior parte dei ragazzi che vi si iscrivono ?
Te lo dico io, i corsi di: "cazzeggio col cellulare specialistico", "fabbricazione della canna ad occhi chiusi", "sintesi della bestemmia", "rutto sincronizzato", "studio della combustione delle scorregge".

OK, l'ho buttata sul ridere, ma in fondo in fondo ....

Così ad occhio, i ragazzi del professionale dovrebbero fare tornio, impianti, officina e poco altro. Perchè stressarli con la letteratura o con la fisica se loro non ne vogliono sapere. La scelta dovrebbero farla loro. Se la loro scelta è imparare solo il minimo necessario per fare un lavoro di fatica, dobbiamo forse obbligarli? Se poi, dopo cinque anni, non sanno fare molto altro che il loro lavoro... bhe, non sarà una condizione significativamente differente da quella attuale.

Lenar
La potremmo chiamare riforma inimleG; speculare alla riforma Gelmini (Dio l'abbia in gloria ... il più presto possibile) taglio alle materie teoriche e potenziamento dei laboratori.
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 5:36 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Penso che la scuola giusta debba essere non quella dei pochi nè quella di tutti; semplicemente quella degli "un bel po'".

E non guasterebbe un bel test d'ingresso in ogni ordine, che consentisse il passaggio di una percentuale ben definita e decrescente di ragazzi, tanto per stimolare l'impegno mediante una sana competizione; ad esempio far accedere alle medie il 95% di chi ne ha titolo (anche riprovandoci), alle superiori il 70 % all'università il 50 %.
Nelle varie classi i ragazzi smetterebbero di fare a gara a chi studia di meno.
Test d'ingressoche i ragazzi,cosìcome noi o voi docenti,abbiamo cercato di annullare con un bel ricorso al tar(test preselettiva concorso 2012).......
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 5:43 pm

Ire ha scritto:
La  mia scuola?

Una scuola non ripetitiva dalla prima elementare alla seconda superiore con uno studio a tutto campo che arrivi a fornire la conoscenza di quello che succede oggi, in ambito sociale, scientifico, culturale e non che si fermi alla seconda guerra mondiale (o alla convenzione universale sui diritti dell'uomo del 1949) perchè ad ogni ciclo si comincia da capo-

Gli ultimi tre anni di superiori superspecializzanti, che i tecnici vengano formati insieme al mondo del lavoro per essere pronti ad esservi inseriti senza bisogno di dieci anni di formazione post diploma.

Basta proprinare Leopardi a ragazzi che non hanno quel tipo di interesse.


Fin qui ti seguo e, a grandi linee, potrei anche essere abbastanza d'accordo.

Ire ha scritto:


Ma voi, avido, voi insegnanti, siete italiani esattamente come noi, e la scuola che offrite non propone nulla di diverso da questo  e non ne possiamo fare una colpa a nessuno: siamo fatti così.

Chi avete contro? i genitori? i ds? i funzionari del miur?

I genitori, volendo, si mettono a tacere facendosi vedere compatti, determinati, formati e disponibili al dialogo pronti a modificare strategia ma fermi sull'obbiettivo.

I ds si mettono a tacere quando i genitori tacciono e quando vedono un consiglio di classe compatto,determinato, informato, formato, .......................
(balle quelle che hanno superpoteri oltre le leggi e oltre i contratti - ce li hanno se si permette loro di averli)


Qui non ti seguo. Anzi, mi incazzo. E no, caspita. Secondo questa visione la scuola dovrebbero cambiarla i docenti contro le famiglie, contro i DS, contro i funzionari del ministero, contro tutto e contro tutti? Scusa tanto ma questo è un bel modo per lavarsi le mani e delegare. Attualmente i docenti sono la categoria più sputtanata e vilipesa del panorama sociale italiano. E, dal tuo punto di vista, dovremmo pure metterci a combattere i mulini a vento? Magari gratis o per amor di patria o per la "vocazione"?

Tutti sappiamo che la scuola non è o non dovrebbe essere un corpo estraneo alla società. Alla luce di tale premessa l'insegnante può dare il suo contributo, avanzare le sue proposte. Ma la figura del docente non può essere oggetto di delega cieca e incondizionata. La scuola non possono cambiarla solo i docenti... ci hanno provato in passato e ne sono usciti con "le pezze al culo" e, di quel fallimento, portano ancora oggi l'immeritata "colpa".

Se c'e' una speranza di cambiamento nella scuola essa potrebbe venire solo da una chiara definizione di un progetto che coinvolga, chi più chi meno, tutti i soggetti che nella scuola si trovano ad operare (famiglie, studenti, dirigenti, docenti, politici) e che, una volta definito e chiarito, venga implementato con ferrea ed inflessibile determinazione (fatta eccezione per gli inevitabili aggiustamenti di rotta che possono sempre esserci quando si traduce in qualcosa di concreto un progetto astratto).

Lenar
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 5:49 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Lenar ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Hai mai insegnato in un professionale ? Che tipo di corsi potrebbero frequentare la maggior parte dei ragazzi che vi si iscrivono ?
Te lo dico io, i corsi di: "cazzeggio col cellulare specialistico", "fabbricazione della canna ad occhi chiusi", "sintesi della bestemmia", "rutto sincronizzato", "studio della combustione delle scorregge".

OK, l'ho buttata sul ridere, ma in fondo in fondo ....

Così ad occhio, i ragazzi del professionale dovrebbero fare tornio, impianti, officina e poco altro. Perchè stressarli con la letteratura o con la fisica se loro non ne vogliono sapere. La scelta dovrebbero farla loro. Se la loro scelta è imparare solo il minimo necessario per fare un lavoro di fatica, dobbiamo forse obbligarli? Se poi, dopo cinque anni, non sanno fare molto altro che il loro lavoro... bhe, non sarà una condizione significativamente differente da quella attuale.

Lenar
La potremmo chiamare riforma inimleG; speculare alla riforma Gelmini (Dio l'abbia in gloria ... il più presto possibile) taglio alle materie teoriche e potenziamento dei laboratori.

Effettivamente ci sarebbe qualche analogia tra questa proposta e la riforma Gelmini, non lo nego. Ma non credo che si possa affermare l'erroneità di una proposta solo perchè ha qualche assonanza con la riforma Gelmini.

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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 6:05 pm

Lenar ha scritto:

Così ad occhio, i ragazzi del professionale dovrebbero fare tornio, impianti, officina e poco altro. Perchè stressarli con la letteratura o con la fisica se loro non ne vogliono sapere.
Lenar

Veramente un meccanico o un elettricista di fisica ne deve sapere eccome. A livello molto pratico, ma certo più dello psicologo e dell'archeologo.
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 6:11 pm

vedi ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Penso che la scuola giusta debba essere non quella dei pochi nè quella di tutti; semplicemente quella degli "un bel po'".

E non guasterebbe un bel test d'ingresso in ogni ordine, che consentisse il passaggio di una percentuale ben definita e decrescente di ragazzi, tanto per stimolare l'impegno mediante una sana competizione; ad esempio far accedere alle medie il 95% di chi ne ha titolo (anche riprovandoci), alle superiori il 70 % all'università il 50 %.
Nelle varie classi i ragazzi smetterebbero di fare a gara a chi studia di meno.
    Test d'ingressoche i ragazzi,cosìcome noi o voi docenti,abbiamo  cercato di annullare con un bel ricorso al tar(test preselettiva concorso 2012).......                                  
Triste vicenda ! Il trionfo della demagogia.
E dire che poteva essere evitata portando la soglia al "6" ma rendendo i quesiti più difficili.
Profumo ne ha fatte di fesserie in quel concorso !
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 6:14 pm

Lenar ha scritto:

Effettivamente ci sarebbe qualche analogia tra questa proposta e la riforma Gelmini, non lo nego. Ma non credo che si possa affermare l'erroneità di una proposta solo perchè ha qualche assonanza con la riforma Gelmini.

Lenar
Mi hai frainteso ! La considero una buona proposta; ed il fatto che sia speculare a quella Gelmini è di buon auspicio !
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dami



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 7:22 pm

mac67 ha scritto:
Mi convinco sempre di più di alcune cose:

1) la scuola italiana, che come tutte era destinata a una ristretta cerchia, è diventata "di massa" senza adeguarsi a questa realtà (su questo mi pare che Lenar dica cose simili);

2) la soluzione potrebbe (condizionale) essere l'abolizione di promozioni e bocciature: si frequenta la scuola superiore per 5 anni, alla fine ricevi un diploma se hai risultati positivi, un attestato di frequenza se hai risultati non positivi. Il diploma e l'attestato sono accompagnati da una valutazione analitica, disciplina per disciplina (o per assi culturali), della preparazione conseguita. In caso di preparazione inadeguata, non è possibile iscriversi ad alcune facoltà universitarie. Lo studente uscito da scuola con una o più insufficienze può rimediare con corsi e/o esami appositi presso le scuole stesse. Questa parte, aggiungo, a pagamento, e non poco.

La tua potrebbe essere una soluzione a basso costo iniziale, ma non risolverebbe alcune questioni.
Il problema è che i ragazzi che hanno voglia di studiare continuerebbero a trovarsi in classe quelli che non ne hanno voglia (questo dramma lo si vive, anche se in misura minore, già alla scuola primaria).
Bisogna trovare un modo, che non sia andare al liceo d'elìte (a cui non vieni iscritto se sei di una classe sociale svantaggiata), per premiare e agevolare chi si dà da fare (anche se abita in un quartiere periferico, non è di lingua madre italiana, non è ricco, ecc.) mentre si dà da fare e non solo alla fine.
Come dice l'amareggiato avido, ci sono realtà (i professionali) che proprio non funzionano.
Il disagio, però, non è solo dei professori che ci lavorano, ma anche degli studenti che potrebbero studiarci seriamente se le condizioni di studio fossero adeguate.
Personalmente non ho mai insegnato in un professionale, però ci ho fatto il tirocinio e una idea me la sono fatta.
Questa tipologia di scuola è quella che soffre maggiormente dell'obbligo scolastico fino ai 16 anni. Non vedo francamente come possa essere educativo un luogo dove vengono ghettizzate alcune tipologie di studenti (stranieri, mediocri, poveri, disabili, svogliati, ecc.): ecco perché non credo all'obbligo scolastico.
Credo però all'educazione permanente, alla possibilità di tornare a studiare dopo un periodo di svogliatezza, alla possibilità di recuperare i propri deficit.
Inoltre credo che si debba dare la possibilità alle persone di studiare, imparare, conoscere, secondo le proprie possibilità.
La programmazione va mirata sulle persone che devono/vogliono studiare. Va risolto però il problema di quelli che non sentono l'urgenza dello studio. Bisogna dare un'opportunità anche a loro e creare un sistema che consenta il "recupero".
Si deve però abbandonare la strada dell'ipocrisia: la società non migliora se si permette agli adolescenti di bivaccare a scuola e si consente loro di uscire dalla scuola con un diploma falso.
Che le regole siano certe. Che si certifichino i livelli reali conseguiti, ma che si insegni anche al livello "possibile" per lo studente. E questo a partire da subito, dalla scuola primaria, anche se con modalità diverse a seconda dei vari ordini di scuola.
Purtroppo la disaffezione allo studio la si apprende già da piccoli e spesso i ragazzi che si vedono nei professionali sono persone già sfiduciate, che hanno già in testa, anche se in modo non ancora consapevole, un marchio, quello della loro inadeguatezza.
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 7:43 pm

mac67 ha scritto:
Lenar ha scritto:

Così ad occhio, i ragazzi del professionale dovrebbero fare tornio, impianti, officina e poco altro. Perchè stressarli con la letteratura o con la fisica se loro non ne vogliono sapere.
Lenar

Veramente un meccanico o un elettricista di fisica ne deve sapere eccome. A livello molto pratico, ma certo più dello psicologo e dell'archeologo.

Sei proprio certo che per montare un punto luce interrotto o una teleinversione del M.A.T. serva conoscere l'integrale di Gauss? La fisica che serve all'elettricista è estremamente pratica e diretta ed è solo una parente lontana della fisica dei liceali. Te lo dico, se ti va di fidarti, per esperienza diretta.

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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 8:01 pm

dami ha scritto:
che non sia andare al liceo d'elìte (a cui non vieni iscritto se sei di una classe sociale svantaggiata)

Dove? Quando? Questa barzelletta poteva forse avere qualche fondamento cinquant'anni fa (e personalmente ne dubito, ma non essendo così vecchio faccio finta di crederci), ma poi non ho mai visto che qualcuno venga discriminato perché viene da una classe sociale svantaggiata, anzi di solito si fa di tutto per venirgli incontro. Posso concederti che ci sia qualche difficoltà per chi non è di madre lingua italiana, difficoltà che peraltro in alcuni casi viene risolta brillantemente nel giro di pochi anni (e allora mi chiedo perché in altri casi no). A meno che non volessi dire che non viene proprio iscritto per scelta della famiglia. E anche in questo caso ti potrei dar ragione solo in un numero limitato di casi.
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 8:50 pm

Lenar ha scritto:
mac67 ha scritto:
Lenar ha scritto:

Così ad occhio, i ragazzi del professionale dovrebbero fare tornio, impianti, officina e poco altro. Perchè stressarli con la letteratura o con la fisica se loro non ne vogliono sapere.
Lenar

Veramente un meccanico o un elettricista di fisica ne deve sapere eccome. A livello molto pratico, ma certo più dello psicologo e dell'archeologo.

Sei proprio certo che per montare un punto luce interrotto o una teleinversione del M.A.T. serva conoscere l'integrale di Gauss? La fisica che serve all'elettricista è estremamente pratica e diretta ed è solo una parente lontana della fisica dei liceali. Te lo dico, se ti va di fidarti, per esperienza diretta.

Lenar

In che cosa differisce quanto ho scritto da quello che dici tu?
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 8:54 pm

Dec ha scritto:
Posso concederti che ci sia qualche difficoltà per chi non è di madre lingua italiana, difficoltà che peraltro in alcuni casi viene risolta brillantemente nel giro di pochi anni (e allora mi chiedo perché in altri casi no)

Predisposizione personale e apertura mentale?
Attitudine della famiglia a inserirsi nel nuovo ambiente frequentando ambienti italiani, seguendo tv italiane, parlando italiano anche in famiglia piuttosto che ricerca della satellitare per guardarsi programmi del paese di origine, chiusura nelle comunità di connazionali, lingua madre come lingua famigliare.
potrebbero essere motivi che ti convincono?
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 9:06 pm

Può darsi, ma non credo che sia così in tutti i casi. Tra l'altro lavorando con i ragazzi delle superiori nella maggior parte dei casi (fanno forse eccezione le ragazze musulmane che vengono da famiglie chiuse) gli amici da frequentare se li scelgono loro, perciò gli imput familiari contano fino ad un certo punto. Certo dovrei vivere nelle loro famiglie per darmi una risposta. Può anche darsi che oggettivamente sia più facile imparare l'italiano per chi ha una certa base linguistica piuttosto che per chi ha una lingua madre completamente diversa. Però ti assicuro che nessuno straniero viene bocciato solo perché va male in italiano, anche se magari questo lo penalizza un po' nella possibilità di avere voti molto alti. Se si arriva alla bocciatura, i problemi sono anche altri.
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