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 Il risvolto della Riforma: potere assoluto ai presidi per la busta paga

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AutoreMessaggio
marblearch



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MessaggioOggetto: Il risvolto della Riforma: potere assoluto ai presidi per la busta paga   Ven Ott 17, 2014 8:50 pm

Ragazzi, esaminando attentamente ciò che emerge dalle elaborazioni Gilda sugli scatti (mancati) stipendiali in caso di docente che semplicemente fa il suo lavoro in classe, ed unendo questi dati a ciò che altri colleghi già postavano, mi pare quanto meno increscioso che nella Riforma presentata dal Governo non si accenni nemmeno minimamente ad un controllo o valutazione sull'agire dei dirigenti scolastici. Ma vi immaginate ciò che si prospetta?
Non ditemi, vi prego, che regnerà la meritocrazia...vi prego, succederà semplicemente che ci saranno docenti bravi didatticamente e meritevoli che, non entrando nelle grazie del preside poichè non votati al servilismo incondizionato o alla competizione spietata fra colleghi, si vedranno sempre lo stesso stipendio per anni o ancor peggio saranno costretti a fare posto all'amicone/a del preside che vuole un posto migliore o determinate classi.
A me, francamente, la cosa spaventa e non poco: ma non vi è mai capitato di assistere ad episodi di abuso di potere da parte dei presidi, ad insulti gratuiti nei corridoi, lettere di servizio ingiustificate, raptus dettati da menopausa e rispostacce strafottenti e maleducate nei confronti del personale docente?

Io ho assistito a tutto ciò nei miei dieci anni di precariato e non è tutto: quello che noto sempre più è che la maggior parte dei dirigenti, che si crogiolano dietro false facciate di democrazia, da anni portano avanti la loro crociata "contro" il personale docente, trattando colleghi come incapaci e come pezzenti (all'ultimo collegio docenti la mia preside ha insinuato che tra di noi senza dubbio nessuno avrebbe mai potuto essere facoltoso...)e anche sminuendone il lavoro senza mai, dico mai, verificarne l'operato direttamente ma solo tramite propri tirapiedi magari invidiosi o desiderosi di fare strada spianata ad altri.


Ma vi immaginate, dico, cosa si prospetta??? Chi è nella cerchia del sovrano che regna, tira a campare, gli altri devono temere azioni di ogni tipo se non si sta simpatici o se qualcuno, appositamente, mette in circolo voci (spesso cattiverie gratuite) sul vostro modo di insegnare, sulla vostra salute, sulla vostra famiglia o situazione economica...tanto per mettere in cattiva luce e sbarrare eventuali progressioni di merito. No, ma dico, roba da wallstreet...con uno stipendio da minatore però...

Io preferisco la tradizionale scuola, alla presunta "buona azienda" che si prospetta e-credetemi-sono precaria da più di dieci anni e non disdegnerei il ruolo certamente, ma nemmeno vorrei finire i miei giorni dovendo lottare contro un sistema che non ha controlli al vertice.
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MessaggioOggetto: Re: Il risvolto della Riforma: potere assoluto ai presidi per la busta paga   Ven Ott 17, 2014 9:53 pm

Come è stato il viaggio di ritorno da Marte?
Durante la tua assenza se ne è parlato parecchio, comunque vedo che hai già capito l'antifona :-D
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ulisse2001



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MessaggioOggetto: Re: Il risvolto della Riforma: potere assoluto ai presidi per la busta paga   Ven Ott 17, 2014 10:54 pm

c'è qualcuno che si è svegliato un po prima:

http://www.lanazione.it/firenze/manifestazione-studenti-1.309271#21

si stanno organizzando nuove occupazioni e sembrano molto incazzati,

a quanto pare questa "buona scuola" non fa schifo solo alla stragrande maggioranza dei docenti,

con buona pace di quelli che parlano di autunno caldo solo dal punto di vista metereologico.
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trumma



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MessaggioOggetto: Re: Il risvolto della Riforma: potere assoluto ai presidi per la busta paga   Sab Ott 18, 2014 9:12 am

ulisse2001 ha scritto:
c'è qualcuno che si è svegliato un po prima:

http://www.lanazione.it/firenze/manifestazione-studenti-1.309271#21

si stanno organizzando nuove occupazioni e sembrano molto incazzati,

a quanto pare questa "buona scuola" non fa schifo solo alla stragrande maggioranza dei docenti,

con buona pace di quelli che parlano di autunno caldo solo dal punto di vista metereologico.

Be' e' assurdo che i Docenti facciano le barricate con gli studenti.
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dami



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MessaggioOggetto: Re: Il risvolto della Riforma: potere assoluto ai presidi per la busta paga   Sab Ott 18, 2014 9:48 am

Un altro fattore da considerare: lavoro anch'io a scuola ormai da diversi anni.
Ho conosciuto solo due dirigenti che avevano a grandi linee idee su chi fossero i docenti della propria scuola.
Con la maggioranza dei dirigenti che ho conosciuto non c'è stato invece alcun rapporto, talora neanche un colloquio iniziale, perché in alcuni casi vengono svolti dai collaboratori-vicari.
Come può, un dirigente, decidere chi premiare, se non sa nulla delle persone che lavorano a scuola?
Non sarà che, nel caso si capiti in classi "svantaggiate" o "problematiche" di per sé, si venga bollati tra i meno bravi, senza una reale conoscenza del contesto-classe?
Oppure non sarà che il 66% da premiare verrà scelto sulla carta, come sommatoria di corsi fatti e incarichi, o peggio, proprio del tutto a caso?
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marblearch



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MessaggioOggetto: Re: Il risvolto della Riforma: potere assoluto ai presidi per la busta paga   Sab Ott 18, 2014 3:55 pm

Infatti DAMI, concordo. Chi glielo andrà a dire allora chi merita effettivamente? Come verranno introdotti i parametri per riconoscere tale merito e soprattutto chi controllerà il preside quando disporrà questi provvedimenti???

Come al solito, temo, il merito si tradurrà in una lunga gavetta di orario extra-scolastico non retribuito per alcuni comuni mortali e per i veterani del ruolo, opplà, lunghi balzi in avanti senza molta fatica...
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marblearch



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MessaggioOggetto: Re: Il risvolto della Riforma: potere assoluto ai presidi per la busta paga   Sab Ott 18, 2014 3:57 pm

Io, personalmente, ritengo più giusto re-istituire gli scatti stipendiali basati sulla progressione di carriera per anzianità. Almeno la gerarchia è uguale per tutti e si evitano spiacevoli favoritismi.
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Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Il risvolto della Riforma: potere assoluto ai presidi per la busta paga   Sab Ott 18, 2014 4:48 pm

dami ha scritto:
Un altro fattore da considerare: lavoro anch'io a scuola ormai da diversi anni.
Ho conosciuto solo due dirigenti che avevano a grandi linee idee su chi fossero i docenti della propria scuola.
Con la maggioranza dei dirigenti che ho conosciuto non c'è stato invece alcun rapporto, talora neanche un colloquio iniziale, perché in alcuni casi vengono svolti dai collaboratori-vicari.
Come può, un dirigente, decidere chi premiare, se non sa nulla delle persone che lavorano a scuola?
Non sarà che, nel caso si capiti in classi "svantaggiate" o "problematiche" di per sé, si venga bollati tra i meno bravi, senza una reale conoscenza del contesto-classe?
Oppure non sarà che il 66% da premiare verrà scelto sulla carta, come sommatoria di corsi fatti e incarichi, o peggio, proprio del tutto a caso?
Le tue considerazioni mi fanno rivalutare le qualità della mia DS. Perché a fronte della dimensione della scuola, circa mille iscritti, a fronte del fatto che la scuola si articola su due plessi, di cui uno piccolissimo e staccatissimo, a fronte del fatto che nel plesso minore ci mette fisicamente piede una volta l'anno, a fronte del fatto che nel plesso minore ci passano solo precari e qualche docente di ruolo, come me, in utilizzazione o in assegnazione provvisoria, a fronte del fatto che non è facile ottenere udienza per via telefonica se non sei il depositario fiduciario del suo numero personale di cellulare, quella DS conosce, almeno a grandi linee, il lavoro fatto dai singoli insegnanti, all'occorrenza ci parla, affronta le problematiche, cerca di intavolare un dialogo. Pur avendo i suoi difetti e i suoi limiti intrinseci.
L'aspetto che più mi stupisce di questa DS, nonostante la conosca ormai da tre anni e la conosca meglio di altri, dal momento che per il secondo anno sono il suo delegato fiduciario, è che a dispetto del suo apparente distacco e della sua formale cordialità fine a se stessa, si formula un'idea ben chiara (e mai preconcetta) di qualsiasi nuovo supplente passi in una sede staccata in cui non mette mai piede. Tre anni fa, quando feci la presa di servizio, mi sono intrattenuto per un colloquio (è mia abitudine presentarmi e conoscere il mio "principale" ogni volta che si presenta l'occasione di un primo approccio). Ricordo che rimase stupita all'idea di un insegnante che dopo un ventennio di esperienza in un'altra realtà territoriale, in un'altra tipologia scolastica, in un'altra classe di concorso, aveva fatto e ottenuto domanda di utilizzazione in una realtà completamente differente, pur mantenendo la titolarità nella sede di provenienza. Presumo che in seguito abbia dato un'occhiata al mio fascicolo personale e verificato quali scheletri nascondessi nel mio armadio. Ciò non le ha impedito di apprezzare il lavoro che ho fatto nel primo e nel secondo anno, fino a chiedermi di occuparmi della gestione della sede staccata nel terzo anno (in sostituzione del precedente, trasferito) e di riconfermarmi nell'anno successivo. Nel frattempo ho avuto modo di vedere e sentire, direttamente con i miei occhi e le mie orecchie, l'apprezzamento che diversi colleghi, tutti precari, avessero richiesto e ottenuto nell'anno successivo la sede in cui hanno operato l'anno precedente.
Insomma, quella DS ha parecchi difetti e parecchi limiti, se la confronto con altri DS che ho conosciuto, ma ha delle qualità intrinseche che le permettono di valutare e apprezzare positivamente anche l'ultimo degli arrivati. E' vero che si tratta di una sede staccata e che la sua conservazione è di primaria importanza per i suoi interessi personali, ma è vero anche che si tratta di una sede di serie B, sistematicamente relegata ai margini di un grosso istituto. Eppure ha sempre un occhio di favore indirettamente rivolto a ciascuno studente e ciascun insegnante di quella sede. In definitiva, se sono un DS che si preoccupa di mantenere il proprio posto e coltivare i propri interessi, non faccio in modo di mandare al confino i rompiballe per farli agonizzare e morire di stenti, mi preoccupo bensì di mandarci persone su cui posso contare e lasciare le realtà facili a quelli che posso controllare meglio e rendere inoffensivi.
Detto questo, penso che un sistema di valutazione selettivo del corpo docente non possa prescindere da un sistema di valutazione dei dirigenti scolastici. Solo in questo modo è possibile rendere efficace il ruolo valutativo del dirigente scolastico, almeno in linea di principio. Se la meritocrazia deve rivelarsi un sistema di controllo parziale che può rivelarsi complice dell'inettitudine e della malafede, allora è solo uno strumento finalizzato a fare cassa e che, di fatto, butta nel cesso qualsiasi velleità spacciata per "buonascuola".
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