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 crisi nera

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ekiv



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MessaggioOggetto: crisi nera   Mer Set 24, 2014 9:00 pm

Promemoria primo messaggio :

Buonasera a tutti,
come da titolo, sono in crisi nera.
Ho un incarico annuale in una paritaria. Non ho ancora firmato il contratto, nonostante le attività per me siano iniziate l'8 settembre, ma il direttore mi ha assicurato che il contratto c'è (e tutti i colleghi ce l'hanno e l'hanno avuto in passato).
Il problema è che è una scuola-diplomificio, nonostante sia paritaria. Tuttto è in regola, carte, registri, presenze, ma è solo la forma importante. Il contenuto vero non c'è.
Io insegno al liceo e questi ragazzi hanno una preparazione imbarazzante, con lacune gravissime. Sono maleducati, strafottenti. Sembra non abbiano mai saputo stare in classe. Ho fatto un test di ingresso (tutti i docenti devono farlo) e praticamente è stato un lavoro di gruppo! Li ho ripresi mille, volte, divisi, spostati, mi sono arrabbiata. Tutto inutile. Hanno parlato tra loro tutta l'ora.
In altre classi invece sbuffano, sbadigliano stravaccati sulla sedia come fossero nel loro salotto. Quando li riprendo mi guardano con l'aria di "chi ti credi di essere". La scuola fa perno su un direttore (che non è il preside) che decide tutto, presiede tutti i collegi docenti, i consigli di classe, etc.
Il livello è così basso che uso materiale delle medie per dislessici.
Hanno ufficialmente dei libri di testo in adozione, ma non li comprano nemmeno. Inutile dire che non studiano.
Sono ricchi e viziati, pagano e hanno il diploma.
Scusate questo sfogo, ma vorrei essere chiara per avere un vostro parere.
Le opzioni ora per me sono due.
1. Lasciare. Non ho ancora firmato nulla e la cosa è più facile. Il fatto che ho firmato i registri senza contratto mette comunque solo loro "dalla parte del torto", vero?
Precisiamo: amo insegnare, ho già avuto esperienza, anche se non moltissima al liceo, ma non voglio insegnare "ad ogni costo". Il rispetto mio come persona e del mio lavoro deve venire, per me, prima di tutto. Quindi non starò lì ad ogni condizione.
2. Rimanere. E qui chiedo a voi. Come gestire la disciplina? Come coinvolgerli? Preciso che non possiamo mettere note, non possiamo alzare la voce, dobbiamo sempre sorridere. I voti sono "finti" e gonfiati. Quindi se uno non studia posso solo dare insufficienze calibrate in modo che a fine quadrimestre sia un sei o almeno a fine anno. Se una persona è insufficiente le fai dei corsi di recupero, non retribuiti, il pomeriggio.
Sono veramente avvilita e francamente umiliata. La mia idea è comunque quella di andarmene, ma voglio darmi ancora qualche giorno di tempo e provare a sperimentare altro.
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steimsav19



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Sab Ott 04, 2014 2:47 pm

La collega sta male, prende ansiolitici prima di entrare in classe, il suo medico ha già certificato il suo stato di forte stress.
Se continua così fra quattro mesi non ci sarà certo bisogno di simulare una malattia per starsene a casa.
Purtroppo con queste patologie non si scherza e occorre fare molta attenzione che lo stress non degeneri in qualcos'altro. Si può resistere fino a un certo punto, ma non credo che sia salutare fare più di anno in scuole come questa.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Sab Ott 04, 2014 2:48 pm

Comunque, scusate se mi aggrego al cinismo complessivo, ma se una persona è costretta a prendere abitualmente ansiolitici, altrimenti non riesce a svolgere le normali attività della vita quotidiana... vuol dire che qualche problema di salute ce l'ha davvero, e che quindi, se a un certo punto decidesse di mettersi a riposo con un permesso per malattia, non direbbe affatto una bugia.

Semmai è il contrario, ovvero finora ha fatto volontariamente di più di quello che sarebbe stato giusto, imponendosi di andare a lavorare lo stesso NONOSTANTE già stesse male.

Se a un certo punto si rende conto che non ce la fa più, e che sta troppo male per continuare, e si mette a riposo in maniera perfettamente legale con un certificato che dice la verità sulla sua malattia... dove starebbe l'abuso?
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Atene



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Sab Ott 04, 2014 2:54 pm

E per una volta ho visto Ire e Paniscus dalla stessa parte della barricata!!!!!! Buona domenica!!!! :-)
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balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Sab Ott 04, 2014 2:56 pm

Vegnimo a dir el merito, veniamo al punto.Se per sbarcare il lunario dovessi partecipare ad una commedia, anzi ad una farsa, come mi comporterei?E' una bella domanda.Ma poi siamo sicuri che il problema riguardi solo
e scuole private? Se uno questo genere artistico proprio non lo digerisce,potrebbe avere qualche difficolta'nel nostro ambiente.
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piperitapatty85



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Sab Ott 04, 2014 2:59 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Comunque, scusate se mi aggrego al cinismo complessivo, ma se una persona è costretta a prendere abitualmente ansiolitici, altrimenti non riesce a svolgere le normali attività della vita quotidiana... vuol dire che qualche problema di salute ce l'ha davvero, e che quindi, se a un certo punto decidesse di mettersi a riposo con un permesso per malattia, non direbbe affatto una bugia.

Semmai è il contrario, ovvero finora ha fatto volontariamente di più di quello che sarebbe stato giusto, imponendosi di andare a lavorare lo stesso NONOSTANTE già stesse male.

Se a un certo punto si rende conto che non ce la fa più, e che sta troppo male per continuare, e si mette a riposo in maniera perfettamente legale con un certificato che dice la verità sulla sua malattia... dove starebbe l'abuso?

La questione era nata da un suggerimento di Ire definito da lei stesso "disonestissimo": attendere la fine del periodo di prova per piazzare malattia e fare solo brevi rientri strategici.
Non voglio passare per una Stakanov dura e pura, quindi ci tengo a ricordare da dove siamo partiti.
Mi sono anche scusata per la collega, perché poi abbiamo sforato parlando della faccenda più in generale. Ovviamente se Ekiv non sta bene ha tutto il diritto di stare a casa, come chiunque. Sta poi a lei, in base alle sue possibilità ed esigenze, decidere se lasciare il lavoro. Il contratto prima inesistente e poi dubbio è solo uno degli elementi che fanno stare male la collega. Anche se tutto fosse in regola la sostanza non cambierebbe: ha una platea di alunni maleducata e disinteressata, abituata da troppi anni a fare quello che vuole. Ce la fa ad attendere altri quattro mesi o è meglio lasciare per non giocarsi la salute? Tutele o meno, deve pensare a cosa è meglio per lei.
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steimsav19



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Sab Ott 04, 2014 3:38 pm

balanzoneXXI ha scritto:
Vegnimo a dir el merito, veniamo al punto.Se per sbarcare il lunario  dovessi partecipare ad una commedia, anzi ad una farsa, come mi comporterei?E' una bella    domanda.Ma poi siamo sicuri che  il problema riguardi solo
e scuole private? Se uno questo genere artistico proprio non lo digerisce,potrebbe avere qualche difficolta'nel nostro ambiente.

È vero,non capita solo nelle scuole private.
In dieci anni di carriera mi è capitato solo una volta di contare i giorni fino alla fine dell'anno.
Si trattava di una scuola che poteva vantare un corpo docente serio e altamente professionale, ma che aveva il difetto di essere diretta da una di quelle persone convinte che se gli studenti non studiano, disturbano la lezione, mancano di rispetto al docente, la colpa è sempre e solo dell'insegnante che non ha adottato le dovute strategie didattiche o che non si pone in maniera autorevole (sic!) davanti alla classe.
Mai altrove ho visto tanta maleducazione e tanta strafottenza, tuttavia per temperamento naturale non consento che queste cose abbiano influenza sulla qualità della mia vita. Per capirci mangiavo e dormivo normalmente, la mia vita al di fuori della scuola non venne minimamente influenzata da questa situazione e non ho avuto alcun sintomo di stress. Tuttavia questa situazione mi infastidiva granché e non vedevo l'ora che quell'esperienza finisse, al punto che arrivai al punto di contare l'esatto numero di giorni in cui sarei dovuto entrare in quelle classi.
Ricordo che un giorno in cui andai a salutare i colleghi della scuola dove avevo lavorato fino all'anno prima passai a salutare anche le mie ex classi. Alla vista dei miei ex alunni, fra i quali c'erano ragazzi studiosi e altri meno studiosi ma che erano tutti rispettosi ed educati, confesso che quasi mi venne da piangere (e non sono certo uno che lascia che i sentimenti prendano il sopravvento).

Arrivò il momento di presentare domanda di trasferimento. La compilai giocando con le preferenze (che consentono di esprimere singole sedi, comuni o distretti) in maniera tale da includere tutte le sedi della provincia meno, ovviamente, quella che volevo lasciare.
Il Preside, che evidentemente aveva letto la mia domanda e che aveva capito perché era stata compilata in quel modo, volle saperne di più, ma non avendo il coraggio di chiedermi esplicitamente il perché (anche perché sapeva benissimo che avrei potuto anche rispondergli: "sono fatti miei"), partì da lontano:
- Mi dica professore, come è stata l'esperienza in questa scuola?
Avendo compreso la maliziosità della domanda, rimasi sul vago:
- Nella vita c'è da imparare da tutte le esperienze.
A quel punto comprese che era meglio chiudere lì l'interrogatorio.

Che dire altro? Mi sono più volte interrogato sugli errori che potevo aver commesso e arrivai alla conclusione che avevo sbagliato a credere che gli stessi metodi e gli stessi approcci adottati nelle esperienze precedenti (delle quali avevo un ottimo ricordo) potessero essere estesi a quella realtà così diversa.
In effetti ci sono colleghi che in quella scuola si sono trovati bene e hanno trascorso diversi anni.
Ne ho conosciuto però molti di più che hanno avuto la mia stessa esperienza e questa constatazione mi è stata di grande sollievo.
Il consiglio che mi sento di dare alla collega è quello di mettersi in testa che quello che sta avvenendo non dipende da lei. Non consenta quindi che questa situazione si trascini al di là delle ore che trascorre in classe.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Sab Ott 04, 2014 4:15 pm

Citazione :
Il consiglio che mi sento di dare alla collega è quello di mettersi in testa che quello che sta avvenendo non dipende da lei. Non consenta quindi che questa situazione si trascini al di là delle ore che trascorre in classe.

che è il consiglio più saggio di tutti, più volte proposto ad ekiv e purtroppo, ormai già un po' inutilizzabile.

Ekiv l'ha presa malissimo questa storia (e ce ne è da prenderla male), una volta presa coscienza della situazione è combattuta tra il non accettarla, tra il desiderio grande di andarsene per non essere parte di quel vergognoso mercimonio di promozioni e di sorrisi e la necessità umana di avere di che vivere.

E' un combattimento devastante e le è già costato la serenità.

Se solo riuscisse a fregarsene......
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balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Sab Ott 04, 2014 4:25 pm

Che vuoi farci?I "Mangiafuoco", con la barba o senza, si aspettano che i loro sottoposti non interferiscano con lo svolgimento dello spettacolo. Se un insegnante , a prescindere dal suo temperamento,riesce a considerare con un certo disincanto le cose della scuola italiana, cogliendone il lato grottesco, riuscira' piu' facilmente a difendere il proprio equi
ibrio mentale, salvandosi , forse, dal temuto burn out."Tutto e' burla",
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balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Sab Ott 04, 2014 4:43 pm

....faceva dire ad un suo personaggio un al
tro uomo di di spettacolo, barbuto come il summenzionato Mangiafuoco.Fai bene, Sim1979, a chiederti se hai commesso errori di natura didattica, ma a prescindere dagli errori che un docente puo' commettere, un dirigente
Serio non dovrebbe colpevolizzare i docenti per le intempetanze o la scioperataggine dei virgulti, trincerandosi nelle vaghe banalita' che tu hai citato.Un dirigente serio, non uno dei tanti che Mangiafuoco che imperversano in questa Scuola da Commedia dell'arte dove ci tocca barcamenarci.
ita'

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ekiv



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Sab Ott 04, 2014 7:13 pm

Grazie di nuovo a tutti per i commenti che mi danno modo di riflettere e vedere la situazione da altri punti di vista.
(Purtroppo) sono molto sensibile e fatico ad "esistere" nelle situazioni di finzione e inganno in genere. Quando vedo poi decine e decine di adolescenti che si "rovinano" in questo modo, sto male. Penso a come sia possibile che le famiglie li mandino lì, famiglie che sanno benissimo come funziona e che non possono non accorgersi che i loro figli non solo non aprono mai un libro, ma i libri non li hanno proprio.

Venerdì ho lasciato l'aula con un tappeto di palline di carta per terra. Sono andata dal preside e ho proposto di non far pulire l'aula dal personale adibito a questo, ma di mettere i ragazzi che l'hanno sporcata a farlo. Mi ha detto che è una buona idea e che faranno così. Piccola, misera, magra consolazione.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Sab Ott 04, 2014 7:58 pm

Per cortesia togli quel purtroppo!

Essere molto sensibili fa sicuramente soffrire un po' di più, ma fa essere umani.

Ti dirò anche un'altra cosa: non mi sembra affatto che dovresti trarre una piccola consolazione dalla risposta del preside.

Se davvero farà così dovrai trarne una grande consolazione.

Mi sarei aspettata che ti rispondesse: ma si figuri, quei ragazzi sono qui e pagano, non possiamo metterli a fare i lavori umili.

Ti ha dato ragione! Congratulazioni per la determinazione che hai, nonostante tutto quello che ti circonda.
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steimsav19



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 2:55 pm

Ire ha scritto:
Per cortesia togli quel purtroppo!

Essere molto sensibili fa sicuramente soffrire un po' di più, ma fa essere umani.

Ti dirò anche un'altra cosa:  non mi sembra affatto che dovresti trarre una piccola consolazione dalla risposta del preside.

Se davvero farà così dovrai trarne una grande consolazione.

Mi sarei aspettata che ti rispondesse:  ma si figuri, quei ragazzi sono qui e pagano, non possiamo metterli a fare i lavori umili.

Ti ha dato ragione!  Congratulazioni per la determinazione che hai, nonostante tutto quello che ti circonda.

Scusa Ire, ma pensi forse che il preside di un diplomificio ammetta esplicitamente quale è il vero status della scuola?
È ovvio che tende a salvare l'apparenza ed è quindi per questo che si è mostrato d'accordo con la collega. Che altro poteva fare? Dire che non gliene frega nulla se gli alunni lanciano le palline di carta o riconoscere esplicitamente che all'azienda importa ben poco della reale preparazione dei suoi studenti?
Il problema è che probabilmente il tutto finirà con un rimprovero senza particolari conseguenze, perché i ragazzi sanno quale è il patto: le famiglie pagano, la scuola dà il diploma. Il tutto nelle perfetta legalità formale.
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ekiv



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 4:03 pm

Avrei bisogno di un consiglio da esperti.
Mi stanno arrivando convocazioni dalla statale. Fino a che non avevo il contratto davo disponibilità, ma comunque non è ancora mai toccato a me. Ora che ho firmato, se mi arrivano proposte dalla statale e rispondo che ho un contratto in una scuola paritaria, è considerato "rifiuto"? E quindi dopo due volte finisco in coda alla graduatoria?
Io volevo precisare, nella mail di risposta, che ho questo contratto, ma che essendo in prova, potrei non essere occupata fino a fine anno. Concluderei pregandoli di tenermi in considerazione per le prossime supplenze.
L'obiettivo è che la mia risposta non venga considerata formalmente "rifiuto". È corretto il mio modo di rispondere? Grazie.
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silver76



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 4:11 pm

l'unico modo per non rifiutare una supplenza è accettarla e prendere servizio nella data indicata dalla segreteria. non possono "tenerti in considerazione per le prossime supplenze", perché ciò costituirebbe un favoritismo nei tuoi confronti rispetto agli altri inseriti in GI, ma soprattutto perché sarebbe contro la normativa vigente...
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ekiv



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 4:21 pm

Con "tenermi in considerazione" intendevo dire: "non pensate che sia impegnata alla paritaria fino a fine anno perché potrebbe non essere così". Tutto qui.
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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 4:27 pm

P. S: se mi dimetto dalla paritaria non vorrei essermi giocata anche eventuali supplenze nella pubblica. Cercavo un modo.
So che se dici di essere impegnata in una paritaria loro non dovrebbero considerare la risposta come uno di quei due rifiuti che tu fanno poi finire in coda alla graduatoria (allo stesso modo di quando stai già lavorando nella statale o hai appena accettato un'altra supplenza). Ma vorrei conferma di aver compreso bene questo punto.
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silver76



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 4:32 pm

sì capisco. intendevo solo dire che se rinunci una volta hai la possibilità di essere richiamata solo una seconda volta, a quel punto non c'è bisogno di specificare che possono tenerti in considerazione, lo fanno automaticamente, poi se dovrai rifiutare ancora sai già a cosa vai incontro...
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ekiv



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 4:38 pm

Anche se rinuncio perché ho un contratto alla paritaria è considerato rifiuto? La situazione non dovrebbe essere considerata come quando si è occupati nella statale? (solo che in questo caso a loro non risulta e lo devi dichiarare tu). Io avevo capito questo, ma forse ho capito male io...
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steimsav19



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 4:50 pm

ekiv ha scritto:
Avrei bisogno di un consiglio da esperti.
Mi stanno arrivando convocazioni dalla statale. Fino a che non avevo il contratto davo disponibilità, ma comunque non è ancora mai toccato a me. Ora che ho firmato, se mi arrivano proposte dalla statale e rispondo che ho un contratto in una scuola paritaria, è considerato "rifiuto"? E quindi dopo due volte finisco in coda alla graduatoria?
Io volevo precisare, nella mail di risposta, che ho questo contratto, ma che essendo in prova, potrei non essere occupata fino a fine anno. Concluderei pregandoli di tenermi in considerazione per le prossime supplenze.
L'obiettivo è che la mia risposta non venga considerata formalmente "rifiuto". È corretto il mio modo di rispondere? Grazie.

Regolamento delle supplenze
http://archivio.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/dm130607.shtml

In particolare:

articolo 8
(...)
Supplenze conferite sulla base delle graduatorie di circolo e di istituto:
la rinuncia ad una proposta contrattuale o alla sua proroga o conferma ripetuta per due volte nella medesima scuola comporta, esclusivamente per gli aspiranti totalmente inoccupati al momento dell’offerta di supplenza, la collocazione in coda alla relativa graduatoria di terza fascia;
la mancata assunzione in servizio dopo l’accettazione comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze per il medesimo insegnamento in tutte le scuole in cui si è inclusi nelle relative graduatorie;
l’abbandono del servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, conferite sulla base delle graduatorie di circolo e di istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento.



Tu al momento sei occupata e quindi non incorri in alcuna sanzione.
Le scuole quindi hanno il dovere di contattarti ad ogni convocazione.
A mio parere potrebbero "saltarti" solo se in servizio con contratto almeno fino al termine delle lezioni nella scuola statale in quanto l'abbandono del servizio di una supplenza conferita con le graduatorie di istituto comporta la perdita della possibilità di conseguire ulteriori supplenze, sempre da graduatoria di istituto.
Il tuo contratto non rientra in tale tipologia in quanto non sei stata ovviamente assunta in seguito a scorrimento delle graduatorie di istituto.
Ad ogni modo, se vuoi prevenire possibili errori delle segreterie, quando vieni contattata fai pure presente che non è detto che il tuo impegno nella privata duri tutto l'anno e che quindi vuoi essere ricontattata in caso di ulteriore supplenza, ovviamente se dovessero arrivare nuovamente fino al tuo nominativo.
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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 5:41 pm

Non sono d'accordo. Il "totalmente inoccupati" si riferisce solo a chi insegna nella scuola statale, altrimenti varrebbe anche per chi fa un lavoro diverso dall'insegnamento; totalmente si riferisce a chi ha uno spezzone, ma sempre nella statale.
Al secondo rifiuto vai in coda alla graduatoria di quella scuola. E' anche per questo che non ha senso accettare proposte dalle paritarie, a meno che non sia una scuola seria (o almeno accettabile), che paga regolarmente e che ti garantisce il posto almeno fino alla fine dell'anno scolastico.
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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 5:52 pm

ekiv ha scritto:
Anche se rinuncio perché ho un contratto alla paritaria è considerato rifiuto? La situazione non dovrebbe essere considerata come quando si è occupati nella statale? (solo che in questo caso a loro non risulta e lo devi dichiarare tu). Io avevo capito questo, ma forse ho capito male io...
Scusa Ekiv, considerando che stavi pensando di abbandonare l'attuale incarico per incompatibilità con il tipo di scuola, una supplenza nella scuola statale non potrebbe essere per te una valida alternativa? Sbaglio o hai detto che il tuo è un contratto di prova? Quindi puoi lasciare per un altro contratto più sicuro
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ekiv



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 5:59 pm

Il mio è un contratto di prova. Posso ancora lasciare senza preavviso e giuro che sono molto tentata di farlo.
Mi sono arrivate due richieste di disponibilità da due scuole, entrambe le mail sono arrivate di sabato e devo dare risposta entro martedì. Naturalmente potrei non essere io l'"eletta", anzi è molto probabile che non lo sia.
Ma vorrei chiedere un'altra cosa. Immaginiamo che dia disponibilità (ovviamente licenziandomi dalla paritaria) a entrambe le supplenze. E immaginiamo anche che sia la destinataria di entrambe. Devo accettare la prima che mi viene conferita? Una è più lunga dell'altra. Posso dire alla prima scuola che mi chiama per conferire l'incarico: "Aspetti un'altra mezz'ora che vediamo se prendo la supplenza più lunga?".
Come ci si comporta in questi casi? Grazie
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 6:07 pm

Quando la prima scuola ti chiama, dovresti dire sì o no. Puoi chiedere la cortesia di aspettare mezz'ora, ma non sono obbligati a farlo. Comunque raramente le scuole rispettano l'orario indicato; può darsi benissimo che ti chiami prima la scuola con la supplenza più lunga.
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steimsav19



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 6:15 pm

Dec ha scritto:
Non sono d'accordo. Il "totalmente inoccupati" si riferisce solo a chi insegna nella scuola statale, altrimenti varrebbe anche per chi fa un lavoro diverso dall'insegnamento; totalmente si riferisce a chi ha uno spezzone, ma sempre nella statale.
Al secondo rifiuto vai in coda alla graduatoria di quella scuola. E' anche per questo che non ha senso accettare proposte dalle paritarie, a meno che non sia una scuola seria (o almeno accettabile), che paga regolarmente e che ti garantisce il posto almeno fino alla fine dell'anno scolastico.

Partiamo dal presupposto che l'espressione "totalmente inoccupati" è ambigua.
Io sono del parere che vada intesa in senso ampio, ossia di qualsiasi rapporto di lavoro.
Ma anche volendo propendere per un'interpretazione più ristretta, io ritengo che chi lavora nelle scuole non statali vada considerato "occupato".
Lo prevede, a mio parere, lo stesso Regolamento delle Supplenze quando all'articolo 4 comma 2 stabilisce che:
Il completamento d’orario può realizzarsi, alle condizioni predette, anche tra scuole statali e non statali con rispettiva ripartizione dei relativi oneri. mettendo quindi sullo stesso piano contratti di diversa natura ma accumulati dall'essere relativi alla medesima professione.
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ekiv



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MessaggioOggetto: Re: crisi nera   Dom Ott 05, 2014 6:19 pm

Dec ha scritto:
Quando la prima scuola ti chiama, dovresti dire sì o no. Puoi chiedere la cortesia di aspettare mezz'ora, ma non sono obbligati a farlo. Comunque raramente le scuole rispettano l'orario indicato; può darsi benissimo che ti chiami prima la scuola con la supplenza più lunga.

Ti ringrazio molto per questa precisazione.
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crisi nera
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