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 Empatia con gli studenti/le classi

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AutoreMessaggio
Laura70



Messaggi : 3222
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MessaggioOggetto: Empatia con gli studenti/le classi   Mer Set 17, 2014 8:46 pm

mi date un parere su questo argomento?
secondo voi, cosa si intende esattamente?
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Sill



Messaggi : 309
Data d'iscrizione : 24.08.10

MessaggioOggetto: Re: Empatia con gli studenti/le classi   Mer Set 17, 2014 8:59 pm

Come la intendo io:
Empatia con le classi: ogni anno ho una o più classi con cui mi trovo meglio, e viceversa. E' incredibile vedere come ogni classe sia diversa e abbia un carattere proprio. Vivo la cosa molto serenamente, analizzando i motivi per cui sono più "distante" da alcune classi e cercando di lavorarci
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Woland



Messaggi : 126
Data d'iscrizione : 01.09.13

MessaggioOggetto: Re: Empatia con gli studenti/le classi   Mer Set 17, 2014 9:16 pm

Diciamo che l'argomento è piuttosto ampio. Io, forse perché vittima della semplificazione morbosa dei concetti e delle categorie, tendo a declinarlo in una forma elementare, e tuttavia efficace. Provo, cioè, a mettermi nei panni degli studenti e invito loro a porsi nei miei - il che significa, in parole povere, che loro prendono atto delle mie regole, e io prendo atto delle loro singole personalità, evito di sollecitarne i punti deboli, di scontrarmi frontalmente, di mettere consapevolmente in difficoltà i ragazzi. Come spiego loro il primo giorno: "Il mio scopo è che voi possiate imparare e io possa trasmettervi qualcosa stando bene; se mi troverò anche poco meno che a mio agio, voi starete infinitamente peggio". E questo è l'inizio di un rapporto in genere molto franco, ma rispettoso e talora persino (nei limiti della mia personalità) umano.

(Poi, nel caso di classi particolarmente agitate, cerco di individuare subito i facinorosi, e fornisco loro, in genere a tu per tu, alcune regolette di sopravvivenza nella giungla della scuola [la prima è questa, pronunciata con calma e sorridendo: "Attenzione a non sfidarmi: chi lo fa, perde, senza eccezioni"]; normalmente si placano, un po' per il terrore, un po' perché si sentono in qualche modo presi in considerazione, e insieme a loro si placa la classe).
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Woland



Messaggi : 126
Data d'iscrizione : 01.09.13

MessaggioOggetto: Re: Empatia con gli studenti/le classi   Mer Set 17, 2014 9:26 pm

Mi accorgo, però, di aver eluso, almeno in parte, il problema centrale, forse perché parto dal presupposto che l'empatia - che nei ragazzi e nei docenti è spesso un simpatico fantasma - necessiti di qualche dichiarazione preliminare.
Dunque proseguo: se, disciplina a parte, mi accorgo che qualcosa nel rapporto mi sfugge, cerco di interrogarmi e di studiare meglio i ragazzi; in genere, quando si frappone una cortina glaciale, questo avviene perché io sbaglio qualcosa nella comunicazione e loro non reagiscono nel modo giusto, dunque riformulo i messaggi e osservo i risultati. A volte, lo ammetto, mi sforzo persino di parlare la loro lingua, almeno in una fase motivazionale, cerco di spiegare il senso di quel che faccio io e di quel che si presume facciano (o debbano fare loro). Se le cose non cambiano (ma è molto raro), me ne faccio una ragione, ma non è che la cosa mi piaccia molto: una classe inerte mi demotiva tremendamente, così come una classe iperattiva dopo un po' mi prosciuga. L'età avanza inesorabile, ahimè.
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Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Empatia con gli studenti/le classi   Mer Set 17, 2014 10:37 pm

Pienamente d'accordo con Woland.

Aggiungo solo una considerazione: nella mia esperienza, in genere l'empatia si sviluppa nel corso degli anni e dietro la consapevolezza e la volontà, da ambo i lati, di cercare reciprocamente un punto d'incontro.
Questo a prescindere da questioni di profitto (ciascuno fa il suo mestiere, in parole povere). E' importante stabilire un dialogo aperto rendendosi disponibili al confronto, anche mettendosi in discussione, senza perdere comunque il polso della situazione.
Ci sono colleghi che riescono a farlo in pochissimi mesi. A me non sempre riesce perché io ho un approccio brutale con le nuove classi per cui finisco in genere per "goderne" i frutti dal secondo anno: gli studenti hanno imparato ad apprezzare i miei pregi e accettare i miei difetti, io conosco bene gli studenti e so come gestire all'occorrenza una determinata situazione per risolvere i conflitti sul nascere. A volte, tuttavia, mi capita una classe in cui non riesco mai a instaurare questo rapporto, un po' per refrattarietà da parte della classe un po' per una demotivazione che si innesca dentro di me. Allora si finisce per instaurare un rapporto sostanzialmente freddo: riesco ad impormi sulla classe e gestirla, ma non si crea quel feeling che rende più umana e gradevole la convivenza in aula.
La quinta che ho quest'anno è una delle mie classi preferite (in tutta la mia carriera) perché credo che siamo arrivati ad un ottimo livello di empatia. Trovo piacere entrare in questa classe e fare una lezione che in genere è seguita e partecipata e quando esco mi resta il buon umore e la serenità, nonostante la stanchezza perché si tratta di una classe esuberante per la vivacità. In questi due primi giorni abbiamo discusso di esame di stato e di lavoro da svolgere. Mi sembra incredibile (conoscendoli) ma non ho ancora alzato la voce o insultato qualcuno, mi sembrava di parlare con un gruppo di adulti, il tutto all'insegna della cordialità e della tranquillità. Credo che, a parte il profitto, ad un rapporto insegnante-classe non si possa chiedere di più e sono sicuro che fra un anno mi dispiacerà "perdere" questa classe.
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