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 Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe

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isula.



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MessaggioOggetto: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Gio Ott 23, 2014 10:00 pm

Promemoria primo messaggio :

Situazione tipica: ragazzotti che riprendono in classe, senza che l'insegnante se ne accorga perchè distratto da situazioni turbolente, e poi pubblicazione in facebook del video con vari commenti poco benevoli (anzi insultanti) verso compagni ripresi in classe la cui unica colpa è quella di essere dei "fragili". Poi successiva denuncia dei genitori  del ragazzo bullizzato presso la Questura. Poi ancora: successiva espulsione di più giorni dei ragazzi dalla classe. Infine chiamata in correo dell'insegnante e della scuola.

Ma cosa può fare  un insegnante, il Ds e la scuola se ci si ritrova in tali situazioni?

Con i futuri tablet in classe assegnati in comodato d'uso agli alunni, cosa succederà?
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Lun Ott 27, 2014 9:34 pm

Anche in Italia ci sono le multe per i minori se fumano nel circondario scolastico, compreso il cortile.

Sarebbe risolutivo, niente sequestro, niente consegna; ti vedo che ce l'hai in mano fuori dall'intervallo e ti faccio 50 € di multa; dopo la seconda saranno i genitori stessi a sequestrarglielo.

Penso che un sogno così non ritorni mai più .........
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Lun Ott 27, 2014 11:12 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Anche in Italia ci sono le multe per i minori se fumano nel circondario scolastico, compreso il cortile.

E infatti io che ho detto?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 8:25 am

Continuo a non capire come sia possibile che esseri pensanti e coltii ritengano che vietare qualcosa serva ad impedirlo.

@ avido tu stesso hai più di una volta raccontato l'aneddoto del vetro e di tuo figlio.

Per evitare che il bambino si facesse male non hai eliminato il vetro gli hai spiegato (a modo tuo) che toccare il vetro fa male. Dopo questo bambino e vetro hanno convissuto in pace.

Pensa se tu avessi eliminato il vetro:

la prima volta che ne avesse incontrato uno non avrebbe saputo gestire l'incontro e si sarebbe fatto male.

Il cyberbullismo è la stessa cosa.

E' una cosa che fa male e per evitare che venga fatta non serve a nulla eliminare i telefonini o la connessione ad internet serve eliminare l'idea che sia buona e divertente cosa.
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isula.



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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 10:42 am

Ire ha scritto:
Continuo a non capire come sia possibile che esseri pensanti e coltii ritengano che vietare qualcosa serva ad impedirlo.

@ avido tu stesso hai più di una volta raccontato l'aneddoto del vetro e di tuo figlio.

Per evitare che il bambino si facesse male non hai eliminato il vetro gli hai spiegato (a modo tuo) che toccare il vetro fa male.  Dopo questo bambino e vetro hanno convissuto in pace.

Pensa se tu avessi eliminato il vetro:

la prima volta che ne avesse incontrato uno non avrebbe saputo gestire l'incontro e si sarebbe fatto male.  

Il cyberbullismo è la stessa cosa.

E' una cosa che fa male e per evitare che venga fatta non serve a nulla eliminare i telefonini o la connessione ad internet serve eliminare l'idea che sia buona e divertente cosa.

Cara Ire, il fatto è che tutti quanti per esperienza propria ci accorgiamo che nella stragrande maggioranza dei casi è solo quando il bambino si taglia con il vetro e prova dolore oppure quando vede altri che si sono tagliati e hanno provato altrettando dolore, impara a guardarsi dal vetro oppure quando subisce o sa che potrebbe subire punizioni da parte nostra (e conosce le nostre punizioni subite in precedenza).
Tutto questo nonostante sia stato il tutto preceduto da diversi predicozzi e raccomandazioni di stare attenti.
Questo situazione apprenditiva è valsa sia per noi infanti che per coloro che ci hanno seguito.
A questo si aggiunge anche il nostro ESEMPIO (pedagogia dei "neuroni specchio").

Il fatto di cercare di prevenire eliminando il problema alla radice, oppure minacciando dure punizioni, sono uno dei modi con cui l'essere umano cerca di difendere i suoi pargoli (oppure alunni).

Del resto è risaputo nell'ambito dell'osservazione dei topi (animali molto intelligenti) che quando si accorgono che un determinato cibo provoca morte, i più adulti cominciano a mettere sassolini bianchi intorno e incredibilmente quasi tutti i topi (tranne i giovani) non si azzardano più a mangiare. Ma quando nella colonia vi sono topi giovani gli stessi topi adulti sotterrano (per eliminare alla radice il pericolo) con terra e sassi il cibo avvelenato. A volte si vedono topi più grandi mordere quelli più piccoli in segno di punizione.
Proprio per questo nella lotta contro i topi diversi scienziati hanno inventato veleni sempre più sofisticati che non facessero morire subito, ma solo dopo tempo per evitare che i topi possano individuare i cibi avvelenati. per questo motivo i nuovi veleni sono costituiti da fortissimi anticoagulanti che provocano emorraggie solo dopo giorni.
Ne ho esperienza perchè alcuni miei gatti randagi sono morti a causa di queste esche avvelenate.

Quindi, Ire, se nell'ambito degli esseri umani si cerca di togliere di mezzo (come prevenzione) determinate cose, così come punire, fa parte della natura e del resto noi insegnanti come le madri e padri, per certe cose sappiamo (con pedagogia molto raffinata) come intervenire, ossia togliendo di mezzo (se si può fare) oltre che avvertendo anche minacciando dure punizioni se serve.

Quindi, Ire, proprio perchè noi insegnanti, preparati e di lunga data, siamo molto colti da un punto di vista di pedagogia pratica sappiamo come rendere le nostre azioni educative molto incisive: sappiamo bene per esperienza che se non vi è dolore (punizione e quindi rinforzo negativo) per sè o visto negli altri e anche un togliere alla fonte il problema, per la stragrande maggioranza dei ragazzi la situazione sarà quella di incappare (prima o poi) intevitabilmente nell'errore.
Per cui in attesa che vi sia da parte del giovane una maturazione, tendiamo a togliere di mezzo i pericoli in modo tale che sia sicuro che non sbagli oppure a dare rinforzi negativi che siano percepiti dai ragazzi come pari o superiori alla trasgressione compiuta.


Ultima modifica di isula. il Mar Ott 28, 2014 11:10 am, modificato 3 volte
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 11:03 am

Tu non stai pensando di proteggere i pargoli, mi sembrava fosse chiaro, è stato esplicitato, che tu stia pensando a come proteggere voi dalla responsabilità di atti di cyberbullismo compiuti a scuola. Mi sembrava tu stessi cercando tablet senza fotocamera per evitare che facessero riprese a scuola.

Non mi venire a parlare di pedagogia pratica e di tentativo di evitare ai ragazzi di commettere l'errore.



In questa discussione non parlavate di questo.


Mi sembra fosse chiaro che tu stessi parlando di evitare problemi voi.



E' giusto eliminare alla fonte il problema, ma il problema è nell'uso che si fa dello strumento, non nello strumento. Lo strumento è neutro.




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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 11:18 am

Ire, io sono professionista e non missionaria, del resto non sono miei figli, per cui è perfettamente normale che cerchi di proteggere prioritariamente me e nel contempo loro. Il mio ruolo è di insegnante e non di martire.
Quello che fanno fuori non mi interessa, ma solo quello che fanno all'interno delle mie ore e della mia sorveglianza. Anzi proprio la mia correttezza professionale fa sì che io avverta i genitori sui pericoli che possono correre i piccoli a scuola e fuori in cui loro hanno esclusiva responsabilità.

Penso che prima capiscano questo colleghi e genitori di tutt'Italia meglio sarà.

Non ho sensi di colpa e prima certe mentalità buoniste scompaiono meglio sarà per tutti.

Il male della scuola italiana è questa vocazione missionaria coltivata con i sensi di colpa.
Non produce nulla se non capricci, pericoli per se e per gli altri e irresponsabilità.

Con il mio metodo ho fatto sì di avere classi educate al senso di responsabilità ed i ragazzi anche in seguito mi hanno sempre ringraziata. Alcuni di loro mi hanno preso a modello quando sono stati insegnanti e anche genitori.
Questa è la prova del mio successo.

E' l'esperienza pratica pedagogica che mi dà pienamente ragione nel momento in cui i risultati a breve, medio e lungo termine sono stati quelli da me sperati e anche di più.

Per cui nell'ambito dei cell e dei tablet mi muoverò nel senso che conosco escludendo tutti i filosofeggiamenti di strumento e non strumento e compagnia bella.
Se non mi è possibile eliminare lo strumento farò sì che le mie punizioni di insegnante siano degli efficaci rinforzi negativi.
L'idea di far pagare 50 euro (come diceva paniscus) come multa quando si trasgredisce alla norma  è ottima! :-)
In questo modo educherò pure i genitori a prendersi delle responsabilità sull'allevamento alla legalità dei figli invece di rinforzare la loro abitudine a difenderli a spada tratta quando hanno torto.
Come ho detto in precedenza in altri topic, è da molto tempo che non ho genitori che vengono a protestare e spesso davanti a me, che lo ho informati, danno dei ceffoni stratosferici ai loro figli quando questi commettono guai.


Ultima modifica di isula. il Mar Ott 28, 2014 11:34 am, modificato 1 volta
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 11:33 am

Va benissimo quello che dici.

Nessuno chiede di essere missionari, ciascuno decide se esserlo o meno e fino a quando rispetta i termini contrattuali del proprio incarico non ci possono essere recriminizazioni.

Non ti chiedo di essere missionaria ma ti chiedo di essere intelletualmente onesta e di non tirarmi fuori discorsi sui topolini o sui vetri rotti e sulla pedagogia là dove non hanno alcuna attinenza.

Il discorso di questo post, e mi sembra un discorso giusto e una preoccupazione comprensibile da parte di un docente è:
come posso difendermi dalle riprese e dalla pubblicazione di materiale girato a scuola che configura un reato compiuto nel momento in cui io dovevo sorvegliare che non accadesse?

La mia risposta è che l'unica difesa è far capire ai ragazzi le implicazioni morali, economiche e penali di queste azioni perchè non si riuscirà mai ad eliminare gli strumenti idonei a farle.

Punto.

Mi sta benissimo il tuo discorso iniziale, non mi piace essere presa in giro con discorsi sulla esperienza pedagogica pratica dei docenti che in questo caso non c'entrano nulla.

Se hai trovato soluzioni diverse dalla mia sarebbe buona cosa che tu le comunicassi ai tuoi colleghi qui.
Il tablet che darete in comodato d'uso ai ragazzi avrà la videocamera. Come impedirai che venga usata impropriamente?

Non resta altro che adottare il tuo metodo. Quando ciò dovesse succedere, e presumibilmente non essendo consapevoli della negatività del fatto, i ragazzi lo faranno, farai il tuo rapporto al ds e starai a vedere cosa succede.

Non vedo altre soluzioni
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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 11:35 am

Io sono intellettualmente onesta.
Non offendermi, Ire! :-)
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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 11:40 am

Ire ha scritto:
Va benissimo quello che dici.
Se hai trovato soluzioni diverse dalla mia sarebbe buona cosa che tu le comunicassi ai tuoi colleghi qui.
Il tablet che darete in comodato d'uso ai ragazzi avrà la videocamera. Come impedirai che venga usata impropriamente?
L'ho di già detto (e anche paniscus): con l'informazione accompagnata dal rinforzo negativo della punizione  del rapporto protocollato al Ds e anche al Consiglio di classe in modo che si attivi immediatamente l'irrogazione di una multa (prevista dal Regolamento d'istituto) e anche espulsione e il 5 in condotta con pericolo di bocciatura, se non è possibile trovare dei tablet in produzione senza videocamera.

Quando io arrivo a fare dei rapporti protocollati al Ds sui ragazzi non sono mai uno scherzo: pretendo sempre la punizione immediata.
Il Ds non può mai rifiutarsi se il Regolamento d'Istituto e le leggi italiane supportano l'errore del ragazzo.
Non mi faccio mai convincere a soprassedere e lotto fino a quando non passa la punizione.
Se poi dovesse succedere quello che oggi è in notizia su news di orizzontescuola, sarebbero cavoli amari per l'alunno e la famiglia. Non mi fermerebbe nessuno da una denuncia penale portata fino in fondo al rimborso danni. E non mi importerebbe se il processo durasse anni.
http://www.orizzontescuola.it/news/prof-tenta-prendergli-cellulare-ma-lui-quindici-anni-riempie-botte

Questo mi sento di consigliare ai colleghi per questo e altre situazioni di ineducazione e di trasgressione delle regole da parte dei ragazzi: Informazione ma poi ineludibilità della punizione se si sbaglia.

Se vi sono altre soluzioni conprovate dalla pragmatica pedagogia di ogni giorno, che ben vengano.
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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 11:57 am

isula. ha scritto:
Io sono intellettualmente onesta.
Non offendermi, Ire! :-)

Non ho intenzione di offenderti e non ho motivo di credere che tu non sia intellettualmente onesta.

Ti ho chiesto di confrontarti con me onestamente come sai :-)
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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 12:00 pm

Ma mi pare di averti ampiamente dato prova di un confronto onesto! :-)
Adesso disconnetto perchè ho da fare.
A presto.
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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 12:02 pm

:-)
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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 1:45 pm

Mi piacerebbe che qualcuno si degnasse di rispondere alle osservazioni che ho sollevato riguardo al paragone con ALTRI divieti che hanno funzionato ragionevolmente bene e che nessuno si sogna più di mettere in discussione.

E' possibile chiarire per quale motivo vietare drasticamente il FUMO è cosa accettabile e multare il trasgressore è considerato buono e giusto... mentre la sola ipotesi di fare la stessa cosa con l'uso improprio dei cellulari a scuola deve essere considerata un abuso autoritario che non serve a niente, e che deve essere sostituito integralmente dai predicozzi pedagogici preventivi?

Ma secondo voi, perché la gente non fuma più a scuola?

Perché hanno funzionato i predicozzi pedagogici preventivi, o perché hanno funzionato i DIVIETI?

Finché i divieti non c'erano, oppure c'erano ma tutti sapevano che la probabilità di essere beccati era bassissima, la gente se ne fregava altamente.

Fino a qualche anno fa, nelle scuole era un vero classico che i ragazzi si rintanassero a fumare nei bagni. Bene, come si spiega che il fenomeno sia radicalmente diminuito da quando le norme di sicurezza hanno imposto di cominciare a mettere i sensori di fumo anche nei bagni? Si spiega perché di colpo hanno funzionato le azioni preventive dei buoni discorsi di pedagogia, e tutti i giovani in massa hanno capito che fumare a scuola è una cosa che non si deve fare perché è moralmente brutta e cattiva? O si spiega col fatto che adesso SANNO DI RISCHIARE, perché se scatta l'allarme saranno sicuramente beccati e sanzionati alla grande?

Ripeto, in qualsiasi altro contesto che non sia la scuola, esistono divieti espliciti, ed è dato per scontato che chi viene beccato a violarli sia sanzionato, senza che questo sollevi tutta questa indignazione morale sul fatto che "sia meglio prevenire con l'educazione".

Se ti beccano sul treno senza biglietto, ti multano.

Se ti beccano a fumare in un cinema, ti multano.

Se ti beccano in piazza a lasciar fare la cacca al cane senza raccoglierla, ti multano.

Se ti beccano a parcheggiare il motorino sul marciapiede, ti multano.

ANCHE se sei minorenne, e ANCHE se sei ancora in un'età sensibile al "discorso educativo".

Non esistono scuse, ti multano lo stesso. E i genitori devono aprire il portafoglio e pagare.
Poi ti faranno anche il predicozzo educativo, ma intanto pagano.

E in alcuni casi, appunto, la norma vale esattamente allo stesso modo anche a scuola.
Se si infrange il divieto di fumo a scuola, la multa è GIA' prevista.

Per quale motivo debba esserci un tabù emotivo così incontrollabile SOLO sui divieti riguardanti cellulari e videocamere, francamente, proprio non lo capisco.

L.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Mar Ott 28, 2014 2:47 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 2:26 pm

Paniscus, perfettamente d'accordo con quello che sostieni tu. Del resto di informazioni preventive e di predicozzi sono ormai piene le teste, quindi è ora di passare all'azione e non pensarci più.
Infatti con Ire si è ormai chiuso il cerchio nel senso che l'informazione preventiva (che sostiene lei) non è mancata e non manca e neanche il passaggio alle vie di fatto della punizione come rinforzo negativo.

Del resto si sono fatte per anni le campagne antifumo e antivelocità (informazione preventiva a iosa) e poi (visto che le prime sono state parzialmente inefficaci) si è passati alle vie di fatto con le multe e i sequestri di patente e di macchine.

Lo stesso deve avvenire per il divieto con punizione per l'uso dei cellulari in classe e più in generale per qualsiasi trasgressione di norma a scuola o dappertutto.

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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 3:33 pm

Comunque, consiglio a tutti una piacevole lettura rilassante:

"Lo specchio di Dio", di Andreas Eschbach (NON lo sceneggiato televisivo che ne hanno tratto dopo, che snatura completamente la storia, ma proprio il libro originale).

Ovvero: come si comporterebbe il mondo di oggi, chiesa, giornalisti, scienziati, imprenditori, governi, militari, estremisti politici, invasati mistici, e gente comune, se si venisse a sapere che duemila anni fa qualcuno è abusivamente riuscito a filmare la vera vita di Gesù Cristo con una videocamera che oggettivamente non avrebbe dovuto esserci : )

L.
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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 10:49 pm

Mi hai messo in corpo un'enorme curiosità.
Andrò a prenotarmi il libro tramite internet.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mar Ott 28, 2014 10:57 pm

Ire ha scritto:
Il discorso di questo post, e mi sembra un discorso giusto e una preoccupazione comprensibile da parte di un docente è:
come posso difendermi dalle riprese e dalla pubblicazione di materiale girato a scuola che configura un reato compiuto nel momento in cui io dovevo sorvegliare che non accadesse?

La mia risposta è che l'unica difesa è far capire ai ragazzi le implicazioni morali, economiche e penali di queste azioni perchè non si riuscirà mai ad eliminare gli strumenti idonei a farle?

La mia risposta è che l'unica difesa è far capire ai ragazzi le implicazioni morali, economiche e penali di queste azioni perchè non si riuscirà mai ad eliminare gli strumenti idonei a farle.

E invece NO, questa conclusione è semplicemente errata, sul piano tecnico e sul piano legale.

Tu continui a rispondere a una domanda DIVERSA da quella che hai riportato e commentato tu stessa, ossia quella che riporto in grassetto.

Tu continui a confondere e a sovrapporre due domande completamente diverse, ovvero:

a) come posso difendermi dalle riprese e dalla pubblicazione di materiale girato a scuola che configura un reato compiuto nel momento in cui io dovevo sorvegliare che non accadesse?

b) come posso fare a contribuire a un generale risveglio di consapevolezza etica delle nuove generazioni, affinché i ragazzi 'ste cose smettano felicemente di farle, per pura e semplice convinzione?

Bene, tu riporti, in maniera apparentemente convinta, la prima domanda, e poi invece rispondi alla seconda.

Non c'è nulla di sbagliato nel fatto di porsi ANCHE la seconda domanda, ma qui si stava parlando ri rispondere alla PRIMA.

E la risposta alla prima, su un piano formale, non è affatto: "far capire ai ragazzi le implicazioni di...", ma è un'altra: mi posso difendere dimostrando che l'infrazione è stata fatta contro la mia esplicita volontà, e che non avevo a disposizione nessun mezzo concreto per impedirla, perché la legge NON me li concede.

- non posso sottrarre materialmente il cellulare all'alunno, se lui non vuole darmelo;

- non posso controllare materialmente se è acceso o spento, se lui non vuole lasciarmelo toccare;

- se sostiene di non avere dietro nessun cellulare, non posso perquisire i suoi effetti personali per controllare se è vero;

- se anche acconsentisse liberamente alla mia richiesta di posarlo sul banco o di depositarlo in una scatola, non posso perquisire i suoi effetti personali per controllare se ne ha un altro di scorta;

- se, dopo tutto questo, venissi a rendermi conto che sta COMUNQUE usando il cellulare in modo improprio, me ne renderei conto quando l'infrazione è già avvenuta o comunque è in corso d'opera, e il massimo che posso fare è sanzionare formalmente il suo comportamento (DOPO che è stato già realizzato) con una nota, un richiamo o una segnalazione al DS o alla famiglia, ma non posso pretendere di esaminare fisicamente il cellulare per accertarmi di che cosa ci abbia già combinato e cosa no;

- quindi la difesa è semplicemente quella: io non posso essere considerata responsabile di ciò che il ragazzo ha combinato col cellulare, perché NON AVEVO ALCUN MODO CONCRETO PER IMPEDIRLO. Se l'avessi avuto, l'avrei usato, ma non ce l'avevo..

Di sicuro non posso difendermi tecnicamente da un'accusa formale sostenendo che "io non posso essere accusata perché sono un'anima bella buona e innocente che è contraria ai divieti e che crede taaaaantooooooo nell'efficacia delle azioni di educazione preventiva".

COL FISCHIO che una difesa del genere funzionerebbe.

L.

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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mer Ott 29, 2014 7:43 am

appunto.

quindi l'unica vera difesa è che non lo facciano perchè non lo vogliono fare.
E per non volerlo fare devono essere consapevoli del perchè non vada fatto a prescindere dal divieto di cui si disinteressano totalmente, anzi, che li spinge a trasgredire.


Poi ne rimane qualcuno che lo fa ugualmente e allora ci si difenderà dalla chiamata in causa.
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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mer Ott 29, 2014 2:05 pm

Ire, vedo che insisti a ignorare sistematicamente una delle mie obiezioni più chiare e più esplicite.

Ovvero, perché mai tu contuini ad assumere a priori che "il divieto non può funzionare" e che anzi "il divieto spinge a trasgredire", quando invece l'esperienza concreta ci dimostra che ALTRE forme di divieti in ALTRI ambiti hanno funzionato talmente bene da riuscire a eliminare quasi completamente il problema?

Ad esempio, ripeto per la quarta o quinta volta: perché il divieto di fumo a scuola ha funzionato alla grande?

(non parlo necessariamente degli ultimissimi sviluppi che vietano di fumare anche negli spazi aperti, che sono ancora troppo recenti per poter giudicare se abbiano preso piede diffusamente o no, ma parlo dei divieti generali che c'erano già da 30 anni)

Perché nessuno, nemmeno i più accaniti nella ricerca della sfida trasgressiva estrema (ossia, quelli che sarebbero più soggetti alla tentazione di violare il divieto PROPRIO perché è divieto, come dici tu) si sogna più di accendersi la sigaretta in classe o nel corridoio della scuola?

Perché ha funzionato una sapiente opera di educazione preventiva (e quindi, come dici tu, non c'è più nessuno che desidera farlo, in assoluto)... o perché hanno funzionato i divieti e la prospettiva delle sanzioni (e quindi, invece, esiste ancora qualcuno che desidererebbe farlo, e che se fosse consentito lo farebbe, ma siccome è severamente vietato si rassegna e non lo fa)???

Premesso questo, per quale motivo si dovrebbe assumere a priori che gli stessi criteri che hanno funzionato benissimo con il fumo, invece, non potrebbero mai funzionare con i cellulari? Chi l'ha detto? Chi l'ha sperimentato? Chi l'ha mai messo alla prova in modo razionale?

I divieti sui cellulari, attualmente, non funzionano perché sono divieti DEBOLI, mentre quelli sul fumo funzionano perché sono divieti FORTI.

Ossia, i divieti sul fumo sono percepiti come forti perché viene martellato chiaramente in testa a tutt:

- che la trasgressione è grave,
- che la sanzione è sicura,
- che gli strumenti per far rispettare il divieto ci sono,
- e che se ti beccano non ci sarà nessuno che ti difende o che ti trova l'attenuante, ma sarai univocamente e coralmente biasimato da tutti.

Invece, per quanto riguarda i cellulari, si è preferito far passare il messaggi:

- che il divieto c'è ma è solo un pro-forma,
- che in fondo la trasgressione non è grave,
- che comunque la persona incaricata della sorveglianza non ha nessun potere reale di fartelo rispettare,
- e che anche se ti beccano, nessuno avrà interesse a farti rischiare niente.

Ma questo non c'entra niente con un'eventuale differenza strutturale di fondo tra l'uso del fumo e l'uso del cellulare, bensì c'entra solo con una deliberata volontà politica di non dare la stessa forza ai due divieti, e di far sì che non vengano presi sul serio allo stesso modo.

Basterebbe una svolta di VOLONTA' politica e sociale per dare la stessa forza ai due divieti, e il divieto di usare il cellulare comincerebbe a funzionare altrettanto bene quanto il divieto di fumo.

L.
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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mer Ott 29, 2014 2:54 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma secondo voi, perché la gente non fuma più a scuola?

Che la gente non fumi più a scuola è vero come non c'è più gente che evada le tasse, non violi i limiti di velocità, non butti nell'organico il laccetto plastico che avvolgeva il mazzo di prezzemolo.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mer Ott 29, 2014 3:00 pm

Ho detto espressamente che NON MI RIFERIVO alle estensioni recenti del divieto "anche fuori", che hanno solo un anno di storia, ma ai divieti generali che c'erano già da decenni.

Perché, tu vedi gente che fuma in classe?
O in sala docenti?
O nel corridoio che dà sulle aule?

Io non ne ho MAI vista in 15 anni, e se l'avessi vista l'avrei denunciata di brutto.

L.
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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mer Ott 29, 2014 3:26 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ho detto espressamente che NON MI RIFERIVO alle estensioni recenti del divieto "anche fuori",  che hanno solo un anno di storia, ma ai divieti generali che c'erano già da decenni.

Perché, tu vedi gente che fuma in classe?
No

Citazione :
O in sala docenti?
no

Citazione :
O nel corridoio che dà sulle aule?
Si

in qualche ufficio e in qualche laboratorio
Si

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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mer Ott 29, 2014 3:35 pm

gian ha scritto:

Citazione :
O nel corridoio che dà sulle aule?
Si

in qualche ufficio e in qualche laboratorio
Si


Ok, allora comunque mi sembra di aver ragione io: ovvero, il divieto di fumo funziona laddove è socialmente condivisa la percezione che sia considerato un divieto FORTE e che i trasgressori non la passino liscia. Se nel tuo ambiente fumano nei corridoi, è perché è invalsa la prassi di lasciarglielo fare con la consapevolezza di non rischiare niente. Se nel mio ambiente, invece, la cosa è considerata inimmaginabile, è perché tale prassi NON E' accettata, e perché se qualcuno lo facesse saprebbe benissimo di rischiare brutto. Ma stai sicuro che se qualcuno del tuo ambiente si trasferisse improvvisamente nel mio, si adatterebbe (come pure il viceversa, non dico di no), quindi la cosa è possibile. E se nel tuo ambiente si decidesse di cominciare a usare gli stessi criteri del mio, si adatterebbero tutti, quindi la cosa è possibile.

Quindi, non vedo perché non potrebbe applicarsi la stessa identica considerazione al divieto di usare il cellulare...

L.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Cyberbullismo con videoriprese in classe e denunce dei genitori. Tablet in classe   Mer Ott 29, 2014 4:51 pm

Due grandi gruppi di rispettosi dei divieti

per il fumo

1) ha capito che il fumo passivo è nocivo e rispetta tanto gli altri che non impone l'aspirazione a chi non fumi

2) sa che se viene visto fumare si becca la multa.

per il cellulare


!) ha capito che copiare da internet un compito o fare il cyberbullo è un male per mille motivi (che qui sul forum non stiamo ad elencare)

2) sa che chi viene visto si becca la multa,

Chi fuma lancia proprio segnali di fumo che indicano che lì dove non dovrebbe qualcuno sta fumando
quindi è abbastanza difficile che qualcuno trasgredisca perchè ha la certezza quasi assoluta di essere beccato.

chi usa il cellulare lo può fare nel più assoluto silenzio e nella più totale assenza di odori o di qualsiasi altro segnale che indichi che lì dove non dovrebbe qualcuno sta usando impropriamente il cellulare
Il rischio rende la cosa divertente visto che il successo dell'operazione è quasi assicurato.

Il divieto forte di cui parli tu è una fola.

Il divieto di fumo funziona perchè non si può fumare senza essere visti.

Solo chi è consapevole del danno agli altri eviterà di fumare ovunque

solo chi è consapevole della nocività dell'uso improprio del cellulare eviterà di usarlo impropriamente




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