Scuola, insegnanti, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA
 
IndiceIndice  CercaCerca  FAQFAQ  RegistrarsiRegistrarsi  AccediAccedi  

Ultimi argomenti
Link sponsorizzati
Condividere | 
 

 Una sentenza dai risvolti critici

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
Andare alla pagina : 1, 2  Seguente
AutoreMessaggio
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 3:01 pm

C'è un interessante articolo su una recentissima sentenza del TAR che riconosce a pieno titolo il diritto dei genitori a visionare i contenuti dei compiti in classe dei propri figli. Riferimento: http://www.orizzontescuola.it/news/genitori-possono-visionare-compiti-classe-controllo-sui-docenti-e-orientamenti-del-figlio

Premetto che sono sempre stato pienamente favorevole, in linea in linea di principio, alla trasparenza in sede di valutazione delle prove scritte. Tant'è che spesso ho fatto vedere ai genitori gli elaborati dei loro figli in occasione dei colloqui generali o individuali. Tuttavia la mia apertura è favorita da una posizione privilegiata: dal momento che la mia area disciplinare si colloca nell'ambito tecnico-scientifico, è praticamente impossibile che i contenuti degli elaborati abbiano una relazione, anche remota, con la sfera intima dell'alunno.
Decisamente diverso è il contesto delle discipline umanistiche e, in modo particolare, per l'italiano. E' noto che i temi d'italiano sono - in modo mirato o meno - fonti preziose per conoscere la sfera intima dei ragazzi, soprattutto gli adolescenti.

E qui mi riallaccio alla considerazione finale riportata nell'articolo di Patrizia Del Pidio che cito:
Citazione :

Un problema fondamentale che si pone, però,  è l’informativa della richiesta d’accesso allo studente. Secondo il Tar, infatti, lo studente minore che subisce la richiesta di accesso, deve essere informato dell’esercizio del diritto d’accesso sui suoi elaborati da parte dei genitori. In questo modo si rischia di compromettere la spontaneità dei ragazzi, i quali, sapendo che i propri genitori possono esercitare tale diritto, potrebbero limitare gli argomenti affrontati nei temi.

La Scuola è un importante anello di congiunzione tra la sfera personale degli adolescenti e la realtà - chiamiamola così - convenzionale. Molti adolescenti manifestano - spesso inascoltati o con la paura di essere sentiti - il bisogno di comunicare con gli adulti, lanciando messaggi più o meno espliciti ma, nel contempo, in un contesto in cui possono sentirsi protetti da possibili conseguenze nella vita quotidiana. E questo si verifica soprattutto per le personalità più fragili, quelle che chiedono un sostegno morale in situazioni delicate con la garanzia che sia tutelata la riservatezza.

Molti ragazzi individuano spontaneamente in un proprio insegnante (attenzione, non in tutti gli insegnanti) la figura ideale a cui affidare la propria intimità. Per chiedere aiuto o, più semplicemente, per sfogarsi o per confrontarsi. Tutto questo purché non sia trapelato all'esterno, tra i compagni, tra gli altri insegnanti, tra i genitori. Il ragazzo che si confida con l'insegnante ripone in esso la massima fiducia. E spesso lo fa proprio attraverso il tema d'italiano!

Credo che la sentenza del TAR sia un'enorme sconfitta. Purtroppo il titolo dell'articolo è fuorviante, in quanto sottolinea la criticità del "controllo sull'insegnante" da parte dei genitori. Sticazzi, mai avuto problemi a confrontarmi su questo piano con i genitori, l'ho sempre fatto con gli studenti per sviluppare in loro la capacità di autovalutazione, figuriamoci se mi nascondo ai genitori... E' molto più grave l'impatto sulla funzione sociale e educativa del percorso scolastico:
1) si mette in discussione la deontologia della figura insegnante-educatore: per definizione, l'insegnante-educatore sarebbe in possesso delle competenze che gli consentono di individuare l'approccio più opportuno per affrontare una criticità emersa dall'acquisizione di informazioni. La segnalazione, secondo il contesto, al dirigente scolastico, al consiglio di classe, ai genitori, agli assistenti sociali, l'indagine di approfondimento attraverso consultazioni informali e riservati con altri colleghi, con i compagni, con il diretto interessato. E così via. Certo, tutto questo lascia ampio margine alla discrezionalità del docente, ma in linea di principio si presume che il docente abbia una competenza e, soprattutto, un codice deontologico che gli consentono di adottare la strategia più opportuna e meno lesiva sulla sfera personale dell'alunno. Attribuire ai genitori il diritto primario e insindacabile di accedere ai pensieri più intimi dell'alunno implica esautorare del tutto il docente della propria funzione educativa.
2) si minano gravemente i presupposti per il confronto e la comunicazione intergenerazionale. In passato i giovani avevano tra gli adulti diversi punti di riferimento: gli anziani in piazza o al bar, un'attività lavorativa occasionale che coinvolgeva varie fasce di età (pensiamo ai lavori nei campi, come la vendemmia, la raccolta della frutta, ecc. occasioni in cui si incrociavano intere generazioni), l'incontro nel circolo culturale o nell'oratorio o nella parrocchia, ecc. Tutto questo si basava sul principio che gli adulti, a prescindere dal loro inquadramento nella comunità, potessero essere una guida per i giovani. Oggi, data la sua complessità, la società è per lo più strutturata, per molti giovani, a compartimenti stagni: la famiglia, la scuola, la sfera dei coetanei e, dulcis in fundo, l'arcipelago internet. Per molti giovani, soprattutto in città, le sole possibilità di relazione tra giovani e adulti si circoscrivono a tre contesti: i genitori, gli insegnanti e la variabile pazza di internet. Si vuole castrare ulteriormente la comunicazione intima di un adolescente verso il mondo adulto lasciandogli come ultima risorsa fiduciaria la confidenza attraverso la rete?
3) si mina ulteriormente la fiducia e il senso di attaccamento (di per sé già deboli) che un alunno dovrebbe riporre nei confronti dell'istituzione scolastica. Che fiducia può sviluppare un adolescente, nella propria sfera intima, in una struttura che viene relegata al mero rango di propaggine meccanica della sfera familiare?

Sono esterrefatto. Pensando a come, in futuro, i nostri adolescenti produrranno temi sterili, privi di personalità, privi di intimità, perché si sentiranno ulteriormente castrati nella loro ricerca di una libera espressione. Pensando a come, in futuro, si chiuderanno ulteriormente nella loro sfera intima, magari cercando più intensamente quei punti di riferimento in persone del tutto estranee e del tutto inaffidabili che si mimetizzano nell'anonimato della rete. Pensando a come sia ulteriormente sminuita la funzione educativa dei docenti, ormai quasi del tutto relegati alla funzione di baby sitter e di sterili interfacce di comunicazione tra giovani e famiglie.

C'è un solo aspetto "positivo" in tutto questo scenario. Finora gli insegnanti sono stati un importante punto di riferimento per il tribunale dei minori in occasione delle indagini conoscitive sulla personalità di un adolescente. In futuro potremo probabilmente essere dispensati dall'essere convocati perché sarà del tutto inutile per acquisire elementi d'informazione che non siano già in possesso dei familiari o della rete.
Tornare in alto Andare in basso
Dec
Moderatore
Moderatore


Messaggi : 47788
Data d'iscrizione : 23.08.10

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 4:25 pm

Mah, mi sembra che tu sopravvaluti il problema. Gli alunni hanno sempre saputo che i compiti di tutte le materie possono essere visionati dai genitori facendone richiesta e quindi in linea di massima si censurano da soli. Molti si portano a casa direttamente la brutta copia per farla leggere ai genitori e sentire il loro giudizio prima di quello dell'insegnante (lo so perché al colloquio mi vengono a dire che l'hanno letto e che per loro era un buon tema). Quando non hanno il coraggio di parlare di una cosa a casa, in genere hanno una famiglia poco attenta che non si porrebbe nemmeno il problema di chiedere di leggere i compiti del figlio (per disinteresse e per non perdere tempo, non per rispetto della sua privacy). Nei miei anni di insegnamento mi è capitato solo un caso di un alunno che ha scritto su un compito delle cose molto personali, che non avrei voluto che i genitori sapessero (almeno non da me), ma poi ho scoperto che i compagni sapevano già tutto ed immagino che anche i genitori siano venuti a saperlo poco dopo, anche se io non ero più in quella scuola. Oltre tutto le tendenze più recenti della didattica dell'italiano vanno nella direzione di scoraggiare lo svolgimento di temi di carattere personale; si lavora più che altro sull'analisi del testo o sul testo argomentativo, quindi più sulle capacità logiche che sull'emotività.
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 4:51 pm

Può darsi che sopravvaluti il problema, tuttavia ho esperienze differenti rispetto alle tue. Si tratta sempre di specificità che non voglio assolutamente presentare come ordinarie. Tuttavia mi è capitato di gestire in passato diversi casi in cui lo studente ha riposto fiducia in me o in altri colleghi in merito alla sua sfera personale e chiedeva espressamente che nulla trapelasse all'esterno. A iniziare dai compagni e dai genitori. Parlo di ragazzi e ragazze dai 15 ai 18 anni, in piena fase adolescenziale.
In merito alle tendenze più recenti non mi pronuncio: non sono insegnante di italiano perciò non ho idea di quanta diffusione abbia ancora il tradizionale tema su argomenti che vertono sulla sfera personale e tanto meno di quanto gli alunni riversino di proprio nei loro scritti.
Tornare in alto Andare in basso
Dec
Moderatore
Moderatore


Messaggi : 47788
Data d'iscrizione : 23.08.10

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 4:57 pm

Se uno studente vuole farti una confidenza personale che non vuole arrivi alla famiglia, penso che sia abbastanza furbo da non metterla per iscritto in un tema che poi sa che dev'essere conservato a scuola. Tu parli di cose che ti hanno detto in privato e queste continueranno ad esserci.
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 5:16 pm

Dec ha scritto:
Se uno studente vuole farti una confidenza personale che non vuole arrivi alla famiglia, penso che sia abbastanza furbo da non metterla per iscritto in un tema che poi sa che dev'essere conservato a scuola. Tu parli di cose che ti hanno detto in privato e queste continueranno ad esserci.
Nella mia esperienza diretta si, hai perfettamente ragione, ma penso anche a casi raccontati dai colleghi di italiano e di informazioni acquisite attraverso i tempi, spesso leggendo tra le righe e approfondendo in seconda istanza. Poi puoi chiamarla ingenuità, ma sono fatti che sono accaduti e che, presumo, accadano ancora.
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 15791
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 5:47 pm

Dec ha scritto:
...Oltre tutto le tendenze più recenti della didattica dell'italiano vanno nella direzione di scoraggiare lo svolgimento di temi di carattere personale; si lavora più che altro sull'analisi del testo o sul testo argomentativo, quindi più sulle capacità logiche che sull'emotività.
Oh che brutta notizia che mi dai, la scuola alza un muro tra se ed i ragazzi proprio nel punto dove è più facile una comunicazione vera e sincera ? Brutto, brutto, brutto.
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 15791
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 5:50 pm

Dec ha scritto:
Se uno studente vuole farti una confidenza personale che non vuole arrivi alla famiglia, penso che sia abbastanza furbo da non metterla per iscritto in un tema che poi sa che dev'essere conservato a scuola. Tu parli di cose che ti hanno detto in privato e queste continueranno ad esserci.
E se la mette per iscritto, dopo questa sentenza il professore gli farà rifare il tema in cui il ragazzo parlerà dell'autunno e delle foglie che cadono; metterà agli atti il secondo e porterà a casa il primo.
I cretini vanno trattati da cretini, anche se indossano la toga.
Tornare in alto Andare in basso
Dec
Moderatore
Moderatore


Messaggi : 47788
Data d'iscrizione : 23.08.10

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 6:39 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Dec ha scritto:
...Oltre tutto le tendenze più recenti della didattica dell'italiano vanno nella direzione di scoraggiare lo svolgimento di temi di carattere personale; si lavora più che altro sull'analisi del testo o sul testo argomentativo, quindi più sulle capacità logiche che sull'emotività.
Oh che brutta notizia che mi dai, la scuola alza un muro tra se ed i ragazzi proprio nel punto dove è più facile una comunicazione vera e sincera ? Brutto, brutto, brutto.

Dobbiamo pure tutelarci anche noi:-) Comunque, a parte questo discorso egoistico, i ragazzi hanno bisogno di lavorare soprattutto sulle competenze logiche (come vedrai anche tu nelle tue materie) più che sul fare confidenze personali al proprio insegnante attraverso un compito ufficiale che poi viene anche valutato (con non poche difficoltà).
Tornare in alto Andare in basso
Dec
Moderatore
Moderatore


Messaggi : 47788
Data d'iscrizione : 23.08.10

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 6:41 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Dec ha scritto:
Se uno studente vuole farti una confidenza personale che non vuole arrivi alla famiglia, penso che sia abbastanza furbo da non metterla per iscritto in un tema che poi sa che dev'essere conservato a scuola. Tu parli di cose che ti hanno detto in privato e queste continueranno ad esserci.
E se la mette per iscritto, dopo questa sentenza il professore gli farà rifare il tema in cui il ragazzo parlerà dell'autunno e delle foglie che cadono; metterà agli atti il secondo e porterà a casa il primo.
I cretini vanno trattati da cretini, anche se indossano la toga.

Non capisco il valore rivoluzionario di questa sentenza. A me sembra che sia sempre stato così. Prima della sentenza pensi che ad un genitore che arrivava a scuola determinato a visionare il compito del figlio si potesse dire quello di matematica sì, ma quello di italiano no perché ci sono scritte delle cose personali?
Tornare in alto Andare in basso
giovanna onnis



Messaggi : 17789
Data d'iscrizione : 15.04.12

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 6:50 pm

Hai ragione Dec, non c'è niente di rivoluzionario nella sentenza, infatti la normativa riguardante la trasparenza e il conseguente diritto di accesso agli atti da parte di cittadini verso la Pubblica Amministrazione, L. 241/1990, sancisce sicuramente la legittimità della richiesta dei genitori di poter visionare compiti e verifiche e di richiederne copia e questo ovviamente vale per tutti i compiti di tutte le materie, quindi anche i temi
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 7:54 pm

Dec ha scritto:
Non capisco il valore rivoluzionario di questa sentenza. A me sembra che sia sempre stato così. Prima della sentenza pensi che ad un genitore che arrivava a scuola determinato a visionare il compito del figlio si potesse dire quello di matematica sì, ma quello di italiano no perché ci sono scritte delle cose personali?
Questa considerazione mi spiazza!
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 15791
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 8:31 pm

Dec ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Dec ha scritto:
Se uno studente vuole farti una confidenza personale che non vuole arrivi alla famiglia, penso che sia abbastanza furbo da non metterla per iscritto in un tema che poi sa che dev'essere conservato a scuola. Tu parli di cose che ti hanno detto in privato e queste continueranno ad esserci.
E se la mette per iscritto, dopo questa sentenza il professore gli farà rifare il tema in cui il ragazzo parlerà dell'autunno e delle foglie che cadono; metterà agli atti il secondo e porterà a casa il primo.
I cretini vanno trattati da cretini, anche se indossano la toga.

Non capisco il valore rivoluzionario di questa sentenza. A me sembra che sia sempre stato così. Prima della sentenza pensi che ad un genitore che arrivava a scuola determinato a visionare il compito del figlio si potesse dire quello di matematica sì, ma quello di italiano no perché ci sono scritte delle cose personali?
Ha fatto scalpore il tema "chi uccideresti prima, tua madre o tuo padre ?" che credo abbia anche avuto un giusto seguito disciplinare; tuttavia senza arrivare a questi eccessi, immagina un tema tipo "le difficoltà comunicative tra genitori e figli" in cui uno studente si confida e dice di non aver il coraggio di dichiararsi omosessuale con i genitori perchè il padre non capirebbe e lo riempirebbe di mazzate; immagina il padre che viene a lamentarsi che suo figlio ha solo 8 in italiano scritto e non 9 e vuole visionare gli ultimi temi per capire se sei di manica stretta o se effettivamente il voto è corretto (a suo vedere); che fai gli mostri il tema o trovi mille scuse per nasconderglielo ? E se si arrivasse al conflitto aperto ? E se si arrivasse all'accesso agli atti o addirittura al TAR ?
Io farei letteralmente carte false e non gli darei mai l'originale.

Ci sono situazioni in cui il buon senso e l'onore devono prevalere sulla legge.
Tornare in alto Andare in basso
Davide



Messaggi : 3370
Data d'iscrizione : 26.03.11

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 8:39 pm

Scusa insegni lettere?
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6140
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 9:26 pm

La cosa paradossale è che 20 o 30 anni fa si sarebbe posto solo ed esclusivamente il problema CONTRARIO: ovvero, in caso di affermazioni "controverse" in un tema, il ragazzo semmai avrebbe avuto paura che fosse l'insegnante inferocito e scandalizzato a convocare i genitori di propria iniziativa per ingiungere loro solennemente "leggete che razza di enormità ha scritto vostro figlio!"

Ovviamente, all'epoca, l'oggetto del contendere sarebbe stato quasi esclusivamente la politica, fenomeno attualmente del tutto sconosciuto... un vero classico di quegli anni sarebbe stata la macchietta dell'insegnante progressista illuminato, inorridito perché l'alunno aveva inserito nel tema concetti razzisti o revisionisti, e la contromacchietta dei genitori reazionari che sarebbero andati lì a muso duro a sostenere che in casa loro la si pensava effettivamente così, e che non si permettesse più di fare il lavaggio di cervello comunista al figliolo!

Ma nessuno studente si sarebbe mai sognato di scrivere nel tema confidenze personali riguardanti la propria intimità o i propri contrasti con i genitori, e nessun genitore si sarebbe mai sognato di PRETENDERE la lettura del tema perché geloso del fatto che il figlio si confidasse con l'insegnante ma non con lui!

L.
Tornare in alto Andare in basso
Online
paniscus_2.0



Messaggi : 6140
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 9:51 pm

E comunque, aggiungo: è veramente surreale che esista ancora questa leggenda aurea dell'insegnante di italiano come depositario sacrale e privilegiato di tutti i segreti degli studenti...

...segreti che non confiderebbero mai ai genitori, ma che non vedono l'ora di spiattellare a qualcuno che, in generale, vedono solo come una fastidiosa controparte ostile, che li riempie di obblighi noiosi e che deve pure mettergli il voto (oppure, nel meno peggio dei casi, che vedono come un povero fantoccio che si può infinocchiare come niente consegnandogli un compito copiato o una giisistificazione falsa).

Io ho un ricordo assolutamente rancoroso e infastidito dei famigerati "temi in cui dovevi esprimere le opinioni personali": erano quelli che mi riuscivano di gran lunga peggio, PROPRIO perché non avevo la minima voglia di spifferare le mie opinioni personali in un tema, e quindi finivo per sbilanciarmi il meno possibile scrivendo ovvietà assolute, e col prendere voti modesti perché "il tema era scritto bene ma il contenuto era banale". Non avevo la minima voglia di farlo, preferivo mille volte fare temi di letteratura in cui dovevo dimostrare quello che avevo studiato e non raccontare i cavoli miei. E questo è sempre stato così, anche nei casi in cui l'insegnante lo stimavo davvero e non lo vedevo personalmente come ostile.

E mi consola il fatto che mezz'ora fa, mentre commentavo questa notizia con a mio marito riportando più o meno le stesse argomentazioni che ho scritto qui sopra, mia figlia di 10 anni ha detto che anche lei la pensa esattamente così, e che nemmeno a lei piacciono per niente i compiti in cui deve spiattellare pensieri personali  : )

Ma il bello è che tutto l'immaginario popolare sull'insegnante carismatico che riesce a convincere gli studenti a confidargli i segreti più scottanti da tenere nascosti ai genitori, si concentra esclusivamente sull'insegnante di lettere. Se uno mi scrive in un compito di fisica che lui non crede nel secondo principio della termodinamica perché ha la macchina a moto perpetuo in cantina, va tutto bene.
Tornare in alto Andare in basso
Online
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 10:46 pm

Mah...
Tornare in alto Andare in basso
Dec
Moderatore
Moderatore


Messaggi : 47788
Data d'iscrizione : 23.08.10

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 10:51 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Dec ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Dec ha scritto:
Se uno studente vuole farti una confidenza personale che non vuole arrivi alla famiglia, penso che sia abbastanza furbo da non metterla per iscritto in un tema che poi sa che dev'essere conservato a scuola. Tu parli di cose che ti hanno detto in privato e queste continueranno ad esserci.
E se la mette per iscritto, dopo questa sentenza il professore gli farà rifare il tema in cui il ragazzo parlerà dell'autunno e delle foglie che cadono; metterà agli atti il secondo e porterà a casa il primo.
I cretini vanno trattati da cretini, anche se indossano la toga.

Non capisco il valore rivoluzionario di questa sentenza. A me sembra che sia sempre stato così. Prima della sentenza pensi che ad un genitore che arrivava a scuola determinato a visionare il compito del figlio si potesse dire quello di matematica sì, ma quello di italiano no perché ci sono scritte delle cose personali?
Ha fatto scalpore il tema "chi uccideresti prima, tua madre o tuo padre ?" che credo abbia anche avuto un giusto seguito disciplinare; tuttavia senza arrivare a questi eccessi, immagina un tema tipo "le difficoltà comunicative tra genitori e figli" in cui uno studente si confida e dice di non aver il coraggio di dichiararsi omosessuale con i genitori perchè il padre non capirebbe e lo riempirebbe di mazzate; immagina il padre che viene a lamentarsi che suo figlio ha solo 8 in italiano scritto e non 9 e vuole visionare gli ultimi temi per capire se sei di manica stretta o se effettivamente il voto è corretto (a suo vedere); che fai gli mostri il tema o trovi mille scuse per nasconderglielo ? E se si arrivasse al conflitto aperto ? E se si arrivasse all'accesso agli atti o addirittura al TAR ?
Io farei letteralmente carte false e non gli darei mai l'originale.

Ci sono situazioni in cui il buon senso e l'onore devono prevalere sulla legge.

Eh, in linea di massima sono d'accordo con te e probabilmente troverei delle scuse, ma se il genitore insistesse non potrei che rispettare la legge (siamo pur sempre pubblici ufficiali), magari dopo una consultazione con il ds, se lo ritenessi una persona di buon senso e in grado di darmi un consiglio valido.
Tornare in alto Andare in basso
Dec
Moderatore
Moderatore


Messaggi : 47788
Data d'iscrizione : 23.08.10

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 10:59 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
E comunque, aggiungo: è veramente surreale che esista ancora questa leggenda aurea dell'insegnante di italiano come depositario sacrale e privilegiato di tutti i segreti degli studenti...

...segreti che non confiderebbero mai ai genitori, ma che non vedono l'ora di spiattellare a qualcuno che, in generale, vedono solo come una fastidiosa controparte ostile, che li riempie di obblighi noiosi e che deve pure mettergli il voto (oppure, nel meno peggio dei casi, che vedono come un povero fantoccio che si può infinocchiare come niente consegnandogli un compito copiato o una giisistificazione falsa).

Io ho un ricordo assolutamente rancoroso e infastidito dei famigerati "temi in cui dovevi esprimere le opinioni personali": erano quelli che mi riuscivano di gran lunga peggio, PROPRIO perché non avevo la minima voglia di spifferare le mie opinioni personali in un tema, e quindi finivo per sbilanciarmi il meno possibile scrivendo ovvietà assolute, e col prendere voti modesti perché "il tema era scritto bene ma il contenuto era banale". Non avevo la minima voglia di farlo, preferivo mille volte fare temi di letteratura in cui dovevo dimostrare quello che avevo studiato e non raccontare i cavoli miei. E questo è sempre stato così, anche nei casi in cui l'insegnante lo stimavo davvero e non lo vedevo personalmente come ostile.

E mi consola il fatto che mezz'ora fa, mentre commentavo questa notizia con a mio marito riportando più o meno le stesse argomentazioni che ho scritto qui sopra, mia figlia di 10 anni ha detto che anche lei la pensa esattamente così, e che nemmeno a lei piacciono per niente i compiti in cui deve spiattellare pensieri personali  : )

Ma il bello è che tutto l'immaginario popolare sull'insegnante carismatico che riesce a convincere gli studenti a confidargli i segreti più scottanti da tenere nascosti ai genitori, si concentra esclusivamente sull'insegnante di lettere. Se uno mi scrive in un compito di fisica che lui non crede nel secondo principio della termodinamica perché ha la macchina a moto perpetuo in cantina, va tutto bene.

Eppure qualche volta capita, come diceva anche gian, che scrivano qualcosa sulla loro vita che i colleghi (non dico i genitori) non sanno. Non è che per noi sia sempre una cosa piacevole, soprattutto se si tratta di questioni delicate. Naturalmente dipende dal carattere del ragazzo: concordo che la maggior parte, come te e tua figlia, non lo farebbe nemmeno sotto tortura e va benissimo così.
Esprimere opinioni e saperle motivare in modo razionale è tutt'altra questione che raccontare i fatti propri: questo si deve saper fare; se vuoi puoi anche scrivere delle cose false, ma poi devi riuscire a sostenerle secondo una logica stringente; il testo argomentativo e il saggio breve, che ormai sono centrali nella produzione scritta, sono essenzialmente questo.
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 15791
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 11:21 pm

Davide ha scritto:
Scusa insegni lettere?
Fisica
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 15791
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 11:31 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
...segreti che non confiderebbero mai ai genitori, ma che non vedono l'ora di spiattellare a qualcuno che, in generale, vedono solo come una fastidiosa controparte ostile, che li riempie di obblighi noiosi e che deve pure mettergli il voto (oppure, nel meno peggio dei casi, che vedono come un povero fantoccio che si può infinocchiare come niente consegnandogli un compito copiato o una giisistificazione falsa).
Quello che descrivi è probabilmente la normalità, ma in Italia ci saranno un paio di milioni di studenti e quindi almeno un migliaio di nobili eccezioni, di ragazzi e ragazze che stimano il proprio prof, che lo considerano di mente aperta, colto, sagace, meritevole di un'apertura.

Si parlava di temi e questo ha necessariamente ristretto il cerchio intorno al prof d'Italiano; con un prof di fisica le aperture non potrebbero che essere verbali e quindi fuori da questo thread.

PS esistevano anche i prof reazionari; io presi il mio peggior voto d'italiano scritto (e ho sempre fatto abbastanza schifo) dichiarandomi ateo con una prof cattolica, sostenendo che l'essere umano non è nulla più che un reattore chimico.
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6140
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 11:46 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Si parlava di temi e questo ha necessariamente ristretto il cerchio intorno al prof d'Italiano; con un prof di fisica le aperture non potrebbero che essere verbali e quindi fuori da questo thread.

Ma infatti era proprio quello che mi suscitava dei fortissimi dubbi, ovvero che avessero tutta 'sta voglia di SCRIVERLO in un documento ufficiale.

Non mi stupisce affatto che qualche alunno possa aver voglia di confidarsi con un insegnante, se lo stima e lo apprezza, e se si fida.

Ma appunto, in tal caso mi aspetterei come molto più probabile che il ragazzo cerchi di trovare l'occasione di parlare a voce in privato, oppure al limite di fargli avere un messaggio scritto ma pur sempre PRIVATO...

...piuttosto che utilizzare come veicolo di comunicazione privilegiata una verifica formale, che poi dovrà essere discussa dal punto di vista didattico e dovrà ricevere un voto!

L.
Tornare in alto Andare in basso
Online
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Dom Ott 26, 2014 11:54 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Quello che descrivi è probabilmente la normalità, ma in Italia ci saranno un paio di milioni di studenti e quindi almeno un migliaio di nobili eccezioni, di ragazzi e ragazze che stimano il proprio prof, che lo considerano di mente aperta, colto, sagace, meritevole di un'apertura.
CLAP CLAP CLAP

Citazione :
sostenendo che l'essere umano non è nulla più che un reattore chimico.
Permettimi di dubitare, se all'epoca avessi fatto davvero questa affermazione, probabilmente a quest'ora saresti stato un possibile candidato allo snobel per la fisica. Invece desumo che sia solo uno dei tanti sfigati che circolano con l'etichetta prof stampata negli occhi spenti nel vuoto.
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Lun Ott 27, 2014 12:01 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma appunto, in tal caso mi aspetterei come molto più probabile che il ragazzo cerchi di trovare l'occasione di parlare a voce in privato, oppure al limite di fargli avere un messaggio scritto ma pur sempre PRIVATO...

...piuttosto che utilizzare come veicolo di comunicazione privilegiata una verifica formale, che poi dovrà essere discussa dal punto di vista didattico e dovrà ricevere un voto!

L.

Probabilmente non tieni in considerazione l'ipotesi che molti ragazzi, a dispetto della loro "furbizia", sono maldestri e ingenui e lasciano spesso trasparire informazioni tra le righe.
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 15791
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Lun Ott 27, 2014 9:21 am

gian ha scritto:
Citazione :
sostenendo che l'essere umano non è nulla più che un reattore chimico.
Permettimi di dubitare, se all'epoca avessi fatto davvero questa affermazione, probabilmente a quest'ora saresti stato un possibile candidato allo snobel per la fisica. Invece desumo che sia solo uno dei tanti sfigati che circolano con l'etichetta prof stampata negli occhi spenti nel vuoto.
Forse c'è stata un'incomprensione, ero io che sostenevo che l'essere umano fosse solo un reattore chimico, la professoressa vedeva la scintilla divina nell'opera umana e considerava la mia visione troppo banale, troppo immatura; complici i soliti errori ortografici quel tema fu valutato (se ricordo bene) circa 3.
Andavo male in italiano scritto, ma non da 3.

E' il tipico esempio in cui invece di valutare la coerenza delle affermazioni si valuta la loro conformità ad uno schema di riferimento.
Tornare in alto Andare in basso
avidodinformazioni



Messaggi : 15791
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioOggetto: Re: Una sentenza dai risvolti critici   Lun Ott 27, 2014 9:32 am

paniscus_2.0 ha scritto:

...piuttosto che utilizzare come veicolo di comunicazione privilegiata una verifica formale, che poi dovrà essere discussa dal punto di vista didattico e dovrà ricevere un voto!

L.
Questo è il punto di vista ragionevole del professore; quando mai gli adolescenti sono stati ragionevoli ?
Sono istintivi, esuberanti, incontenibili; a volte sono incontinenti anche nei temi.
Tornare in alto Andare in basso
 
Una sentenza dai risvolti critici
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 2Andare alla pagina : 1, 2  Seguente
 Argomenti simili
-
» Sentenza civile di 1°grado definitiva e inappellabile
» le motivazioni della sentenza 162/2014
» Master troll, arrestato
» Eticita' del file sharing
» è andata male

Permesso di questo forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
OrizzonteScuola :: Didattica-
Andare verso: