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 prevedere l'imprevedibile, come si fa?

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AutoreMessaggio
Hyla



Messaggi : 56
Data d'iscrizione : 13.01.13

MessaggioOggetto: prevedere l'imprevedibile, come si fa?   Mer Ott 08, 2014 8:44 pm

Salve a tutti, scrivo per trovare un pò di sollievo alla mia pesante e grave situazione. Ho accettato per la prima volta un incarico di sostegno. Mi ritrovo ad avere 18 ore su un ragazzino di 11 anni con ritardo mentale medio e gravissima iperattività, parla poco e male, peggio di un bambino di 2 anni.
Questo ragazzo è assolutamente imprevedibile, ha sbalzi d'umore pesantissimi. Mentre sembra che stia andando tutto bene ad un certo punto comincia a toccare tutto, si chiude nel suo mondo, non ti ascolta, parla da solo...ascolta solo se stesso. Tende a scappare e ad eludere le regole. Ha un atteggiamento di totale diniego e opposizione nei confronti del lavoro proposto, straccia i quaderni, butta tutto in terra.
Oggi è scappato nel giardino della scuola ben 2 volte...il che richiede anche un notevole impegno fisico...io non riesco a contenerlo, lui è fortissimo...a me viene l'ansia, mi vengono le palpitazioni.
Non so come prenderlo, la sera mi preparo centomila attività da proporgli per non lasciare neanche un momento al caso, per avere delle alternative....ma lui è un muro impenetrabile. Passare 5 ore con lui è un inferno.
Ho avuto un incontro con la sua neuropsichiatra che non mi ha dato direttive concrete, mi ha semplicemente detto che devo prevedere, che lui ha bisogno di una routine precisa...ma come faccio a prevedere l'imprevedibile?
Come faccio a dargli una routine se lui si oppone a qualsiasi cosa? Come faccio quando 5 ore si trasformano in un unico tempo morto in cui potrebbe accadere di tutto?
Io vivo con l'ansia costante di dire una parola sbagliata perchè lui da di matto. La sua ex insegnante di sostegno mi ha detto di rilassarlo con attività manuali e creative...ma lui in giornate come oggi non vuole fare neanche quelle, e quando è no comincia con "Basta, Zitta, Basta, Zitta"...mi prende i polsi, mi spinge...si mette le mani alle orecchie come fosse sovrasaturo.
Non riesco a capire i suoi bisogni e ad entrare....so solo che ho un gran nodo alla gola, che la mattina quando mi sveglio ho la nausea e non ho la minima spinta di andare da lui.
Sono passate solo 3 settimane e un anno così non lo reggo....sto pensando di rinunciare all'incarico.
Aiutatemi :((((
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: prevedere l'imprevedibile, come si fa?   Mer Ott 08, 2014 9:16 pm

colloquio con il ds e con il responsabile sos
fai presente il problema....chiedi aiuto, suggerimenti e...soprattutto chiedi di poter spezzare la cattedra incrociandoti con un collega cosí da condividerne ansie e problemi...
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dami



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MessaggioOggetto: Re: prevedere l'imprevedibile, come si fa?   Mer Ott 08, 2014 9:30 pm

Se rinunci all'incarico, non ti possono più chiamare per altri incarichi per quest'anno, a meno che tu non stia lavorando con contratto sull'avente diritto: in questo caso ti conviene rinunciare.
Altri sicuramente saranno in grado di darti un incoraggiamento a continuare, francamente io non penso che sia il caso di rovinarsi la salute: se proprio non ce la fai, prendi il coraggio a due mani e parlane al tuo dirigente. Magari potrebbe suddividere l'incarico tra te e un collega della tua scuola. In fondo è lui ad assegnare gli incarichi e, visto che ho l'impressione che tu non sia specializzata su sostegno (ma magari mi sbaglio, correggimi pure), credo che abbia preso un granchio ad affidare un ragazzo così difficile a te che sei alla prima esperienza.
Ti diranno probabilmente i colleghi di contattare al più presto e nuovamente gli specialisti, di far convocare una riunione, ecc. Però, visto che usi i termini: inferno, ansia, grave situazione... ho l'impressione che tu abbia già gettato la spugna e nessuno può fartene una colpa, perché probabilmente, e giustamente, non ti aspettavi che affidassero proprio a te un incarico così difficile.
Chi è venuto via da questo incarico lo ha fatto per il passaggio del bambino dalla primaria alla secondaria o perché ha chiesto di esserne esonerato?
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Hyla



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MessaggioOggetto: Re: prevedere l'imprevedibile, come si fa?   Mer Ott 08, 2014 9:52 pm

Ha cambiato insegnante per il passaggio primaria/secondaria. Non sono specializzata e non nascondo che non mi aspettavo, pur loro sapendolo, mi lasciassero un simile caso, pensavo mi dessero qualche caso su obiettivi minimi. Il dirigente mi ha detto di prenderla come un'esperienza...ecco per me si sta rivelando un'esperienza piuttosto traumatica e non mi vergogno a dire che tutto questo mi genera ansia, perchè sento addosso una responsabilità grandissima...ho paura che il ragazzo scappi da scuola, perchè è già successo in passato, ho paura che si faccia e mi faccia male.
Oltretutto non ho la forza fisica per contrastarlo.
Io ho l'impressione che questo ragazzino sia la classica patata bollente che nessuno si vuole tenere...perchè lasciarlo a me? Perchè non se l'è preso un docente di ruolo specializzato?
Io sono una persona molto determinata e infatti non mi riconosco...vorrei non cedere e trovare il modo per onorare l'incarico...ma forse la buona volontà non basta
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dami



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MessaggioOggetto: Re: prevedere l'imprevedibile, come si fa?   Mer Ott 08, 2014 10:32 pm

Ok. Prova a non avere paura. Forse il bambino sente la tua ansia e ci gioca sopra.
Prova a proporgli di fare qualcosa insieme. E' vero che parla poco, ma magari un'idea ce l'ha.
Con questo bambino è sicuro che non puoi avere lo stesso tipo di rapporto che hai avuto con i ragazzini incontrati gli anni scorsi.
Osservalo. Sorridigli spesso. Non pensare che l'obiettivo sia di fargli fare qualcosa sui quaderni. Quello verrà dopo. Prima devi costruire una relazione.
Parlagli, raccontagli di te. Chiedigli cosa gli piace fare. Se scopri che ha qualche interesse (le macchinine, gli animali...) portagli qualche oggetto da casa con cui giocare.
E' vero infatti che ha 11 anni, ma magari non se li sente, magari pensa che gli stanno chiedendo tutti di più di ciò che è in grado di fare e di dare.
Nella scuola ci sono suoi vecchi compagni di classe? Chiedi a loro cosa faceva con la vecchia insegnante di sostegno. Chiedi loro se aveva degli amici nella vecchia scuola, qualcuno che stesse un po' con lui... Secondo me, devi trovare un legame tra la sua vita passata e il nuovo ingresso a scuola.
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verdeacqua



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MessaggioOggetto: Re: prevedere l'imprevedibile, come si fa?   Sab Ott 11, 2014 6:36 pm

Cara Hyla, condivido tutti i consigli che ti hanno dato. Aggiungo pensieri in ordine sparso. Hai riconosciuto di avere una difficoltà e stai chiedendo aiuto: questo è già un buon inizio. Ora chiedi aiuto anche a scuola: gli insegnanti di classe? Che fanno? L'alunno non è solo tuo! (Così come la classe non è solo "loro")! Inoltre se il ragazzo ha queste difficoltà, dovrebbe anche avere, oltre all'insegnante di sostegno, un AEC: chiedi di averlo! Potrà aiutarti per le difficoltà "fisiche" che tu non riesci a gestire.
Come ti hanno detto sopra, chiedi ad un insegnante di sostegno, un collega, o meglio se è il responsabile del sostegno nella scuola, di solito c'è una Funzione Strumentale per il sostegno.
Dimentica per un attimo di essere alla scuola media. Tra l'altro lui ha un ritardo perciò è come se fosse alle elementari o non so. Ridimensiona molto le richieste didattiche e i compiti proposti, parti da cose semplicissime, che lui sia in grado di fare, così sarà anche contento di riuscire. Ma è vero che prima della didattica devi costruire la relazione! Osservalo. Osserva cosa gli piace (un gioco, un'attività,  un pupazzo, andare in giardino...) e usa quello come premio o come modo per calmarlo.
Avrà bisogno anche di pause di gioco, prova ad intervallare attività col gioco.
Riguardo al fatto di strutturare la giornata, noi all'infanzia lo facciamo di prassi ma non so come si possa fare alla scuola secondaria, con tanti prof che si alternano... Ad ogni modo, puoi provare a fare una specie di cartellone con disegni/immagini/foto dei vari momenti della giornata in sequenza: arrivo a scuola, attività,  gioco, merenda, attività,  ritorno a casa. Invece del cartellone può essere un filo appeso, con delle immagini in una linea. Trova il modo di segnare a che punto della giornata siete arrivati (attaccando/staccando le varie figure o segnando con una freccia-o molletta per i panni-il momento che state vivendo). La routine,  il ripetersi delle cose in modo uguale, rassicura molto i bambini in difficoltà. Inoltre vedrà per esempio che dopo l'attività c'è il gioco o la merenda... ma ripeto, non so se riesci a farlo alle medie.
OSSERVA innanzi tutto. Osserva bene cosa accade prima e dopo la sua crisi. Dopo un po' può darsi (ma non è sicuro) che vedrai quello che lo irrita, che prima magari non vedevi. Osserva anche il dopo-crisi, cioè cerca di vedere "a cosa serve" quella crisi. Dico una cosa banalissima: magari serve ad interrompere il compito xché è stanco e non vuole più farlo; non ha altri modi per dirlo e ottenerlo...
In bocca al lupo e, se vuoi,  facci sapere come va.
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verdeacqua



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MessaggioOggetto: Re: prevedere l'imprevedibile, come si fa?   Sab Ott 11, 2014 6:45 pm

Hyla ha scritto:
perchè lasciarlo a me? Perchè non se l'è preso un docente di ruolo specializzato?
Gli insegnanti specializzati sono pochi, di ruolo ancora meno. Non bastano affatto a coprire le necessità. Almeno nella mia provincia, ma credo un po' ovunque. Ci sono tanti, troppi, posti vacanti che non si riescono a coprire per mancanza di insegnanti specializzati. E tu ne sei un esempio: evidentemente hanno chiamato te perché non c'erano altri prima.
Riguardo alla distribuzione dei casi agli insegnanti, è compito del dirigente (anche x questo il suggerimento di parlare col dirigente è più che appropriato). Magari gli altri insegnanti per continuità sono rimasti nelle classi dello scorso anno. Certo, può darsi pure che abbiano dsto il peggio all'ultima arrivata, ma non voglio pensar male.
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