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 Insegnante di sostegno. Eliminazione no, evoluzione sì

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lallaorizzonte
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MessaggioOggetto: Insegnante di sostegno. Eliminazione no, evoluzione sì   Mer Ott 01, 2014 10:57 am

Intervista al Prof. Ianes sulla sperimentazione in atto in Trentino. Come cambia la figura dell'insegnante di sostegno

http://www.orizzontescuola.it/news/quale-futuro-insegnanti-sostegno-no-eliminazione-s-evoluzione
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dami



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MessaggioOggetto: Re: Insegnante di sostegno. Eliminazione no, evoluzione sì   Mer Ott 01, 2014 7:26 pm

Spero proprio che prima di mettere in atto la riforma auspicata da Faraone, aspettino i risultati di questa sperimentazione.
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dami



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MessaggioOggetto: Re: Insegnante di sostegno. Eliminazione no, evoluzione sì   Gio Ott 02, 2014 9:03 am

Leggo di insegnanti che sono preoccupati per questa sperimentazione.
In realtà non vorrei che la faccenda venisse strumentalizzata per portare invece all'altra e contraria riforma possibile: quella che bloccherà in ruoli distinti le due categorie dell'insegnante di classe e di quello di sostegno in nome di una presunta continuità.
Bisogna prima di tutto dire che i problemi di assegnazione e continuità (riguardo agli insegnanti di sostegno che mancano a inizio anno) hanno a che fare con la mancanza di insegnanti specializzati su sostegno, quindi con la mancata formazione a monte sui problemi della disabilità.
Nella proposta di Ianes si prevede che tutti gli insegnanti siano formati a queste problematiche, quindi con la nuova impostazione non dovrebbe accadere che un bambino dva non abbia nessuno che sappia occuparsi di lui a inizio anno. E comunque basterebbe che nelle classi in cui sono presenti bambini certificati confluissero inizialmente le persone specializzate su sostegno.
In secondo luogo non ritengo corrette affermazioni del tipo che tutti siano BES.
Le insegnanti di classe sanno ben distinguere un BES da studenti con bisogni educativi normali. La discriminante, anche se ad alcuni potrà non sembrare chiara, sta nel cattivo risultato scolastico.
Infatti non rileva ai fini dell'apprendimento e dell'integrazione la condizione socio-economica del bambino e della famiglia, per esempio, se il bambino, per quanto disagiato, non ha problemi scolastici. Anche se la famiglia fosse in estrema povertà, un bambino non potrebbe essere considerato BES laddove avesse in sé le risorse per affrontare adeguatamente la vita scolastica.
Quindi non si tratta di attuare programmi personalizzati per tutti quelli che manifestano un disagio particolare, bensì solo per quelli che in maniera evidente non tengono il passo con i compagni a livello di vita e apprendimento a scuola. E' chiaro che se in una classe i bambini con BES fossero la maggioranza, allora semplicemente una didattica per obiettivi minimi avrebbe la precedenza su una didattica per obiettivi "alti". In questo caso servirebbe trattare come speciali i bambini che hanno più risorse, dando loro incarichi speciali, come quelli di tutoring, nei confronti dei compagni e valorizzandoli.
Secondo me, comunque, ciò già si fa in molti contesti scolastici laddove gli insegnanti stessi hanno le "risorse" per fra fronte alle situazioni.
Oggi si parla tanto di merito, ma non si delinea, a parer mio, come vada adeguatamente rintracciato.
Per me il discrimine nel merito non può essere tra chi svolge incarichi aggiuntivi nella scuola e chi no, ma invece dovrebbe essere tra chi sa prendersi carico di situazioni difficili e chi no.
Non sono favorevole alla continuità degli insegnanti di classe sulla classe, né di quelli di sostegno sul singolo bambino proprio per questo. Sembra che la continuità costituisca un valore in sé, ma non è così, anzi. La premialità per merito dovrebbe riguardare quegli insegnanti che sono in grado di gestire situazioni di classe complesse (laddove magari altri hanno fallito). Se a inizio d'anno si facessero buone rilevazioni delle competenze in ingresso non autoreferenziali, allora a fine anno sarebbe possibile certificare se la classe ha lavorato bene oppure no. E allora perché non premiare chi ha trovato le soluzioni di lavoro giuste per una classe difficile?
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GiGi79



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MessaggioOggetto: Re: Insegnante di sostegno. Eliminazione no, evoluzione sì   Gio Ott 02, 2014 12:16 pm

Sono d'accordo, come sempre, con ogni parola di Dami e temo anch'io strumentalizzazioni della polemica contro la sperimentazione (ottima e auspicabile in altre parti del territorio nazionale) di Janes.
Bisognerebbe far sentire che non ci sono solo insegnanti di sostegno contrari, ma anche quelli favorevolissimi :-)
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lallaorizzonte
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MessaggioOggetto: Re: Insegnante di sostegno. Eliminazione no, evoluzione sì   Gio Ott 02, 2014 7:23 pm

@GiGi79 se vuoi puoi usare lettereinredazione
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GiGi79



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MessaggioOggetto: Re: Insegnante di sostegno. Eliminazione no, evoluzione sì   Sab Ott 04, 2014 10:36 am

grazie lalla, diffondo il consiglio tra i molti colleghi che la pensano così :-)
a presto
GiGi79
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lallaorizzonte
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MessaggioOggetto: Re: Insegnante di sostegno. Eliminazione no, evoluzione sì   Mar Ott 07, 2014 9:57 pm

http://www.orizzontescuola.it/news/degli-insegnanti-sostegno-si-fa-cattivo-uso-come-riqualificarli-proposta-dario-ianes
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Danessia



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MessaggioOggetto: Re: Insegnante di sostegno. Eliminazione no, evoluzione sì   Mer Ott 08, 2014 4:19 pm

"Non sono favorevole alla continuità degli insegnanti di classe sulla classe, né di quelli di sostegno sul singolo bambino proprio per questo. Sembra che la continuità costituisca un valore in sé, ma non è così, anzi."

Mi puoi spiegare meglio perché io ho sempre pensato che la continuità fosse un valore per l'alunno. Non credi che riesca a trovare soluzioni più adeguate chi conosce di più il bambino? Chi sa come avvicinarsi a lui, quali strategie usare per meglio disporlo all'inserimento nella classe ? Più si resta a contatto con il bambino, più si riesce a comprendere il suo modo di comunicare, quali sono i suoi problemi e a pensare come aiutarlo.
Ho letto anche io l'articolo della sperimentazione e posso dire che in alcune scuole gli insegnanti di sostegno lavorano "insieme" agli altri insegnanti già da tempo. Per quello che è la mia esperienza questo avviene di più alle medie. Il problema grosso è alle superiori, sempre secondo me, dove il ragazzo viene a tutti gli effetti considerato"affidato" al solo insegnante di sostegno. é ovvio che, anche in questo caso, ci sono insegnanti che invece collaborano...per fortuna!
Per questo motivo la "sperimentazione" di cui si parla non può essere presentata come una novità
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dami



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MessaggioOggetto: Re: Insegnante di sostegno. Eliminazione no, evoluzione sì   Mer Ott 08, 2014 10:10 pm

Non è che la continuità non sia un valore del tutto, ma ritengo che sia un valore altamente sopravvalutato e imporre la continuità sul bambino dva per tutto il ciclo scolastico a forza e per legge è, secondo me, una pazzia pura.
La continuità è utile se c'è un bel rapporto tra il bambino e il docente, quando il docente è adeguato all'incarico che gli viene proposto, se si evidenziano miglioramenti costanti nel bambino. Ma è sempre così? Ogni incarico assegnato rispetta queste condizioni?
Per conoscere cosa serve a un bambino da un punto di vista scolastico potrebbero non essere necessari dei mesi, ma magari viceversa solo poche settimane.
Può essere inoltre che un bambino si sia trovato bene con l'insegnante avuto l'anno prima e anche con quello avuto l'anno dopo. In questo caso la continuità non era necessariamente utile: anzi potrebbe essere che aver avuto a che fare con personalità e modi di lavoro diversi abbia incoraggiato il bambino a essere lui stesso più flessibile, ad adattarsi meglio alla vita reale, dove non si incontrano sempre le stesse persone per tutta la vita (esclusi i familiari e gli amici più prossimi)...
Se un insegnante sbaglia strategia con un bambino, invece, è molto difficile che sappia tornare sui suoi passi, anche a distanza di tempo: le relazioni possono consolidarsi su dinamiche poco produttive (ad es. troppo aiuto dato al bambino, creazione di una dipendenza psicologica e così via).
Non è che fare l'insegnante di sostegno sia garanzia di saper prendere in carico qualsiasi tipo di problema, inoltre.
Soprattutto quando capita di prendere in carico bambini con disturbi gravi di autismo o iperattività, è difficile che gli insegnanti ce la facciano a rimanere sullo stesso bambino più anni consecutivi. Non per niente a turno capita che ci si debba prender carico del problema, allo stato attuale.
Con la riforma di Faraone e company si parla di rimanere sullo stesso bambino per tutto il ciclo scolastico: ciò significa che neanche al dirigente sarebbe data facoltà di decidere se sia il caso o meno. Chiunque può aver concepito una simile idea non può essere che un burocrate (che sa che a lui non capiterà mai una simile situazione, tuttalpiù ai suoi sottoposti...).
Stare 5 anni in simbiosi con bambini con gravi difficoltà può sconvolgere vita e abitudini. C'è chi se la sente di farlo, ma non si può obbligare tutti a una scelta così pesante. Fino a oggi esisteva la facoltà di tirarsi indietro da un incarico molto pesante per l'anno successivo, se passa la riforma sul sostegno che, ricordo a tutti, è depositata agli atti alla camera ed è sostenuta dal PD, non si potrà neanche cambiare scuola qualora lo si volesse.
Se la contropartita del dare valore alla continuità è questa pensata irragionevole di inchiodare le persone al proprio posto di lavoro: no, grazie. Lasciamo pure perdere la continuità! Viva la flessibilità!
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Danessia



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MessaggioOggetto: Re: Insegnante di sostegno. Eliminazione no, evoluzione sì   Gio Ott 09, 2014 6:12 pm

@dami
Sono d'accordo con molte delle cose che tu dici e perciò, va bene quando dici che imporre la continuità per forza è controproducente ma è anche vero che è utile nei casi in cui tra l'insegnante e il bambino si instaura un buon rapporto che porta alla crescita dello stesso.
Di nuovo, è vero che se si prendono in carico bambini con handicap particolarmente grave, è faticoso e difficile rimanere sullo stesso posto per più anni. Quale può essere una soluzione?
Io ho incontrato genitori che ogni anno, e sottolineo ogni anno, hanno avuto per i loro figli insegnanti di sostegno diversi e anche questo credo non sia una condizione ottimale.
Forse se si desse la possibilità di chiedere la continuità ad entrambe le parti, famiglia del disabile e insegnante di sostegno, e solo in quel caso, quando la richiesta è congiunta, potrebbe andar bene.
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dami



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MessaggioOggetto: Re: Insegnante di sostegno. Eliminazione no, evoluzione sì   Gio Ott 09, 2014 7:47 pm

Io credo che il problema della continuità si risolva semplicemente assumendo più specializzati sui posti disponibili.
Sembra facile, ma non lo è, visto che anche quest'anno sono stati ridistribuiti su posto comune molti posti inizialmente destinati al sostegno.
L'unica cosa seria da fare sarebbe di investire sui corsi di sostegno: invece creano inutili difficoltà d'accesso (test selettivi, rette elevate) e inoltre, da giugno, ci hanno regalato pure lo spauracchio di dover rimanere sul sostegno a vita...
Di questo passo sul posto di sostegno non ci vorrà più entrare nessuno.

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