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 Flipped classroom. La lezione capovolta

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lallaorizzonte
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MessaggioOggetto: Flipped classroom. La lezione capovolta    Dom Set 28, 2014 7:00 pm

La nostra redazione lancia il primo degli e-book gratuiti di didattica innovativa. Sapevate che grazie alle nuove tecnologie è possibile far seguire agli studenti una lezione a casa ed usare le ore a scuola per esercitarsi? Scopriamo insieme come, con Erasmo Modica.

http://www.orizzontescuola.it/guide/flipped-classroom-lezione-capovolta-guida-gratuita-orizzontescuola
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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Dom Set 28, 2014 9:03 pm

lallaorizzonte ha scritto:
La nostra redazione lancia il primo degli e-book gratuiti di didattica innovativa. Sapevate che grazie alle nuove tecnologie è possibile far seguire agli studenti una lezione a casa ed usare le ore a scuola per esercitarsi? Scopriamo insieme come, con Erasmo Modica.

http://www.orizzontescuola.it/guide/flipped-classroom-lezione-capovolta-guida-gratuita-orizzontescuola

Avevo già iniziato cinque anni fa con una piattaforma e-learning; all'inizio veniva utilizzata dagli studenti solo per fare esami in classe, visto che sapevano subito il risultato, cosa che non hanno utilizzato per rivedere quali domande non avessero avuto una risposta corretta in modo da rifare meglio il secondo tentativo. Dopo un paio d'anni - gli studenti non sono tutti uguali ad ogni anno scolastico e in ogni classe, checché ne dicano le statistiche.... - grazie a una intercettazione fortuita nei corridoi, venivo a sapere che la loro stategia era banale: rispondere a caso ai quiz visto che le risposte erano già pre-confezionate così da non richiedere la fatica di scrivere nelle risposte aperte... Poi, la fine come elemento di voto quando ho avuto la conferma delle risposte a caso nei quiz preparati appositamente con domande simili o con domande che sono la conseguenza di altre già inserite nel test: a una rispondono in un modo e nella stessa, riproposta con parole differenti, rispondono in un altro modo ... se non studiano o ripassano, non ha molto senso cambiare con nuove o vecchie tecnologie didattiche.

Avevo già iniziato tre anni fa con le lezioni in real-time da casa, per un'ulteriore sostegno alle attività da completare a casa (la legge ancora vigente contempla i compiti a casa e la loro valutazione a scuola, legge non ancora abolita). I soliti studenti, il solito 30% (stavolta la statistica aiuta) massimo di ragazzi che seguono con interesse gli argomenti scolastici. La partecipazione è limitata ai soliti 3 o 4 per classe su 18 ragazzi.

Avevo già iniziato un paio di anni fa, in occasione dell'argomento di tesi, con il Reverse Teaching: ne sarebbe dovuto scaturire un dialogo in classe, una maggiore partecipazione. Ha fatto la fine del libro di testo, che non si apre mai a casa ... hanno altro fare da fare: né tantomeno accedere alla pagina web con la lezione multimediale, i compiti da spedire via web, vedersi online, scrivere su un blog preparato appositamente a scopi didattici, a seguire ciò che verrà detto in classe o che è stato fatto per coloro che sono stati assenti tramite Twitter. La connessione ADSL, che è attiva a inizio anno quando glielo chiedi, diventa inaspettatamente lenta, disconnessa per giorni a causa di malfunzionamenti della linea telefonica. "Il computer serviva alla mamma", "Papà lo ha preso per qualche giorno per un lavoro fuori casa", "Devo mandarlo in manutenzione...", ti dicono allo scadere dei compiti, salvo a chiedere insistentemente il sei a fine anno, salvo a lamentarsi amaramente quando scoprono che i primi colloqui di lavoro, a fine scuola, non sono andati per il verso giusto.

Ora, con la didattica personalizzata gli studenti, che sono chiamati dal nostro ordinamento scolastico a responsabilizzarsi nel triennio delle superiori, hanno un cocktail di strumenti a loro disposizione per studiare. Anche il podcast, con i riassunti da ascoltare durante il tragitto di una mezzorata o di un'ora circa con l'autobus che li porta a scuola. Basta scegliere, tra vecchie tecnologie e nuove tecnologie ciò che più si addice alle loro strategie per essere motivati e curiosi di apprendere: non sono più obbligati a fare come l'insegnante vorrebbe.

Non serve abolire il libro cartaceo: ognuno deve poter disporre dello strumento più idoneo per imparare. Il formato digitale -oggi purtroppo ancora protetto da copyright editoriali, mancano le OER e software libero anche se sostenuto da qualche timida circolare MIUR- è solo un diverso formato, non aggiunge nessuna informazione utile in più, raggiunge, a patto di disporre della tecnologia richiesta, più direttamente con meno dispendio economico la destinazione. Le pagine di un libro le hai sottomano, puoi confrontare due o tre pagine contemporaneamente fermandole con le dita, mentre il digitale ha bosgno di diverse modalità, spesso scomode.

Non serve abolire il VHS: ognuno deve poter disporre dello strumento più idoneo per imparare. L'mp3 è solo un diverso formato, non aggiunge nessuna informazione utile in più, raggiunge, a patto di disporre della tecnologia richiesta, più direttamente con meno dispendio economico la destinazione.

Non serve abolire carta e penna: ognuno deve poter disporre dello strumento più idoneo per imparare. Il tablet permette di alleggerire il pesante fardello della cartella, permette di portarsi a casa le dispense che l'insegnante mette a disposizione -qualcuno fotografa lo schermo della lim con il proprio smartphone invece di aprire il file digitale che l'insegnate crea e mette in linea sul web- .... ma se, ugualmente al libro, i file digitali non verranno aperti e consultati, anche il tablet finisce con diventare solo un simbolo della società della comunicazione e non uno strumento attivo estensione delle proprie membra intellettive.

Ad ogni modo, non bisogna demordere e continuare a proporre nuovi strumenti per incentivare allo studio consapevole gli studenti.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Dom Set 28, 2014 11:11 pm

Quindi in pratica si dovrebbe:

coprire normalmente tutto l'orario di cattedra come al solito, ma solo per guidare le esercitazioni e per rispondere ai dubbi degli studenti,

e INOLTRE:

provvedere autonomamente (presumibilmente a casa, o comunque in tempi non conteggiati e non pagati) non solo a prepararsi la lezione (che tanto quello lo si faceva già), ma anche ad autoregistrarsela (con webcam o videocamere varie comprate a spese proprie) nella sua versione definitiva e presentabile a un pubblico indefinito (non solo ai propri stessi alunni, ma a chiunque se la trovi davanti dopo che qualche alunno l'ha diffusa in giro), mettendo insieme ogni giorno, per ogni classe, una nuova registrazione della durata confrontabile con quella di una lezione in aula (perché tali lezioni andranno pure aggiornate e ritoccate per ogni singola classe, non si può certo andare avanti per anni ad ammannire a tutti la stessa identica lezione degli anni scorsi), e avendo cura di ripeterla e correggerla e ricominciare da capo tutte le volte che c'è qualche dettaglio venuto male. Se poi si tratta di una materia come la matematica, che ha un enorme bisogno di esempi scritti e di passaggi dettagliati, allora ovviamente dovrei procurarmi anche una lavagna (tradizionale o postmoderna, non importa) da installare a casa per godere il brivido di filmarmi, o di farmi filmare dal figliolo di sette anni che si divertirebbe un mondo, mentre disegno il grafico di una funzione o illustro una dimostrazione di geometria.

Per cui, se io domani ho 4 ore in 4 classi diverse, oggi non solo devo passare, che so, due ore a prepararmi gli argomenti (cosa che sostanzialmente si faceva già), ma pure altre 4 ore, o almeno due o tre, a videoregistrarmi mentre racconto tali argomenti, e a metterli online, INVECE che raccontarli direttamente in classe.

Il tutto con lo stesso stipendio di prima (a fronte di un impegno lavorativo quasi raddoppiato) e con le stesse risorse di prima (cioè a spese mie).

E con l'inevitabile prospettiva che, se qualcuno non ha capito qualcosa della spiegazione, non è che possa interrompermi, alzando la manina e chiedendo "Scusi, non mi è chiaro, per favore può ripetere?", come hanno sempre fatto, ma al massimo, il giorno dopo in classe, balbetterà qualcosa di vago a proposito di una cosa che non gli tornava, ma che non si ricorda quale fosse. Oppure, la maggioranza della classe, in massa, sosterrà di non aver capito la spiegazione videoregistrata (quando invece molti di loro non l'avranno nemmeno aperta) e pretenderà che ripeta in classe, dal vivo, la stessa identica lezione, come si fa nelle obsolete e arcaiche classi normali.

Meraviglioso.

L.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Lun Set 29, 2014 12:17 am, modificato 1 volta
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GA.BRI



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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Dom Set 28, 2014 11:47 pm

Ottimismo! Se registri una lezione puoi sfruttarla anche gli altri anni scolastici e se lo fanno pure i tuoi colleghi potete scambiarvi il materiale. Insomma, se fatto con larga diffusione va bene, sennò è proprio da evitare.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 12:16 am

Eh certo, perché tu le lezioni le sai tutte a memoria e le ricicli sempre identiche, e non le adegui alle differenze tra una classe e l'altra?????
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sperso



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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 12:21 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Quindi in pratica si dovrebbe:

coprire normalmente tutto l'orario di cattedra come al solito, ma solo per guidare le esercitazioni e per rispondere ai dubbi degli studenti,

Corretto. E' "capovolto" proprio perché le esercitazioni le fanno in classe sotto la guida dell'insegnante mentre a casa si fanno una propria idea dell'argomento da discutere nella prossima lezione.
Normalmente gli studenti fanno i compiti a casa, da soli, senza l'aiuto di nessuno; proprio nel momento più delicato per acquisire l'abilità (il fare gli esercizi numerici o altro) non hanno nessuna guida a cui rivolgersi, uno dei motivi per cui avevo iniziato a fare lezioni in real.time il pomeriggio.

paniscus_2.0 ha scritto:

provvedere autonomamente (presumibilmente a casa, o comunque in tempi non conteggiati e non pagati) non solo a prepararsi la lezione (che tanto quello lo si faceva già),
Provare a documentarsi sul web ove università americane provvedono da tempo ad attivare queste Flipped Classroom; ce ne sono a decine.
Qui si scoprirà che gli insegnanti americani che vogliono fare Reverse Teaching passano l'estate a prepararsi le lezioni multimediali dei futuri corsi; a riaggiustare quelle dei corsi passati, inglobando tutte le modifiche necessarie perché si superino alcuni passaggi che gli studenti avevano trovato poco felici.... proprio il contrario di
GA.BRI ha scritto:
Ottimismo! Se registri una lezione puoi sfruttarla anche gli altri anni scolastici
perché le lezioni vanno adattate all'audience che si incontra nei vari anni. Allo stesso modo dei libri cartacei, in cui è una grossa fesseria che rimangano 5 anni fermi!


paniscus_2.0 ha scritto:

ma anche ad autoregistrarsela (con webcam o videocamere varie comprate a spese proprie) nella sua versione definitiva
Posso essere d'accordo: nelle università americane ogni insegnante ha il proprio ufficio con gli strumenti tecnologici che servono a preparare la didattica, da noi no. Neppure una stanza tranquilla, ma un rumorosa "sala docenti", con due pc e decine di insegnanti che vi stazionano, spesso per chiaccherare solo.
Ci vorrebbe una mensa, un luogo di riunione per gli studenti, una biblioteca, degli armadietti ove gli studenti mettono la propria roba, ...

paniscus_2.0 ha scritto:

e presentabile a un pubblico indefinito (non solo ai propri stessi alunni, ma a chiunque se la trovi davanti dopo che qualche alunno l'ha diffusa in giro),
Le lezioni andrebbero rese disponibili come OER. In alternativa una piattaforma Moodle riparerebbe dalla diffusione sfrenata dei "propri" video; modi per proteggere ce ne sono molti, basta studiarseli.

paniscus_2.0 ha scritto:

mettendo insieme ogni giorno, per ogni classe, una nuova registrazione della durata confrontabile con quella di una lezione in aula (perché tali lezioni andranno pure aggiornate e ritoccate per ogni singola classe, non si può certo andare avanti per anni ad ammannire a tutti la stessa identica lezione degli anni scorsi), e avendo cura di ripeterla e correggerla e ricominciare da capo tutte le volte che c'è qualche dettaglio venuto male.
Una goccia alla volta si riempie il bicchiere.

paniscus_2.0 ha scritto:

Se poi si tratta di una materia come la matematica, che ha un enorme bisogno di esempi scritti e di passaggi dettagliati, allora ovviamente dovrei procurarmi anche una lavagna (tradizionale o postmoderna, non importa) da installare a casa per godere il brivido di filmarmi, o di farmi filmare dal figliolo di sette anni che si divertirebbe un mondo, mentre disegno il grafico di una funzione o illustro una dimostrazione di geometria.
Mettersi in discussione sulla qualità di che cosa si prepara per la lezione è una buona cosa, penso.

paniscus_2.0 ha scritto:

Il tutto con lo stesso stipendio di prima (a fronte di un impegno lavorativo quasi raddoppiato) e con le stesse risorse di prima (cioè a spese mie).
.....

paniscus_2.0 ha scritto:

E con l'indevitabile prospettiva che, se qualcuno non ha capito qualcosa della spiegazione, non è che possa interrompermi, alzando la manina e chiedendo "Scusi, non mi è chiaro, per favore può ripetere?", come hanno sempre fatto, ma al massimo, il giorno dopo in classe, balbetterà qualcosa di vago a proposito di una cosa che non gli tornava, ma che non si ricorda quale fosse.
L'accesso alla lezione video-registrata eiste anche in classe, no? Chiedere allo studente il passaggio incriminato; se non sa, te ne accorgerai che bleffa, no?


paniscus_2.0 ha scritto:

Meraviglioso.

L.
Flipped Classroom è una modalità di insegnamento, potrebbe essere per alcuni studenti un altro modo epr riuscire meglio. Non è obbligatoria!
Ma credo che bisogna dare a coloro che vogliono imparare gli strumenti che quelli che studiano hanno bisogno per riuscire.
Per chi non ne ha voglia o che va a scuola per arrecare disturbo, beh la Scuola ancora non ha mezzi per rispondere.
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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 12:27 am

GA.BRI ha scritto:
Ottimismo! Se registri una lezione puoi sfruttarla anche gli altri anni scolastici e se lo fanno pure i tuoi colleghi potete scambiarvi il materiale.
Se ho ben capito (chiedo scusa, vengo dal lontano Paleozoico e non colgo al volo) si tratterebbe di una sorta di fossilizzazione digitalizzata?
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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 12:42 am

Ma qualcuno può esplicitare meglio, con argomentazioni convincenti, il PERCHE' questa modalità dovrebbe essere più efficace?

Tanto, quelli che adesso non hanno voglia di studiare, continuerebbero a non studiare lo stesso, quindi che cambia? Solo il fatto di far fare all'insegnante un'ulteriore parte del lavoro che dovrebbe fare lo studente, e quindi far trovare allo studente stesso la pappa pronta, anzi ANCORA più pronta di quanto non sia già adesso, in modo che abbia da impegnarsi ancora meno?


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Dom Ott 26, 2014 1:27 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 12:42 am

Chiedo scusa, ma qualcuno ha mai seguito una di quelle lezioni dei programmi Nettuno che anni fa davano in piena notte alla RAI?
Riusciamo a malapena a trattenerli dal cicaleggio vocale e dal cazzeggio sui cellulari quando li abbiamo tutti nel recinto scolastico e pensiamo di farli pendere dalle nostre labbra proiettate in strimin' in competizione con ask.fm, facciabocca, le partite in strimin e i pornazzi?

E' da 20 anni che provo inutilmente a promuovere ai miei studenti approcci di questo genere, scopro ora che i miei limiti stanno nel fatto che non mi registro e non mi filmo. Certe innovazioni didattiche proposte nella nostra realtà sociale equivalgono a voler usare una ferrari testarossa in una carrareccia di penetrazione forestale dissestata dopo un acquazzone autunnale.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 12:45 am

sperso ha scritto:

paniscus_2.0 ha scritto:

Se poi si tratta di una materia come la matematica, che ha un enorme bisogno di esempi scritti e di passaggi dettagliati, allora ovviamente dovrei procurarmi anche una lavagna (tradizionale o postmoderna, non importa) da installare a casa per godere il brivido di filmarmi, o di farmi filmare dal figliolo di sette anni che si divertirebbe un mondo, mentre disegno il grafico di una funzione o illustro una dimostrazione di geometria.
Mettersi in discussione sulla qualità di che cosa si prepara per la lezione è una buona cosa, penso.

Perché, tu pensi che a fare lezione dietro una telecamera in differita ci si metta PIU' in discussione rispetto a farla direttamente in aula, dove si è sotto gli occhi di tutti gli studenti in tempo reale?

L.
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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 12:50 am

paniscus_2.0 ha scritto:
sperso ha scritto:
 
paniscus_2.0 ha scritto:

Se poi si tratta di una materia come la matematica, che ha un enorme bisogno di esempi scritti e di passaggi dettagliati, allora ovviamente dovrei procurarmi anche una lavagna (tradizionale o postmoderna, non importa) da installare a casa per godere il brivido di filmarmi, o di farmi filmare dal figliolo di sette anni che si divertirebbe un mondo, mentre disegno il grafico di una funzione o illustro una dimostrazione di geometria.
Mettersi in discussione sulla qualità di che cosa si prepara per la lezione è una buona cosa, penso.

Perché, tu pensi che a fare lezione dietro una telecamera in differita ci si metta PIU' in discussione rispetto a farla direttamente in aula, dove si è sotto gli occhi di tutti gli studenti in tempo reale?

L.
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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 1:20 am

- Ragazzi, ieri vi siete guardati il filmato della lezione sulla legge di azione di massa?
- prof. non ho potuto perché mia mamma ha usato il pc tutta la sera per litigare con una collega di mio babbo su facebook
- prof. non sono riuscito ad aprire il video, compare un messaggio strano che dice che al computer gli manca il codec
- prof. non ho trovato il link
- prof. ho il computer guasto, il babbo ha detto che deve portarlo all'assistenza
- prof. io non ho il computer
- eh? quale filmato?
- cavolo, mi sono dimenticato
- prof. io ho provato a stampare il filmato ma non ci sono riuscito
- prof. ieri è mancata la corrente e non ho fatto niente
- prof. io l'ho visto il filmato ma mica l'ho capito
- e bah! ieri ho fatto tutta la sera una azione di massa con una trombamica in chat
- io il filmato l'ho visto, ma pensavo che dovevo fare quello sull'astrattura dell'atomo
- prof. ieri ero assente e non lo sapevo che dovevamo vederci il filmato
- prof. mio babbo l'altro giorno mi ha preso il pc perché mi ha beccato guardando un film porno
- prof. word non me lo apre!
[pausa disarmante]
- Va be'... a grande richiesta trasmettiamo in differita dal vivo la replica dell'episodio n. 14 della serie "Chemistry out of limits: Lo sceriffo Gian e la legge di azione di massa" Starring: John Charlie Dessee
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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 7:47 am

gian ha scritto:
GA.BRI ha scritto:
Ottimismo! Se registri una lezione puoi sfruttarla anche gli altri anni scolastici e se lo fanno pure i tuoi colleghi potete scambiarvi il materiale.
Se ho ben capito (chiedo scusa, vengo dal lontano Paleozoico e non colgo al volo) si tratterebbe di una sorta di fossilizzazione digitalizzata?
Bellissima definizione, "fossilizzazione digitalizzata". Di qui potrebbe partire un'altra conversazione sugli strumenti digitali: vi siete accorti che è solo cambiato il formato della comunicazione, a causa dell'evolversi della tecnologia, e che tutto è rimasto "comeprima"?

Qual è l'unica "novità"? Proprio che non c'è una novità, ciò che i ragazzi fanno è utilizzare degli "script" già pronti (pensate per esempio alle App), che altri hanno preparato per loro a cui è sufficiente solo un dito perché si attivino e facciano in ripetizione sempre la medesima cosa.
Stanno sparendo i menù; pensare ai menù di Writer o Powerpoint: oggi sono pochi coloro che pensano a scegliere le funzionalità offerte da un programma e costruirsi un insieme di operazioni che facciano quello che si sono proposti; oggi ti chiedono "come si fa?", e le App soddisfano questa richiesta.
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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 7:54 am

paniscus_2.0 ha scritto:
sperso ha scritto:
 
paniscus_2.0 ha scritto:

Se poi si tratta di una materia come la matematica, che ha un enorme bisogno di esempi scritti e di passaggi dettagliati, allora ovviamente dovrei procurarmi anche una lavagna (tradizionale o postmoderna, non importa) da installare a casa per godere il brivido di filmarmi, o di farmi filmare dal figliolo di sette anni che si divertirebbe un mondo, mentre disegno il grafico di una funzione o illustro una dimostrazione di geometria.
Mettersi in discussione sulla qualità di che cosa si prepara per la lezione è una buona cosa, penso.

Perché, tu pensi che a fare lezione dietro una telecamera in differita ci si metta PIU' in discussione rispetto a farla direttamente in aula, dove si è sotto gli occhi di tutti gli studenti in tempo reale?

L.

Le tue prestazioni nell'insegnamento sono sempre ottime? Osservare se stessi dietro una teelcamera dovrebbe far capire se abbiamo raggiunto l'obiettivo.
Siamo sicuri che chi ci ascolta abbia capito il messaggio?
Non siamo noi a sostenere che siamo in grado di insegnare bensì coloro che ci ascoltano (apprendere) e quest'ultima non discende dalla prima.

E, inoltre, non ho sostenuto che la Flipped Classroom sia migliore.... è solo un'altra modalità con cui trasmettere utilizzando il canale che più si addice a chi cerca di apprendere. Come il podcast, il libro, lo smartphone, Twitter, e via discorrendo.
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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 7:57 am

gian ha scritto:
- Ragazzi, ieri vi siete guardati il filmato della lezione sulla legge di azione di massa?
- prof. non ho potuto perché mia mamma ha usato il pc tutta la sera per litigare con una collega di mio babbo su facebook
- prof. non sono riuscito ad aprire il video, compare un messaggio strano che dice che al computer gli manca il codec
- prof. non ho trovato il link
- prof. ho il computer guasto, il babbo ha detto che deve portarlo all'assistenza
- prof. io non ho il computer
- eh? quale filmato?
- cavolo, mi sono dimenticato
- prof. io ho provato a stampare il filmato ma non ci sono riuscito
- prof. ieri è mancata la corrente e non ho fatto niente
- prof. io l'ho visto il filmato ma mica l'ho capito
- e bah! ieri ho fatto tutta la sera una azione di massa con una trombamica in chat
- io il filmato l'ho visto, ma pensavo che dovevo fare quello sull'astrattura dell'atomo
- prof. ieri ero assente e non lo sapevo che dovevamo vederci il filmato
- prof. mio babbo l'altro giorno mi ha preso il pc perché mi ha beccato guardando un film porno
- prof. word non me lo apre!
[pausa disarmante]
- Va be'... a grande richiesta trasmettiamo in differita dal vivo la replica dell'episodio n. 14 della serie "Chemistry out of limits: Lo sceriffo Gian e la legge di azione di massa" Starring: John Charlie Dessee

Non è forse un nostro compito colmare questo tipo di lacune tecnologiche?
C'è chi si ostina a produrre video in mp4 con codec ultra-recenti: ma se chi ha Windows di base non apre niente oltre un .wmv?
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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 8:00 am

Per cominciare: http://www.flippedclassroom.com/
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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 8:08 am

Qualche consiglio da chi la pratica:
Five best practices
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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 1:50 pm

sperso ha scritto:
Non è forse un nostro compito colmare questo tipo di lacune tecnologiche?
C'è chi si ostina a produrre video in mp4 con codec ultra-recenti: ma se chi ha Windows di base non apre niente oltre un .wmv?
La considerazione è decisamente pertinente e con me sfondi una porta aperta.

Prima di tutto premetto che il mio era un modo ironico di mettere in discussione una metodologia che sulla carta sarebbe efficacissima ma che se è applicata in un contesto in cui non ci sono i presupposti diventa del tutto inutile. Da moltissimi anni ho sempre cercato di inculcare nei ragazzi l'idea che lo studio deve essere contemporaneo (se non addirittura precedente) alla lezione in modo da sfruttare l'interazione per rafforzare l'apprendimento. Purtroppo sappiamo benissimo che i ragazzi studiano in funzione della verifica e rimandano perciò il lavoro autonomo alle scadenze prefissate. Il flipped classroom richiede a mio parere l'acquisizione di una mentalità, sia negli insegnanti sia negli alunni, fin dalle prime fasi. A mio parere proporre questa metodologia a studenti adolescenti ormai abituati a differenti approcci didattici non ha senso. Nelle mie classi solo due ragazzi potrebbero sfruttare in modo efficace (e sicuramente se ne avvantaggerebbero) questa metodologia, proprio per le loro propensioni: si tratta di ragazzi che sapendo che sarà iniziato un nuovo argomento hanno la buona abitudine di provare un approccio introduttivo autonomo in modo da arrivare con qualche preparazione alla lezione. E tutti gli altri? sarebbero sistematicamente in ritardo, rendendo vana la metodologia del flipped classroom.

Passiamo all'altro punto, quello relativo alla tua "obiezione" (che in realtà non è un'obiezione). Da circa 12 anni sono un fermo sostenitore dell'open source e dell'interoperabilità nella scuola. In passato ho scritto alcuni articoli per una rivista d'informatica, ho presentato relazioni ad alcuni seminari (uno anche nell'ambito di un corso SISS), ho presentato dei talk dedicati al tema "software libero nella scuola" in alcuni Linux Day nella mia provincia, ho coordinato un Linux Day, sono il responsabile delle iscrizioni al LUG (Linux Users Group) della mia provincia, sono finito anche su un articolo del Linux Journal di una serie dedicata ai best practice della sperimentazione del software libero nelle scuole italiane (Linux in italian schools). Come tale, mi sono sempre opposto all'egemonia di Microsoft nelle scuole da parte di Microsoft proprio perché Microsoft rappresenta la colonizzazione digitale, la negazione e non la promozione della conoscenza informatica. La filosofia dell'Open source stimola la crescita consapevole e sostenibile della digitalizzazione, la filosofia del Closed source la deprime perché crea dipendenza totale.

E i risultati, ad esempio in Italia, si vedono proprio nella diffusa analfabetizzazione digitale, perché queste generazioni di nativi digitali sono fondamentalmente ignoranti.

Puoi ben capire che la mia mentalità mi ha portato, per anni, a iniettare una maggiore consapevolezza nella "digitalizzazione" dei miei ragazzi. Per anni ho cercato di avvicinarli al software libero, di promuovere i formati aperti e interoperabili, di farli capire che il browser non è Internet Explorer, che un documento si può scrivere anche con OpenOffice o con Abiword, e via dicendo. Inutilmente, perché per anni mi sono scontrato con ignoranti informatici pseudodigitalizzati che mi hanno messo i bastoni tra le ruote ostacolando il mio difficile lavoro di educazione: ostacoli fra i colleghi che non condividevano le mie scelte, ostacoli fra alcuni dirigenti scolastici completamente ignoranti in materia di informatica, ostacoli nel ministero perché storicamente dipendente dalle multinazionali del software proprietario. Proprio in questi giorni nella mailing list scuola@linux.it si sta svolgendo un dibattito in merito ad un articolo pubblicato sul sito dell'Agenda digitale a firma del Prof. Paolo Ferri, università Bicocca che testualmente afferma
Citazione :
Ad esempio “registri elettronici” che non siano “interoperabili”, ad esempio, rendono inaccessibili i dati nel caso la scuola decida di cambiare fornitore rappresentano una perdita secca per la scuola che li abbia acquistati e non si può pensare come pensava in parte il Ministro Profumo, che i software possano essere open source o gratuiti perché molte esperienze dimostrano che i danni sono notevoli

(fonte: http://www.agendadigitale.eu/egov/1066_la-scuola-digitale-di-matteo-renzi-e-un-libro-dei-sogni.htm ).

Mi spieghi come è possibile, da parte nostra, colmare le lacune tecnologiche dei nostri ragazzi o dei nostri colleghi o delle nostre amministrazioni quando sistematicamente intervengono politici e saccenti con affermazioni del genere di quella che ho citato?

Io mi sono arreso da anni, perché sono stanco di battaglie contro i mulini a vento. Considero la falsa digitalizzazione di questo ultimo decennio alla stregua di un nuovo medioevo perché ha creato nuove generazioni di coloni culturali e sudditi delle tecnologie proprietarie. Si può definire progresso, tutto questo? La mia risposta è negativa, per questo sono fortemente critico nei confronti dell'innovazione digitale. O, meglio, di questa innovazione digitale.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 2:22 pm

sperso ha scritto:
Le tue prestazioni nell'insegnamento sono sempre ottime? Osservare se stessi dietro una teelcamera dovrebbe far capire se abbiamo raggiunto l'obiettivo.
Siamo sicuri che chi ci ascolta abbia capito il messaggio?

Personalmente, se il destinatario ha capito il messaggio o no, me ne accorgo avendo il destinatario davanti e dialogando direttamente con lui per chiarire se ha capito o no, ascoltando le sue richieste di chiarimenti, rispondendo ad esse, e facendogli domande a mia volta per rendermi conto se ha capito.

Tu invece sostieni che, se invece di avere davanti il destinatario vivo, comunicante e rispondente, avessi davanti una viedocamera in cui riguardarmi da sola, mi renderei conto MEGLIO se il destinatario ha capito o no?

Comincio a pensare seriamente che tu sia un troll, quindi risparmio le energie successive...

L.
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 2:27 pm

Uso il flipped teaching da diversi anni con successo. Insegno francese alla scuola media. Ho avuto risultati migliori in metà tempo.
Leggerò con piacere il libro del prof. Modica.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 2:55 pm

E riassumendo in soldoni una parte di quello che ha già detto gian, parliamoci chiaro: un metodo del genere può funzionare su un uditorio di adulti, che hanno scelto liberamente di seguire un corso non banale e non obbligatorio, accettando di investirci tempo e risorse proprie, perché realmente interessati a farlo.

NON PUO' FUNZIONARE su una classe di adolescenti che vengono a scuola solo perché costretti (o dall'obbligo di legge, o comunque dalle aspettative sociali e familiari) e che non provano nessun interesse culturale spontaneo per la maggior parte degli insegnamenti a cui sono esposti, ma li considerano solo un male necessario da sfangarsi il prima possibile e con la minor fatica possibile.

L.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 5:16 pm

Ho trovato molto convincente una serie di video in cui sono "inciampato" un paio di anni fa. L'anno scorso ho provato con la modalità "peer isntruction". L'attività di per sè ha avuto riscontri positivi nell'immediato della lezione, ma non ha avuto riscontri nelle verifiche, soprattutto scritte. Non è che ritornando alla modalità tradizionale le cose siano andate tanto meglio, la classe in cui l'ho sperimentata sembra poco incline allo studio di tipo scientifico, per cui quest'anno lo riproporrò, con opportune variazioni, in alcune occasioni.

Per paniscus e altri scettici, segnalo questo video:

http://www.youtube.com/watch?v=WwslBPj8GgI

Riconoscerete situazioni che, pur riguardando studenti universitari di Harvard, vi suoneranno terribilmente familiari e riderete pure di gusto. Molte cose che Mazur dice mi sembrano estremamente sensate, anche se a livello di liceo ritengo, anche alla luce della mia modesta esperienza dell'anno scorso, che sia necessario fare degli adattamenti.
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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 9:36 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
E riassumendo in soldoni una parte di quello che ha già detto gian, parliamoci chiaro: un metodo del genere può funzionare su un uditorio di adulti, che hanno scelto liberamente di seguire un corso non banale e non obbligatorio, accettando di investirci tempo e risorse proprie, perché realmente interessati a farlo.

NON PUO' FUNZIONARE su una classe di adolescenti che vengono a scuola solo perché costretti (o dall'obbligo di legge, o comunque dalle aspettative sociali e familiari) e che non provano nessun interesse culturale spontaneo per la maggior parte degli insegnamenti a cui sono esposti, ma li considerano solo un male necessario da sfangarsi il prima possibile e con la minor fatica possibile.

L.

la perentorietà della tua affermazione cozza con quanto detto da valerie nel topic precedente.

forse ogni tanto ognuno di noi dovrebbe essere più aperto all'ascolto e prendere quanto di buono ci può provenire da un nuovo approccio se troviamo una classe in cui ci sia terreno fertile, se avremo tempo ed energia da investire, se riteniamo che un metodo alternativo possa apportare qualcosa di buono.

magari evitando la critica fine a se stessa.
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Laura70



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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 9:52 pm

lallaorizzonte ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
E riassumendo in soldoni una parte di quello che ha già detto gian, parliamoci chiaro: un metodo del genere può funzionare su un uditorio di adulti, che hanno scelto liberamente di seguire un corso non banale e non obbligatorio, accettando di investirci tempo e risorse proprie, perché realmente interessati a farlo.

NON PUO' FUNZIONARE su una classe di adolescenti che vengono a scuola solo perché costretti (o dall'obbligo di legge, o comunque dalle aspettative sociali e familiari) e che non provano nessun interesse culturale spontaneo per la maggior parte degli insegnamenti a cui sono esposti, ma li considerano solo un male necessario da sfangarsi il prima possibile e con la minor fatica possibile.

L.

la perentorietà della tua affermazione cozza con quanto detto da valerie nel topic precedente.

forse ogni tanto ognuno di noi dovrebbe essere più aperto all'ascolto e prendere quanto di buono ci può provenire da un nuovo approccio se troviamo una classe in cui ci sia terreno fertile, se avremo tempo ed energia da investire, se riteniamo che un metodo alternativo possa apportare qualcosa di buono.

magari evitando la critica fine a se stessa.

io sto proprio vedendo in una classe che fino all'anno scorso si mostrava interessata, impegnata e vivace al punto giusto per poter tenere vivo l'interesse ad apprendere una lingua. ora nel giro di pochi mesi sono diventati superficiali (ovviamente non tutti), disinteressati e spero non peggioreranno ancora nei prossimi mesi.

Valerie ci racconti un po'. So già come procedi di solito ma non ricordo se avevi già parlato del flipped teaching.
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silver76



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MessaggioOggetto: Re: Flipped classroom. La lezione capovolta    Lun Set 29, 2014 9:54 pm

sì lalla, in linea di massima hai ragione.
il problema però è questo: ognuno di noi, ovviamente nella migliore ipotesi, padroneggia con sicurezza la propria disciplina (o le proprie discipline), che ha a sua volta appreso con modalità "tradizionali", della cui efficacia è lui stesso il primo testimone.
ognuno di noi d'altra parte sa perfettamente, a meno di non volsi raccontare la storia dell'orso, che il principale ostacolo all'apprendimento non è il metodo con cui esso viene perseguito, ma la motivazione da parte degli studenti e la conseguente applicazione nello studio. non ci sono santi.

è evidente che qualsiasi metodo proposto a sostituzione di quello che meglio di tutti ognuno di noi conosce è senz'altro degno di attenzione, certo è che, se un collega, come ha fatto paniscus, chiede "spiegatemi perché il metodo x è migliore di quello che uso" e un altro, come ha fatto valerie, risponde semplicemente "è migliore perché di sì", allora è ovvio che il dubbio che il metodo x sia quantomeno difficile da argomentare uno se lo fa venire...
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