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 preghiera si o preghiera no

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franci



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MessaggioOggetto: preghiera si o preghiera no   Mar Ott 14, 2014 2:15 pm

Promemoria primo messaggio :

non faccio fare la preghiere ai miei bambini perché non è mio compito e non è il luogo dove farle, le altre insegnanti non mi guardano più in faccia, ed è un continuo mormorio............questa situazione è così da circa un mese......come dovrei reagire secondo voi?
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Ven Ott 17, 2014 11:26 pm

cricco84 ha scritto:
faccio un discorso a 360 gradi
Si era capito, ma da burlone qual sono, ne ho approfittato comunque per fare la battuta :-)
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Ven Ott 17, 2014 11:27 pm

ludmilla72 ha scritto:
. Qui non si tratta di fede (che è una cosa personale), ma di cultura!
Nella mia vita mi è capitato solo tre volte di iniziare a leggere un libro e decidere di non finirlo; mein kampf di Hitler, la bibbia ed un trattato di analisi tecnica (finanza).
Condivido che chi vive in una società a maggioranza cristiana, anche se ateo, farebbe bene a "conoscere il nemico", anche solo per poter rispondere a tono quando si rendesse necessario; la bibbia però è troppo lunga e troppo noiosa (nella sua seconda parte) e digerirla tutta non è facile.
I giovani sono ignoranti su molte cose, che ignorino i fondamenti religiosi non è più scandaloso del resto.
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Ven Ott 17, 2014 11:30 pm

avidodinformazioni ha scritto:
I giovani sono ignoranti su molte cose, che ignorino i fondamenti religiosi non è più scandaloso del resto.
Quoto abbestia!
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 2:32 am

lucetta10 ha scritto:
Vorrei capire poi quale sarebbe una "grande" violazione della laicità:
L'obbligo di recitare o far recitare le preghiere, pena il licenziamento, l'espulsione dalla scuola o sim. La differenza che vedo io è quella tra una consuetudine il cui esercizio, pur essendo irregolare, in violazione della legge (che non contesto affatto), rimane sostanzialmente opzionale, e l'imposizione di compiere atti di culto, con l'annesso di sanzioni per chi non lo fa.
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 4:39 am

gian ha scritto:
La conoscenza della Bibbia non è un requisito d'ingresso. Se qualcuno non è in grado di riconoscere le citazioni bibliche, è il tuo compito di insegnante di Letteratura illustrarle. Questo è il tuo compito e qui deve fermarsi. La conoscenza in un ambito confessionale non è di tua competenza, ma di competenza dell'individuo e del suo arbitrio.
Approfitto della mia insonnia per commentare anche questo.

La conoscenza della Bibbia non dovrebbe appartenere al solo ambito confessionale, trattandosi di una collezione di testi che ha influenzato maggiormente tutto l'Occidente e che è stata fonte di ispirazione per molte opere d'arte e testi letterari. Conoscere i principali tra i racconti biblici dovrebbe essere messo sullo stesso piano come poter navigare, a grandi linee, l'immaginario mitologico e letterario greco-romano. Questi sonoi requisiti per poter capire qualcosa di gran parte non solo di letteratura italiana, ma anche altre letterature occidentali. Ci sono molte iniziative a tal proposito (per esempio questa), anche in paesi laicissimi come gli USA, di insegnare la Bibbia a scuola come una materia di interesse letterario, mirata a espandere la cultura generale, piuttosto che farne un insegnamento in chiave religiosa, delegato al solo ambito confessionale e privato. Io vedo tali iniziative di buon occhio. Un simile tipo di approccio sembra funzionare abbastanza bene in Israele, dove la Bibbia (nell'accezione ebraica del termine, cioè veterotestamentaria) è una materia filologica e letteraria, pensata anche come un potenziamento della materia principale in cui si studia la lingua e lettere ebraiche. Ora, in Israele questa sarà anche una questione identitaria, anche una questione filologica (un po' equivalente del nostro latino), e ci sarà un'ottica particolare che rispecchi certi aspetti della tradizione ebraica (ma senza diventare una materia confessionale), ma i programmi sono abbastanza buoni (a mio avviso), privilegiando quegli episodi che sono stati fonte di ispirazione artistica e punti chiave dell'immaginario collettivo per secoli. Io proporrei qualcosa di simile per i bambini delle elementari e delle medie, cioè prima di affrontare la letteratura al liceo, traendo anche i principali episodi dal Nuovo Testamento, per fornire una base culturale e letteraria che è venuta a mancare quando si è smessi di andare a messa o frequentare il catechismo en masse.

Ludmilla non può fare, in un'oretta, tutta la preparazione necessaria per capire il Cantico delle creature (e il Cantico delle creature stesso): non perché sia un'insegnante carente, ma perché stiamo parlando di un'intera rete di associazioni e di immagini, e per svilupparla ci vuole tempo, è impossibile schizzarne i cenni brevi in 15 minuti. Prima questo sviluppo avveniva nell'ambito confessionale e famigliare, e questo incideva anche sugli studi, molte persone avevano questo tipo di preparazione informale, era qualcosa che si poteva dare per scontato; ora, visti i cambiamenti culturali che si è avuti, bisognerebbe cambiare approccio e trovare modo di integrare queste conoscenze a scuola, sempre nel rispetto della laicità (quindi scollegandole dall'ottica dottrinaria), perché sono le conoscenze necessarie per le materie umanistiche.
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 7:16 am

Chocolate ha scritto:
Approfitto della mia insonnia per commentare anche questo.
Ti renderai conto che le considerazioni che hai fatto andrebbero estese a tutte le discipline. Insisto nel ritenere che avete una percezione limitata e troppo umanistica del concetto di cultura.
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 8:23 am

cricco84 ha scritto:
mi vengono in mente degli episodi però....
lo scorso anno, scuola elementare, ho lavorato con una collega completamente atea. io sono credente.
ricordo che alzai lo sguardo al muro e vidi il crocifisso. espressi la mia perplessità e come io ero favorevole che fossero levati. lei ricordo che mi disse "è un fatto culturale. nolenti o volenti l'italia ha una cultura cattolica che va conosciuta per capire il nostro contesto."

Questo penso sarebbe l'approccio giusto.

Ah, ecco, ti pareva: l'approccio giusto sarebbe che l'unico laico buono è quello a cui non frega nulla della laicità.

Ma complimenti.

L.
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ludmilla72



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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 11:26 am

Quoto interamente quello che dice Chocolate ed aggiungo questo:

"Tutto ciò che aiuta a pensare è buono, a qualunque età" (OSCAR WILDE)

Gian, non sto mica facendo una crociata a favore delle materie umanistiche contro quelle scientifiche! Io non escludo niente; per me puoi anche insegnare gli integrali in prima elementare, se ci riesci... Ma magari ti accorgerai che ai tuoi alunni mancano le idee fondamentali per capire l'argomento.

Non condivido il tuo approccio: rinunciare ad un argomento perché è troppo per loro, tanto non lo capiranno mai e spiegarglielo (per usare una citazione evangelica! ;)) è gettare le perle ai porci.
Delle volte i ragazzi ci sorprendono, appassionandosi ad argomenti che noi, nel prepararli, pensavamo fossero ardui e difficili... Non devi rinunciare a gettare il seme, perché forse qualcosa crescerà. Te lo dico per esperienza ed in modo del tutto amichevole.
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 11:51 am

avidodinformazioni ha scritto:

Nella mia vita mi è capitato solo tre volte di iniziare a leggere un libro e decidere di non finirlo; mein kampf di Hitler, la bibbia ed un trattato di analisi tecnica (finanza).

Solo tre volte? Complimenti! A me è capitato molto più spesso!
Nessuno può sapere tutto; ma mettersi nella giusta disposizione d'animo per colmare le lacune che man mano si presentano alla nostra attenzione mi sembra un atteggiamento positivo.
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 12:46 pm

ludmilla72 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

Nella mia vita mi è capitato solo tre volte di iniziare a leggere un libro e decidere di non finirlo; mein kampf di Hitler, la bibbia ed un trattato di analisi tecnica (finanza).

Solo tre volte? Complimenti! A me è capitato molto più spesso!
Nessuno può sapere tutto; ma mettersi nella giusta disposizione d'animo per colmare le lacune che man mano si presentano alla nostra attenzione mi sembra un atteggiamento positivo.
Alcune volte ho incontrato libri complessi che ho portato a termine senza comprenderli completamente; il non portare a termine un libro non va interpretato come il riconoscere di non essere adeguato io a loro (comprenderai che il libro di Hitler era perfettamente entro le mie capacità di comprensione) ma solo come una bocciatura senza appello dell'utilità dei contenuti (inadeguati loro a me).
Bibbia e mein kampf mi avevano dato quel che potevano dare già nella prima parte, nella seconda parte erano diventati un'inutile tortura; l'analisi tecnica ho scoperto essere (attraverso quel libro che la osannava) una bufala assurda.
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 1:51 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
cricco84 ha scritto:
mi vengono in mente degli episodi però....
lo scorso anno, scuola elementare, ho lavorato con una collega completamente atea. io sono credente.
ricordo che alzai lo sguardo al muro e vidi il crocifisso. espressi la mia perplessità e come io ero favorevole che fossero levati. lei ricordo che mi disse "è un fatto culturale. nolenti o volenti l'italia ha una cultura cattolica che va conosciuta per capire il nostro contesto."

Questo penso sarebbe l'approccio giusto.

Ah, ecco, ti pareva: l'approccio giusto sarebbe che l'unico laico buono è quello a cui non frega nulla della laicità.

Ma complimenti.

L.

ma cosa stai dicendo
ma cosa dici
ma ti rileggi?
mamma mia mi fai scattare il nervo nessuno ci riesce mai
tu pur di portare avanti le tue idee, che ritieni VERBO devi attaccare e non argomentare?
mi stupisco....
inutile colloquiare con te: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire
e ora, dall'alto del tuo olimpo, non mi dire che chiudo qua IO perchè IO non so affrontare una discussione. Qua dentro chi non la sa affrontare sei tu.
Mamma mia che nervo
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 2:29 pm

cricco84 ha scritto:
mamma mia mi fai scattare il nervo nessuno ci riesce mai

Ti dirò, non è affatto un problema mio.

Io sono completamente serena e in pace con tutto, a proposito delle mie convinzioni su questo argomento.

Se la cosa ti rode, vedi di rilassarti TU, che tra i due mi pare che sia TU quello più aggressivo e più agitato.

L.
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cricco84



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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 2:33 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
cricco84 ha scritto:
mamma mia mi fai scattare il nervo nessuno ci riesce mai

Ti dirò, non è affatto un problema mio.

Io sono completamente serena e in pace con tutto, a proposito delle mie convinzioni su questo argomento.

Se la cosa ti rode, vedi di rilassarti TU, che tra i due mi pare che sia TU quello più aggressivo e più agitato.

L.

no cara troppo semplice
tu non sei serena e in pace con nulla e trapela dai tuoi post
come sempre estrai ciò che ti interesa per eleggerti paladina della giustizia
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 3:12 pm

cricco84 ha scritto:
tu non sei serena e in pace con nulla e trapela dai tuoi post

Ammappa, pure l'analisi psicologica di serie C1 a distanza sugli stati d'animo altrui...

Certo che questo è proprio onnisciente, inchiniamoci tutti.
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 3:25 pm

E comunque, la vogliamo finire con le sceneggiate e limtarci ad essere onesti????

Qualcuno è FAVOREVOLE alle preghiere in classe, ai crocifissi in classe, e ai tentativi di indottrinamento religioso nella scuola di stato? Ossia, è favorevole al clericalismo e alle intromissioni clericali nelle istituzioni pubbliche?

Bene, si può sapere cosa gli costa AMMETTERLO onestamente?

E dire, con la massima trasparenza, "io sono favorevole perché sono clericale e perché ritengo che sia giusto che la chiesa cattolica abbia una posizione di privilegio all'interno delle istituzioni statali", punto.

Ma no, per carità, quello non lo si vuole ammettere.

E allora fa molto ma molto più figo dire:

-  "io sono ateo ma penso che in fondo il crocifisso non faccia male a nessuno";

-  "io sono agnostico ma penso che una preghierina ogni tanto non sia poi così grave";

-  "io non sono credente ma non vedo perché prendersela così tanto per una cosa tanto insignificante quando i problemi seri sono ben altri";

-  "io sono anticlericale ma non sono mica così estremista come te, e quindi sono taaaantooooooo tollerante nei confronti delle preghiere e dei crocifissi, mentre tu invece sei brutto e cattivo e intollerante e antidemocratico";

Ma porca miseria, non sarebbe molto ma molto più dignitoso essere onesti e dire la verità, ovvero "io sono favorevole alle preghiere, ai crocifssi e all'indottrinamento perché LI CONDIVIDO e perché APPROVO le intrusioni del clericalismo nelle istituzioni dello stato?"

E basta capirsi una volta per tutte, no?

Questa smania di volere a tutti i costi portare avanti le rivendicazioni più oscurantiste e reazionarie, però ammantandole di linguaggio politicamente-corretto-democratico-progressista, non l'ho mai capita.

Ma dire chiaramente quello che si pensa davvero, proprio no??????
L.
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 3:35 pm

tu non ascolti, tu non leggi, tu non vuoi capire...nessuno ha detto ciò che dici tu. ma ora mi cheto davvero: è fiato sprecato.
Buon sabato forum
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 3:48 pm

ludmilla72 ha scritto:
Gian, non sto mica facendo una crociata a favore delle materie umanistiche contro quelle scientifiche! Io non escludo niente; per me puoi anche insegnare gli integrali in prima elementare, se ci riesci... Ma magari ti accorgerai che ai tuoi alunni mancano le idee fondamentali per capire l'argomento.
È evidente che c'è stato un fraintendimento reciproco. Neppure io voglio fare una crociata a favore delle materie scientifiche, anzi, ho sempre ritenuto prioritaria. su tutto il resto, l'acquisizione di solide competenze linguistiche e logico-matematiche di base. Perché, per quel che mi riguarda, è inutile intestardirsi sullo studio di una qualsiasi disciplina scientifica se non si ha la capacità di interpretare il testo (consiglio la lettura dell'hashtag #GiornataProGrammatica su Twitter), come è inutile intestardirsi sull'apprendimento delle equazioni se non si conosce l'aritmetica e le proprietà delle uguaglianze.
Il mio rilievo scaturisce dal fatto che, dai tuoi interventi e in quelli di chocolate, si evince che alcuni contenuti propedeutici sono più propedeutici di altri. Scusatemi, ma non la penso così. Perché la propedeuticità è fondamentale in tutti gli ambiti cognitivi. La lettura della Bibbia è propedeutica a contenuti letterari? non ho ragioni per metterlo in dubbio, ma lo stesso concetto si può estendere a vari altri contesti. Quello che mi chiedo è se un soggetto in pieno percorso evolutivo sia in grado di affrontare tutte le propedeuticità necessarie per affrontare con competenza un contenuto di approfondimento ad un successivo livello di conoscenza.
Sono sicuro che, come docente di Storia e Letteratura, sei in grado di spiegare e argomentare 100 mila volte meglio di me le motivazioni per cui la lettura dei Promessi Sposi è relegata al biennio inferiore delle scuole superiori, mentre lo studio della Divina Commedia è riservato al triennio superiore. Non credo che Gentile avesse una predilezione preferenziale nei confronti di Dante e, al contrario, non vedesse di buon occhio l'esistenza del Manzoni nel panorama letterario italiano.
Permettimi, pertanto, di dubitare della valenza propedeutica che possa avere la lettura, più o meno approfondita, di un testo come la Bibbia su persone che ancora devono iniziare a sviluppare una capacità di astrazione. Da piccolo mi stupivo dell'eccessiva avarizia di un Dio che arrivò al punto di punire l'intera umanità per il banale furto di una mela. Per me che mi facevo trascinare dagli amichetti a fare i raid occasionali per rubare i meloni negli orti, i carciofi nei campi, le ciliegie nei frutteti era una punizione inconcepibile, meritevole al massimo di una fustigata a colpi di cinghia e andata a letto senza vedere Carosello per una settimana. Analogamente trovavo inconcepibile che una persona potesse materializzarsi contemporaneamente in tre cose diverse, di cui una non riuscivo proprio a materializzare nella mia mente, ma mi stupiva che una stessa persona potesse essere contemporaneamente un uomo con barba e capelli lunghi e un piccione. Analogamente trovavo inconcepibile che una singola persona riuscisse ad essere contemporaneamente in ogni luogo della Terra e conoscere i pensieri di ogni singolo individuo. La cosa mi spaventava così tanto che per anni ho inibito letteralmente la mia fantasia per il terrore che qualcuno riuscisse a leggere i miei pensieri. Oggi, all'età di 55 anni. sorrido ripercorrendo la mia esperienza pregressa, ma al tempo stesso mi spavento dei messaggi che vengono trasmessi a bambini in piena età evolutiva attraverso la lettura della Bibbia o la catechesi. Mi ci si sono voluti decenni per capire il senso del principio "Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo, egli è l'immenso". Che senso aveva farmelo "imparare" a otto anni (o giù di lì), facendomi imparare delle frasi a memoria quando, con una banalità estrema, il concetto poteva essere trasmesso quando avevo sviluppato un'adeguata capacità di astrazione?
Detto questo, mai penserei di introdurre gli integrali in prima elementare, ma, per le stesse ragioni, trovo inconcepibile la lettura della Bibbia in prima elementare. Come insegnante di scienze nelle scuole superiori mi capita di dover affrontare gli stessi argomenti in differenti classi, come trattare il processo magmatico in una quinta liceo e in una seconda liceo. Nei due contesti adotto approcci differenti, nella piena consapevolezza che le capacità di astrazione e le competenze propedeutiche sono differenti. Oggi, in una quinta, stavamo leggendo una scheda di approfondimento sugli sviluppi applicativi delle impronte genetiche. Argomento interessantissimo perchè, pur precisando in anticipo che non sarebbe rientrato fra i contenuti "ordinari" del programma, ho catturato l'attenzione di tutta la classe, dal momento che l'argomento abbraccia tematiche ormai di pubblico dominio (test di paternità, criminologia e medicina legale, schedatura "biologica" degli individui, ricerca nell'ambito della lotta alle patologie congenite, ecc.). Ad un certo punto, il testo richiama in causa la trasmissione dei caratteri mendeliani. Non ho mai trattato in quella classe, per problemi strutturali, la genetica mendeliana. Ho preferito privilegiare la biochimica, la cariologia, la replicazione del DNA e la trascrizione del RNA, la divisione cellulare. Nel corso della lettura del testo, ho ritenuto opportuno aprire una parentesi sulla genetica mendeliana. Mi sono bastati 10 minuti per illustrare, ex novo, i meccanismi di trasmissione di un carattere mendeliano. Se l'avessi fatto in seconda o in terza mi ci sarebbero voluti due mesi, a discapito di altri contenuti propedeutici (struttura e replicazione del DNA, cariologia, divisione celllulare, cicli biologici, ecc.). Ho una conoscenza più ampia e meno particolareggiata, ma sicuramente più solida. A prescindere dai tempi che mi sono concessi per trattare una materia vastissima, che spazia dall'astronomia alla geologia, dalla genetica alla biologia molecolare, dalla chimica generale alla biochimica ecc.
Dopo questa lunga e noiosa disquisizione, mi chiedo: è proprio strettamente indispensabile la lettura della Bibbia nella scuola primaria (o dove pare opportuno) per affrontare il Cantico dei Cantici in terza liceo? Permettetemi di dubitarne.

Citazione :
Non condivido il tuo approccio: rinunciare ad un argomento perché è troppo per loro, tanto non lo capiranno mai e spiegarglielo (per usare una citazione evangelica! ;)) è gettare le perle ai porci.
Delle volte i ragazzi ci sorprendono, appassionandosi ad argomenti che noi, nel prepararli, pensavamo fossero ardui e difficili... Non devi rinunciare a gettare il seme, perché forse qualcosa crescerà. Te lo dico per esperienza ed in modo del tutto amichevole.
Sfondi una porta aperta :-D
Ci sono terreni che apparentemente possono sembrare sterili e finiscono, nel tempo, per rivelarsi del tutto improduttivi. In realtà, se ben seguiti e trattati, possono sorprendere evidenziando livelli produttivi da favola. Dal momento che sono un agronomo, potrei suggerirti che il seme dà i frutti migliori se gettato nel terreno più adatto. Non ha alcun senso gettare un seme di pomodoro in un terreno appena dissodato, non nascerà nulla o, se qualcosa nascerà, non si raccoglierà alcun frutto o, se proprio si raccoglierà qualcosa, non avrai bacche che valga la pena di vendere al mercato. Al contrario, in un terreno appena dissodato si possono avviare colture meno esigenti ma più produttive. Con il passare del tempo, una tecnica agronomica razionale migliora la vocazione agronomica di quel terreno e lo rende il miglior terreno per accogliere il seme del pomodoro. E quel terreno sarà in grado di fornire i pomodori più belli, più saporiti, più apprezzati dagli acquirenti nel mercato. Mi auguro che la metafora possa essere un buono spunto di riflessione ;-)
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 4:05 pm

Bianco o nero? Troppo semplice, Paniscus!
Ti invito anch'io a rileggere le ultime pagine di discussione, perché forse ti è sfuggito il senso del discorso.
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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 4:20 pm

Cavoli, Gian, mi sarebbe piaciuto averti come prof di Scienze!
Ovviamente, quando parlavo della Bibbia alle elementari, intendevo dire che si possono leggere alcuni passi del Vangelo come si leggono i miti e le fiabe. Poi c'è tempo per approfondire. Molti argomenti apparentemente "confessionali" a scuola possono essere affrontati in un'altra ottica, non è detto che debbano essere esclusi dalla didattica per un malinteso "fondamentalismo laicista".
L'altro giorno, quando parlavo di Francesco d'Assisi, un alunno, contestatore di professione, ha provato a precisare che lui tanto non credeva nel cristianesimo. Gli ho risposto che non era un mio problema e che, se voleva, poteva affrontare la questione con l'insegnante di religione. A me il testo - in quel momento - interessava dal punto di vista storico-letterario, però, per capirne il contenuto, bisognava comprendere che è opera di un uomo di fede vissuto nel Duecento.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 4:48 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma porca miseria, non sarebbe molto ma molto più dignitoso essere onesti e dire la verità, ovvero "io sono favorevole alle preghiere, ai crocifssi e all'indottrinamento perché LI CONDIVIDO e perché APPROVO le intrusioni del clericalismo nelle istituzioni dello stato?"
Non so se ti riferisci anche a me, ma nel caso, con la faccia da culo che ho, ti assicuro che se quello fosse il mio pensiero non esiterei ad esprimerlo.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 4:56 pm

ludmilla72 ha scritto:
L'altro giorno, quando parlavo di Francesco d'Assisi, un alunno, contestatore di professione, ha provato a precisare che lui tanto non credeva nel cristianesimo. Gli ho risposto che non era un mio problema e che, se voleva, poteva affrontare la questione con l'insegnante di religione.

E per quale motivo dovrebbe seguire l'insegnamento di religione, se "non crede nel cristianesimo"?

L.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 5:17 pm

paniscus_2.0 ha scritto:

E per quale motivo dovrebbe seguire l'insegnamento di religione, se "non crede nel cristianesimo"?

L.


Qualcuno ti ha già detto che forse hai perso l'argomento in discussione.

Cosa c'entra se il ragazzo segue o non segue religione in quello che gli ha giustamente risposto ludmilla?

Il fatto che il ragazzo non fosse credente non aveva nessuna importanza nel lavoro di presentazione del personaggio che stava facendo in classe.
Se il ragazzo desidera parlare del fatto di non essere credente può pure fermarlo nel corridoio, il prof di religione. O, essendo argomento completamente avulso da quelli in programma può andare a parlarne con qualcun altro non certo disturbare una lezione cui ludmilla ha deciso di dare un certo taglio.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: ha ragione Paniscus !!!   Sab Ott 18, 2014 5:29 pm

l'insegnamento della religione (IRC) non è un insegnamento NEUTRALE, che studia il fenomeno religioso o una religione in particolare dall'esterno, ma è un insegnamento di tipo confessionale, come il catechismo, anche se magari inserito all'interno di una "didattica" ;

la presenza del crocifisso non è una presenza NEUTRALE come quella dell'attaccapanni o della carta geografica: infatti non è nè usato per appendere giacche nè per studiare la geografia, e non è nemmeno esso stesso un oggetto di studio... è puro simbolo, e a maggior ragione non lo si può ritenere neutrale se poi alunni e insegnanti lo "salutano" facendo un atto di culto ;

la preghiera in classe non è una filastrocca NEUTRALE che svolge un ruolo di mera attività di esercizio letterario per i discenti, bensì vero e proprio rituale, ben inquadrato in un'unica confessione religiosa, probabilmente la religione cattolica che non è più religione di stato ma ancora gode di molti privilegi, e da per scontato di potersi collocare su un piedistallo più alto rispetto ad altre religioni o credenze personali.

E allora non facciamo gli "indifferenti" quando abbiamo esperienza di testimoniare una scuola che non è laica, perchè non è più neutrale nei confronti del fenomeno religioso, ma diventa confessionale! Sia il credente sia il non-credente (o il diversamente credente) dovrebbero difendere la laicità dell'istituzione scolastica.

Non mistificate dicendo che tanto "non fa male a nessuno" o che "si è sempre fatto così"... ci sono tantissime cose che non fanno male eppure non si fanno (a titolo di esempio: atti di culto di tutte le altre religioni del mondo ?!) e ci sono tantissime cose che l'umanità ha fatto per millenni, e pur avendole sempre "fatte così" a un certo punto ha smesso di farle perchè ha capito che erano sbagliate! (qui gli esempi son talmente ovvi che ve li lascio come esercizio)

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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 5:38 pm

ludmilla72 ha scritto:
Ovviamente, quando parlavo della Bibbia alle elementari, intendevo dire che si possono leggere alcuni passi del Vangelo come si leggono i miti e le fiabe. Poi c'è tempo per approfondire.
Ecco, questo è un approccio ben differente a quello dei tuoi interventi iniziali e che non ho alcuna remora a condividere.

Citazione :
Molti argomenti apparentemente "confessionali" a scuola possono essere affrontati in un'altra ottica, non è detto che debbano essere esclusi dalla didattica per un malinteso "fondamentalismo laicista".
Infatti non contesto questo principio, che ha un significato completamente diverso. Il mio intervento in contraddittorio si riferiva solo ad un'improbabile - evidentemente fraintesa - priorità dei contenuti, a prescindere dalla loro impostazione. E il mio post scaturiva come risposta ad un intervento che in sostanza si configura come un OT rispetto al filo conduttore della discussione, che verte fondamentalmente sull'uso degli spazi didattici per pratiche più o meno consapevoli di indottrinamento religioso.
Leggere un passo della Bibbia per scopi propedeutici può avere una sua valenza didattica e di questo si può anche discutere, leggere un passo della Bibbia per scopi di evangelizzazione più o meno occulta è da stigmatizzare e ostacolare senza se e senza ma.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: preghiera si o preghiera no   Sab Ott 18, 2014 5:39 pm

Citazione :
l'insegnamento della religione (IRC) non è un insegnamento NEUTRALE, che studia il fenomeno religioso o una religione in particolare dall'esterno, ma è un insegnamento di tipo confessionale, come il catechismo, anche se magari inserito all'interno di una "didattica"

Non è così, ma anche se fosse? Chi vi partecipa è consapevole di farlo. Non per nulla si può scegliere l'alternativa.
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