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 Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?

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Jeeg



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MessaggioOggetto: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Sab Set 13, 2014 6:06 pm

Se le GaE sono provinciali, come possono obbligare ad accettare una sede in altra provincia o addirittura regione? Possono chiederlo ma addirittura obbligare non mi sembra oltre che corretto nemmeno legittimo.
Mi spiego meglio: ciascuno di noi ha fatto la sua scelta della provincia in cui iscriversi per le GaE. Lo sapevamo tutti che in molte provincie del nord c'è sempre stata molta più possibilità di passare velocemente di ruolo, non lo scopriamo certo oggi, ma ognuno ha deciso scegliendo anche una provincia "intasata", consapevole dell'eventualità concretissima di farsi un precariato molto lungo pur di non trasferirsi chissà dove, e questa scelta deve essere rispettata, a mio avviso.
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Sab Set 13, 2014 6:47 pm

Jeeg ha scritto:
Se le GaE sono provinciali, come possono obbligare ad accettare una sede in altra provincia o addirittura regione? Possono chiederlo ma addirittura obbligare non mi sembra oltre che corretto nemmeno legittimo.
Mi spiego meglio: ciascuno di noi ha fatto la sua scelta della provincia in cui iscriversi per le GaE. Lo sapevamo tutti che in molte provincie del nord c'è sempre stata molta più possibilità di passare velocemente di ruolo, non lo scopriamo certo oggi, ma ognuno ha deciso scegliendo anche una provincia "intasata", consapevole dell'eventualità concretissima di farsi un precariato molto lungo pur di non trasferirsi chissà dove, e questa scelta deve essere rispettata, a mio avviso.

non si avrebbe l'obbligo di accettare il ruolo in altra regione
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Sab Set 13, 2014 8:28 pm

Si può eventualmente mettere in discussione l'opportunità di un provvedimento del genere, ma non la sua legittimità dal punto di vista costituzionale. Che lo Stato assuma gli insegnanti per fornire e garantire l'istruzione in tutto il territorio (in parole povere, "dove servono") è conforme alla Costituzione. Assumere gli insegnanti "dove non servono", è conforme alle loro aspettative ma non alla Costituzione.

Attenzione al principio di fondo: l'obbligo di emigrazione non è una deportazione né un reclutamento coatto, bensì è una clausola associata all'ingaggio. Accettare l'ingaggio implica rispettarne le clausole. Quando un'azienda assume un lavoratore pone delle condizioni e una delle più comuni è la sede del lavoro. Se il lavoratore accetta il lavoro deve anche accettare di trasferirsi.
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Jeeg



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Sab Set 13, 2014 10:42 pm

gian ha scritto:
Si può eventualmente mettere in discussione l'opportunità di un provvedimento del genere, ma non la sua legittimità dal punto di vista costituzionale. Che lo Stato assuma gli insegnanti per fornire e garantire l'istruzione in tutto il territorio (in parole povere, "dove servono") è conforme alla Costituzione. Assumere gli insegnanti "dove non servono", è conforme alle loro aspettative ma non alla Costituzione.

Attenzione al principio di fondo: l'obbligo di emigrazione non è una deportazione né un reclutamento coatto, bensì è una clausola associata all'ingaggio. Accettare l'ingaggio implica rispettarne le clausole. Quando un'azienda assume un lavoratore pone delle condizioni e una delle più comuni è la sede del lavoro. Se il lavoratore accetta il lavoro deve anche accettare di trasferirsi.
Capisco che non è reclutamento coatto: al limite uno rifiuta di andare fuori e finita per sempre. Quindi il fatto che le GaE siano state suddivise per province è solo un fatto di comodità, di opportunità, di forma, non di sostanza. Ed in base alla tua risposta, in teoria (immagino molto in teoria) anche un insegnante di ruolo potrebbe essere trasferito in un'altra regione perchè serve lì e non più dove insegnava prima.
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Sab Set 13, 2014 11:55 pm

Jeeg ha scritto:
Capisco che non è reclutamento coatto: al limite uno rifiuta di andare fuori e finita per sempre.
Non voglio affatto difendere la ratio della norma, semplicemente giustificarne il senso (semmai volessimo darle un senso).
Mi spiego: apparentemente si rivela come un'ingiustizia e senza dubbio si rivela come un dramma per chi rischia di esserne coinvolto. Concordo sul fatto che sia un dramma, un po' difficile concordare, invece, sul fatto che si configuri come un'ingiustizia. Diamo per assunto che la riforma prospettata sia un'ottima riforma (tutto da dimostrare, per quel che mi riguarda) e che questo aspetto sia l'unico neo. Quali potrebbero essere i coinvolti in questa mobilità coatta in ingresso? Non certo quelli iscritti nelle graduatorie di classi di concorso in grado di essere assorbite, ma quelli che si trovano in fondo ad una graduatoria affollata e che difficilmente potrà essere assorbita da una forma di mobilità funzionale. Quali prospettive di immissione in ruolo nella loro provincia avrebbero in assenza di un decreto di immissione immediata subordinata alla mobilità? Siamo sinceri: nessuna. Essere al centesimo posto in una graduatoria che immette in ruolo un iscritto l'anno significa avere la prospettiva di essere assunti fra 100 anni.
La ratio della norma, pertanto, non sarebbe "se vuoi lavorare spostati, altrimenti non lavorerai più", bensì "hai la possibilità di lavorare subito invece di invecchiare e morire di inedia in fondo ad una lista di attesa, ma...".
Non c'è un'ingiustizia, se ingiustizia c'è stata è quella che in tutti questi anni ha alimentato un'aspettativa che non può essere soddisfata. Le graduatorie ad esaurimento, almeno per certe classi di concorso e per certi ambiti geografici, non si esauriranno mai ai ritmi che rileviamo da diversi anni a questa parte.

Citazione :
Quindi il fatto che le GaE siano state suddivise per province è solo un fatto di comodità, di opportunità, di forma, non di sostanza.
Le graduatorie ad esaurimento derivano da una "evoluzione" delle graduatorie provinciali finalizzate al conferimento delle supplenze annuali ed erroneamente sono state istituite per surrogare l'originaria forma di reclutamento, il concorso a cattedre per titoli ed esami. Concorso che si articolava per ambiti geografici e che immetteva in ruolo solo in funzione dei posti disponibili. Chi restava tagliato fuori da questi posti disponibili non otteneva l'immissione in ruolo. E' chiaro che, per aumentare la probabilità di essere immesso in ruolo, si doveva optare per l'ambito territoriale che offriva il miglior rapporto tra numero di posti e numero di aspiranti. Di fatto le graduatorie ad esaurimento sono state uno strumento infelice perché ha creato false aspettative che mai si sarebbero potute soddisfare.

Citazione :
Ed in base alla tua risposta, in teoria (immagino molto in teoria) anche un insegnante di ruolo potrebbe essere trasferito in un'altra regione perchè serve lì e non più dove insegnava prima.
Allo stato attuale solo molto in teoria, ma con il passare degli anni sono stati introdotti gradualmente meccanismi compensativi che ampliano sempre più il concetto di mobilità coatta. Per ora la mobilità d'ufficio si applica in un ambito provinciale (e in certe province parliamo anche di distanze di 100-150 km), sulla carta è prevista anche la mobilità d'ufficio in province limitrofe, come estrema ratio, ma aspettiamoci anche una mobilità d'ufficio su ambito regionale o nazionale se il sistema dovesse diventare insostenibile.
Sarebbe giusto? nell'interesse della sfera personale no, nell'interesse della sfera collettiva sì.
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A0quarantasette



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 11:32 am

Se non ci si vuole spostare dalla propria provincia e si è disposti a restare precari a vita, basta rinunciare al ruolo e iscriversi nella seconda fascia d'istituto.
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silver76



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 11:43 am

posto che non esiste alcun vincolo costituzionale ostativo rispetto alla mobilità dei dipendenti pubblici, anche in forma coatta (che tra l'altro in queste stesse settimane è in discussione anche per dipendenti di altri settori della PA), altrimenti gli stessi vincoli dovrebbero valere anche per la mobilità volontaria;
posto che la natura delle GAE, non essendo esse un organo costituzionale, può tranquillamente essere modificata previa legge ordinaria, come dimostra il fatto che nel corso degli anni sono cambiate le tabelle di valutazione dei punteggi, i requisiti di accesso, la durata in vigore e addirittura il nome, quindi nulla si oppone al fatto che una graduatoria che oggi è provinciale, domani diventi regionale o anche nazionale;
posto che le GAE sono il risultato della più lunga serie di pasticci normativi che la storia della scuola di qualsiasi paese ricordi, tutti in verità originati dalle stesse cause, vale a dire la soppressione dei concorsi ordinari dal 1999 al 2012, la distinzione capziosa fra fase dell'abilitazione all'insegnamento e fase del reclutamento in ruolo, la conseguente nascita e la successiva lunga storia della SSIS;
posto quindi che le GAE sono obiettivamente una sorta di enorme relitto che nella sostanza impedisce il regolare reclutamento di personale attraverso concorsi ordinari, che nel frattempo sono tornati di moda perché si è comunque trovato il sistema di subordinare la partecipazione a forme di taglieggiamento ed estorsione a beneficio delle università (leggi TFA/PAS, cha quando mancano ciascuno li invoca e quando arrivano ciascuno li detesta, perché sono costosissimi e logicamente del tutto inutili, come era la SSIS);

posto tutto questo la cosa più saggia che il governo può fare è trovare il modo di sbarazzarsi di questo brontosauro mummificato, quindi la parte del documento "la buona scuola" in cui il governo afferma che proporrà agli inseriti in GAE la mobilità prima professionale (cioè su cdc per cui sono abilitati, anche se non è quella su cui caricano il punteggio) e POI EVENTUALMENTE (ricordiamolo: poi, eventualmente) territoriale è sacrosanta.

il problema più grosso per gli attuali precari delle GAE è che per un decennio, complici la proliferazione dell'OF e il contagocce utilizzato per le immissioni, i docenti di ruolo hanno avuto accesso a forme di tutela del ricongiungimento familiare, ovvero le assegnazioni provvisorie, di cui nessuno mai ricorda che sono misure, del tutto ignote negli altri comparti della PA, straordinarie e soggette alle effettive disponibilità di posti, tanto è vero che la loro applicazione soggiace a un contratto nazionale che viene rinnovato ogni singolo anno, e che tutti oggi percepiscono come un diritto acquisito, sia da chi già ne usufruisce sia da chi sperava di usufruirne al momento opportuno. purtroppo invece non è così.

aggiungo questo: se mai davvero le GAE saranno esaurite nei tempi e nei modi prospettati auspico che i futuri concorsi siano veramente destinati a dare il ruolo a chi li vince, sulla base di calcoli previsionali sui posti realmente disponibili, senza creare infinite liste di attesa di idonei o in alternativa senza che venga bandito un concorso prima della estinzione delle GM precedenti (per gli ultimi due concorsi, 1999 e 2012, non è stato così), altrimenti va a finire che i vecchi idonei finiscono in una graduatoria parallela a quella dei nuovi e ri ricomincia con la storia delle GAE e del doppio canale...
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ulisse2000



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 1:17 pm

se fossi una madre siciliana costretta, per avere il ruolo, a dovermi trasferire a Milano lasciando figli e marito, senza avere la possibilità di ricongiungermi a loro per dio sa quanti anni se non decenni...

allora prenderei in considerazione l' idea che forse era meglio restare a lavorare in sicilia come precaria rimando vicina alla propria famiglia e aspettare il ruolo con il normale turno over.

nei prossimi 3 anni  ci saranno 100.000 mila pensionamenti per effetto dell' aumento dell'ètà pensionabile degli scorsi anni.

questa improvvisa presunta accelerazione nelle assunzione , insieme alle altre proposte della riforma della scuola, determina effetti collaterali davvero pesanti....

cominciando dalla forte restrizione della mobilità per finire alle ripercussioni sugli scatti salariali,

è stato calcolato che  mediamente col nuovo sistema i docenti perderanno circa 50 euro al mese (100 euro per i neoassunti),

senza calcolare i danni del prolungamento dei blocchi contrattuali

in più saranno sottoposti a valutazioni arbitrarie e per questo costretti a compiacere il preside in tutti i

modi possibili, subendo quindi indirettamente una limitazione della libertà d' insegnamento...

nella scuola si innescherebbero lotte di palazzo, invidie , rivalità e gelosie che avveleneranno l' ambiente di lavoro

i docenti saranno proni al volere dei presidi e del suo entourage di "mentor", se non vogliono essere relegati in chissà quale mansione dell' organico funzionale e subire una stagnazione salariale che li porterà ad avere stipendi da fame.

questa "buona scuola" mi sembra tanto una di quelle classiche medicine con effetti collaterali che superano i danni della stessa malattia.

ps : esistono "altri mondi possibili"

http://www.tecnicadellascuola.it/item/5875-scatti-di-merito-e-trasferimenti.html

http://www.tecnicadellascuola.it/item/5934-carriera-per-merito-o-patto-mefistofelico.html

mobilitazione:

http://lnx.gildafc.eu/modules/news/article.php?storyid=6531
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silver76



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 1:54 pm

ulisse2000 ha scritto:
se fossi una madre siciliana costretta, per avere il ruolo, a dovermi trasferire a Milano lasciando figli e marito, senza avere la possibilità di ricongiungermi a loro per dio sa quanti anni se non decenni...

allora prenderei in considerazione l' idea che forse era meglio restare a lavorare in sicilia come precaria rimando vicina alla propria famiglia e aspettare il ruolo con il normale turno over.

molto vero.
invece se fossi una separata di Padova che non ha avuto il coraggio di cambiare provincia lo scorso maggio ma fra una cosa e l'altra adesso lavoricchia su spezzoni e mi proponessero di dare un calcio a sta situazione e trasferirmi a Roma per il ruolo, allora mi ci butterei a pesce e ringraziando il cielo.

questo per dire che qualsiasi decisione il governo (questo di adesso come tutti quelli del passato e del futuro) prenda non può non scontentare qualcuno, perché non è in grado in nessun caso di prendere in considerazione tutte le singole situazioni personali.

l'esaurimento delle GAE, secondo il sistema proposto anche in termini di mobilità territoriale, è innanzitutto un bene per l'amministrazione e in secondo luogo viene incontro alle attese della maggioranza degli interessati, anche perché spostamenti così "estremi" come quelli che abbiamo ipotizzato tu ed io nella realtà si verificheranno molto difficilmente.
in ogni caso, siccome è preannunciata una richiesta di disponibilità agli spostamenti, staremo a vedere: se la grande maggioranza degli iscritti in GAE si dichiarerà indisponibile a muoversi allora significa che mi sto sbagliando e che questa riforma sarà stata vista come un problema, diversamente significa che il governo è sulla strada giusta...

quanto a scatti, valutazione, merito, "presidi - padroni" sai già come la penso.
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 2:12 pm

silver76 ha scritto:
in ogni caso, siccome è preannunciata una richiesta di disponibilità agli spostamenti, staremo a vedere: se la grande maggioranza degli iscritti in GAE si dichiarerà indisponibile a muoversi allora significa che mi sto sbagliando e che questa riforma sarà stata vista come un problema, diversamente significa che il governo è sulla strada giusta...

Mi ricorda il referendum fatto non ricordo in quale stabilimento FIAT qualche anno fa: accettate le nuove condizioni lavorative concordate tra azienda e sindacati? Se votate no, sappiate che l'azienda ritirerà gli investimenti, trasferirà le produzioni all'estero e voi sarete tutti disoccupati. Però siete liberi di esprimervi: come siamo democratici...
Si chieda piuttosto chi è a favore di questa riforma e chi preferirebbe nessuna riforma; così forse si sarebbe davvero liberi di esprimersi e, in caso di vittoria dei sì, si potrebbe dedurre che il governo è sulla strada giusta.
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 2:29 pm

Dec ha scritto:
Si chieda piuttosto chi è a favore di questa riforma e quale gufo preferirebbe nessuna riforma

Mi sono permesso di correggere il tuo scritto rafforzando il concetto che condivido in pieno. La logica di fondo del modus operandi del nostro presidente del consiglio è "non sei d'accordo con l'innovazione che propongo? allora sei un gufo o sei un privilegiato che ha i suoi altarini da proteggere"

Ovviamente, lungi dalla mente di Renzi che possa trattarsi di un mediocre rampantista capace solo di governare all'insegna di una demagogia degna del Berlusconi dei tempi più bronzei. Che le sue "riforme" siano fette di prosciutto stese sugli occhi dei gonzi lo sa benissimo, quello che mi chiedo è se davvero la sua autostima è tale da inculcargli in testa l'idea che possa davvero essere il Risolutore di tutti i problemi e che il resto del mondo sia popolato da gufi e avvoltoi. Da parte mia lo vedo come uno scaltro giullare capace di saltare sul carro giusto al momento giusto.
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 2:35 pm

silver76 ha scritto:


molto vero.
invece se fossi una separata di Padova che non ha avuto il coraggio di cambiare provincia lo scorso maggio ma fra una cosa e l'altra adesso lavoricchia su spezzoni e mi proponessero di dare un calcio a sta situazione e trasferirmi a Roma per il ruolo, allora mi ci butterei a pesce e ringraziando il cielo.

questo per dire che qualsiasi decisione il governo (questo di adesso come tutti quelli del passato e del futuro) prenda non può non scontentare qualcuno, perché non è in grado in nessun caso di prendere in considerazione tutte le singole situazioni personali.
ulisse2000 ha scritto:

anche la separata di Padova potrebbe un giorno dover e voler tornare a Padova per motivi familiari e personali(es. lutto in famiglia)...

questo per dire che la mobilità è qualcosa che conviene a tutti indistintamente. I casi della vita sono tanti e la possibilità di spostarsi  ovviamente è meglio averla che non averla (oggettivamente) e per questo sarebbe molto meglio riuscire a conservarla.

silver76 ha scritto:

l'esaurimento delle GAE, secondo il sistema proposto anche in termini di mobilità territoriale, è innanzitutto un bene per l'amministrazione e in secondo luogo viene incontro alle attese della maggioranza degli interessati, anche perché spostamenti così "estremi" come quelli che abbiamo ipotizzato tu ed io nella realtà si verificheranno molto difficilmente.
ulisse2000 ha scritto:

spostamenti così estremi sono invece molto comuni se guardiamo le scuole del nord dove quasi la metà dei docenti viene da province molto lontane.

il bene dell' amministrazione è sicuramente importante...

ma io mi augurerei di vivere in un mondo dove la macchina amministrativa non schiaccia l' "uomo"...

non siamo dei robot nemmeno  degli ingranaggi inanimati intercambiabili di una macchina.

per usare una frase celebre: "restiamo umani"

anche perchè degli uomini  non frustrati  ma realizzati e soddisfatti  sicuramente faranno funzionare la macchina in modo molto più efficiente e funzionale sopratutto se dovranno favorire lo sviluppo armonioso dei "giovani uomini"... non credo sia possibile il contrario.

silver76 ha scritto:

in ogni caso, siccome è preannunciata una richiesta di disponibilità agli spostamenti, staremo a vedere: se la grande maggioranza degli iscritti in GAE si dichiarerà indisponibile a muoversi allora significa che mi sto sbagliando e che questa riforma sarà stata vista come un problema, diversamente significa che il governo è sulla strada giusta...
ulisse2000 ha scritto:

la scelta in questi termini potrebbe anche  significare che si è soltanto scelto  "di che morte morire "  oppure,  in termini meno drammatici, il male minore...

ma come ho già detto il malato si augurerebbe una completa guarigione piuttosto che una medicina altrettanto dannosa della malattia

in definitiva converrebbe valutare altri ipotesi davvero migliorative per tutti.


Ultima modifica di ulisse2000 il Dom Set 14, 2014 2:44 pm, modificato 3 volte
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 2:43 pm

gian ha scritto:
Dec ha scritto:
Si chieda piuttosto chi è a favore di questa riforma e quale gufo preferirebbe nessuna riforma

Mi sono permesso di correggere il tuo scritto rafforzando il concetto che condivido in pieno. La logica di fondo del modus operandi del nostro presidente del consiglio è "non sei d'accordo con l'innovazione che propongo? allora sei un gufo o sei un privilegiato che ha i suoi altarini da proteggere"

premessa: me ne frego bellamente di renzi, della giannini e compagnia bella.

certo che a leggere le pagine di questo forum che commentano la proposta di riforma ci sarebbe da dargli quasi ragione. riassumendo:
personale di ruolo massicciamente contrario perché se si fanno le immissioni si perdono le assegnazioni provvisorie;
iscritti in testa alle GAE, che tanto andrebbero ugualmente in ruolo a breve, contrari per le stesse motivazioni dei sopra citati;
altri iscritti in GAE contrari perché vogliono il ruolo ma lo vogliono nella propria provincia/città/comune/circoscrizione;
iscritti in GI contrari perché perdono le supplenze e quindi i dané (in ultima analisi sono quelli che comprendo di più).

se tutto ciò non significa proteggere altarini....

e intanto nessuno che rifletta sul fatto che esaurire le GAE (ovvero dare finalmente un senso alla lettera E del loro patetico nome) è il modo meno doloroso per tornare finalmente alla normalità, cioè quella per cui a scuola si entra dopo un concorso che distribuisca il numero dei posti davvero disponibili quando e dove sono effettivamente disponibili.
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 2:54 pm

[quote="ulisse2000"]

questo per dire che la mobilità è qualcosa che conviene a tutti indistintamente. I casi della vita sono tanti e la possibilità di spostarsi  ovviamente è meglio averla che non averla (oggettivamente) e per questo sarebbe molto meglio riuscire a conservarla. [quote="ulisse2000"]

questo è logico e non si può discutere.
il punto però è un altro: nella provincia XY c'è un solo posto in OF per la classe di concorso A0ZZ. si può fare una delle seguenti cose:
a. assegnare il posto a uno che è titolare altrove (e resterà titolare altrove) ma vuole/deve spostarsi a XY per motivi anche validissimi.
b. usare il posto per stabilizzare un precario.

qual è la cosa giusta/logica/intelligente da fare?
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 3:09 pm

se la stabilizzazione immediata del precario determina una miriade di effetti collaterali peggiorativi anche per il precario stesso (e non parlo solo della restrizione alla mobilità).... io ci penserei.
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 4:21 pm

silver76 ha scritto:
se tutto ciò non significa proteggere altarini....

Il fatto è che non proteggo nessun altarino. Le mie considerazioni scaturiscono dalla percezione del cambiamento ad effetto all'insegna dell'improvvisazione. Dietro questa "riforma" non c'è una seria progettazione, bensì l'allestimento di un complesso di linee guida basate sull'acquisizione di concetti ormai in discussione da anni e sulla manipolazione a tavolino di dati aggregati estrapolati da una realtà territoriale e socioeconomica fortemente eterogenea (e non mi riferisco alla composizione delle graduatore a esaurimento).

Mi spaventa il fatto che, a distanza di pochi mesi, sarà allestito un piano operativo partendo quasi da zero e che, in vista di una scadenza preventivata, le 150 mila assunzioni, darà origine ad una situazione caotica e ad errori strutturali che richiederanno anni per poter essere corretti. Una riforma strutturale del sistema scolastico italiano non si improvvisa in quattro mesi. A meno che non si abbia le idee così confuse (senza tirare in ballo la malafede) da ridurla alla stregua dei bruscolini. E questa è la percezione che ho del modus operandi di questo governo. A prescindere da qualsiasi teoria del complotto.

In merito ai miei altarini, posso raccontarti che nell'aprile del 2013 mi stupii vedendo su noipa un accredito consistente. Si trattava degli arretrati per tutto il 2012 e i 4 mesi del 2014 per il passaggio dal 15° al 21° scaglione, lo scatto più consistente. All'inizio pensai ad un errore, poi indagai sul fatto e scoprii che nel dicembre 2011 avevo maturato uno scatto di cui ero stato scippato. Il prossimo scatto dovrei prenderlo, se non ricordo male, fra sei o sette anni e probabilmente sarebbe l'ultimo, dal momento che fra 10 anni (se le cose non cambiano) mi costringeranno ad andare in pensione per limiti di età. Tenuto conto di una serie di contesti in cui opero, è più probabile che nell'arco di questi 10 anni possa aspirare ad una "progressione" più sostanziosa di quella che mi aspetta con l'attuale regime. Perché faccio parte di quel gruppo di insegnanti considerati lecchini perché tenuti sul palmo della mano dal dirigente scolastico (nella fattispecie, sono un collaboratore delegato su sede associata su sua richiesta, ovvero, nell'immaginario collettivo sono un lecchino che gravita su un'orbita preferenziale). Sempre che il regime attuale cambi, perché attualmente, nella mia condizione di DOP utilizzato in altra classe di concorso, sono un precario di ruolo dal futuro incerto anno dopo anno. Sicuramente sarei beneficiato da quello che promettono le linee guida, perché nell'organico funzionale troverei probabilmente una collocazione più congeniale per i miei altarini (stabilità, consolidamento della posizione di rilievo nella ressa rampantista attorno al dirigente scolastico). In merito alle 150 mila immissioni in ruolo prospettate, potrei raccontarti del fatto che lunedì inizierò per il terzo anno consecutivo a viaggiare con due colleghe precarie e che mi piacerebbe vedere immesse in ruolo il prossimo anno, anche se sicuramente non dovremmo più lavorare insieme. La cosa non tange direttamente i miei altarini, ma la mia filosofia di vita scolastica mi porta annualmente a cercare nei colleghi con cui lavoro un rapporto più affiatato che va oltre lo sterile rapporto di lavoro. E finisco per essere un po' travolto dall'empatia. Quest'anno ho gioito alla notizia che due miei ex colleghi sono stati immessi in ruolo. Sarà l'età, ma mi emoziono anche per queste stupidaggini.

Insomma, questa "riforma" non spaventa i miei altarini, al massimo può lasciarmi indifferente, anche perché ormai ci ho fatto il callo con 20 anni di passate riforme e innovazioni del piffero.

Eppure, stranamente, per come si sta sviluppando, questa riforma non mi piace per niente e in cuor mio spero che si riveli un sonoro flop, perché sono stanco di riforme che peggiorano sempre più la realtà del sistema dell'istruzione in Italia. Con un solo augurio: quello di vedere al più presto passare di ruolo i tanti colleghi ed ex colleghi precari che ho conosciuto in tutti questi anni.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 4:29 pm

gian ha scritto:

Eppure, stranamente, per come si sta sviluppando, questa riforma non mi piace per niente e in cuor mio spero che si riveli un sonoro flop, perché sono stanco di riforme che peggiorano sempre più la realtà del sistema dell'istruzione in Italia. Con un solo augurio: quello di vedere al più presto passare di ruolo i tanti colleghi ed ex colleghi precari che ho conosciuto in tutti questi anni.


Se questo "presto" si riferisce a scadenze decennali, post-pensione per te, il discorso ha un senso. Altrimenti equivale a dire che si può riempire una bottiglia di acqua svuotandola.


Ultima modifica di gugu il Dom Set 14, 2014 4:36 pm, modificato 1 volta
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silver76



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 4:32 pm

gian ha scritto:
silver76 ha scritto:
se tutto ciò non significa proteggere altarini....

Il fatto è che non proteggo nessun altarino.

ho letto tutto con piacere ma c'è un problema ab ovo come si suol dire: non mi riferivo certo a te quando parlavo di difesa di altarini e orticoli. al contrario mi sembri fra quelli capaci delle analisi più lucide...
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 5:17 pm

gugu ha scritto:
Se questo "presto" si riferisce a scadenze decennali, post-pensione per te, il discorso ha un senso. Altrimenti equivale a dire che si può riempire una bottiglia di acqua svuotandola.
Presto, per me, significa il prossimo anno. Ti sembrerà strano, perché detto da uno di ruolo, ma è l'unica cosa che mi auguro di questa riforma e per questo sarei anche disposto anche a sottoscrivere la proposta di un contratto di solidarietà invece della presa per culo degli scatti meritocratici.


Ultima modifica di gian il Dom Set 14, 2014 5:19 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 5:18 pm

silver76 ha scritto:
gian ha scritto:
silver76 ha scritto:
se tutto ciò non significa proteggere altarini....

Il fatto è che non proteggo nessun altarino.

ho letto tutto con piacere ma c'è un problema ab ovo come si suol dire: non mi riferivo certo a te quando parlavo di difesa di altarini e orticoli. al contrario mi sembri fra quelli capaci delle analisi più lucide...
Ti ringrazio della precisazione :-)
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 5:28 pm

gian ha scritto:
gugu ha scritto:
Se questo "presto" si riferisce a scadenze decennali, post-pensione per te, il discorso ha un senso. Altrimenti equivale a dire che si può riempire una bottiglia di acqua svuotandola.
Presto, per me, significa il prossimo anno. Ti sembrerà strano, perché detto da uno di ruolo, ma è l'unica cosa che mi auguro di questa riforma e per questo sarei anche disposto anche a sottoscrivere la proposta di un contratto di solidarietà invece della presa per culo degli scatti meritocratici.


Io sono convinto che non sarà un'azione pasticciata laddove si cominci subito con le fasi necessarie: censimento, richieste, ricognizione cattedre. Ed a seguire la quantificazione dell'OFU (che in realtà già c'è, basta applicare il calcolo delle tabelle del 1999 e si ottiene la cifra ipotizzata dal Miur). E poi decidere a quali cdc dare l'OFU (in base alla consistenza delle GE e dell'utilità della cdc nella scuola).

Posso anche non essere d'accordo con l'immissione di chi non ha mai insegnato nella scuola, ma d'altra parte posso essere in disaccordo con l'abilitazione tramite PAS senza selezioni in ingresso date spesso da servizio non in scuole statali (tra l'altro chi parla dei 36 mesi dovrebbe tener conto che la paritaria varrebbe comunque zero, essendo azienda privata).
Non mi pare sia possibile trovare una soluzione adatta a tutti e il male minore per chi ormai aspetta da un decennio in GE non può che essere quello prospettato dal Miur.
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 5:41 pm

Prima del decreto-legge annunciato per gennaio, non credo che partirà nessuna ricognizione delle cattedre. Del resto non mi risulta che nessuno abbia detto di voler anticipare le scadenze per le iscrizioni degli studenti e per le richieste di pensionamento dei docenti.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 5:50 pm

Dec ha scritto:
Prima del decreto-legge annunciato per gennaio, non credo che partirà nessuna ricognizione delle cattedre. Del resto non mi risulta che nessuno abbia detto di voler anticipare le scadenze per le iscrizioni degli studenti e per le richieste di pensionamento dei docenti.


Ma se la fase censimento è a dicembre mi pare logico che le altre siano successive...
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 5:53 pm

Appunto, ma avevi scritto subito; intendevi subito dopo il censimento. Secondo me, il tempo non sarà sufficiente, ma mi sorprenderanno, come hanno fatto quest'anno con l'aggiornamento delle gi...
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 6:00 pm

Ti sorprenderanno e l'anno prossimo ringrazierai dalla tua cattedra A051. ;-)
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Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?
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