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  immissioni in 2/3 anni tutelerebbero precari e insegnanti di ruolo

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mirco81



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MessaggioOggetto: immissioni in 2/3 anni tutelerebbero precari e insegnanti di ruolo   Gio Ott 30, 2014 2:43 pm

Promemoria primo messaggio :

questa potrebbe essere una soluzione per salvare capra e cavoli:


http://www.orizzontescuola.it/news/sindacato-athena-immissioni-23-anni-tutelerebbero-precari-e-insegnanti-ruolo-lesempio-salerno

Il sindacato Scuola Athena, nell'analizzare la situazione imprescindibile della stabilizzazione degli insegnanti precari delle Graduatorie ad esaurimento e del concorso, propone una soluzione della quale si avvantaggerebbero anche gli insegnanti di ruolo.

In vista della ormai prossima sentenza della Corte Europea sull'abuso dei contratti a tempo determinato, il sindacato pone l'accento del "dove" i precari saranno immessi in ruolo. Per le province del sud complicato sia per i precari che per gli insegnanti di ruolo.

Il problema, per il sindacato Scuola AThena, è "dove", in quale provincia, stabilizzare, e presenta l'esempio di Salerno

"nelle GAE di Salerno per la scuola primarie sono inclusi 933 docenti. I posti in organico di diritto sono poco più di 4 mila.

Se per il prossimo anno dovessero andare in pensione anche 100 docenti e stabilissimo un organico di istituto del 6%, avremmo circa 340 posti.

Solo Il 50% può essere destinato alla stabilizzazione in provincia e il restante 50% va alla mobilità interprovinciale.

Quindi circa 200 immissioni in ruolo dalle Gae.

Considerato però che molti colleghi sono inclusi anche nelle graduatorie della scuola dell'infanzia o della secondaria, e maturando con priorità il ruolo in atro ordine di scuola, poniamo 300, altri 433 potrebbero essere costretti ad accettare nomine in altre province.

Senza contare che nelle regioni dove non è esaurita la graduatoria dei concorsi ordinari le diponibilità vanno divise al 50%.

Così le nomine complessive supererebbero le 200 mila unità, e a questo punto i conti non tornerebbero più, il miliardo non basterebbe. "

N.B. In questo esempio il sindacato non tiene conto dell'organico funzionale, senza il quale è facile comprendere che le 150mila immissioni in ruolo (o giù di lì) non potranno essere disposte. Tutti in ruolo da graduatoria ad esaurimento e concorso. Si può con l'organico funzionale . Leggi tutto

Il sindacato avanza anche una diversa ipotesi per svuotare le graduatorie

"Ci pare invece più corretta l'ipotesi che il governo, di concerto con la Commissione Europea, decida di scaglionare l'intera operazione in un lasso di tempo ragionevole ( 2, 3 anni al massimo, 90/100 mila all'anno). senza depennare dalle graduatorie i colleghi che non possono trasferirsi e senza sforare il patto di stabilità "

Infine c'è il problema della mobilità interprovinciale.

Norma di salvaguardia per chi è ancora nel blocco triennale "Il Testo Unico della Scuola al secondo comma dell'art. 465 prevede: “ I trasferimenti da altra provincia sono disposti sia sul 50 per cento dei posti che risultano annualmente vacanti e disponibili, sia per compensazione” la compensazione appunto prevede che se uno esce viene compensato da un altro in entrata oltre il 50% stabilito.

Il disposto della norma citata è stata anche pari, pari trasposta nel contratto sulla mobilità con la sola aggiunta nella stessa aliquota, della mobilità professionale (passaggi di ruolo).

Quindi per la mobilità definitiva i colleghi di ruolo possono dormire sonni tranquilli. Saranno anche loro avvantaggiati dal piano di immissioni in ruolo.

Credo che già dal prossimo anno quasi tutti possano rientrare.

Le province meridionali però hanno una peculiarità: ogni 100 docenti che entrano da altra provincia ce ne sono al massimo 2/3 che escono. A differenza delle province del Nord dove ovviamente il rapporto è inverso, quindi lì la stabilizzazione dei precari sarà spinta, in molte realtà, anche parecchio oltre il numero degli inclusi in graduatoria.

Discorso diverso invece per la mobilità annuale (assegnazioni provvisorie e utilizzazioni).

Nessuna norma ha mai previsto quote di riserva per questa mobilità, a differenza della mobilità definitiva.

Per questo, se saranno stabilizzati un numero di precari superiore alle scoperture effettive con l'istituzione dell'organico di scuola o di rete, i posti possono liberarsi solo per assegnazioni provvisorie in altre province.

Quindi assegnazioni provisorie ridotte al lumicino o quasi azzerate per un po' di anni, nella gran parte delle province meridionali.

Questo aspetto riguarda i colleghi che sono ancora nel blocco triennale, che sono cioè stati immessi in ruolo dal 01/09/2013 in poi.

Noi crediamo però che non si possano modificare le regole del gioco mentre stiamo giocando, che non si può modificare una norma in peius ex tunc.

Dopo essere stati costretti a sfuggire alla precarietà, questa ulteriore punizione sarebbe davvero oltre che illegittima anche immorale.

Per questi colleghi crediamo si debba prevedere una norma di salvaguardia che preveda un contigente di posti determinato, nei limiti delle previgenti disponibilità, al fine di consentire il rispetto delle norme vigenti alla data di stipula del contratto."
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AutoreMessaggio
ulisse2002



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MessaggioOggetto: Re: immissioni in 2/3 anni tutelerebbero precari e insegnanti di ruolo   Mar Dic 09, 2014 5:29 pm

TreElle. Diluire 150mila assunzioni e non assumere meno 6 anni servizio, ma 40mila da GI





http://www.orizzontescuola.it/news/treelle-diluire-150mila-assunzioni-e-non-assumere-meno-6-anni-servizio-ma-40mila-gi


Non è detto che i soldi per le assunzioni bastino, rivedere l'impianto". L'appello giunge dall'associazione TreElle che ha pubblicato un documento che commenta il piano di assunzioni del Governo Renzi. Limiti anche alla mobilità dopo l'assunzione.

Secondo l'associazione, il piano di assunzioni previsto dal Governo Renzi e finanziato dalla Legge di stabilità potrebbe non sortire gli effetti desiderati. Per evidenziare quelle che l'associazione ritiene delle pecche, è stato divulgato un documento che ne analizza alcuni passaggi.

Innanzitutto, l'associazione ritiene che all'interno delle GaE ci siano circa 40mila docenti che non hanno mai insegnato e per i quali non esistono, di conseguenza, diritti acquisiti. Di contro esistono circa 40mila docenti che sono inseriti nelle graduatorie d'istituto e che insegnano da anni "senza prospettive di stabilizzazione". Quindi, sarebbero costoro e non i primi ad avere diritto, facendo riferimento alla sentenza della Corte di Giustizia europea, alla stabilizzazione.

La sottolineature giunge dal timore che i fondi stanziati nella Legge di Stabilità (un miliardo per il 2015 e tre a regime) possano essere interamente prosciugati dalle assunzioni, dato che gli iscritti nelle Graduatorie d'istituto potrebbero avanzare la pretesa di essere assunti. Stesso timore riguarda il personale ATA. Difficile escluderli dal diritto all'assunzione.


Cosa fare, dunque? L'associazione elenca in 7 punti gli interventi che suggerisce all'esecutivo per "aggiustare il tiro":

   1-  non assumere chi non ha mai insegnato o non lo ha fatto da almeno sei anni;
   2- non assumere gli appartenenti a classi di concorso sparite dagli ordinamenti attuali;
   3-assumere invece un numero equivalente di docenti appartenenti alla terza fascia che abbiano insegnato per almeno tre anni scolastici;
  4-  diluire nel tempo il piano di assunzioni, per verificare i costi reali e l’adeguatezza delle misure adottate (si suggerisce: su cinque anni);
   5- non stabilizzare nel tempo gli extraacosti (cioè la quota di personale eccedente le necessità di organico);
   6-stabilire per le assunzioni un vincolo di mobilità anche oltre i confini regionali (quanto meno nelle regioni confinanti);
   7-stabilire la decadenza da ogni diritto per chi non accetta l’assunzione nei termini proposti.
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ulisse2002



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MessaggioOggetto: Re: immissioni in 2/3 anni tutelerebbero precari e insegnanti di ruolo   Mar Dic 09, 2014 5:38 pm

l' associazione TREELLE gode di grande prestigio e il suo parere è da tenere in grande considerazione:

http://www.treellle.org/associazione-treellle
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dami



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MessaggioOggetto: Re: immissioni in 2/3 anni tutelerebbero precari e insegnanti di ruolo   Mar Dic 09, 2014 5:57 pm

mirco81 ha scritto:
questi sono solo 12 motivi per i quali questa riforma sarebbe un disastro per la scuola, per tutti i docenti (già assunti e futuri assunti) e sarebbe la fine anche per il governo colpevole del grave malcontento che tale sfacelo di riforma produrrebbe:

1) Renzi promette 150.000 assunzioni, come ‘generosa concessione’. In realtà, il Governo è obbligato ad assumere i precari da una sentenza della Corte di Giustizia Europea, che minaccia per l’Italia 4 miliardi di multa. Gli unici ‘beneficiari’ sarebbero i precari delle GAE (pure quelli che rifiutano incarichi da anni): tutti gli altri (anche con più anni di servizio), dovrebbero semplicemente cambiare lavoro. Ma gli assunti risulteranno infine molti di meno anche rispetto alle GAE (e verranno ‘regolarizzati’, però saranno sempre licenziabili, senza l’articolo 18), perché il Governo ha deciso di far “sparire” i posti vacanti ed alla fine assumerà solo sul turnover dei pensionati, obbligando il personale di ruolo a sostituire gratis gli assenti (calcolo a debito dei giorni di chiusura delle scuole). Quando le scuole non saranno aperte agli alunni entreranno in quella che Renzi chiama “banca delle ore”: così ogni docente dovrà restituirli integralmente lavorando in più (prevalentemente supplenze gratuite) in periodi decisi dal Dirigente o, se serve, anche durante le vacanze natalizie, pasquali ed estive, con mansioni diverse da quelle didattiche (La buona scuola, pp. 51 ss.).

2) Tutti i docenti perderanno la titolarità sull’istituto: con l’ ‘organico funzionale’ si verrà assegnati ad “una rete di scuole”, e uno dei Dirigenti di queste deciderà in quale si lavorerà e con che mansioni. Se necessario, il dirigente potrà obbligare il docente a sostituire gli assenti, anche in scuole diverse (La buona scuola, pp. 14 ss.).

3) Si potrà essere spostati su di un piano interprovinciale, oppure su cattedre relative a materie diverse dalla propria (purché “affini”!) (La buona scuola, pp. 27 ss.). Un gruppo di “esperti” del Governo definirà (in tre mesi - sic!) le “competenze dei docenti” (La buona scuola, pp. 45 ss.).

4) Gli insegnanti passeranno la vita a raccogliere ‘crediti’ da inserire in un PORTFOLIO “vagliato” discrezionalmente dal ‘Nucleo di Valutazione’ di ogni scuola, che potrà operare in modo diverso dai ‘nuclei’ delle altre (La buona scuola, pp. 51 ss.).

5) Aboliti tutti gli scatti di anzianità, rimarrà solo lo stipendio-base. Ogni 3 anni, se ‘graditi ai superiori’, avremmo (ammesso che ci siano i fondi) una mancia di €. 60 (meno per Medie e Primaria). Altrimenti, nemmeno quella. Infatti, solo 2 Docenti su 3 ne avrebbero diritto. Verrebbe stilata una classifica pubblicata on-line e solo i primi due terzi della classifica avrebbero quella mancia (La buona scuola, pp. 51 ss.).

6) Per premiare i “meritevoli” non viene stanziato un euro: è tutto autofinanziato con lo scippo degli scatti automatici. Il primo scatto di ‘merito’ si avrebbe solo nel 2018 grazie al recupero di quelli non pagati nel frattempo (La buona scuola, pp. 55 ss.).

7). Il Dirigente avrebbe fidati esecutori e controllori, chiamati mentor, scelti solo fra chi risultasse ‘meritevole’ per 3 ‘volte’ consecutive (ottenendo la ‘elargizione’ dei 60 € per 9 anni). I ‘mentor’ sarebbero al massimo il 10% della categoria, e guadagnerebbero una “indennità di posizione”, oltre agli scatti di merito (La buona scuola, pp. 57 ss.).

Cosa che non succede in nessun paese del mondo, il dirigente (che non ha i requisiti di terzietà richiesti) avrà mano totalmente libera nello scegliere fra docenti ed ata, premiando o penalizzando come meglio crede.

9) Le scuole private avranno più soldi e con più facilità.

10) Le Scuole Statali riceverebbero soldi da “Enti Locali, famiglie e privati”, che ne determinerebbero la linea educativa.

11) Il dirigente chiamerebbe nella propria scuola i docenti che vuole, scegliendoli dal Registro nazionale senza vincolo di graduatoria o diritti acquisiti, esattamente come nelle scuole private.

12) I Decreti Delegati, che nel 1974 hanno introdotto la democrazia elettiva nella scuola, verrebbero aboliti. Il Collegio dei Docenti diverrebbe un Consiglio meramente consultivo, adibito solo alla programmazione didattica. Tutto il potere andrebbe al Dirigente e al “Consiglio dell’Istituzione scolastica”, al quale parteciperebbero con diritto di voto i finanziatori privati. Insomma, esattamente quanto era già previsto dal disegno di legge Aprea di Forza Italia. Nella scuola, l’eliminazione dell’art. 18 per i neo-assunti s’incastra perfettamente con il piano di gestione privatistica che vuole Renzi, tutto incentrato sullo strapotere dei dirigenti, eliminando di fatto libertà d’insegnamento e d’apprendimento."

Concordo su tutto.
mirco81, vedo che hai la mente lucida, al contrario di altri che sono solo annebbiati dall'idea di avere un posto fisso e che per averlo affosserebbero volentieri tutto il sistema scolastico da un giorno all'altro.
Il forum è molto seguito, ma alla fine chi interviene sono sempre i soliti quattro gatti. Bisogna costituire dei gruppi di pressione che inviino lettere di protesta argomentate ai nostri governanti e parlamentari.
Tu sei presente su facebook? Perché non costituisci un gruppo di protesta contro la riforma? Facendo il gruppo è più facile contare gli interessati e mettersi d'accordo su come agire effettivamente per limitare i danni della riforma.
Facci sapere.
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mirco81



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MessaggioOggetto: Re: immissioni in 2/3 anni tutelerebbero precari e insegnanti di ruolo   Sab Feb 21, 2015 8:08 pm

la fretta fa i gattini ciechi!
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