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AutoreMessaggio
polpetta59



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MessaggioOggetto: fino a che punto   Gio Ott 16, 2014 1:36 pm

Promemoria primo messaggio :

Nelle mie classi sono presenti alunno/a che soffrono di epilessia. Ieri abbiamo fatto un incontro con una dottoressa che ci ha spiegato, in modo veloce e approsimativo, come dobbiamo comportarci in caso di attacco epilettico ad uno dei ragazzi.
Ci verrà fornita una peretta con cui praticare un clistere di ,credo, valium .
Ora, sinceramente mi rimane difficile pensare a come in una classe con 26 alunni, si possano effettuare tutte le operazioni preparatorie ad un clistere ad un alunno che sta male con altri 25 che assistono, ma la vera domanda è ma è possibile che una persona come me che non ha alcun tipo di esperienza nel campo sia delegata a gestire una situazione del genere ? 
Come ulteriore consiglio ci hanno detto che nel caso, chiamando il 118 potremo contare su un assistenza specialistica ma solo vocale perchè nell'attesa dell'arrivo di un autoambulanza è vitale intervenire.
Sinceramente sia io che le mie colleghe stiamo penando a come comportarci approfitto di questo forum per vedere se altri colleghi sono nella nostra situazione.
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AutoreMessaggio
polpetta59



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Gio Ott 16, 2014 9:45 pm

Puntualizziamo alcune cose:
1) in classe non è presente nessun collega di sostegno
2) non esiste nessun protocollo
3) non esiste nessun corso ma solo un "tirate giù le mutande,infilate ed aspettate 5 minuti se si riprende ok altrimenti speriamo che arrivi l'assistenza sanitaria 118, se avete dubbi, durante la crisi chiamate il 118 e fatevi giudare.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Gio Ott 16, 2014 9:57 pm

il 118 lo chiami con la sesta e settima mano visto che le prime due sono impegnate ad evitare che il ragazzo soffochi e le altre due a tirare giu' i pantaloni e mettere la peretta? ah no scusami, devi anche evitare che la classe si avvicini...
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Gio Ott 16, 2014 10:54 pm

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0CCcQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.cittadinanzattiva.it%2Ffaq%2Fsalute%2Ffarmaci%2F5718-somministrazione-dei-farmaci-a-scuola.html&ei=VTBAVNy8FI3WaviEgpgN&usg=AFQjCNEEel5B9pTo6-8AiVmprFP_Vb_akg
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 7:14 am

!!!!!!!Se non ve la sentite, e capisco comunque possa essere dura sentirsela, cambiate lavoro.!!!!!!!!
ire...suvvia...non diciamo 'zzate.
nelle varie specializzazioni docenti, ivi compresa quella in sos, non c'è nulla di nemmeno vicino alla posizione di infermiere o assistente alla persona o come vuoi definire qualsivoglia operazione che preveda di avere a che fare con corpi altrui...a piene mani.
che poi una persona, umanamente, decida sul momento e nell'emergenza, di affondar mani nella cacca o in orifizi
vari...è altro discorso.
ma una emergenza ipoteticamente prevedibile non è più emergenza e quindi il docente di sos, molto competente, nella sua materia, bravissimo nell'ascolto, similpsicologo all'occorrenza, tuttologo per forza di compresenze, paziente fino all'eccesso, esperto in arti marziali e in tecniche di difesa passiva e contenimento controllato...questo docente prezioso...non dovrà fare l'infermiere, è realmente forse l'unica responsabilità che non gli compete.
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 8:34 am

Ma infatti Tellina la questione è proprio questa: dal punto di vista di un sostegno che accoglierà quasi solo casi da legge 104 nel prossimo futuro servirà più il docente di sostegno come esiste adesso o una figura più affine a un infermiere/badante/factotum?

Ciò che temo è che si dirà: la seconda!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 9:27 am

non è quello il punto da cui vedere la questione, Tellina.

Un docente è consapevole che una parte fondamentale del suo lavoro è quella di essere responsabile della sicurezza e integrità fisica dei minori a lui affidati.

Tanto fondamentale che ci sono indicazioni precise che in caso di scelta tra la possibilità di insegnamento e la sicurezza la precedenza deve essere data all'ultima trascurando la prima.

Si presume, anzi si pretende, che un insegnante, sia pur giovane ed inesperto sia comunque persona equilibrata ed in grado di assumersi questa grossa responsabilità che è, ripeto, intrinseca nel lavoro che ha scelto.

La possibilità di dover fronteggiare situazioni di emergenza è sempre presente e non solo dal punto di vista morale ma anche da guello giuridico è imperativo farlo.

Nel caso di un ragazzo epilettico, seguito dallo specialista e quindi già trattato per prevenire l'eventualità di una crisi, non ci sono molte più possibilità che la crisi si presenti di quante ce ne siano che si verifichi l'esordio di un problema in un qualsiasi problema.

Semplicemente con il ragazzo epilettico la cosa si sa e si ha a disposizione qualcosa per intervenire.
L'intervento deve essere immediato. Chi deve intervenire è l'adulto presente, responsabile della sua sicurezza ed informato.

Quanto poi al discorso di albith, concordo. Verosimilmente sostegno per ragazzi da 104 significa sostegno su ragazzi con possibili emergenze da soccorrere.

Il sistema va ripensato sicuramente, magari reintroducendo il presidio medico a scuola sempre operativo.
Nell'attesa, mi spiace, ma se un adulto con la responsabilità della sicurezza di un minore a lui affidato non se la sente di affrontare la necessità di un intervento di emergenza fattibile anche senza una approfondita formazione (ma formazione, non quel cavolo di non so che di cui hanno usufruito polpetta e le sue colleghe) si cambi lavoro perchè questo tipo di intervento fa parte del lavoro.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 12:36 pm

Ire ha scritto:
non è quello il punto da cui vedere la questione, Tellina.

Un docente è consapevole che una parte fondamentale del suo lavoro è quella di essere responsabile della sicurezza e integrità fisica dei minori a lui affidati.

Tanto fondamentale che ci sono indicazioni precise che in caso di scelta tra la possibilità di insegnamento e la sicurezza la precedenza deve essere data all'ultima trascurando la prima.

Si presume, anzi si pretende, che un insegnante, sia pur giovane ed inesperto sia comunque persona equilibrata ed in grado di assumersi questa grossa responsabilità che è, ripeto, intrinseca nel lavoro che ha scelto.  

La possibilità di dover fronteggiare situazioni di emergenza è sempre presente e non solo dal punto di vista morale ma anche da guello giuridico è imperativo farlo.

Nel caso di un ragazzo epilettico, seguito dallo specialista e quindi già trattato per prevenire l'eventualità di una crisi, non ci sono molte più possibilità che la crisi si presenti di quante ce ne siano che si verifichi l'esordio di un problema in un qualsiasi problema.

Semplicemente con il ragazzo epilettico la cosa si sa e si ha a disposizione qualcosa per intervenire.
L'intervento deve essere immediato.  Chi deve intervenire è l'adulto presente, responsabile della sua sicurezza ed informato.

Quanto poi al discorso di albith, concordo. Verosimilmente sostegno per ragazzi da 104 significa sostegno su ragazzi con possibili emergenze da soccorrere.

Il sistema va ripensato sicuramente, magari reintroducendo il presidio medico a scuola sempre operativo.
Nell'attesa, mi spiace, ma se un adulto con la responsabilità della sicurezza di un minore a lui affidato non se la sente di affrontare la necessità di un intervento di emergenza fattibile anche senza una approfondita formazione  (ma formazione, non quel cavolo di non so che di cui hanno usufruito polpetta e le sue colleghe) si cambi lavoro perchè questo tipo di intervento fa parte del lavoro.

la tua e' disinformazione ed e' un pensiero personale non supportato dalla disciplina vigente.

ora qui una collega non sta chiedendo la tua opinione personale, sta chiedendo se alla luce di quanto accadutole sia obbligata a prestare soccorso al ragazzo in questione.

secondo quanto ho postato il dirigente ha sbagliato perché, come ripeto, doveva VERIFICARE LA DISPONIBILITA'. in caso di diniego avrebbe dovuto provvedere altrimenti con personale medico e/o paramedico disponibile in loco, in modo da poter garantire il diritto all'istruzione del ragazzo. E' ovvio che adesso i colleghi non possono fare altrimenti pero' e' anche vero che possono chiedere al dirigente di trovare soluzioni alternative urgentemente.

poiché, almeno per adesso non siamo obbligati non e' necessario cambiare lavoro e ognuno di noi puo' fare come crede. i tuoi consigli sono veramente fuori luogo.
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polpetta59



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 12:50 pm

Comunque mi pare di capire che non sono obbligata ad assumermi questa responsabilità, sul cambiare mestiere, sai dopo decenni di insegnamento il prossimo cambiamento lo vedo più verso un meritato riposo.
Ma fatemi dire che la cosa che più mi stupisce è la superficialità di colleghe come Ire che sembrano vivere la situazione come una specie di rivalsa verso cosa non l'ho ancora capito ma faccio notare che qui non si parla di impegno maggiore o minore ma di salute di un ragazzo o di una ragazza.
Il dire fai e via perchè ti compete visto che sei pagata anche per affrontare le emergenze, lo trovo giusto di fronte ad emergenze come terremoti,alluvioni, calamità varie ma qui l'emergenza è la salute di un allievo che con la mia non preparazione rischio di compromettere.
Conoscendo il problema dell'epilessia mi domando e domando a te e se dopo aver somministrato il valium, il ragazzo espelle il tutto come devo comportarmi, come faccio a sapere cosa e se qualcosa è andata in circolo? Aspetto, faccio un altra peretta? Aspetto i fatidici 5 minuti?
Mi meraviglio come si possa affrontare un problema così serio con tanta suprficialità
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 1:42 pm

polpetta59 ha scritto:
Comunque mi pare di capire che non sono obbligata ad assumermi questa responsabilità,


su questo ho delle perplessita' allo stato dei fatti perché il furbacchione del Ds vi ha messo di fronte al fatto compiuto e voi avete anche accettato di frequentare il corso.
io avrei immediatamente messo per iscritto la mia non disponibilita' sottolineando le varie irregolarita' della procedura. io cmq allerterei i sindacati, sperando siano bravi. magari riuscite a risolvere qualcosa in itinere.


sul cambiare mestiere, sai dopo decenni di insegnamento il prossimo cambiamento lo vedo più verso un meritato riposo.
Ma fatemi dire che la cosa che più mi stupisce è la superficialità di colleghe come Ire che sembrano vivere la situazione come una specie di rivalsa verso cosa non l'ho ancora capito ma faccio notare che qui non si parla di impegno maggiore o minore ma di salute di un ragazzo o di una ragazza.
Il dire fai e via perchè ti compete visto che sei pagata anche per affrontare le emergenze, lo trovo giusto di fronte ad emergenze come terremoti,alluvioni, calamità varie ma qui l'emergenza è la salute di un allievo che con la mia non preparazione rischio di compromettere.
Conoscendo il problema dell'epilessia mi domando e domando a te e se dopo aver somministrato il valium, il ragazzo espelle il tutto come devo comportarmi, come faccio a sapere cosa e se qualcosa è andata in circolo? Aspetto, faccio un altra peretta? Aspetto i fatidici 5 minuti?
Mi meraviglio come si possa affrontare un problema così serio con tanta suprficialità

Ire non e' una docente.
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polpetta59



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 2:43 pm

carla75 ha scritto:
polpetta59 ha scritto:
Comunque mi pare di capire che non sono obbligata ad assumermi questa responsabilità,


su questo ho delle perplessita' allo stato dei fatti perché il furbacchione del Ds vi ha messo di fronte al fatto compiuto e voi avete anche accettato di frequentare il corso.
io avrei immediatamente messo per iscritto la mia non disponibilita' sottolineando le varie irregolarita' della procedura. io cmq allerterei i sindacati, sperando siano bravi. magari riuscite a risolvere qualcosa in itinere.


sul cambiare mestiere, sai dopo decenni di insegnamento il prossimo cambiamento lo vedo più verso un meritato riposo.
Ma fatemi dire che la cosa che più mi stupisce è la superficialità di colleghe come Ire che sembrano vivere la situazione come una specie di rivalsa verso cosa non l'ho ancora capito ma faccio notare che qui non si parla di impegno maggiore o minore ma di salute di un ragazzo o di una ragazza.
Il dire fai e via perchè ti compete visto che sei pagata anche per affrontare le emergenze, lo trovo giusto di fronte ad emergenze come terremoti,alluvioni, calamità varie ma qui l'emergenza è la salute di un allievo che con la mia non preparazione rischio di compromettere.
Conoscendo il problema dell'epilessia mi domando e domando a te e se dopo aver somministrato il valium, il ragazzo espelle il tutto come devo comportarmi, come faccio a sapere cosa e se qualcosa è andata in circolo? Aspetto, faccio un altra peretta? Aspetto i fatidici 5 minuti?
Mi meraviglio come si possa affrontare un problema così serio con tanta suprficialità

Ire non e' una docente.
Capito
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 5:16 pm

polpetta...la risposta esatta sarebbe stata: "capito tutto" ;-) :-D

albith...concordo.
soprattutto pensando ad un caso gravissimo proprio di quest'anno.
un docente, un qualsiasi docente, di qualsiasi materia, con questo ragazzino che non riesco nemmeno a definire porastèla...qualsiasi docente messogli al fianco è e sarà inutile, inadeguato, inconcludente...uno spreco di risorse per tutti.
sta a scuola così come potrebbe stare altrove, ovunque.
ma peggio...perchè a scuola sta per forza di cose isolato e vede i compagni coetanei solo di passaggi e a distanza di sicurezza...
quindi mi stai confermando che non tutti i ragazzini con sos hanno 104?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 5:18 pm

Citazione :
Conoscendo il problema dell'epilessia mi domando e domando a te e se dopo aver somministrato il valium, il ragazzo espelle il tutto come devo comportarmi, come faccio a sapere cosa e se qualcosa è andata in circolo? Aspetto, faccio un altra peretta? Aspetto i fatidici 5 minuti?
Mi meraviglio come si possa affrontare un problema così serio con tanta suprficialità

Il fatto che io non sia una docente non ha niente a che vedere con le vostre responsabilità su un ragazzo a voi affidato e la superficialità nell'affrontare il problema non credo proprio sia la mia.

Detto questo:
in caso di crisi epilettica il farmaco va somministrato urgentemente. Si sono ormai fatti tanti discorsi ma se vai all'inizio ti avevo suggerito, proprio perchè non affronto in modo superficiale il problema, di fare comunque la chiamata immediata al 118. mentre tu avevi preso per buono quanto detto sul fatto che l'aiuto da parte dell'emergenza medica avrebbe potuto essere solo telefonico, affinchè invii una ambulanza con personale esperto che potrebbe raggiungervi proprio nel momento del dubbio successivo alla somministrazione.

Fate vobis, docenti. E speriamo che ci sia qualcuno sulle spalle del ragazzo che ne preservi la salute.

Perdonatemi ma mi cadono le braccia. So che avrei potuto evitare di scriverlo ma è quello che mi viene da pensare.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 5:24 pm

Citazione :
albith...concordo.
soprattutto pensando ad un caso gravissimo proprio di quest'anno.
un docente, un qualsiasi docente, di qualsiasi materia, con questo ragazzino che non riesco nemmeno a definire porastèla...qualsiasi docente messogli al fianco è e sarà inutile, inadeguato, inconcludente...uno spreco di risorse per tutti.
sta a scuola così come potrebbe stare altrove, ovunque.
ma peggio...perchè a scuola sta per forza di cose isolato e vede i compagni coetanei solo di passaggi e a distanza di sicurezza...


Tellina, il ragazzo porastela sarebbe questo ragazzo epilettico?

Ma non scherzare, dai. Un epilettico è perfettamente in grado di fare una vita normale purchè assuma quotidianamente il farmaco che evita il cortocircuito cerebrale. E soprattutto un minore sorvegliato nell'assunzione dai genitori, lo assume sicuramente.

Può esserci una crisi. Ma una crisi convulsiva può accadere anche agli altri alunni.

Con l'epilettico avendo a disposizione il farmaco si è semplicemente in grado di intervenire.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 5:47 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
Conoscendo il problema dell'epilessia mi domando e domando a te e se dopo aver somministrato il valium, il ragazzo espelle il tutto come devo comportarmi, come faccio a sapere cosa e se qualcosa è andata in circolo? Aspetto, faccio un altra peretta? Aspetto i fatidici 5 minuti?
Mi meraviglio come si possa affrontare un problema così serio con tanta suprficialità

Il fatto che io non sia una docente non ha niente a che vedere con le vostre responsabilità su un ragazzo a voi affidato e la superficialità nell'affrontare il problema non credo proprio sia la mia.

Detto questo:  
in caso di crisi epilettica il farmaco va somministrato urgentemente.  Si sono ormai fatti tanti discorsi ma se vai all'inizio ti avevo suggerito, proprio perchè non affronto in modo superficiale il problema, di fare comunque la chiamata immediata al 118. mentre tu avevi preso per buono quanto detto sul fatto che l'aiuto da parte dell'emergenza medica avrebbe potuto essere solo telefonico,  affinchè invii una ambulanza con personale esperto che potrebbe raggiungervi proprio nel momento del dubbio successivo alla somministrazione.

Fate vobis, docenti.  E speriamo che ci sia qualcuno sulle spalle del ragazzo che ne preservi la salute.

Perdonatemi ma mi cadono le braccia. So che avrei potuto evitare di scriverlo ma è quello che mi viene da pensare.  
A noi sono già cadute da un pezzo Ire!! Non avrei voluti entrare di nuovo in polemica con te, ma dialogare con te è sempre più complicato perchè vuoi sempre aver ragione e leggere i tuoi interventi fa scattare immediatamente le nostre reazioni perchè ti permetti di dire che se non ce la sentiamo di somministrare la peretta all'alunno dobbiamo cambiare lavoro. Non ti smentisci mai, possibile che non hai letto quanto postato da Carla? Sono le Linee guida emanate nel 2005 dal Ministero della Salute e il Ministero dell’Istruzione dove è chiarito quanto segue:" Se non si riesce ad ottenere la disponibilità da parte del personale scolastico a somministrare i farmaci ai bambini, il dirigente scolastico dovrà adoperarsi per creare una collaborazione con servizi sociali comunali, con la Croce Rossa Italiana o le Unità mobili di strada, la ASL e i soggetti privati per assicurare un servizio di assistenza infermieristica. Un’altra alternativa consiste nel permettere ai genitori di entrare a scuola per somministrare loro stessi i farmaci.". Mi sembra sia scritto in italiano corretto, in modo semplice e chiaro, quindi Ire di quale obbligo parli?? Mi pare doveroso informarsi prima di "sputare sentenze" e dire a qualcuno, serio professionista, di cambiare lavoro....è questo che avresti potuto e dovuto evitare di scrivere!!!
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 6:38 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
albith...concordo.
soprattutto pensando ad un caso gravissimo proprio di quest'anno.
un docente, un qualsiasi docente, di qualsiasi materia, con questo ragazzino che non riesco nemmeno a definire porastèla...qualsiasi docente messogli al fianco è e sarà inutile, inadeguato, inconcludente...uno spreco di risorse per tutti.
sta a scuola così come potrebbe stare altrove, ovunque.
ma peggio...perchè a scuola sta per forza di cose isolato e vede i compagni coetanei solo di passaggi e a distanza di sicurezza...


Tellina, il ragazzo porastela sarebbe questo ragazzo epilettico?

Ma non scherzare, dai. Un epilettico è perfettamente in grado di fare una vita normale purchè assuma quotidianamente il farmaco che evita il cortocircuito cerebrale.  E soprattutto un minore sorvegliato nell'assunzione dai genitori, lo assume sicuramente.

Può esserci una crisi. Ma una crisi convulsiva può accadere anche agli altri alunni.

Con l'epilettico avendo a disposizione il farmaco si è semplicemente in grado di intervenire.
ovvio che no ire...
suvvia rispondevo alle ipotesi future di albith che vede i docenti di sos sempre più spostati verso l'infermierizzazione...e tutto può essere, soprattutto se a beneficiare del sos saran sempre più e solo ragazzi gravissimi che poco o nulla hanno a che fare con la didattica prettamente scolastica.

quanto al resto...
lo dico da sempre.
a me sta benissimo che tu intervenga in un forum docenti pur non facendo parte della categoria.
spesso, al contrario di altri qui dentro, ho trovato il tuo punto di vista interessante e in qualche punto anche illuminante.
mi piace sapere come ci vedono i genitori dei nostri alunni, mi fa piacere conoscere leggi che i genitori dei nostri alunni conoscono alla perfezione mentre noi docenti a volte ci limitiamo a qualche infarinatura giuridica avendo a che fare con troppi casi che, appunto, vengono invece studiati fin nel più piccolo particolare da chi, genitore, ci si ritrova ad aver a che fare quotidianamente.
benvenga quindi la tua presenza e la tua opinione... sempre tenendo presente che tu in una classe, da sola, con la responsabilità legale, giuridica, morale ed etica di trenta e passa ragazzi...non ci sei e non ci starai mai.
e spiace dovertelo ricordare sottolineandolo...ma questo fa davvero la differenza tra il dire cosa andrebbe fatto...e il ritrovarsi a fare.

mi è anche venuto in mente che un anno ci fu una figura che arrivava a scuola con il ragazzino al mattino...si portava un giornale, un libro, un pc...
e attendeva la fine delle lezioni, sempre a disposizione delle necessità del figlio con gravissimi problemi fisici (dal somministrargli medicine al cambiarlo al calmarlo ecc...).
una presenza costante.
si davano il cambio madre, padre, due zie e la nonna...
pesantissima come situazione, per tutti, loro in primis...ma o così o il ragazzino non avrebbe potuto stare a scuola in sicurezza.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 6:50 pm

Citazione :
mi è anche venuto in mente che un anno ci fu una figura che arrivava a scuola con il ragazzino al mattino...si portava un giornale, un libro, un pc...
e attendeva la fine delle lezioni, sempre a disposizione delle necessità del figlio con gravissimi problemi fisici (dal somministrargli medicine al cambiarlo al calmarlo ecc...).
una presenza costante.
si davano il cambio madre, padre, due zie e la nonna...
pesantissima come situazione, per tutti, loro in primis...ma o così o il ragazzino non avrebbe potuto stare a scuola in sicurezza.

ti assicuro che in questa situazione (e concedimi di non rimarcare quale situazione) non sarebbe da escludere che se avessi un figlio con qualche problema da affidare alla scuola prenderei in seria considerazione la faccenda.
Anche se è bestiale la necessità di doverci pensare perchè il nostro Stato in teoria fornisce tutte le tutele e tutte le garanzie sul diritto allo studio (garanzie che prevedono naturalmente la possibilità di farlo in tutta sicurezza)

Ho già detto prima che ritengo sia da cambiare il modo di garantire queste tutele e questi diritti perchè per ora sono solo parole. E ci sono diverse discussioni accese proprio in queste ore che ci rappresentano benissimo la situazione.

Sul fatto che io non sono mai stata e non sarò mai in classe con la responsabilità di.... ecc ecc ecc (discorso giustissimo) cosa vuoi che ti risponda? l'ho già detto: non è un caso che io abbia indirizzato la mia attività professionale su terreni diversi.

Mi ripeterei ad andare oltre.

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carla75



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 6:59 pm

@ cara Giovanna fa comodo non leggere e non citare fonti.
@ nella scuola ci sono gia' figure pagate per fare assistenza materiale e che sta seduta in attesa di operare quando serve. non vedo perché non si possa pagare una persona per intervenire o non si possa fare delle convenzioni con gli operatori delle varie croci bianche, verdi, sos amico ecc...
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 7:01 pm

ps. non tutti sono portati per l'insegnamento.....
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Ven Ott 17, 2014 7:08 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
mi è anche venuto in mente che un anno ci fu una figura che arrivava a scuola con il ragazzino al mattino...si portava un giornale, un libro, un pc...
e attendeva la fine delle lezioni, sempre a disposizione delle necessità del figlio con gravissimi problemi fisici (dal somministrargli medicine al cambiarlo al calmarlo ecc...).
una presenza costante.
si davano il cambio madre, padre, due zie e la nonna...
pesantissima come situazione, per tutti, loro in primis...ma o così o il ragazzino non avrebbe potuto stare a scuola in sicurezza.

ti assicuro che in questa situazione (e concedimi di non rimarcare quale situazione) non sarebbe da escludere che se avessi un figlio con qualche problema da affidare alla scuola prenderei in seria considerazione la faccenda.
Anche se è bestiale la necessità di doverci pensare perchè il nostro Stato in teoria fornisce tutte le tutele e tutte le garanzie sul diritto allo studio (garanzie che prevedono naturalmente la possibilità di farlo in tutta sicurezza)

Ho già detto prima che ritengo sia da cambiare il modo di garantire queste tutele e questi diritti perchè per ora sono solo parole.  E ci sono diverse discussioni accese proprio in queste ore che ci rappresentano benissimo la situazione.

Sul fatto che io non sono mai stata e non sarò mai in classe con la responsabilità di.... ecc ecc ecc (discorso giustissimo)  cosa vuoi che ti risponda?  l'ho già detto:  non è un caso che io abbia indirizzato la mia attività professionale su terreni diversi.

Mi ripeterei ad andare oltre.

e qualcuno si è mai permesso di dirti di cambiare lavoro??
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Dom Ott 19, 2014 2:28 pm

Citazione :
e qualcuno si è mai permesso di dirti di cambiare lavoro??

No, perchè il mio lavoro lo facevo bene.


Scusami, ma te lo sei cercato.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Dom Ott 19, 2014 2:42 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
e qualcuno si è mai permesso di dirti di cambiare lavoro??

No, perchè il mio lavoro lo facevo  bene.


Scusami, ma te lo sei cercato.

a questo punto chiedo che i moderatori intervengano. La signora sta offendendo e sta mettendo in discussione la professionalita' di tutti noi sulla base di opinioni personali.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Dom Ott 19, 2014 3:27 pm

Secondo te dicendo che il mio lavoro lo facevo bene ho messo in dubbio la professionalità di qualcuno?

Se vi siete sentite colpite è perchè forse avete un po' la coda di paglia?

Nessuno mi ha mai chiesto di cambiare lavoro perchè il mio lavoro lo facevo bene. Ho risposto a giovanna che mi ha fatto una domanda.

Via Carla, siamo adulti, e tu sai benissimo che non ho detto a nessuna di voi di cambiare lavoro e tantomeno ho messo in dubbio la vostra professionalità

Ho detto di cambiare lavoro a chi non se la sente di assumersi responsabilità che sono parte integrante del lavoro stesso.

Ho detto ad un autista di autobus che non può avere perplessità o lamentele sul fatto di dover stare quotidianamente sei ore al volante anche se ogni tanto capita che alcune di quelle ore si svolgono fermi sotto il solleone di agosto per un ingorgo che non permette lo scorrimento del traffico.

E' parte del suo lavoro. Stancante, noioso, foriero di sciatica o di scogliosi, eventualmente soggetto a colpi di sole. Ma lo sa perfettamente quando firma il contratto

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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Dom Ott 19, 2014 4:12 pm

Noi Ire quando firmiamo il contratto non acconsentiamo alla somministrazione di farmaci o perette agli studenti che ne hanno bisogno...te lo vuoi mettere in testa una volta per tutte??
Se non credi alle mie parole LEGGI quanto postato da Carla, non lo hai ancora fatto, non è molto faticoso e ti ho facilitato la cosa postando la parte che interessa e che ti chiarisce tutto circa i nostri obblighi di docenti. La parte è questa:


Se non si riesce ad ottenere la disponibilità da parte del personale scolastico a somministrare i farmaci ai bambini, il dirigente scolastico dovrà adoperarsi per creare una collaborazione con servizi sociali comunali, con la Croce Rossa Italiana o le Unità mobili di strada, la ASL e i soggetti privati per assicurare un servizio di assistenza infermieristica. Un’altra alternativa consiste nel permettere ai genitori di entrare a scuola per somministrare loro stessi i farmaci. (Dalle Linee Guida 2005 emanate dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Istruzione)

Con la tua risposta "il mio lavoro lo facevo bene" certo che hai messo in dubbio la professionalità di qualcuno, hai messo in dubbio la professionalità di tutti i docenti che non se la sentono di somministrare perette o fare iniezioni di insulina o somministrare qualsiasi altro farmaco agli studenti, docenti ai quali hai "candidamente" consigliato di cambiare lavoro QUINDI logica deduzione e conseguenza : devono cambiare lavoro PERCHE' il loro lavoro non lo fanno bene.
Come al solito dici e poi neghi di aver detto, non se ne può più di questo tuo tira e molla, ma purtroppo per te la lingua italiana è una "brutta bestia" e ogni parola e ogni frase ha il suo preciso significato, non sono ammessi girotondi sui quali stai tentando di specializzarti senza però riuscirci pienamente.

Riprendiamo una parte della tua risposta a Carla:
Ire ha scritto:
Se vi siete sentite colpite è perchè forse avete un po' la coda di paglia?
Ha la coda di paglia colui che sa di essere in torto o di voler nascondere qualche colpa, quindi, questo è il tuo giudizio nei nostri confronti.
Ora risponderai che non lo hai affermato, lo hai solo chiesto......ma una domanda del genere ha solo un senso e un significato e tu lo sai benissimo!
Ire ha scritto:
Nessuno mi ha mai chiesto di cambiare lavoro perchè il mio lavoro lo facevo bene. Ho risposto a giovanna che mi ha fatto una domanda.
Hai risposto a me, ma se ricordi le tue affermazioni precedenti, la mia domanda è scaturita proprio dal tuo consiglio di cambiare lavoro che hai dato eccome...rileggiti!!

Però insisti su questa linea continuando a sostenere
Ire ha scritto:
Via Carla, siamo adulti, e tu sai benissimo che non ho detto a nessuna di voi di cambiare lavoro e tantomeno ho messo in dubbio la vostra professionalità
Falsissimo, infatti. poi improvvisamente e magicamente dici


Ire ha scritto:
Ho detto di cambiare lavoro a chi non se la sente di assumersi responsabilità che sono parte integrante del lavoro stesso.
Senza informarti  e soffermarti su quanto dice la normativa che Carla gentilmente ti ha postato e che io ti ho ricordato più volte.
Ribadisco definitivamente, sperando che adesso ti sia chiaro, quanto segue:
NON abbiamo l'obbligo di assumerci responsabilità che non ci competono e queste responsabilità NON sono parte integrante del nostro lavoro
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pulsar



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Dom Ott 19, 2014 4:46 pm

L'insegnante non è un medico, Ire. E se, essendo poco capace, succede qualcosa e si becca una denuncia? Ho un'alunna che soffre di epistassi molto spesso. Cerco di bloccargliela io per non chiamare i familiari al lavoro. Un giorno in cui non ci sono riuscita e ho telefonato, mi sono beccata un rimprovero dalla nonna che si è lamentata di averlo saputo tardi. Ho minacciato la mamma di telefonarle sempre e la signora si è scusata per l'atteggiamento della madre. Detto questo farei di tutto per aiutare un bimbo in difficoltà.
So di due medici, dico due, che hanno avuto problemi con un giovane in crisi epilettica, soprattutto a fine crisi quando ha avuto una reazione violenta contro le persone.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: fino a che punto   Dom Ott 19, 2014 4:47 pm

tecnicamente la frecciatina implicita e miserella riguardante la qualità del lavoro svolto dal docente che ritiene l'assistenza alla persona, in modi infermieristici, non facenti parte dei doveri didattici ed educativi...direi fosse rivolta (anche) a me.
per quanto mi riguarda simili basse insinuazioni fatte da nick in un forum...nick che nulla hanno a che vedere con le responsabilità e i doveri quotidiani cui tutti noi (e solo noi docenti ;-)) abbiamo a che fare...
sono e rimangono appunto solamente ció che appaiono in modo evidente a chiunque si fermi a leggere: robetta, frasette senza importanza che non mi toccano minimamente e quindi non mi unisco alla richiesta di moderazione.
non ho intenzione di diventare infermiera, la legge non mi richiede queste competenze, il mio regolare, regolarissimo percorso di studi in scuole pubbliche e il superamento di ben due concorsi pubblici per l'insegnamento...non hanno richiesto competenze infermieristiche.
tra l'altro, in altro thread...la stessa ire lo sostiene ;-)
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