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 il solito adagio

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tripod



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MessaggioOggetto: il solito adagio   Dom Set 14, 2014 5:30 pm

Salve,

qualcuno sa dirmi come si potrebbe
rispondere a studenti e genitori
quando chiedono (per i genitori
anche nei primi consigli di classe aperti)
al nuovo docente (nominato naturalmente
dal CSA di competenza), se è
di ruolo e rimarrà anche il prox anno?

A mio avviso si tratta di informazioni
riservate e la domanda (fatta puntualmente
ogni anno) mi imbarazza non poco.
Grazie
Alessio
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sweetdream



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Dom Set 14, 2014 5:32 pm

Un semplicissimo: "come mai mi fa questa domanda?".
Passa loro la palla e falli sentire in imbarazzo. :-)
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Dom Set 14, 2014 5:48 pm

Risposta tipo: "Nessuno conosce il futuro!"
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Dom Set 14, 2014 5:49 pm

Insomma. Se i genitori e gli studenti sono un po' scaltri, è un'informazione che si trova facilmente su internet senza nemmeno chiederlo al diretto interessato. Non è un dato sensibile tutelato dalla legge sulla privacy. Io non sono per nulla imbarazzato a dire la verità: non è certo colpa mia se sono precario.
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sweetdream



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Dom Set 14, 2014 6:05 pm

Certo Dec, non c'è alcun imbarazzo a dire di essere precario, e ci mancherebbe pure! Ma se ti fanno la domanda come a dirti: "ah ok, l'anno prossimo non ci sei, allora chissene di te", ti dimostro che non sono fesso, che ho capito la tua intenzione e ti invito a ripensare le tue (errate) convinzioni.

A me è capitato di essere bombardata da parole e paroline perché i colleghi volevano sapere se restavo o no, finché me lo chiesero apertamente e io risposi proprio: "come mai questa domanda?". Loro rimasero molto sorpresi, e rattopparono: "per curiosità", che stesi subito con un: "curiosare va bene dal parrucchiere, ma qui siamo a scuola: vorrei una risposta migliore". Da allora, chiuse le "curiosità". Lo fanno alle spalle e vanno in segreteria a chiedere ogni anno se me ne vado? Non è più affar mio, anzi ne son felice: ognuno si dimostra per quel che è!

La famiglia ti chiede se sei di ruolo o meno? Puoi anche ribattere con un: "mi spiega la differenza tra docente di ruolo e docente precario?". Questa è un'altra risposta che uso. :-)
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Dom Set 14, 2014 6:10 pm

sweetdream ha scritto:
Certo Dec, non c'è alcun imbarazzo a dire di essere precario, e ci mancherebbe pure! Ma se ti fanno la domanda come a dirti: "ah ok, l'anno prossimo non ci sei, allora chissene di te", ti dimostro che non sono fesso, che ho capito la tua intenzione e ti invito a ripensare le tue (errate) convinzioni.

A me è capitato di essere bombardata da parole e paroline perché i colleghi volevano sapere se restavo o no, finché me lo chiesero apertamente e io risposi proprio: "come mai questa domanda?". Loro rimasero molto sorpresi, e rattopparono: "per curiosità", che stesi subito con un: "curiosare va bene dal parrucchiere, ma qui siamo a scuola: vorrei una risposta migliore". Da allora, chiuse le "curiosità". Lo fanno alle spalle e vanno in segreteria a chiedere ogni anno se me ne vado? Non è più affar mio, anzi ne son felice: ognuno si dimostra per quel che è!

La famiglia ti chiede se sei di ruolo o meno? Puoi anche ribattere con un: "mi spiega la differenza tra docente di ruolo e docente precario?". Questa è un'altra risposta che uso. :-)


Ma perchè non ti vogliono?
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Dom Set 14, 2014 8:54 pm

sweetdream ha scritto:
Certo Dec, non c'è alcun imbarazzo a dire di essere precario, e ci mancherebbe pure! Ma se ti fanno la domanda come a dirti: "ah ok, l'anno prossimo non ci sei, allora chissene di te", ti dimostro che non sono fesso, che ho capito la tua intenzione e ti invito a ripensare le tue (errate) convinzioni.
Se questa è la tua paura menti ! Se l'anno prossimo sarai lì nessuno si accorgerà che hai mentito, altrimenti nessuno ti potrà dire nulla e se li incontri per strada puoi sempre mandarli .....
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Dom Set 14, 2014 10:28 pm

Esatto: a questo genere di domande conviene dare la risposta che l'interlocutore è più felice di ricevere, cioè: si che ci sarò io anche l'anno prossimo magari aggiungendo un "salvo imprevisti".
Problema risolto.
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Sill



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Dom Set 14, 2014 11:56 pm

Personalmente, sfogo sempre la mia polemica contro il Ministero con un: "Purtroppo no! Sono precaria!"
Di solito la risposta è il rammarico, non fosse altro perché i figli si abituano ad un metodo per tutto un anno e poi devono cambiare!
E cmq metti sempre i voti, ci sarai solo per un anno ma agli scrutini ci sei tu!
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Lun Set 15, 2014 12:30 am

Infatti, se me lo chiedono i ragazzi con l'evidente intenzione di dirmi che conto meno degli altri, rispondo esattamente come ha scritto Sill nell'ultima riga (mi è capitato una sola volta di sapere fin dall'inizio che non sarei arrivato agli scrutini).
I genitori in genere si preoccupano della continuità didattica e non posso dire che abbiano torto, perciò non l'ho mai sentita come una domanda indiscreta. Almeno in faccia nessuno mi ha mai detto che spera che non ci sia più.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Lun Set 15, 2014 4:44 pm

Dal mio punto di vista questa è una domanda che il genitore fa quando è stanco di vedere cambiare ogni anno il docente e spera che questo che arriva sia stabile.
Non un voler comunicare spregio ma voler sperare nella continuità-

Mah, io lo spero, signora, (o signore), visto che del doman non v'è certezza, ho intenzione di gestire la classe mettendo le basi per un lavoro fino in quinta, se il prossimo anno verrà un collega, potrà sempre proseguire il lavoro che iniziamo ora.


Li metti tranquilli
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Lun Set 15, 2014 8:28 pm

Ire ha scritto:
Dal mio punto di vista questa è una domanda che il genitore fa quando è stanco di vedere cambiare ogni anno il docente e spera che questo che arriva sia stabile.

E allora, il genitore che finora è stato in grado di interessarsi abbastanza dell'andamento scolastico del proprio figlio da arrivare a formulare una preoccupazione del genere, vuol dire che non è proprio uno sprovveduto e ignorante completo sull'argomento, ma che dovrebbe GIA' essere abbastanza informato da sapere benissimo che la decisione non dipende quasi mai dall'insegnante (nemmeno se è di ruolo).

E quindi dovrebbe sapere che non è il caso di fare tale domanda all'insegnante stesso, ma soprattutto al preside, o eventualmente alla segreteria, perché tanto l'insegnante NON PUO' rispondere con certezza, e si otterrebbe come unico risultato quello di metterlo in imbarazzo e di umiliarlo, attribuendogli il peso di una responsabilità su cui non ha alcun potere decisionale (nemmeno se è di ruolo).

L.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Lun Set 15, 2014 8:35 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ire ha scritto:
Dal mio punto di vista questa è una domanda che il genitore fa quando è stanco di vedere cambiare ogni anno il docente e spera che questo che arriva sia stabile.

E allora, il genitore che finora è stato in grado di interessarsi abbastanza dell'andamento scolastico del proprio figlio da arrivare a formulare una preoccupazione del genere, vuol dire che non è proprio uno sprovveduto e ignorante completo sull'argomento, ma che dovrebbe GIA' essere abbastanza informato da sapere benissimo che la decisione non dipende quasi mai dall'insegnante (nemmeno se è di ruolo).

E quindi dovrebbe sapere che non è il caso di fare tale domanda all'insegnante stesso, ma soprattutto al preside, o eventualmente alla segreteria, perché tanto l'insegnante NON PUO' rispondere con certezza, e si otterrebbe come unico risultato quello di metterlo in imbarazzo e di umiliarlo, attribuendogli il peso di una responsabilità su cui non ha alcun potere decisionale (nemmeno se è di ruolo).

L.

Non sempre, non sempre. Scuola che vai, usanze che trovi. E poi, magari sono domande fatte con una seconda intenzione, non per sapere veramente la risposta.
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Lun Set 15, 2014 10:11 pm

Tra l'altro, anche chi è di ruolo può essere spostato da un corso all'altro (o da una classe all'altra) per ragioni che, spesso, risultano oscure persino a chi le attua...
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Lun Set 15, 2014 10:19 pm

Aggiungo, a parziale compenso dell'insignificanza del mio intervento precedente, che anche alcuni rappresentanti di libri hanno la sgradevole abitudine di investigare - protervi - sulle posizioni professionali dei docenti. Ai tempi in cui ero precario, ricordo un molestissimo ficcanaso che asseriva di poter inviare ai soli docenti di ruolo i saggi dei testi adottati, e con tale (risibile) pretesa giustificava le domande di rito. La seconda o la terza volta che mi interrogò gli dissi: "Sono precario, ma vuole scommettere che alla fine dell'anno il Suo testo non sarà più in adozione?". Ricevetti il libro immediatamente. Ma, per le adozioni dell'anno successivo, ci rivolgemmo ad altro interlocutore
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balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Lun Set 15, 2014 10:49 pm

Secondo me mostrarsi infastiditi o imbarazzati e' peggio.La coa migliore e'agire con naturalezza, dicendo la verita'.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Mar Set 16, 2014 8:11 am

paniscus_2.0 ha scritto:

E allora, il genitore che finora è stato in grado di interessarsi abbastanza dell'andamento scolastico del proprio figlio CUT
L.

E' significativo quello che è  stato risposto, pur rendendomi conto che si tratta della risposta di un solo utente auspicabilmente non campione di un mondo immenso come quello dei docenti, mi sorge spontanea una riflessione sulla apparentemente irrisolvibile annosa questione della incapacità di comunicazione tra scuola e famiglia.

Perchè una famiglia non può fare domande sull'organico professionale che seguirà il figlio per un intero anno? perchè non può cercare di capire la situazione nella quale viene inserito il figlio anche con un occhio al contesto futuro?

A stare a quanto scritto, il precario parte a settembre con un senso di umiliazione per la sua condizione lavorativa?
Ma che significa?
Perchè chiedergli notizie sulla previsione di permanenza nella classe dovrebbe creargli problemi?
Perchè chiedergli notizie dovrebbe fargli pensare che gli si attribuisca una colpa di qualcosa?
Perchè non può rispondere con certezza ad una domanda?

La risposta assolutamente certa alla domanda legittima da parte della famiglia esiste eccome ed è questa:
"ho un incarico annuale e non so dirle se il prossimo anno sarò ancora qui, come può immaginare sarebbe mio desiderio poterci essere ma non dipende da me o dal dirigente quanto da graduatorie, assunzioni e altro da parte dello Stato.
Come sa la situazione è questa per migliaia di docenti ma non ha troppa importanza per i ragazzi, ciascuno di noi, io di sicuro, affrontiamo ogni nuova classe e ogni trasferimento dicendo: ora sono qui, questi sono i miei ragazzi, per quest'anno il lavoro da fare è questo. Che io ci sia o non ci sia il prossimo anno adesso lavorerò con loro per portarli ad apprendere con  efficacia quello che il programma del corso di studi prevede. Spero di riuscire a farlo insieme a ragazzi desiderosi di progredire e a famiglie collaborative e presenti"

E basta, poi si va avanti.

Perchè non si può domandare? perchè non si può rispondere? perchè si deve partire fin dal primo consiglio di classe già sulla difensiva e non sulla collaborazione?
Colpa nel precariato?  ma di cosa stiamo parlando?
umiliazione di essere precari?  ma di cosa stiamo parlando?

Posso capire preoccupazione per un posto di lavoro da conquistare di anno in anno da persone che desiderano un po' di stabilità ma l'essere preoccupati non può portare a sentirsi docenti di serie B per una situazione contrattuale che non dipende dalla propria capacità professionale ma dalla scriteriata politica scolastica. Le due cose non sono per nulla collegate.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Mar Set 16, 2014 12:47 pm

Ire ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:

E allora, il genitore che finora è stato in grado di interessarsi abbastanza dell'andamento scolastico del proprio figlio         CUT
L.

E' significativo quello che è  stato risposto CUT

Non proprio, essere precari, al di là del problema personale, ha talvolta, se non spesso, una conseguenza: agli occhi dei genitori sono sminuiti perché "tanto l'anno prossimo chissà dove saranno". Non dovrebbe essere così, ma la realtà dei fatti è questa. Sono stato supplente per solo 2 anni, eppure sono bastati per sentire questa atmosfera intorno. Da docente di ruolo il trattamento che i genitori ci riservano è diverso.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Mar Set 16, 2014 1:15 pm

Può essere vero, ma basta dimostrare che ciò che pensano i genitori non ha fondamento.

Sicuramente non lo si può dimostrare partendo dal presupposto che ci si sente umiliati o offesi dalla verbalizzazione del rapporto di lavoro annuale piuttosto che indeterminato.

Il precario sa fare il proprio lavoro?  vada in classe consapevole di questo e dimostri che l'anno prossimo potrà anche essere altrove, ma l'anno in corso è qui, e la sua presenza è significativa.

Mi dirai che in un consiglio di classe plenario dove i docenti si presentano e ci sono insegnanti precari e di ruolo, quando un genitore fa una domanda del genere è facile percepire il senso di sufficienza con il quale i senior guardano i giovani, il sorrisino di chi dice: a te non daranno retta e a me sì.  Anche questo, oltre al partire sentendosi in difetto, attizza le antenne dei genitori che sono portati a credere che "va beh, un altro che non farà nulla"

Un insegnante precario che fa bene il proprio lavoro lascia tanta stima e rimpianto dietro di sè, e a nessuno importa se il suo incarico era annuale se non per il fatto che purtroppo i figli non potranno stare con lui fino alla fine del percorso scolastico. Un insegnante precario che per diverse ragioni dà l'impressione di essere "in prestito" e di non aver quindi voglia o capacità di impostare un buon lavoro sarà ricordato solo per  il fatto che per fortuna se ne è andato, ma perchè era un incapace non perchè lo stipendio o il posto di lavoro gli erano garantiti solo da settembre a giugno.
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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Mar Set 16, 2014 1:22 pm

Ire ha scritto:

Un insegnante precario che fa bene il proprio lavoro lascia tanta stima e rimpianto dietro di sè, e a nessuno importa se il suo incarico era annuale se non per il fatto che purtroppo i figli non potranno stare con lui fino alla fine del percorso scolastico.

La stima se la guadagna dopo un anno di lavoro, le perplessità e l'accondiscendenza, se manifestate, sono immediate.
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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Mar Set 16, 2014 1:40 pm

Woland ha scritto:
.... La seconda o la terza volta che mi interrogò gli dissi: "Sono precario, ma vuole scommettere che alla fine dell'anno il Suo testo non sarà più in adozione?". Ricevetti il libro immediatamente. Ma, per le adozioni dell'anno successivo, ci rivolgemmo ad altro interlocutore

Grande!
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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Mar Set 16, 2014 2:28 pm

Ire ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:

E allora, il genitore che finora è stato in grado di interessarsi abbastanza dell'andamento scolastico del proprio figlio         CUT
L.

E' significativo quello che è  stato risposto, pur rendendomi conto che si tratta della risposta di un solo utente auspicabilmente non campione di un mondo immenso come quello dei docenti,

E ti pareva... tanto si sa che io sono la cattiva irrecuperabile anti-empatica e prevenuta contro i genitori, e che bisogna sistematicamente ricordarlo a tutti ogni due o tre giorni, no?

Citazione :
Il precario sa fare il proprio lavoro?  vada in classe consapevole di questo e dimostri che l'anno prossimo potrà anche essere altrove, ma l'anno in corso è qui e la sua presenza è significativa.

Ma questo, appunto, il genitore lo sa già. Quindi, che piffero c'è da dimostrare e che bisogno c'è di chiedere?

Non si sta mica parlando del genitore che "vuole sapere se l'insegnante è bravo".

Si sta parlando del genitore che vuole sapere, dall'insegnante stesso, se sarà nella stessa classe anche nei prossimi anni, in un momento in cui l'insegnante stesso non lo può sapere, e che oltretutto non c'entra NULLA col fatto che sia bravo o no.

Citazione :
Perchè una famiglia non può fare domande sull'organico professionale che seguirà il figlio per un intero anno? perchè non può cercare di capire la situazione nella quale viene inserito il figlio anche con un occhio al contesto futuro?

NESSUNO ha detto che "non le può fare".

Ho detto che non mi sembra giusto scaricare sul singolo docente la responsabilità di dover rispondere di questioni che NON dipendono da lui, sulle quali non ha alcuna facoltà decisionale, e che spesso sono sminuenti e mortificanti anche per lui, e che gli vengono imposte contro la sua volontà, tutto lì.

E non parlo nemmeno a nome dei precari, ma parlo da docente di ruolo che, pur essendo di ruolo, NON PUO' MAI avere la certezza di quali classi avrà l'anno prossimo, e che molto di rado ha il diritto di esprimere anche solo una preferenza e di sperare che la propria voce sia tenuta in capitolo davvero.

Il genitore abbastanza motivato e abbastanza informato, specialmente se non è un novellino ma se ha il figlio a scuola da parecchi anni, dovrebbe quanto meno arrivare a capire questa realtà, e quindi essere liberissimo di rivolgere tali domande, ma alle persone titolate a rispondervi, e NON al docente stesso che deve solo subirle.

Certo che il discorso cambia se invece il genitore, nel colloquio col docente, cerca solo uno scambio di due chiacchiere sul più e sul meno, con relativo sfogo emotivo da "signora mia, certo che le cose stanno messe proprio male, che peccato, chissà dove andremo a finire..."

Ma ovviamente questo non è possibile, immagino, perché è noto che i genitori sono tutti consapevolissimi, tutti attentissimi e tutti determinatissimi ad affrontare le situazioni cin la massima lucidità e razionalità.

L.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Mar Set 16, 2014 2:35 pm

mac67 ha scritto:


La stima se la guadagna dopo un anno di lavoro, le perplessità e l'accondiscendenza, se manifestate, sono immediate.

Indubbiamente.

Ma è altrettanto immediata la buona impressione che fa un docente che risponde tranquillamente ad una domanda così come immediata è la cattiva impressione che fa quello che invece atteggia la bocca in una smorfia amara e cerca di difendersi da un presunto attacco alla sua capacità professionale.
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MessaggioOggetto: Re: il solito adagio   Sab Set 20, 2014 12:55 pm

tripod ha scritto:
Salve,

qualcuno sa dirmi come si potrebbe
rispondere a studenti e genitori
quando chiedono (per i genitori
anche nei primi consigli di classe aperti)
al nuovo docente (nominato naturalmente
dal CSA di competenza), se è
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A mio avviso si tratta di informazioni
riservate e la domanda (fatta puntualmente
ogni anno) mi imbarazza non poco.
Grazie
Alessio

Lo status giuridico dei docenti è pubblico, non si tratta certo di informazioni riservate.
Sono pubbliche le graduatorie ad esaurimento e quelle di istituto, sono pubbliche le nomine dell'USP, andrebbero affissi all'albo anche i contratti di supplenza temporanea stipulati dalle scuole, sono pubbliche le graduatorie interne dei docenti di ruolo, sono pubblici i trasferimenti, sono pubbliche le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie.
Serve a poco essere reticenti riguardo a informazioni che chiunque può reperire con una semplice ricerca sul web.

Ciò che un docente non è tenuto a dire sono le tue intenzioni future, ossia in quale provincia presenterà la domanda l'anno prossimo o, se insegnante di ruolo, se farà domanda di trasferimento.

Ad ogni modo, basta restare vaghi.
Quest'anno sono qui, dove sarò l'anno prossimo non dipende totalmente dalla mia volontà.
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il solito adagio
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