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 insegnare matematica

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AutoreMessaggio
tripod



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MessaggioOggetto: insegnare matematica   Dom Nov 02, 2014 5:28 pm

Promemoria primo messaggio :

Salve,

insegnando Matematica e Fisica
al Liceo Scientifico vorrei avere
alcuni suggerimenti efficaci riguardo
a queste tematiche:

1) quali strategie didattiche sono attuabili
per ridurre i calcoli al minor numero
possibile e soffermarsi maggiormente
sulle strategie risolutive dei problemi?

2) ho in adozione il testo di geometria.blu
della zanichelli, ma non ho trovato
le soluzioni degli esercizi del libro
(quasi tutte dimostrazioni) nel DVD per il docente.
Voi ne sapete qualcosa?

3) Avete dei siti che propongono
una modalità di insegnamento
più coinvolgente per gli studenti
e nel contempo faccia fare meno
fatica al docente?
Grazie
Alessio
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AutoreMessaggio
lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Mer Lug 22, 2015 4:35 pm

Ire ha scritto:
Tante volte si è parlato di queste cose ed è prevedibile quello che potrebbe esserci risposto.

Per prevenire il prevedibile, e credo costanza che sarai d'accordo con me, dico che è evidente che le cose come vanno ora sono da cambiare ma dovremmo cercare di pensare a qualcosa di diverso dalla situazione dei "bei tempi". Dovremmo cercare di migliorare, non di tornare indietro.



Il problema non sta nel modello inclusivo (che certo non sposo del tutto), ma nell'interpretazione che se ne è data, e che in parte è figlia del clima che si respira nelle scuole.
Da nessuna parte sta scritto che la scuola inclusiva non debba essere formativa, ma è un fatto anche che per includere tutti si è scelta la via maestra dell'abbassamento generale delle pretese, dell'appiattimento dei livelli, del ridimensionamento dell'offerta culturale. La scuola di tutti è diventata la scuola di nessuno.
Questo anche perché ha vinto un sistema che privilegia la forma sulla sostanza. Che enfatizza l'approccio, il metodo, la relazione; che parcellizza gli apprendimenti e nega il valore educativo dei contenuti
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Mer Lug 22, 2015 8:44 pm

lucetta10 ha scritto:


Il problema non sta nel modello inclusivo (che certo non sposo del tutto), ma nell'interpretazione che se ne è data, e che in parte è figlia del clima che si respira nelle scuole.
Da nessuna parte sta scritto che la scuola inclusiva non debba essere formativa, ma è un fatto anche che per includere tutti si è scelta la via maestra dell'abbassamento generale delle pretese, dell'appiattimento dei livelli, del ridimensionamento dell'offerta culturale. La scuola di tutti è diventata la scuola di nessuno.

Si credo che sia come dici tu: il modello inclusivo è stato interpretato e messo in atto in un modo tale per cui,  alla fine, si è scelto di abbassare il livello ed appiattire, uniformare.
Mi stavo domandando perchè.
Io una risposta ce l'ho, che vale almeno nel mio caso.

Nella mia specifica situazione (insegnante di matematica e fisica in un liceo scientifico, 21 ore settimanali) non riesco a star dietro a tutto il carico di lavoro derivante dalla gestione dei vari piani didattici personalizzati che dovrei specificamente elaborare e mettere in atto per i singoli studenti.
Nell'anno che si è appena concluso, ad esempio, ho avuto nove studenti DSA, un altro con un notevole deficit cognitivo (quindi con significative modifiche e riduzioni ai programmi), un altro studente con notevole ipercinesia e disturbo della crescita. Oltre a questi studenti, certificati, ce n'erano alcuni che, sebbene non certificati, avrebbero comunque giovato di un piano personalizzato.
Ebbene io non sono capace a gestire tutte queste cose.
Faccio già fatica ad organizzare la mia didattica, a preparare lezioni decenti, individuare ed eventualmente inventare esercizi e problemi interessanti, preparare e correggere le verifiche.
Al momento non ho il tempo e le capacità per gestire il resto: la didattica personalizzata e calibrata sul singolo a favore dell'inclusione resta qualcosa che, se riuscirò, metterò in atto in futuro.

Quindi, per quel che mi riguarda, la risposta è molto semplice: la scuola dell'inclusione, costruita rendendo l'attività didattica specifica ed in funzione del singolo alunno io non la so fare.
Non ho, per il momento, le sufficienti risorse per metterla in pratica.

Mi domando se gli svariati teorici della didattica si siano mai posti il problema di valutare il carico di lavoro gravante sul singolo docente.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Mer Lug 22, 2015 10:45 pm

AndreaOdi ha scritto:


Nell'anno che si è appena concluso, ad esempio, ho avuto nove studenti DSA ...

Nove alunni DSA su un totale di ...?

AndreaOdi ha scritto:

Nell'anno che si è appena concluso, ad esempio, ho avuto nove studenti DSA, un altro con un notevole deficit cognitivo (quindi con significative modifiche e riduzioni ai programmi), un altro studente con notevole ipercinesia e disturbo della crescita. Oltre a questi studenti, certificati, ce n'erano alcuni che, sebbene non certificati, avrebbero comunque giovato di un piano personalizzato.
Ebbene io non sono capace a gestire tutte queste cose.

Non è capace nessuno, tranquillizzati. Quelle cose sono possibili solo nelle menti candide dei psicopedagogisti e nelle menti dei ministri incompetenti.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Gio Lug 23, 2015 1:18 am

...o nelle menti argute di chi tenta di smontare la scuola come istituzione che allena le menti al ragionamento critico...l ignoranza è l arma perfetta per il controllo delle masse
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Gio Lug 23, 2015 8:05 am

mac67 ha scritto:

Nove alunni DSA su un totale di ...?

Non è capace nessuno, tranquillizzati. Quelle cose sono possibili solo nelle menti candide dei psicopedagogisti e nelle menti dei ministri incompetenti.

Nove su 88.

Ma appunto, per mettere in pratica ciò che teoricamente sarebbe richiesto da questo modello di scuola ci vorrebbe molto più tempo sia in aula sia fuori aula.
Questo tempo invece non c'è per cui, alla fine dei conti, buona parte della teoria che sta dietro alla scuola inclusiva si traduce in "fuffa" inapplicabile.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Gio Lug 23, 2015 2:21 pm

AndreaOdi ha scritto:
mac67 ha scritto:

Nove alunni DSA su un totale di ...?

Non è capace nessuno, tranquillizzati. Quelle cose sono possibili solo nelle menti candide dei psicopedagogisti e nelle menti dei ministri incompetenti.

Nove su 88.


Più del 10%. Sotto il profilo statistico c'è qualcosa che non va visto che i DSA dovrebbero essere al massimo, secondo le stime più pessimistiche, il 6-7% della popolazione. Ottimisticamente vorrei credere che tu abbia avuto solo sfiga. Pessimisticamente mi sovvengono teorie ed ipotesi innominabili ed assolutamente non politically correct...

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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Gio Lug 23, 2015 2:29 pm

Siamo in nord korea?
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Gio Lug 23, 2015 4:49 pm

Lenar ha scritto:
AndreaOdi ha scritto:
mac67 ha scritto:

Nove alunni DSA su un totale di ...?

Non è capace nessuno, tranquillizzati. Quelle cose sono possibili solo nelle menti candide dei psicopedagogisti e nelle menti dei ministri incompetenti.

Nove su 88.


Più del 10%. Sotto il profilo statistico c'è qualcosa che non va visto che i DSA dovrebbero essere al massimo, secondo le stime più pessimistiche, il 6-7% della popolazione. Ottimisticamente vorrei credere che tu abbia avuto solo sfiga. Pessimisticamente mi sovvengono teorie ed ipotesi innominabili ed assolutamente non politically correct...


Lo dico io al posto tuo: è probabile che dalle tue parti qualcuno abbia la "certificazione facile".

A me risulta che la media italiana non supera il 5%; non conosco la varianza, ma credo che il 10% sia più di 3 sigma fuori.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Gio Lug 23, 2015 9:54 pm

Beh però 88alunni non è un campione statisticamente significativo.....
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Ven Lug 24, 2015 9:11 am

Felipeto ha scritto:
Beh però 88alunni non è un campione statisticamente significativo.....

Non proprio, ma non mi lascia nemmeno tranquillo.

O li ha tutti lui, oppure in quella scuola ce n'è circa il 10%. Su una scuola di circa 1000 alunni, il dato sarebbe già significativo. Andrea, ci dai qualche dato in più? Quanti alunni ha la tua scuola? Quanti con DSA?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Ven Lug 24, 2015 9:34 am

Citazione :
Più del 10%. Sotto il profilo statistico c'è qualcosa che non va visto che i DSA dovrebbero essere al massimo, secondo le stime più pessimistiche, il 6-7% della popolazione. Ottimisticamente vorrei credere che tu abbia avuto solo sfiga. Pessimisticamente mi sovvengono teorie ed ipotesi innominabili ed assolutamente non politically correct..

Ossignore come vi turba questa faccenda! ; -)

Perchè non facciamo così: siete in tanti qui, rappresentativi di tutto il territorio nazionale e di ogni ordine di scuola, potremmo aprire un sondaggio per dire

quanti alunni nella scuola
quanti dsa

se riusciremo a raccogliere un migliaio di risposte forse facendo un po' di conti riusciremo a vederci più chiaro.

Tra le tante esperienze che vi potrei raccontare vi racconto che ho avuto occasione di fare due chiacchiere in privato con un utente che mi raccontava come in una certa scuola di un certo posto non avessero mai avuto dsa, quello iscritto ora era proprio il primo. Questione di tipo di scuola, naturalmente.

Quei ragazzi che non sono andati lì, da qualche altra parte sono andati.

Indubbiamente le certificazioni facili ecc ecc ecc, ma tenete anche presente altre possibilità.

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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Ven Lug 24, 2015 1:46 pm

Ire ha scritto:
Citazione :
Più del 10%. Sotto il profilo statistico c'è qualcosa che non va visto che i DSA dovrebbero essere al massimo, secondo le stime più pessimistiche, il 6-7% della popolazione. Ottimisticamente vorrei credere che tu abbia avuto solo sfiga. Pessimisticamente mi sovvengono teorie ed ipotesi innominabili ed assolutamente non politically correct..

Ossignore come vi turba questa faccenda!  ; -)


Tra le tante esperienze che vi potrei raccontare vi racconto che ho avuto occasione di fare due chiacchiere in privato con un utente che mi raccontava come in una certa scuola di un certo posto non avessero mai avuto dsa, quello iscritto ora era proprio il primo.  Questione di tipo di scuola, naturalmente.

Quei ragazzi che non sono andati lì, da qualche altra parte sono andati.

Indubbiamente le certificazioni facili ecc ecc ecc, ma tenete anche presente altre possibilità.


Indubbiamente. Lo spettro delle possibili giustificazioni al fenomeno è molto variegato. Concordo cmq che meriterebbe un'analisi numericamente approfondita.

E, forse, considerando che questo sub-thread è nato dalla confessione (condivisibilissima) di una collega che ha palesemente dichiarato che non riesce a seguire 9 studenti DSA contemporaneamente mandando allo stesso tempo avanti la didattica per la classe, un approccio didattico diverso.

Io, ad esempio, sono dell'opinione che la diagnosi di DSA non deve essere un'autorizzazione a "fare meno". Al contrario un DSA è chiamato a fare di più, in termini di sbattimento personale, rispetto agli altri. Sarebbe anche opportuno che il famoso "organico potenziato" di Renzi servisse anche per "tenere sotto", in maniera personalizzata, i DSA.


Ultima modifica di Lenar il Ven Lug 24, 2015 5:12 pm, modificato 1 volta
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Ven Lug 24, 2015 2:27 pm

Assolutamente solidale con lavostra collega che dichiara di non riuscire a seguire 9 dsa.
Tanto più che ha dimostrato di sapere cosa servirebbe!! (non è da tutti)

Non può riuscirci da sola e l'unico modo è quello che famiglia e ragazzo si sbattano bene bene.

La diagnosi di dsa non è una autorizzazione a fare di meno: la diagnosi di dsa è una autorizzazione a fare diverso.

Chi non ci gioca, caro lenar (e sono tanti quelli che per varie ragioni ci giocano), quando ha un dsa in casa si sbatte parecchio, credimi, (io ne conosco tanti che si sbattono parecchio) predisporre un lavoro fruibile al ragazzo è impegnativo. Il ragazzo con dsa lavora sempre "in traduzione" e se ci pensi è un lavoro faticoso.
Per questo tu hai l'impressione che sia autorizzato a fare meno: il suo lavoro impegna il doppio degli altri e più di tanto la testa di chiunque non rende.
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Ven Lug 24, 2015 3:59 pm

Allora, un po di precisazioni. Intanto giusto per amor del vero non sono una collega ma un collega (Edit perché non funzionano le faccine dallo smartphone!?!)
Secondo: lavoro in una paritaria con circa 300 studenti. Nelle.altre sezioni la percentuale di dsa è comunque elevata.
Terza questione: la difficoltà non è solo nel seguire gli studenti con i disturbi specifici, ma anche star dietro agli altri. Oltre ai nove dsa infatti avevo altri due casi certificati difficili per non parlare di un altro 20% minimo di studenti non certificati che avrebbero giovato di un pdp o di qualcosa di calibrato su di loro. Questa sarebbe la scuola dell'inclusione (credo). Escludo che si possa poi mettere in atto per davvero, se non attraverso un significativo incremento nell'organico. Penso che venti ore di lezione ben fatte, pensate ed organizzate siano più che sufficienti per un docente di medie capacità (o almeno per me). Il resto sono tutte aggiunte molto belle che però IMHO devono essere gestite in altro modo, non dal docente a 20 ore.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Ven Lug 24, 2015 4:15 pm

Nei due casi certificati gravi avresti dovuto avere due colleghi (almeno uno) di sostegno.

Non so se la scuola paritaria possa essere confrontata con una statale in quanto ad iscrizioni di alunni con problemi.
Esprimo meglio il mio dubbio, e ti chiedo perdono, ma non ci posso fare nulla, è un dubbio che ho:

avendone intenzione è abbastanza facile in una scuola statale ottenere favori per il ragazzo con dsa (si fa un po' di casino, si mette in mezzo una associazione e si ottiene che il cdc se ne lavi le mani e lo promunova)

In una scuola paritaria la vedo ancora più facile e allora penso che forse è questa la ragione per quell'elevato numero di iscrizioni di ragazzi con problemi.

Temo di averla detta grossa e magari non è il caso della tua scuola. scusami
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Ven Lug 24, 2015 5:18 pm

Ire ha scritto:
Assolutamente solidale con lavostra collega che dichiara di non riuscire a seguire 9 dsa.
Tanto più che ha dimostrato di sapere cosa servirebbe!!  (non è da tutti)

Non può riuscirci da sola e l'unico modo è quello che famiglia e ragazzo si sbattano bene bene.

La diagnosi di dsa non è una autorizzazione a fare di meno: la diagnosi di dsa è una autorizzazione a fare diverso.

Chi non ci gioca, caro lenar  (e sono tanti quelli che per varie ragioni ci giocano), quando ha un dsa in casa si sbatte parecchio, credimi, (io ne conosco tanti che si sbattono parecchio)  predisporre un lavoro fruibile al ragazzo è impegnativo.  Il ragazzo con dsa lavora sempre "in traduzione" e se ci pensi è un lavoro faticoso.

Per la verità era esattamente questo quello che intendevo con il mio precedente messaggio. Una diagnosi di DSA deve essere un "commitment" per il ragazzo e, sopratutto, IMHO, per la famiglia che, giocoforza, è chiamata a essere non solo partecipe ma protagonista. Il problema si ha quando la diagnosi viene usata come "clava" contro la scuola.


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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Ven Lug 24, 2015 5:24 pm

AndreaOdi ha scritto:
Allora, un po di precisazioni. Intanto giusto per amor del vero non sono una collega ma un collega (Edit perché non funzionano le faccine dallo smartphone!?!)
Secondo: lavoro in una paritaria con circa 300 studenti. Nelle.altre sezioni la percentuale di dsa è comunque elevata.
Terza questione: la difficoltà non è solo nel seguire gli studenti con i disturbi specifici, ma anche star dietro agli altri. Oltre ai nove dsa infatti avevo altri due casi certificati difficili per non parlare di un altro 20% minimo di studenti non certificati che avrebbero giovato di un pdp o di qualcosa di calibrato su di loro. Questa sarebbe la scuola dell'inclusione (credo). Escludo che si possa poi mettere in atto per davvero, se non attraverso un significativo incremento nell'organico. Penso che venti ore di lezione ben fatte, pensate ed organizzate siano più che sufficienti per un docente di medie capacità (o almeno per me). Il resto sono tutte aggiunte molto belle che però IMHO devono essere gestite in altro modo, non dal docente a 20 ore.

Qui, IMHO, si annida il busillis della questione. Proprio per questo auspicherei un impiego "ragionato" del famigerato "organico dell'autonomia". Spero che non si risolva, invece, in qualche corso di "sicurezza stradale" o nell'istituzione di un pool di "ruote di scorta" da impiegare alla bisogna per tappare i buchi delle supplenze.

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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Ven Lug 24, 2015 6:47 pm

Ire ha scritto:
Nei due casi certificati gravi avresti dovuto avere due colleghi (almeno uno) di sostegno.

Non so se la scuola paritaria possa essere confrontata con una statale in quanto ad iscrizioni di alunni con problemi.
Esprimo meglio il mio dubbio, e ti chiedo perdono, ma non ci posso fare nulla, è un dubbio che ho:

avendone intenzione è abbastanza facile in una scuola statale ottenere favori per il ragazzo con dsa (si fa un po' di casino, si mette in mezzo una associazione e si ottiene che il cdc se ne lavi le mani e lo promunova)

In una scuola paritaria la vedo ancora più facile e allora penso che forse è questa la ragione per quell'elevato numero di iscrizioni di ragazzi con problemi.

Temo di averla detta grossa e magari non è il caso della tua scuola. scusami

Ciao, effettivamente uno dei due studenti aveva il sostegno! (l'altro no ma non c'erano gli estremi per averlo).

Per quanto riguarda le altre tue osservazioni, capisco le tue perplessità, non preoccuparti (e purtroppo ci sono scuole dove succede di tutto e di più, di certo più facilmente tra le private).
Per fortuna però la scuola dove lavoro io è abbastanza tosta e dal punto di vista didattico direi assolutamente corretta. Ora non so se da noi uno studente con DSA sia mai stato bocciato, ma di fatto il consiglio di classe non subisce mai pressioni avverse a debiti o bocciature : )
Cmq no problem per le tue (legittime) riflessioni!
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Ven Lug 24, 2015 6:55 pm

Lenar ha scritto:


Per la verità era esattamente questo quello che intendevo con il mio precedente messaggio. Una diagnosi di DSA deve essere un "commitment" per il ragazzo e, sopratutto, IMHO, per la famiglia che, giocoforza, è chiamata a essere non solo partecipe ma protagonista. Il problema si ha quando la diagnosi viene usata come "clava" contro la scuola.



Ed in effetti, almeno in una parte dei casi che mi sono capitati, è andata così. La famiglia seguiva/faceva seguire il/la ragazzo/a spesso con l'aiuto di un tutor, con cui peraltro ho preso contatti almeno nei casi più complessi. Da quel punto di vista effettivamente abbiamo lavorato in relativa sinergia e devo dire non mi è mai capitato di subire pressioni per far alzare il voto in virtù di una diagnosi di DSA (cosa che per la verità sarebbe potuta capitare in quanto alcuni alunni con diagnosi sono risultati nettamente insufficienti).

Il problema che ho riscontrato io è che star dietro a tutto è praticamente impossibile, esattamente come ha ben colto Lenar.

Che il singolo docente possa gestire tutti questi aspetti contemporaneamente è decisamente arduo!!!

Cmq siamo andati ampiamente off-topic!
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MessaggioOggetto: Re: insegnare matematica   Dom Lug 26, 2015 8:44 pm

Ho visto che nel sito non c'è un'area delle presentazioni e, visto che sono ai miei primi messaggi, mi presento qui. Mi chiamo Sara Gobbato, insegno da trent'anni, ma solo da 4 sono insegnante di Matematica e Fisica in un Liceo Scientifico.
Volevo rispondere alla domanda iniziale
tripod ha scritto:
Salve,
1) quali strategie didattiche sono attuabili per ridurre i calcoli al minor numero possibile e soffermarsi maggiormente
sulle strategie risolutive dei problemi?

Per abituare i ragazzi a concentrarsi sulle strategie risolutive uso spesso le schede di Matematica per il cittadino che ci sono nei testi della Zanichelli, o le schede di Matematica 2003, o quelle di Mat@bel, ogni anno prendo un testo di matematica ricreativa dal quale cerco di estrapolare delle schede di lavoro, l'ultimo è un piccolo testo della Zanichelli Semafori intelligenti, record olimpici e risparmio energetico, di Bertoni. Ogni anno preparo un paio di schede, che poi spesso riesco a riciclare negli anni successivi.

tripod ha scritto:
2) ho in adozione il testo di geometria.blu della zanichelli, ma non ho trovato le soluzioni degli esercizi del libro (quasi tutte dimostrazioni) nel DVD per il docente. Voi ne sapete qualcosa?
Qui non ti posso aiutare, ho il Baroncini Manfredi della Ghisetti&Corvi.

tripod ha scritto:
3) Avete dei siti che propongono una modalità di insegnamento più coinvolgente per gli studenti
e nel contempo faccia fare meno fatica al docente?
Collaboro con il forum di Matematicamente, nel sito ci sono diverse attività che ti possono aiutare.

Molto interessante è anche il testo di Domingo Paola, Matematica Dappertutto, ed. Zanichelli, che imposta la matematica del biennio in modo assolutamente diverso dal tradizionale.

Ti sei iscritto a myzanichelli? Se ti iscrivi come insegnante puoi scaricare oltre a varie schede di problemi pratici, con soluzione, anche prove scritte ed esercizi in più da utilizzare nelle interrogazioni.
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