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 Figli di una scuola sbagliata

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 03, 2014 11:38 am

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/news/precari-laureati-senza-abilitazione-allinsegnamento-prospettive

"Noi lottiamo con il sangue e con i denti affinché qualcuno ci ascolti e pensi anche a noi. Purtroppo il nozionismo non sempre paga e anche le persone più capaci si sono lasciati bloccare alla prima delle tre prove selettive dell’unico modo che ci è rimasto per abilitarci, il Tfa."

No, le persone più capaci non si sono lasciate bloccare.

Il problema è che se alle elementari ai bambini meno dotati e meno volenterosi vengono dati "rinforzi positivi", se alle medie agli stessi ragazzini si riconosce che "poveretti hanno subito il trauma del salto" e se alle superiori gli stessi ragazzi non vengono selezionati perchè "comunque è la scuola dell'obbligo fino a 16 anni" e dopo i 16 anni "li abbiamo portati fin qui vuoi mica fermarli ora ! Tanto non sarebbero più in grado di recuperare" e se infine all'università è consentito laurearsi in 10 anni al posto di 5, ovvio che poi si aggrappano al "nozionismo" e che si definiscano "più capaci".

Più capaci di belare ! Dignità zero !
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Gio Ago 28, 2014 12:57 am

"io penso a i cazzi miei gli altri si arrangino"

si chiama familismo amorale.

Senza critiche: sono del centro sud e penso da meridionale che se noi per primi riflettiamo su cio' che non ci fa crescere ,rimarremo sempre indietro.

Il veneto si e' affrancato negli anni: sara' una questione di mentalita'?
io penso di si.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Gio Ago 28, 2014 1:07 am

carla75 ha scritto:
Il veneto si e' affrancato negli anni: sara' una questione di mentalita'?
io penso di si.

Si è affrancato?

Se per "affrancatura" intendi una situazione di benessere economico diffuso, probabilmente sì.

Ma se invece si intende una situazione di apertura e di libertà intellettuale e morale, avrei qualcosa da ridire.

Prova a iscrivere tuo figlio in una scuola di una piccola cittadina di provincia del Veneto, e a dichiarare che non lo vuoi iscrivere all'insegnamento di religione cattolica, e che pretendi l'attivazione della materia alternativa, e vedi cosa ti rispondono...
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Gio Ago 28, 2014 1:32 am

avidodinformazioni ha scritto:
A questo mondo neanche due gocce d'acqua sono uguali; un mio collega diceva: " toccati i gioielli di famiglia, ne hai uno un po' più in alto dell'altro".

Io la sapevo diversamente, e non solo riferita a organi riproduttivi, ma direttamente a persone:

"i coglioni vanno sempre in coppia, e ce n'è sempre uno che è di livello un po' più basso dell'altro".

L.
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esageranio



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Gio Ago 28, 2014 2:20 am

carla75 ha scritto:
"io penso a i cazzi miei gli altri si arrangino"

si chiama familismo amorale.

Senza critiche: sono del centro sud e penso da meridionale che se noi per primi riflettiamo su cio' che non ci fa crescere ,rimarremo sempre indietro.

Il veneto si e' affrancato negli anni: sara' una questione di mentalita'?

io penso di si.

 Fidati, finiti i soldi finisce pure l' "affrancatura" e non ci resterà  che tessere le lodi della superiore cultura tedesca, almeno finché dura...
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Gio Ago 28, 2014 8:33 am

paniscus_2.0 ha scritto:
carla75 ha scritto:
Il veneto si e' affrancato negli anni: sara' una questione di mentalita'?
io penso di si.

Si è affrancato?

Se per "affrancatura" intendi una situazione di benessere economico diffuso, probabilmente sì.

Ma se invece si intende una situazione di apertura e di libertà intellettuale e morale, avrei qualcosa da ridire.

Prova a iscrivere tuo figlio in una scuola di una piccola cittadina di provincia del Veneto, e a dichiarare che non lo vuoi iscrivere all'insegnamento di religione cattolica, e che pretendi l'attivazione della materia alternativa, e vedi cosa ti rispondono...
Inferiorità culturale settoriale; essere (in buona misura, non completamente) razzisti porta a perdere delle opportunità ed a ridurre la propria felicità.

I nazisti hanno fatto scappare molti ebrei intelligenti dall'Europa e questo ha depauperato le potenzialità di crescita; la bomba atomica è stata fatta anche col contributo di scienziati ebrei .... alla faccia dei nazisti.

Chissà quante persone di valore hanno deciso di andare in Francia anzichè in Veneto.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Gio Ago 28, 2014 12:21 pm

io parlavo anche di liberta'. un sistema corrotto non ti da la possibilita' di crescere e di far crescere la societa' in cui vivi in ogni senso.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Gio Ago 28, 2014 1:42 pm

non c'è  differenza tra un nativo italiano e uno straniero che viva in italia se questo straniero vive in italia e si conforma alle nostre leggi, usi e costumi sociali (poi se a casa sua vuole stare in burka o in gonnellino di paglia col seno scoperto, o vuole mangiare solo riso e carne di cane  o vuole addobbare la casa con candeline channucah va benissimo - basta che non costringa me a trovare carne di cane nelle mense, basta che non costringa me a viaggiare a fianco di una persona di cui non posso vedere l'identità basta che non costringa me a vedere una persona a seno scoperto quando la mia legge vieta questa pratica o a fare un mese di digiuno)

Uno straniero che vive in italia e rispetta le leggi e si adegua, non crea problemi a nessuno.
Non porta nemmeno a rilevare che lui qui ci è arrivato con un aereo, un barcone, un pullman o a piedi prendendosi da un luogo dove non riusciva a vivere e catapultandosi in poche ore in una realtà completamente diversa. Diversa grazie ai nostri nonni che hanno combattuto, diversa grazie ai loro nonni che hanno combattuto, diversa grazie a persone nate qui che hanno creduto nella libertà e che per questo hanno vissuto.  Noi ce lo siamo costruiti e abbiamo almeno il diritto che chi viene non ce lo distrugga.

Poi l'incontro di culture diverse è crescita. Ma per incontrarsi bisogna capirsi e visto che io, qui, parlo la lingua di qui, magari è bene che chi viene da altre parti impari la mia. Altrettanto farò io se andrò altrove.
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Gio Ago 28, 2014 2:14 pm

Ire ha scritto:
non c'è  differenza tra un nativo italiano e uno straniero che viva in italia se questo straniero vive in italia e si conforma alle nostre leggi, usi e costumi sociali (....) basta che non costringa me a viaggiare a fianco di una persona di cui non posso vedere l'identità basta che non costringa me a vedere una persona a seno scoperto quando la mia legge vieta questa pratica o a fare un mese di digiuno)

Andare in giro con una copertura che renda irriconoscibile la faccia è GIA' vietato da normalissime leggi italiane che esistevano molti decenni prima che si ponesse il problema dell'immigrazione. Non è che siano delle leggi nuove che sono state fatte apposta per impedire alle musulmane di indossare il niqab, ma andare in giro con un passamontagna integrale o con una maschera di Carnevale sulla faccia era già vietato da tempo immemorabile anche agli italiani.

Per cui, se il presupposto è che si rispettino le leggi locali, questo caso non è contemplato già in partenza, non è che si debba fare un articolo di legge apposta per gli stranieri.

Per quanto riguarda il seno scoperto, non sono nemmeno sicura che esista davvero, in Italia, una legge che lo proibisce del tutto. Che sia diffusamente considerato inopportuno e di cattivo gusto, quello sì, ma se sia formalmente illegale non lo so. E comunque, se anche lo fosse davvero, troverei di un'ipocrisia madornale il fatto di vietarlo a una donna in carne e ossa che se ne va in giro per i fatti suoi, e consentirlo invece con la massima libertà ai produttori di copertine giornalistiche, di installazioni d'arte o di cartelloni pubblicitari visibili ovunque...
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Gio Ago 28, 2014 3:36 pm

paniscus_2.0 ha scritto:


Andare in giro con una copertura che renda irriconoscibile la faccia è GIA' vietato da normalissime leggi italiane che esistevano molti decenni prima che si ponesse il problema dell'immigrazione. Non è che siano delle leggi nuove che sono state fatte apposta per impedire alle musulmane di indossare il niqab, ma andare in giro con un passamontagna integrale o con una maschera di Carnevale sulla faccia era già vietato da tempo immemorabile anche agli italiani.

Per cui, se il presupposto è che si rispettino le leggi locali, questo caso non è contemplato già in partenza, non è che si debba fare un articolo di legge apposta per gli stranieri.

Per quanto riguarda il seno scoperto, non sono nemmeno sicura che esista davvero, in Italia, una legge che lo proibisce del tutto. Che sia diffusamente considerato inopportuno e di cattivo gusto, quello sì, ma se sia formalmente illegale non lo so. E comunque, se anche lo fosse davvero, troverei di un'ipocrisia madornale il fatto di vietarlo a una donna in carne e ossa che se ne va in giro per i fatti suoi, e consentirlo invece con la massima libertà ai produttori di copertine giornalistiche, di installazioni d'arte o di cartelloni pubblicitari visibili ovunque...

Qualcuno ha parlato di fare leggi apposta per gli stranieri?

ma che discorsi sono questi?

ma dove porta questa ot, scusa?

Ti chiedevi perchè fosse tanto grave che chi viene nella nostra nazione non abbia voglia di integrarsi. Tu stessa dai la risposta:
le nostre leggi chiedono che si veda bene in viso chi cammina per strada.
Che senso avrebbe fare una legge per loro? E' la nostra legge che bisogna rispettare qui da noi e per rispettarla bisogna conoscerla e per conoscerla bisogna leggerla o comprenderla quando diffusa via media.
e per leggere e comprendere bisogna conoscere la lingua.

Ecco cosa c'è di grave se non ne hanno voglia: se non ne hanno voglia agiranno qui come agivano a casa loro. Quella casa da cui sono dovuti o hanno voluto venire via.
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Gio Ago 28, 2014 4:47 pm

Quindi tu consideri sullo stesso livello (e ugualmente sbagliati e inaccettabili)

a) il fatto di non rispettare le leggi;

b) il fatto di voler provare a mantenere certe forme di stile di vita diverse dalla maggioranza del paese dove si vive, anche se questo non viola alcuna legge?
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Gio Ago 28, 2014 5:50 pm

http://www.uffa.it/barzellette/frasi-vere-tratte-da-verbali-carabinieri
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Gio Ago 28, 2014 6:56 pm

Ire ha scritto:
http://www.uffa.it/barzellette/frasi-vere-tratte-da-verbali-carabinieri
Splendide !
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 31, 2014 2:08 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Dec ha scritto:
non posso fare a meno di stupirmi di genitori che vengono al ricevimento e che hanno bisogno che il figlio traduca quello che dico perché non capiscono una parola; e magari vivono in Italia da quattro-cinque anni) e mi chiedevo se ci fosse una spiegazione e quindi qualcosa che si poteva fare per aiutarli: tutto qui.

Ma scusa, io non sono un'esperta di linguistica né di neuroscienze, ma il motivo di tale situazione mi pare OVVIO: credo che sia assolutamente normale che un bambino impari le lingue più velocemente e più spontaneamente di un adulto!

Non è necessariamente questione di svogliatezza o di pregiudizio da parte dell'adulto, è proprio che i suoi processi mentali di apprendimento delle lingue funzionano diversamente.


Nessuno ha parlato di svogliatezza e di pregiudizio. Dico solo che, se una persona vive da anni in un luogo e non è in grado di comunicare in maniera minima nella lingua che si parla in quel paese, questo crea dei problemi, a loro e alla società in genere. Ovviamente era una digressione OT.
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 31, 2014 2:12 pm

Ire ha scritto:
Molti adulti, tra l'altro, sono qui per forza, spinti da necessità di svariato tipo, che vanno dalla persecuzione politica alla povertà o al ricongiungimento famigliare, e la maggior parte di queste persone non hanno nessuna voglia di integrarsi. Desiderano guadagnare, vivere in sicurezza, e costituire le loro comunità-  Quindi la spinta alla lingua è davvero minima.

Da cittadino, credo privo di sentimenti xenofobi, la cosa mi sembra preoccupante.

Ire ha scritto:
Ti chiedi se ci sia un modo per aiutarli, e mi verrebbe da pensare che ti riferisci ai ragazzi, ma lo fai al termine del discorso sui loro genitori. Chi vuoi aiutare, Dec?

Ovviamente i ragazzi, nell'ambito di quello che è il mio lavoro. Non mi permetterei mai di interferire con le scelte dei genitori. Probabilmente mi sono spiegato male, ma erano due discorsi assolutamente separati.
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 31, 2014 2:39 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Per cui, per quale motivo dovrebbero avere tutto questo entusiasmo spontaneo nell'obiettivo di "integrarsi", ovvero di diventare praticamente uguali agli abitanti del paese di arrivo? E soprattutto, per quale motivo l'eventualità di "non volersi integrare" dovrebbe essere giudicata come qualcosa di eticamente condannabile?

Conoscere quel minimo della lingua che serve per capire e farsi capire significa diventare praticamente uguali agli abitanti del paese di arrivo? Quindi chi impara una seconda lingua diventa praticamente uguale agli abitanti del paese in cui quella lingua è parlata? Probabilmente sono io che non so parlare in italiano.

paniscus_2.0 ha scritto:
Basta che rispettino le leggi locali, e che non pretendano di praticare usanze incompatibili con quelle (che non c'entrano niente con la LINGUA, parlo solo di usanze comportamentali), ma poi se hanno voglia o no di condurre uno stile di vita diverso dalla maggioranza, rimanendo nella legalità, sono solo affari loro!

Chi ha dato giudizi etici? A me non piace l'idea di una società in cui ogni persona che appartiene ad una particolare etnia frequenta solo persone della sua nazionalità, entra solo nei negozi dei suoi connazionali e in prospettiva frequenterà solo scuole monoetniche e monoculturali. Pensavo che il modello di società dell'apartheid, anche se liberamente scelto, fosse un modello ormai relegato nei libri di storia. Invece vedo che in molti paesi tende a riformarsi e che alcuni ritengono normale e giusto che sia così.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 31, 2014 2:54 pm

Dec ha scritto:
Ire ha scritto:
Molti adulti, tra l'altro, sono qui per forza, spinti da necessità di svariato tipo, che vanno dalla persecuzione politica alla povertà o al ricongiungimento famigliare, e la maggior parte di queste persone non hanno nessuna voglia di integrarsi. Desiderano guadagnare, vivere in sicurezza, e costituire le loro comunità-  Quindi la spinta alla lingua è davvero minima.

Da cittadino, credo privo di sentimenti xenofobi, la cosa mi sembra preoccupante.


E' preoccupante, Dec.

Una anteprima: l'associazione di cui faccio parte ha siglato un accordo con il Miur e diventa referente ufficiale delle scuole per le problematiche (ma anche per la promozione e la valorizzazione delle buone pratiche) legate all'infanzia (3-18) Sono or ora reduce da un convegno nel quale ci siamo interrogati sugli obbiettivi e sulle sfide che questo grossa responsabilità pone ed una delle priorità individuate è stata proprio quella degli stranieri. Ci si lavorerà: scuole, MIUR e referente. La scuola può fare tanto, insieme a chi capisce le loro voci.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 31, 2014 4:27 pm

Io mi limitavo a chiedermi, da un punto di vista puramente di principio, per quale motivo il fatto di "essere poco interessati a integrarsi" e di voler mantenere, per quanto possibile, uno stile di vita proprio, dovrebbe essere considerato immorale e inaccettabile di per sé. Non parlo di difficoltà linguistiche (che nella maggior parte dei casi non sono SCELTE ideologiche, ma vere difficoltà concrete), parlo proprio del malinteso concetto di "integrazione" in generale, che spesso purtroppo viene inteso come sinonimo di "omologazione" e "uniformità".

Nel momento in cui si rispettano le leggi e non si commettono illeciti (cosa che, ripeto, considero un dovere etico scontato), mi sembra che, per il resto, TUTTI abbiamo la libera aspirazione a trasmettere ai propri figli i valori in cui crediamo noi, gli esempi che consideriamo validi noi, e la consuetudine a frequentare ambienti che piacciono a noi, anche quando sono scelte minoritarie e quando costano più fatica di altre.

Non mi risulta che l'obbligo morale a uniformarsi alla maggioranza sia richiesto a nessuno, sotto pena di essere considerato antisociale e ingrato verso la comunità che lo circonda.

E soprattutto quale sarebbe l'alternativa pratica... ovvero, come si farebbe, concretamente, a COSTRINGERE della gente a cambiare gusti, a cambiare ideali, a cambiare aspirazioni personali e a provare sentimenti e interessi personali che non prova?

Li si minaccia di sbatterli fuori dal paese se non si uniformano ai gusti e alle mode maggiormente diffusi sul luogo? Ma allora anche i nativi, mica solo gli immigrati...
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sweetdream



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 31, 2014 5:03 pm

Caro Paniscus, il tema è delicato e spinoso. Credimi, nessuno vuole "omologare" gli stranieri alla mentalità italiana, o convincerli che la pizza margherita sia migliore del bortsch. Ma se sei in casa mia, dovresti almeno rispettare chi ti mette la zuppa - qualsiasi essa sia - nel piatto. Si tratta di buonsenso e riconoscenza. Se tu venissi a casa mia, o io a casa tua, credo ci comporteremmo così.

Quasi tutti, nella vita, siamo stati all'estero e, pur mantenendo il nostro sistema di valori, abbiamo rispettato le tradizioni del luogo almeno per quel giorno, settimana o forse mese in cui ci siamo trattenuti là, cercando di capire la cultura che ci stava ospitando e dove, di certo, non siamo andati a fare i colonizzatori. A maggior ragione se il periodo è stato molto, infinitamente più lungo. Ricevere lo stesso rispetto non sarebbe male, non trovi? :-)

Riguardo la scarsa volontà di integrarsi, non scomoderò la cronaca, ma ti dirò che, nella mia piccola esperienza personale, il rapporto tra stranieri e Italia vede sempre più assottigliarsi il desiderio di integrarsi in questa cultura ospitante (e ospitale), a vantaggio di un soggiorno spesso mordi e fuggi o di vero e proprio sfruttamento della situazione.
Mi spiego meglio: nel giro di pochi anni si è passati dal desiderio vero di apprendere la lingua (e la cultura!) del nuovo Paese di residenza, per poter lavorare, inserirsi nel sociale e quant'altro, al mero desiderio di "mettersi le carte a posto" e poi...chissenefrega se non capisco un tubo di Italiano, tanto la domanda di manovalanza a basso costo c'è sempre e i disservizi li pagano i terzi.
Oppure vengono candidamente a dirti che rimarranno in Italia quei cinque o sei anni che permettono loro di raggranellare quella che nel Paese d'origine è una fortuna, e quindi non hanno interesse a conoscere nulla dell'Italia. Te lo dicono in faccia sorridendo...anche perché sanno che senza di loro alcuni posti di lavoro a scuola non ci sarebbero...e bada bene, non parliamo di tifare la squadra del momento o...votare il partito del momento...o indossare certi capi...ma seguire un percorso di formazione che costituisce obbligo...solo che non vogliono farlo perché a loro, oggi, non interessa più.

Come vedi, nessuno vuole obbligare gli immigrati a cambiare opinioni, vestiti, modo di mangiare: si tratta solo di mostrare rispetto per chi li ospita.
E offre loro un lavoro che a noi sembra sottopagato, ma che permette loro di acquistare case, terreni, addirittura grandi proprietà terriere.
L'interesse per questo è scemato incredibilmente in poco tempo, spero ci possa essere un'inversione di tendenza, ma la vedo dura... :-(
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 31, 2014 5:18 pm

sweetdream ha scritto:
Caro Paniscus, il tema è delicato e spinoso. Credimi, nessuno vuole "omologare" gli stranieri alla mentalità italiana, o convincerli che la pizza margherita sia migliore del bortsch. Ma se sei in casa mia, dovresti almeno rispettare chi ti mette la zuppa - qualsiasi essa sia - nel piatto.

Quello che non riesco proprio a condividere è quesa convinzione a priori che il rapporto sia unilaterale, e che "noi" stiamo facendo generosamente un favore a "loro", regalandogli la zuppa, perché siamo tanto buoni, tanto ospitali e tanto pazienti da accatteare addirittura di fare l'elemosina gratuita a qualcuno di cui non abbiamo bisogno e che non abbiamo "chiamato" noi.

Quando invece mi pare evidente che la nostra società, la nostra economia e il nostro benessere abbiano un gran bisogno degli immigrati, e traggano enormi vantaggi dalla loro presenza. Giusto per  fare un paio di esempi banali, mi chiedo seriamente quante imprese di edilizia e fabbrichette meccaniche del florido nord-est sarebbero già chiuse da un pezzo se non ci fossero i marocchini e i senegalesi, quante aziende agricole e zootecniche crollerebbero se non ci fossero i braccianti indiani e balcanici, e quanti di noi sarebbero disposti a cambiare personalmente il pannolone alla nonna novantenne invalida se non ci fossero le badanti rumene e polacche.

Quindi, c'è poco da fare gli ipocriti convincendosi che noi siamo i benefattori generosi che ospitano i poveri bisognosi accettando di fare sacrifici per loro, e che loro sono i beneficati che devono solo strisciarci ai piedi dalla gratitudine.

L.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Lun Set 01, 2014 11:58 pm, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 31, 2014 5:21 pm

Ire ha scritto:
...legate all'infanzia (3-18)   .....i.
YHEAA; l'ho sempre detto che i nostri diciottenni sono dei bambinoni; ora anche tu me lo confermi !
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 31, 2014 5:24 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
sweetdream ha scritto:
Caro Paniscus, il tema è delicato e spinoso. Credimi, nessuno vuole "omologare" gli stranieri alla mentalità italiana, o convincerli che la pizza margherita sia migliore del bortsch. Ma se sei in casa mia, dovresti almeno rispettare chi ti mette la zuppa - qualsiasi essa sia - nel piatto.

Quello che non riesco proprio a condividere è quesa convinzione a priori che il rapporto sia unilaterale, e che "noi" stiamo facendo generosamente un favore a "loro", regalandogli la zuppa, perché siamo tanto buoni, tanto ospitali e tanto pazienti da accatteare addirittura di fare l'elemosina gratuita a qualcuno di cui non abbiamo bisogno e che non abbiamo "chiamato" noi.

Quando invece mi pare evidente che se la nostra società, la nostra economia e il nostro benessere abbiano un gran bisogno degli immigrati, e traggano enormi vantaggi dalla loro presenza.

L.

Su questo sono d'accordo con te. Quando si cominciano ad usare pronomi come noi e loro e ad usare espressioni come casa mia e casa loro, mi preoccupo molto. E' proprio per questo che trovo che il ghetto, anche se liberamente scelto, sia un problema sociale e al limite anche "politico" (nel senso alto di una visione della comunità), non etico, perché sul piano delle convinzioni e dei gusti personali, finché si rispettano le leggi, nessuno ha il diritto di intervenire. Quindi nessuna omologazione e massimo rispetto di tutte le culture, ma se abbattiamo qualche muro che ci divide credo che abbiamo tutti da guadagnarci.
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 31, 2014 5:30 pm

@ avido
Uno:   ormai sono bambinoni fino a 40 anni!  


Due:  quella è la fascia di età di cui ci occupiamo, la si chiama così ma non ha tanta importanza il nome su questo forum.
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 31, 2014 5:48 pm

Adesso non ideologizziamo anche la lingua italiana. :-)
Bisognava pur farsi capire, e la strada più breve è quella di usare i pronomi per evitare ripetizioni.
O vogliamo sacrificare anche questa regoletta della nostra grammatica per fare i politically correct? ;-)
Che si guadagni sul lavoro degli immigrati è un dato di fatto, che non ci guadagnino tutti è altrettanto vero. Mi spiace che di tutto il discorso scritto, logicamente sia stata tralasciata l'esperienza oggettiva e personale di anni di lavoro riguardo l'integrazione (anche scolastica, e questo è un forum di scuola!). Questo dice tutto, aldilà del discorso strappalacrime della Mami che cambia il pannolone alla nonna di Rossella. ;-)
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 31, 2014 5:59 pm

Nelle mie osservazioni non c'era nessuna intenzione strappalacrime, te lo garantisco: volevano essere esempi di crudi e prosaici vantaggi economici per i cosiddetti "ospitanti", NON certo di sentimentalismo.
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MessaggioOggetto: Re: Figli di una scuola sbagliata   Dom Ago 31, 2014 6:15 pm

Forse ce l'aveva con me, ma il mio era un discorso assolutamente generale. Capisco che è un argomento troppo scottante e che non riusciamo a parlarne serenamente, però è un peccato perché è una realtà con cui tutti abbiamo a che fare. Se i risultati sono quelli che sono emersi dai post di alcuni, forse in questi anni di integrazione scolastica abbiamo sbagliato qualcosa.
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Figli di una scuola sbagliata
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