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 Ma parlare di didattica no?!

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sfsp



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MessaggioOggetto: Ma parlare di didattica no?!   Mar Set 16, 2014 7:23 pm

Capisco che stipendio, mobilità, difesa degli interessi personali siano argomenti cruciali per tutti noi, ma è un po' avvilente vedere che non si parla d'altro.

Non saranno solo le nostre condizioni lavorative il problema della scuola...

Che sia propaganda o meno, è una specie di miracolo il fatto che si chieda il nostro parere prima di varare una riforma.

Io personalmente sento di insegnare il programma sbagliato ai miei studenti e può essere questa l'occasione per aprire una discussione.

E se poi (come probabilmente sarà) Renzi se ne infischierà, non sarà comunque tempo perso.

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insula



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mar Set 16, 2014 7:40 pm

Ti do ragione sul fatto che è importante anche la didattica, però ti faccio notare che è come volere parlare del pranzo di gala mentre la nave affonda.

Se Renzi se ne infischierà non altrettanto dobbiamo fare noi, anche per salvare la didattica e il futuro delle nuove generazioni che hanno diritto ad una scuola che prepara e che sia pubblica, con operatori del sapere che non sono schiavi e sottopagati.
Uno schiavo non è affatto un buon insegnante e lo studente ne ha solo da perdere perchè a sua volta diventerà disinformato e schiavo per fare un favore ad una casta di capitalisti.
La cultura rende liberi e con capacità critica oltre che preparati al lavoro, mentre alla casta interessa solo l'addestramento al lavoro di tutti noi.

Io scelgo di combattere perchè la nave non affondi per colpa della casta e quindi penserò al pranzo di gala successivamente.
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sfsp



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mar Set 16, 2014 7:50 pm

insula ha scritto:
Ti do ragione sul fatto che è importante anche la didattica, però ti faccio notare che è come volere parlare del pranzo di gala mentre la nave affonda.

Se Renzi se ne infischierà non altrettanto dobbiamo fare noi, anche per salvare la didattica e il futuro delle nuove generazioni che hanno diritto ad una scuola che prepara e che sia pubblica, con operatori del sapere che non sono schiavi e sottopagati.
Uno schiavo non è affatto un buon insegnante e lo studente ne ha solo da perdere perchè a sua volta diventerà disinformato e schiavo per fare un favore ad una casta di capitalisti.

Non condivido affatto!

Il paragone con il pranzo di gala mi pare del tutto fuori luogo. La didattica è il motore della nave, non qualcosa di vacuo ed effimero.

Con la riforma, si metterà mano comunque ai programmi. Facciamo che non siano scritti per l'ennesima volta senza un obiettivo e da gente che non ha mai messo piede in una scuola.
Anche questa volta, si vuole partire dalla riforma degli esami.
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Indomito_2014



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mar Set 16, 2014 8:33 pm

La didattica non è l'argomento cardine di questo forum semplicemente perchè molti di questo forum, me compreso, temono innanzitutto di finire a fare i dipendenti di un call center o sotto a un ponte; comunque hai ragione sull'importanza della didattica e i rischi di una qualunque riforma in tale argomento.
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insula



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mar Set 16, 2014 10:02 pm

sfsp ha scritto:

Non condivido affatto!

La didattica è il motore della nave, non qualcosa di vacuo ed effimero.

Con la riforma, si metterà mano comunque ai programmi.  Facciamo che non siano scritti per l'ennesima volta senza un obiettivo e da gente che non ha mai messo piede in una scuola.
Anche questa volta, si vuole partire dalla riforma degli esami.

Indomito ti ha fatto capire qual è il problema meglio di me, ma comunque, allora, faccio un paragone più congruo: se nella nave vi è una falla e si sta affondando (parlo degli insegnanti che sono LE PARETI  di una scuola) è inutile parlare del motore (didattica). Il motore andrà giù insieme alla nave.
Non permettiamo di allargare la falla e anzi costringiamo chi di dovere a turarla e così anche il motore si salverà e potrà anche essere migliorato.

Forse non hai capito che con la scusa della didattica (il motore) vogliono distoglierci dalla falla.
Solo riparando la falla li costringerai ad arretrare e a lasciarci fare a noi insegnanti per quanto riguarda la didattica.

La scuola deve restare pubblica e con un'ottima edilizia scolastica; unica pagata dalle tasse dello Stato (in onore della Costituzione italiana) e gli insegnanti pagati e trattati meglio e liberi di insegnare e creare e applicare la didattica senza i dicktat degli asini patentati della politica e dei funzionari del MIUR.

Io sono una collega di ruolo, ma capisco bene il pericolo che si sta correndo tutti: precari e non.
Se non lo capiamo e soggiaciamo alle malizie di certa classe politica che attualmente è al potere, andremo al lastrico tutti.
E' questione di tempo.

Spero che tu sia d'accordo.
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ulisse2000



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mar Set 16, 2014 10:29 pm

insula ha scritto:
sfsp ha scritto:

Non condivido affatto!

La didattica è il motore della nave, non qualcosa di vacuo ed effimero.

Con la riforma, si metterà mano comunque ai programmi.  Facciamo che non siano scritti per l'ennesima volta senza un obiettivo e da gente che non ha mai messo piede in una scuola.
Anche questa volta, si vuole partire dalla riforma degli esami.

Indomito ti ha fatto capire qual è il problema meglio di me, ma comunque, allora, faccio un paragone più congruo: se nella nave vi è una falla e si sta affondando (parlo degli insegnanti che sono LE PARETI  di una scuola) è inutile parlare del motore (didattica). Il motore andrà giù insieme alla nave.
Non permettiamo di allargare la falla e anzi costringiamo chi di dovere a turarla e così anche il motore si salverà e potrà anche essere migliorato.

Forse non hai capito che con la scusa della didattica (il motore) vogliono distoglierci dalla falla.
Solo riparando la falla li costringerai ad arretrare e a lasciarci fare a noi insegnanti per quanto riguarda la didattica.

La scuola deve restare pubblica e con un'ottima edilizia scolastica; unica pagata dalle tasse dello Stato (in onore della Costituzione italiana) e gli insegnanti pagati e trattati meglio e liberi di insegnare e creare e applicare la didattica senza i dicktat degli asini patentati della politica e dei funzionari del MIUR.

Io sono una collega di ruolo, ma capisco bene il pericolo che si sta correndo tutti: precari e non.
Se non lo capiamo e soggiaciamo alle malizie di certa classe politica che attualmente è al potere, andremo al lastrico tutti.
E' questione di tempo.

Spero che tu sia d'accordo.
insula io sono completamente d'accordo con te.
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insula



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mar Set 16, 2014 10:37 pm

ulisse2000 ha scritto:


insula io sono completamente d'accordo con te.

:-)



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ulisse2000



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mar Set 16, 2014 11:12 pm

insula ha scritto:
ulisse2000 ha scritto:


insula io sono completamente d'accordo con te.

:-)




ho notato che , guarda caso, anche tu hai dei punti in negativo nella reputazione... significherà qualcosa? non è che su questo forum chi  si ribella  alle linee del governo sia malvisto? ho notato lo stesso anche per altri utenti...

immagina se queste "valutazioni" negative fossero collegate agli scatti stipendiali e alla carriera... ;-)
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insula



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mar Set 16, 2014 11:49 pm

ulisse2000 ha scritto:
insula ha scritto:
ulisse2000 ha scritto:


insula io sono completamente d'accordo con te.

:-)




ho notato che , guarda caso, anche tu hai dei punti in negativo nella reputazione... significherà qualcosa? non è che su questo forum chi  si ribella  alle linee del governo sia malvisto? ho notato lo stesso anche per altri utenti...

immagina se queste "valutazioni" negative fossero collegate agli scatti stipendiali e alla carriera... ;-)

Boh! :-)

Sei al corrente di come hanno trattato dei colleghi precari che ad una discussione sulla scuola alla Festa dell'Unità hanno voluto dire il loro parere contrario? Li hanno gentilmente accompagnati alla "porta" dopo alcune loro battute. Addirittura sono stati accusati di avere rivolto insulti nonostante la prova contraria dei video.

Stiamo scivolando verso una deriva mussoliniana fatta di censura e forse tanti si sentono incoraggiati verso questa sponda.
La tolleranza e l'ascolto delle esigenze altrui non è di moda in questi tempi. Inoltre, si tappa la bocca a chi è onesto e dice il suo parere oppure lo si intimorisce in vari modi.

In tanti anni non sono mai stata simpatica a dirigenti e colleghi che si sono fatti gli affari loro e con ipocrisia hanno fatto grande "ammuina" per coprire le loro manchevolezze morali oltre che professionali. Non mi hanno mai potuto fare del male. Alla fine sono stati loro a doversi ricredere oppure a dover cambiare atteggiamento e comportamento loro malgrado.

La vita è questa, soprattutto in Italia.
Ma per non farsi travolgere basta essere più in gamba di loro, fregarsene di chi ci giudica malamente e ingiustamente e agire di rimessa. Tanto, poi, si "impecorinano" da soli e del resto si è visto che fine hanno fatto tanti presunti vincenti.
E' questo il contenuto della mia DIDATTICA che ogni giorno trasmetto ai miei alunni anche senza parlarne espressamente.

Mi piace tanto pensare a Gramsci, a Pertini, a De Gasperi, a Giorgio La Pira e ai tanti partigiani che hanno vissuto il periodo del fascismo e anche alla tanta gente dei paesi dell'est che hanno vissuto la tragedia del comunismo staliniano senza mai piegare la testa.

Mi piace pensarmi come insegnante ed essere come sono.
"Ad maiora" anche per te, Ulisse!

Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Ultima modifica di insula il Mer Set 17, 2014 11:39 pm, modificato 1 volta
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sfsp



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mer Set 17, 2014 3:06 pm

insula ha scritto:

faccio un paragone più congruo: se nella nave vi è una falla e si sta affondando (parlo degli insegnanti che sono LE PARETI  di una scuola) è inutile parlare del motore (didattica). Il motore andrà giù insieme alla nave.
Non permettiamo di allargare la falla e anzi costringiamo chi di dovere a turarla e così anche il motore si salverà e potrà anche essere migliorato.

Forse non hai capito che con la scusa della didattica (il motore) vogliono distoglierci dalla falla.
Solo riparando la falla li costringerai ad arretrare e a lasciarci fare a noi insegnanti per quanto riguarda la didattica.

Mi vorresti convincere che la scuola affonderà a causa della falla determinata dalle condizioni lavorative degli insegnanti. Che non è importante stabilire una rotta; solo tenerla a galla.

Un modo di pensare insopportabilmente deprimente per quanto mi riguarda.

Se non riesco a tracciare una rotta per fare arrivare agli studenti quello che ho da insegnare è meglio se mi cerco un altro lavoro.
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insula



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mer Set 17, 2014 6:03 pm

sfsp ha scritto:
insula ha scritto:

faccio un paragone più congruo: se nella nave vi è una falla e si sta affondando (parlo degli insegnanti che sono LE PARETI  di una scuola) è inutile parlare del motore (didattica). Il motore andrà giù insieme alla nave.
Non permettiamo di allargare la falla e anzi costringiamo chi di dovere a turarla e così anche il motore si salverà e potrà anche essere migliorato.

Forse non hai capito che con la scusa della didattica (il motore) vogliono distoglierci dalla falla.
Solo riparando la falla li costringerai ad arretrare e a lasciarci fare a noi insegnanti per quanto riguarda la didattica.

Mi vorresti convincere che la scuola affonderà a causa della falla determinata dalle condizioni lavorative degli insegnanti.  Che non è importante stabilire una rotta; solo tenerla a galla.

Un modo di pensare insopportabilmente deprimente per quanto mi riguarda.

Se non riesco a tracciare una rotta per fare arrivare agli studenti quello che ho da insegnare è meglio se mi cerco un altro lavoro.

Attualmente la rotta è disegnata da politicanti e funzionari del MIUR che mai hanno messo piede in una classe e che decidono sui destini della didattica italiana e su tutto il personale scolastico senza averne fatto esperienza da GAVETTA e che tengono a galla la scuola pubblica ma ora hanno deciso di farla affondare per dare spazio a quelle private degli amici degli amici. Ti dico che ho esultato per la chiusura della scuola privata leghista della Bosina.
Il disastro della scuola italiana proviene da questo. E sono loro politici , funzionari del Miur, lobbisti delle scuole private tra cui il Vaticano, che hanno creato disastri nelle PARETI (insegnanti) e nel MOTORE (didattica) della nave.
Noi docenti (gli unici deputati a parlare di didattica e di scuola perchè nelle classi ci mettono piede e cuore) dobbiamo appropriarci di nuovo della nave scuola per farla andare nella direzione giusta, ma per far questo dobbiamo essere noi e sbarazzarci di figure del Miur e della politica incompetenti sostituendoli con tanti di noi che a turno e con competenza devono andare a ricoprire i loro ruoli.
Ti parla una collega che è da anni che ha il pallino della didattica e che ha ricoperto nella propria scuola i ruoli di Funzione Strumentale puntando sul modo di operare laboratoriale e sulla collaborazione con altre scuole e con agenzie ed enti vari territoriali. Te lo dice una collega che ha visto politiche di finanziamento alle scuole demenziali fatte da gente che non ne capisce niente. Una collega che spera che i prossimi Ministri del Miur siano degli insegnanti (l'ultima è stata Franca Falcucci morta poco tempo fa). Che spera anche che i funzionari attuali del Miur vengano spediti a turno nelle scuole d'Italia a fare esperienza di trincea.

Ti chiedi il come mai  tanti nostri colleghi antepongono il posto di lavoro alla didattica. Io ti rispondo che lo fanno perchè senza posto di lavoro non mangiano e inoltre non possono dedicarsi alla didattica perchè non avrebbero delle classi in cui applicarla.
Chi ha la pancia piena, perchè non ha problemi finanziari, non capisce una priorità sull'altra.

A proposito del Vaticano e delle lobby. Nel Decreto attuativo per mettere a disposizione i fondi dell'8 per mille per lo Stato, per l'edilizia scolastica, è spuntato come un funghetto una norma in cui si destina parte di quelle somme anche per gli edifici di culto.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/11/8x1000-m5s-governo-toglie-soldi-alla-scuola-per-darli-agli-edifici-di-culto/1117701/

Questo per farti capire che prima di parlare di Didattica ci dobbiamo difendere dalla malafede della classe politica attuale e rivendicare il diritto di mantenere gli scatti di anzianità (in forza anche di una sentenza del  2008 la Corte di Cassazione che ha ribadito,sulla base del principio della giusta retribuzione dell'articolo 36 della Costituzione,  la legittimità costituzionale nonché la necessarietà degli scatti d'anzianità Ata e docenti, con la sentenza 7/7/2008 n. 18584, Pres. De Luca Est. Bandini, in Orient. della giur. del lav. 2008, 549,affermando, cito,  che: “La giusta retribuzione deve essere adeguata anche in proporzione all'anzianità di servizio acquisita, atteso che la prestazione di lavoro, di norma, migliora qualitativamente per effetto dell’esperienza”), e tutto quanto ci compete come lavoratori e professionisti.
Se il governo vuole fare una riforma in tal senso è il benvenuto, altrimenti da parte di chi ha capito il gioco sporco e sa come difendere se stesso e la categoria, avrà quello che merita politicamente e giuridicamente fino alla Corte Europea, e per fortuna siamo un milione e più di gente.

A questo proposito segnalo la petizione che "sconcertato" ha messo in un altro topic:
http://www.orizzontescuolaforum.net/t93032-consultazioni-la-buona-scuola-puah
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sfsp



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mer Set 17, 2014 6:36 pm

insula ha scritto:

Chi ha la pancia piena, perchè non ha problemi finanziari, non capisce una priorità sull'altra.

Se ti riferisci a me con "la pancia piena", ti sbagli di grosso.

Io sono in ruolo da neanche 20 giorni, in una provincia diversa dalla mia, dopo la bellezza di 22 anni di precariato, la maggior parte all'università, in una situazione, quella sì, disperata, senza alcuna prospettiva per il futuro e per 6 anni senza stipendio.

Anni di contrattini di docenza che dichiaratamente non mi avrebbero portato a nulla, altro che assunzioni di massa e salvaguardia dei precari.

Trovo sacrosanto che si assumano in ruolo le persone sfruttate per anni con un precariato assurdo e incivile. E altrettanto sacrosanto che non si vadano a ledere i diritti di chi già è in ruolo. Non è questo il punto.

E non sarebbe neanche una questione di priorità.

Il punto è che la scuola, almeno molte delle scuole in cui ho insegnato, non sa dove sta andando.

Programmi nati male e rappezzati peggio. Colleghi che fanno solo routine. Ragazzi completamente spenti da un sistema fallimentare.

Mobilitiamoci pure per rivendicare condizioni di lavoro dignitose.

Ma la priorità, la mia priorità, è quella di svolgere il mio ruolo con coscienza e professionalità, foss'anche gratis.

La nave (questa strana nave con le pareti di cui parli) sta affondando perché non riesce a svolgere il suo ruolo in maniera decente, non certo per pochi sacrosanti euro che cercano di sfilarci a tradimento.
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sconcertato1



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mer Set 17, 2014 7:05 pm

sfsp ha scritto:
insula ha scritto:

Chi ha la pancia piena, perchè non ha problemi finanziari, non capisce una priorità sull'altra.

Se ti riferisci a me con "la pancia piena", ti sbagli di grosso.

Io sono in ruolo da neanche 20 giorni, in una provincia diversa dalla mia, dopo la bellezza di 22 anni di precariato, la maggior parte all'università, in una situazione, quella sì, disperata, senza alcuna prospettiva per il futuro e per 6 anni senza stipendio.

Anni di contrattini di docenza che dichiaratamente non mi avrebbero portato a nulla, altro che assunzioni di massa e salvaguardia dei precari.

Trovo sacrosanto che si assumano in ruolo le persone sfruttate per anni con un precariato assurdo e incivile.  E altrettanto sacrosanto che non si vadano a ledere i diritti di chi già è in ruolo.  Non è questo il punto.

E non sarebbe neanche una questione di priorità.  

Il punto è che la scuola, almeno molte delle scuole in cui ho insegnato, non sa dove sta andando.

Programmi nati male e rappezzati peggio.  Colleghi che fanno solo routine. Ragazzi completamente spenti da un sistema fallimentare.

Mobilitiamoci pure per rivendicare condizioni di lavoro dignitose.  

Ma la priorità, la mia priorità, è quella di svolgere il mio ruolo con coscienza e professionalità, foss'anche gratis.


La nave (questa strana nave con le pareti di cui parli) sta affondando perché non riesce a svolgere il suo ruolo in maniera decente, non certo per pochi sacrosanti euro che cercano di sfilarci a tradimento.
Allora non era necessario cambiare provincia. Potevi lasciare il ruolo alla persona che l'ha visto svanire col tuo spostamento.
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sfsp



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mer Set 17, 2014 7:37 pm

sconcertato1 ha scritto:
sfsp ha scritto:
insula ha scritto:

Chi ha la pancia piena, perchè non ha problemi finanziari, non capisce una priorità sull'altra.

Se ti riferisci a me con "la pancia piena", ti sbagli di grosso.

Io sono in ruolo da neanche 20 giorni, in una provincia diversa dalla mia, dopo la bellezza di 22 anni di precariato, la maggior parte all'università, in una situazione, quella sì, disperata, senza alcuna prospettiva per il futuro e per 6 anni senza stipendio.

Anni di contrattini di docenza che dichiaratamente non mi avrebbero portato a nulla, altro che assunzioni di massa e salvaguardia dei precari.

Trovo sacrosanto che si assumano in ruolo le persone sfruttate per anni con un precariato assurdo e incivile.  E altrettanto sacrosanto che non si vadano a ledere i diritti di chi già è in ruolo.  Non è questo il punto.

E non sarebbe neanche una questione di priorità.  

Il punto è che la scuola, almeno molte delle scuole in cui ho insegnato, non sa dove sta andando.

Programmi nati male e rappezzati peggio.  Colleghi che fanno solo routine. Ragazzi completamente spenti da un sistema fallimentare.

Mobilitiamoci pure per rivendicare condizioni di lavoro dignitose.  

Ma la priorità, la mia priorità, è quella di svolgere il mio ruolo con coscienza e professionalità, foss'anche gratis.


La nave (questa strana nave con le pareti di cui parli) sta affondando perché non riesce a svolgere il suo ruolo in maniera decente, non certo per pochi sacrosanti euro che cercano di sfilarci a tradimento.
Allora non era necessario cambiare provincia. Potevi lasciare il ruolo alla persona che l'ha visto svanire col tuo spostamento.

questa non l'ho capita!

se era un commento campanilista o razzista contro gli abilitati al sud che cambiano provincia spostandosi al nord, potevi risparmiartelo.

io ho vinto il concorso nella mia regione e sono stato mandato in un'altra provincia. mi faccio 120 km al giorno e non per questo mi straccio le vesti.
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insula



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mer Set 17, 2014 10:12 pm

sfsp ha scritto:


Io sono in ruolo da neanche 20 giorni, in una provincia diversa dalla mia, dopo la bellezza di 22 anni di precariato, la maggior parte all'università, in una situazione, quella sì, disperata, senza alcuna prospettiva per il futuro e per 6 anni senza stipendio.

Anni di contrattini di docenza che dichiaratamente non mi avrebbero portato a nulla, altro che assunzioni di massa e salvaguardia dei precari.

Trovo sacrosanto che si assumano in ruolo le persone sfruttate per anni con un precariato assurdo e incivile.  E altrettanto sacrosanto che non si vadano a ledere i diritti di chi già è in ruolo..
 

Caro collega, io sono convintissima del fatto che gente sfruttata come i precari abbiano il diritto di essere assunti. Lo ha deciso la corte europea che dovranno essere assunti per forza quelli che hanno lavorato più di 36 mesi nella scuola.
Il giochetto sporco del governo è quello di volere togliere gli scatti di anzianità per potere avere un po' di cassa ed assumere parte di quei 150 mila colleghi.
Ma il punto è questo! Il governo deve COMUNQUE ASSUMERE I 150 mila, altrimenti lo Stato italiano subirà una multa di quattro miliardi di euro. Se TUTTI QUELLI DI RUOLO e NON DI RUOLO non abboccano, si potrà dire al governo che i 150 mila li dovrà assumere comunque e nel contempo che non si rinuncia a nessun diritto di lavoratore compresi gli scatti di anzianità.
Se in aggiunta ad essi lo Stato vuole pure dare scatti di merito faccia pure: MA LI DEVE AGGIUNGERE e non togliere altro.

sfsp ha scritto:
Non è questo il punto

E non sarebbe neanche una questione di priorità.  

Il punto è che la scuola, almeno molte delle scuole in cui ho insegnato, non sa dove sta andando.

Programmi nati male e rappezzati peggio.  Colleghi che fanno solo routine. Ragazzi completamente spenti da un sistema fallimentare.


Caro Collega sfsp, con le tue parole confermi quello che ho detto io: il fatto che la scuola è alla deriva per colpa di una cattiva rotta decisa DALL'ALTO. Accetta il fatto che vi sono fetentoni da rimuovere per sempre sia nel mondo politico che nei piani alti del MIUR. Dalle mie parti si dice che "il pesce puzza dalla testa" che significa che la colpa della situazione attuale è dei piani alti.

sfsp ha scritto:

Mobilitiamoci pure per rivendicare condizioni di lavoro dignitose.  

Ma la priorità, la mia priorità, è quella di svolgere il mio ruolo con coscienza e professionalità, foss'anche gratis.

La nave (questa strana nave con le pareti di cui parli) sta affondando perché non riesce a svolgere il suo ruolo in maniera decente, non certo per pochi sacrosanti euro che cercano di sfilarci a tradimento.

Io non sono d'accordo sul lavoro da fare magari gratis. Il lavoro va retribuito, niente va fatto gratis. In questi anni con la scusa della "missione" ci hanno imposto di accettare cose e anche di rinunciare ai nostri diritti non solo di lavoratori, ma anche di professionisti del sapere garantiti dalla libertà di insegnamento prevista dalla Costituzione.
Dobbiamo dire BASTA al gratis. Solo così riacquisteremo dignità sia ai nostri occhi che soprattutto in quella degli altri.
Noi siamo PROFESSIONISTI  e non MISSIONARI in cerca di martirio. Rivendico con tutte le me forze il rispetto della mia professionalità e il diritto di essere retribuita per quello che è giusto.
E se lederanno i miei diritti anche io prenderò la strada dei colleghi precari (che hanno vinto) di ricorrere alla Corte europea per farmi restituire quanto mi si deve e di diritti e di soldi.
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sconcertato1



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mer Set 17, 2014 11:38 pm

Caro sfsp,
La mia non era assolutamente una nota razzista, ci mancherebbe! Facevo solo notare le contraddizioni nelle tue parole. Se ti sei spostato, con tutti i disagi che ha comportato, e' perche' hai cercato una situazione lavorativa stabile e renumerata. Non ti sei accontentato di ricevere solo qualche spicciolo, figuriamoci a lavorare gratis.

Partendo dal presupposto che ogni docente mette passione ed impegno nel proprio lavoro, aggiungici poi  professionalità, competenza e conoscenza allora non puoi e non devi svenderti o svenderci affermando di essere disposto a lavorare gratis. Offenderesti te stesso per  i sacrifici che stai affrontando nel vivere lontano dalla tua famiglia, per il lavoro e lo studio che hai finora effettuato per raggiungere la tua professionalità che metti a disposizione della scuola, per il lavoro che tutti i giorni svolgi con i tuoi ragazzi/e.

No, io dico che nella vita non bisogna svendersi ed accettare questo gioco al ribasso, non dobbiamo calpestare la nostra dignità solo perche' il lavoro ci appassiona. Ogni lavoro va pagato, ogni cosa che compri va pagata, e piu' la merce e' di qualita' piu' costa cara. Non si deve accettare l'idea che l'insegnante e' l'unico che puo' lavorare gratis o per un tozzo di pane. E' proprio questo quello che vorrebbero gli approfittatori, non cediamo a questi ricatti e chiediamo quello che e' giusto e sacrosanto. Il nostro valore e' superiore a quello che vorrebbero farci credere. Io concordo pienamente con insula.


Ultima modifica di sconcertato1 il Gio Set 18, 2014 12:19 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Gio Set 18, 2014 12:15 am

sfuttamento e schiavitù sono mostri mai vinti contro cui si è lottato e si lotta tuttora...
essi sono ancora molto presenti in gran parte del mondo e anche nelle nostra società "civilizzata",
le lotte per l' afferamzione di sempre maggiori diritti hanno portato ad una relativa tutela del lavoro e della dignità umana ma non diamo tali diritti per scontato, qualcuno prima di noi ha lottato duramente per la loro affermazione...

ma come ben sappiamo la storia è fatta di corsi e ricorsi, in questo momento storico  è in atto il tentativo (magari approfittando della crisi economica) di operare una regressione per quanto riguarda i "diritti" , i grossi poteri hanno tutto l' interesse a privarci di essi ....

adesso tocca  alla nostra generazione il compito di difenderli e i docenti dovrebbero essere i primi in questa lotta...
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Humboldt



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Gio Set 18, 2014 6:16 pm

sconcertato1 ha scritto:


Partendo dal presupposto che ogni docente mette passione ed impegno nel proprio lavoro, aggiungici poi  professionalità, competenza e conoscenza allora non puoi e non devi svenderti o svenderci affermando di essere disposto a lavorare gratis. ....

Ogni lavoro va pagato, ogni cosa che compri va pagata, e piu' la merce e' di qualita' piu' costa cara. Non si deve accettare l'idea che l'insegnante e' l'unico che puo' lavorare gratis o per un tozzo di pane. E' proprio questo quello che vorrebbero gli approfittatori, non cediamo a questi ricatti e chiediamo quello che e' giusto e sacrosanto. Il nostro valore e' superiore a quello che vorrebbero farci credere. Io concordo pienamente con insula.

Bene, diamo per buono questo postulato "ogni docente mette passione, impegno..." basta questo per dire che fa un buon lavoro? Se un piastrellista suda, si impegna appassionatamente ma poi mette i mattoni storti, tu lo paghi bene? Quanti insegnanti, pur impegnandosi riescono davvero a trasmettere qualcosa, a lasciare il segno appunto? Ma misurare il lavoro dell'insegnante non è facile come misurare quello del piastrellista. Bisognerebbe chiedere agli studenti, ai colleghi ma si creerebbero tensioni fra i docenti, con i ragazzi... la ricerca dell'insegnante meritevole avrebbe troppe controindicazioni. Alla fine lo stipendio è giusto, una via di mezzo fra chi meriterebbe tremila euro e chi zero :-)
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sfsp



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Gio Set 18, 2014 7:02 pm

sconcertato1 ha scritto:

ssfsp ha scritto:

sconcertato1 ha scritto:

Allora non era necessario cambiare provincia. Potevi lasciare il ruolo alla persona che l'ha visto svanire col tuo spostamento.

se era un commento campanilista o razzista contro gli abilitati al sud che cambiano provincia spostandosi al nord, potevi risparmiartelo.

La mia non era assolutamente una nota razzista, ci mancherebbe!

No?  Allora dev'essere una cosa personale.
E cos'è che ti spinge a pensare che farei meglio a lasciare il mio posto di lavoro?
Il fatto che io senta il bisogno di discutere di altri aspetti della riforma oltre che delle condizioni lavorative?

sconcertato1 ha scritto:

ssfsp ha scritto:

Ma la priorità, la mia priorità, è quella di svolgere il mio ruolo con coscienza e professionalità, foss'anche gratis.

non puoi e non devi svenderti o svenderci affermando di essere disposto a lavorare gratis.

Mai detto e mai pensato di essere disposto a lavorare gratis.  Quello che ho detto è che la professionalità che metto nel lavoro non dipende dai soldi che mi danno.  Se mi pagassero il doppio o dieci volte il misero stipendio che prendo ora, non farei niente di più e niente di meno di quello che faccio ora.

Qui si sta parlando della riforma, e pare che l'unico aspetto in discussione siano soldi, condizioni lavorative, difesa del proprio orticello.

Argomenti legittimi e rivendicazioni spesso condivisibili.  Ma c'è in ballo molto di più. Come classe degli insegnanti abbiamo il dovere di mettere sul tappeto i problemi che stanno uccidendo la scuola.

Io rivendico questo ruolo, e cerco qualcuno con cui discutere.  Prima di tutto di didattica, di obiettivi e di metodi.

Se non sei interessato, cambia thread.  Dei tuoi astiosi attacchi personali faccio volentieri a meno.
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insula



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Gio Set 18, 2014 7:45 pm

Va bene. Discutiamo di didattica, di obiettivi, di metodi di lavoro. Lasciamo perdere le polemiche. :-)
Ma anche di metodo di studio, di attrezzature, di ambiente scolastico.

Però, caro sfsp, se vogliamo parlare di questi argomenti in generale dovremmo spostarci in Didattica e aprire lì una discussione.

Se vogliamo parlare della Didattica che viene fuori dalla riforma allora possiamo restare qui.

Di quale dobbiamo parlare?




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sconcertato1



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Gio Set 18, 2014 9:39 pm

sfsp ha scritto:
sconcertato1 ha scritto:

ssfsp ha scritto:

sconcertato1 ha scritto:

Allora non era necessario cambiare provincia. Potevi lasciare il ruolo alla persona che l'ha visto svanire col tuo spostamento.

se era un commento campanilista o razzista contro gli abilitati al sud che cambiano provincia spostandosi al nord, potevi risparmiartelo.

La mia non era assolutamente una nota razzista, ci mancherebbe!

No?  Allora dev'essere una cosa personale.
E cos'è che ti spinge a pensare che farei meglio a lasciare il mio posto di lavoro?
Il fatto che io senta il bisogno di discutere di altri aspetti della riforma oltre che delle condizioni lavorative?
Hai estrapolato solo una frase cancellando il contesto. Questo è un esercizio che fanno alcuni giornalisti. Credo di aver ben spiegato il motivo delle mie affermazioni,  non sono affatto un attacco personale, anzi tendono ad esaltare i tuoi sacrifici ed il tuo lavoro. Pertanto ti invito a rileggere meglio il mio intervento precedente.

sfsp ha scritto:

sconcertato1 ha scritto:

ssfsp ha scritto:

Ma la priorità, la mia priorità, è quella di svolgere il mio ruolo con coscienza e professionalità, foss'anche gratis.

non puoi e non devi svenderti o svenderci affermando di essere disposto a lavorare gratis.

Mai detto e mai pensato di essere disposto a lavorare gratis.
L'hai semplicemente scritto. Noi ci siamo limitati a commentarlo.


ssfsp ha scritto:

 Quello che ho detto è che la professionalità che metto nel lavoro non dipende dai soldi che mi danno.  Se mi pagassero il doppio o dieci volte il misero stipendio che prendo ora, non farei niente di più e niente di meno di quello che faccio ora.

Qui si sta parlando della riforma, e pare che l'unico aspetto in discussione siano soldi, condizioni lavorative, difesa del proprio orticello.

Argomenti legittimi e rivendicazioni spesso condivisibili.  Ma c'è in ballo molto di più. Come classe degli insegnanti abbiamo il dovere di mettere sul tappeto i problemi che stanno uccidendo la scuola.

Io rivendico questo ruolo, e cerco qualcuno con cui discutere.  Prima di tutto di didattica, di obiettivi e di metodi.

Se non sei interessato, cambia thread.  Dei tuoi astiosi attacchi personali faccio volentieri a meno.
Ok, basta polemiche. Concordo con insula, di quale didattica vuoi discutere?
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Indomito_2014



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Ven Set 19, 2014 8:10 pm

sfsp ha scritto:
insula ha scritto:

faccio un paragone più congruo: se nella nave vi è una falla e si sta affondando (parlo degli insegnanti che sono LE PARETI  di una scuola) è inutile parlare del motore (didattica). Il motore andrà giù insieme alla nave.
Non permettiamo di allargare la falla e anzi costringiamo chi di dovere a turarla e così anche il motore si salverà e potrà anche essere migliorato.

Forse non hai capito che con la scusa della didattica (il motore) vogliono distoglierci dalla falla.
Solo riparando la falla li costringerai ad arretrare e a lasciarci fare a noi insegnanti per quanto riguarda la didattica.

Mi vorresti convincere che la scuola affonderà a causa della falla determinata dalle condizioni lavorative degli insegnanti.  Che non è importante stabilire una rotta; solo tenerla a galla.

Un modo di pensare insopportabilmente deprimente per quanto mi riguarda.

Se non riesco a tracciare una rotta per fare arrivare agli studenti quello che ho da insegnare è meglio se mi cerco un altro lavoro.

Sei precaria?In caso affermativo, ti rendi conto che i "tuoi" studenti li perderai entro un anno e potresti non doverti più occupare di didattica perchè sei disoccupata?
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insula



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Ven Set 19, 2014 9:02 pm

Indomito, a chi ti stai rivolgendo? A me o a sfsp?
Se a sfsp nota sotto che a quanto pare è di sesso maschile. :-)

sfsp ha scritto:


se era un commento campanilista o razzista contro gli abilitati al sud che cambiano provincia spostandosi al nord, potevi risparmiartelo.

io ho vinto il concorso nella mia regione e sono stato mandato in un'altra provincia.  mi faccio 120 km al giorno e non per questo mi straccio le vesti.

Inoltre sfsp ha detto, in un altro intervento qui in topic, che è da venti giorni di ruolo dopo anni di precariato.

Per quanto riguarda me, invece, nella precedente pagina un po' mi sono presentata ed ho fatto capire che sono anche io di ruolo, ma da anni.
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insula



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Mer Set 24, 2014 12:43 pm

Collega sfsp, che fine hai fatto? Non vuol parlare più di didattica?
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sconcertato1



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MessaggioOggetto: Re: Ma parlare di didattica no?!   Ven Set 26, 2014 4:39 pm

insula ha scritto:
Collega sfsp, che fine hai fatto? Non vuol parlare più di didattica?

evidentemente non gliene fregava nulla.
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Ma parlare di didattica no?!
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