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 professori e FB

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ipercarmela



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MessaggioOggetto: professori e FB   Dom Ago 31, 2014 8:39 am

Promemoria primo messaggio :

salve a tutti, da vincitore del concorso 2012 senza alcuna esperienza didattica mi accingo a iniziare l'insegnamento.
Oltre a tutti gli altri innumerevoli aspetti di cui so davvero poco, mi interessava avere qualche opinione su quale sia il modo giusto di stare sui social network per una figura pubblica come un professore. Bisogna cancellarsi? Limitare i post di opinione? Quelli a sfondo familiare? Voi come vi regolate?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Lun Set 01, 2014 10:04 pm

iperkrusty ha scritto:
Questo non mi trova d'accordo. Non ci vogliono settimane o mesi. Ci sono manuali semplici ed immediati

E ci vuole volontà. Di apprendere e di usare il mezzo. Se non ci sono queste due condizioni, amen, mica è obbligatorio.

Appunto, allora mi permetto di riformulare il concetto un po' meglio:

per imparare a usarlo in maniera sicura e senza fregature, forse non ci vorranno settimane o mesi, ma sicuramente ci vuole un tempo (e un impegno) decisamente eccessivo rispetto all'importanza o all'attrattiva che vi attribuisco io.

Ovvero, della possibilità di usarlo, non me ne importa abbastanza da pensare che valga la pena di fare quello sforzo per imparare, tutto lì. Preferisco di gran lunga non usarlo, piuttosto che accollarmi tale rottura di scatole.

L.
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iperkrusty



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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Lun Set 01, 2014 10:06 pm

insula ha scritto:
Colleghi miei, mi è toccata la sorte di fare l'avvocato del diavolo e con scrupolo mi adatto alla situazione perchè mi pare che la faccenda tende il piatto della bilancia verso il segno negativo e, mi pare sempre, le conseguenze negative di avere un profilo fb superano quelle positive tanto decantate.

Allora, mi sono informata presso parenti e amici che hanno la famigerata pagina facebook e discutendo con loro sono pervenuta a queste considerazioni:
a) avendo un profilo fb con tutte le privacy possibili si deve stare attenti a non avere tra gli amici qualcuno "aperto a tutto il mondo". Se lo si ha lo si cancelli senza indugio (che si offenda pure oppure gli si spiega la situazione);
b) se gli alunni beccano per caso o informandosi a destra e a manca anche uno degli "amici fidati" (di fb) o "aperto a tutto il mondo" tramite la loro pagina possono accedere alla nostra;
c) in un paese è facile che si sappia chi è tuo amico di fb e poi chiedendo l'amicizia di uno di questi  (e ottenendola) accedere alla nostra pagina;
d) anche se abiti in una città ricerche accurate di alunni e genitori (alcuni sono veramente terribili) possono ottenere successo nel trovare gli amici di fb tramite quali poter accedere alla nostra "preziosa" pagina fb;
e) nel momento in cui uno di questi alunni ( o genitori) ha l'amicizia di un "amico nostro" di fb basta che diventi amico di tutti gli alunni e di chi vuoleper consentire loro di fare lo stesso percorso per giungere alla nostra beneamata pagina fb;
f) esistono in rete e presso hacker dei decodificatori di password (anche per facebook) per potere (sapendo il nostro profilo come si chiama)  ottenere quella nostra e magari entrare in segreto e leggere oppure per entrare, modificare la password, impossessarsi del nostro profilo e poi andare a far danni con commenti dove vuole (si chiama cyberbullismo);
g) esistono in tanti paesi o città guerre tramite fb in cui si conoscono personalmente tutti quelli che partecipano e dove si sp...t..no come matti e dove chi interviene emozionalmente e non razionalmente fa la figura di scemo/a oltre a rischiare di beccarsi qualche querela.

Vi è passata la voglia di avere una pagina fb qualunque (e non solo come docenti, ma anche come singolo utente con nome e cognome) oppure ancora no?

a) Si è vero, ma se al momento zero dal controllo gli amici risultano a posto, come si fa a controllare in continuazione se gli amici cambiano impostazioni? Impossibile! Vale la regola universale di non mettere in rete qualcosa di cui ci pentiremo. Sempre e comunque. Così come faremmo nella piazza del nostro paese semplicemente discutendone con qualcuno
b) Come punto a) e vale sempre la regola precedente.
c) e d) idem come sopra
e) beneamata pagina FB che è una bacheca pubblica, con tutte le impostazioni che metteremo, non lo dimentichiamo mai. E' come se un alunno scoprisse il nostro domicilio fisico. Cosa che a me sembra addirittura più facile eseguire. Basterebbe pedinarci.
f) dodecalogo attivo http://www.attivissimo.net/security/dodecalogo/dodecalogo.htm e cambio password (di almeno 18 caratteri alfanumerici a caso) mensile e gli hacker non ce la fanno. Il metodo dei crackers (non hackers) è quantitativo, non qualitativo.
g) guerre tramite fb? Questa dovresti spiegarla meglio con delle fonti. Grazie.

In conclusione, come già scritto in precedenza, FB è uno strumento e come tale va considerato, con i suoi problemi, NOTI, di privacy. Chi lo usa, accetta il contratto di Zucchembergo e ne subisce le eventuali conseguenze.

http://attivissimo.blogspot.it/2014/05/facebook-cambia-le-regole-e-introduce.html
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tsenglabs



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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 12:54 am

Quando sei da solo comportati allo stesso modo di quando sei in pubblico e quando sei in pubblico comportati allo stesso modo di quando sei da solo.
Io credo che un insegnate, per il ruolo educativo che ricopre, debba essere una persona trasparente e debba impersonare il concetto che ho espresso poco sopra. La vita privata di un insegnante deve restare tale, non perchè abbiamo degli scheletri nell'armadio, ma semplicemente per il ruolo che esso ricopre. Ritengo che in un docente non debbano coesistere Dottor Jekyll e Mister Hyde, come accennato in questa discussione.
Premesso tutto ciò, devo dire che ritengo comunque opportuno non aggiungere alunni e genitori su Facebook, come non è opportuno intrattenere rapporti telefonici con gli stessi o fare una passeggiata o mangiare un gelato con loro.
Di norma, non ci devono essere rapporti fuori dalla scuola.
Ovvio che ci sono casi reali che richiedono azioni totalmente opposte alla mia idea, ad esempio ci sono contesti sociali dove un insegnante rappresenta il punto di riferimento e la salvezza per alcuni alunni ed il suo intervento extrascolastico, umano e materiale, è provvidenziale. Ma questa è un'altra storia.

Se si vuole intrattenere con gli alunni relazioni tramite internet, più o meno didattiche, si possono utilizzare mille altri strumenti, alternativi all'amicizia su FB: blog, forum, piattaforme per la condivisione di informazioni (ad esempio google drive etc....) ce ne sono ormai a migliaia e gratuiti....
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 7:52 am

paniscus_2.0 ha scritto:

per imparare a usarlo in maniera sicura e senza fregature, forse non ci vorranno settimane o mesi, ma sicuramente ci vuole un tempo (e un impegno) decisamente eccessivo rispetto all'importanza o all'attrattiva che vi attribuisco io.

Ovvero, della possibilità di usarlo, non me ne importa abbastanza da pensare che valga la pena di fare quello sforzo per imparare, tutto lì. Preferisco di gran lunga non usarlo, piuttosto che accollarmi tale rottura di scatole.

L.

Non usarlo è un diritto sacrosanto ma un adulto che ha a che fare con ragazzi sempre in mezzo ai guai deve conoscere molto bene i loro guai per saperli guidare fuori o ancora meglio per insegnare loro ad evitarli.

E, signori, mi spiace, non funziona il discorso di dire "non andarci" è la stessa cosa del rock:

la frontiera non lo ferma

Non ci vogliono mesi per imparare ad usare bene il web. Basta il buon senso e la motivazione a capire che spingono a cercare le informazioni dove sono corrette.

Non possiamo non conoscere dove vivono i nostri ragazzi, non possiamo farlo come genitori e non potete farlo come scuola.
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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 8:03 am

tsenglabs ha scritto:
Quando sei da solo comportati allo stesso modo di quando sei in pubblico e quando sei in pubblico comportati allo stesso modo di quando sei da solo.
Reclamo il diritto a parcheggiare in doppia fila ed a subire come massima pena la multa relativa.
Reclamo il diritto ad avere un'amante ed a rischiare al massimo un divorzio.
Reclamo il diritto a mettermi le dita nel naso quando sono fermo al semaforo e subire nulla più che uno sguardo schifato.
Reclamo il diritto di desiderare la morte di una persona che mi ha fatto un torto grave e di andare a fare 30 anni di galera solo se poi la uccido veramente.

Nel contratto non c'è scritto che devo essere più nobile di un operaio FIAT, nel contratto non c'è scritto che devo guadagnare più di un operaio FIAT (1300 €); posso quindi essere un operaio FIAT che invece di avvitare bulloni spiega le leggi della termodinamica.

Chi ragiona come sopra pensa che gli insegnanti siano di categoria superiore agli operai FIAT e sbaglia.

Tra l'altro la nostra categoria è abbastanza disprezzata dalla società, anche perchè ci vedono come dei perfettini, come dei noiosi ..... come dei rompiballe
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 9:05 am

Ire ha scritto:
... ritengo indispensabile che un insegnante lo conosca fb, che sappia di cosa si tratti, di quali siano le sue potenzialità, i suoi limiti e i suoi rischi, di quale linguaggio si usi e via dicendo e tutto questo perchè nel suo quotidiano lavoro ha a che fare con persone che hanno fatto del social il loro mondo.  E proprio per il discorso che si faceva sulla necessità di imparare la lingua del mondo dove ci si inserisce....?

Dissento. Ancora una volta: il nostro compito principale è insegnare le nostre discipline. Poi capita che educhiamo, in modo accessorio. Ma non ho alcun obbligo di conoscere FB. Non è affatto indispensabile.
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GiuseppeRoma



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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 11:50 am

tsenglabs ha scritto:

anche perchè ci vedono come dei perfettini, come dei noiosi ..... come dei rompiballe

Esattamente ciò che intendevo dire.
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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 1:04 pm

Ire ha scritto:
Non ci vogliono mesi per imparare ad usare bene il web.

Faccio presente che il web lo uso da 20 anni, e credo di saperlo usare più che bene.

Se poi c'è qualcuno che confonde "il web" con "facebook", o che identifica l'intero web con facebook, non è colpa mia.

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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 2:05 pm

Ire ha scritto:

ma un adulto che ha a che fare con ragazzi sempre in mezzo ai guai deve conoscere molto bene i loro guai per saperli guidare fuori o ancora meglio per insegnare loro ad evitarli.

E, signori, mi spiace, non funziona il discorso di dire "non andarci"  è la stessa cosa del rock:
Sulla base di questo principio noi insegnanti dovremmo quindi farci di birre e di canne? sai com'è, per conoscere bene i loro guai e saperli guidare fuori o o ancora meglio per insegnare loro ad evitarli.

Ma per favore, se un ragazzino si incasina su internette la responsabilità è tutta dei loro genitori. Che ci entrino loro nel social network e se lo gestiscano loro, non è un mio problema. Se deve essere mio allora esigo la patria potestà.

Citazione :
Non ci vogliono mesi per imparare ad usare bene il web.
facebook non è il web è solo un suo sottoinsieme.

Citazione :
Non possiamo non conoscere dove vivono i nostri ragazzi, non possiamo farlo come genitori
Pienamente d'accordo

Citazione :
e non potete farlo come scuola.
Su Wikipedia si suole aggiungere il template {{citazione necessaria}}

Per concludere, per gli abusi commessi in rete a danno di minori la competenza è della magistratura e della polizia postale. Non ho alcuna competenza sulla connessione altrui.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 2:17 pm

Perfetto.
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insula



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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 2:58 pm

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:
... ritengo indispensabile che un insegnante lo conosca fb, che sappia di cosa si tratti, di quali siano le sue potenzialità, i suoi limiti e i suoi rischi, di quale linguaggio si usi e via dicendo e tutto questo perchè nel suo quotidiano lavoro ha a che fare con persone che hanno fatto del social il loro mondo.  E proprio per il discorso che si faceva sulla necessità di imparare la lingua del mondo dove ci si inserisce....?

Dissento. Ancora una volta: il nostro compito principale è insegnare le nostre discipline. Poi capita che educhiamo, in modo accessorio. Ma non ho alcun obbligo di conoscere FB. Non è affatto indispensabile.


Concordo con mac. Non ho alcun interesse ad avere forme di intrattenimento con alunni al di fuori del mio orario di lavoro e le mie competenze. Lascio la responsabilità ai genitori di quello che vogliono combinare i figli salvo poi adempiere i miei compiti di legge con segnalazioni scritte al mio Ds nel caso intravedessi pericoli per i minori.
Concordo con Ire sul fatto di dover conoscere fb almeno genericamente (così come del lavoro nero, sfruttamento e altro) anche se non ho la pagina in quanto educazione alla convivenza civile.
Se parlo di fb in classe è perchè faccio educazione alla convivenza civile.
E aggiungo che durante l'ora di educazione alla convivenza civile ( discipina trasversale), mi premuro di informare i ragazzi sui rischi che comporta per un adulto e peggio ancora per un minore avere un profilo fb.
Genericamente abbiamo parlato della violazione di privacy, del cyberbullismo, della violazione di legge che la gran parte di loro ha commesso iscrivendosi prima dei fatidici tredici anni, della mancanza di controllo da parte dei genitori, del pericolo di pedofilia. Si parla di troll, di "flame war", di mobbing.
Naturalmente la fascia d'età dei miei alunni va dalla prima alla terza media.
Li invito sempre a convincermi sulla utilità di fb.
Alla domanda del perchè non ho la pagina fb, rispondo ponendo loro la questione del perchè dovrei averla e quali sono per me gli svantaggi e i vantaggi.
Chiedo quali sono i medesimi per loro, se per caso non hanno acquisito una dipendenza tipo droga del web, se lo stare davanti a fb li facesse stare bene, se il cyberbullismo fosse una cosa da loro praticata sugli altri o se ne avessero esperienza sulla loro pelle. Ho chiesto loro di cosa di importante discutessero ed hanno tanti concluso che le discussioni se non vertevano su quello che facevano o se non avevano FOTO DA INVIARE O DA RICEVERE proprie o altrui, erano rivolte a prendere in giro o parlare male di qualcuno. Stesso dicasi con whatsapp.
Tanti di loro mi hanno detto che avevano l'account per lo più per poter giocare a giochini come "La fattoria" dove è necessario procurarsi nuovi iscritti e amici per poter avere più punteggio.
Mi hanno parlato di fenomeni di bullismo su tanti ragazzi, di come nelle piazze virtuali tanti adulti si diffamassero a più non posso arrivando anche ai pugni di presenza, di come tanti hanno amici "virtuali" (di cui fanno una collezione stile scalpi) che di presenza neanche salutano (e lo stesso fenomeno avviene tra gli adulti).
Abbiamo parlato (lo scorso anno) di quando alcuni di loro mettendo foto (non autorizzate) di prof e compagni e commenti poco edificanti su facebook di feste organizzate a scuola si erano beccati i rapporti con sospensione seguiti da giusta chiusura (imposta dai genitori) dell'account.

Ancora non ci sono stati alunni che siano riusciti a convincermi dell'utilità di fb. Neanche adulti a dire la verità.
Piuttosto tanti (adulti e minori) si sono resi conto della assurdità di avere un profilo fb e di andare a postare su quella pagina foto e notizie non solo  della loro vita privata, ma anche non autorizzate di parenti, amici, conoscenti ed estranei (violando la loro privacy).
Io considero la pagina fb con tanto di nome e cognome  una sorta di voyerismo estremo che non ha nessuna utilità se non nel caso di personaggi pubblici come cantanti, attori e altro che vivono grazie ad una sapiente pubblicità di se stessi.
Se mi si dice che fb è utile perchè mi arrivano notizie, rispondo che ho le app adatte nel mio cellulare oppure che mi informo sul web o sul cartaceo. Se mi si risponde che così posso fare amicizia con tanta gente, rispondo che preferisco quella di presenza. Se mi si dice che così posso andare a ritrovare vecchi amici e compagni di scuola, rispondo che posso mettere più comodamente l'annuncio sul giornale anche on line se dovessi avere questo desiderio.


Ultima modifica di insula il Mar Set 02, 2014 3:51 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 3:47 pm

Ire ha scritto:
Non usarlo è un diritto sacrosanto ma un adulto che ha a che fare con ragazzi sempre in mezzo ai guai deve conoscere molto bene i loro guai per saperli guidare fuori o ancora meglio per insegnare loro ad evitarli.

E, signori, mi spiace, non funziona il discorso di dire "non andarci"  è la stessa cosa del rock:

la frontiera non lo ferma

Non ci vogliono mesi per imparare ad usare bene il web. Basta il buon senso e la motivazione a capire che spingono a cercare le informazioni dove sono corrette.

Non possiamo non conoscere dove vivono i nostri ragazzi, non possiamo farlo come genitori e non potete farlo come scuola.
Come docenti, certo che possiamo "non conoscere dove vivono" al di fuori degli orari in cui siamo a contatto con loro. Anzi, anche durante gli orari di lavoro, solo alcuni tra i loro guai rientrano tra le nostre competenze. Quelli relativi all'apprendimento della nostra disciplina. Gli altri guai, se ce ne accorgiamo, dobbiamo segnalarli ai genitori e/o delegarli ad altri professionisti.

E poi, non sempre i ragazzi circolano in luoghi (fisici o virtuali) che riteniamo adeguati o raccomandabili. Il mero fatto che ci siano loro non può obbligare anche noi ad andarci. Sono i loro genitori a dover assumersi la responsabilità di ciò che la prole fa online (o IRL quando non sono a scuola).
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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 4:32 pm

I luoghi che frequentano (virtuali o reali) influiscono sul loro linguaggio e sulla loro modalità di apprendimento. Sulla loro predisposizione all'ascolto o sulla loro distrazione.

Non si può sperare che i diamanti escano da soli dalla roccia, bisogna andare nelle miniere e sporcarsi le mani per prenderli fuori.
(ho detto diamanti, ma potevo dire che non si può sperare che qualcuno esca dalle sabbie mobili da solo: chi lo aiuta non deve andarci dentro ma deve conoscerne tutte le dinamiche e deve probabilmente sporcarsi un po' per dargli la fune..... mi venivano in mente i porcellini ma non mi sembra il caso ;-) )




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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 5:32 pm

Ire ha scritto:
Non si può sperare che i diamanti escano da soli dalla roccia, bisogna andare nelle miniere e sporcarsi le mani per prenderli fuori.
(ho detto diamanti, ma potevo dire che non si può sperare che qualcuno esca dalle sabbie mobili da solo: chi lo aiuta non deve andarci dentro ma deve conoscerne tutte le dinamiche e deve probabilmente sporcarsi un po' per dargli la fune..... mi venivano in mente i porcellini ma non mi sembra il caso  ;-)  )
Non si può sperare che la scuola surroghi integralmente le responsabilità del genitore o - per certi aspetti - della società.
Un insegnante non si tira indietro per cercare di risolvere un problema che ha una radice esterna, ma non si può credere fino all'inverosimile che possa fare miracoli o che faccia salti mortali nel tentativo di farli.
Il resto sono false aspettative che alcuni genitori (fra cui tu) si sono costruiti e che degli *** lontani anni luce dalla realtà quotidiana del mondo scolastico hanno alimentato.
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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 5:56 pm

Chocolate ha scritto:
E poi, non sempre i ragazzi circolano in luoghi (fisici o virtuali) che riteniamo adeguati o raccomandabili. Il mero fatto che ci siano loro non può obbligare anche noi ad andarci.
Alcol, droga e pornografia, dovremmo essere esperti di tutto ?
3 anni fa ho fatto un figurone con i miei studenti del professionale dimostrando di conoscere il significato dell'acronimo MILF; se avessero scavato più a fondo però temo che sarebbero rimasti delusi.

Finiamola con questa manfrina che siamo educatori; va bene alle elementari, quando la maestra passa 24 ore ogni settimana con i bambini; quest'anno ho 9 classi con forse 250 studenti; imparerò si e no i nomi del 20 % di loro.

Un genitore degno di questo nome non delegherebbe mai il compito di educare il proprio figlio ad un docente (neanche alle elementari); pretenderebbe, giustamente, di farlo crescere secondo le sue aspettative e non secondo le aspettative di un docente.
I figli disastrati di genitori insulsi avrebbero bisogno di genitori in surroga, ma quel tipo di adolescenti è ormai refrattario ad ogni intervento educativo.

Bisogna conoscere i propri limiti se non si vogliono fare figuracce; camminando lungo il corridoio di una scuola ho visto una docente redarguire un alunno che non avrebbe dovuto essere lì ed ho avuto modo anche di sentire le risposte dell'alunno: "si vado subito" ad alta voce, "sempre la solita troia" sussurrato.
Secondo voi l'intervento educativo ha avuto successo ?
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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 6:08 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Bisogna conoscere i propri limiti se non si vogliono fare figuracce; camminando lungo il corridoio di una scuola ho visto una docente redarguire un alunno che non avrebbe dovuto essere lì ed ho avuto modo anche di sentire le risposte dell'alunno: "si vado subito" ad alta voce, "sempre la solita troia" sussurrato.
Secondo voi l'intervento educativo ha avuto successo ?

Successone! Considera che avrebbe potuto dirglielo in faccia ...
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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 6:11 pm

insula ha scritto:
Se mi si dice che così posso andare a ritrovare vecchi amici e compagni di scuola, rispondo che posso mettere più comodamente l'annuncio sul giornale anche on line se dovessi avere questo desiderio.
Non confondiamo il vecchio amico con l'ex amico.
Il vecchio amico è una persona con la quale sono amico da tempo e continuo a sentire di tanto in tanto.
L'ex amico è una persona con la quale si è stati amici in passato, ma l'amicizia non ha retto ad un allontanamento o ad un cambio di abitudini; probabilmente l'amicizia non era così profonda.
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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 6:13 pm

mac67 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

Bisogna conoscere i propri limiti se non si vogliono fare figuracce; camminando lungo il corridoio di una scuola ho visto una docente redarguire un alunno che non avrebbe dovuto essere lì ed ho avuto modo anche di sentire le risposte dell'alunno: "si vado subito" ad alta voce, "sempre la solita troia" sussurrato.
Secondo voi l'intervento educativo ha avuto successo ?

Successone! Considera che avrebbe potuto dirglielo in faccia ...
Saggia osservazione ! Non ci avevo pensato.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 6:14 pm

gian ha scritto:

Non si può sperare che la scuola surroghi integralmente le responsabilità del genitore o - per certi aspetti - della società.

responsabilità condivisa in modo che ogni interlocutore adulto sia considerato autorevole e meritevole di ascolto, no?

Citazione :

Un insegnante non si tira indietro per cercare di risolvere un problema che ha una radice esterna, ma non si può credere fino all'inverosimile che possa fare miracoli o che faccia salti mortali nel tentativo di farli.
Il resto sono false aspettative che alcuni genitori (fra cui tu) si sono costruiti e che degli *** lontani anni luce dalla realtà quotidiana del mondo scolastico hanno alimentato.

Guarda, ti sbagli di grosso, nonostante il mio incrollabile ottimismo, ora come ora aspettative dal mondo ne ho proprio poche. Diciamo che ogni tanto entro in contatto con realtà che mi fanno sperare che ci siano spiragli per migliorare, con un lavoro immane.
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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 6:17 pm

avidodinformazioni ha scritto:
insula ha scritto:
Se mi si dice che così posso andare a ritrovare vecchi amici e compagni di scuola, rispondo che posso mettere più comodamente l'annuncio sul giornale anche on line se dovessi avere questo desiderio.
Non confondiamo il vecchio amico con l'ex amico.
Il vecchio amico è una persona con la quale sono amico da tempo e continuo a sentire di tanto in tanto.
L'ex amico è una persona con la quale si è stati amici in passato, ma l'amicizia non ha retto ad un allontanamento o ad un cambio di abitudini; probabilmente l'amicizia non era così profonda.


Sarebbe estremamente interessante continuare il discorso sugli "amici" di fb: non è un caso che i contatti si chiamino "amici" è un altro tranellino che bisogna far notare ai ragazzi.
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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 6:19 pm

Ire ha scritto:
Perfetto.
No Ire, ha ragione; non si può piantare un chiodo senza un martello; non si può educare senza disporre della patria potestà.

Se mio figlio mi manda a fanculo posso scegliere se mandarlo a letto senza cena (ora non più, si cucinerebbe), dar fuoco alla sua play station, rifiutarmi di finanziare una sua richiesta, negargli il consenso a fare qualcosa (ora non più ha 18 anni) e magari anche dargli uno schiaffo.
Se un mio alunno mi manda a fanculo posso solo decidere se andarci o no.
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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 6:45 pm

Ire ha scritto:
gian ha scritto:

Non si può sperare che la scuola surroghi integralmente le responsabilità del genitore o - per certi aspetti - della società.

responsabilità condivisa in modo che ogni interlocutore adulto sia considerato autorevole e meritevole di ascolto, no?
Puoi riformulare? non ho capito e non vorrei fraintendere

Citazione :

Citazione :
Il resto sono false aspettative che alcuni genitori (fra cui tu) si sono costruiti e che degli *** lontani anni luce dalla realtà quotidiana del mondo scolastico hanno alimentato.

Guarda, ti sbagli di grosso, nonostante il mio incrollabile ottimismo, ora come ora aspettative dal mondo ne ho proprio poche.  Diciamo che ogni tanto entro in contatto con realtà che mi fanno sperare che ci siano spiragli per migliorare, con un lavoro immane.
Ma è quello che ho detto. A parte qualche caso individuale, la maggior parte degli insegnanti si pone nell'ottica di affrontare e cercare di risolvere problemi che hanno radici esterne. Da qui a pensare che la funzione dell'insegnante-educatore esca dai recinti strettamente istituzionali e si espanda fino all'orizzonte visibile (ed oltre) c'è di mezzo lo spazio interstellare.

Di quello che può implicare l'essere cybernauti sono pienamente consapevole e, anzi, mi ritengo un esperto in molti ambiti. Posso istruire un ragazzo nell'uso consapevole e responsabile della rete e all'occorrenza lo faccio (ma solo se intravvedo una recettività, altrimenti è tempo perso). Questo non implica che debba essere un esperto di Facebook perché devo addestrare il ragazzo all'uso consapevole, responsabile e sicuro della piattaforma.

Questo è un compito che esula completamente dalle mie competenze. Non sono tenuto né per contratto né per etica professionale a conoscere Facebook. Nella mia scuola precedente ho amministrato per anni la rete e l'accesso ad Internet. In un computer avevo installato un proxy server in ambiente Linux e un filtro di accesso ai contenuti in modo che l'accesso ad internet passasse sotto il controllo di queste due piattaforme. Fra i vari filtri avevo impostato anche Facebook proprio perché non ne rilevavo alcuna valenza didattica e, al contrario, ne rilevavo un potenziale rischio diseducativo. L'accesso a Facebook dall'esterno della scuola esulava dalle mie competenze: quando l'alunno esce da scuola mando virtualmente un messaggio ai genitori sulla falsariga del classico "Houston? è tutto vostro".
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 6:53 pm

Citazione :
Se un mio alunno mi manda a fanculo posso solo decidere se andarci o no.

fino ad un certo punto. E comunque sì' continuando a credere di non essere parte in causa.


Non si tratta di educarli, o almeno, non solo.

Si tratta proprio di rimanere figure di riferimento per loro, e, dal loro punto di vista, di rimanere docenti meritevoli di essere ascoltati. Non ascolteranno mai una persona che non sa ascoltarli e capire di che parlano. Si tratta di non perderli e li perdiamo se non diamo loro l'impressione di capire quello che fanno, quello che per loro è importante, se non sappiamo rispondere alle loro domande (parlo di noi adulti in generale, naturalmente). Voi volenti o nolenti siete figure presenti nella loro vita, in termini di tempo forse più presenti dei loro stessi genitori e possono decidere (spesso lo decidono) che non vale la pena di ascoltarvi perchè non sapete nulla della vita.

(certo non è così, ma loro lo credono, perchè per loro la vita è quella)


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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 6:54 pm

gian ha scritto:
Ire ha scritto:
gian ha scritto:

Non si può sperare che la scuola surroghi integralmente le responsabilità del genitore o - per certi aspetti - della società.

responsabilità condivisa in modo che ogni interlocutore adulto sia considerato autorevole e meritevole di ascolto, no?
Puoi riformulare? non ho capito e non vorrei fraintendere

Evidentemente, c'è qualcuno che pensa che basti dichiarare di credere nella "responsabilità condivisa", e autoproclamarsi unilateralmente "responsabili in condivisione", perché questa sia automaticamente riconosciuta e condivisa DAVVERO da tutte le altre parti coinvolte, e quindi funzioni.


L.
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MessaggioOggetto: Re: professori e FB   Mar Set 02, 2014 7:37 pm

Ire ha scritto:
Si tratta proprio di rimanere figure di riferimento per loro, e, dal loro  punto di vista, di rimanere docenti meritevoli di essere ascoltati. Non ascolteranno mai una persona che non sa ascoltarli e capire di che parlano. Si tratta di non perderli e li perdiamo se non diamo loro l'impressione di capire quello che fanno, quello che per loro è importante, se non sappiamo rispondere alle loro domande  (parlo di noi adulti in generale, naturalmente).

Ma sul serio, Ire, secondo te è verosimile che i ragazzi abbiano tutta 'sta voglia e interesse a sfogarsi con noi e a venire a chidere consigli concreti a noi, SU ARGOMENTI CHE RIGUARDANO SOLO ABITUDINI E LINGUAGGI SETTORIALI DEI LORO AMBIENTI, di cui oltretutto loro sono gelosi e riservatissimi, e molto fieri di tenere gli adulti fuori?

Normalmente, quando capita davvero che qualche alunno venga a farci una confidenza personale o a chiederci un consiglio su un problema o un turbamento, tali confidenze riguardano esclusivamente fatti generali della vita che possono essere compresi da chiunque su un terreno comune, attraverso i quali siamo passati tutti e che possiamo riconoscere tutti: la preoccupazione per un problema di salute di una persona cara, le incomprensioni con i genitori, le sofferenze d'amore, le delusioni per essersi presi una fregatura da un amico, i commenti su qualche discussione politica o su qualche fatto di cronaca e di attualità pubblica che li ha colpiti.

E in tali casi, ovviamente, NON E' AFFATTO VERO che "pensino che noi non sappiamo ascoltarli", anzi, esattamente il contrario: vengono da noi proprio perché riconoscono il valore del punto di vista di qualcuno che potrebbe benissimo trovarsi a vivere le stesse cose, o averle vissute in passato, ma che in più ha una maturità e un'esperienza diversa dalla loro, proprio sulle stesse cose.

Ma perché mai dovrebbero essere tanto ansiosi di sfogarsi con noi o di venire a chiedere consiglio a noi, su questioni che riguardano esclusivamente le loro dinamiche sociali private e i loro linguaggi di nicchia specifica? Di solito è esattamente il contrario, ovvero vogliono disperatamente tenersele blindate tra di loro, e non si sognerebbero MAI di volerle condividere con un adulto, e tantomeno con un insegnante!

Ma te lo vedi un adolescente, facente parte di un gruppo di pari le cui comunicazioni quotidiane si svolgono anche su qualche social network (o magari, si svolgono prevalentemente su social network), DESIDERARE di ritrovarsi tra i piedi, alla pari, in mezzo alle dinamiche del gruppo sul network stesso, un insegnante quarantenne o cinquantenne, per quanto stimato e considerato degno di fiducia, e addirittura rimanerci deluso se non si amalgama bene? Innanzi tutto il ragazzo si vergognerebbe a morte di per sé, a ipotizzare una cosa del genere, e poi avrebbe una paura folle della figuraccia insostenibile coi compagni (e avrebbe pure ragione)!
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