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 Più dei due terzi della popolazione adulta italiana

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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Più dei due terzi della popolazione adulta italiana   Sab Ott 11, 2014 9:09 pm

Promemoria primo messaggio :

Più dei due terzi della popolazione adulta italiana ha competenze alfabetiche fragili o modeste, meno di un terzo ha competenze adeguate.

http://archivio.pubblica.istruzione.it/allegati/cede_ricerca.pdf

Ricerche analoghe compiute in altri paesi (Scandinavi, Canada, Usa ecc.) hanno fornito risultati esattamente ribaltati.

A fronte di questo dato di fatto di per sé allarmante, se non deprimente, la scuola pubblica italiana dimostra una sorta di schizofrenia: da una parte, in particolare ministeriale, si moltiplicano gli slanci pedagogici improntati alla "facilitazione" della didattica oooops apprendimento e dall'altra permane, all'interno del corpo docente, una diffusa forma di conservatorismo autoreferenziale che perpetua una didattica pedante, noiosa e punitiva.

Avere solo un terzo di italiani con competenze linguistiche (e non solo) adeguate segna un fallimento di proporzioni immani del sistema scolastico italiano, che dovrebbe come minimo portare a una riflessione sull'inefficacia di entrambi gli approcci. Avere solo un terzo di italiani competenti significa anche far morire la capacità di innovazione del sistema paese, inceppare ancora di più il famoso "ascensore sociale", distruggere la possibilità di forme di meritocrazia democratica, mettere in atto una selezione classista della popolazione in generale e della classe dirigente in particolare.

Forse sarebbe auspicabile una "didattica sulla didattica" che eviti il carattere pedante, noioso e punitivo di cui sopra, e che invece permea l'ampia letteratura ministeriale; forse servirebbe anche una reale formazione dei docenti e un reale controllo sull'efficacia della didattica di ciascuno di noi.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Più dei due terzi della popolazione adulta italiana   Lun Ott 13, 2014 2:24 pm

ufo polemico ha scritto:
La pittura viene esercitata da un numero ristretto di persone, mentre l'italiano è una forma di espressione usata quotidianamente da tutti per comunicare.

Relegare la conoscenza della letteratura, fosse anche Dante, a un campo di mero nozionismo è un grande errore, per quanto mi riguarda: l'italiano si forma anche nella lettura, e anche leggendo Dante.
Nozionismo non è studiare Dante, nozionismo è studiare Dante in maniera nozionistica.

L'idea che si possa fare questa distinzione così netta tra "sapere" e "saper fare", tra "conoscenza" e "competenza", tanto per usare l'orrido linguaggio ministeriale, cioè il pensare che esistano conoscenze pratiche ed utili e conoscenze che non servono a niente, per come la vedo io ha più di qualcosa a che fare con il decadimento delle competenze linguistiche di cui all'oggetto e con il decadimento culturale generalizzato.

Continui ad attribuire a chi non condivide le tue opinioni cose che non sostengono.

Se non conosco decentemente l'italiano, non posso apprezzare Dante, né Leopardi, né esprimere decentemente i miei pensieri, le mie opinioni, le mie emozioni. La conoscenza della lingua è un prerequisito per studiare letteratura in modo non nozionistico.
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MessaggioOggetto: Re: Più dei due terzi della popolazione adulta italiana   Lun Ott 13, 2014 5:37 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
E' la risposta che do ai preti che dicono sia indispensabile dare ai bambini i nomi dei santi;

Perché, tu frequenti tanto assiduamente dei preti, da trovarti a discutere attivamente su argomenti del genere?

I miei figli hanno dei nomi di cui (casualmente) esiste anche il santo, ma non sono nemmeno battezzati : - )

Anzi, almeno in uno dei due casi, il nome è stato scelto proprio con una vena di allusione anticlericale... se poi esisteva comunque il santo che si chiama così, è una coincidenza indipendente!

L.
Preti non tanto, anche se è capitato, pretigni (per usare un termine calabro che significa "cattolici praticanti") si.
Hai chiamato un figlio Lucifero ? Colui che porta la luce è un bel nome !
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MessaggioOggetto: Re: Più dei due terzi della popolazione adulta italiana   Lun Ott 13, 2014 5:55 pm

mac67 ha scritto:
ufo polemico ha scritto:
La pittura viene esercitata da un numero ristretto di persone, mentre l'italiano è una forma di espressione usata quotidianamente da tutti per comunicare.

Relegare la conoscenza della letteratura, fosse anche Dante, a un campo di mero nozionismo è un grande errore, per quanto mi riguarda: l'italiano si forma anche nella lettura, e anche leggendo Dante.
Nozionismo non è studiare Dante, nozionismo è studiare Dante in maniera nozionistica.

L'idea che si possa fare questa distinzione così netta tra "sapere" e "saper fare", tra "conoscenza" e "competenza", tanto per usare l'orrido linguaggio ministeriale, cioè il pensare che esistano conoscenze pratiche ed utili e conoscenze che non servono a niente, per come la vedo io ha più di qualcosa a che fare con il decadimento delle competenze linguistiche di cui all'oggetto e con il decadimento culturale generalizzato.

Continui ad attribuire a chi non condivide le tue opinioni cose che non sostengono.

Se non conosco decentemente l'italiano, non posso apprezzare Dante, né Leopardi, né esprimere decentemente i miei pensieri, le mie opinioni, le mie emozioni. La conoscenza della lingua è un prerequisito per studiare letteratura in modo non nozionistico.
Sopratutto non mi pare di aver usato l'espressione "nozionismo" o similare.

Ho semmai scritto che "La letteratura fa cultura, fa approfondimento storico, fa approfondimento filosofico".

Chi vuole o chi necessita di una visione a 360 gradi della lingua italiana deve conoscere Dante.
Chi desidera esprimersi in italiano correttamente non necessita di Dante; troverà giovamento dalla lettura (non dallo studio antologico) di un qualsiasi testo scritto in italiano corrente, anche di Harry Potter tradotto (bene) in italiano.

Padroneggiare una disciplina linguistica implica conoscere anche la storia di quella lingua, esprimersi correttamente in quella lingua non lo richiede.

Dante ha scritto la prima tre le opere importanti non in latino, o se preferite ha scritto la più importante tra le prime opere non in latino, ma non ha inventato l'italiano nè ha partecipato a costruirlo.
L'italiano lo hanno costruito gli italiani, giorno per giorno; l'italiano sarebbe quello che è anche senza Dante (parzialmente vero, si è deciso di usare il fiorentino come base per definire l'italiano, anche in ossequio all'opera di Dante) o anche senza Leopardi, anche perchè gli italiani che lo hanno costruito non leggevano e non conoscevano nè Dante nè Leopardi.

Dante e Leopardi hanno dato un contributo letterario usando il contributo linguistico degli altri.
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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Più dei due terzi della popolazione adulta italiana   Mar Ott 14, 2014 6:29 am

Non era mia intenzione aprire una polemica sui meriti più o meno grandi di Dante, ma affermare il principio che quando si inizia a definire alcune conoscenze inutili, o meno utili di altre (e non stiamo parlando di metafisica o astrofisica), non si finisce più e si va dritto dritto verso il "con la cultura non si mangia" di infausta memoria.

Tornando in tema mi sembra che la bassa qualità dell'istruzione in Italia, certificata da indagini come quella di cui all'oggetto, dovrebbe provocare qualche riflessione.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Più dei due terzi della popolazione adulta italiana   Mar Ott 14, 2014 12:22 pm

ufo polemico ha scritto:
Non era mia intenzione aprire una polemica sui meriti più o meno grandi di Dante, ma affermare il principio che quando si inizia a definire alcune conoscenze inutili, o meno utili di altre (e non stiamo parlando di metafisica o astrofisica), non si finisce più e si va dritto dritto verso il "con la cultura non si mangia" di infausta memoria.

Tornando in tema mi sembra che la bassa qualità dell'istruzione in Italia, certificata da indagini come quella di cui all'oggetto, dovrebbe provocare qualche riflessione.

Non so più come dirlo: non è questione di "A è meglio (più utile, o quel che vuoi) di B", ma "senza A non posso fare B".

Non è un giudizio di qualità, ma di relazione: A è un prerequisito per arrivare a B.
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Erodoto



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MessaggioOggetto: Re: Più dei due terzi della popolazione adulta italiana   Mar Ott 14, 2014 4:30 pm

L'analfabetismo di ritorno è una gran brutta bestia, un nemico strisciante che gli insegnanti forse non sono in grado di combattere ad armi pari perché può contare su una serie di fattori sociali, economici, tecnologici che hanno portato gran parte della popolazione italiana a leggere poco o nulla e soprattutto a essere poco incentivata a leggere. Come tutte le attività faticose non fa moda e poi è pure poco tecnologica.
Tuttavia non si possono passare 13 anni del ciclo d'istruzione obbligatoria a insegnare i rudimenti della lettura, dell'ortografia, della comprensione del testo e della produzione testuale e approdare al nulla. Chi si ritrova questi ragazzi al ciclo superiore, con competenze di lettura e scrittura fragili che dovrebbe fare, riprendere ancora da zero o quasi? Salvare il salvabile e garantire almeno competenze base, scrivere un testo semplice, leggere un articolo facile e con lessico accessibile? Vogliamo proprio escludere che si legga qualche testo letterario, fosse anche solo per far sì che a qualcuno non venga voglia di leggerlo un romanzo? Pensare a ragazzi, e futuri adulti, cui è stato garantito il minimo vitale in fatto di lettura e scrittura ma che non hanno e non avranno mai la possibilità di leggere Dante o Leopardi o Pirandello mi sembra una prospettiva tristissima.
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MessaggioOggetto: Re: Più dei due terzi della popolazione adulta italiana   Mar Ott 14, 2014 8:30 pm

Dovete affrontare un viaggio in territorio desertico, chi di voi beve 100 litri di acqua prima di partire ?
Dovete evitare che a 50 anni non si sappia più leggere e scrivere, chi di voi si farebbe una flebo di letteratura a 15 anni ?
L'analfabetismo di ritorno si sconfigge solo con il ritorno a scuola; non è proponibile per ragioni di costo ? E allora ce lo teniamo.
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